venerdì 27 gennaio 2012

OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO...

Di Daniela



Sfido chiunque a dire che i legami che si creano tramite la rete non sono legami veri. 

Sfido chiunque a dire che l’insensibilità, la freddezza e l’interesse personale regnano ormai sovrani in ogni aspetto della nostra vita

Sfido chiunque a dire che la generosità e la gentilezza d’animo sono valori ormai superati. 

Oggi posso dimostrarvi, prove alla mano, che tutto questo non è assolutamente vero: lo dimostrano sia la persona festeggiata, sia tutti coloro che si sono stretti intorno a lei per augurarle un milione di cose belle, con generosità, fantasia, entusiasmo e vagoni di affetto.

Perciò mi unisco al coro dei nostri amici, che hanno voluto e saputo organizzare tutto questo,  per gridare con tutto ilmio entusiasmo

(OCCHIO, MALOCCHIO, PREZZEMOLO E FINOCCHIO...)

AUGURI ALE!!! 

Auguri ad un’amica sincera e generosa, ad una donna intelligente e capace : insomma ad una persona speciale!!! 



Date un’occhiatina ai blog di Eleonora, Fabio ed Annalù, Mapi, Flavia, Stefania, Giulia, Sandra, Greta, Mario, Cristina B. , Emanuela, Loredana, Cristina G., Patty, Simonetta, Alessandra, Stefania PeS, Mai, Roberta, Muscaria, e ditemi se non vi commuovereste anche voi come starà sicuramente facendo ora Ale…..:-))) 
Che altro dire?

giovedì 26 gennaio 2012

Leggiamo insieme... Il Gattopardo (capp-8-9)

MT book club

Sabato scorso è mancato Vincenzo Consolo: ne hanno parlato tutte le testate più importanti, ricordandolo significativamente come l'anti Gattopardo, in riferimento a quella tensione costante verso una letteratura intrisa di impegno politico che ha fatto di questo scrittore se non l'erede, quanto meno l'autore che più si avvicina a Leonardo Sciascia, per la consapevolezza del potere della narrazione- e ancor prima, della parola- per sondare alle radici la storia di un popolo e risvegliarne la coscienza civile e politica. Mentre leggevo i vari articoli, ripensavo alle parole con cui Mario, la scorsa volta, ha sovvertito la linea dei nostri commenti, unanimemente sintonizzati sulla simpatia per il personaggio del Principe di Salina: tanto noi lo sentivamo vicino, per quel senso di rassegnata desolazione, quanto lui lo percepiva alieno e distante, proprio per l'aver rinunciato, pur avendone avuto i mezzi, a sovvertire la legge del "bisogna che tutto cambi, perché tutto resti com'è".

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.

Di Daniela
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Quasi quasi sono fuori dal tunnel nel nel nel nel dei festeggiamenti (per parafrasare un testo assai noto): in realtà è una gioia, ma è impegnativo stare dietro ad ogni cosa... La piccoletta è in estrasi e gongola tra i mille regali dei suoi cugini, zie, prozie, sorelle, nonna e genitori; con un sorriso soddisfatto ha risposto garbatamente a tutti gli auguri che ha ricevuto via telefono,  sms e messaggi vari e si è dedicata, con instancabile impegno, a mangiare di gran gusto le sue torte, in attesa di quella più scenografica che avrà sabato.
Già perchè non è finita qui: il tutto avrà ancora qualche strascico sabato, appunto, per le sue amichette, per le quali ho in mente una torta tres chic :-), più qualche altro festeggiamento di cui sentirete parlare :-)......
Sembra comunque che oggi, pur di corsa, io riesca a riacquistare un po' di equilibrio, in questo tour de force, fino al punto di riuscire a proporvi qualcosa di salato, molto gustoso e saporito, piatto unico se in proporzioni consone o antipasto ricco se in proporzioni mignon, scegliete voi in base alle esigenze.

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.
una personale rielaborazione da CI gennaio 2012
polenta uovo e scimudin

Ingredienti per 8 persone
500 gr di farina di mais
400 gr di foglie di cavolo nero
160 gr di scimudin (o altro formaggio morbido a pasta molle e grassa dal sapore piuttosto delicato)
8 uova
1 scalogno
rosmarino
alloro
parmigiano reggiano
olio evo
latte
burro
sale
pepe (ideale il bianco o il più "sfrizzolo" pimento)


polenta e uovo2


mercoledì 25 gennaio 2012

I Macarons alla menta e liquerizia che NON partecipano...

macarons menta liquerizia

...al Contest a colori di Valentina e Cinzia, con tutto il rammarico di questo mondo. Ma prima di spiegarvi il perchè, parto dall'antefatto. Che è, appunto, questo nuovo contest, nato dall'amicizia di due food bloggers, piene di idee, di entusiasmo e di voglia di fare. Noi le conosciamo bene, perchè sono due firme storiche dell'emmetichallenge con abilità e fantasia da vendere: in più, a me piace lo spirito di chi cerca ogni occasione per giustificare la propria permanenza in una cucina sempre più simile ad un laboratorio e questa nuova sfida ne ha da vendere. E mi piacciono gli appuntamenti  che si ripetono, gli arrivederci, gli stimoli e- perchè no?- anche le scadenze, visto che l'under pression è da sempre la mia dimensione ideale (e si tacciano le ceneri del mio sistema nervoso).

Le frittelle di castagne per lo Starbooks... e se parlassimo ancora un po' di menu?

frittelle di castagne

Sull'"ancora un po'" mi scappa da ridere e anzi: se non ne potete più e decidete di passar oltre, non mi offendo. Anche perchè non ne avrei motivo, visto il ricorrere di questo tema nei miei ultimi post. Epperò, più mi addentro nella materia, più mi convinco di quanto sia fondamentale per la buona riuscita di un pranzo o di una cena elaborare un menu intelligente, che sappia rispondere tanto ai requisiti previsti dal galateo quanto alle esigenze della padrona di casa. In più, stavolta ho pure l'occasione per tornare in tema: con le amiche dello Starbooks, infatti, abbiamo deciso di chiudere il nostro appuntamento con il libro del mese provando a cucinare un intero menu a base di farina di castagne. Non lo abbiamo studiato a tavolino, perchè in quel caso avremmo fatto di meglio, ma ci siamo limitate a riassemblare quello che avevamo preparato, secondo le regole che presiedono alla successione classica dei piatti. Ne è venuto fuori un pranzo completo, corredato pure di un doppio dolce, che potrebbe servire da spunto per un invito a tema, per esempio- e fra poco vi rinvio a tutte le proposte, in bell'ordine. Prima, però, ancora due o tre dritte, sul menu..

martedì 24 gennaio 2012

Mini muffins al doppio cioccolato : golosità allo stato puro!

Di Daniela

Le mie figlie hanno tutte avuto il vezzo di nascere in prossimità di un qualche evento, anniversario o comunque data importante per il resto della famiglia. Ha cominciato la grande, nascendo esattamente il giorno tra il compleanno di sua nonna paterna e del suo papà, suscitando subito i commenti del suddetto padre, tipo "l'hai fatto apposta per non farla nascere nello stesso mio giorno!", che per l'occasione dicuteva con sua madre sul tema "a chi assomiglierà di più?" suscitando l'ilarità degli astanti. Ah, va da se che ora che la bimba di anni ne ha qualcuno in più, lui è passato al rimpallo delle responsabilità : quando discutono lei diventa quella che : "A me? non assomiglia neppure un po'! Ha tutto il carattere di sua nonna e sua mamma!!" :-)))).
Ha proseguito la tradizione la seconda figlia, portando gioia e serenità in una giornata altrimenti cupa e non poteva certo smentirsi la terza nascendo esattamente a 6 ore e 45 minuti dallo scadere del giorno del mio anniversario... e dire che avevo scelto gennaio proprio perchè praticamente tutte le nascite e i compleanni nella mia famiglia e in quella di mio marito cascano in settembre-ottobre (nipoti, cognate, figlioccie, sorella, suocera, cognati e perfino amici più cari!)  e io volevo avere un momento di festa tutto per noi due ! Invece, implacabile, la Microba è arrivata, facendosi attendere parecchio pur di rispettare la tradizione delle sue sorelle....
Perdonerete quindi, se in questi giorni sarò un po' più telegrafica, ma tra torte festeggiamenti multipli e riunioni di famiglia, il tempo diventerà ancor più tiranno. :-)
Intanto inizio festeggiamenti gdetevi con me questi morbidi e golosissimi

MINI MUFFINS AL DOPPIO CIOCCOLATO
muffins ciocco  
Per 20 mini muffins al doppio cioccolato

150 gr di farina 00
70 di gocce di cioccolato fondente o al latte
40 gr di cacao in polvere amaro 
45 gr di farina di mandorle 
90 di zucchero 
100 di burro 
125 di latte 
1 puntina di bicarbonato
½ bustina di lievito vanigliato 
1 uovo grande o 1 uovo e 1 tuorlo piccolo 
1 pizzico di sale 
Una decina di pistacchi
Zucchero di canna q.b.

muffins ciocco

Mescolate come sempre gli ingredienti secchi setacciati in una ciotola (farina 00, farina di mandorle, cacao, lievito, sale, zucchero e bicarbonato) e in un'altra quelli liquidi (burro fuso, latte, uova). 
Mescolate bene i due componenti separati e poi uniteli in un’unica ciotola mescolandoli brevemente. 
Versate il composto negli stampini da minimuffins (ne otterrete una ventina muffin più, muffin meno), cospargete su ognuno un bel pizzico di pistacchi tritati e uno di zucchero di canna. Infornateli a 180 °C nel forno statico, per evitare lievitazioni tipo torre di Pisa.

mini muffins ciocco
Non farete in tempo a farli raffreddare, una volta sfornati. Provate. Golosi e morbidi oltre ogni dire.
Buona giornata

Dani

Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Panificazione artigianale

Di Daniela

Vorrei proporvi solo un veloce aggiornamento riguardante il post di domenica sul concorso The Pastry Queen, il primo campionato Mondiale dedicato alle donne, disputato al Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria e Panificazione artigianale. In gara c'erano 10 tra le migliori pasticcere dei cinque continenti. Quattro erano le prove previste: torta, dessert al piatto, scultura in zucchero e pastigliaggio (torta realizzata con cioccolato Domori, dessert al piatto innovativo abbinato ad un sorbetto di frutta, scultura in zucchero e pastigliaggio). L´ultima prova, a sorpresa (dessert esclusivo al bicchiere a base di marron glacée) si è tenuta la domenica mattina.
Tema del Campionato Mondiale femminile: universo donna .

foto da qui
Domenica pomeriggio è stata proclamata la vincitrice assoluta e la prima Pastry Queen è stata Sonia Balacchi, una giovane pasticcera di 29 anni di Rimini, che ha preceduto nove concorrenti da tutto il mondo.

foto da qui
Alla Francia (Jean Marc Guillot - Manager e Kyung-ran Yi - Concorrente) il secondo posto e agli Usa (Robert Ellinger - Manager e Susan E. Notter - Member ) il terzo.

 Sonia con la sua creazione
E' una bellissima notizia per chi come noi è appassionato di cucina e, diciamolo, talvolta anche un po' "tifoso" per i colori nazionali! Bravissima Sonia!
Durante un' intervista riportata sul blog di M. Ragona, Sonia ha addirittura dato la ricetta del capolavoro che vedete nella foto e che potrete leggere qui direttamente .

PS Fra i lavori di Sonia ne ho trovato uno che vorrei dedicare a mia figlia Giorgia, lei sa perchè! :-)

Ancora un'infinità di complimenti alla bravissima Sonia e a voi tutti buona giornata

Dani

lunedì 23 gennaio 2012

Le pappardelle- che erano tagliatelle... alla Gennaro, di Emmeti



"Stavolta, partecipo anch'io. Ma il nome del piatto non te lo dico: sennò, finisce che ti rovino la sopresa"

La zuppa del condannato a morte per le mine(st)Renne- la Sbira genovese

Collage di Sbira


Confesso di aver esitato parecchio prima di proporre questa ricetta agli amici delle (St)Renne: non tanto per la carta d'identità di questa minestra, che è antichissima, specie nella versione povera, quanto per l'ingrediente principale, che non è propriamente roba da blog. Sto parlando della trippa, oggi poco presente sulle tavole reali e virtuali delle nostre cucine ma un tempo diffusissima, almeno qui a Genova, dove le tripperie abbondavano. Non dico che ce ne fosse una in ogni angolo, ma una in ogni quartiere, sì: così come era facile trovarla sui banchi del macellaio, senza doverlo ogni volta supplicare per l'ordinazione. Anzi, a pensarci bene, temo che la mia avversione per la trippa debba imputarsi proprio a queste botteghe che, già al mattino, iniziavano a lavarla e a preparare i brodi. A me toccava passare davanti ad una di queste, d'estate, tutti i santi giorni e vi assicuro che avrei dato qualsiasi cosa per un percorso alternativo che purtroppo non c'era. Da allora, sono diventata un mostro nelle immersioni in apnea, ma di trippa neanche a parlarne. 

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