OverBlog

lunedì 26 agosto 2013

Mentre noi stiamo lavorando per voi...


image from here


... e' vero che fate lo stesso per noi?
Intendiamo dire: mica vi sarete dimenticati dello Starbooks Redone, no?
Vi aspettiamo, mercoledì 4 settembre, con le prime novità!
Buon lavoro!
Le Starbookers ;-)

mercoledì 22 maggio 2013

Annunciaziò, annunciaziò!



Carissime lettrci, carissimi lettori,
siamo liete di annunciare il nostro trasloco su OverBlog .
Menu Turistico adesso ha un dominio: http://www.menuturistico.com/

A presto!
Ale&Dani

mercoledì 15 maggio 2013

Le Francesi non ingrassano (Gnocchi alla Parigina)

gnocchi1

Era il titolo di un libro di qualche tempo fa, Le Francesi non ingrassano. Ma voi prendetelo come un assioma. Stile, "il punto non ha dimensioni", "il piatto che ti riesce sempre quando lo prepari per la famiglia sarà un flop colossale quando lo preparerai per gli ospiti di riguardo", "se vai dal parrucchiere /pioverà, se fai lavare la macchina/chiama noè" e tutte queste regole non scritte che costituiscono il vero decalogo delle donne in corriera, come la sottoscritta e molte altre. 
Che se mangiano un croissant, al mattino, devono correre per una settimana, per smaltirlo- e non è detto. Che le salse al burro, queste sconosciute. Che i formaggi, e il colesterolo. Che si ingozzano di barrette deitetiche, davanti alle vetrine delle pasticcerie. E per il resto, olio extravergine, verdure, cotture veloci, dieta mediterranea - e tutto perchè al di qua del Monviso ci è toccato un metabolismo diverso. 
Perchè è così, sia chiaro. 
Ed è ancora più chiaro dopo tre forchettate di questi gnocchi alla parigina, che hanno vanificato in un fiat due settimane di sforzi sovrumani, per convincere la bilancia ad avere pietà e ad allacciare le giacche senza andare in ufficio con un look da pornodiva in gramaglie dalla barbaradurso. 
E son tanto arrabbiata, ma tanto arrabbiata, che non sto neppure a controllare, se quell' "alla parigina" abbia un qualche aggancio reale al territorio o alla storia oppure sia una bufala bell'e buona: l'unico aggancio che mi interessa, in questo momento, è quello della cerniera dei jeans-e non son soddisfazioni, in questo istante.
E comunque: sono una delle robe più buone del mondo. Non da porca figura- di più. Non da bis, ma da ter, quater e sperleccamenti di teglie. Non da "dammi la ricetta", ma "imponi le mani su di me, che fai miracoli".
E cosa volete che sia, un kg in più, in cambio di tutto questo???
(una tragedia, lo so da me, grazie...)


GNOCCHI ALLA PARIGINA


per 6 persone che faranno il bis
mezzo litro di latte intero
300 g di farina
200 g di burro (150 + 50)
8 uova intere
150 g di Parmigiano grattugiato (100 + 50)
noce moscata
sale

per la salsa mornay
600 ml di bechamelle
2 tuorli
200 ml di panna
100 g Gruviera


La base è una sorta di pasta choux, preparata col latte, anzichè con l'acqua. 
In una ampia casseruola (personalmente, mi trovo meglio con quelle dal fondo largo e dai bordi non eccessivamente alti) far bollire il latte con 150 g di burro, la noce moscata  e poco sale. Fiamma bassa, mi raccomando, almeno finchè il burro non si è completamente sciolto (se tagliate il burro a cubetti, si scioglierà prima e in modo più uniforme)
Nel frattempo, setacciate la farina
Appena il latte bolle, versate la farina tutta in una volta nella casseruola e, con l'aiuto di un cucchiaio di legno, a fiamma media, mescolate bene e fate cuocere, fino a quando la pasta non si staccherà dai bordi della pentola.
Spegnete il fuoco, versate l'impasto su un tagliere di marmo o altra superficie fredda e lasciate intepiedire.
Quando la base della pasta è fredda o almeno tiepida, inziate ad incorporare le uova. Potete farlo a mano, mettendo l'impasto in una terrina molto capiente, lavorando con una frusta; oppure nel Kenwood, con la frusta che si usa per montare gli albumi. L'importante è che aggiungiate un uovo per volta: aggiungete il successivo solo dopo che il precedente è stato del tutto incorporato.
All'inizio, la pasta si "straccerà": poi, via via, si ricompatterà, diventando uniforme e spumosa.
Unite anche il formaggio grattugiato (100 g)  e aggiustate di sale.

Dopodichè, prendete una pentola capiente e riempitela d'acqua, un po' più di metà.
Anche in questo caso,  mi trovo meglio con le pentole dai bordi bassi, piuttosto che con quelle in cui cuocio gli spaghetti: considerate che questi gnocchi non vanno scolati nello scolpasta, tutti assieme, ma tirati su pochi per volta con la schiumarola. Quindi, dovete poter lavorare in tutta comodità.
Portate a bollore, salate leggermente e aspettate che riprenda a bollire.

Prendete una tasca da pasticcere, senza bocchetta. Io uso quelle usa e getta e pratico un taglio leggermente obliquo a due dita circa dal fondo.
Riempitela con la pasta degli gnocchi e, lavorando direttamente sopra la pentola , spremetel'impasto, tagliandolo ad una lunghezza di circa un cm, in modo che cada direttamente nell'acqua bollente, così:

gnocco

Procedete a venti per volta, non di più e non scolateli subito, appena vengono a galla: aspettate che gonfino, senza timore che si rompano, perchè non succederà. All'incirca, un minuto, un minuto e mezzo. Tirateli su con la schiumarola, scolandoli benissimo e disponeteli in una teglia, sul cui fondo avrete versato uno strato leggero di salsa Mornay (v. sotto).
Procedete così, fino alla fine dell'impasto.
E' possibile che dobbiate fare due strati di gnocchi, nella stessa teglia: in tal caso, separateli l'uno dall'altro con un velo di Mornay.
Alla fine, versate la restante Mornay sugli gnocchi, spolverate con il Parmigiano rimasto e con fiocchetti di burro.
Infornate a forno caldo (200 gradi) e fate cuocere per 20 -30 minuti: la sueprficie deve essere gratinata.

Prima della cottura si possono congelare oppure possono essere conservati in frigo, coperti da pellicola trasparente, fino a un max di 24 ore.
Il consiglio spassionato è di prepararli il giorno prima, se volete servirli per pranzo, o la mattina, se volete prepararli per cena. A parte che un po' di riposo giova sempre, a queste preparazioni, perchè i vari ingredienti si combinano meglio, è un lavoraccio immane, che vi porta via un sacco di tempo e vi sconvolge la cucina.

Salsa Mornay
Preparate una bechamelle con 600 ml di latte intero, 60 g di burro , 60 g di farina e sale e lasciatela intiepidire. Fuori dal fuoco, aggiungere i tuorli, la panna, il formaggio grattugiato e aggiustare di sale.

Variante eretica- senza le uova (e non si chiama più Mornay)
aggiungete a 600 g di bechamelle 200 ml di panna, oltre alle stesse dosi di formaggio e di sale.

lunedì 13 maggio 2013

Tagliatelle alla curcuma e papavero con salsa piccante

Di Daniela

Nella mia esistenza (e parliamo di un bel po' di anni :-) ormai), ho sempre avuto delle passioni ricorrenti, che ciclicamente si ripresentano alla mia attenzione con la stessa intensità di quando le ho concepite:  come onde si sovrappongono, si avvolgono su se stesse, calano di intensità e poi riesplodono... 
Non sono moltissime, ma sono tutte ugualmente importanti, coinvolgono la fotografia e poi, attraverso la cucina o l'oggettistica, si spingono fino ai libri e al giardinaggio. per poi ricominciare da capo, non necessariamente in questo ordine.
I libri mi perseguitano da quando ero molto piccola. Me li regalavano parenti e amici, come si usava, per le feste tradizionali ed io, a differenza di altri, ne ero felicissima. Col tempo mi  sono legata in modo particolare ad alcuni di loro, che ho letto e riletto veramente decine di volte nel corso degli anni. Di alcuni ho addirittura diverse copie tra comprate, regalate e ricomprate solo per il piacere, magari, di una rilegatura diversa, dovuta spesso all'età dell'acquisto; ho alcune edizioni veramente...scarne, a voler essere cortesi, che risalgono a quando, studiando fuori casa, mi avanzavano ben poche lire da dedicare loro.
Uno tra i preferiti di sempre (di cui posseggo ben 4 copie) è il Piccolo Principe. Quella nella foto è la copertina dell'edizione che ho comprato per la mia figlia grande, quando aveva 5 anni... lei si divertiva a guardare le figure e io a leggerglielo. E' un libro splendido, di cui non ci si può mai stancare, tanto che in alcuni momenti sembra addirittura magico: tra le sue righe, trovi, ogni volta che lo leggi, qualche particolare che si adatta perfettamente all'attimo che stai vivendo... qualche volta è gioia, o emozione, qualche volta dolore, ma sempre poesia ingenua e dolcissima, che ti colpisce nel profondo del cuore.
Bene, quest'anno il Piccolo Principe compie 70 anni (fu pubblicato il 6 aprile 1943): settant'anni di successo ininterrotto, di leggerezza e profondità, di amore e bellezza.
E allora non potevo perdere quest'occasione per dire a un vecchio compagno di molte giornate della mia vita, mille di questi giorni, Piccolo Principe!!!!, sperando che la sua bellezza continui ad affascinare giovani menti di ogni età, per moltissimi anni ancora, perchè è bello pensare che forse "le stelle sono illuminate perchè ognuno possa un giorno trovare la sua."


  • Tagliatelle alla curcuma e papavero i salsa piccante
  • da un'idea di Elle à table

tagliatelle 2

Ingredienti
Per 500 g pasta fresca:
300 g di farina 00 
3 uova s 
1 cucchiaio di semi di papavero 
1 cucchiaino da caffè di curcuma 
1 cucchiaio di olio d'oliva 
pepe 
Per la salsa 
2 spicchi d' aglio 
1 bel pizzico di peperoncino in polvere 
1 peperoncino intero 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato. 


pasta alla curcuma


Mescolate la farina, semi di papavero e curcuma. 
Disponete a fontana sulla spianatoia la farina e aggiungete le uova sbattute . 

Cominciate ad impastare a meno intridendo, a poco a poco, con le uova la farina, aggiungendo poi l'olio d'oliva e impastate energicamente per tutto il tempo necessario per ottenere una pasta compatta e sostenuta.. 

Formate una palla, coprite con la pellicola trasparente e lasciatela riposare per un'oretta. Poi dividete l'impasto in 2 parti e cominciate a tirare la sfoglia con il mattarello, o adoperate la macchinetta, la mitica nonna papera, per ottenere delle tagliatelle. Mettete ad asciugare la pasta stesa su un mattarello sospeso, o sull'apposito attrezzino in legno o come siete soliti fare e intanto preparate il condimento.

DSCF8921

Per delle tagliatelle già di per se così profumate e colorate, un sughetto semplice e piccante come un aglio, olio e peperoncino è davvero azzeccato.

Per prepararlo ognuno ha il suo modo e le sue quantità preferite, legate al piccante o al sapore più o meno deciso di aglio. Io personalmente ne uso due spicchi non troppo grandi: uno lo lascio intero e lo schiaccio leggermente e l'altro lo taglio a fettine sottilissime. Lo metto a scaldare in una padella con dell'olio extravergine di oliva e aggiungo un peperoncino, privato dei semi, tagliato a pezzetti piccoli e se proprio voglio dare uno sprint in più, anche un bel pizzico di peperoncino in polvere e tolgo la padella dal fuoco.

A parte trito qualche foglia di prezzemolo.

pasta alla curcuma

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, per un paio di minuti (dipende dallo spessore che avete dato loro). Appena pronte scolate le tagliatelle e fatele saltare su fuoco vivo per un attimo nella padella con il condimento, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura. Aggiungete il prezzemolo tritato e servite caldo.

I semini danno un aspetto particolare alla pasta e si avvertono leggermente in bocca: il sapore, il colore e, più ancora, il profumo della curcuma fa il resto


tagliatelle

Un primo piatto, come vi dicevo, profumato e color dell'oro che invoglia....con un tocco di piccante che proprio regala una piccola nota in più.
Buona giornata a tutti
Dani

mercoledì 8 maggio 2013

Il dolore straziante che colpisce una città.....

è difficile da non sentire...

Il post di stamani è stato programmato prima dell’evento tragico che ha colpito la nostra città. 
Per domani è stato proclamato il lutto cittadino a causa di questo incredibile incidente fino ad ora impossibile da spiegare.
Il nostro cuore è vicino a tutti coloro che sono stati direttamente colpiti dal disastro.  
Come nostro costume, partecipiamo nell'unico modo possibile, con il silenzio.
Ale e Dani 


Crostata di asparagi e formaggio e Involtini di asparagi di Delia Smith

Di Daniela

asparagus and cheese tart

Certo, la stagione è quella giusta per i picnic.... in teoria, perchè , sempre in teoria, le giornate iniziano ad allungarsi, il sole ad essere più caldo e la voglia di stare all'aria aperta comincia a farsi sentire.... Continuo a ripetere in teoria perchè, nella realtà, si fa un po' fatica ad adattarsi a questa tradizionale idea di primavera. Ora come ora si alternano, con implacabile monotonia, una o due giornate di bel tempo, a volte addirittura  splendido, due nuvolose e almeno una di pioggia e, a conti fatti, quest'ultima parte tocca quasi sempre ai weekend. In pratica ti illudi durante durante la settimana, di poter organizzare qualcosa fuori casa con gli amici, fosse anche semplicemente in giardino, ma con la fastidiosa certezza che durante il fine settimana dovrai startene tappata in casa.
La cosa ha svariati aspetti negativi, dall'umore sotto i tacchi, alle grandi manovre di riordino rimandate ad oltranza  (e qui, vilmente, non mi sento di soffrire troppo :-)), al ritardo nel mio hobby-lavoro in giardino e al fastidio di pensare che dovremo rinunciare al piacere delle temperature moderate primaverili, per passare direttamente alle estive....
fiore
Però, non demordo e continuo a pensare ricette e piccoli piaceri da gustare all'aperto, quando finalmente potremo farlo tranquillamente: il piatto di oggi è proprio uno dei frutti di queste amene riflessioni, pensato da Delia Smith proprio per i picnic. Dal momento che è il momento degli asparagi ho pensato di abbinare alla crostata salata anche un contorno sfiziosissimo, gustoso e croccante. Guardate un po' se vi piace l'idea. Certo non è dieteticissimo e quindi non si accorda con il concetto di vitino di ...ape, 

vitino di ...ape

ma è un piatto unico ottimo se accompagnato da una bella insalata fresca ...

Asparagus and cheese tart
Delia Smith, Complete illustrated cookery course.

asparagus and cheese tart

Ingredienti per 4/6 persone
per il ripieno
350 gr di asparagi
40 gr di ceddar ( o gruviera) grattugiato
1 cucchiaio raso di parmigiano reggiano
2 uova grandi
275 ml di panna fresca
sale e pepe appena grattugiato
per la pasta  ( io ho preparato una dose doppia di pasta perchè la base mi piace un po' più spessa)
110 gr di farina
40 gr di parmigino (grattugiato)
un pizzico di sale
50 gr margarina
acqua fredda

asparagi d Delia

Come vi dicevo io ho fatto doppio quantitativo di pasta perchè mi piace un po più spessa. Con quella che mi è avanzata ho preparato del "sfoglie" di pasta cotta in forno a 200° per 5 minuti, da usare come pane... Tipo pane azzimo: squisito!.
Ho preparato una teglia da 22 cm e 5 tortine monodose. Penso  che le dosi indicate siano sufficienti per una tortiera da 24/26 cm.
Preparate la pasta : mescolate tutti gli ingredienti, aggiungendo un cucchiaio o due di acqua freddissima se necessario,  fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Avvolgetela poi nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti almeno. 
Preriscaldate il forno a 180° . Trascorso il tempo stendete la pasta con il mattarello e foderate l'interno della teglia . Bucherellate il fondo e mettete la teglia in forno per 20 minuti. Tiratela fuori, pennellatela leggermente con un po' di uovo sbattuto ( sottratto alle due uova utilizzate per il ripieno) e rimettetela in forno per 5 minuti.
asparagus and cheese tart

Intanto preparate gli asparagi: lavateli, tagliateli in pezzi di circa 4 cm e cuoceteli al vapore fino a farli diventare morbidi, ma non tropo cotti (Delia dice di metterli per 5 minuti sopra l'acqua bollente). Una volta cotta la base disponeteci sopra gli asparagi e spolverateli con il ceddar (o il gruviera) grattugiato Mescolate le uova sbattute con la panna, aggiungete il sale e il pepe e rovesciatele sugli asparagi: mettete sopra il parmigiano e infornate il tutto per 30/35 minuti (per Delia 40 min.), o finché il ripieno non diventa di un bel colore dorato e ben gonfio. Sulle tortine ho spolverizzato, prima di metterle in forno, della paprica dolce. Mi  è piaciuto il tocco di sapore in più...
Questa torta è eccellente mangiata sia fredda che calda.

Asparagus under wrap
da Delia’s Summer Collection.
asparagus under wraps

Ingredienti
12 asparagi
175 gr fi fontina o gruviera
12 fette d prosciutto crudo dolce (circa 150 gr)
Sale (non serve in realtà: i formaggi e il prosciutto sono sufficienti)

asparagus under wraps

Le dosi che ho riportate sono per 4 persone: usandoli come accompagnamento alla torta ho preparato solo 2 involtini a testa
Per preparare gli asparagi: togliete la parte bianca e legnosa da ogni asparago lavateli e cuoceteli a vapore finché non diventano teneri (Delia suggerisce 5 o 6 minuti su acqua bollente) , ma non troppo cotti. Tagliate a fettine sottili la fontina o il gruviera o grattugiate il parmigiano
Ora mettete le fette di prosciutto di Parma su un tagliere, disponete su ogni fetta due fettine di gruviera o fontina e del parmigiano grattugiato (Delia proponeva o parmigiano , io ho preferito e parmigiano) . Mettete un asparago ad una estremità del prosciutto ed arrotolatelo bene.
Il bello di questa ricetta è che potete prepararla con largo anticipo e poi, subito prima di servire i roolini, basta metterli in una teglia nel forno già caldo a 200°C e lasciarli dentro per 5 minuti o finché non comincia a sciogliersi il formaggio. Serviteli caldi.

Buona giornata a tutti
Dani

lunedì 6 maggio 2013

Ci vuole calma e sangue freddo

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Prometto di mantenermi calma, dall'inizio alla fine del post. 
E di dire, con calma, che ogni tanto mi arrabbio. 
Arrabbiarsi con calma non è cosa che mi appartiene, a dirla tutta: ma visto che l'ho promesso solo tre righe fa, ce la posso ancora fare. 
Mi arrabbio per una serie infinita di cose, che cresce con gli anni e con la constatazione sempre più evidente che dovevo nascere in un'altra epoca, in un altro pianeta e, probabilmente, in un'altra galassia, da tanto  certi modi di rapportarsi con il mondo , che oggi sono la regola, mi risultano incomprensibili. 
Non sto a farvi l'elenco, perchè ho promesso calma e sangue freddo- e so già che basterebbe il punto uno per mandarmi in bestia, alla decima riga. 
Mi limito solo a uno dei più futili, dei più banali, dei più idioti, volendo- ma che ultimamente mi attizza la carogna che la velocità della luce, al confronto, è roba da tartarughe pigre.

venerdì 3 maggio 2013

Torta di mandorle (gluten free)

Di Daniela

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Non avrei decisamente potuto considerare la primavera arrivata senza condividere con voi almeno due o tre foto dei miei fiori!  Ormai è un vizio che mi fa sentire insoddisfatta  se non lo soddisfo e quindi, come sempre in questi mesi ormai da anni,dovrete subire qualche colore di quelli che maggiormente mi riempiono il cuore e gli occhi di gioia. Ovviamente non vi tedierò raccontandovi le ore di lavoro che i suddetti colori mi costano, perchè veramente sono parecchie, ma poche altre cose nella vita mi regalano un senso di maggior pace e tranquillità di quando immersa nella terra con tutte e due le mani, inzaccherata all'inverosimile, con le unghie che per tornare a posto richiederanno almeno cinque o sei passaggi con la spazzolina, mi dedico alle mie piante!

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Le curo, le rinvaso, le poto, talvolta con una certa "ferocia", le nutro e le sistemo magari in un luogo diverso per assecondare la loro sete di sole o di ombra.o di umidità.
I risultati si vedono dopo poco tempo, in alcuni casi, oppure richiedono una paziente attenzione, in altri, ma sempre arrivano e ti regalano un senso di soddisfazione unico!

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Insomma, mi dispiace, ma dovrete avere con me la pazienza che si ha con le persone un po' fissate e rimirare i miei fiori e anzi, gradirei molto un qualche commento estatico !!!!!! :-)))))) 
La loro perfezione, lo splendore dei colori o della sferica meraviglia della goccia sulla foglia mi incantano e spero vi offrano un senso di serenità, preziosissima in tempi come i nostri.....

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Per accompagnarli? semplicemente una tazzina di buon caffè e una fettina della leggerissima torta che vi propongo . La ricetta è di Stefania (che proprio oggi festeggia l'uscita del suo secondo libro) e quindi rigorosamente gluten free:  ho avuto il piacere di prepararla anche per lei non molto tempo fa ed è talmente piaciuta in famiglia che ho dovuto riproporla prestissimo! 

Torta di mandorle (gluten free)

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Vi indico la ricetta della Stefi , così come da lei rielaborata da una versione con glutine di Gianni


Ingredienti

100 g di mandorle macinate
100 g di zucchero
50 gr di fecola di patate
50 g di burro
4 albumi 
Mezza bustina di lievito per dolci
Zucchero a velo


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Montate gli albumi a neve ferma. Utilizzate metà dello zucchero per montarli bene (secondo il suggerimento di Donna Cardamomo) mentre l'altra metà utilizzatela per tritare le mandorle fino a ridurle in farina.
Fate sciogliere  il burro  in un pentolino, badando bene a non farlo friggere e aggiungetelo alla farina di mandorle, al lievito e alla fecola. Unite delicatamente gli albumi montati con il solito movimento dal basso verso l'alto per non smontarli e versate il composto in una teglia a forma di ciambella di circa 22 cm di diametro. e infornate a 170 °C ventilato per 30 minuti.
Una volta sfornata, lasciatela raffreddare, sformatela e spolverizzate con dello zucchero a velo ed eventualmente decorate con qualche mandorla
Soffice e buona.....
Buona giornata
Dani

mercoledì 1 maggio 2013

Il Polpettone del Primo Maggio

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Lo so. 
Non è il piatto pieno che avevo annunciato ieri. 
Ed è pure la ricetta che avete appena ricevuto con la nius. 
E, visto che sono in modalità "contrizione", vi aggiungo anche  che vi dovete accontentare di una sola foto. L'ho sistemata in tutte le posizioni possibili, sia chiaro- e cioè due, la orizzontale e la verticale, che il Khamasutra dello scatto ancora non l'hanno inventato (e se sì, mi manca)
Il fatto è che io avevo preparato una ricetta di Cracco, nei giorni scorsi. E' la dura vita di chi recencisce i libri di ricette, laddove l'uso del verbo "recensire" va inteso nel suo antico significato di "acquistare/leggere/annotare/verificare/e solo allora criticare" e non in quello tutto contemporaneo e bloggettaro del far marchette a destra e a manca e tanto basta per spacciarsi per professionisti del settore. 
(nota a margine numero uno: come passare dalla modalità "contrizione" a quella del "mi son svegliata bene, stamattina" nello spazio di un paragrafo)
Anyway, tenevo un'abominevole ricetta di Mr Cracco. 
Ma siccome oggi è giorno di Redone e si è detto che le ricette tratte dall'ultimo libro non valgono, mi uniformo alla dura legge dello Stabooks e obbedisco.
(nota a margine numero due: ricordati di dire che per te non vale, la prossima volta che scrivi un regolamento)
E quindi, vi tocca quello che passa il convento. 
Quello della mai troppo lodata Martha Stewart da Jersey City, ovviamente. Già sperimentato decine di volte, al punto da essere finito nella nius, da sempre angolino di scambio delle ricette di casa, quelle non così fighe da finire qui sopra ma non per questo di minore successo.
(nota a margine numero tre: se le ricette fighe son quelle finite qui sopra, urge rivedere il concetto)


MEATLOAF
Polpettone di carne glassato al Ketchup
da Martha's American Food- Martha Stewart
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Come scrivevo nella nius, a Genova il polpettone è quello di fagiolini
(nota a margine n. quattro: ricordarsi di mettere la ricetta VERA, non quegli scempi che girano sul web e tutti a dire "oh che bello/oh che buono", anzichè "non dire belinate")
E il polpettone di fagiolini ha un suo perchè. 
A Genova e altrove. 
Anche perchè non è quasi mai cucina di avanzi: io ho profondi traumi infantili ricordi di mia nonna che mi faceva togliere il filo ai fagiolini dell'orto e un mucchietto era per il pesto, il resto "pe u purpettun". E siccome son cresciuta con mia nonna (quella che non usava la salsa di pomodoro, "perchè foresta"), non c'erano alternative. Il polpettone era quello- e stop. 
Crescendo, ho scoperto che esisteva anche il polpettone di carne. 
Che detta così, potrebbe essere anche una bella cosa. 
Intendo dire: per una volta che ti si allargano gli orizzonti, anzichè il girovita etc etc
Solo che non l'ho mangiato.
O meglio: non mi ricordo di averlo fatto
Eravamo in Baviera, in una di quelle sagre che non fai a tempo a chiederti "che cos'è" che già ti ritrovi in modalità jodel, con energumeno rubizzo da una parte  e boccale da litro rigorosamente vuoto dall'altra- e fra un wurstel e l'altro era passato anche questo polpettone. Fin qui, sono certa delle mie affermazioni.
E' sul dopo, che sono confusa
(nota a margine n. 5: controllare che non ci siano foto dell'evento, in giro e, nel caso, provvedere all'immediata distruzione)
In ogni caso, da quella volta il poi l'ho sempre dribblato. 
Non era proprio in cima alle mie preferenze, per usare un eufemismo: mi dava l'idea di una cucina di riciclo, ma di bassa lega e la mia scarsa attrazione per la carne faceva il resto. 
Finchè non è arrivato lo Starbooks dello scorso Ottobre, col libro della Stewart- e non è arrivata la Patty, con questo polpettone : le mie due guru personali, neanche fossi a una convention dei discepoli di Sai Baba. 
Come potevo resistere?
Da allora, la domanda è sempre quella, ma con un significato diametralmente opposto, più vicino al "come faccio a smettere", per intenderci. 
Ragion per cui, vi tocca. 



Copio incollo dosi e procedimento da qui 


Ingredienti per 8/10 persone
Per il meatloaf
3 fette di pane bianco di buona qualità tagliato in pezzi grandi senza eliminare la crosta
1 cipolla tritata grossolanamente
2 spicchi d'aglio tritati 
1 gambo di sedano tritato grossolanamente
1 carota tritata grossolanamente
75 gr di prezzemolo tritato
340 gr di carne di manzo tritata
340 gr di carne di maiale macinata
340 gr di carne di vitello macinata
1 uovo grande
245 gr di ketchup
1 cucchiaio di Senape di Digione
1 cucchiaio di salsa Worcestershire
1 cucchiaio di sale grosso
metà cucchiaio di pepe macinato fresco
2 cucchiai di zucchero di canna
Preriscaldate il forno a 190°. Mettete il pane nel mixer e tritatelo finemente. Trasferitelo in una ciotola media.
Mischiate cipolla, aglio sedano, carota e prezzemolo in un mixer e usate il pulse fino ad ottenere un composto fine. Aggiungete le briciole di pane, la carne macinata l'uovo, 80 gr di ketchup, la mostarda, la salsa Worcestershire, il sale e il pepe. Mischiate gentilmente ma con determinazione con le vostre mani per amalgamare bene il tutto. Trasferite il composto in uno stampo per polpettone di 13 x 23 cm e pressatelo dentro per riempire ogni spazio. 
Mischiate il rimanente ketchup con lo zucchero  in una ciotola e mescolate fino a che sia bello morbido. Spennellate bene la superficie del polpettone con un bello strato di glassa al ketchup.
Sistematelo su un foglio di carta da forno e fate cuocere per 1h20 minuti c.ca o fin a quando il vs. termometro da forno inserito nella carne, darà 71°. 
Lasciate lievemente raffreddare e poi servite. 

Di mio aggiungo che non c'è nulla, ma proprio nulla da cambiare. A forza di prepararlo, vado a occhio e a gusto: per esempio, uso la carne in percentuali diverse, più manzo e maiale e meno vitello. Ma comunque vada, sarà un successo. 
Ovviamente, questa ricetta partecipa allo Starbooks Redone: rifacciamo le ricette dello SB, ogni primo mercoledì del mese. 
Ciao, 
Ale



mercoledì 27 marzo 2013

Starbooks di marzo : Sea salted caramel tart with Javanese milk chocolate

Di Daniela

PicMonkey Collage


Direi che non ci può essere una presentazione migliore di quella che lo stesso Paul Young fa della sua tarte:
"Questa crostata con il suo voluttuoso ripieno di cioccolato al caramello, è l'adattamento di una mia ricetta di caramello al sale marino, che mi ha consentito di vincere il mio primo premio in assoluto all'Accademia del Cioccolato del Regno Unito. L'aggiunta di un pizzico di sale marino al cioccolato o al caramello è molto popolare in questi giorni: equilibra i livelli di zucchero, intensificando il gusto naturale di caramello e riducendo la sensazione stessa dello zucchero. Si può provare a sperimentare con diversi sali, che sono così numerosi, sia marini che di roccia, nei supermercati. Il Fleur de sel, la crema di sale marino francese, è uno dei miei preferiti. Qualunque cosa decidiate di fare, però, evitate i sali da tavola in quanto è troppo evidente il sapore non naturale e non sono affatto adatti per il cioccolato" .
E' assolutamente veritiera. Il caramello salato al cioccolato è come una morbida onda che si scioglie in bocca, a cui i chocolate nibs, il cuore delle fave di cacao, sbriciolati, oppure, come suggerisce in un'altra occasione lo stesso autore, le mandorle spezzettate e tostate, conferisconi una piacevole nota croccante .E' un insieme decisamente poco dietetico, ma equivale ad un piccolo piacere speciale che, nel periodo del cioccolato per eccellenza, la Pasqua, è bello regalarsi.

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Oggi le splendide ricette mozzafiato che vi presentiamo con le altre starbookers sono:
La Apple Pie di Mary Pie : Vellutata di topinambur con cialde di pecorino e cioccolato


Crostata al caramello salato con cioccolato al latte
(Sea salted caramel tart with Javanese milk chocolate)
tarte

Per la frolla
350 gr di burro a temperatura ambiente
150 gr di zucchero di canna
4 rossi d'uovo
500 gr di farina 00
Per il ripieno
200 gr burro a temperatura ambiente
200 gr di zucchero Muscovado (lo zucchero di canna più scuro e umido)
200 gr di panna fresca
1 cucchiaino di sale marino
200 gr di cioccolata al latte al 40 % (se la trovate, giavanese)
Per la decorazione 
50 gr di fave di cacao spezzettate o altrettante mandorle spezzettate e tostate

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Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Preparate la frolla mescolando burro e zucchero con un mestolo di legno, finché non otterrete un insieme soffice. Aggiungete i rossi d'uovo e 50 ml di acqua mescolando bene. Aggiungete poi gradualmente la farina fino a formare una pasta soda. Avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela raffreddare per almeno un'ora.
Tirate con il mattarello la pasta ad uno spessore di circa 3 mm e utilizzatela per rivestire 4 formine da crostata. Cuocete in forno per 25 minuti, finché non diventa dorata e croccante.
Intanto preparate il ripieno: scaldate il burro e lo zucchero in una padella larga e fate sobbollire per 2 minuti.
Aggiungete la panna e il sale e riportate ad ebollizione per 5 minuti.
Togliete  dal fuoco e buttate dentro il cioccolato al latte spezzettato, mescolando finché non é completamente sciolto.
Rovesciate delicatamente il caramello in ogni crostatina e lasciate raffreddare in frigorifero, finché non diventa sodo.
Per decorare ed aggiungere croccantezza, mettete  un po' di fave di cacao, o nel mio caso mandorle tostate in un padellino leggermente imburrato, sulla superficie del caramello.

Suggerimenti
  • Per effetturare una miglior cottura in bianco, bucherellate il fondo della crostata con i rebbi di una forchetta e dopo avere ricoperto il tutto con un pezzo di carta forno, mettete sopra fagioli secchi o quello che di solito usate per far si che la pasta non si gonfi troppo in cottura.
  • Avendo finito il fleur de sel ho utilizzato del sale rosa dell'himalaia in quantitativo leggermente minore.
  • Ultima osservazione: ho utilizzato delle formine per crostata del diametro di circa 12 centimetri ed ho ottenuto così 9 crostatine.
Buona giornata a tutti
Dani
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