Non so se vi ho mai detto che sono cresciuta con l'Enciclopedia della Cucina Curcio. Mia madre ne aveva un'edizione in fascicoli, rigorosamente sfascicolata (in casa mia, non si usava far rilegare i libri nè allora nè ora e non chiedetemi perchè), a cui poi subentrò, a età degli anni Ottanta, la versione chiccosa in copertina rigida e carta patinata. Con tutta che sarò stata poco più che una ragazzina, passavo ore e ore a sfogliare quelle pagine, soffermandomi sulle foto e fantasticando sulle ricette, molte delle quali venivano pure copiate, visto che son sempre stata un'inguaribile grafomane. E così, non c'è da stupirsi se alcuni dei miei primi tentativi culinari siano stati targati Curcio: piuttosto, mi sono stupita io quando, poco tempo fa, riprendendo in mano i sacri tomi, ho dato un'occhiata al curatore e ho visto nomi di tutto rispetto, dalla Giuliana Bonomo a Paul Bocuse. In ogni caso, all'epoca non sapevo neppure chi fossero, questi autori, e più che andare a istinto non facevo: però, dovevo avere buon fiuto, se ancora oggi, ogni tanto, ritorno su certi piatti collaudati che, se non son proprio da porca figura, quantomeno tengono alto il decoro di una cena in famiglia. Prova nè è questo spezzatino ai peperoni che oggi appartiene niente meno che alla categoria dei secondi "che si fanno da soli", a dispetto delle mattinate di lavoro che mi portava via, all'epoca in cui muovevo i miei primi passi in cucina. E quindi, visto che iniziamo la stagione delle cotture lunghe e che sui banchi del mercato ci sono ancora dei peperoni che gridano mangiami, ve lo ripropongo qui, così come è stato rielaborato nel corso degli anni, senza dosi e con qualche trucchetto qua e là.
Per 4 persone
800 g di manzo: fatevi consigliare dal macellaio e, già che ci siete, fatevelo anche tagliare seduta stante. Sebbene questa sia la dose consigliata per 4 persone, è innegabile che la resa sia poca: noi ci mangiamo in tre, per esempio.
50 g di pancetta a dadini: potete metterne anche un po'di più e salire fino a un etto, a seconda dei gusti
2 peperoni
una cipolla
farina
mezzo bicchiere di vino rosso
mezzo cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo vegetale
olio EVO
paprika
alloro
pimento
sale
un bicchiere di brandy (scarso)
e, orrore, una confezione di champignon sott'olio (che potete sostiture con dei funghi secchi)
Prendete una casseruola capiente, versatevi due cucchiai di olio EVO e fate imbiondire la cipolla, tagliata a fettine sottili. Appena diventa traslucida, toglietela dalla casseruola e tenetela da parte.
In un pentolino antiaderente, senza nessun condimento, fate saltare i dadini di pancetta, lasciandoli cuocer eper pochi minuti nel loro grasso.
Infarinate i pezzi di carne, scrollandoli bene per eliminare la farina in eccesso e fateli rosolare nella stessa pentola usata per cuocere la cipolla, a fiamma viva, con due cucchiai di olio evo, fino a quando la carne non avrà formato una crosticina dorata.
A questo punto, aggiungere la cipolla, la pancetta, i peperoni lavati, privati dei semi e della parte bianca e tagliati a pezzetti e bagnate col vino rosso.
Sfumate, aggiungete il concentrato di pomodoro, l'alloro, la paprika, il pimento e il sale, coprite col brodo e fate cuocere coperto a fiamma bassa, per circa un'ora, aggiungendo brodo se è il caso. Deve comunque rimanere un sugo denso.
Dopodichè, alzate la fiamma, versate un bicchiere di brandy e lasciate evaporare, a recipiente scoperto. In ultimo, aggiungete gli champignon ben scolati del loro liquido, mescolate bene, lasciate cuocere ancora un minuto o due e portate in tavola fumante.
Se decidete di usare funghi secchi, li potete aggiungere assieme ai peperoni, dopo averli precedentemente ammollati in acqua tiepida.
Buon Appetito
Alessandra