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lunedì 11 febbraio 2013

Bomboloni senza uova ( e pure senza latte, se vi va...)

PicMonkey Collage ,,

Preciso subito che questa è una ricetta vecchissima, che fa parte dei forzieri di famiglia. La collego alla nostalgia dell'Argentario, quando si ritornava in una Genova più grigia di come la si era lasciata ed il profumo dell'estate che se ne andava si mescolava alla dolcezza amara dei ricordi più cari: la sabbia d'oro di un'isola amata di un amore intenso, viscerale, quasi doloroso, la sagoma nera delle coste al tramonto, i capelli bruciati dal sole, gli accordi delle chitarre che annunciavano le prime luci della sera e di quel grido - "bomboloniiiiiiiiiiiii!"- che squarciava la quiete della spiaggia al risveglio, facendoci saltar su in un istante, in una gara a chi si aggiudicasse la prima infornata, quella ancora calda e con la crema.

giovedì 9 febbraio 2012

I Krapfen - ciambella -2- e Identità golose

Di Daniela

Eccomi qui di nuovo, dopo una due giorni infuocata a Milano per seguire Identità Golose 2012.
Intanto devo dire che nonostante le condizioni meteo veramente proibitive, con un freddo che generosamente possiamo definire pungente, ma a sentire la mia amica Ornella, Palermitana doc., aveva ben altre definizioni possibili, dentro i grandi spazi espositivi il pubblico decisamente non è mancato: parlando con un ragazzo che ha lavorato presso lo stand della Lavazza, fornitore di caffeina per chiunque come me non può proprio farne a meno, in questi tre giorni, e più precisamente fino alle 14 di martedì, avevano consumato qualcosa più di 13 kg di caffè....non male in due giorni e mezzo, vero? Devo dire che rispetto allo scorso anno ho trovato l'utilizzo dello spazio più razionale e quindi più facile il muoversi tra le sale e il poter seguire i vari appuntamenti, anche se necessariamente ho dovuto come tutti effettuare scelte drastiche su cosa o chi seguire....
Gli argomenti erano molto interessanti e gli chef presenti devo dire davvero notevoli per l'insieme collettivo di stelle presenti in questa 3 giorni di follie di sapori.
Anche tra gli espositori ho trovato molte interessantisime proposte, tra profumi di pane appena sfornato, pizze, salumi, formaggi, vini, spumanti, liquori e mille altri aromi e i colori accesi di libri, accessori, ceramiche, cioccolato con foglie d'oro, gelati e ... perfino pesci pregiati surgelati!
L'atmosfera era decisamente vivace e la presenza di tutti i nostri chef-star (l'equivalente di una rock star, tanto per intenderci) hanno reso l'insieme interessante e piacevole. Non ero presente domenica, il giorno della inaugurazione, ma ho "gustato" in ogni senso l'evento nei successivi due giorni. L'unico dispiacere è il non essere una e trina, senza voler azzardare paragoni impossibili, perchè pur vedendo molto, non è proprio stato possibile vedere tutto....

c. Cracco

Quest'oggi mi limito a darvi una piccola antecipazione, nei prossimi giorni vi racconterò qualcosa di più preciso.... voglio però solo dirvi che ho iniziato la mia partecipazione con il botto e cioè con l'uomo che la Ale voleva "qui e subito" qualche tempo fa: il mitico C.C. ossia la star Cracco in persona.....
Per foto e racconti più dettagliati dovrete aspettare ....:-))))
Vi lascio ad ingannare l'attesa con la seconda ricetta della nostra Bomboloni-krapfen-story.....


I Krapfen-ciambella
ricetta di  Minnie67

ciambelle

Questa ricetta l'avevo salvata molto tempo fa e ora finalmente ho trovato l'occasione per prepararla e proporvela: provate anche questa soffice dolcezza e ditemi un po'....

Dosi per 50 ciambelle circa da 30 gr.(ma si possono fare anche da 60):

300 gr di patate bollite schiacciate
750 gr di farina di forza (manitoba)
115 gr di Zucchero
35 gr di lievito di Birra
40 gr di burro
3 uova
7 gr di sale
50 gr circa di latte
la buccia grattuggiata di limone o arancia
1 pizzico di vanillina
Olio per friggere e zucchero semolato per copertura

DSCF0985 

Sbucciate le patate bollite e passatele allo schiaccia patate fino ad ottenere 300 gr di passato.
Mettete sulla spianatoia (o nel contenitore dell’impastatrice) la farina, lo zucchero, la buccia grattugiata di un’arancia, il sale, il burro fuso, il passato di patate e cominciate ad impastare.
Aggiungete poi un uovo alla volta continuando a lavorare l’impasto. Per ultimo aggiungete il lievito sbriciolato in 50 gr di latte riepido. Impastate bene fino ad ottenere un impasto liscio ma leggermente appiccicoso. Se il tutto dovesse venirvi troppo asciutto (dipende dalla capacità di assorbimento della farina che usate), aggiungete eventualmente qualche cucchiaio di latte, secondo le vostre esigenze.
Quando avrete ottenuto la giusta consistenza lasciate riposare l’impasto in una ciotola protetta da pellicola trasparente per circa mezz’ora.
Intanto preparate le placche da forno rivestendole con carta forno leggermente unta, e accendete il forno, in modo che sia appena tiepido ( non deve superare i 30°C).
Riprendete l’impasto e dividetelo in pezzetti da circa 30 gr l’uno, lavorateli per ottenere dei rotolini che chiuderete a ciambella. Metteteli sulle placche preparate, sistemandoli non troppo vicini per evitare che gonfiando si appiccichino. Mettete le placche nel forno (spento) tiepido e lasciate riposare per altri 30 minuti. Trascorso questo tempo saranno piuttosto gonfie: immergetele allora nell’olio ben caldo e friggetele per qualche minuti.
Appena dorate scolatele, mettetele per un attimo su carta assorbente per far loro perdere l’olio in eccesso e passatele nello zucchero semolato.
Mangiatele calde, tiepide o fredde come preferite, da sole, intinte nella marmellata o accompagnate ad una bella cioccolata calda o ad un tè fumante…. Non smettereste più di morderle……
Buona giornata
Dani

(La nostra Minnie suggeriva, a chi desidera velocizzare al massimo il procedimento, di usare i fiocchi di patate: in questo caso le dosi sono 60gr di Fiocchi di patate e 300 gr di latte. Mettete a scaldare sul fuoco il latte. Appena giunto a bollore buttate dentro i fiocchi: lasciate assorbire e mescolate fino ad ottenere un purè e poi procedete usandoli al posto della passata di patate nell’impasto. Vedete voi….)

lunedì 6 febbraio 2012

I krapfen -1-

Di Daniela

Non avevo mai fatti i krapfen in vita mia.. non so bene neppure perchè, dal momento che sono tra i dolci che più amo, da sempre. Il perchè io li ami, invece lo so



e si perde nella notte dei tempi....Quando ero piccola, infatti, passavo una bella parte d'estate nella splendida casa dei miei padrini ai Ronchi (più precisamente in località "Poveromo", come leggevamo sul cartello che dalla spiaggia, attraverso una bellissima pineta, ci portava a casa) vicino a Forte dei Marmi: un luogo meraviglioso nei miei ricordi. La casa era bellissima e per noi bimbi, abituati a vivere in appartamento, sembrava fatta su misura: aveva la pista per le biciclette che girava intorno al giardino, un angolo dove noi avevamo creato la nostra capanna segreta, una grande altalena, un tavolo da ping pong, una voliera (vuota) che noi usavamo per nascondere i nostri giocattoli, un grande cedro del libano, un salice piangente, un lavatoio in petra e un sacco di altre cose bellissime che ci regalavano divertimento assoluto...
Ma soprattutto eravamo liberi: liberi di girare in bicicletta tutti insieme per la pineta, liberi di giocare in spiaggia per delle ore, stando solo attenti a non farci pungere dalle raganelle o pizzicare dalle meduse :-), liberi di girare in pattìno (accompagnati solo e non sempre) da un paio di sorelle più grandi , cantando a squarciagola fino a perdere la voce...
"E che c'entra il Krapfen con le gite in pattino?" direte voi. Parecchio, in verità! Infatti due sono le cose che sono rimste scolpite nella mia mente, dal momento che le ho vissute soltanto lì: prima di tutto il lancio dei paracadutini. Ridicolo nome, lo so, ma noi li chiamavamo così. Il fatto è che ogni giorno ad ore prestabililite passavano sopra la spiaggia un paio di piccoli aerei da turismo, quelli con attaccati alla coda gli striscioni con i messaggi pubblicitari, che lanciavano sulla spiaggia dei piccoli paracadute bianchi e rossi con attaccati  giochini o qualche sciocchezza che potesse piacere ai bimbi: non potete immaginare il putiferio che si creava quando vedevamo avvicinarsi l'aereo... un delirio di corse, risate, tuffi in mare per prenderne uno di più, per conquistarne anche solo un'altro finito in acqua... bellissimo!! 
L'altro  ricordo è legato a quando le mamme, mosse a pietà da richieste supplicanti, preghiere sparse e occhi da cocker spudorati, cedevano (o fingevano solo di cedere ;-)) e ci compravano i bomboloni ripieni da quei divertenti personaggi, con cassetta al collo colorata o con enormi cestoni in vimini, che attraversavano i chilometri di spiaggia assolata urlando "BOMBOLONIIIIIIIIIIIIIII", a cui a volte aggiungevano "bimbi, fate le bizze, che mamma ve li compra!!" e ci facevano impazzire con la scia di profumo di zucchero che si lasciavano dietro!!! Era tutto un "Mamma, ti prego ti prego, sarò buonissima per tutto il giorno, solo per oggi, daaaaaai......Per piacere....." e giù occhi languidi! Ah la magia di sprofondare in quel dolcissimo e morbido dolce....con il ripieno che scappava fuori ad ogni morso....
Solo molto più tardi ho scoperto che è più trendy chiamarli Krapfen....
Perciò, vi presento i krapfen con una ricetta del Trentino Alto Adige, nei prossimi giorni ve ne racconterò anche la storia, ma nel frattempo il mio pensiero è ancora su quella spiagga, a correre dietro all'omino che urlava "BOMBOLONI....."

Krapfen 
KRAPFEN 1

Ingredienti

  • 300 g di farina
  • 160 ml di latte
  • 60 g di burro
  • 20 g di lievito
  • 30 g di zucchero
  • 2 tuorli d'uovo
  • 1 bustina di zucchero vanigliato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 presa di scorza di limone grattuggiata (ho preferito l'arancia)
  • 1 c di rum (io ne ho usato 1 cucchiaino)
  • zucchero a velo da spolverare
  • marmellata o crema per il ripieno
KRAPFEN 1  
  1. Versare la farina formando una tipica fontana
  2. mescolare il latte tiepido con il lievito sbriciolato e lo zucchero, versare il composto al centro della fontana, riporre il tutto in luogo caldo e far riposare per 20 minuti.
  3. Aggiungere il burro fuso, i tuorli, lo zucchero vanigliato, il sale, il limone e il rum, ed impastare bene. Coprire la pasta con un panno e farla lievitare in modo da raddoppiarne il volume
  4. impastare nuovamente e dividere la massa in 10 parti a cui sarà data la forma sferica dei krapfen
  5. adagiare su una superficie un panno, cospargerlo di farina (disporre sopra  i krapfen) e ricoprirli con un panno. Far lievitare i krapfen in modo che raddoppino il loro volume.
  6. Disporre i krapfen nell'olio bollente con la parte superiore rivolta verso il basso. Il grasso deve avvolgerli. Chiudere la padella con un coperchio e continuare brevemente la cottura. Voltare i krapfen e terminare senza coperchio.
  7. Asciugarli e quindi farcirli con il ripieno scelto e cospargerli di zucchero a velo.
Consigli sparsi : 
  • il rum ci sta benissimo. Il sapore non si avverte, ma l'aroma è delizioso, quindi è ok anche per i piccoli, dato il quantitativo.
  • Non ho coperto la padella mentre friggevano i krapfen se non la prima volta: non ho notato differenze nella cottura e così ho evitato complicazioni leva-metti.
  • Un po' di attenzione va , a questo proposito, prestata alla temperatura dell'olio. Non deve essere eccessinvamente caldo, altrimenti i vostri dolci si cuoceranno troppo fuori rimanendo crudi dentro. Perciò cercate di tenere la temperatura costante a fuoco medio e togliete i krapfen dall'olio quando hanno raggiunto un bel colore dorato. 
  • La ricetta dice una bustina di zucchero a velo. Io ne ho messo 3 cucchiai, dal momento che utilizzo confezioni piuttosto "corpose", e mi sono sembrati perfetti.
  • Per il ripieno io ho usato la mia marmellata di frutti di bosco : insieme da urlo!

Buona giornata
Dani

martedì 15 febbraio 2011

Doughnuts o ciambelle?

ciambelle di patate

...questo è il problema...
o meglio: non lo sarebbe, se avessi sotto casa qualcuno che sfornasse i primi e me li facesse trovare ben caldi al mattino, a far compagnia al secondo caffè. Perchè io, per i doughnuts, impazzisco. E se fanno dichiaratamente schifo, con le loro glasse appiccicose, i ripieni collosi, il retrogusto di stantio, impazzisco ancora di più. E a nulla valgono i moniti che continuano a riecheggiarmi nella mente- che è rumenta schietta, che van tutti nei fianchi, che tanto vale dire addio al lavoro del dentista e a quello di ogni altro specialista, dal dermatologo in poi: mettetemi di fronte a queste ciambelline e mi trasformerò in una specie di insaziabile pack woman. 
Diverso il discorso per le ciambelle: trattandosi di cibo relativamente più sano, mi piace di meno. Si salvano solo quelle fritte, per le quali faccio una commovente eccezione, immolandomi al rituale sacrificale di un krapfen ogni tanto al bar, alla faccia delle brioches ai 5 cereali e delle integrali al miele, troppo virtuose per i miei gusti. 
Viste le premesse, una normale si industrierebbe per assicurarsi il segreto dei dounughts casalinghi: cosa c'è di meglio di una preparazione domestica, con ingredienti sani e fritture in extravergine? 
Ma siccome normale non sono, ogni tanto mi sacrifico e faccio le ciambelle. E pure con la ricetta della nonna, fatta quando ancora le patate supplivano all'assenza di ingredienti più costosi e garantivano stomaci pieni in men che non si dica. Ne mangio sempre meno dei doughnuts perchè, come vi ho già detto, sono troppo "sane" per i miei gusti. Ma sono così buone, ma così buone, ma così buone, che si fanno perdonare....

CIAMBELLE DI PATATE

ciambelle di patate


500 gi di patate
1 kg di farin 00
100 g di burro ( potete scendere fino a 75)
4 uova
60 g di lievito di birra
tre cucchiai di latte
olio per friggere (è richiesta una frittura profonda)
40 g di zucchero semolato, più altro zucchero, da spolverare
facoltativo (ma a me piace e la metto sempre: la scorza grattugiata di mezzo limone)

Lavate bene le patate senza sbucciarle, sotto il getto del rubinetto dell'acqua fredda e con l'apposito spazzolino togliete ogni residuo terroso. Mettetele in una casseruola, copritele d'acqua, portate a bollore e fate cuocere fino a quando saranno morbide (circa mezz'ora): scolatele, lasciatele intiepidire, sbucciatele e passatele allo schiacciapatate, direttamente sulla spianatoia

Nel frattempo, sciogliete il lievito nel latte tiepido, con un cucchiaino di zucchero e lasciate riposare fino a quando non inizia a crescere

Aggiungete alle patate  la farina, a fontana e, al centro, mettete il burro ammorbidito e tagliato a tocchetti, le uova, lo zucchero rimasto  e il lievito ed impastate, fino ad ottenere un impasto omogeneo, liscio e morbido. 

Fate lievitare fino al raddoppio. 

Abbattete l'impasto, suddividetelo in tante palline e, con l'aiuto del manico di un cucchiaio di legno, fate un buco al centro di ognuna ed allargatelo con le mani. Disponete le ciambelle su un piano ricoperto di carta da forno, ben distanziate fra loro, e copritele con un canovaccio: lasciate lievitare per altri 20 minuti

In una padella profonda fate scaldare abbondante olio e immergetevi poche ciambelle alla volta. Fatele dorare da entrambi i lati e scolatele su un foglio di carta assorbente da cucina. Procedete in questo modo fino all'esaurimento delle ciambelle. Spolverizzatele con zucchero semolato e servitele belle calde.
ciao
ale

venerdì 27 novembre 2009

Patate duchesse e Dauphine

Di Daniela
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Rieccomi a parlare di prodotti di qualità particolare. Quando ero piccola, io e mia sorella prendevamo in giro papà, perchè lui, da appassionato gastronomo e amante dei sapori semplici, ma "ricercati", ogni tanto discuteva con qualche suo amico, come lui appassionato, la miglior qualità dei fagioli prodotti in una certa zona, rispetto piuttosto alle patate di un'altra... a noi sembravano inutili sofismi: le patate sono patate, dovunque tu le prenda "Come sei fissato papà!! Che differenza vuoi che ci sia!!!!"

patate 028

Bene, sono orgogliosa di dire, che passando gli anni, mi sono convinta che lui aveva assolutamente ragione: la differenza c'è eccome!!! Dipenderà probabilmente dal terreno , o dall'altitudine a cui vengono coltivate, o dall'acqua o dalla purezza o meno dell'aria, ma le verdure sono molto diverse tra loro, per intensità di sapore o profumo, o anche solo per intensità di colorazione.... Un esempio semplicissimo sono le patate : sembra incredibile, ma la differenza c'è, eccome, tra luogo e luogo di provenienza. Quelle che ho utilizzato per questa ricetta le ho acquistate durante il mio giretto valtellinese. Sono davvero speciali e meritano un trattamento adeguato al loro rango: ecco perchè ho scelto questa ricetta della mitica Ada Boni e del suo "Talismano della felicità" per valorizzarle. Si tratta delle
PATATE DUCHESSE
patate 035
Vorrei anche raccontarvi il perchè dell'inquietante immagine che segue. La mia figlia microba (la piccoletta di casa) mi ha chiesto lumi su questa storia delle patate: "Perchè dici che sono duchesse? chi te lo ha detto? E poi , valgono più o meno delle principesse?" e al mio distratto "Ma chi?" risposta scontata e pronta" Ma le duchesse è ovvio!!" Allora, compreso il fraintendimento, le ho chiesto con poca grazia di immaginare che cosa mai potevano essere le patate duchesse... Lei si è allontanata senza dire una parola e dopo 5 minuti mi ha chiamato di là per farmi "vedere una cosa". Sono andata e lei mi ha detto : "ecco qui mamma: una patata duchessa, con una principessa e un principe... tanto non è importante che conta di più, no......?" E rideva a crepapelle soddisfatta , la furbina...E come darle torto? Quindi ecco la sua libera interpretazione del tema di oggi:

"Barbie Principessa, Ken Pricipe, Patata Duchessa!!!!!"

Collage di Picnik

Per 6 persone
· 1 kg patate grosse e farinose
· 100 gr burro
· 4 tuorli d’uovo
· Sale
· Pepe bianco
· Noce moscata

patate 055

Si tratta di un composto di patate lessate e passate e di uova, che è molto usato per crocchette e per contorno di carni e pesci.
Lavate le patate , sbucciatele , tagliatele a spicchi risciacqua tele e mettetele sul fuoco in una casseruola ricoprendole di acqua fredda e salata.
Coprite la casseruola e fate cuocere a fuoco vivo le patate; quando la polpa cederà sotto la pressione della forchetta , scolatele e mettetele in forno leggero per fare evaporare l’acqua contenuta nelle patate (attenzione a non far prendere loro colore)
Passate poi le patate, raccogliete il purè in una casseruola e uniteci il burro; conditelo con sale pepe e noce moscata.
Mettete la casseruola sul fuoco e mescolando fate asciugare il purè. La diligenza nel compiere questa operazione è il caposaldo della ricetta. Rimuovetela continuamente con il cucchiaio di legno finché non sia diventato una pasta liscia e consistente. Levate poi la casseruola dal fuoco, lasciatela raffreddare un pochino e aggiungete i rossi d’uovo; mescolate accuratamente e rimettetela sul fuoco per altri due o tre minuti sempre mescolando.
Eccovi un suggerimento per un paio di utilizzi piacevoli di questo impasto:

Patate duchesse in bordura
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Preparate l’impasto delle patate duchesse e mettetelo in un sac a poche con la bocchetta stellata e festonate l’orlo interno di un piatto che possa andare in forno, con una ghirlanda di piccole stelle. Doratele, facendole lievemente colorire in forno a 180° per 10/15 minuti a seconda del vostro forno, o comunque appena sono dorate.
Questa ghirlanda costituirà una piacevole e gustosa decorazione per la preparazione che metterete all’interno del piatto: carne, verdure, o altro. Naturalmente potrete anche preparare sulla leccarda rivestita di carta forno, tante stelle di patate duchesse che farete colorire sempre in forno e poi adagerete sul piatto di portata a contorno della pietanza.
Crocchette di patate duchesse al forno
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Queste crocchette non vanno fritte e quindi sono assai più leggere. Preparate l’impasto delle patate duchesse, prendetene delle piccole porzioni e createne con le mani delle pallottoline grosse come noci. Preparate una placca da forno, rivesti tela con la carta forno, e su di essa appoggiate le pallottoline. Appiatti tele leggermente con la forchetta , in modo da dare loro la forma di “gallette”. Doratele con l’uovo sbattuto e passatele in forno di calore moderato per qualche minuto.
Un uso particolare viene dall’impasto per le
PATATE DUCHESSE VARIATE ALLA DAUPHINE

patate 066

Per 6 persone:
· 750 gr di patate duchesse
· 125 gr di acqua
· 50 gr di burro
· 75 gr farina
· Sale
· 2 uova
Le patate Dauphine sono una variante delle patate duchesse alle quali si aggiunge un po’ di pasta choux.
Preparate l’impasto delle patate duchesse.
Con l’acqua, il burro e la farina, un pizzico di sale e due uova intere preparate la
pasta choux
in questo modo: mettete in una casseruolina l’acqua, il burro a pezzetti e il sale tenete pronta la farina pesata. Mescolate per sciogliere bene il burro , e appena il liquido bollirà ritirare via dal fuoco la casseruola e versateci dentro in un sol colpo la farina. Mescolate bene , poi rimettete il recipiente sul fuoco, sempre mescolando. Ben presto la pasta si raccoglierà in una palla , che si staccherà dal cucchiaio e dalle pareti della casseruolina. Lavorate bene questa pasta col cucchiaio di legno e dopo pochi minuti quando sentirete che fa un leggero rumore come se friggesse, togliete la casseruola dal fuoco e lasciate che l’impasto perda gran parte del suo calore. Quando sarà freddo o quasi freddo metteteci le uova, uno alla volta (chiaro e rosso) mescolando energicamente, e non mettendo il secondo uovo se non quando il primo è completamente amalgamato. Fatto ciò continuate a lavorare bene la pasta con il cucchiaio fino a quando sarà vellutata e si straccerà qua e la facendo anche delle bolle.
Aggiungete questa pasta alle patate duchesse e lavorate i due composti con il cucchiaio di legno ottenendo così l’impasto delle patate Dauphine.

patate 072


Con queste patate potrete creare delle crocchette decisamente più “importanti “ delle normali crocchette di patate : l’interno non rimane vuoto dopo la cottura come gli choux, ma risulta leggero e gustoso. Vanno infarinate, dorate e impanate e si possono cuocere sia fritte sia al forno (190° per 15 /20 minuti). Servono per guarnizione sia di carne che di pesce
Buon appetito
Daniela

DUCHESS POTATOES

patate 055

Serves 6
· 2.2 lb potatoes, preferably big and floury
· 3.5 oz (0.9 stick) butter
· 4 yolks
· Salt
· White pepper
· Nutmeg

Duchess Potatoes are a mixture of mashed potatoes and eggs. The same mixture is used for croquettes or as a side dish with meat or fish.
Wash, peel and slice the potatoes, rinse them so as to eliminate part of the starch and put them in a large pot filled with cold salted water.
Cover the pot and cook over high heat until tender when pierced with a fork. Remove from heat, drain and put them in the oven at a low temperature until excess moisture evaporates (take care not to colour them).
Mash potatoes until smooth, gather the puree in a pot and add butter, salt, pepper and nutmeg. Mix thoroughly to blend and put again to a medium heat until excess moisture evaporates. This operation is very important and the success of the recipe depends on your diligence in performing it. Mix it continuously with a wooden spoon until it becomes smooth and thick.
Cool the puree a little and add the yolks; mix accurately and put it again over heat for another two to three minutes, mixing it continuously.
Here are two enjoyable ways of using this mixture:

A Border of Duchess Potatoes

Spoon the potato mixture into a pastry bag with a large star tip and pipe onto the border of a serving dish that can go in the oven, so as to form a garland of little rosettes. Put in the oven at 356 °F until lightly brown for 15 minutes.
You can of course pipe the Duchess Potatoes rosettes in a lightly greased baking sheet, then color them in the oven and serve them as a side dish.
Duchess Potatoes Croquettes
These croquettes are oven baked and thus much lighter than common croquettes. Prepare the mixture as explained above, scoop small portions of it and shape them into small balls the size of a nut.
Lightly grease a baking sheet, cover with baker's parchment paper and lay croquettes on it. Flatten them sligthtly with a fork so as to make them resemble “crackers”. Brush with a beaten egg and put in the oven to a moderate heat for a few minutes.

patate 035



A particular mixture is that of

DAUPHINE-STYLE DUCHESS POTATOES
Serves 6:
· 26.46 oz Duchess Potatoes mixture
· 4.4 oz water
· 1.764 oz (0.441 stick – 3.5 tbs) butter
· 2.64 oz (1/3 cup) flour
· Salt
· 2 eggs
Dauphine Potatoes are a variation of Duchess Potatoes, with the addition of choux pastry.
Prepare Duchess Potatoes as directed above.
Prepare choux pastry: put water, diced butter and salt in a small pot and keep the weighed flour close at hand. Stir with wooden spoon to melt the butter, remove from heat as soon as the liquid boils and put in all the flour. Stir well, then put on heat again and continue stirring. Soon enough a ball of pastry will take shape and will detach from the pot. After a few minutes it will give off a frying noise. Remove from heat and leave to cool. When it has cooled down enough add the eggs (whole) one at a time stirring well to mix them and not adding the second if the first is not well incorporated. Continue working the mixture with a spoon until it is smooth and velvety and starts to make “blisters”.
Add this pastry to Duchess Potatoes mixture and mix them well with a wooden spoon, thus making the Dauphine Potatoes mixture.
This mixture allows you to create much more “important” croquettes: the inside is not caved in after coking like choux, but remains light and tasty. Flour them, then pass them in a lightly beaten egg and in crumbles and finally fry or bake them. They go well with both meat and fish.
Bon appetit
Daniela

sabato 14 novembre 2009

Polpettine di carne nonna style

Di Daniela
Scroll down for English version


polpette 020

Le nonne, si sa, sono quegli esseri umani, spesso stupendi, creati con il principale scopo di essere la consolazione dei loro nipoti, bistrattati da madri feldmarescialli delle SS in incognito, e di viziarli spudoratamente!!! Così perlomeno funziona in casa mia. Le nostre due nonne, mia mamma e mia suocera, hanno questo specifico scopo nella vita, che perseguono con determinazione instancabile: amano i loro nipoti con tutto il cuore, non sanno mai dire chi è il preferito, perchè tutti sono fantastici e speciali, e se proprio si arrabbiano con loro, è solo perchè le loro madri non sono state all'altezza di sì meravigliose creature , e hanno sbagliato qualcosa nella loro perfetta educazione..... Nulla ovviamente di così importante da poter offuscare il nitore di tanta beltà!! E io, che sono il prototipo del feldmaresciallo in incognito, la mamma che strilla per i compiti da finire, per le camere da riordinare, per la tavola da sparecchiare, per l'eccessiva distrazione ecc ecc, me la rido, nel vedere come le nonne cercano di spiegarti che tu, assai imperfetta e moooolto poco capace, sei stata in grado di produrre senza sforzo alcuno tanta simpatia intelligenza e bellezza, mentre loro, le suddette nonne , hanno saputo creare solo te !!!! Ovviamente scherzo: ma le nostre due nonne sono speciali e molto amate e seguite dai nipoti, che amano confidarsi con loro e approfittare della loro saggezza e, soprattutto, della loro piacevolissima parzialità.....
Però, certo anche la mia di nonna scherzava pochissimo in questo.... ed è stata uno degli amori più grandi della mia vita...
Quindi, miei cari, dedicheremo questa semplicissima ricetta a tutte quelle nonne meravigliose che hanno arricchito e che arricchiscono la nostra vita con la loro presenza, il loro appoggio, il loro amore, il loro sorriso e la loro profonda comprensione!

POLPETTINE "NONNA STYLE"

polpette 015

per circa 25 polpette:

  • 300 gr di macinato di carne magra (o altrettanta già cotta)
  • 100 gr di ricotta fresca
  • 1 uovo
  • pangrattato q.b.
  • 2 patate piccole o una cicciotta
  • maggiorana, timo limone (o semplice timo),
  • pepe sale
  • 3 cucchiai parmigiano grattugiato
  • olio evo

Lessate le patate , sbucciatele e passatele come per fare il purè. Mettete in una terrina capace la carne trita , l'uovo, la maggiorana, il timo, sale e pepe e mescolate bene fino ad avere un bell'impasto. Poi unite anche la ricotta e il parmigiano grattugiato. Unite ora le patate schiacciate, aggiungendone il giusto quantitativo per controllate la consistenza dell'impasto, che non deve essere troppo mollo, ma dovrete poterlo lavorare per formare dei tronchetti di forma regolare. Un po' di pan grattato rimedierà, comunque una eccessiva morbidezza.

polpette 013

Preparati i tronchetti, passateli nel pane grattugiato e metteteli a friggere in una padella ampia con abbondante olio bollente. Appena avranno raggiunto un bel colore oro scuro scolatele e mettetele sulla carta da cucina.
queste polpettine verranno ottime anche se, al posto del macinato fresco utilizzerete qualche fetta di carne avanzata in precedenza, che verrà così riciclata in un modo molto più piacevole della solita fettina riscaldata al pomodoro.
Potrete accompagnarle con della normalissima salsa di pomodoro, o con della conserva di peperoncino, che darà un po' di "frizzante" al tutto
Buon appetito

Daniela

polpette 019
"Granny style" meatballs

For about 25 meatballs

· 11 oz lean ground beef
· 1/2 cup Italian bread crumbs
· 1/2 cup ricotta cheese
· 1/4 cup grated Parmesan cheese
. 1 potato or 2 little
. olive oil to fry (or vegetable oil, as you prefer)
. 1 egg
· marjoram, thyme
· salt pepper

Boil potatoes and smash them as for pure
Put in a big boule the meat with egg, marjoram, thyme, salt and pepper. Mix them very well. Add ricotta cheese and parmesan cheese and mix again. Now add the smashed potatoes. Be careful not to add too much of potatoes or you would have a very soggy mixture which would prove difficult to make out into balls.
Make the little balls and roll them in the bread crumbs. Put a pan with some olive oil ( or vegetable oil, as you prefer), over medium high heat. When it’s hot put inside some meatballs and cook them until brown, 3 to 4 minutes. Turn meatballs, and continue cooking 3 to 4 minutes more. Transfer meatballs to a plate and drain on paper towels. Set aside in a warm place till when all are cooked. Serve immediately with a tomato sauce or with a
chilli pepper jam.
These meatballs are quite useful if you have got some cooked meat to "recycle" in a pleasant way!
Bon appetit
Daniela

martedì 10 novembre 2009

Cavolo al quadrato!!!!!!!!!!!!!!

Di Daniela
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menù 008

Come avrete probabilmente compreso, la Ale tra noi due è la girovaga, io, tendenzialmente la stanziale. Questa cosa è dovuta ai più vari motivi, non ultimo il fatto che io ho tre figlie (di cui una piccoletta) da portarmi in giro, mentre lei è monodotata, e per questo preferisco passarmi le vacanze in luoghi dove ho tutte le mie comodità e da dove posso muovermi per brevi escursioni nei dintorni piuttosto che scapicollarmi con dietro 16-17 valige piene come uova (4 donne e non vorrei aggiungere altro), in giro per il mondo ..... con il marito che con occhio nauseato guarda la quantità impensabile di cose che dovrà "camallarsi" (sono diventata abbastanza genovese ;-) ?)su e giù per scale, macchine, treni o similia. Quindi ritorneremo a farci i nostri viaggetti con calma tra qualche anno e per adesso ci dedichiamo con gioia a mare o montagna a seconda dei tempi e delle stagioni. Ciò naturalmente non toglie che ogni tanto noi desidereremmo essere in giro per il mondo, sereni e rilassati, ma per l'intanto, come suol dirsi, la nostra figlia grande e Alessandra ci portano foto, racconti e...profumi di posti bellissimi con il loro entusiasmo e la passione che le accomuna per arte, bellezze naturali e non e gioia di ampliare le loro conoscenze (ovvio con le dovute differenze di esperienza e capacità!). Quindi per ancora qualche anno mi limiterò (quasi sempre) a godere ciò che di bello si riflette nelle altrui foto... Qualche volta però sono colta da pensieri tipo "uffa, sono qui, ma sarei tanto volentieri nel paesino di Moesgard, in Danimarca a godermi la bellezza del posto e il suo museo e le mille altre cose.....": siccome però qui vale la regola del vuolsi così colà dove si puote, e al momento non puoto per le suesposte ragioni e non solo, eccomi colta da raptus a fare l'unica cosa che mi è invece perfettamente concessa.... Scrivo in caratteri runici sulla lavagna di mia figlia piccola i nomi miei e della ale per vedere che effetto fa...... Beh, a me piacciono ed è un principio, il viaggio verrà dopo, ma almeno una cosa dalla altrui esperienza l'ho imparata: sono peggio della Carola!!!! :-)
Godetevi ora queste stanzialissime ricette con


CAVOLFIORE AL QUADRATO


tavola 001


Prima delle due ricette è questa, semplicissima e golosa: si tratta di

FRITTELLE DI CAVOLFIORE

tavola 011

  • 1 cavolfiore
  • acqua minerale gassata qb
  • 6 cucchiai di farina 00
  • olio evo
  • Sale, non troppo, perchè per renderle più saporite è preferibile aggiungerlo appena le fritelle sono fritte e posate sulla carta assorbente.

tavola 024

Preparate il cavolfiore togliendo le foglie più grosse e dividendolo in cimette . Lavatele e mettetele a cuocere per circa 10 minuti in acqua bollente salata. Scolarle con una schiumarola e metterle da parte. Preparate intanto la pastella in una piccola boule : mescolate la farina con l'acqua gassata e con un pizzico di sale. La pastella deve avere una consistenza come quella della foto: sollevandola con un cucchiaio e facendola scendere, deve formare un nastro continuo e piuttosto denso. Ora mettete le cimette di cavolfiore nella boule e lasciatela riposare una 10ina di minuti. Mettete sul fuoco una padella con abbondante olio di oliva, che io preferisco a quello di semi anche per le fritture, e versate poche cucchiaiate di pastella e cimette per volta; poi fatele friggere fintanto che diventino belle dorate e croccanti. A questo punto scolatele e adagiatele sulla carta assorbente per far rilasciare l'olio in eccesso.
tavola 014
Solo ora salatele e trasferitele su un piatto di portata o servitele su nuovi fogli di carta. Se vi piace, aggiungete qualche goccia di limone al momento di sgranocchiarle.....

CAVOLFIORE GRATINATO

tavola 005


  • 1 cavolfiore
  • 4-5 cucchiai di parmigiano appena grattato a seconda della grandezza della pirofila (si può sostituire con la besciamelle)
  • Qualche scaglietta di parmigiano
  • Sale, pepe
  • Qualche fiocchetto di burro

tavola 007
Prendete un cavolfiore, lavatelo, tagliatelo a metà e poi con il coltello fate una incisione nel gambo. Utilizzate anche le foglie verdi, togliendo un po' di costola in quelle più esterne. Mettetelo a cuocere in poca acqua salata per una diecina di minuti (deve rimanere sodo, senza spappolarsi). Scolatelo con la schiumarola, tagliatelo a fette piuttosto sottili, adagiatelo in una pirofila, salartelo e spolveratelo di abbondante parmigiano grattugiato, aggiungendone anche qualche scaglietta. Conditelo con un filo d'olio e guarnire con fioccheti di burro. Mettere in forno caldo per una decina di minuti, lasciando lo gli ultimi 3 o 4 con il grill acceso per farlo dorare in superficie.
E' leggero e saporito, ideale contorno di stagione
Buon appetito
Daniela

Squared cauliflower!!

Cauliflower fritters
  • 1 califlower
  • 6 tbsp all pourpose flour
  • fizzy mineral water
  • olive oil
  • salt

Rinse cauliflower well just before using it. Snap off tough outer leaves, and discard. Using a sharp knife, cut off stem, then hollow out and remove core, angling blade to avoid cutting into florets. Cut or break cauliflower into medium florets . Let them cook for 10 minutes in boiling water and strain them. Set aside.
Prepare the batter in a boule, with flour, a pinch of salt and fizzy mineral water and stir until it’s smooth and soft but not too liquid (look at the photo).

tavola 024


Put the florets in the batter and let there for 10 minutes.
Heat some olive oil in a large sauté pan over medium-high heat until the oil sizzles when you drop a small amount of batter into the pan. Carefully drop ever single floret into pan; repeat, spacing fritters a few inches apart.
Cook fritters until golden, 2 to 3 minutes. Lower heat to medium. Turn fritters, and continue cooking until golden, 2 to 3 minutes more. Transfer fritters to a plate and drain on paper towels. Set aside in a warm place. Cook remaining cauliflowers florets, adding more oil to pan if necessary. Garnish with lemon wedges, if desired; serve warm.


Cauliflowers au gratin

  • 1 cauliflower
  • 4 or 5 tbsp grated parmesan cheese
  • some parmesan cheese little slices
  • salt, pepper
  • some knobs of butter
Rinse cauliflower well just before using it. Snap off tough outer leaves, and discard. Using a sharp knife, cut off stem, then hollow out and remove core, angling blade to avoid cutting into florets, or make a X on the remaining core to cook it better. Bring a large pot of water to a boil; add salt. Add the florets, and cook until just tender, about 10 minutes. Drain in a colander, and rinse under cold running water until cool. Let dry on paper towels. Preheat oven to 400 degrees. Spread florets in a 6-by-8-inch gratin dish. Season with salt and pepper. Sprinkle with the parmesan cheese, adding some little slices and some knobs of butter. Bake until bubbling and just golden brown, 30 to 35 minutes.
Bon appetit
Daniela
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