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venerdì 26 ottobre 2012

Tortino di parmigiano ... da passeggio

Di Daniela
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tortini da passeggio

Ci siamo quasi: domani è il giorno della Cresima della Microba: in casa c'è un po' di agitazione e di emozione, mista a mooooolta confusione per tutte le cose ancora da preparare per ricevere i nostri ospiti... Certo è soltanto una riunione di famiglia, con gli amici più cari con noi, ma mi piace pensare di aver fatto il possibile per accontentare i gusti e le aspettative dei commensali: come in ogni famiglia che si rispetti, ciascuno ha la sua preferenza, la sua particolare golosità e, con gli anni, si imparano a conoscerle tutte, o almeno la maggior parte, e ad agire di conseguenza. Qualche volta questo limita leggermente i possibili menù, tendo magari a preparare più volte lo stesso piatto, per accontentare proprio le preferenze di chi ho intorno, ma mi fa piacere sapere che ognuno troverà un particolare cucinato proprio per lui o per lei....Mi diverte quando, specialmente i miei preferiti, il gruppo "nipoti-figlie-e-loro-amici", appena ci avviciniamo al buffet, vengono da me per dirmi : "ma lo sai  mamma (o Titti, o Dani) che speravo proprio che preparassi questo stasera?".

sabato 31 dicembre 2011

E dopo il brindisi... 10 idee corroboranti, per tirare fino all'alba del nuovo anno




buon ultimo,  dieci bevande calde, leggermente alcooliche, di quelle che si preparano quando il grosso degli invitati ha ormai preso la strada di casa e si resta in pochi, accoccolati sui divani, i tacchi dimenticati chissà dove, le mani strette su tazze che fumano e che accompagnano le sommesse chiacchiere della notte. Di solito, io crollo al primo sorso- e infatti non è un caso che di solito proponga un tè: ma d'inverno, sono queste le bevande che si preferiscono, calde e corroboranti, che si centellinano insieme agli ultimi scampoli di una serata ben riuscita. Un consiglio: sceglietene una, in aticipo, e tenete pronti gli ingredienti che vi serviranno. Eviterete di perdervi nei meandri della dispensa, scoraggiando i vostri ospiti, e potrete tornare presto da loro, a godervi la parte più bella della festa..

1. Eggnog al bourbon
2. Zabaione al moscato
3. Caffé Viennese
4. Cider Mulled
5. Cioccolata calda viennese
6. Pomegranate Glogg
7. Santa's Little Helper
8. Vin brulè con biscotti speziati
9. Cioccolata calda speziata
10. Zabaione al brachetto con datteri

Ed è con queste bevande che vogliamo chiudere con voi il vecchio anno ed aspettare quello nuovo, nella stessa atmosfera di confidenze e di chiacchiere con cui siamo solite chiudere le feste con i nostri amici più cari. Riprenderemo nei prossimi giorni, all'alba di un 2012 che ci auguriamo possa essere migliore dei mesi che ci siamo lasciati alle spalle, per noi, per le nostre famiglie e per tutti voi che, in questo anno così difficile, siete stati un sostegno, un conforto e una risorsa insostituibile e inimmaginabile: se siamo riuscite a ritagliarci dieci minuti di serenità è stato grazie a Menuturistico e alle vostri voci ed è per questo che gli auguri di quest'anno nascono dritti dal profondo del nostro cuore. 
All'anno nuovo!
Ale & Dani

Ale

giovedì 29 dicembre 2011

Buffeti di Capodanno: 50 dolci idee



Più strutturate, rispetto alle idee salate, perchè la pasticceria è una roba seria- ma ugualmente semplici e semplificate, per poter chiudere in bellezza l'anno vecchio ed accogliere quello nuovo con altrettanta serenità.
Sono cinquanta ricette, la maggior parte delle quali si trovano sul blog o sono variazioni sul tema (vedi panne cotte e bavaresi, ai diversi sapori): domande, dubbi, perplessità tutte nei commenti e prima del 31 o la Dani o io vi rispondiamo.

mercoledì 28 dicembre 2011

Cento idee veloci per il buffet di Capodanno (salate)



così come mi vengono... sono prevalentemente "non ricette", tanto per non impazzire anche la sera dell'ultimo dell'anno e molte di esse o sono sul blog o sono variazioni sul tema. Se però avete urgenza di una ricetta, vi tocca portare pazienza e aspettare il mio ritorno, il 31: se non sarà troppo tardi, sarò felice di potervi aiutare.

Tartine

dischi di pan carrè o meglio ancora di crackers tipo ritz, farciti con
1. spuma di prosciutto e pepe rosa
2. spuma di mortadella e pistacchi
3. formaggi cremosi (philadelphia & mascarpone) con erba cipollina
4. gorgonzola, mascarpone e gheriglio di noce
5. rillette di salmone e aneto
6. rillette di sgombro, timo limone e capperi

Bruschette- Crostini

7. stilton e fichi secchi bagnati col Porto
8. roquefort e noci con miele di rosmarino
9. salsiccia cruda e stracchino
10. patè di fegatini con chicchi di melograno
11. tartare di vitello con uovo di quaglia
12. cipolle rosse spadellate e mele agrodolci
13. pane di segale con crema di rafano e salmone affumicato
14. pane di segale con brie e fichi caramellati
15. caprino e mostarda

Polpette
16.polpette di carne con salsa di pomodoro agrodolce
17.polpette di granchio con maionese al wasabi
18.polpette di salmone con panna acida
19.polpette di patate e speck
20.polpette ai gamberetti con salsa rosa
21.polpette di maiale con salsa di soia
22.polpette di tacchino con salsa di limone e capperi

Cotechino e lenticchie
23.Cestini di lenticchie con spuma di cotechino
24.cestini di pane ripieni di lenticchie speziate con rondelle di cotechino
25.mini vol au vent ripieni di lenticchie e cotechino
26.zuppetta di lenticchie con quenelle di cotechino (lessato e frullato con mascarpone light)

Mini quiches
27. ai porri e senape
28. alla trevigiana, ricotta e uvetta
29. alla zucca e funghi
30. ai finocchi e roquefort
31. al roquefort
32. al pesto con pomodorini

Tartare
33. di tonno, con basilico
34. di salmone, su fettine di mela verde
35. di manzo, con uova di quaglia
36. di pesce spada, con salsa all'arancia

Le Insalate
Da servire monoporzionate, già condite
37. Avocado, radicchio rosso, capperi, carciofi, cetriolini
38. Finocchi e arance
39. Mele verdi, sedano, noci e insalata verde
40. Macedonia di legumi assortiti con medaglioni di aragosta, conditi con vinaigrette al pompelmo
41. Waldorf salade
42. Cotechino, trevisana e sedano
43. Cappone, prosciutto di Praga e lamelle di tartufo nero, uva e indivia
44. Avocado, salmone affumicato, uova di quaglia e vinaigrette al lime
45. Avocado e pompelmo rosa
46. Anatra  melograno, arance e misticanza
47. Fagioli neri, peperoni, tacchino condito con olio e tabasco
48. Cannellini, cipolla rossa e gamberetti, conditi con olio e pepe nero di mulinello

Nel piattino

49. Capesante grigliate alla salsa di lampone
50. Capesante alla salsa di martini dry
51. Filetto di tonno in crosta di sesamo nero e glassa al balsamico
52. Cozze con curry e zenzero
53. Moscardini alla San Gennaro
54. Filetto mignon di maiale con salsa al mirtillo
55. Medaglione di aragosta in salsa leggera alla Normanna
56. Polenta bianca al nero di seppia con calamaretti


I Formaggi

57. Mini camembert al forno, guarniti con frutta secca
58. Palline di caprino alla lavanda
59. Palline di caprino al limone, mandorle e zenzero
60. Seirass fritto al profumo di lavanda

Le Zuppette

61. Crema di cavolfiore con crostino di gorgonzola
62. Crema di zucca al sesamo nero
63. Crema di fagioli di Pigna con baccalà
64. Passatina di ceci con scampi
65. Crema di lenticchie con salmone affumicato
66. Crema di topinambur alle nocciole
67. Crema di sedano rapa allo speck
68. Crema all'aglio, con scagliette di mandorle e sale nero di Cipro

La frutta

69. Kiwi e prosciutto crudo
70. Tonno affumicato e pesche sciroppate
71 .Crudo di orata e arancia rossa
72. Diavoli a cavallo
73. Datteri ripieni di mascarpone
74. Robiola, pere e miele di corbezzolo
75. Acciughe al mandarino
76. Pompelmo rosa e gamberetti


I Biscotti salati

77. Sablè al parmigiano
78. Sablè alla paprika
79. Sablè al cumino e limone
80. Sablè alla tapenade
81. Sablè ai pistacchi
82. Cantucci salati
83. Baci di dama al pesto
84. Grissini di focaccia alle olive verdi
85. Madeleines salate

I Patè

86. Patè di carne alle noci
87. Terrina rustica di carni miste
88. Patè di petto d'anatra con mele caramellate

Nel bicchierino
89. Gelato al Parmigiano con salsa di pere speziata al porto
90. Bavarese di pecorino con mele caramellate
91. Caprino e mostarda mantovana
92. Crumble di nocciole, bavarese di cardi, salsa di acciughe
93. Composta al mandarino, mousse di anatra allo xeres
94. Prosciutto al Madeira destrutturato
95. Patè di faraona con gelèe di melograno
96. Crumble di noci, mousse di roquefort al Porto e briciole di pain d'epices
97. Cappuccino di seppie al nero
98. Crema di patate con polpo alla ligure
99. Crema di peperoni con mazzancolle
100. Ceviche di dentice, verdure e gamberi con vinaigrette allo zenzero

A domani, con 50 idee dolci
Ale

giovedì 17 novembre 2011

Di pirofile di verdure ai tre colori (o bicchierini melone, crema e pistacchio?) e di bottoni.

Di Daniela

Sono appassionata di storia, ormai lo sapete tutti... anzi a questo proposito ho in mente un paio di ricette storiche che spero vi piaceranno...ma è un'altra "storia". Oggi vorrei parlarvi invece di bottoni. Ora, capisco che l'argomento possa lasciare un po' sconcertati perchè i bottoni, salvo quelli che si attaccano per strada a persone che non han voglia di parlare, o quelli rigorosamente importanti per materiale o epoca, difficilmente sono argomento di conversazione o di storia.
Invece quelli di oggi si... mi spiego meglio.
Per i motivi noti dei giorni scorsi, ho dovuto fare un lavoro piuttosto accurato in garage. Ho buttato via molti oggetti, alcuni mi erano cari, altri meno, ma tutti erano parte di ricordi. Naturalmente c'erano molte cose di cui non ricordavo neppure più l'esistenza, quelle che si mettono via con il solito "Appena ho un attimo di tempo le guardo meglio" e invece l'attimo di tempo non arriva mai. Così rimangono lì, in attesa che il caso o un trasloco o un altro qualunque motivo le facciano riaffiorare dal dimenticatoio. Così è stato per un sacchetto di quelli della spesa, banalissimo, nascosto in un angolo in mezzo a fango ed altro. Volevo buttarlo senza neppure dedicargli 10 secondi del mio "arrabbiatissimo" tempo e invece all'utimo momento l'ho aperto, tanto perchè "non si sa mai". Sono venuti fuori ben più di un centinaio di bottoni di tutti i tipi: grandi piccoli, colorati, bianchi, di madreperla, di plastica di osso, di tartaruga vera o finta che fosse, di metallo, di stoffa, elaborati, lisci e chi più ne ha più ne metta!

bottoni A

Quindi sacchetto recuperato, portato in casa ed attentamente analizzato insieme alle due piccole e alla cognata, passata un momento a salutarci.
Ed è stato come aprire un album di foto di famiglia!! Erano bottoni che mia suocera aveva tenuto per motivi diversi, nel corso degli anni. Una specie di memoria visiva dei suoi abiti preferiti, del tailleur indossato alla prima comunione di mio marito, quello della sua mamma indossato per un matrimonio,
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quello del cappotto messo per il battesimo di un nipotino,  quello tenuto perchè che aveva un punto di colore "così particolare, che mi piacerebbe ritrovare";
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uno tenuto per la foggia, uno solo per le dimensioni, 

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"quello era della giacca del nonno" che i bimbi di allora ricordano per l'eleganza, "quello era in un abito della nonna, che mi ricordo perchè mi sembravano cappellini cinesi!",

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in un via libera di ricordi che si accavallavano e che richiamavano momenti di epoche diverse, con persone amate, che nella memoria sono sempre i più sereni... Una caccia al tesoro, insomma, un pomeriggio bellissimo, cominciato con rabbia, sciolto in una specie di bolla nello spazio e nel tempo...

Pirofile di verdure ai tre colori
da CI novembre 2011
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lunedì 20 dicembre 2010

Il Natale dell'Ingegnere

di Alessandra
torta di compleanno

Sono ufficialmente una donna morta
Ho lavato a mano
36 flut (e pure per due volte, una in corso di festa)
240 mini affarini (piattini, coppettine, bicchierini, e tutto quanto è accomunato dall'irritante diminutivo e dall'ancor più irritante divieto di ingresso in lavatrice)
300 cucchiaini (vedi sopra)
40 fra vassoi, alzatine, piatti da portata
36 cucchiaini di ceramica- di cui due si sono rotti nella pericolosa operazione dell'asciugatura, dal titolo "cosa succederà, se ne asciugo otto per volta?"
senza contare il dover rimettere tutto a posto. 
E tutto perchè l'ingegnere ha avuto prima la bella pensata di nascere a ridosso del Natale e poi di voler sposare una come me, che figuriamoci se non si festeggia, e cosa vuoi che sia se avremo un'infilata di feste una dietro l'altra, anzi: ne approfittiamo per invitare tutti gli amici che così ci facciamo gli auguri come si deve, no? Già che ci siamo....

panettoncino ripieno

Il "già che ci samo di quest'anno" ha previsto

- Angolo bar: ci pensa mio marito. Di solito son bollicine rigorosamente italiane, ultimamente anche con qualche concessione ai rosèe, più qualche mix preparato al momento. Non chiedetemi di più, perchè per l'occasione mi tengo accuratamente lontana da questo settore della casa, considerati gli effetti devastanti dell'alcool sulle mie ginocchia, che quella sera lì mi servono più del solito. In ogni caso, niente di solido, questa volta

- Buffet freddo
  • Sablèe alla paprika, per l'occasione a forma di stella cometa che, nelle mie intenzioni, sarebbe dovuto essere un cucchiaio natalizio per attingere al
  • Patè di Prosciutto allo Xeres
  • Rillette di Salmone ai tre fumi (Laphroaig) con pan brioche
  • Patè di aringa al pepe rosa con pane di segale
  • Panettoncini di pan brioche ripieni di insalata messicana di tacchino
  • Brandade di Baccalà al Caffè su crema di patate
  • Mostarda e caprino di Stella 
  • Mini vol-au - vent alla crema di zucca e curry
  • Mini vol-au-vent alla crema di broccolo e aglio
  • Mini vol-au-vent alla crema di barbabietola e acciuga
vol-au-vent-zucca


Buffet caldo
pate di aringa al pepe rosa


Zuppe
scacchiera di polenta con totanetti...

Il piatto caldo, un coq-au-vin fatto dalla suocera, è stato solo visto da lontano e siamo passati subito ai


Dolci
  • Tiramisu al litchees, crema di cioccolato bianco e acqua di rose
  • Mousse all'Irish Coffee con kipferl alla nocciola
  • Torta di compleanno
In più, nell'angolo di Natale, c'erano dei barattoli con la cioccolata di Babbo Natale (Cacao, Zucchero bianco, Cannella e Cranberries) e i soliti sacchettini con i biscotti.

stelle comete di sablèe

I contributi della famiglia sono stati i seguenti
  • la creatura si è ammalata: da zero a 15 anni, ha scelto il giorno del mio compleanno per farsi venire di tutto. Al punto che sua madre, stremata ogni volta da influenze- brocopolmoniti- referti vari, ha deciso di non festeggiare più un bel niente, fermandosi strategicamente al 39esimo compleanno. Al che, dall'anno scorso, samo passati al compleanno del marito. Il chenella pratica, ha significato una moribonda per casa, che si è ripresa solo con l'arrivo dei suoi amici- quel tanto che bastava per sentirsi ancora peggio, il giorno dopo
  • l'ingegnere ha tagliato il pane nero e il pan brioche: ha fatto tanti  rettangolini tutti uguali- sia quelli bianchi che queli neri e pure tutti uguali fra loro. E fin qui, ce la possiamo fare. Io no, sia chiaro, ma qualcun altro, preciso,  potrebbe riuscirci. Laddove il DNA non lo ha tradito, però, è stato nell'aver azzeccato la proporzione esatta fra misura dei rettangolini- numero degli stessi- perimetro delle teglie, per cui alla fine hanno ricoperto l'intera superficie a disposizione. Per realizzare quesa perfetta fusione  manualità ed ingegno ha impiegato circa un'ora, occupando tutta la superficie del tavolo e rendendo non disponibili tutti i coltelli che in quel momento servivano a me. Però, alla fine, ha fatto un bel lavoro, per davero: intendo dire, quando me li sono dimenticati sotto il grill, bruciandoli tutti, mi è spiaciuto tantissimo...
  • il tempo: è nevicato anche quest'anno, ma dopo l'esperienza dell'anno scorso col cavolo che sto col frigo e il freezer in stile "non aprite quella porta" per un'ora di più: per cui, non si è rimandato niente , con buona pace di tutti
  • la mia amica Cristina ha preparato la torta di compleanno- oltre ai triangolini di fillo e ai gamberi in kataifi. Quello che vedete in foto è un trionfo di decorazioni di zucchero (anche quelle robe verdi: tutto zucchero) a decorare una signora torta, tipo Dobos ma più "adulta": dodici strati sottilissimi di pasta simil biscotto, alternati ad una crema di cacao amaro che era la fine del mondo. Bella e buona, insomma. La ricetta per ora non ve la dò, ma stay tuned, perchè da Gennaio ci saranno delle sorprese, qui sopra e questo dolce è un indizio
torta1

    Eravamo in trenta e stavolta ho fatto una scelta sofferta. 
    Di solito, cerco di fare in modo che vengano tutti, ma tutti, ma proprio tutti: il che, nella settimana che precede il Natale, equivale ad una impresa disperata. Però, fino all'anno scorso, ci sono riuscita, tant che l'ingegnere ha vantato cori di buon compleanno che se li sognano pure gli alpini, quanto a numero (e sobrietà). 
    Il problema, però, è che quando hai 40 o 50 persone in casa, devi fare un sacco di concessioni al numero: intanto, devi tagliare sul menu (meno cose, meno elaborate, più da massimo risultato col minimo sforzo); e poi devi giocoforza tagliare sul tempo che puoi concedere ai tuoi ospiti, senza contare che per trovare una serata "buona" per tutti abbiamo festeggiato spesso anche di giorno feriale- e sorvolo sulla produttività della sottoscritta il giorno dopo in ufficio. 
    Quest'anno, invece, avevo voglia di coccolare un po' i nostri amici: è stato un anno vissuto pericolosamente e le prime a rimetterci sono state le occasioi d'incontro, per cui volevo recuperare, se non sul tempo, almeo sulla qualità. E così, ho dovuto mettere un po' di paletti: ci vediamo sabato sera (e già questo ne ha decimati un po') e senza bambini: e questo, alla fine, l'ho patito io, perchè i bambini terribili dei nostri amici mi sono mancati tantissimo. Ma così tanto che, di fronte all'ultimo nato della cucciolata di due nostri amici (un amore di carlino, avvolto in coperta rosa), ho ceduto alle suppliche della creatura e dopo 15 anni e mezzo di "non se ne parla nemmeno" le ho promesso che prenderemo un cane- e, quel che è peggio, non me ne sono ancora pentita...
    Le ricette da oggi pomeriggio in poi
    Ciao 
    Ale

    lunedì 21 dicembre 2009

    E' qui la festa??? No, è dalla vicina...

    di Alessandra

    DSC_8695

    ieri sera

    124 posate
    36 piatti grandi
    36 flut
    36 ciotoline mini dell'ikea
    36 ciotoline bianche dell'ikea
    36 coppette
    32 bicchierini di un tipo
    29 di un altro
    24 bicchieri
    24 piattini
    16 vassoi
    12 tumbler
    6 caraffe
    4 alzatine
    2 decanter
    posateria varia, 1 pezzo per una

    DSC_8670

    stamattina
    33 vertebre meno una
    2 mani che sembrano due grattugie, e neanche in microplane
    1 casa che sarebbe meglio chiudersi la porta alle spalle e non tornare più.
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    Al mercoledì, saremmo dovuti essere 32. Al venerdì mattina, 51. E siccome siamo a Genova e non a Cana, ero praticamente sull'orlo del baratro della disperazione, visto che, per quanto contassi, le panne cotte erano 35 e il prosciuttone nel frigo non ingrassava di un grammo

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    Alla fine, ci si è messa la neve, con una specie di tormenta che, se ha nuociuto al resto della città, ha salvato la festa, sdoppiandola in due sere: una metà ieri, l'altra dopo Natale, con buona pace della sottoscritta e degli appetiti degli amici, che sono stati saziati anche questa volta.

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    Vado veloce, con il menu
    Aperitivo
    Baci di dama salati al pesto
    Rillette di sgombro al timo limone
    Rillette di salmone al triplo affumicato
    Sablè con spuma di prosciutto allo Xeres e pepe rosa
    Sablè con crema di gorgonzola
    Cestini di lenticchie con mousse di mortadella e mostarda
    Fichi caramellati con formaggio di capra di Stella
    Cotognata con Moro di Sardegna
    Patè di carne alle noci in gelatina al Marsala
    Patè di fegatini in gelatina di melograno
    Polpette di gambero in crosta di sesamo con maionese al wasabi
    Zuppetta di barbabietola rossa con cubetto ghiacciato di yogurt

    Piatto Caldo
    Prosciutto glassato al miele con gelatina al Porto
    con marmellata di ananas al pepe rosa e chutney di mango

    Dolci
    Panna cotta alla violetta con gelèe di earl gray
    Crostata alla ricotta e whisky destrutturata
    Crema al croccante
    Old Fashioned Chestnut Cake
    Meringata ai mirtilli per il festeggiato


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    Le ricette domani, e dopo, e dopo ancora....


    Besos
    Ale







    venerdì 24 luglio 2009

    quiche di zucchini feta limone e menta


    di Alessandra

    mini quiches zucchni limone menta

    Qualche anno fa, all'epoca in cui faceva l'inviato de La Stampa per il Giro d'Italia, Alessandro Baricco capitò nel luogo dove si trova la casa di famiglia di mio marito. E tale fu lo stupore per il clima che trovò, che dimenticò ogni dovere cronistico-sportivo per dedicare l'intero articolo alle brume ed alle nebbie che gravano perenni sui tetti del paese, levando alti lamenti per la sorte dei suoi infelici abitanti.
    Apriti cielo: all'articolo seguì una sollevazione popolare, con tanto di repliche sulla carta stampata e in televisione, da parte di tutti i residenti, dai più ai meno illustri, che richiesero la cenere sul capo dal povero Baricco, reo d'aver detto quello che, per noi genovesi, equivale a un omaggio a Monsieur Lapalisse, e cioè che qui piove- e di lungo.
    Quindi, per non riaccendere ulteriormente gli animi, dirò in forma pubblica e solenne che nel paese di mio marito c'è il sole. Sempre. Fatta eccezione, ovviamente, per quei 365 giorni l'anno- 366 i bisestili- quando bisogna uscire con l'ombrello- ed aprirlo pure.
    Sia chiaro: chi scrive adora la pioggia. Anzi, tanto per fare outing fino alla fine, io detesto il caldo, l'estate ed anche il sole, se al mare. So di essere l'unico esemplare vivente al mondo ad avere simili gusti, ma siccome pare non ci sia cura, ho imparato ad assecondarli, facendo le valigie per l'amata Albione allo spuntare dei primi oli solari, fin quando lo stato civile me lo ha permesso e spostandomi al di là del Turchino una volta impalmato il Signore del Feudo.
    Quindi, a conti fatti, io qui ci sto bene. E sono certa, anzi certissima, che, una volta fatta l'abitudine ai cigolii della spina dorsale e all'indomabile rigonfiamento delle chiome, vi trovereste bene anche voi, non foss'altro che per i tre motivi che vi elenco qui sotto:

    1. l'orto: vi ricordate quando, alle Medie, dovevate imparare a memoria tutte le fasce tropicali, da quella equatoriale a quella artica, tenendo bene a mente che ogni passaggio avveniva in forma non traumatica e graduale? Bene, qui facciamo eccezione. Siamo nell'unico posto al mondo, dove, passata la barriera del casello, il clima si trasforma da macchia mediterranea a foresta pluviale. Il che, tradotto in termini agronomici, significa che quelle che a voi sembrano prugne sono in relatà mirtilli e quel campo di ninfee che evoca laghetti giapponesi e quadri di Monet è solo il più prosaico basilico della suocera. E sorvolo sulle dimensioni delle zucche: mi limito a dire che se la famosa fatina ne avesse usata una delle nostre, per il suo più celebre incantesimo, Cenerentola sarebbe andata al ballo su un TIR...


    2. l'immediato zittimento della zampogna del custode, ex pastore calabro che lenisce la saudade soffiando quel che resta dei suoi polmoni nelle canne di una pelle di pecora. Perchè, ovviamente, noi qui non ci facciamo mancare niente: e come abbiamo il roseto con ogni tipo di rosa che sia mai spuntata nel creato, dal quarto giorno in poi, l'ortensiario con ogni gamma di colore, dal blu al rosso, passando per l'indaco, il lilla e il violetto, il pozzo e il bersò e la panchina in ferro battuto, abbiamo anche il suono della zampogna sullo sfondo, in puro stile prima bucolica. Con la piccola differenza che i custodi calabri non si chiamano nè Titiro, nè Melibeo, nè Amarillida, bensì Carmelo, Maruzza, Pasquale e Clementina gli adulti e Maicol, Gessica, Kevin e Sindy i piccoli (la grafia è fedele alla registrazione anagrafica: ho anche le prove, se le volete). E che il suono della zampogna è una specie di medley fra il grugnito di un'orda di cinghiali in calore e un trionfo di trombette da stadio, inframmezzati dai rantoli del custode, in un'interpretazione di rara intensità e di pura sofferenza, che recupera dalle profondità delle domande di senso interrogativi arcani ed inquietanti - dal "non è che muore????" al "quand'è che muore????", per intenderci

    3. si cucina. Un po' per forza ( vedi alla voce orto anarchico), un po' per dovere (vedi alla voce marito) un po' per fare un uso dei coltelli più urbano e più creativo di quello che, a volte, mi verrebbe in mente, fatto sta che qui dentro i fornelli sono accesi a tutte le ore.
    Quello che ne esce è il trionfo della cucina semplice, dei sapori di una volta, della famiglia intorno alla tavola, della tradizione e dei ricordi- e pazienza, se fuori piove: si sta così bene qui....


    QUICHE DI ZUCCHINE FETA MENTA E LIMONE


    quiche zucchini limone menta


    La versione della foto ha una base di pasta sfoglia, ma nulla vi vieta di preparare un guscio di brisèe o, meglio ancora, di pasta al vino (senza burro): l'essenziale è che resti un sapore neutro, non aromatizzato, intendo, in modo da far risaltare meglio il ripieno, che è davvero un trionfo di profumi

    Per la versione più raffinata
    250 ml di panna
    3 uova grandi ( o 4 medie)
    100 g di feta
    3 zucchine
    menta fresca
    la scorza grattugiata di un bel limone
    sale
    pepe bianco

    Per la versione rustica, sostituire alla panna 200 g di ricotta.

    Si mondano le zucchine, si tagliano a fettine non troppo sottili e si fanno andare in padella con olio EVO e sale: attentissimi a non farle nè friggere, nè stufare. Portatele a cottura aggiungendo un Mestolino di brodo alla volta, senza che il liquido le ricopra completamente, e a recipiente scoperto. Quando sono croccanti, sono pronte. Pochi minuti prima di toglierle dal fuoco, aggiungete le foglioline di menta

    mescolate la panna alle uova, sbattendo rapidamente con una forchetta, aggiungete la feta sbriciolata e gli zucchini, quando si sono intiepiditi. Grattugiatevi sopra la buccia del limone, date una bella macinata di pepe bianco, aggiustate di sale e riempite il guscio di pasta.
    Se usate la ricotta, incorporate le uova ad una ad una e lavorate il composto con un cucchiaio o una forchetta( non con le fruste, intendo: non deve montare). Poi, procedete come sopra
    In forno a 200 gradi per 30 minuti minimo

    Se invece preferite la misura delle foto- l'ideale per un buffet- dovete ridurre le uova a 2 grandi o 3 medie, e i tempi di cottura: 15 minuti dovrebbero essere più che sufficienti: comunque, quando sno gonfie e dorate sono pronte.
    A domani
    Alessandra

    lunedì 11 maggio 2009

    corso di cucina- quarta lezione


    l' orto di primavera



    Sformato di basilico con crema di burrata e sorbetto di pomodoro
    Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa
    Quiche fragole e asparagi con riduzione al balsamico
    Bavarese allo yogurt al passion fruit ( senza zucchero)


    La ricetta dell'antipasto è già stata pubblicata ( era quella dell'ammutinamento del marito) e appena imparo come si mettono i link sotto la parola "qui" prometto che provvedo. Per ora, vi armate di mouse e ve la andate a recuperare a sinistra del template ( ..si vede che ho studiato, vero????)

    Invece, le altre sono qui di seguito
    Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa


    per 6 persone
    1 kg di piselli freschi ( e se non li avete, cambiate ricetta: sono fondamentali)
    250 ml di latte fresco intero
    125 ml di yogurt
    sale
    per le quenelle
    250 g di ricotta fresca
    un cucchiaio di pepe rosa

    Versione A
    portate i piselli a cottura in acqua bollente salata, scolateli, passateli al mixer e allungateli con 250 ml di latte. Riscaldate il tutto e aggiungete lo yogurt. Aggiustate di sale e tenete in caldo

    Versione B ( più gustosa)
    Prendete una padella larga e profonda e metteteci dentro i piselli, coperti di latte. Salate, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e portate a cottura, allungando, se il caso, con del brodo. Se i piselli sono freschi, non è il caso: dopo 6-7 minuti sono cotti. Frullateli insieme al loro liquido, fino ad ottenere una purea liscia e, se vi sembra troppo densa, allungatela con un po' di latte ancora. dopodiché, unite lo yogurt e aggiustate di sale

    Per le quenelle
    Armarvi di due cucchiaini e di tanta pazienza e iniziare a formare queste robe oblunghe che, se invece di chiamarsi quenelle, si chiamassero polpette, col cavolo che riscuoterebbero tanto successo... ma tant'è... l'importante, comunque, è partire da una ricotta saporita, alla quale cioè non sia necessario aggiungere sale, perché altrimenti il sapore prevarrebbe su quello della passata di piselli. Sbriciolare nella ricotta il pepe rosa, strofinandolo fra i palmi della mano, tenendone da parte un po' per la decorazione.

    composizione del piatto
    NON NELLA TAZZA DEL CAPPUCCINO, pliis...o in un piatto fondo o in una tazza da brodo o, se proprio vi piace il "famolo strano" in una coppa da martini: prima la passatina- tiepida- e poi le quenelle di rocotta, due per commensale, con un'ultima spruzzata di pepe sopra.

    Quiche alle fragole e asparagi con riduzione all'aceto balsamico



    Premessa: A dirla tutta, ma proprio tutta, questo abbinamento continua a non convincermi. però, essendo da sempre una sostenitrice della famosa massima per cui "de gustibus, non si discutibus", non capisco ma mi adeguo. E sempre a dirla tutta, ma proprio tutta, devo essere l'unica a pensarla così, perché queste mini quiches sono da qualche tempo la felicità dei miei ospiti, nonchè le responsabili della trasfigurazione della Dani, avvenuta alquanto prosaicamente nella mia cucina, dopo il primo assaggio....

    per la pasta al vino
    300 gr di farina 00 ( o 150 di manitoba e 150 di farina00)
    100 g di olio EVO
    90 g di vino bianco secco
    sale

    impastare bene tutti gli ingredienti , fare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola trasparente e metterla a riposare per mezz'ora in frigo

    per il ripieno
    250 ml di panna fresca
    2 uova ( se versione tortiera grande, altrimeni ne basta 1)
    1 mazzo di asparagi 8piccolo)
    200 g di fragole
    sale

    Far lessare gli asparagi e tagliarli a tocchetti. Mondare le fragole e tagliarle a pezzettini. Mescolare velocemente con una forchetta la panna e le uova, aggiungere le fragole e gli asparagi e aggiustare di sale

    Accendere il forno a 200 gradi

    Foderare con carta da forno una tortiera di 26 cm di diametro, oppure ungere 10 stampini monoporzione.

    Con il mattarello, stendere la pasta al vino in una sfoglia sottile e rivestire gli stampi. Riempirla con il composto e metter ein forno per 30 minuti ( 18 se mini quiches). La torta è pronta quando il ripieno di gonfia e i bordi sono dorati.

    Mentre raffredda, preparate la
    glassa al balsamico
    Ci vogliono 250 ml di cancarone spacciato per aceto blasamico 8 per i non genovesi: la qualità peggiore di aceto balsamico che trovate in circolazione). Metteteli in un casseruolino dal fondo spesso e, a fiamma media, fatelo ridurre di 2/3. (Sbarrate le porte della cucina, aprite le finestre e munitevi di fazzoletti da naso, perché ne uccide più una sniffata che la spada...).

    Servitelo a parte, raccomandando ai commensali di usarne qualche goccia- non di più.

    questa ricetta partecipa alla raccolta "Quiche di frutta"
    Bavarese di yogurt al passionfruit



    Siccome la provenienza è illustre ( Ernst Knam, nientemeno) gli perdoniamo anche il nome non corretto, nel senso che di "bavarese" questo dolce non ha proprio nulla., se non forse la consistenza. Trattasi di yogurt magro miscelato con panna e tenuto insieme da poca colla di pesce, quel tanto che basta a sostenere il succo di passiflora. Una scemata, concettualmente parlando, che però permette di raggiungere ottimi risultati ( sublimi quelli del Maestro, che ce l'ha preparata in surplasse, fra un dolce e l'altro) con poca fatica e pochissime calorie, vista l'assenza di zucchero.


    per 10 bicchierini
    500 ml di yogurt bianco ( zuccherato con zucchero d'uva, se proprio volete sentire un po' di dolce)
    250 ml di panna montata
    10 passion fruits ( o succo di passiflora)
    2 fogli di colla di pesce ( o uno grande)

    mettete la colla di pesce a bagno in acqua fredda e, quando si sarà ammollata, fatela scioglier ein poco yogurt, scaldato in un casseruolino dal fondo spesso. Se è possibile, sarebbe meglio evitare che il liquido dove si scioglie la colla di pesce prendesse il bollore: comunque sia, appena è caldo, strizzate il foglio, mettetelo nel pentolino, toglietelo dal fuoco e con un cucchiaio di legno mescolate rapidamente, fino a che si è ben sciolto. sempre lavorando fuori dal fuco, aggiungete un cucchiaio di yogurt al composto caldo e amalgamate bene, poi aggiungete un altro e così via, fino a quando lo avrete esaurito del tutto. Questo procedimento serve a non far formare i grumi nelle preparazioni che contengono colla di pesce, come già detto e ridetto, ma si sa: repetita iuvant...
    Mettete lo yogurt in una capiente terrina e incorporate la panna montata, mescolando dal basso verso l'alto per evitare che smonti.
    riemite i bicchierini e passateli in frigo per almeno due ore.
    Poi aggiungete un topping di frutta- il passion fruit, come qui, oppure la fragola, come in quest'altra versione




    Superfluo dire che il marito, dopo aver provveduto ad assaggiare le tre versioni ( nature, passional and strawberry), andata e ritorno, ha setenziato compunto che "la morte sua è col lampone..."
    vorrà dire che ci attrezzeremo, la prossima volta...

    buona giornata
    alessandra









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