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Visualizzazione post con etichetta ricotta. Mostra tutti i post
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mercoledì 9 gennaio 2013

Fiori di salmone con champignon e pancetta croccante per un primo piatto chic....

di Daniela

Eccoci di nuovo in pista, con me che, come tutti gli anni, rimpiango le vacanze e lo stare tutto il giorno in compagnia delle ragazze! Devo dire che comprendo, e perfino condivido, la loro sensazione di fastidio per il dover ricominciare la scuola: io ho la Microba, poi, che già il 27 dicembre comincia a dirmi "Santo cielo mamma, sono indietro con i compiti!!" e il 31 comincia a lanciare in giro flebili ed intermittenti lamenti per ricordare a tutti che, di fatto, secondo lei, le vacanze stanno quasi per finire e solo i preparativi per il capodanno e la speranza di una Befana generosa riescono, parzialmente, a consolarla!!! Altra consolazione è che può comunque suonare e che, in fondo, insieme alla scuola per fortuna il 7 ricomincia pure il Conservatorio....
Bene, figlie ri-scolarizzate a parte, eccovi un piccolo ricordo delle vacanze, però estive, che voglio riproporvi in una versione trasversale, che si adatta cioè a qualunque stagione ed è al tempo stesso un piatto raffinato ed elegante o più rustico, a seconda del condimento che deciderete di usare. In questo caso ho preparato un "mare-terra" seguendo i suggerimenti dei due chef che mi hanno mostrato la ricetta: il risultato?  Davvero invitante

Fiori di salmone con champignon e pancetta croccante
da un'idea di P e M Apollonio

ravioli di salmone 2

Vi propongo una ricetta che questa estate ci hanno proporsto gli chef della Valtellina, i fratelli Apollonio (fratello e sorella per la verità) e che mi aveva davvero conquistata per semplicità, insieme di sapori e consistenza perfetta. Ve la ripropongo con ingredienti lievemente diversi, che a mano a mano vi segnalerò. Ma valeva davvero la pena di provarli!!!

venerdì 6 luglio 2012

Lezioni di cucina in Valtellina : Mezzo pacchero ripieno con salsiccia ricotta e scimudin e cannoli di pane con caponata e formaggio morbido

Di Daniela


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Rieccoci con la II parte delle ricette della prima lezione dei cuochi della Valtellina. Lo Chef Bassi come sempre ci incanta con la sua sicurezza e con la semplicità delle sue ricette di grande effetto e molto gustose. Si tratta ancora di due finger food che certo faranno un ottimo effetto su ogni buffet grazie alla loro piacevolezza alla vista prima e oltre che all gusto e all’olfatto. Anzi , la questione della presentazione del piatto riveste, nelle sue lezioni , sempre una considerevole importanza, dal momento che ritiene e non a torto, che il primo e più importante approccio al cibo sia quello legato alla vista, che certamente deve essere conquistata dal cibo ed invogliare il commensale all’assaggio… Il consiglio di questa lezione era quello di decorare il piatto, quanto più possibile, con ingredienti commestibili che siano direttamente o che richiamino quelli utilizzati nella preparazione. Semplice, ma efficace! Sposo come sempre le sue tesi e vi presento altre due ricette della lezione. 


Mezzo pacchero ripieno con salsiccia, ricotta e scimudin. DSCF4316

Ingredienti per 20 pezzi 
10 paccheri 
100 gr di salsiccia 
80 gr di broccoli 
40 gr di ricotta 
12 acciughe 
Peperoncino qb 
100 gr di scimudin 
30 gr di burro 
Sale e pepe 

Cuocete la pasta mantenendola al dente, in modo che non perda il suo nerbo e possa stare facilmente “in piedi”, scolatela, fatela raffreddare e tagliatela a metà. In una padella antiaderente scottate la salsiccia a pezzetti con le acciughe e il peperoncino.

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Appena colorita la salsiccia, aggiungete i broccoli precedentemente bolliti e cuocete il tutto, schiacciando un po’ con la forchetta, in modo che diventi un composto omogeneo regolando di sale e pepe. Togliete dal fuoco ed aggiungete la ricotta e la metà dello scimudin, mescolando finchè tutto non si amalgama bene.

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Aiutandovi con un sac a poche o con un cucchiaio, riempite con il composto i mezzi paccheri, che posizionerete su una pirofila, e poi mettete su ognuno il restante scimudin ridotto in pezzetti e un fiocchetto di burro. Posizionate la pirofila in forno e fate gratinare per pochi minuti.

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 Servite con un filo di olio evo e una spolverata di pepe.

Cannoli di pane con caponata e formaggio morbido

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Ingredienti per 20 pezzi
1 confezione di pane morbido e senza crosta per tramezzini
60 gr di melanzane
60 gr di peperoni misti
60 gr di finocchio
2 cl di olio evo
10 gr di zucchero
15 gr di burro
60 gr di stracchino
1 uovo
60 gr di farina gialla
sale e pepe

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Passate le fette di pane per tramezzini in una macchina per la pasta fresca (la nonna papera) o schiacciatele con un mattarello fino ad ottenere uno spessore minimo come quello della foto. Prendete dei cilindri per cannoli e ritagliate dei rettangoli dalla fetta di panne schiacciata che siano sufficienti per coprire il cilindro e sovrapporsi per un centimetro e 1/2 . Pennellate ogni rettangolo con un tuorlo d'uovo da una parte sola e cospargetelo in modo uniforme con la farina di mais. Avvolgete i rettangoli dalla parte non spennellata di uovo intorno ai ciliretti e inumidite con una goccia d'acqua la striscia che verrà sovrapposta per facilitare la chiusura.
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Friggete in olio caldo a 169°C rendendoli dorati e croccanti (per rendersi conto della corretta consistenza lo chef Bassi li "prova" con le dita appena fuori dall'olio bollente :-)))).

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In una padella antiaderente, lasciate fondere il burro con lo zucchero, unite gli ortaggi tagliati a brunoise e lasciate appassire a fuoco vivo; condite con sale e pepe.

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In una ciotoa mescolate gli ortaggi con lo stracchino, creando una crema per farcire i cannoli. Servite con sopra ciascun cannolo uno pezzetto di stracchino poca caponata naturale e un filo di miele (o più semplicemente con un ciuffetto di farcia.
Detto fatto, altre due semplicissime squisitezze da buffet
Buona giornata
Dani

venerdì 13 aprile 2012

La Pasqualina di carciofi e il rosso che fa dimagrire!

Di Daniela

Ragazzi attenzione!! Notiziona trovata sul web qui :  volete tentare una dieta che vi dia la soddisfazione di un risultato strepitoso? Volete dimagrire senza dover fare un sacrificio eccessivo, ma con un aiuto esterno?
Eccovi il come: buttate il vostro vecchio servizio di piatti (o limitatevi a metterlo da parte:-)) e compratene uno nuovo tutto rosso!!! :-)))
Pare che alcuni studiosi svizzeri dell'Università di Basilea, partendo dal presupposto che il colore rosso influenza molto, il nostro comportamento conscio e inconscio (il rosso è il segnale del pericolo, del divieto, della richiesta di massima attenzione), abbiano pensato: "E 
perchè non applicarlo anche al cibo? E così hanno approntato una serie di esperimenti per verificare la veridicità delle loro teorie. Hanno coinvolto 41 studenti e hanno servito loro bevande in contenitori rossi oppure blu: le bevande sono state servite solo dopo che i ragazzi si erano già perfettamente dissetati con acqua:, quindi, chi sceglieva di bere, lo faceva  per pura gola. 
Il risultato è stato evidente: chi ha utilizzato bicchieri rossi, ha consumato il 40% di liquidi in meno di coloro che hanno utlizzato quelli blu. Sono poi passati a valutare l'effetto sul cibo e anche qui, ad un campione di circa un centinaio di persone impegnate a compilar moduli, venivano servite ciambelline in piatti di diversi colori: coloro a cui venivano servite in piatti rossi,  ne hanno mangiate decisamente di meno rispetto agli altri. Praticamente uno STOP inconscio, che neppure gli automobilisti rispettano con altrettanta attenzione!

lunedì 12 dicembre 2011

Tortelli "di magro" borragine e ricotta

Di Daniela

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La borragine (Borago officinalis) è una piantina dalle belle foglie croccanti ricoperte da una leggera peluria e bellissimi fiori blu . E' una pianta praticamente infestante, che si trova quasi dovunque. Una particolarità è l'origine del suo nome : l'etimologia è incerta. Alcuni suppongono che derivi dall'arabo "abou = padre" e da "araq = sudore" cioè "padre del sudore, attraverso il latino medievale borrago così chiamata per via delle sue proprietà sudorifere. Altri suppongono che derivi dal latino "borra = tessuto di lana grossolana" per via dei peli che ricoprono tutta la pianta. Altri ancora sostengono che sia derivato dal celtico "barrach = uomo coraggioso" in quanto i guerrieri celti erano soliti bere il vino con i fiori di borragine  prima di una battaglia,  credendo che regalasse loro coraggio.
"Dioscoride (medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone. Ebbe la possibilità di viaggiare a lungo nel mondo greco-romano e scrisse un erbario scritto in lingua greca che ebbe una profonda influenza nella storia della medicina. Ndr) chiama la Borragine Buglossa, come ancora usa in alcune regioni, per le sue foglie simili alla lingua dei buoi (lingua bovis era anche chiamata dagliantichi speziali) ed Apuleio spiega l’origine del nome Borragine dicendo che i Lucani chiamavano la Buglossa Coragine, “per avere proprietà grande nelle passioni del cuore”, come cita il Mattioli; da Coragine a Boragine ed oggi Borragine, il passo è breve". (cit.da qui
Altra interpretazione: il suo nome gallese "llawenlys", significa "erba della contentezza", e così la borragine veniva tradizionalmente usata per decorare le case per i matrimoni.
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La pianta è ricca di  nitrato di potassio, calcio, mucillagini e vitamina C ed è considerato, come dicevamo sopra un tonico per il sistema nervoso oltre ad avere doti emollienti che aiutano la pelle a rimanere idratata oltre ad avere effetti depurativi, diuretici e sudoriferi.
I fiori , di un colore ontenso e brillante vengono utilizzati spesso come decori per i piatti, ma anche come coloranti, per esempio, per l'aceto, mentre un suggerimento divertente potrebbe essere quello di metterne qualcuno nella vaschetta del ghiaccio, per decorare poi le bevande in modo originale.
Le sue foglie vengono utilizzate in cucina da tempo immemorabile in moltissimi tipi di preparazioni particolarmente in quelle cotte perchè la cottura elimina le peluria. Mentre l'utilizzo a crudo si limita a qualche fogliolina giovane nelle insalate, ma non è troppo consigliato per via della presenza in alcune fasi della via della pianta di sostanze nocive per il fegato. Quindi la fantasia spazia tra frittelle,  frittate,  minestroni ma, soprattutto in liguria è uno dei componenti fondamentali del "preboggion" l'insieme di erbe aromatiche tipico della cucina ligure, ma soprattutto è l'ingrediente fontamentale dei celebri pansotti (o pansoti).
E proprio di questi voglio parlarvi: la ricetta che vi proporrò è quella della nostra Bruna, una persona ormai di famiglia per noi, emiliana di nascita, ottima cuoca e "regina" di un bell'orto-giardino, che le regala un'abbondante fioritura della piantina, ingrediente principale di questa pasta fresca eccellente (e dei mitici pansotti).
Ho dato alla nostra pasta ripiena la forma forma rotonda per semplicità di esecuzione, avendoli preparati con la Microba. Gustatevi, ora, questi eccellenti

Tortelli "di magro" borragine e ricotta
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sabato 24 settembre 2011

tortino di pasta frolla alla ricotta d’alpeggio e albicocche e salsa vaniglia

Di Daniela

Naturalmente di sabato che cosa potremmo regalarci se non un dolce? Godurioso, dalle materie prime eccellenti, estivo, ma tutto sommato, sostituendo le albicocche con un altro frutto più stagionale, comprese le ultime pesche, per esempio perfetto anche adesso.
E' l'ultima lezione del nostro giovane Chef che con questo tortino dolce ci da il suo arrivederci alla prossima estate quando, spero, ci proporrà ancora le sue squisite ed originali ricette.

Dessert: tortino di pasta frolla alla ricotta d’alpeggio e albicocche e salsa vaniglia tortino di pasta frolla alla ricotta d’alpeggio ealbicocche e salsa vaniglia 

Ingredienti 
per la pasta frolla: 
250 g di farina, 
125 g di burro,
2 uova, 
80 g di zucchero, 
1/2 cucchiaio di miele, 
½ bustina vanillina 
per il ripieno 
150 g di ricotta, 
100 g albicocche snocciolate e tagliate a pezzettini, 
60 g zucchero a velo, una punta di cannella, 
100 g di salsa vaniglia

lunedì 28 giugno 2010

Piccoli budini di ricotta alle albicocche

Di Daniela
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Anche oggi parliamo di albicocche: finalmente quelle del mio albero sono giunte a maturazione adeguata e così in casa comincia la solita corsa a chi ne mangia di più..... e alla mia solita corsa a quale modo di presentarle inventare o, semplicemente, trovare. Così l'altro giorno, intanto che la mia solita confettura di albicocche

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ho cominciato a scartabellare le mie riviste di cucina per scovare qualcosa che mi ispirasse sull'argomento. Ho troato diverse ricette che ho subito provato e che sperimenterò nei prossimi giorni: solo chiedo venia su un punto; non ricordo più dove ho trovato la ricetta di oggi e neppure se l'ho modificata adattandola ai miei ingredienti o meno!!! Lo so , lo so, dovrei avere l'astuzia di scrivere subito da dove viene quello che faccio, almeno come ispirazione, ma ogni tanto me ne scordo e poi ...puf, sparisce tutto, neanche ci fossero i folletti in casa mia a nascondermi ciò che cerco. Mi è capitato poco tempo fa e mi risuccede ora. Quindi, vi prego, abbiate pazienza con una povera svanita e fidatevi, se vi dico che questi budinetti sono stati una piacevole sorpresa: light quanto basta da poterli mangiare senza troppi sensi di colpa, dolci e morbidi quanto basta per farsi assaporare con piacere a fine pasto o per merenda e colorati abbastanza da soddisfare anche l'occhio che, come si sa, vuole sempre la sua parte! provate ad assaggiarli...

BICCHIERINI (O PICCOLI BUDINI) DI RICOTTA ALLE ALBICOCHE

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Ingredienti per 4 persone
400 gr di ricotta fresca
2 cucchiai di latte
240 gr di albicocche denocciolate
30 gr zucchero per le albicocche
30 gr per la ricotta
4 fogli di gelatina da 2 gr l'uno
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Lavate le albicocche, togliete il nocciolo e frullatele "grossolanamente "con lo zucchero, insomma senza farle diventare proprio una crema. Mettete ad ammorbidire metà della gelatina nell'acqua per 10 minuti. Scaldate i due cucchiai di latte e , fuori dal fuoco, aggiungeteci la gelatina ben strizzata. Lavorate la ricotta con la frusta con lo zucchero e unite la gelatina sciolta nel latte, sempre mescolando, finchè sarà perfettamente incorporata. Mettete a sciogliere l'altra metà della gelatina in acqua. Versate in un pentolino la frullata di albicocche e fatela scaldare per pochi minuti. Toglietela dal fuoco e aggiungete la gelatina ben strizzata , mescolando molto bene.
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Distribuite il composto di ricotta e la gelatina di albicocche in 4 stampini da budino monodose o in 4 bicchierini o dovunque vogliate, alternando strati di ricotta e strati di gelatina . Mettete il tutto in frigo per un po' di ore. Poco prima di servire sformate i budinetti (se avete scelto questa forma), o tirate fuori i bicchierini e guarniteli , se volete con un po' di panna o con una salsa di albicocche o , meglio, portateli in tavola semplicemente.
Buon appetito
Dani

MINI PUDDING WITH RICOTTA AND APRICOTSDSCF5210

Serves 4
14 oz fresh ricotta
2 tablespoons milk
8.5 oz pitted apricots
2 tbsp sugar for apricots
2tbsp sugar for ricotta
4 sheets of gelatine (2 g each)
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Wash the apricots, remove the core and shake it "roughly" with sugar, in short, without them becoming a cream. Set aside. Put half of the gelatin to soften in water for 10 minutes. Heat two tablespoons of milk and, off the heat, add in the jelly squeezed. Mix ricotta with sugar and whisk together. Put the gelatin into the ricotta, stirring constantly, until fully incorporated. Put the other half gelatin to soft in water. Pour into a saucepan and warm the puree of apricots for few minutes. Remove from heat and add the squeezed gelatine, stirring well.
Spread the ricotta mixture and the apricot jelly into 4 molds or into 4 glasses or wherever you want, alternating layers of ricotta and layers of apricot jelly. Put everything in the fridge for 2 hours. Just before serving, take the little puddings out of shapes (if you chose this form), or pull off the glasses and garnish, if you want, with a little 'whipped cream or a sauce of apricots, or better, just take them to the table.
Bon appetite
Dani

lunedì 3 maggio 2010

Cannelloni alla Gianna

Di Daniela
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Ed eccoci tornati al light come alcune di voi richiedono a gran voce.... e Noi non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi.....opppppssss mi sono un po' fatta prendere la mano e parlo come un re!!! Scherzo ovviamente anche se ultimamente mi capita di parlare di me stessa con le mie figlie e con i miei nipoti come Cesare (o se doveste preferire, Maradona) in terza persona ... mah, fenomeno stranissimo che mi fa pensare di aver forse bisogno di un controllino alle mie celluline grigie di Poirottiana memoria!! Un altro motivo che mi induce a ritenere di avere tristi malattie di rapido decadimento mentale è il numero di volte in cui ieri ho contattato la mia amica Gianna per chiederle specificazioni sul piatto che lei gentilmente mi ha regalato per voi. Cose tipo"Gianna, ma il taglio a julienne lo intendi orizzzontalmente o verticalmente (sic!!)?" "Gianna, scusa, ma la cottura è coperta o no?" " Gianna, scusa, ma l'olio tiepido o freddo?" Insomma le ho fatto venire un cedimento di nervi da persona afflitta da un persecutore seriale per tutta la mattina.....
Però il risultato dei nostri sforzi congiunti (i miei nell'ossessionarla e i suoi nel mantenere la sua solita olimpica calma e il suo bellissimo sorriso!) hanno portato alla preparazione di questo piatto eccellente nel suo profumo e nella sua leggerezza... godetevelo

CANNELLONI ALLA GIANNA
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Ingredienti per 4
1 confezione di sfoglia velo
9 zucchine tagliate a julienne
250 di ricotta
100 gr di robiola o stracchino (crescenza)
Basilico
parmigiano
sale
pepe

Mettete un'abbondante manciata di pinoli su una teglia antiaderente e fateli leggermente tostare.
pinoli
Sbollentate le sfoglie, scolatele e fatele raffreddare adagiandole su di un canovaccio pulito. Rosolate le zucchine in un'ampia padella con metà olio e metà burro, ma senza farle dorare. Potete anche non usare il burro e aggiungere , se volete più sapore un pochino di cipolla da far dorare.
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Fatele raffreddare, aggiungete i due formaggi e regolate di sale e pepe aggiungete abbondante parmigiano. Riprendete le sfoglie e su ognuna appoggiate un cilindro di ripieno utilizzando il lato lungo della pasta.
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Arrotolate il cilindro nella sfoglia creando dei cannelloni. Divideteli ora in 4 pezzi per ogni cannellone
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e disponeteli vicini, su una teglia imburrata adatta anche da portare in tavola. Volendo potete mettere qualche mini fiocchettino di burro sopra i cannelloni....
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Metteteli nel forno a 180° per 10 minuti coperti con la carta d'argento e poi 5 minuti scoperti, senza farli gratinare, ma solo scandandoli.
Nel frattempo preparate dell'olio al basilico procedendo in questo modo: Tritale qualche foglia di basilico con la mezzaluna (di dovrebbe pestare nel mortaio è vero e se lo avete è meglio , ma alla mala parata il tagliere va bene). Aggiungete l'olio appena intiepidito al trito di basilico per creare un olio aromatico e profumatissimo.
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Tirate la pasta fuori dal forno e prima di portarla in tavola mettete sopra un filo di olio al basilico (che è stato stiepidito per non raffreddare il cannellone), che dà un profumo deciso al piatto e la manciata di pinoli tostati per conferire una nota croccante.
E' un piatto leggero, che può essere tranquillamente considerato unico, specialmente in stagione di diete, e che pur avendo profumi e sapori precisi, non appesantisce la vostra linea soddisfacendo comunque il palato!!! Se volete dare un'occhiata ad una versione leggermente diversa ma ugualmente buona, date un'occhiata al blog di Eugenia!
Buon appetito
Dani

CANNELLONI GIANNA STYLE


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Serves 4
1 package of lasagne

9 zucchini (almost 2,2 pounds)
8.8 oz Ricotta
cheese
3.5 oz stracchino or robiola cheese (light fresh cremy italian cheeses)
Parmesan cheese
some basil leaves
salt

pepper

1 handful of pine nuts
Put a generous handful of pine nuts on a baking pan and let them toast slightly. Blanch the lasagne, drain and let cool set on a clean cloth. In a large pan with half oil and half butter, without browning them. Let cool, add the two cheeses and season with salt and pepper, add Parmesan cheese . Take back the lasagne, made a cylinder of filling and put it in the niddle of the lasagna,alond the longer side. Roll the pasta on the cylinder creating cannelloni. Divide into 4 pieces every cannellone and arrange them,one near the other, on a greased baking tray suitable for the table. Put in oven at 356 F degrees for 10 minutes covered with silver paper and then 5 minutes taking the paper off, without browning them, only chanting. Meanwhile prepare the basil oil in this way: chop few basil leaves with a knife (should be better crush it in a mortar but also the knife is ok). Add a little warmed oil to the chopped basil to create an aromatic and fragrant oil. Take the cannelloni out of the oven and before to bring them to the table, put on a thread of basil oil and the handful of toasted pine nuts to give a crisp note It 's a light meal, which can be considered a single course, especially in spring, and that even with precise flavors and aromas, does not weigh down your line still satisfying the palate!
Bon appetitDani

giovedì 4 marzo 2010

Galettes bretonnes dolci e il grano saraceno

Di Daniela

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IL GRANO SARACENO

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Da Wikipedia il fiore del grano saraceno

Vi avevo preannunciato un piccolo vademecum sul grano saraceno, le sue doti , la sua versatilità e un po' di storia. Eccovi il frutto delle mie letture sull'argomento. Ovviamente in basso ho citato i siti dai quali ho preso notizie che mi parevano interessanti da comunicarvi. Dunque, cominciamo col dire che, considerato solitamente un cereale, il grano saraceno è in realtà una pianta erbacea annoverata tra le poligonacee.
E' originario dell'Asia centrale, in particolare della Cina o delle regioni siberiane meridionali, e fu portato in Europa dalle stirpi nomadi, con le loro guerre di conquista, nel tardo Medio evo. In Italia nel 1616 lo storico dei Grigioni Guler Von Weineck, nella sua opera sulla Rezia afferma che in Valtellina si coltiva l'heyden, nome tedesco antico del grano saraceno
Nel passato, il grano saraceno veniva coltivato in molte zone dell'Europa e le ricette a base di grano saraceno facevano parte della dieta quotidiana. In seguito è stato soppiantato da coltivazioni maggiormente produttive, in particolar modo patate e mais.
Solo in anni recenti il grano saraceno e la farina con esso prodotta hanno riacquistato importanza. I principali fattori di questo rinnovato interesse sono:

  1. l'elevata digeribilità che rende il grano saraceno particolarmente adatto alla dieta di persone con difficoltà digestive,
  2. l’assenza di glutine che lo rende tollerato anche da chi soffre di celiachia,
  3. il contenuto di lisina, triplo rispetto a quello del frumento (la lisina è una proteina di importanza vitale, un aminoacido essenziale per lo sviluppo osseo),
  4. il considerevole contenuto di minerali: ferro, fosforo, potassio, calcio, magnesio, stagno, manganese e acido silicico,
  5. il contenuto insolitamente elevato di lecitina, una sostanza simile ai grassi, di decisiva importanza dal punto di vista biologico.

Buono per tutti, il grano saraceno è consigliato alle persone deboli ed esaurite, alle donne in gravidanza.
Può essere coltivato in terre poco fertili, resiste alle basse temperature delle zone di montagna, dove viene coltivato in successione ad altri cereali grazie alla sua rapida maturazione (10-12 settimane). Poiché nella sua crescita soffoca facilmente le erbacce e non può essere forzato con fertilizzanti che farebbero sviluppare eccessivamente le foglie a scapito del seme, consente una coltivazione priva di interventi con prodotti di sintesi chimica.
I fiori sono bianchi o rosa, i semi sono triangolari e vanno dal marrone scuro al grigio argento. I granelli macinati danno una farina di colore grigio nocciola picchiettata di punti scuri, dati dalla presenza dei rivestimenti bruni dei chicchi. Ancora oggi viene utilizzata nella cucina tipica valtellinese per preparare diversi tipi di polente, oltre ad altre specialità, come pizzoccheri e sciatt. In Cina, è ancora utilizzato per produrre pane, mentre nell’Europa dell'est, viene utilizzato per preparare il porridge o per accompagnare secondi piatti, al posto del riso. Si usa però anche per la soba giapponese e i bliny (блины) russi o la kasha della cucina slava.
La farina di grano saraceno qui da noi, è piuttosto diffusa poiché è l'ingrediente fondamentale nella preparazione della polenta taragna, un piatto tipico della Valtellina e delle valli del bergamasco.
Anche il grano saraceno in chicchi si può cuocere e mangiare al pari degli altri cereali, e come loro necessita di un accurato lavaggio prima di essere cucinato. E' consigliabile un lavaggio in acqua fredda più volte fino a che l'acqua non risulti limpida e priva delle scorie che di solito vengono a galla. Si devono poi scolare accuratamente i chicchi e farli tostare nella pentola di cottura per uno o due minuti. Dopo questa operazione si può aggiungere acqua calda salata nella quantità di circa il doppio del volume del cereale. Occorre far cuocere per circa 20 minuti dopo di che potranno essere sia una base per insalate fredde che mescolate a verdure e legumi. La dose per persona e di circa 80 gr
È consigliabile l'acquisto del grano saraceno (chicchi o farina della “bigia “ per il suo colore) in confezioni sigillate poiché è facile che il prodotto sfuso rimanga a lungo a contatto con l'aria, deteriorandosi.
Dopo aver aperto la confezione, conservate il prodotto in un sacchetto di plastica che chiuderete accuratamente.In estate è consigliabile conservare il prodotto in frigorifero dopo l'apertura.
Ecco fatto: ora che sul grano saraceno ne sapete veramente troooooooppissime, che ne direste di riprendervi dal peso della cultura con delle "lievi"

GALLETTES BRETONNES DOLCI

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Ecco, per far felice la Ale una specialità della casa: una non ricetta velocissima a gustare a colazione o come merenda o ancor più come ricco dopocena.

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Per le galette la ricetta è la solita:

Dosi per 4 persone (circa 12 crêpes grandi e 20 "normali"):
250 g di farina di grano saraceno
1 cucchiaio di farina 00
1 / 2 litro di latte
1 / 2 cucchiaino di sale
40 g di burro salato
eventualmente, 1 tuorlo d'uovo
In aggiunta:
Marmellata di fragole (o albicocche o lamponi)
Nutella :-))
Ricotta zucchero e cacao amaro

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Perciò come nel post qui preparate la vostra galette, ma questa volta al centro mettete qualche abbondante cucchiaiata di marmellata o nutella, ripiegatela al solito modo, mettetela nel piatto per servirla, cospargendola di zucchero a velo..... Confesso che l'ho provata anche con un qualche cucchiaiata di ricotta cremosa ben sbattuta con un cucchiaio di zucchero e un cucchiaino di cacao amaro. Sopra ovviamente, sempre una spolverata di zucchero a velo.

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Godetevele in santa pace ora!
Buon appetito

Dani

BUCKWHEAT

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There I had predicted a small handbook on buckwheat, his talent, his versatility and a bit 'of history. Here is the result of my reading on the subject. Obviously I mentioned at the bottom of the sites from which I got news that seemed interesting to tell. Usually considered a grain, buckwheat is instead a herbaceous plant ranks among the poligonacee. Comes from Central Asia, particularly China or the southern regions of Siberia and was brought to Europe by nomadic tribes, with their wars of conquest in the late Middle Ages. In Italy in 1616 the historian of Grisons Von Weineck Guler, in his work on Rezia says that in Valtellina is cultivated Heyden, former German name of buckwheat In the past, the buckwheat was cultivated in many parts of Europe and the recipes with buckwheat were part of the daily diet. He was subsequently replaced by more productive crops, especially potatoes and corn. Only in recent years and buckwheat flour produced with it have regained importance. Key factors contributing to this renewed interest are: high digestibility makes buckwheat particularly suited to the diet of people with digestive difficulties, the absence of gluten, which makes it tolerable even by those who suffer from celiac disease, content of lysine, three times that of wheat (lysine is a protein vital, an amino acid essential for bone development), the substantial content of minerals: iron, phosphorus, potassium, calcium, magnesium, tin, manganese and silicic acid, unusually high content of lecithin, a substance similar to fat, of decisive importance from the biological point of view. Good for all, the buckwheat is recommended for the weak and exhausted, to pregnant women. Can be grown in soil not very fertile, resistant to low temperatures in mountain areas, where it is grown in succession to other cereals because of its rapid maturation (10-12 weeks). Since its growth suppresses weeds and can not easily be forced with fertilizer that would develop over the leaves at the expense of the seed, allows private farmers to interventions with chemically synthesized products.
The flowers are white or pink, the seeds are triangular and range from dark brown to silver gray. The milled grain flour gives a nutty gray speckled with dark spots, given the presence of coatings of brown beans. Is still used in cooking menues to prepare different types of polenta, as well as other specialties, as pizzoccheri and drab. In China, it is still used to produce bread, while in Eastern Europe, is used to prepare the porridge or to accompany main courses, instead of rice. It is used but also for Japanese soba, the Russians bliny (блины) or kasha of Slavic cuisine. The buckwheat flour here, is quite popular because it is the key ingredient in the preparation of polenta taragna, a typical dish of the Valtellina and the valleys of Bergamo. Even the buckwheat grain can cook and eat like other cereals, and how they need a thorough cleaning before being cooked. E 'recommend washing in cold water several times until the water is clear and free of debris that are usually afloat. You must then carefully drain the beans and toast it in the pot for one or two minutes. After this you can add warm salt in the amount of approximately twice the volume of cereal. Should cook for about 20 minutes after which it will be both a base for cold salads that mixed with vegetables and legumes. The dose per person is about 80 gr We recommend the purchase of buckwheat (grain or flour of the "gray" for its color) in sealed packages because it is likely that the product will remain long in contact with air, deteriorating. After opening the package, store in a plastic bag that you close very well.In summer is advisable to keep the product refrigerated after opening. That's it: now that you know about buckwheat really tooooooooo many things, how about recovering from the weight of culture with the "mild"
SWEET GALETTES BRETONNES (crepes buckwheat)
Here, to make happy Ale a house specialty: a recipe does not taste at breakfast or as a snack or even more as rich after dinner.

Ingredients: Serves 4 (about 12 large pancakes and 20 "normal"):
1 1/4 cup buckwheat flour
2 tbsp white flour 00
2 1/2 cups milk
1/4 tsp salt
2 tbsp butter(the recipe says salt, but with normal butter are perfect)
1 egg yolk (optional)

Additionally:
Strawberry jam (or apricot or raspberry)
Nutella :-))
Ricotta cheese, sugar and unsweetened cocoa

So how in the post here prepare your galette, but this time at the center put a few generous spoonfuls of jam or Nutella, fold in the usual way, put it in the pot to serve, sprinkle with powdered sugar ..... I confess that I tried even with a few spoonfuls of ricotta whipped cream well with a spoon of sugar and a teaspoon of unsweetened cocoa. Above course, always a sprinkle of icing sugar. Enjoy it now!
Bon appetite

Dani

lunedì 22 febbraio 2010

Malfatti della valtellina

Di Daniela


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ECCOMI, SONO TORNATA!!!!
Devo dire che ho la fortuna di poter passare spesso le mie vacanze in montagna; e aggiungo anche che sono fantastiche le giornate che vivo in Valtellina, sulla neve in inverno

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e tra passeggiate fra splendidi boschi in estate.

boschi in estate

In più riesco a passare tutta la giornata con le mie figlie, senza interruzioni dovute a lezioni, obblighi, limiti o altro e, salvo i momenti in cui naturalmente vorrei aprire i loro deliziosi cranietti per scoprire se al loro interno esista materia grigia o no, questo mi riempie di gioia. Anche in questa passata settimana la loro gioia di vivere, il piacere di vederle ridere, di vederle scendere con grazia giù per le piste bianche, soddisfatte dei miglioramenti o divertite dai voli o dalle cadute a pelle di leone, mi ha ridato carica ed energia, dopo il periodo non brillante che abbiamo affrontato.
Abbiamo avuto giornate soleggiate,

Collage di Picnik

ventose,

Collage di Picnik

freddo,

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nebbia,

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una grande nevicata e neve quindi abbondante e ottima

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.... e chi potrebbe chiedere di più?
Sù, abbiamo potuto anche godere della fantastica cucina che tutte le volte ci conquista e qui vorrei darvene un piccolo saggio con i

MALFATTI
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La ricetta di questi deliziosi morbidi e delicati gnocchetti l'ho trovata qui. Assaggiarli e innamorarcene è stato un tutt'uno e tra le moltissime variazioni sul tema, che ho trovato girando in rete, questa è quella che ci è piaciuta di più e allora partiamo con gli

Ingredienti:

  • 200 g. farina.
  • 600 g. spinaci.
  • 200 g. ricotta.
  • 3 uova.
  • 1 cipolla.
  • 100 g. grana o parmigiano grattugiato.
  • 150 g. burro.
  • Un pizzico noce moscata.
  • Sale e pepe q.b.

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Pulite e lavate bene gli spinaci. Mettete gli spinaci in un tegame senza acqua ( anzi come ho letto in un'altra occasione, con la sola acqua presente sulle foglie dopo averli lavati) e fateli cuocere a fiamma bassissima e tegame coperto sino a quando saranno lessati. Strizzate gli spinaci, se fosse necessario e tritateli finemente con un coltello o con la mezaluna. Sbucciate la cipolla e mettetela intera in 50 g. di burro, a cui aggiungerete gli spinaci appena il burro sarà dorato. Fate insaporire per cinque minuti e lasciate raffreddare conservando la cipolla. Unite agli spinaci, la ricotta, la farina, la noce moscata, meta del formaggio grattugiato e le uova, amalgamando bene il tutto. Lavorate l’impasto e ricavatene dei piccoli gnocchi; non è necessario che siano tutti perfetti nella forma o nella dimensione: il nome stesso del piatto ci ispira in questo senso. Diciamo che la dimensione deve essere più o meno quella si una piccola noce.

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Scaldate il burro rimasto in tegame con la cipolla intera sino a quando diverrà dorato. Versate i malfatti in acqua bollente salata, scolandoli appena affiorano in superficie. Ora potete scegliere il modo di servirli
1) il più semplice è quello di dividerli nei vari piatti o in una zuppiera condendoli con il burro (sarebbe fantastico se lo aveste come me di malga) e con un po' di parmigiano e servite
2) oppure disponete i malfatti in una pirofila da forno e cospargeteli con il burro e il formaggio grattugiato, passandoli in forno ben caldo per cinque minuti.Servite subito ancora caldissimi.
3) oppure ancora, potete scegliere di condirli in modo un po' diverso, non tradizionalissimo ma eccellente, come un buon sugo di funghi in bianco.
Come sempre non mi rimane che augurarvi un buon appetito

Dani


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the clouds' sea

I must say that I often have the fortune to spend my holidays in the Valtellina’s mountains and that the days when I’m there are so beautiful: snow in winter and hiking tours in the beautiful woods in summer. But more than this, I can spend the all days with my daughters, without lessons, duties or other and, this fills me with joy. Even in this past week their joy of living, the pleasure of seeing them laugh,or skiing gracefully down the white slopes satisfied with the improvements or amused by “flights” down in the snow, has given me energy after the “dark” period we cope .

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We had sunny days, epic snowfall, and excellent snow : so, who could ask for more?We could also enjoy the fantastic cuisine that we love so much : I would give you a short essay of this with

MALFATTI (ill-shaped)

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I've found the recipe for these delicious soft and delicate dumplings here. Taste, and fall in love with them was a whole. Among the many variations on the theme, which I found by turning on the network, this is the one we liked most and so we start with
Ingredients:
1 2/4 cups. flour.
21.16 oz. fresh spinach.
7 oz ricotta.
3 eggs.

1 onion.
7 tbsp grained or Parmesan cheese.
1.3 stick butter.
A pinch nutmeg.
Salt and pepper q.b.

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Clean and wash the spinach well. Put the spinach in a pan without water (or indeed, with the only water on the leaves after washing) , cook at low heat and cover pan until cooked will. Squeeze the spinach, if necessary, and chop finely with a knife. Peel the whole onion and sautè it in 50 g. of butter. Add the spinach as soon as the butter is golden. Cook for five minutes and put the onion aside. Mix thoroughly spinach, ricotta, flour, nutmeg, half of the grated cheese and eggs. Knead the dough and cut out small dumplings; it is not necessary that they are all perfect in shape or size: the name of the dish inspires us to do so. We say that the size should be more or less as a small walnut. Heat the remaining butter in a pan with the onion until it becomes golden. Pour the boiling salted water Malfatti, draining just rise to the surface. Now you can choose how to serve

1) The simplest is to divide them in various dishes or seasoning in a bowl with the butter and a bit 'of Parmesan cheese and served
2) or has the Malfatti in an oven dish and sprinkle with butter and grated cheese, passing them in a hot oven for five minutes. Serve still been hot.
3) or more, you can choose to dress in a somewhat 'different, not traditional, but excellent, like a good sauce of mushrooms in white.

As usual I can only wish you a bon appetite


Dani
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