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giovedì 26 gennaio 2012

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.

Di Daniela
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Quasi quasi sono fuori dal tunnel nel nel nel nel dei festeggiamenti (per parafrasare un testo assai noto): in realtà è una gioia, ma è impegnativo stare dietro ad ogni cosa... La piccoletta è in estrasi e gongola tra i mille regali dei suoi cugini, zie, prozie, sorelle, nonna e genitori; con un sorriso soddisfatto ha risposto garbatamente a tutti gli auguri che ha ricevuto via telefono,  sms e messaggi vari e si è dedicata, con instancabile impegno, a mangiare di gran gusto le sue torte, in attesa di quella più scenografica che avrà sabato.
Già perchè non è finita qui: il tutto avrà ancora qualche strascico sabato, appunto, per le sue amichette, per le quali ho in mente una torta tres chic :-), più qualche altro festeggiamento di cui sentirete parlare :-)......
Sembra comunque che oggi, pur di corsa, io riesca a riacquistare un po' di equilibrio, in questo tour de force, fino al punto di riuscire a proporvi qualcosa di salato, molto gustoso e saporito, piatto unico se in proporzioni consone o antipasto ricco se in proporzioni mignon, scegliete voi in base alle esigenze.

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.
una personale rielaborazione da CI gennaio 2012
polenta uovo e scimudin

Ingredienti per 8 persone
500 gr di farina di mais
400 gr di foglie di cavolo nero
160 gr di scimudin (o altro formaggio morbido a pasta molle e grassa dal sapore piuttosto delicato)
8 uova
1 scalogno
rosmarino
alloro
parmigiano reggiano
olio evo
latte
burro
sale
pepe (ideale il bianco o il più "sfrizzolo" pimento)


polenta e uovo2


lunedì 16 gennaio 2012

Zuppa di cavolo alla pisana per le (St)renne

Di Daniela
minestrenne


Eccoci con la nuova puntata del lunedì delle (St)renne : una zuppa fantastica, che questa volta arriva dalla toscana, da Pisa per la precisione.  Non posso farci nulla, ma ogni volta che preparo una di queste ricette ripenso immediatamente alle mie splendide vacanze dai  nonni a settembre, di cui vi ho già spesso parlato e i profumi, i sapori, le atmosfere e perfino certe parole, mi fanno sorridere, mi mettono di buon umore.
Questa ricetta non fa eccezione, anzi è perfetta. Così parto subito con il mio solito rituale : patate, quelle buone (certo sarebbe perfetto avere sottomano quelle che prendeva mio papà a Pignone, le sue preferite...), ingredienti freschi, olio  profumato, gli odori per il batturo, i fagioli borlotti e poi la mia magica pentola di coccio rosso, quella che adopero sempre e solo per le zuppe, la mia prediletta, che non tradisce ed è l'unica ad avere proporzioni adeguate alla mia numerosa e golosa famiglia.  
Deliziosa e profumata ha avuto il suo bel successo di pubblico e così eccovela, in tutto il suo calore.
Ah ovviamente nei prossimi giorni vi aspettano i soliti appuntamenti con gli Assaggi, Stefania, Flavia e Mapi, sempre in attesa delle nostre (St)renne in giro per il mondo ( Mai, Greta, Eleonora, Loredana e Simonetta) cn le loro ricette internazionali.
Bene, bando alle ciance, partiamo per la splendida Pisa e la corroborante

Zuppa di cavolo alla pisana
Da La cucina Toscana, Giovanni Righi Parenti
DSCF0650
Ingredienti per 4
2 carote
1 bel gambo di sedano
1 cipolla fresca
fagioli borlotti ( o cannelini se secchi)
timo
nepitella (mentuccia)
1/2 bicchiere di olio evo
500 gr patate
pepe nero
6/ 7 foglie di cavolo nero
1 litro di brodo vegetale circa

giovedì 23 aprile 2009

zuppa di cavolo nero ( astenersi puristi toscani)


Le mani avanti le ho gia messe nel titolo: non ha nulla a che vedere con la ribollita "storica", quella per cui si combattono battaglie all'ultimo sangue fra ricette di famiglia, tradizioni avite, tempi di cottura e terreni di coltura. Questa è solo una trovata d'ingegno, dopo l'ennesima spesa in zona cesarini, a rastrellare gli ultimi resti del banco del mio fruttivendolo. Stavolta, c'era solo del bellissimo cavolo nero, disdegnato dai palati fini dei vari clienti, che, come avrebbe detto mia nonna, sarebbe stato un delitto lasciarlo lì...
Dopodiché, arrivata a casa, ho aperto il frigo ed ecco qui quelo che ne è uscito...
1 bel cespo di cavolo nero
1 carota, mezzo gambo di sedano , mezza cipolla
e ora, tenetevi forte:
1 scatola di fagioli borlotti
1 puntina di concentrato di pomodoro
E NON E' FINITA...
... siete pronti????
mezzo misurino scarso di granulato vegetale ( opure una puntina di dado da brodo)
............................................
proseguo la lista per i sopravvissuti
olio EVO
sale e tanto tanto pepe
in principio c'erano l'olio e il cavolo, ( ops, colpa della messa della domenica..)
Ricominciamo: ho fatto andare il cavolo pultio e tagliato a stricioline in due cucchiai di olio Evo, a fiamma normale, con un po' di sale, per aiutarlo a rilasciare l'acqua. poi, quando il cavolo si è bello ammorbidito, ho aggiunto le altre verdure, tagliate a tocchetti, il sale e il brodo.
da parte, ho sciacquato bene i fagioli dal liquido di conservazione e, dopo una decina di minuti, li ho aggiunti alla zuppa, insieme alla puntina di concentrato di pomodoro, per la serie Dio li fa e poi li accoppia.
Ho aggiunto due mestoli ancora di brodo, ho aggiustato di sale, ho coperto, ho abbassato la fiamma e mi sono data ad altre faccende, ricordandomi, di tanto in tanto, di dare una rimescolata.
Più cuoce, meglio è: non tanto per la consistenza delle verdure, che si ammorbidiscono dopo un po', quanto per l'amalgama dei sapori. La cottura a fuoco dolcissimo impedisce alla verdure di disfarsi. Questo, comunque, e non me ne vogliano i toscani, è un principio che vale per tutte le zuppe a base di verdure diverse: anche il nostro minestrone, nei bei tempi andati, voleva una cottura lunghissima e lentissima, dal mattino alla sera .
certo, con i fagioli "veri" e con i pomodori freschi è più buona. ma anche così, non era male...
non dimenticatevi una abbondante et generosissima macinata di pepe nero, il solito giro dell'olio migliore che avete e, se vi piace, il pane nero.
buona domenica
alessandra
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