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sabato 5 dicembre 2009

Quel fottuto (bian)coniglio... ce lo facciamo alla senape????

di Alessandra


coniglio alla senape



Domande???


CONIGLIO ALLA SENAPE
(La Cucina Irlandese- Anne Wilson)

coniglio alla senape

2 conigli
2 cucchiai di farina bianca
pepe macinato
60 g di burro
2 cipolle tritate
2 spicchi d'aglio sbucciati
3 fette di pancetta senza cotenna (va bene anche quella a cubetti)
1 tazza e mezza di brodo di pollo
1 cucchiaino di senape piccante
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1/4 di tazza di panna da cucina (50 ml)

1. con un trinciapolli, tagliate entrambi i conigli in 6 parti, quindi eliminate le frattaglie. Spolverizzate le porzioni con la farina condita col pepe e conservate la farina che non avrete utilizzato.
2. in una pentola, sciogliete il burro finché schiumerà, aggiungete le cipolle e lasciate cuocere per 5 minuti. Unite l'aglio e la pancetta e fate cuocere per altri 5 minuti. Levate le cipolle, l'aglio e la pancetta dalla padella.
3. Mettete nella padella le porzioni di coniglio e rosolatele su ogni lato. Abbassate la fiamma, aggiungete metà del brodo, la senape e il prezzemolo. Unite le cipolle cotte, l'aglio e la pancetta. Trasferite il composto in una pentola più grande, aggiungete il resto del brodo, coprite e lasciate cuocere a fuoco lento, finché il coniglio sarà tenero.
Amalgamate la farina messa da parte con un po' di panna e formate un impasto al quale aggiungerete, mescolando, la panna rimasta. Aggiungete il composto agli ingredienti nella pentola e mescolate. Portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per 2 minuti. Servite subito


coniglio alla senape

mercoledì 23 settembre 2009

Petti di pollo ai semi di sesamo e alla crema di mostarda

Di Daniela
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petti pollo 015



Eccomi a voi questa volta con un paio di mini ricette salate, gustose ma semplicissime.... arrivano nientepopòdimenochè dalle inesauribili trovate di "Elle" e di.... udite udite, Martha Stewart!!!! Lo so, mi direte "Sei andata a scomodare la Regina Madre di ogni cucina per un petto di pollo?!?!?" Beh è vero, però, volete mettere la classe della preparazione, se arriva direttamente da lei? Poi, confesso eranvamo un po' provate, Ale e io, dalle accuse di portare oltre ogni ragionevole livello la voglia di dolci di tutti voi.... e così, dopo le morigeratissime acciughine, pesche azzurro, per difinizione magro e sano, eccomi ancora con qualcosa di salato e saporito.
Perciò, ispirata anche dalla regina delle regine, vi propongo questi squisiti
Petti di pollo grigliati al sesamo
petti pollo 033

Per 4 - 6 persone occorrono:

  • 6 petti di pollo di circa 150 gr l'uno
  • 3 limoni
  • 2 yogurt
  • 12 fichi freschi
  • olio di arachidi
  • 50 gr di burro
  • di semi di sesamo q.b.
  • senape dolce
  • sale e pepe
Spremere 2 limoni. Mescolate in una fondina il succo dei 2 limoni con lo yogurt e 2 cucchiai di mostarda. Salete pepate e fate marinare i petti di pollo per circa 30 minuti. Mel frattempo pulite i fichi con uno strofinaccio umido e fate 4 tagli sulla sommità, per farli assomigliare ad un fiore. Poi metteteli da parte in una padella. Scolate ora i petti, irrorateli con il succo dell'ultimo limone. Preriscaldate il grill del forno.
In una padella fate rosolare intanto i petti da entrambe le parti nell'olio caldo. Salateli e pepateli, e dopo averli tolti dal fuoco, poneteli in una pirofila e cospargeteli con la metà dei semi di sesamo preparati. Infornarli sotto il grill per circa 3 minuti, poi estreteli e ripetete la stessa operazione sull'altro lato dei petti . Nel frattempo fate riscaldare a fuoco dolce i fichi nel burro fuso per circa 5 minuti. Servite disponendo i petti di pollo nei singoli piatti, accompagnati ognuno dai fichi.

Petti di pollo rosolati in salsa di senape

petti pollo 004


Per 4 persone:

  • 4 petti di pollo
  • sale, pepe
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere abbondante di vino bianco secco o di brodo di pollo
  • panna fresca
  • 2 cucchiai di mostarda di Digione
  • 1 cucchiaio di dragoncello fresco tritato o 1 cucchiaino essiccato

Spolverizzate i petti di pollo con sale e pepe. In una padella ampia scaldate l'olio a fuoco medio alto , poi metteteci i petti e rosolateli bene da entrambe la parti per 10 - 12 minuti , finchè siano ben dorati e cotti anche all'interno. Trasferiteli in un piatto e teneteli da parte in tiepido.

Versate ora nella padella che avete usato per il pollo, ancora sul fuoco, il vino e fatelo ridurre per 1 minuto della metà. Aggiungete ora la panna, il dragoncello e la senape. Fate cuocere mescolando il tutto per 2 minuti circa, per farla rapprendere un pochino. Unite a questa salsina anche gli eventuali succhi che il petto di pollo avrà rilasciato freddandosi.

A questo punto riscaldate per qualche secondo il pollo, versate sopra la salsina e servite subito.


petti pollo 026


Chicken breasts grillè au sésame



Ingredients
  • 3 lemons
  • 2 yogurt
  • 12 fresh figs
  • vegetable oil
  • 1/4 c butter
  • sesame seeds
  • sweet mustard
  • salt and pepper
Squeeze 2 lemons. Mix in a bowl the lemon juice, the 2 yogurts and 2 spoon of sweet mustard. Sprinkle chicken breast with salt and pepper and infuse them for 30 minuts. In the meantime clean the figs with a wet towel, cut them flower like and put them in a fryer with the butter. Drain the chicken breast and sprinkle them with the juice of the third lemon. Preheat the owen grill. In a large skilled, saute the chicken breast until cooked through, 10 to 12 minutes, turning once. Sprinkle with salt and pepper. Transfer them to a oven-proof dish and sprinkle them with half of the sesame seeds. Put them in the oven for 3 minutes. Than do the same thing on the other side of the chicken breasts.
At the same time, heat the figs for 5 minutes in the butter over medium heat. Serve the chicken breasts with the figs immediately.

Sauteed Chicken in Mustard-Cream Sauce

Serves 4

  • 4 boneless, skinless chicken breasts (6 ounces each)
  • 1/4 teaspoon salt
  • 1/4 teaspoon pepper
  • 2 tablespoons olive oil
  • 1/4 cup dry white wine, or chicken broth
  • 1/2 cup heavy cream
  • 2 tablespoons Dijon mustard
  • 1 teaspoon dried tarragon (or 1 tablespoon chopped fresh)
Sprinkle chicken breasts with salt and pepper. In a large skillet, heat oil over medium-high heat. Add chicken; saute until cooked through, 10 to 12 minutes, turning once. Transfer to a plate; keep warm.
Pour wine into hot skillet; cook, stirring, until reduced by half, about 1 minute. Whisk in cream, mustard, and tarragon. Cook, whisking, until thickened, about 2 minutes.
Pour any accumulated chicken juices into sauce. Right before serving, drizzle cream sauce over chicken.
These ingredients also makes an excellent sauce for fish, such as seared salmon and trout.

Bon appetit

Daniela

martedì 15 settembre 2009

Arrosto di maiale al Calvados con composta di mele e uva

lonza al ginepro con composte

Fra le migliaia di cose a cui sono allergica, ci sono i soprannomi: mentre per natura, tendo ad abbreviare tutto, detesto cordialmente i vari Puffy-Bibi-Cucca-Dado che in casa mia fanno tanto Famiglia Cristiana- e don Sciortino non c'entra: ve li ricordate gli Squallor (" sì Pierpaolo, va bene Pierpaolo...E chi è Pietro? Pietro è il cane di Fuffy).
Va da sè che una buona metà delle mie amiche celi sotto queste storture nomi bellissimi- anzi, più sono belli, più si nascondono, chissà come mai- e che l'intera popolazione delle amiche della creatura risponda solo se chiamata col soprannome. Creatura compresa, sia chiaro, tanto per non farci mancare nessuna delle abitudini che fanno storcere il naso a sua madre. Per le amiche, mia figlia è Charlie, ovviamente abbreviato in Cià. Perfetto, no? Una passa nove mesi a spulciare calendari, dizionari dei nomi e alberi genealogici, e a litigare col marito ( "A me piacerebbe chiamarla Greta" " Greta? Ma Greta è un nome da alta e bionda" " Eh, appunto... se somigliasse a me... " " Ah, giusto... Gretina") et similia, per poi restare lì con la cornetta del telefono in mano, nella drammatica consapevolezza che la tipa che sta chiedendo all'altro capo " C'è la Cià?" non è una oriunda della Manciuria che sta dicendo, nel suo dialetto " Buon giorno, signora, sono ...., potrei parlare con Carola, per favore?", ma una a caso delle amiche della creatura.
A dire la verità, sono in buona compagnia: una mia amica, il cui figlio ha la pelle scura, si è rassegnata a sentirselo chiamare "Cambogia", mentre mio cugino, che da piccolo aveva la testa grossa, aveva dato il suo contributo all'entusiasmo rivoluzionario di quei tempi, lasciandosi apostrofare dai compagni ( ovviamente, di classe) come "Mao Testung" trattenendosi dal prenderli a zuccate.
La migliore di tutte, però, era capitata al liceo, quando ci era toccato in sorte, come professoressa, un donnone di un quintale di peso, sorretto da due gambe sottili, sembre inguainata in camicioni sgargianti e con un bel rossetto rosso sulle labbra: vederla e associarla alla moglie di Gambadilegno per noi era stato tutt'uno, almeno fino a quando una delle nostre madri, cercandola per il colloquio, aveva insistito dicendo che lei no, non voleva parlare con l'insegnante XXX, perché suo figlio era stato chiarissmo: " vai a parlare con la Trudi", le aveva detto e lei, ovviamente, eseguiva.
Tutto 'sto ambaradan per parlarvi di un'altra cosa, che rimando al prossimo post, perché naturalmente ho esaurito tempo e spazio, visto che la ricetta di oggi è lunghissima da raccontare (ma facilissima da fare). Per cui, mentre aspettate con ansia la prossima puntata, ingannate l'attesa con questo...


ARROSTO DI MAIALE AL CALVADOS IN SALSA DI MELE ED UVA

lonza al ginepro con composte

Per 6 persone

800 g di lonza di maiale in un solo pezzo
1 mazzetto di erbe aromatiche ( mirto, rosmarino, salvia, dragoncello, prezzemolo)
2 dl di calvados ( o vino bianco secco)
3-4 bacche di ginepro
3 cucchiaini di olio EVO

per la salsa di mele
2 mele Granny Smith
2 dl di calvados ( o vino bianco)
2 cucchiaini di zucchero di canna
1 cipolla
1/2 cucchiaio di pepe di Cayenna ( o peperoncino)
1 pezzo da 1/2 cm di zenzero (o rafano, de gustibus)
1 cucchiaino di panna fresca ( ma anche meno: le due gocce che servono per legare la salsa, non di più)


per la salsa d'uva
200 g di uva nera
1 noce di burro
pepe verde fine
1 cucchiaino di aceto di lamponi
1 foglia di alloro
2 dl di vino rosso
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano ( meglio 2)


lonza al ginepro con composta

Private la lonza dei filamenti di grasso, salatela, pepatela e massaggiate per 5 minuti. Fatela rosolare in un padella, con due cucchiai di olio, su entrambi i lati. Disponete la carne in una pirofila leggermente unta e cuocetela in forno già caldo a 180 gradi, girandola a metà della cottura. Riunite 2 dl di sidro in una casseruola con le erbe aromatiche tritate grossolanamente e le bacche di ginepro e portate ad ebollizione. Versate il Calvados con le erbe sulla carne, coprite la pirofila con alluminio e proseguite la cottura per altri 20 minuti. Togliete l'alluminio e proseguite a cuocere per altri 15 minuti, bagnando la carne con il fondo di cottura. Tenete la carne in caldo e filtrate il fondo di cottura attraverso un colino a trama fine.

Preparare la salsa di mele: sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a fettine, nel senso della larghezza. Spellate la cipolla e affettatela sottilmente. Unite le mele in un pentolino con la cipolla, irrorate con il Calvados, spolverizzate con lo zucchero di canna, il pepe di Cayenna e portate ad ebollizione. Cuocete per 10 minuti, unite lo zenzero grattugiato e proseguite la cottura per 5minuti. Togliete dal fuoco. Unite la panna, mescolate, lasciate intiepidire.

Preparate la salsa all'uva: scaldate una noce di burro in un pentolino con l'aceto di lamponi, unite gli acini d'uva lavati e asciugati e rosolateli per qualche istante. Aggiungete il vino rosso, la cannella, i chiodi di garofano e l'alloro e cuocete per 15 minuti a fuoco medio basso. Togliete dal fuoco , eliminate l'alloro, i chiodi di garofano, la cannella, pepate e lasciate intiepidire.

Private l'arrosto dello spago e dsponetelo in un piatto da portata. Tagliate qualche fettina e irrorate con il fondo di cottura della carne. Servite accompagnando con le due salse a parte.

E' perfetto con i panini al latte al'uva e al rosmarino, prossimamente su questi schermi ( leggasi: dal forno della cucina ai forni delle bocche degli amici, nenache il tempo di fotografarli in movimento..).
Buon Appetito
Alessandra

martedì 11 agosto 2009

Lo spezzatino alle 3 P

Di Daniela


monterosso 014

Io sono una moderata fruitrice di televisione. Considero, e mi si perdoni la forse eccessiva sincerità, incredibili , i 3/4 dei programmi che passano sul piccolo schermo.... Mi sconcertano tronisti, veline, letterine, letteronze, opinionisti, ex qualunque cosa e attori che sussurrano convinti che quello sia recitare con classe e talento. Non ho mai visto la maggior parte dei format che vanno per la maggiore e ignoro, di conseguenza, l'identità della gran parte di coloro che popolano le riviste patinate, facendo rivelazioni sconvolgenti sui loro nuovi amori o regalandoci perle di saggezza sulle loro convinzioni personali o sulle loro aspettative per il futuro. Certo, confesso che spesso dal parrucchiere, mi faccio aggiornare sui principali personaggi da giornali vari e chiedendo delucidazioni e chiarimenti al proprietario, che gentilmente si presta a spiegarmi alcuni oscuri arcani. E così, di sera, quando voglio rilassarmi un po', prima di dedicarmi alla lettura e all'agognato riposo, non mi rimane che guardare qualche telefilm, possibilmente di una delle mie serie preferite, che spaziano tra le avventure degli agenti della scientifica o di quelli dell'FBI , piuttosto che le vicende di chi vede i fantasmi o studia profili criminali...... Li trovo rilassanti, senza impegno , a volte divertenti, altre perfino interessanti. Derogo solo in concomitanza di qualche film particolarmente amato (ho un debole per quelli in bianco e nero epoca anni '20-'40) o per pochi altri programmi di attualità o storia .
Però i telefilm restano i miei spazza-mente preferiti.
C'è in più un fatto che mi diverte moltissimo e sul quale io e mio marito abbiamo creato un piccolo gioco : vince chi riconosce il maggior numero di attori che recitano nelle varie serie . Chiarisco: per quanto diverse siano le situazioni che affrontano, le città dove vivono, i lavori o le attività criminose che svolgono ecc ecc, gli attori che "girano" , a parte i protagonisti più celebri, sono sempre gli stessi. Puoi trovare un poliziotto modello nella serie Y che si trasforma, novello Mr. Hide, in un cattivaccio nella serie X, o un agente dell'FBI in Z che diventa un fantasma in P... C'è poi la bambolona, fatale ammiccante e di facili costumi in YZ, che ritrovi in YY, come per magia, "Madre Americana" tipo, tutta casa, 4 figli e cane, che viene vessata crudelmente dal marito , bieco delinquente, che magari nella seirie XY era addirittura Giudice della Corte Suprema! Insomma è un bel minestrone, a volte esilarante per la diversità delle situazioni e sempre divertente da scoprire....Ma il massimo sono 2 attori, poveretti, che, in conseguenza del loro aspetto fisico un po' particolare, (Uno è completamente tatuato , magro e non molto alto, e ha una faccia terribile....l'altro è più alto e muscoloso ma, purtroppo per lui , ha lo sguardo sfuggente e gli occhi troppo vicini e cattivelli, entrambi con testa rasata......e dire che magari sono tutti e due nella realtà paste d'uomo!!) , fanno sempre, comunque e al di là di ogni ragionevole dubbio , i Cattivi con la C maiuscola. Vero è che, obbiettivamente , sono talmente inquietanti nell'aspetto che potrebbero recitare in ben pochi altri ruoli; ma insomma deve essere un po' frustrante sapere che nel tuo futuro professionale c'è solo la possibilità di assassinare qualcuno o spacciare droga o assalire banche...Bene, ora che vi ho svelato questo mio lato oscuro, tipo Dart Fenner (o Darth Veder se preferite) posso passare a raccontarvi di questo saporito

SPEZZATINO ALLE 3 P

monterosso 011
  • 1 petto di pollo intero piuttosto grosso
  • 4 patate medie
  • 1 scatola di pisellini finissimi, o surgelati o (se possibile) freschi
  • volendo si possono aggiungere anche altre 2 P: qualche cucchiaiata di passata di pomodoro
  • qualche fettina di cipolla
  • olio e.v.o.
  • sale e pepe
Visto ? è semplicissimo come ingredienti, ed è un modo veloce e piacevole di mangiare il petto di pollo o di tacchino, che spesso diversamente cotto, risulta un po' asciutto e non particolarmente saporito.
Dovete prendere il petto di pollo , togliere la cartilagine centrale e il celebre ossicino dei desideri (già che ci siete, esprimere un desideriuccio non costa nulla..... ;-)) e tagliatelo a cubetti piccoli e regolari.
Tagliate a fettine la cipola e fatela appassire con un po' di olio in una padella. Appena pronta, unite anche i cubetti di pollo e fateli rosolare bene finchè non sono tutti ben dorati.

monterosso 007

Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a dadini più o meno della stessa dimensione del pollo. Appena quest'ultimo è pronto, aggiungete anche le patate e mescolatele facendole insaporire bene con il pollo. Fate cuocere per una circa 15 minuti, magari aggiungendo, se si asciuga troppo, un mezzo bicchiere d'acqua, e solo quando il tutto è quasi arrivato a cottura, aggiungete anche i pisellini scolati del liquido di cottura . Ovviamente se doveste usare pisellini surgelati, li metterete in padella poco dopo le patate, mentre per i freschi, potete attendere un po' di più. In pochi minuti comunque tutto sarà cotto. Salate, pepate e, se volete dare un po' di colore a questo spezzatino delicato, potete aggiungere le ultime 2 P e cioè qualche cucchiaiata di Passata di Pomodoro e una spolverata di Pepe o un pizzico di Peperoncino per renderlo più....frizzante! Va dase checi sono ancora 2 o 3 P che potreste utilizzare : niente maleuna spolveratina di Prezzemolo, se piace, o un pizzico di Paprica dolce, che col pollo ben si sposa al posto del pepe o del peperoncino, o addirittura una manciatina di Pinoli tostati perchè no, per conferire croccantezza. Perciò potete giocare con gli ingredienti a vostro piacimento, e poi assaggiare e decidere di quante P amate "colorare" il vostro spezzatino.

monterosso 027


Ecco fatto!! Piatto unico, veloce, leggero e buono.
E ora....
Buon appetito a tutti

Daniela

mercoledì 15 luglio 2009

Double mint sauce con cosciotto di agnello

di Alessandra
agnello alla menta

Confesso che ho sempre fatto una fatica bestia a far capire Leopardi ai miei alunni: per quanti sforzi facessi, infatti, non riuscivo mai a far arrivare a quel branco di adolescenti fra l'annoiato, l'incavolato e lo svanito la profondità della sofferenza dell'uomo, la sua sensibilità raffinata e complessa, la desolazione di una solitudine tanto più opprimente quanto più forzata. "E' un povero sfigato, prof", mi ripetevano di continuo, facendomi piombare nella frustrazione più cupa, con tanto di metaforiche testate nel muro e inevitabili, lancinanti, interrogativi, che andavano dal "chi me lo ha fatto fare" al più inquietante "dov'è che sbaglio".
Alla prima domanda, ho risposto dieci anni fa, con un bello "sbam" della porta- non troppo metaforico- sulla faccia del provveditore, rinunciando per sempre a quella che pensavo sarebbe stata la mia unica e vera professione; per la seconda, invece, si è dovuti arriviare a domenica, quando la suocera, dopo la consueta puntatina in campagna, mi ha sommerso- per nulla metaforicamente- di tutti i prodotti del suo orto. E vi giuro che, dopo una mattinata passata a pulire la cucina, a sistemare il frigo, a svuotare gli armadietti e ad aspettare Mastrolindo per i complimenti di rito trovarsi la casa invasa da mirtilli, zucchini e menta non è stato per niente divertente.
Il problema è che l'orto della suocera non è come tutti gli altri orti normali, dove la produzione è scandita da regole più o meno fisse, tipo il ciclo delle stagioni, per esempio, o l'umidità del terreno o tutto quanto fa manuale da perfetto giardiniere. Nossignori, troppo semplice: noi abbiamo un orto umorale, che produce quando gli gira e, soprattutto, quanto gli gira. E a questo punto, aggiungere che la quantità dei suoi frutti non è mai in accordo con le nostre esigenze è del tutto superfluo.
Per dire, io stavolta stavo godendomi il bloggo. Che non è 'sta roba su cui scrivo, ma ne è semmai la conseguenza nefasta, visto che, passati gli entusiasmi dei primi tempi, la voglia di cucinare si è estinta, senza nessuna speranza di ripresa. Stranamente, in famiglia la cosa è stata accolta con serenità, anzi, azzarderei con sollievo e anziché tentare di rianimarla, è stato tutto un fare a gara a chi trovava il take away più sfizioso o il ristorante più carino. Tanto che mi stavo convincendo che, dietro tutto questo daffare, non ci fosse il terrore della ripresa degli esperimenti culinari, quanto un sincero e spassionato amore nei confronti della sottoscritta, bisognosa di riposo e di attenzioni.
Sul più bello, ovviamente, è arrivata mia suoc...ops, l'orto di mia suocera, con la roba di cui sopra: ed è stato allora, di fronte a mirtilli che rotolavano dovunqe, zucchini che pungevano, foglioline di menta che vomitavano terra da tutte le parte, che ho avuto il mio primo, unico, vero contatto viscerale con la carogna leopardiana- quella dei giorni migliori, per capirci, quando stava inchiodato immobile nel letto, con gli occhi incollati dalla cispi, la schiena zavorrata dalla gobba, il respiro bloccato dall'areofagia notturna a mitraglietta e la madre fuori che urlava " e che ti alzi, giacomo, che te li dò io i paralipomeni", e- in mancanza di mogli, figli e fidanzate- non restava che prendersela con la natura matrigna.
Io gliene ho dette di peggio, alla natura, la quale, leopardianamente, non ha battuto ciglio, lasciandomi lì a dover pulire, tagliuzzare, impacchettare e surgelare, fino a notte fonda, quando finalmente me ne sono andata a dormire, con la cucina ridotta a un campo di battaglia e la convinzione che semmai, l'indomani, avessi avuto I Canti in programma, sarei riuscita a dare il meglio di me...


COSCIOTTO DI AGNELLO CON DOUBLE MINT SAUCE

double mint sauce

Salsa alla doppia menta

Per quella roba che vedete in foto, sono andata ad occhio, recuperando almeno tre manciate di menta e frullandole bene con un cucchiaio abbondante di zucchero di canna. Nella ricetta originale, ci sarebbe voluto il mortaio, annotazione che aggiungo per mero scrupolo storico, ma su cui non intendo soffermarmi oltre. Dopodiché, ho allungato con un'emulsione di aceto di mele e di acqua ( due parti di aceto e una di acqua), in cui io ho aggiunto un cucchiaino di zucchero di canna e un pizzico di sale, incorporandola a filo, nella salsa, sempre mescolando: un po' come per fare la maionese, per capirci, con la differenza che questa non è una salsa densa, ma fluida. Rispetto alla mint sauce solita, è diventata molto, molto più scura e compatta, a causa della quantità (doppia) di foglie di menta e il risultato è stato più che soddisfacente.

Cosciotto di agnello in salsa alla menta
1 cosciotto di agnello del peso di circa un chilo e mezzo ( meglio se ve lo fate disossare e preparare dal macellaio)
aglio
rosmarino
olio

Tipica ricetta inglese, quindi facile e piuttosto veloce. Fondamentale è il massaggio della carne e va fatto prima con uno o due spicchi d'aglio sbucciati, poi con un velo d'olio (basta ungersi le mani e procedere). Lo si guarnisce con dei rametti di rosmarino ( se è il caso, praticare dei tagli nella carne e infilarli lì) e poi lo si inforna a 200 gradi modalità statica per la prima mezz'ora. Si abbassa la temperatura a 180 gradi e si porta a cottura, rigirandolo dopo circa 45 minuti. I testi sacri parlano di un'oretta- un'ora e venti, voi regolatevi a occhio: quando è bello dorato e trasuda i suoi succhi, è pronto.
toglietelo dal forno, lasciatelo intiepidire avvolto in un foglio di alluminio e servirlo accompagnato da un cucchiaio di mint sauce e da pane all'aglio

agnello alla menta
buona giornata
alessandra
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