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venerdì 13 gennaio 2012

Buono? Immensamente di più.......Coniglio "dos e brusch" (dolce e acido)

coniglio dos e brusch

Giusto l'altro giorno, leggevo sul Corriere del boom delle visite agli Uffizi e al Louvre. Record storico per entrambi i musei, interpretato come uno dei tanti segnali della crisi economica in cui ci troviamo: si snobbano gli eventi calati dall'alto, si guarda alle mode con il sospetto che nasce dalla paura dell'effimero e, per contro, si torna al conforto delle ricchezze avite, tutte accomunate da quel "km zero" foriero di sicurezze che non riusciamo più a trovare altrove.

martedì 24 maggio 2011

Sticky Lemon Chicken with ginger & lemon grass.. E guarda come dondolo



STICKY CHICKEN

Labirintite da stress.
Quaranta giorni di prognosi, non uno di più, non uno di meno.
Il che,  a casa mia significa continuare a fare tutto come prima, ma a zig zag. E senza neppure il conforto delle solite cose: niente pc, niente libri, neppure niente Ispettore Barnaby, che se mi fisso troppo allo schermo riprende a ballarmi tutto intorno.
L'unica consolazione è l'oroscopo, perchè è l'unica cosa che riesca a leggere dall'inizio alla fine, assieme ai necrologi del Secolo, naturalmente. E così, ho ripreso l'insana abitudine di controllare cosa prevedono gli astri e mi sono imbattuta in questa roba qua, proprio a partire dal giorno stesso in cui mi sono ammalata- combinazione, venerdì 13.
Sentite che roba: 
da A, Oroscopo di Tiziana Ghirardini
"Acquario- settimana dal 13 maggio al 19 maggio
Il ritmo rallenta e mentre la trottola smette di girare intorno, iniziate a testare il terreno su cui i piedi poggiano. Desiderate certezze e una nuova stabilità, per spiccare il volo verso altre possibili conquiste. Parola chiave : Stabili"
... meglio parlare di cibo, mi sa....



STICKY LEMON CHICKEN WITH GINGER & LEMON GRASS


Fra i mali che non vengono per nuocere, c'è che la creatura si è rimessa a cucinare. Lo ha fatto per due volte di fila, con lo stesso piatto, la rivisitazione di una ricetta apparsa qui qualche tempo fa e da lei iper semplificata, sotto l'aspetto della preparazione e dell'apporto calorico: via tutto quello che è fritto, via il troppo aglio e spazio alla cottura in forno, alla marinatura e al godurioso massaggio della carne del pollo. A differenza mia, infatti, mia figlia ama sporcarsi le mani, quando cucina- e stavolta si è quasi tuffata in questa marinata, che è quanto di più profumato e appiccicoso vi possa venire in mente. Ne è uscito fuori un pollo fantastico che, pur assestandosi sulla linea ormai consueta delle ricette orientali, ha il pregio dell'originalità, grazie all'apporto del lemon grass e del miele, bel bilanciati dall'aglio e dallo zenzero.

STICKY CHICKEN

Ingredienti
1 grosso pollo, tagliato a pezzi
3 gambi di lemongrass *
1 testa d'aglio (meno: 3 spicchi)
5 cm di zenzero fresco, pelato e tagliato a tocchetti
sale e pepe macinato di fresco
3-4 cucchiai di olio EVO
cipollotti, affettati sottilmente (ne ho messi 4)
una spruzzata di aceto di mele
3 cucchiai di salsa di soia
5 cucchiai di miele
1 limone tagliato a fettine sottili
prezzemolo o coriandolo fresco, tritato

Procedimento
Lavate bene il pollo, togliete la pelle e asciugate tamponando con un foglio di carta assorbente. Poi disponete i vari pezzi nella casseruola che andrà in forno, dopo aver unto il fondo con 1 cucchiaio d'olio.
Aggiungere i seguenti ingredienti:
- il lemon grass mondato e affettato sottilmente, lo zenzero fresco a pezzetti, l'aglio finemente tritato,il sale e il pepe;
e far marinare da un'ora a tutta la notte, meglio se coperto con pellicola trasparente e in frigo.
- dopodichè, aggiungete i restanti ingredienti (la salsa di soia, il cipollotto, l'aceto di mele e il limone ) e spennellate il pollo con 5 cucchiai di miele leggero (qui, si è usato un miele di acacia del supermercato, niente di trascendentale)
-salate abbondantemente, pepate e fate cuocere in forno caldo (200 gradi) per 50 minuti.
Servite con riso basmati, bianco


Note nostre

Image from here
Partiamo dal lemongrass che, per chi non lo sapesse, è un'erba originaria dell'Asia meridionale, diffusissima sia nelle piantagioni, perchè tiene lontani gli insetti, sia nella cucina di queste parti del mondo, perchè ha un retrogusto di limone estremamente delicato. In Italia, si trova con difficoltà, ma noi ne abbiamo delle grandi scorte perchè ogni volta che vado in Inghilterra compro queste robe qui
image from Amazon
Si tratta di una "pasta di lemongrass", ottenuta tritando l'erba e mischiandola ad olio di semi. Il prodotto che vedete nella foto è recuperato da Amazon ed è di marca diversa da quelle che compriamo noi: le nostre sono di Waitrose, uno dei più famosi grandi magazzini di alimentari inglesi, e ogni volta ci facciamo scorte di tutti i tipi, compreso lo zenzero e la menta. Il pregio è la conservazione, anzitutto, e la persistenza dell'aroma: ci si regola empiricamente, ossia con la prova dell'assaggio, ma finora è quanto di più confacente alla bisogna io abbia trovato. Se vi capita di transitare all'estero, provate a cercare questi vasetti: costano poco, oltretutto- e sono una preziosa risorsa in dispensa. 

Per quanto riguarda lo zenzero, questo - grazie al cielo- lo si trova facilmente: ergo, usatelo fresco. 

Abbondate con il cipollotto, se non avete il lemon grass fresco: dà cremosità alla salsa
Non è il caso di dar fondo alle scorte di miele di corbezzolo o del miele del contadino: la cottura lo ucciderebbe. L'etichetta "senza infamia e senza lode" è quella più adatta, in questi casi. L'importante è che non abbia un gusto troppo pungente o troppo caratteristico: acacia e millefiori son perfetti. 

Aglio: da noi, non si demonizza, tutt'altro. Nel contempo, la testa prevista nella ricetta ci è sembrata un po' eccessiva. Tre o quattro spicchi, però, son d'obbligo, proprio per mantenere l'equilibrio dei sapori, perchè altrimenti prevarrebbe il dolciastro del miele. Se proprio nun ja fate, usate dello scalogno, al posto dei cipollotti.


Sul resto, poco da dire: la marinatura è stata breve ma intensa, considerato tutto il trattamento a cui è stato sottoposto ogni pezzo di pollo (dall'asciugatura delicata, all'unzione con l'extravergine, alle spennellature col miele fino al massaggio vero e proprio con la marinata); la cottura è quella classica del pollo- che va cotto bene: ogni tanto controllatelo e bagnatelo con la marinata, ma per il resto, nessuna difficoltà. 
Al basmati bianco di contorno non si sfugge, mi sa....

Buona giornata
Ale

mercoledì 13 aprile 2011

Starbooks- Coniglio alla Senape e al Dragoncello

coniglio al dragoncello

Prima che mi passi di mente: su Amazon.co.uk ci sono un sacco di libri di cucina al 60% di sconto- e oltre. Io ho già dato, ma solo per colpa della Dani, che ha avuto la pessima idea di compiere gli anni proprio in stagione di saldi. Senza contare che bisognava pure ammortizzare le spese di spedizione, in qualche modo- e l'unico che mi sia venuto in mente, in quel frangente, è stato darmi al clic forsennato su qualsiasi cifra incontrassi, dal 9.99 in giù. 
Che però son sterline e non euro: l'ho realizzato troppo tardi, mi sa e quindi temo che anche per questa volta l'affare del secolo non sia stato fatto. Ma confido nella prossima....

starbooks aprile

Qui sopra, invece, torniamo a parlare di Garden Party e di quanto ci piace: così tanto che ce lo tiriamo da una casa all'altra, col risultato che quando serve a me è dalla Dani e viceversa. Lo dico con non lieve rammarico, perchè per oggi avevamo in mente di proporvi una serie di ricette che ci piacerebbe tanto fare ma che ora proprio no- e l'idea era quella di rilanciare una specie di "chi la fa?", chiedendovi di provarle per noi e poi raccontarci come è andata. Ieri le abbiamo scelte con cura, oggi ne abbiamo riparlato- e ora mi accorgo che il libro è rimasto all'altro civico. Non son tipa da certezze, ma se si trattasse di scommettere su dove si troverà, 'sto Garden Party, la volta che toccherà il post alla Dani, punto tutto su casa mia. Pure quella.

coniglio al dragoncello

E quindi vi dovete accontentare di questo coniglio al dragoncello, ricetta di ispirazione dannatamente francese, come dimostra lo strato spesso e denso di  creme fraiche che lo ricopre. Superfluo dirvi che è pure dannatamente buono e dannatamente da porca figura: si cuoce praticamente da solo, ma alla fine vi darà licenza di tirarvela da gran chef fino alla fine dei vostri giorni. L'unico problema, potrebbe essere reperire il dragoncello (prevengo gli spiritosi: il primo che dice "ah, pensavo il coniglio" lo banno da MT fino alla fine dei suoi giorni:-))): noi abbiamo il solito Mercato Orientale, ma credo che cercando bene ormai lo si possa trovare. Il marito sostiene che ne uccide più la senape che la spada e che, qualsiasi erba ci mettiate, intanto non si sente. A me è sembrato invece che fosse sufficientemente profumato, ma tant'è: il rompib gourmand di famiglia è lui- e non lo contraddico. Laddove invece ci siamo trovati d'accordo è la bontà di questa preparazione (salsina inclusa), ragion per cui la sponsorizziamo senza ritegno, tutta la vita.

CONIGLIO ALLA SENAPE E AL DRAGONCELLO


per 8 persone
1 coniglio grosso o 1 coniglio e mezzo
5 scalogni
50 gr di burro (io ho usato l'olio EVO)
un vasetto di senape da 125 gr 8dolce, mi raccomando)
1 bicchiere di vino bianco
500 gr di creme fraiche molto densa (potete sostituirla con della panna, in questo caso va bene lo stesso)
5 rametti di dragoncello
sale

Chiedete al macelaio di tagliarvi il coniglio a pezzi (almeno 8). Pelate e tritate gli scalogni; cuoceteli in una cocotte capiente con il burro, facendo attenzione a non farli colorare. Unite i pezzi di coniglio e rosolateli appena su tutti i lati, a fuoco basso. Versate la senape e il vino bianco. Aspettate 3 minuti prima di unire la creme e la metà delle foglie di dragoncello. Salate, mescolate bene, coprite e cuocete per 40 minuti, sempre a fuoco basso, mescolando ogni tanto. Assaggiate per aggiustare il condimento. Se la salsa risulta troppo liquida, togliete i pezzi di coniglio e teneteli in caldo, alzate la fiamma e fate ridurre la salsa finchè non diventa morbida, rimettete quindi i pezzi di coniglio, cospargete con il dragoncello tritato. Servite con riso basmati, patate o zucchine cotte a vapore.
Nota, questo piatto può essere preparato anche con il pollo o con il tacchino

Note mie:
  • Per quanto concerne gli ingredienti, vedere le parentesi: potete usare la panna (sempre quella da montare, ovviamente non montata) al posto della creme fraiche: avrete un gusto più "morbido", senza nessuna punta di acido. Per quanto riguarda la senape, la ricetta non specifica nulla, ma di solito, in queste preparazioni, si usa la senape dolce o quella "all'antica", con i grani interi- che è quella che ho usato io.

  • Ho variato un po' il procedimento: prima, ho fatto rosolare il coniglio a fuoco vivace, senza gli scalogni. Quelli li ho aggiunti a rosolatura terminata, quando ho bagnato col vino bianco. Ho lasciato evaporare, a fiamma viva, e poi ho abbassato il fuoco.Da parte, ho mescolato la senape con la creme fraiche, aiutandomi con un po' di panna liquida per stemperare meglio il tutto e poi ho aggiunto il dragoncello. Ho versato tutto quanto sul coniglio, ho messo il coperchio e ho lasciato cuocere fino a quando la carne non è diventata tenera.
  • L'ultimo consiglio è di prepararlo in anticipo, magari la mattina per la sera.
A stasera, con una "doverosa" sorpresa
Ciao
Ale

giovedì 5 agosto 2010

Le ricette della suocera- il Patè di carne alle noci

patè di carne alle noci

Questa è, in assoluto, la ricetta della suocera che preferisco, quella che le commissiono ogni volta, quella da porca figura doc. E lo è anche per le mie amiche di Cucina Italiana, che l'hanno assaggiata al raduno di Bordighera e che se ne sono subito innamorate. La fonte è proprio un vecchio numero della rivista, anche se qualche rielaborazione in corso d'opera c'è stata, specialmente sul fronte della riduzione dei grassi, il che ha alleggerito di molto le nostre coscienze: un po' meno i nostri stomaci, visto che, per quanti sforzi si faccia, questo patè è assolutamente irresistibile

Prima che iniziate a leggere la ricetta, però, vi svelo il segreto per riempire di gelatina lo stampo, senza perdere tempo: premetto che quello che io vi dico in tre righe è frutto di lunghi esperimenti casalinghi di alto valore scientifico,- e qui parlo sul serio, visto che la suocera è una Chimica e il suocero è l'incarnazione dell'idea platonica dell'Ingegnere. Intedo dire che quei due fanno sul serio. E quindi, dopo aver sperimentato e sperimentato, hanno deciso che il metodo migliore per fare l'involucro di gelatina senza uscirci matti sia il seguente
munirsi di due stampi, uno più grande e uno più piccolo; dopodichè, dovete versare un po' di gelatina sul fondo dello stampo più grande, allo spessore di un dito circa. Fate solidificare in frigo. Mettete poi lo stampo più piccolo dentro quello più grosso e colate la restante gelatina liquida lungo i bordi.Vedrete che colmerà tutti gli spazi vuoti. Rimettete in frigo, senza togliere il secondo stampo e lasciate solidificare. Alla fine, estraete con delicatezza lo stampo più piccolo- potete aiutarvi con un coltello da passare lungo i bordi, intanto resta tutto all'interno e riempite la cavità con il patè. Sigillate con atra gelatina e di nuovo in frigo.

patè di carne alle noci


Ingredienti : 10 persone
200 gr. polpa magra di maiale; 200 petto di tacchino; 165 gr. burro*; 1 cipolla; 100 gr. gherigli di noci; 100
gr. vino bianco secco; 80 gr. di marsala secco; 2 compresse di gelatina da mezzo litro; 1 dado da brodo;
sale; noci per decorare.
Tempo occorrente: 2 ore circa (più 12 di frigorifero)
Preparare la gelatina secondo le indicazioni sulla confezione, con l'avvertenza di ridurre il liquido- 800 gr. di
acqua, anziché un litro. Fuori dal fuoco, aromatizzare con il Marsala e lasciar leggermente raffreddare.
Spennellare con questa uno stampo da plum cake di 25 cm di lunghezza e mettere in frigo per 5 minuti.
Ripetere l'operazione per tre volte. Tenere da parte un bicchiere di gelatina liquida per il pate e mettere la
restante in un altro recipiente a cassetta, leggermente più lungo e più largo del primo.
Stufare la cipolla affettata sottilmente in 45 gr. di burro, unite le carni e farle colorire. Unite poi il vino
bianco, in cui avrete sciolto il dado e far asciugare bene.
Passare il composto al frullatore, in modo da ridurlo in pasta; poi aggiungete il bicchiere di gelatina tenuto
da parte ( se si fosse indurita, fatela sciogliere).
Tritare le noci e aggiungerle al composto; amalgamare con il restante burro morbido.
Sbattere tutto nell'impastatrice elettrica o con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto morbido,
riempire lo stampo da plum cake spennellato di gelatina, battendolo bene sul piano del tavolo, affinché
non restino spazi vuoti. Lisciate la superficie del composto, coprite con pellicola e lasciatelo in frigo da un
minimo di dodici ore a un massimo di due giorni.
Al momento di servire, sformate su un piatto da portata la base, mettetevi sopra il patè (sformandolo dopo
aver immerso lo stampo per qualche secondo in acqua calda), asciugatelo bene e decoratelo con i gherigli
di noce.

* metà ricotta e metà burro: più ricco di sapore e più povero di calorie: mica male, lo scambio, no?

giovedì 15 ottobre 2009

coscio di maiale glassato al ginepro

di Alessandra

coscio al ginepro

Come rendere felice la convivenza con mio marito, in tre mosse
1. stargli a debita distanza quando
a. parla di politica
b. starnutisce
2. fingere di non conoscerlo, quando
a. parcheggia l'auto
b. canta per strada
3 e soprattutto resistere alla tentazione di dirgli di sì quando
a. ti chiede se può aiutarti in cucina
b. si offre di accompagnarti alla Metro.

Il coscio di cui sotto è l'esempio concreto della violazione dell'articolo 3, comma b, in cui sono incorsa sabato scorso e che mi ha procurato, come sanzione, un frigo pieno delle parti più impensabili degli animali più vari, di cui questo pezzo è l'esemplare più eloquente, oltre che l'assistenza alla preparazione del suddetto, iniziata verso le ore 15.oo di un'assolata domenica pomeriggio e conclusasi alle 20.30, con il trionfale sbarco sulla tavola imbandita.
Ricetta, preparazione, cottura e foto sono del marito, per cui per ogni delucidazione-obiezione-critica, rivolgetevi a lui. Io, nel frattempo, cerco di convertirmi alla cucina vegetariana...

coscio al ginepro

coscio di maiale glassato al ginepro

Ricetta senza dosi
miele
olio EVO
aglio (facoltativo, ma noi ce lo abbiamo messo)
erbe aromatiche ( timo, maggiorana, dragoncello, rosmarino)
ginepro
mezzo bicchierino di gin per sfumare

Si praticano dei tagli trasversali nella cotenna, come da foto e si massaggia con l'olio e le erbe aromatiche, in modo da far assorbire nele il tutto alla carne. Si infilano poi le erbe nei tagli. Dopodiché, si spennella il coscio con del miele, meglio se di castagno.
Si accende il forno a 150 gradi, modalità statica e si mette sul fondo una teglia piena d'acqua per tre quarti
Si irrora il coscio con il gin e lo si inforna. Dopo una decina di minuti, lo si ricopre di carta stagnola e si prosegue la cottura a temperatura molto bassa per tre o quattro ore, dipende dal peso della carne. A queste temperature e con l'accorgimento del vapore nel forno, la carne non asciuga. Gli ultimi dieci minuti, si toglie la stagnola, si alza la temperatura a 190-200 gradi e si completa la doratura della carne.
L'abbiamo servita con una composta di mirtilli e della senape al miele.
Tenera, sugosa, saporita: uno spettacolo.. ( ma la prossima volta, alla Metro ci vado da sola...)


coscio di maiale glassato al ginepro

English Version

honey

EVO oil

garlic (optional, but we have used it)
herbs (thyme, marjoram, tarragon, rosemary)
juniper
half glass of gin to fade

Cut across the skin and rub with oil, garlic and herbs, so as to flavour the pork. Put the herbs into the cuts and brush the skin with honey, better if chestnut
Turn the oven on into 150 degrees and put on the bottom a pan half filled with water.
Sprikle the leg with gin, pun into the ove, let the gin boil off and cover the pork with an alluminium foil. Continue cooking at this very low temperature, for three or four hours- its depend on the leg's weight. The meat remains tender and moist, by using this temperature and by putting water into the oven.
When the meat is almost ready, remove the alluminium foil, raise the temperature until 190-200 degrees to grill the skin.
Serve with cranberry mustard and honey.

giovedì 19 marzo 2009

Faraona arrosto con composta di spezie- da Garden Party


Faraona arrosto con composta alle spezie
 

8 persone
2 faraone
3 scalogni
2 bastoncini di cannella
1 cucchiaio di un mix di pepe
1 limione verde
4 cucchiai di olio d’oliva
Sale
Per la composta
2 mele
20 albicocche secche
50 gr di uvetta
2 cipolle di tropea
Zenzero fresco grattugiato
Aceto di sidro
50 gr di burro
1 cucchiaio d’olio di oliva
Sale
 
Accompagnamento
500 gr di riso basmati
75 gr di pistacchio
70 gr burro

Chiedete al macellaio di tagliare le faraone in 4. Accendete il forno a 180° C Disponete i pezzi di faraona sulla leccarda con gli scalogni pelati e tagliati in 4. Irrorateli con un po’ di olio di oliva e con il succo del limone verde.
Salate, spolverate con pepe e cannella. Cuocete in forno per 30 minuti, bagnando 2 o 3 volte.
Durante la cottura, pelate e tritate finemente le cipolle e fatele imbiondire a fuoco basso con burro e olio. Aggiungete lo zenzero fresco grattugiato, le albicocche tagliate in 4, l’uvetta e le mele sbucciate e taglieate a cubetti.
Salate leggermente , pepate, versate l’aceto e fate stufare per circa 20 minuti. Tenete da parte in caldo.
Cuocete il riso in acqua salata in base al tempo di cottura indicato, scolate. Scaldatelo e unite il burro e i pistacchi tritati
Servite la faraona con il riso e la composta a parte.

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