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venerdì 28 settembre 2012

Per i piatti storici: filetto alla Voronoff

Di Daniela

Serge  Voronoff
Filetto alla Voronoff
Confesso che avevo un po’ di nostalgia per l’appuntamento con i piatti storici: adoro scoprire quale è la ragione per la quale pietanze che deliziano il palato di mezzo mondo, legano il proprio nome o la propria storia ad un popolo, ad un personaggio o ad una tradizione. Oggi è la volta di un personaggio e precisamente del Dott. Serge Voronoff e della ricetta del filetto a lui attribuito. Bisogna dire che parlare del dott Samuel Voronoff non è davvero facile: su di lui si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. E’ stato di volta in volta trattato come un visionario, un genio, un folle, un nuovo Frankenstein senza cuore, o come un grande filantropo; insomma le visioni sono completamente diverse e spesso decisamente contrastanti. Cominciamo da qualche notizia sulla sua  affascinante vita. Ebreo, russo di nascita (1866, Voronej), è costretto molto giovane a fuggire dalla sua patria a causa di una mancanza di “simpatia” per lo Zar e il suo regime, che gli costa, ancora giovanissimo, 15 giorni di carcere per diffusione di libri sovversivi. Il  rifugio per lui diventa la Francia, in grande fermento civile-culturale, in piena Belle Epoque. Il giovane Voronoff cambia il nome, che denota chiaramente la sua origine ebrea, in Serge (per evitare problemi di antisemitismo: siamo all’incirca nel periodo in cui Zola si schierò in difesa dell’ufficiale Dreyfus, mentre il caso infiammava l’opinione pubblica europea) e si iscrisse alla facoltà di medicina, dove insegnavano alcuni tra i più celebrati medici del momento.
La sua carriera universitaria è folgorante, tanto che è scelto ed inviato al Cairo per rimodernare la chirurgia egiziana. Eccellente chirurgo, affascinato dallo studio dell’influenza di alcuni ormoni sull’invecchiamento del corpo umano e dai primi trapianti, comincia ad effettuarne alcuni egli stesso, iniziando da innesti da animali, in particolare pecore, per poi arrivare nel 1917 al primo trapianto (ufficiale) tra specie diverse,  con l'innesto del lobo della tiroide di uno scimpanzé su un ragazzo affetto da cretinismo, con buoni risultati. Dopo la tiroide, pensa alla possibilità di trapiantare anche ovaie e testicoli, con lo scopo di rendere più giovanile l’essere umano, impedendogli di invecchiare fisicamente e mentalmente, ritardando l’avanzamento di forme degenerative e raggiungendo pure qualche buon risultato. Opera allo stesso modo anche con il bestiame per migliorare talune razze e alcuni loro prodotti. Si trasferisce successivamente a New York, nella clinica del premio Nobel A. Carrel, grande esecutore di trapianti ed innesti ed acquisisce così nuove conoscenze, che decide di riportare in Europa…
Villa Voronoff a Grimaldi
Pensa di allevare da solo gli animali che utilizza per espiantare gli organi e sceglie, per accogliere la sua nuova clinica, proprio la Liguria ed in particolare Grimaldi, vicino a Ventimiglia, nella splendida Villa Grimaldi, ora villa Voronoff: In pochi anni la zona diventa la meta ambitissima del jet internazionale dell’epoca, quello fatto da uomini celebri, miliardari in Rolls-Royce e signore elegantissime, che cercano nel lavoro di Voronoff una speranza contro l’opera implacabile del tempo.
E’ sfiorato da molti scandali, non ultimo un sospetto a causa della morte improvvisa di sua moglie, una miliardaria americana che lo lascia ricchissimo e libero poco dopo la loro unione, come dal pure da quello di essere troppo affascinato dal denaro dei suoi ricchi pazienti, gli unici che potessero permettersi le costosissime cure che egli somministra. La sua fama travalica il confine nazionale ed europeo, si parla di lui su giornali di mezzo mondo ed artisti di grande fama si ispirano al suo personaggio per le loro opere. Alcuni nomi? Michail Bulgakov con il suo "Cuore di cane" del 1925; Italo Svevo con "La rigenerazione", del 1926; Félicien Champsaur con "Nora, la guenon devenue femme",del 1929, e il mio amatissimo Sir Arthur Conan Doyle, con "L'avventura dell'uomo che camminava a quattro zampe", del 1923; ancora nel 1957, Fred Buscaglione lo cita in una sua canzone. Non solo: tale è la sua notorietà. che sembra venga dedicato a lui il cocktail chiamato Monkey Gland ("testicoli di scimmia"), ideato nel 1923 dal barman dell’Harry's New York Bar di Parigi. Se siete curiosi è un cocktail codificato internazionale composto da 5 cl di gin, 3 cl succo d'arancia fresco,2 gocce di assenzio, 2 gocce di granatina con molto ghiaccio ben shakerato: corroborante, vero? Qui di seguito poi vi parlerò del filetto da lui pensato come cibo nutriente e rinvigorente, il celebre filetto alla Voronoff.
foto da qui
I trapianti che pratica sono numerosissimi e vengono considerati estremamente di moda e anzi quasi futuristici, un modo per proiettarsi in un domani senza vecchiaia e debolezza. Espulso dall’Italia nel '36 a seguito delle leggi razziali, con la conseguente confisca di ogni suo bene, scappa in America, si salva, torna in Italia: ha 80 anni, ma si dedica comunque a far restaurare la sua villa ed a nuovi studi sul cancro.
Muore a Losanna a 85 anni, lasciando dietro di sé molti interrogativi non risolti, dubbi ed incertezze di ogni tipo: da anni, ogni tanto, si parla di avvistamenti di strane creature, che ricordano scimpanzé, ma dai tratti più umani, nelle zone verdi a ridosso del grande parco della vecchia villa, a perenne memoria dei suoi esperimenti con gli animali e qui, in un articolo del 23 ottobre 1997 del Corriere della sera, ne trovate un esempio, se vi va di dare un’occhiata. Eccellente è stata la sua intuizione del collegamento tra alcuni ormoni e l'invecchiamento, ma c'è una terribile domanda sospesa che grava sul capo del nostro Voronoff : potrebbero essere stati proprio i suoi trapianti di organi, prelevati da scimmie arrivate dall’Africa, a consentire l’ingresso del virus dell’HIV in Europa?



http://www.treccani.it/enciclopedia/voronoff_%28Enciclopedia-Italiana%29/ 
http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Voronof
http://europress2010.blogspot.it/2011/03/voronoff-i-misteri-di-villa-grimaldi.html
http://www.enzobarnaba.it/voronoff1.htm 
http://www.spaghettitaliani.com/Articoli%2017. 
http://www.sapere.it/enciclopedia/Voronoff,+Serge.html 
http://www.facebook.com/pages/Serge-Voronoff/37425203559?sk=info  
http://voronoff.wordpress.com/chateau-grimaldi/
http://www.cumpagniadiventemigliusi.it/Voce_storia/Voronoff.htm


Filetto alla Voronoff

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Ingredienti per 4
4 filetti di manzo da 180/200 gr l'uno circa
4 cucchiai di senape dolce
1 cucchiaio di worcerstershire sauce
200 ml di panna fresca
1 rametto di rosmarino
1/2 bicchierino di cognac
60 gr di burro
pepe, sale e farina q.b.

voronoff

Molte sono le ricette, altrettante le varianti che si possono trovare nelle ricette in giro per il web: c'è chi aggiunge metà brandy e metà sherry, chi mette anche il tabasco e chi neppure la Worcerstershire sauce. Ma la maggior parte è d'accordo invece sull'utilizzo del burro chiarificato.
Iniziamo con  questa operazione semplicissima, che aumenterà la digeribilità e quindi il piacere di gustare il filetto. Ci servirà per alzare il punto di fumo del burro, permettendoci quindi di rosolare la carne senza aggiungere sapore di bruciato: con questo procedimento infatti si eliminano dal burro l’acqua, la caseina e altre impurità. Basta metterne la quantità che vi necessita a sciogliere a bagnomaria e, una volta che si è formata in superficie la schiumetta bianca, eliminarla con un cucchiaino o filtrandola e utilizzare la parte liquida e giallo oro rimanente.

voronoff1

Quindi mettete in una padella il burro chiarificato con un rametto di rosmarino e appena i tutto è caldo, aggiungete le fette di filetto infarinate. Fate rosolare un paio di minuti per parte, e quando si forma una bella crosticina dorata, versate il cognac, inclinate la padella fino a sfiorare con un bordo la fiamma, "accendendo" il liquore. Fate fiammare fino a quando ka fiamma non si spegnerà da sola dopo pochi secondi, prestando un'attenzione particolare in questa operazione.

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Lasciate insaporire per qualche attimo la carne, salandola e pepandola da entrambi i lati e poi toglietela dalla padella, conservandola in un luogo tepido, magari anche il forno spento e chiuso.
Nel frattempo preparate la salsa: mettete nella padella dove avete cotto la carne la senape e la Worchestershire e sciogliete il tutto con la panna, amalgamando gli ingredienti a fiamma bassa. Lasciate restringere l'intingolo, salate e pepate.

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Prima di servirla, fate passare qualche istante la carne nella salsa e servite; oppure mettete direttamente i filetti nei piatti e ricopriteli con la salsa. In questo secondo caso, potreste agire come per i tournedos alla Rossini, sistemando sotto ogni filetto, una fetta di pancarré dorata nel burro, per raccogliere i succhi della carne.
Una delizia rapidissima e squisita.
Buona giornata a tutti
Dani

mercoledì 30 marzo 2011

Tournedos : Il tris di Rossini per i piatti storici

di  Daniela
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gioacchino_rossini2dasettemuse.it

Rieccoci con il nostro tris dedicato a Rossini, proprio come in un crescendo, con la sua ricetta forse più celebre: i tournedos. Ma prima ancora due parole sull’uomo, Rossini, sul gastronomo e sul goloso più che sul musicista. Era un uomo brillante in molte occasioni e salace non poco: chiariva i suoi pensieri con un modo diretto che certo avrà spiazzato i suoi interlocutori in più di un’occasione. Voglio dedicarvi questi pochi aneddoti che si raccontano su di lui, a metà tra leggenda e realtà, ma che chiariscono bene il suo modo di essere: diretto e secco. Gli chiesero per esempio dopo una rappresentazione un suo giudizio sul Lohengrin di Wagner. Egli rispose, con molto garbo, di non essere in grado di giudicare un’opera dopo il primo ascolto: aggiunse però  che non aveva nessuna intenzione di ascoltarla una seconda volta! Che ne dite del caratterino del nostro genio? Ed eccovi ancora due esempi di chiarezza:
Un giorno fu invitato a casa di una signora ricca ma avara, il pranzo era stato piuttosto scarso e mediocre. Alla fine del pasto la signora ringraziò il Maestro per aver accettato l’invito e aggiunse: "Sarò felice se prima della vostra partenza da Parigi mi concederete l’onore di pranzare con me una seconda volta" . "Ben volentieri e anche subito!" rispose con ironia Rossini.
"Maestro — chiese un giorno un tizio a Rossini — vi ricordate quel pranzo sontuoso che fu dato per voi a Milano, durante il quale fu servito quel gigantesco pasticcio di maccheroni? Io ero seduto alla vostra destra." "Può darsi benissimo — rispose Rossini — infatti mi ricordo quel pasticcio di maccheroni, ma non riesco a ricordarmi di voi!"
E non ditemi che più di una volta non avreste voluto essere altrettanto signorilmente diretti! Io personalmente si, lo confesso!
L’ultima storiella e poi via alla ricetta : nel 1864 il Barone di Rothschild inviò in dono a Rossini una confezione di splendida uva delle sue serre e da quest’ultimo ebbe in risposta: "La vostra uva è eccellente, vi ringrazio, ma poco mi piace il vino in pillole!" E’ inutile dirvi che il Barone, capito il sottile sottinteso, spedì subito a Rossini un barilotto del suo migliore Chateau-Lafitte....

Tournedos alla Rossini
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E' uno dei termini gastronomici dall'etimologia incerta, dato che la parola francese scomposta: "tournez" e "dos" vuol dire letteralmente fondo schiena. Per alcuni sarebbe stato il maggiordomo di Rossini a determinare il nome del taglio, perchè al fine di mantenerne segreta la procedura dava le sue finiture voltando sempre la schiena agli invitati. Per altri la nascita del termine sarebbe avvenuta durante un pranzo fatto al café des Anglais di Parigi. Qui Rossini, consigliando la ricetta allo chef e ricevendo delle sentite rimostranze, fu costretto a rispondere: "et alors, tournez le dos!". Altra versione: un giorno pretese che il suo cuoco gli preparasse la carne direttamente in sala da pranzo, per controllarlo meglio. Alle proteste dello chef, Rossini replicò “et allors, tournez le dos” (e allora giratevi di spalle) . Così nacquero i tournedos.
Infine un'ulteriore versione indicherebbe che la ricette sarebbe stata creata da Caréme in onore del Maestro.
E' un piatto semplicissimo nella cottura come nella realizzazione: quello che conta è la qualità delle materie
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Ingredienti
Cuore di filetto a fette rotonde
pancarré senza crosta della stessa forma della carne
foie gras
tartufo
burro  
Madera
farina
sale e pepe
Preparazione
Fate dorate in una padella delle fette di pancarré con del burro; toglietele dal fuoco e tenetele in caldo.
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Prendete dei filetti di carne, infarinateli e rosolateli a fuoco vivo da ambo le parti; salate e pepate solo a cottura ultimata.
Sistemate le fette di pane nei piatti da portata, ed adagiate su ciascuna un filetto, una fetta di foie gras ed una lamella di tartufo.
Nella padella di cottura aggiungere a fuoco vivo del Madera, lavorare bene fino ad ottenere un composto semidenso; pepare e distribuire la salsa sui piatti.
Solite osservazioni: non ho come al solito il tartufo data la stagione e così ho usato il mio usuale tartufo nero tritato, che, per altro, sta ormai finendo..... :-(
Non so dirvi, come al solito, il profumo che si sprigiona dal piatto...un vero piatto da re.
Vorrei chiudere questo piccolo trittico di omaggio al Cigno di Pesaro dedicandovi questo suo pensiero:
"Quanto all'amore, lo considero la prima donna per eccellenza, la diva che canta nel cervello cavatine di cui l'orecchio s'inebria ed il cuore viene rapito. Mangiare e amare, cantare e digerire: questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita e che svanisce come la schiuma d'una bottiglia di champagne. Chi la lascia fuggire senza averne goduto è un pazzo."
E ora , preannunciandovi il poker promesso, vi auguro buona giornata.

Dani

Tournedos alla Rossini
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I will give you all of an interesting article by Brian (on kitschnzinc) about Tournedos Rossini ... There are many legends about the origin of this dish, but these are the most famous: for sure the dish has been created for the great Italian musician, called "the Swan of Pesaro"
"The controversy concerns the now famous Tournedos Rossini dish often ruined by lacklustre chefs the world over. The ingredients are quite clear, fillet mignons, foie gras, truffles, bread crouton and madiera sauce. It's probably the first dish most banqueting chefs attempt to master but who created it? Logic says Careme in honour of their friendship and happy times spent together. Some sources say Cassimir Moisson, Chef at the Maison Doree, a favourite haunt of the composer and traditionalists credit the dish to " the little chef from Nice " the legendary Auguste Escoffier who certainly never cooked for Rossini who died in 1868 at a time when Escoffier had just come to Paris to work at the fashionable Le Petit Moulin Rouge. There is even a school of thought which says that Rossini himself personally supervised the creation of the dish at the Cafe Anglais in Paris. When the chef complained about the constant interference whilst cooking at Rossini's dining table he simply said, well then turn your back to me, " Eh alors, tournez le dos " Tournedo. A further theory was that when his starter of foie gras and main course of beef fillet in madiera sauce arrived at the table at the same time on one occasion, he simply combined the two courses to create this dish."
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Ingredients
Fillet in round slices (filet mignon)
sliced bread without crust of the same shape of the meat
foie gras
truffle
butter
Madeira
flour
salt and pepper
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Preparation
Fry in a pan some ( one for each fillet) slices of sandwich bread with butter, remove from heat and keep warm.
Take the fillets of meat, flour and brown over high heat on both sides, add salt and pepper just after cooking.
Arrange the slices of bread on serving plates, add on every one a fillet and lying on each fillet, a slice of foie gras and a thin truffle slice.
In the baking pan over high heat add the Madeira, work well until the mixture is semi-dense, add pepper and spread the sauce on the plates (demi-glace sauce).
Usual observations: I do not have as usual the truffle (it’s not the right season), so I used my usual chopped black truffle.
I can not tell you, as usual, the smell that emanates from the dish ... a true king course.
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