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martedì 28 febbraio 2012
Una pioggia di biscotti... e un argomento, non proprio da blog
sabato 24 settembre 2011
tortino di pasta frolla alla ricotta d’alpeggio e albicocche e salsa vaniglia
Naturalmente di sabato che cosa potremmo regalarci se non un dolce? Godurioso, dalle materie prime eccellenti, estivo, ma tutto sommato, sostituendo le albicocche con un altro frutto più stagionale, comprese le ultime pesche, per esempio perfetto anche adesso.
E' l'ultima lezione del nostro giovane Chef che con questo tortino dolce ci da il suo arrivederci alla prossima estate quando, spero, ci proporrà ancora le sue squisite ed originali ricette.
Ingredienti
giovedì 17 marzo 2011
Piatti storici : Torta alla Mazzini
"Fu più la lettura delle opere di Mazzini che la sua fama di uomo politico, che mi spinse ad avvicinarlo, per vedere s'ei, personalmente, rispondeva al concetto ideale che me n'era formato. Se rimasi soddisfatto non fa d'uopo il dirlo. Trovai in lui amenità, ingegno, bontà paterna, e, ciò che non avrei mai creduto, essendomi fatto di lui un'idea su quella che ravvisava in molti de' suoi intolleranti seguaci, trovai in lui la tolleranza per le idee altrui, che è certamente il più alto segno della intelligenza umana". (p. VII) ( Virgilio Estival)
Eccovi due visioni su il nostro grande G. Mazzini (1805 – 1872), patriota, politico e filosofo di grande fama e di altissimi ideali: la prima esce dalla penna del "misterioso scrivente" dell'ultimo romanzo di Eco che sto leggendo (il fatto di essere citato nel nostro pur piccolo blog, lo consolerà di essere stato secondo nelle vendite dopo "cotto e mangiato " della Parodi ;-))?) e ci fa sorridere; alzi la mano chi, studiando la sua vita, non lo ha pensato almeno una volta che il nostro fosse veramente il più sfortunato menagramo della storia! Appena toccava lui un progetto, dopo poco falliva miseramente....:-)!!!!
La seconda , invece dalla penna di un coevo di Mazzini, di qualcuno che lo ha conosciuto personalmente.... attendibile quindi, e anche lui fervente patriota!
Per ciò che ci riguarda, noi abbiamo pensato di dedicare il piatto storico di oggi, giornata dell'Unità d'Italia che, a dispetto della sua Storia millenaria, ha soltanto 150 anni di vita, ad uno dei suoi artefici più generosi e sfortunati : Giuseppe Mazzini, appunto l'uomo che sognava l'Italia Unita e Repubblicana ante litteram e da lontano da esule.
Mazzini sembra amasse molto questa torta, tant'è che nelle lunghe lettere a sua madre dalla Svizzera, le chiede di provare a prepararla. Lui le fornisce la ricetta tradotta alla meglio dal "cattivo francese" della cuoca e che Sale e Pepe ha reinterpretato in modo più moderno. Eccovela
Torta alle mandorle alla Mazzini
zucchero a velo
sale
Preparate la pasta frolla. Potrete usare quella che vi descriverò o la vostra ricetta preferita : questa però devo dirvi che riesce perfettamente. Dunque la ricetta che vi propongo prevede di formare la fontana con la farina, poi mettete al centro un pizzico di sale, 70 gr di zucchero, il burro freddo a pezzetti piccoli, lo strutto (o l'altro burro) e un uovo. Lavorate la pasta velocemente con la punta delle dita, formate una palla, avvolgetela con una pellicola trasparente e mettetela in frigo per un ora.
Tirate la frolla sottile (vedrete che vi riuscirà benissimo: io mi aiuto con un pezzo di pellicola trasparente), foderate uno stampo rotondo antiaderente, di 18 / 20 cm , bucherellate con una forchetta, ricoprite con la carta forno e riempite con i fagioli secchi. Infornate a 180 ° per 20 minuti, poi sfornate ed eliminate i fagioli e la carta.
Frullate le mandorle con lo zucchero rimasto. Lavorate a parte i 2 tuorli restanti (conservate le chiare) con il succo di limone e uniteli al composto precedente. Montate gli albumi rimasti a neve ferma con un pizzico di sale e incorporateli. versate la crema nel guscio di frolla e infornate a 180° per 40/45 minuti. A metà cottura coprite con un foglio di alluminio.
Servite la torta fredda, cosparsa di zucchero a velo decorandola con qualche ricciolino di buccia (solo giallo) di limone e qualche filetto di mandorla.
Buon appetito
Dani
We would like to dedicate the historic course of today, the day of the Unification of Italy that, despite its long history, has only 150 years of life, to one of its most generous and unfortunate patriots: Giuseppe Mazzini, the man who dreamed of a United and Republican Italy ante literam, living in exile.
Mazzini seems to love very much this cake, so that in the long letters sent to his mother from Switzerland, he asked her to try to prepare it. He gives her the recipe that he translated from the cook's "bad French" and I give it to you.
Ingredients serve 6
1 ½ cup flour (170 gr)
¾ cup sugar (175 gr)
4 tbsp butter (60 gr)
5 tsp lard (or 1 tbsp butter) (25 gr lard or 15gr butter)
3 eggs
1 ¼ cup blanched sliced almonds (100 gr)
4 or 5 tablespoons of lemon juice
icing sugar
salt
Prepare the pastry. Mix the flour, with a pinch of salt, 1/3 cup (70 gr) sugar, the cold butter cut into small pieces, the lard (or 1 tbsp butter) and an egg. Knead the dough quickly with your fingertips, make a ball, wrap it in plastic and refrigerate for one hour.
On a lightly floured surface, roll out dough to 1/4 inch thick. Transfer to a lightly buttered 7/ 7.8 inch tarte plate. Use your fingertips to press dough against bottom and sides of dish until even. Trim edges. Prick bottom of pastry shell all over with a fork, cover with parchment paper and fill with dry beans. Bake until set and pale golden brown, about 18/20 minutes. Remove beans and paper. Let cool on a wire rack
Blend the almonds with the remaining sugar. Whisk apart the remaining 2 egg yolks (keep the whites) with lemon juice and add to mixture of almonds and lemon. Whip the remaining egg whites until stiff with a pinch of salt and incorporate it to the cream. Pour into pastry shell and bake Bake until crust is golden brown and filling is set, about 40 minutes at 356 F°. After 20 minutes cover the tarte with aluminum foil. Let cool on rack.
Serve the cake cold, sprinkled with powdered sugar decorating it with some curl of peel (yellow only) of lemon and some almonds.
Have a nice day
Dani
giovedì 23 settembre 2010
La torta Monterossina (a modo mio) e Carlo
Definirlo non è facile, perchè Carlo è stato prima il bagnino, poi nel corso degli anni, è diventato il proprietario dello stabilimento balneare dove noi stavamo e stiamo, ed ha contribuito, in qualche modo, alla nostra educazione: nessuno di noi avrebbe mai osato sfidarlo, ne disubbidirgli, ma nessuno di noi, se in difficoltà, avrebbe potuto dubitare del suo aiuto. Un uomo particolare, ombroso, generoso, forte fisicamente (sono leggendarie alcune sue "gesta" e salvataggi in mare anche quando ormai bagnino non era più), e intelligente, ma spesso solare e aperto, un po' guascone, col sorriso pronto e le ire funeste, che altro che il Pelide! Non c'è più da molti anni ormai, e negli ultimi anni della sua vita ha sofferto molto, ma noi eravamo sempre i suoi ragazzi, quelli del "piccionaia sotto l'ombrello !!" quelli che lui ha protetto e aiutato tante volte e, per noi, un sorriso c'era sempre. A me piace ricordarlo così, in queste giornate di fine estate, davanti al suo mare, dedicandogli il dolce della sua terra di adozione, cercando nei ricordi il suo sorriso.
Baci grandi e grazie di tutto, Carlo.
Pasta frolla secondo Knam
75 gr di zucchero
75 gr di burro
150 gr di farina 00
un pizzico di sale
1 uovo piccolo
3 gr di lievito
un punta di vaniglia in polvere
Crema pasticcera
1 litro di latte
8 tuorli
140 gr di zucchero
90 gr di farina
1 fettina di buccia di limone (rigorosamente solo il giallo)
40 gr di cioccolato fondente
Pan di Spagna
75 gr di zucchero
75 gr di farina
18 gr di fecola
1 puntina di vaniglina
3 uova
Per l'assemblaggio
Qualche cucchiaiata di marmellata di albicocche
30/40 gr di cioccolato fondente
Preparate il pandispagna nel solito modo: montate a spuma (a lungo) le uova con lo zucchero, aromatizzate con la vanillina, setacciate la fecola e farina e incorporatele, poi versatele nello stampo di 0 20/22 cm, unto ed infarinato a 175° per 20/24 minuti. Sfornate e raffreddate.
Mentre cuoce preparate la frolla, mescolando velocemente gli ingredienti. Fatene poi una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo a riposare per almeno 30/40 minuti. Preparate ora la crema pasticcera. Ho seguito le dosi della ricetta che vi ho proposto con il fresco di lamponi, ma voi potete prepararla come siete abituati. Io ho fatto così: ho scaldato il latte con i pezzetti di buccia di limone e 20 gr di zucchero, quindi ho lasciato in infusione per una mezzoretta, e poi ho filtrato. Ho montato i tuorli con lo zucchero rimasto, poi ho incorporato la farina stemperando con il latte caldo versato a filo. Ho cotto tutto a fuoco moderato fino all'ispessimento della crema.
Appena pronta la vostra crema pasticcera dividetela in 2 parti (io ne lascio un po' di più bianca) e rimettetene una metà vicino al fuoco o sul fuoco bassissimo, facendo sciogliere dentro il cioccolato fondente tagliato in scagliette sottili con un coltello. Qui la cosa va a gusti: potete farlo più scuro per aumentare il contrasto con la crema bianca, ma a me è sembrato giusto questo insieme di sapori. Mettete i due composti a raffreddare coperti da pellicola trasparente a contatto.
Passiamo ora all'assemblaggio del dolce. Tirate fuori dal frigo la pasta frolla, dividetela in 2 parti di cui una un po' più grande e mettetene una tra 2 fogli di pellicola da cucina. Tiratela con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile. Togliete uno dei due fogli di pellicola e con l'aiuto dell'altro fodetate la vostra tortiera rotonda imburrata e infarinata o coperta dalla carta forno (la pellicola ovviamente una volta foderata la tortiera, va tolta !!!). Sarebbe meglio che voi utilizzaste uno stampo da poter poi portare in tavola, perchè la monterossina non è facile da sformare. Sono perfetti anche quelli di alluminio, se non avete ospiti importanti!
Riprendete il vostro pandispagna e tagliatelo con un coltello ben affilato in modo da creare un disco molto sottile dello spessore di 1/2 centimetro: non occorre che il taglio sia perfetto, me deve poter entrare all'interno della scatola di pasta frolla creando un fondo molto sottile e morbido.
Prendete le cucchiaiate di marmellata e stendetele in modo uniforme creando solo un velo sul fondo della scatola di pastafrolla e sopra mettete il disco sottile di pandispagna.
Su questa base rovesciate prima la crema bianca e sopra quella nera, spargendo sopra quest'ultima le scagliette di cioccolato fondente.
Considerate che le creme devono raggiungere almeno un dito e mezzo di spessore, per poi avere da cotte questo aspetto.
Ora riprendete l'altro pezzo di frolla, mettete anche lui tra due fogli di pellicola trasparente e tiratelo in sfoglia quanto più possibile sottile: poi procedete come prima, togliendo uno dei due fogli e con l'aiuto dell'altro, lasciandolo esterno, adagiate la frolla sopra le vostre 2 creme e schiacciando leggermente i due fogli di frolla sui bordi della tortiera, sigillandoli bene. Lucidate la superficie del dolce con un po' di latte , o con un tuorlo sbattuto.
Infornate a 180° per 35 minuti circa, dipende dal vostro forno, finchè non avrà raggiunto un bel colore dorato.
Appena fredda se volete potete cospargerla con un po di zucchero a velo e di qualche scaglietta di cioccolato o lasciarla così. Assaggiatela e sappiatemi dire
Buon appetito
Daniela
Ingredients for a pan 20/22cm
Pastry in Knam style
1/3 cup sugar
5.3 tbsp butter
1 1/3 cup flour 00
a pinch of salt
1 small egg
o.4 tsp of yeast
a hint of vanilla powder
Custard
1 liter (34 fl oz ) of milk
8 egg yolks
5/8 cup sugar
3/4 cup flour
1 slice of lemon peel (yellow part only)
1.4 oz dark chocolate (60 or 70% cocoa)
Sponge
1/3 cupsugar
2/3 cup flour
18 g (o.6 oz) potato flour
a pinch of vanilla
3 eggs
Assembly
A few tablespoons of apricot jam
1.4 oz dark chocolate
Prepare the sponge in the usual way: mounted foam (long) eggs with sugar, flavored with vanilla, sifted flour and potato starch and incorporate, then pour in the mold of 7,8 (or 8,6 )in. greased and floured at 347F° for 20/24 minutes. Baked and cooled.
While the sponge is cooking, prepare the pastry by mixing the ingredients quickly. Wrap in plastic wrap and refrigerate until firm, 30 minutes. Prepare custard now. Heat the milk with lemon peel and 1.5 tbsp of sugar, left to infuse for half an hour, and then filter it. Put the egg yolks with remaining sugar, Whip the egg yolks with remaining sugar, then incorporate the flour mixed with hot milk. I cooked over moderate heat until the cream thickened.
When ready, divide your custard it into 2 parts : put an half on low heat again, melting in the dark chocolate, cut into thin slivers with a knife. You can do it darker to increase the contrast with the white cream. Put the two custards to cool covered with plastic wrap.
Now assemble the dessert. Take the pastry from the fridge, divide it into 2 parts 1 bigger then the other and a put this between 2 sheets of plastic wrap. Pull it with a rolling pin until you get a very thin dough. Remove one of two sheets of film and with the help of the other cover your round greased and floured cake pan (using the external sheet of film and then take it off!). Would be better if you can use a mold you can then bring to the table, because Monterossina cake is not easy to pull out of shape. (In Monterosso they use aluminum shape) .
Take back your sponge and cut with a sharp knife to create a much thinner thickness of 1 / 2 centimeters (is not necessary that the cut is perfect) Take 2 spoonfuls of the jam and lay them evenly, creating only a thin layer on pastry on the box’s bottom and put on it the thin disk of sponge cake.
On this basis, pour the white cream and then the dark, spreading it over the dark chocolate drops.
Now resume the other piece of pastry, put itself between two sheets of plastic wrap and pull dough as thin as possible: then proceed as before, removing one of the two sheets and with the help of other, leaving it outside, put the pastry over cream, slightly pressing the two sheets of pastry on the edges of the cake, sealing it well. Sprinkle top with a little 'milk or a beaten yolk.
Bake at 356 F° for 35 minutes, depending on your oven, until it reaches a nice golden color.
When cool, if you want you can sprinkle with a little icing sugar and some chocolate drops. Taste it and let know if you like it!!!!
Dani
mercoledì 25 novembre 2009
Le mini sbrisolone di mele (E. Knam), le mele e l'autunno
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Sono perciò costretta a dedicarvi a questo punto un paio di ricette, almeno, con le mele, tanto per cominciare: va da se che poi ne arriveranno altre a tema.... Ah per le mele, in questo frangente, scomoderò, per fare onore all'incredibile aroma e profumo dei frutti , due grandi della cucina : nientepopòdimenochè Mister Knam e Miss Kompatscher! Che dire di più.....
Partiamo quindi con delle deliziose
(da E. Knam)
Devo fare una piccola premessa: a forza di preparare queste meravigliose piccole delizie ho apportato alcune lievi variazioni alla ricetta originale, soprattutto ho fatto qualche concessione alla mia personale passione per la frutta secca. Naturalmente un'altra variazione possibile è quella di mettere all'interno delle "scatolette" di pasta frolla anche un cucchiaino di crema frangipane (o di crema pasticcera), per la quale vi darò a fondo post la ricetta del maestro con le sue dosi e proporzioni. Ma partiamo dalle sbrisolone originali
- 200 gr di pastafrolla (75 gr burro, 75 gr zucchero semolato, 1 uovo piccolo, vaniglia in polvere, 150 gr farina00, un pizzico di sale, 3 gr lievito in polvere. Ricetta del Maestro)
- 1 mela
- 100 gr di farina
- 80 di farina di mandorle (La sostituisco con 20 gr di noci, 20gr di mandorle, 20 gr di nocciole, 20 gr pinoli tritati velocemente insieme nel mixer, creando un composto che non raggiunge proprio la finezza di una farina, ma leggermente più grossolano)
- 60 di farina di mais (va bene anche la farina normale)
- 80 gr di zucchero semolato
- un pizzico di vaniglia in polvere
- 90 gr di burro
- 1 tuorlo
- un pizzico di sale
- burro e farina per ungere lo stampo
Preparate la pasta frolla secondo le dosi consigliate, o procuratevela già pronta , e mettetela in frigo a riposare, nel caso sia vostra. Imburrate intanto e infarinate i fori di uno stampo per pasticceria mignon (tipo quelli per i (mini) muffins ndr.) Recuperate dopo almeno 1 ora di riposo la pasta dal frigo, tiratela ad uno spessore di circa 3mm e ricavatene, usando un coppapasta, dei dischi leggermente più ampio di diametro dei fori dello stampo. Quindi foderate lo stampo con i dischi ottenuti, in modo che la pasta copra anche i bordi dei fori.
Sbucciate ora la mela, tagliatela a dadini e aiutandovi con un cucchiaino, riempite gli stampini.
Io a questo punto ho preferito inserire in ogni "scatolina" di frolla anche 1 cucchiaino pieno di crema frangipane: il risultato è eccellente e profumatissimo. Se preferite potete anche sostituire la frangipane con la pasticcera. Il risultato sarà comunque buono anche se meno aromatico.
Dedicatevi ora alla preparazione delle "sbrisolone": mescolate , in una ciotola, le farine, lo zucchero e la vaniglia, il burro a pezzetti, il tuorlo d'uovo e il sale e distribuite l'impasto così ottenuto sulle tortine, coprendone la superficie.
Riponete lo stampo su una placca da forno preriscaldato a 170°C e cuocete per circa 20minuti; quindi fate raffreddare le sbrisolone e toglietele delicatamente dallo stampo .
Anche in questo caso non posso fare altro che suggerirvi di assaggiarle, perchè sono ottime. La firma del pasticcere, d'altra parte, è una garanzia!!
Vi lascio con le dosi della crema frangipane, sempre secondo Knam
- 100 gr di burro
- 100 gr di zucchero semolato
- 1 uovo
- 100 gr di farina di mandorle
- 30 gr di farina 00
Mescolate burro, zucchero e uovo con una frusta. Mescolate le farine fino ad ottenere un composto omogeneo. Conservatela in frigo fino al momento di utilizzarla. Ed ora:
Buon appetito
Daniela
MINI CRUMBLE APPLE TARTS
(from E. Knam)
A short preamble is necessary here: I have been baking these wonderful little delights so often that I have come to vary them slightly from the original recipe; namely, I have made some concessions to my personal passion for nuts. Another interesting variation consists in adding to the filling a teaspoon of confectioner’s custard or fragipane custard; the Master’s recipes are reported at the bottom of this post. But let’s start from the mini crumble apple tarts
- 7 oz tart pastry (the Master’s recipe is: 0,66 stick butter, 1/3 cup caster sugar, 1 small egg, powdered vanilla, 1 1/3 cup plain flour, un smudge of salt, 0,1 oz baking powder.)
- 1 apple
- 1 cup plain flour
- 2/3 cup almond flour (Instead, I grind quickly in my mixer 2/3 cup of nuts, almonds, hazelnuts and pine nuts; my mixture’s texture is slightly rougher than that of flour)
- 1/2 maize flour (plain flour works as well)
- 1/3 cup caster sugar
un smudge powdered vanilla - 0,8 stick butter
- 1 yolk
- a pinch of salt
- butter and flour for the pan
Prepare the tart pastry according to recipe (or buy a ready-made one), wrap it in a cling film and put it in the fridge to rest for at least an hour.
Grease and flour a (mini) muffin pan or any mould for mignon pastry.
Preheat the oven to 338 F°.
Roll out the tart pastry until it is about 3 mm thick, cut it into discs slightly wider than the molds’ diameter and put them in the molds so that the pastry covers their sides as well as the bottom.
Peel the apple, dice it and fill the molds with the aid of a teaspoon. (Here I add 1 teaspoon of frangipane custard (or if you prefer, confectioner’s custard) under the apple pieces . It makes the tarts more flavored.
Prepare the crumble topping: mix in a bowl the flours, sugar, vanilla, diced butter, yolk and salt. Spoon the topping over the apple filling, covering it.
Put the pan in the oven and bake for about 20 minutes; cool the mini tarts and delicately lift them from the molds.
For 400 gr of Frangipane Custard
· 0.8 stick butter
· 1/2 cup caster sugar
· 1 egg
· 1/2 almond flour
· 1 oz plain flour
Whisk sugar, butter and egg. Add the 2 flours and mix everything very well with a wooden spoon, till when it's smooth.
Bon appetit
Daniela
venerdì 28 agosto 2009
Crostata di fichi
"Vedi???", dicevo a mio marito "è questo il film della food blogger fallita che ha deciso di riscattarsi provando ogni giorno una ricetta del libro di Julia Child... e come sarebbe a dire, chi è Julia Child... ma è la Merryl Streep, non vedi, che interpreta questa signora qui che negli anni Sessanta ha raccolto tutte le ricette della cucina francese e per gli Americani è un mito, capisci, e nel film si procede in parallelo, di qui la Streep che fa la Julia, di lì la Julie che non so come si chiami per davvero, ma che fa la food blogger e si inventa questa ideona qui per diventare famosa e..."
Riprenderlo in mano è stato un amarcord mica da ridere ( ve lo ricordate Il Grog dello spiffero??? E i Pettegolezzi storici?) e, alla fine, mi è venuta una voglia matta di preparare una di quelle torte su cui, da bambina, sognavo per ore, immaginando gusti e profumi e perdendomi, già allora, in quella che negli anni diventerà una delle tante mie debolezze- la passione per i ripieni ricchi e morbidi.
Ne è venuta fuori questa cosa qua
che unisce il ripieno della tarte al limone e cocco ( senza cocco e alleggerita di limone) con l'ultima produzione del nostro orto anarchico...
ingredienti
per una tortiera del diametro di 26/ 28 cm
pasta frolla ( la mia ricetta standard è la solita: 300 g di farina, 200 di burro, 100 di zucchero, 1 tuorlo e la scorza grattugiata di un limone)
6 fichi grossi- oppure 8 piccoli
175 g di burro ( io ne ho messi 150)
175 g di zucchero
3 uova
scorza grattugiata di limone, q.b.
zucchero a velo
Sbucciate i fichi e divideteli in 4 spicchi che disporrete sul fondo della torta, a crudo.
Questa ricetta partecipa al contest di Spizzichi & Bocconi "Non solo prosciutto e fichi"
Buon appetito
alessandra
mercoledì 22 luglio 2009
Cestini di frolla al cacao con crema al cioccolato bianco e al cocco
Breve sunto della giornata di oggi
ore 8.00: esco dalla doccia, mi vesto, lascio colazione per figlia e nipote e affronto pargoli dormienti con le istruzioni per la giornata, dando un perfetto esempio di conversazione con cadaveri: "alle nove viene la zia robi, capito???? la zia robi è tua madre, capito???? quindi , alle nove suonerà il campanello, capito???? quindi, le dovete aprire, capito??? la prox volta chiamo una medium, così magari rispondete, capito?????" seconda botta di nervoso
ore 8.15 esco di casa, barcollando sotto il peso di fascicoli aternati a riviste di cucina- ottimo rimedio per la tutela della privacy- borsa firmata da una parte, sacchetto della rumenta dall'altro e il mio ultimo pensiero è: " non hanno la chiave, amen, si tireranno dietro la porta"
0re 9.00 arrivo in ufficio, dopo aver rischiato almeno 4 multe per 1. abuso di parcheggio (ho la macchina di mio padre e da noi o hai il tagliando o ti fanno la multa); 2. scarico rumenta al di fuori degi orari stabiliti ( fra le 3 e le 4 di notte); 3. invio di sms alla dani che non riesce a postare da bormio 4. le solite infrazioni buon peso su cui sarò più precisa fra circa due mesi, quando mi verranno recapitate le varie multe, con tanto di foto et filmati della sottoscritta il flagranza di reato. delle botte di nervoso ho perso il conto
ore 9.01 telefono alla dani, due minuti veloci mentre aspetto l'ascensore
ore 9.20 l'ascensore mi aspetta da 19 minuti.
ore 9.21 mi blocca il portiere, con fare cospiratorio, per chiedermi se possiamo fare una consulenza gratuita ad uno che conosce perché- e qui il tono di voce si abbassa all'improvviso-... sai, è una cosa un po' imbarazzante... - tono di voce da cospiratore- ... non so se ha piacere che si sappia- siamo ormai al sussurro-... ma...è un operaio...
ore 9.25 lascio il portiere confuso, dopo avergli assicurato che sì, la consulenza gratuita c'è, per il suo amico, e già che ci siamo gliene facciamo anche un'altra, su come scegliersi le amicizie, da oggi in poi e mi inciampo nel collega simpatico, con cui urge aggiornamento sulle ultime vicende dell'ufficio
0re 10.00 siamo al primo capitolo del secondo tomo dell'aggiornamento ("chi si è messo con chi") quando squilla il cellulare: sto per rifiutare la chiamata, vedo che è da casa, faccio appello al core de mamma e rispondo :
"mamma, dove sono le chiavi?"
Che chiavi???? sul più bello dell'aggiornamento, questa qui mi rompe con le chiavi??? una che, per inciso, non sa neanche come sia fatta una porta, che il colosseo al confronto è Fort Knox, mi viene a chiedere delle chiavi, proprio adesso?????
" Senti, tiratevi dietro la porta e uscite, su, dai, lo fai di continuo, dov'è il problema???"
" E' che non possiamo uscire, mamma: ci hai chiusi dentro"
Ussegnur
" e la zia è fuori e è da mezz'ora che suona"
Ussegnur alla seconda.
ore 10.05 sono di nuovo in macchina, percorso inverso, i fascicoli tutti spatasciati sul sedile di dietro che mi ci vorrà una settimana per rimettere tutto a posto, la segretaria col telefono a mezz'aria- vengo domani, facciamo tutto domani
ore 10.45 apro la porta, fra le risate di quei due disgraziati , 'incavolatura di mia sorella ( tre ore che suono, ma glielo hai detto che venivo a prenderli alle nove etc etc) e il ghigno di compassione della lavascale che , per l'occasione, ha pulito solo il mio pianerottolo, per tutto il tempo
ore 11.00 i due disgraziati non hanno fatto colazione, nè hanno messo in ordine la camera, nè si sono lavati, nè si sono vestiti, nè. Punto
ore 12.30 con i figli più o meno presentabili, pranziamo nel ristorante più pretenzioso di genova. Pausa pranzo radical chic, inframmezzata da " stai dritta con la schiena" "marco, ti ammazzo" " a me di 'sta roba non piace niente" "zia, tu che sei un'esperta, cosa ne dic se mangio una bistecca ai ferri?" " non mangiare tutto il pane" " io prendo questa cosa qua, però metà l'avanzo" " possiamo una volta non fare delle figure di schifo, no, dico, una volta sola, per la mezz'ora che staremo qui dentro?"
ore 14.00 ci servono.
ore 14.10 ce ne andiamo. Il conto, neanche a dirlo, è da paura...
il resto è tutto un "precipitando", per cui ve lo risparmio. Vi dico solo che, quando son rientrata a casa, avevo urgente bisogno di qualcosa che mi tirasse un po' su.
E meno male che ieri sera avevo proditoriamente occultato uno di questi cosini qui, che avrei chiamato "cestini di frolla etc etc" e che il genio poetico che ho sposato ha prontamente ribattezzato "cessini" ( con la bocca piena, per inciso, ma piuttosto che darmela vinta...)
Comunque sia, sono strabuoni- e come tutte le cose stra buone, hanno la controindicazione che si finisce di mangiarli solo quando non ce ne sono più....e non si dica che non vi ho avvisato!!!
pasta frolla al cacao- 300 g di farina; 200 di burro; un uovo intero grosso ; 100 g di zucchero; 40 g di cacao amaro
crema al cioccolato bianco e al cocco
4 cucchiai di zucchero semolato
5 cucchiai di maizena
mezzo litro di latte
3 uova grose ( o 4 medie)
300 g di cioccolato bianco
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
5 dl di panna fresca
200 g di cocco secco a scaglie ( io ho usato la farina di cocco, forse è meglio, nel formato mignon)
Si prepara la sfoglia, la si stende sottile e con essa si rivestono 24 stampini da tartellette mignon. Cottura in bianco a 170 gradi per una decina di minuti
Preparare la crema al cioccolato: stemperare la maizena nel latte, aggiungendolo a poco a poco e metterlo sul fuoco: portarlo a bollore, mescolando sempre ( consiglio da non trascurare: io ho buttato via tutto, la prima volta). Montate le uova ocn lo zucchero e versatevi il latte caldo a filo come per fare una crema inglese. Rmetterlo sul fuoco (meglio lavorare a bagnomaria), portarlo a 85 gradi ( io vado ad occhio, quando vedo che è caldo ma non bolle è ok) e scioglietevi dentro il cioccolato grattugiato, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Aggiungere la vaniglia ( io ho usato i semi, per cui li ho messi da subito nel latte con la maizena). Lasciar raffreddare benissimo. Montare la panna, aggiungervi il cocco, incorporandolo con un cucchiaio e poi unirla alla crema di cioccoalto bianco. riempire i cestini e servire
Secondo me, è necessario aggiunger eun po' di colla di pesce nella crema, come si fa con le bavaresi: si ammolla la colla di pesce in acqua fredda, si strizza bene, la si fa sciogliere nel latte e poi si filtra. Ieri, che era un'altra giornata-no, mi si è tutta raggrumata da far schifo, per il semplice motivo che ho preparato la crema in due tempi, come da ricetta, e al momento di aggiungere la panna la crema al cioccolato non era affatto densa come da foto ( toh, che strano). Ho cercato di rimediare, aggiungendo la colla alla crema fredda e la prima volta è stato un disastro. Allora ho filtrato tutto, ho recuperato il salvabile e ho ri-proceduto, con esiti migliori. Nulla vi vieta di aggiungerci anche un po' di salsa al cioccolato fondente.
A domani
Alessandra
giovedì 16 luglio 2009
La Stu-pen-dis-si-ma!! tarte al limone e al cocco ( o torta "che lipidine"!!!!)
Anche sul fronte pratico, la ragazza avrebbe dei numeri: le performance ai fornelli si contano a malapena sulle dita di una mano e sono costate ogni volta lacrime e suppliche da parte della sottoscritta, ma i risultati hanno avuto un che di sbalorditivo. "ho preso dalla nonna", ha commentato ogni volta, fra il travaso di orgoglio di mia madre e le ghignate al mio indirizzo del marito.
Il problema, come divevo, riguarda la cucina materna: nel senso che, per mia figlia, o io non cucino mai ( giuro: lo sostiene impavida di fronte a testimoni) oppure cucino cose che non le piacciono. Su questo fronte, mi è toccato sopportare di tutto: dall'asssitere alla richiesta di una terza fetta di torta Cameo, alla festa di compleanno dell'amica inglese, al sentirle dire, come esempio di proporzione inversa, " più la mamma cucina, meno noi mangiamo" ( questa ha fatto il giro di Genova, anzi: se nel frattempo avesse assunto i contorni di una leggenda metropolitana, tranquilli, è tutto vero ed è successo qui, in questa casa, sotto i miei occhi).
Ultimamente, però, la cosa ha assunto un nuovo risvolto, manco a dirlo ancora più imbarazzante, non foss'altro perché pubblico ed indecoroso- e cioè l'abuffata in grande stile dei dolci che preparo per gli amici e che il galateo vorrebbe che si lasciassero nelle loro case e non che finissero negli stomaci di chi li porta in dono. Ogni volta, è un tormento: sguardi languidi lanciati all'ultima fetta, braccia tese con il piatto vuoto, sgomitate per arrivare prima e, come ciliegina finale, un lamentoso " per me, queste cose così buone la mamma non le fa mai" che ha il potere di intenerire anche il più goloso ed affamato dei nostri amici. Ovviamente, io vorrei sprofondare, dalla vergogna: ma a nulla valgono i calci sotto il tavolo, le minacce velate dal tovagliolo, le promesse "che giuro che quando siamo a casa te ne faccio dieci, di 'ste robe qui" : se ha deciso che il dolce le piace, non c'è nulla, ma proprio nulla, che possa fermarla. Anzi, ogni volta è un'escalation verso ulteriori brutte figure: ora, per esempio, siamo arrivati al doggy bag, per cui non solo mangiamo fino a scoppiare, ma ci facciamo preparare anche il pacchettino per la colazione del giorno dopo, con me che sempre più debolmente cerco di oppormi e gli amici sopraffatti dai sensi di colpa, per togliere il cibo di bocca a 'sta povera ragazzina, trascurata dalla mamma.
E così, domenica sera siamo rincasati a notte fonda, con il nostro pacchettino di stagnola nelle mani. E lunedì mattina, accanto ai resti della sera prima, sul tavolo della colazione c'era la replica della stessa torta, solo più fragrante e più profumata, come conviene alle torte appena uscite dal forno. Solo che stavolta era rotonda. E, come ben sanno tutti i grandi esperti di cucina, se c'è una cosa che influisce sul sapore è la forma dello stampo. E le torte quadrate, si sa, sono più buone delle altre. Motivo per cui, gli avanzi sono stati spazzolati in un battibaleno e la replicante ce l'ho ancora semi intatta sul bancone della cucina. Però, almeno stavolta, un commosso "grazie mamma" me lo sono beccato- e , di questi tempi, è meglio che niente....
la fonte è Kitchen, Marie Claire, ma ho apportato tante e tali di quelle modifiche che ormai l'originale è solo un ricordo
per il ripieno:
180 g di burro a temepratura ambiente
300 g di zucchero ( ridotto drasticamente a 200- e va bene così)
4 uova intere, grandi
la scorza grattugiata di un limone ( l'originale diceva due cucchiaini, io preferisco abbondare)
il succo di mezzo limone
90 g di cocco grattugiato
uno yogurt alla vaniglia ( l'originale prevede uno yogurt bianco e una bustina di vanillina, fate voi)
Montare il burro a crema con lo zucchero e aggiungere le uova, ad una ad una, poi lo yogurt, il succo e la scorza di limone e in ultimo il cocco. Versare la crema nello stampo e far cuocere a 180 gradi per almeno mezz'ora: la superficie deve essere appena appena brunita. Il ripieno rassoda a contatto con l'aria, quindi non preoccupatevi, se vi sembra molle.
Lasciate raffreddare bene e poi spoverate con abbondante zucchero a velo
buon appetito
alessandra