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sabato 23 luglio 2011

Crema fredda di piselli alla menta (Yves Camdeborde)

Di Daniela
version française dans le bas
Siamo controcorrente con Ale e non ne facciamo mistero: siamo più gente "da freddo", che da caldo spasmodico.... Perciò questa estate un po' pazza devo dire che non ci dispiace molto... Ora poi, dalla mia amatissima e splendida Valtellina, con le mie figlie ce la godiamo ancora di più.  Anzi confesso che dormiamo saporitamente sotto un bel plaid e la mattina preferiamo il latte caldo alla solita colazione "tutto freddo" estiva.
Ovviamente la mia figlia n. 1, la Monoglobula per eccellenza, non è proprio d'accordo, ma si sa, non si può avere tutto.... e qui c'è pace, relax, luce, verde, tutto quello che si può desiderare per ritemprarsi dopo un inverno un po' faticoso e mooooolto lungo, specialmente dal punto di vista del lavoro e dello studio. 
Per chi però preferisce il bel caldo estivo, ed è un po più basso sul livello del mare, abbiamo trovato un suggerimento per la tavola interessante. Avete voglia di provare qualcosa di fresco, che sta benissimo su un buffet d'estate e che è, tanto per citarci, da porcherrima figura? Bene se la risposta è si vi consiglio di provare questa semplicissima crema anzi succo, come lo chiama l'autore.
Niente panna, niente grassi, solo il fresco sapore dei pisellini piccoli e delicati, con il sentore di menta, che li esalta senza stravolgerli....C'è anche una piccola aggiunta mia dei ghiaccetti di yogurt.... ma procediamo con ordine....

Crema fredda di piselli alla menta
Di Yves Camdeborde (chef del ristorante parigino Le Comptoir, del Relais Saint-Germain)
da Elle à table
DSCF6836
• Preparazione: 10 minuti
• Tempo di cottura: 15 minuti

Ingredienti per 4 persone
500 g di piselli sgranati, freschi o congelati
1 cucchiaio di olio d'oliva
8 foglie di menta, sale, pepe
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Fate bollire l'acqua in una casseruola. Aggiungete i piselli e il sale. Lasciate cuocere per circa 15 minuti: devono essere molto teneri.Versate metà dell'acqua di cottura in una ciotola e mettetela in frigo. Scolate i piselli, poi fateli raffreddare passandoli velocemente sotto dell'acqua ghiacciata. Mettete i due terzi dei piselli nel frullatore, e frullateli aggiungendo poco alla volta dell'acqua di cottura ormai fredda, fino ad ottenere una miscela setosa, ma non troppo liquida. Filtrate attraverso un colino fine. Aggiustate di sale e pepe. Conservate in luogo fresco circa 2 ore: la preparazione deve essere freddissima.
Dividete i piselli rimasti in quattro bicchieri. Mescolate la crema con foglie di menta e ghiaccio.
Versate nei bicchieri, aggiungete un filo d'olio d'oliva e servite come entrée.
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Io ho pensato di aggiungere un tocco un po' particolare a mio gusto: invece di usare il ghiaccio, ho messo nelle formine di silicone un cucchiaino di yogurt. Sciogliendosi, da un tono leggermente acidulo e piacevole al tutto, oltre ad essere carino sul fondo verde della crema: provate.
Buona giornata
Dani


Jus glacé de petits pois à la menthe
Yves Camdeborde
 
Type de plat : Entrée
Nb de personnes : 4
Difficulté : Trés facile
Préparation : 10mn
Cuisson : 15mn
Temps total : 25mn

INGRÉDIENTS
500 g de petits pois écossés, frais ou surgelés
1 cuil. à soupe d’huile d’olive
8 feuilles de menthe sel, poivre

Faites bouillir de l’eau dans une casserole.
Ajoutez les petits pois et salez. Comptez environ 15 mn de cuisson : ils doivent être très tendres.
Versez la moitié de l’eau de cuisson dans une jatte et réservez-la au réfrigérateur.
Egouttez les petits pois puis refroidissez-les dans de l’eau glacée.
Mixez les deux tiers des petits pois en ajoutant peu à peu l’eau de cuisson refroidie, jusqu’à obtenir un mélange soyeux mais pas trop liquide.
Filtrez au chinois ou dans une passoire fine.
Salez, poivrez.
Conservez au frais 2 h environ : la préparation doit être glacée.
Répartissez le reste de petits pois dans quatre verres.
Mixez le jus glacé avec les feuilles de menthe.
Versez dans les verres, ajoutez un filet d’huile d’olive et servez bien frais.

martedì 11 agosto 2009

Lo spezzatino alle 3 P

Di Daniela


monterosso 014

Io sono una moderata fruitrice di televisione. Considero, e mi si perdoni la forse eccessiva sincerità, incredibili , i 3/4 dei programmi che passano sul piccolo schermo.... Mi sconcertano tronisti, veline, letterine, letteronze, opinionisti, ex qualunque cosa e attori che sussurrano convinti che quello sia recitare con classe e talento. Non ho mai visto la maggior parte dei format che vanno per la maggiore e ignoro, di conseguenza, l'identità della gran parte di coloro che popolano le riviste patinate, facendo rivelazioni sconvolgenti sui loro nuovi amori o regalandoci perle di saggezza sulle loro convinzioni personali o sulle loro aspettative per il futuro. Certo, confesso che spesso dal parrucchiere, mi faccio aggiornare sui principali personaggi da giornali vari e chiedendo delucidazioni e chiarimenti al proprietario, che gentilmente si presta a spiegarmi alcuni oscuri arcani. E così, di sera, quando voglio rilassarmi un po', prima di dedicarmi alla lettura e all'agognato riposo, non mi rimane che guardare qualche telefilm, possibilmente di una delle mie serie preferite, che spaziano tra le avventure degli agenti della scientifica o di quelli dell'FBI , piuttosto che le vicende di chi vede i fantasmi o studia profili criminali...... Li trovo rilassanti, senza impegno , a volte divertenti, altre perfino interessanti. Derogo solo in concomitanza di qualche film particolarmente amato (ho un debole per quelli in bianco e nero epoca anni '20-'40) o per pochi altri programmi di attualità o storia .
Però i telefilm restano i miei spazza-mente preferiti.
C'è in più un fatto che mi diverte moltissimo e sul quale io e mio marito abbiamo creato un piccolo gioco : vince chi riconosce il maggior numero di attori che recitano nelle varie serie . Chiarisco: per quanto diverse siano le situazioni che affrontano, le città dove vivono, i lavori o le attività criminose che svolgono ecc ecc, gli attori che "girano" , a parte i protagonisti più celebri, sono sempre gli stessi. Puoi trovare un poliziotto modello nella serie Y che si trasforma, novello Mr. Hide, in un cattivaccio nella serie X, o un agente dell'FBI in Z che diventa un fantasma in P... C'è poi la bambolona, fatale ammiccante e di facili costumi in YZ, che ritrovi in YY, come per magia, "Madre Americana" tipo, tutta casa, 4 figli e cane, che viene vessata crudelmente dal marito , bieco delinquente, che magari nella seirie XY era addirittura Giudice della Corte Suprema! Insomma è un bel minestrone, a volte esilarante per la diversità delle situazioni e sempre divertente da scoprire....Ma il massimo sono 2 attori, poveretti, che, in conseguenza del loro aspetto fisico un po' particolare, (Uno è completamente tatuato , magro e non molto alto, e ha una faccia terribile....l'altro è più alto e muscoloso ma, purtroppo per lui , ha lo sguardo sfuggente e gli occhi troppo vicini e cattivelli, entrambi con testa rasata......e dire che magari sono tutti e due nella realtà paste d'uomo!!) , fanno sempre, comunque e al di là di ogni ragionevole dubbio , i Cattivi con la C maiuscola. Vero è che, obbiettivamente , sono talmente inquietanti nell'aspetto che potrebbero recitare in ben pochi altri ruoli; ma insomma deve essere un po' frustrante sapere che nel tuo futuro professionale c'è solo la possibilità di assassinare qualcuno o spacciare droga o assalire banche...Bene, ora che vi ho svelato questo mio lato oscuro, tipo Dart Fenner (o Darth Veder se preferite) posso passare a raccontarvi di questo saporito

SPEZZATINO ALLE 3 P

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  • 1 petto di pollo intero piuttosto grosso
  • 4 patate medie
  • 1 scatola di pisellini finissimi, o surgelati o (se possibile) freschi
  • volendo si possono aggiungere anche altre 2 P: qualche cucchiaiata di passata di pomodoro
  • qualche fettina di cipolla
  • olio e.v.o.
  • sale e pepe
Visto ? è semplicissimo come ingredienti, ed è un modo veloce e piacevole di mangiare il petto di pollo o di tacchino, che spesso diversamente cotto, risulta un po' asciutto e non particolarmente saporito.
Dovete prendere il petto di pollo , togliere la cartilagine centrale e il celebre ossicino dei desideri (già che ci siete, esprimere un desideriuccio non costa nulla..... ;-)) e tagliatelo a cubetti piccoli e regolari.
Tagliate a fettine la cipola e fatela appassire con un po' di olio in una padella. Appena pronta, unite anche i cubetti di pollo e fateli rosolare bene finchè non sono tutti ben dorati.

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Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a dadini più o meno della stessa dimensione del pollo. Appena quest'ultimo è pronto, aggiungete anche le patate e mescolatele facendole insaporire bene con il pollo. Fate cuocere per una circa 15 minuti, magari aggiungendo, se si asciuga troppo, un mezzo bicchiere d'acqua, e solo quando il tutto è quasi arrivato a cottura, aggiungete anche i pisellini scolati del liquido di cottura . Ovviamente se doveste usare pisellini surgelati, li metterete in padella poco dopo le patate, mentre per i freschi, potete attendere un po' di più. In pochi minuti comunque tutto sarà cotto. Salate, pepate e, se volete dare un po' di colore a questo spezzatino delicato, potete aggiungere le ultime 2 P e cioè qualche cucchiaiata di Passata di Pomodoro e una spolverata di Pepe o un pizzico di Peperoncino per renderlo più....frizzante! Va dase checi sono ancora 2 o 3 P che potreste utilizzare : niente maleuna spolveratina di Prezzemolo, se piace, o un pizzico di Paprica dolce, che col pollo ben si sposa al posto del pepe o del peperoncino, o addirittura una manciatina di Pinoli tostati perchè no, per conferire croccantezza. Perciò potete giocare con gli ingredienti a vostro piacimento, e poi assaggiare e decidere di quante P amate "colorare" il vostro spezzatino.

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Ecco fatto!! Piatto unico, veloce, leggero e buono.
E ora....
Buon appetito a tutti

Daniela

mercoledì 17 giugno 2009

hummus di piselli


di Alessandra

hummus di piselli

Ho smesso di interrogarmi sulle ragioni che presiedono ai pensieri e alle azioni di mia figlia quando, in seconda elementare, contattata da un gruppo di madri allarmate dall'ultima crisi di nervi della maestra, che si era messa a dare testate nel muro choccando i bambini, le avevo chiesto con il cuore in gola se si era accorta di qualcosa e, nel caso, se si fosse spaventata. Sì sì, era stata la risposta- le testate le aveva date ma no, no-lei non si era spaventata per niente perché, aveva aggiunto delusa, non era uscita neanche una goccia di sangue.
Quindi, non chiedetemi perché, da qualche anno a questa parte, la creatura ha sviluppato una passione insana per due oggetti che a noi non appartengono, nè per tradizione, nè per cultura, nè per piacere personale. Il primo- udite udite- è il Guinnes dei primati, che per me è la quintessenza dell'inutilità dell'agire umano, per giunta arricchita di tutti i risvolti fastidiosi che la spettacolarizzazione- di qualsiasi natura essa sia- comporta. Non a caso, nella mia biblioteca che pure, negli anni, si è fregiata di una serie di ciofeche da paura, il Guinnes dei primati non è mai entrato, neppure quello dell'anno prima, svenduto a metà prezzo dai remainders, o quello regalato con i punti di non so quale raccolta. Vi lascio immaginare, quindi, lo stupore che mi prende ad ogni giro in libreria, quando si attiva puntuale la calamita che conduce mia figlia dritta dritta davanti al tomo incriminato, in qualsiasi punto del negozio esso si trovi. La penultima manifestazione è avvenuta nella libreria del corso principale di Trapani, l'ultima una settimana fa da Feltrinelli e ogni volta si ripete la stessa scena, con lei che, normalmente inappetente, saliva davanti alle foto rivoltanti di panini più lunghi o torte più larghe del mondo e si appassiona alle sorti dell'uomo più grasso o della donna più bassa del pianeta.
L'altra grande passione incompresa sono i cellulari. Sì, lo so che qui sono in buona compagnia e che posso sempre consolarmi col mal comune mezzo gaudio: ma ditemi voi cosa trovate da gioire quando vi accorgete che quella che sta annuendo ritmicamente davanti a voi da un quarto d'ora non è una figlia improvvisamente rinsavita, che riconosce che avete ragione, ma una specie di ameba con auricolare, che sta tenendo il tempo della suite in do maggiore di Bach. E ditemi di che cosa vi dovete rallegrare quando, dopo averla chiamata invano per la cena, quella si giustifica con fare scandalizzato, dicendo che stava finendo una partita di snake, con lo stesso tono con cui vi avrebbe detto che avete interrotto un tete a tete col Padreterno. Senza contare gli sms che arrivano a tutte le ore del giorno e della notte, le ricariche che dovete farle, più o meno a tutte le ore del giorno e della notte e i modelli di cellulari sciorinati come rosari- che guai a chiederle dov'è Brindisi o che cos'è il kilimangiaro, ma i modelli dei Nokia , in ordine cronologico, quelli, signori, li sappiamo a menadito.
Questo mese, però siamo riusciti a romperne tre di fila. Letto bene, tre, giurin giuretto. La prima è stata la perdita più dolorosa, il modello cult, quello farcito stile borsa di mary poppins, dove c'era dentro di tutto e di più e che è scoppiato di prima mattina, provocando una mezza crisi isterica, che neanche una prefica prezzolata per piangere avrebbe saputo uguagliare; il secondo è stato il mio, consegnatole sano a tamponamento di un'emergenza, e restituito leso nella parte sinistra ("ha avuto un ictus", ha setenziato, seria), per cui se avete un numero di telefono che inizia per 1, mettetevi tranquilli che per un po' non vi chiamo. L'ultimo è stato il cellulare di riserva, un prototelefonino a metà fra uno scaldabagno e una radiolina anni '70, che, nei metodi educativi miei e di mio marito, sarebbe dovuto essere una specie di Madre di Tutte le Punizioni, quello che, con un po' di sana umiliazione, le avrebbe portato un po' di altrettanto sano giudizio. Ovviamente, ha fatto fuori anche quello, ma- e qui sta tutta la maestria di mia figlia- non per colpa sua: è stato centrato in pieno dall'archetto del violino della sua compagna, durante una prova d'orchestra.
Credetemi, le ho provate tutte per farla cadere, ma non c'è stato verso: la versione tiene, e pure benissimo, e pure con risvolti amorevoli, visto che il cellulare era stato tirato fuori "per avvisarti che tardavo, mamma, così non stavi in pensiero". Per cui, l'altro ieri, mi è toccato comprargliene un altro- e pure alla moda perché pare che il modello punitivo sia fuori produzione, come continua a sostenere sorniona la creatura. La quale, mi sa, ha preso i classici due piccioni con una fava, entrando di diritto, con il cellulare nuovo nel Guinnes dei primati con l'ambito titolo di chi ha rotto più telefonini in un mese- e pure nei modi più strani....
Ricetta superlativa di quel mostro di bravura della Mercotte, che questa volta si è inventata nientemeno che....
HUMMUS DI PISELLI

hummus di piselli

1 kg di piselli freschi da sgusciare
2 cucchiai di olio EVO
2 cucchiai di tahini
succo di 1 limone
1 spicchio d'aglio (facoltativo, io l'ho meso e sono stata contenta)
sale, pepe
paprika per servireCentra

Sbucciare i piselli e farli cuocere a vapore.
Poi frullarli con tutti gli altri ingredienti, fino ad ottenere una purea liscia
N.B. La mercotte non lo dice, ma bisogna aggiungere l'acqua, almeno 100 ml: deve ottenersi una purea molto morbida, non liquida ma morbida: ne aggiungete un po' per volta, continunando a frullare, fino ad ottenere la consistenza desiderata.
Servire spolverizzato di paprika
buon appetito
alessandra


lunedì 11 maggio 2009

corso di cucina- quarta lezione


l' orto di primavera



Sformato di basilico con crema di burrata e sorbetto di pomodoro
Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa
Quiche fragole e asparagi con riduzione al balsamico
Bavarese allo yogurt al passion fruit ( senza zucchero)


La ricetta dell'antipasto è già stata pubblicata ( era quella dell'ammutinamento del marito) e appena imparo come si mettono i link sotto la parola "qui" prometto che provvedo. Per ora, vi armate di mouse e ve la andate a recuperare a sinistra del template ( ..si vede che ho studiato, vero????)

Invece, le altre sono qui di seguito
Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa


per 6 persone
1 kg di piselli freschi ( e se non li avete, cambiate ricetta: sono fondamentali)
250 ml di latte fresco intero
125 ml di yogurt
sale
per le quenelle
250 g di ricotta fresca
un cucchiaio di pepe rosa

Versione A
portate i piselli a cottura in acqua bollente salata, scolateli, passateli al mixer e allungateli con 250 ml di latte. Riscaldate il tutto e aggiungete lo yogurt. Aggiustate di sale e tenete in caldo

Versione B ( più gustosa)
Prendete una padella larga e profonda e metteteci dentro i piselli, coperti di latte. Salate, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e portate a cottura, allungando, se il caso, con del brodo. Se i piselli sono freschi, non è il caso: dopo 6-7 minuti sono cotti. Frullateli insieme al loro liquido, fino ad ottenere una purea liscia e, se vi sembra troppo densa, allungatela con un po' di latte ancora. dopodiché, unite lo yogurt e aggiustate di sale

Per le quenelle
Armarvi di due cucchiaini e di tanta pazienza e iniziare a formare queste robe oblunghe che, se invece di chiamarsi quenelle, si chiamassero polpette, col cavolo che riscuoterebbero tanto successo... ma tant'è... l'importante, comunque, è partire da una ricotta saporita, alla quale cioè non sia necessario aggiungere sale, perché altrimenti il sapore prevarrebbe su quello della passata di piselli. Sbriciolare nella ricotta il pepe rosa, strofinandolo fra i palmi della mano, tenendone da parte un po' per la decorazione.

composizione del piatto
NON NELLA TAZZA DEL CAPPUCCINO, pliis...o in un piatto fondo o in una tazza da brodo o, se proprio vi piace il "famolo strano" in una coppa da martini: prima la passatina- tiepida- e poi le quenelle di rocotta, due per commensale, con un'ultima spruzzata di pepe sopra.

Quiche alle fragole e asparagi con riduzione all'aceto balsamico



Premessa: A dirla tutta, ma proprio tutta, questo abbinamento continua a non convincermi. però, essendo da sempre una sostenitrice della famosa massima per cui "de gustibus, non si discutibus", non capisco ma mi adeguo. E sempre a dirla tutta, ma proprio tutta, devo essere l'unica a pensarla così, perché queste mini quiches sono da qualche tempo la felicità dei miei ospiti, nonchè le responsabili della trasfigurazione della Dani, avvenuta alquanto prosaicamente nella mia cucina, dopo il primo assaggio....

per la pasta al vino
300 gr di farina 00 ( o 150 di manitoba e 150 di farina00)
100 g di olio EVO
90 g di vino bianco secco
sale

impastare bene tutti gli ingredienti , fare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola trasparente e metterla a riposare per mezz'ora in frigo

per il ripieno
250 ml di panna fresca
2 uova ( se versione tortiera grande, altrimeni ne basta 1)
1 mazzo di asparagi 8piccolo)
200 g di fragole
sale

Far lessare gli asparagi e tagliarli a tocchetti. Mondare le fragole e tagliarle a pezzettini. Mescolare velocemente con una forchetta la panna e le uova, aggiungere le fragole e gli asparagi e aggiustare di sale

Accendere il forno a 200 gradi

Foderare con carta da forno una tortiera di 26 cm di diametro, oppure ungere 10 stampini monoporzione.

Con il mattarello, stendere la pasta al vino in una sfoglia sottile e rivestire gli stampi. Riempirla con il composto e metter ein forno per 30 minuti ( 18 se mini quiches). La torta è pronta quando il ripieno di gonfia e i bordi sono dorati.

Mentre raffredda, preparate la
glassa al balsamico
Ci vogliono 250 ml di cancarone spacciato per aceto blasamico 8 per i non genovesi: la qualità peggiore di aceto balsamico che trovate in circolazione). Metteteli in un casseruolino dal fondo spesso e, a fiamma media, fatelo ridurre di 2/3. (Sbarrate le porte della cucina, aprite le finestre e munitevi di fazzoletti da naso, perché ne uccide più una sniffata che la spada...).

Servitelo a parte, raccomandando ai commensali di usarne qualche goccia- non di più.

questa ricetta partecipa alla raccolta "Quiche di frutta"
Bavarese di yogurt al passionfruit



Siccome la provenienza è illustre ( Ernst Knam, nientemeno) gli perdoniamo anche il nome non corretto, nel senso che di "bavarese" questo dolce non ha proprio nulla., se non forse la consistenza. Trattasi di yogurt magro miscelato con panna e tenuto insieme da poca colla di pesce, quel tanto che basta a sostenere il succo di passiflora. Una scemata, concettualmente parlando, che però permette di raggiungere ottimi risultati ( sublimi quelli del Maestro, che ce l'ha preparata in surplasse, fra un dolce e l'altro) con poca fatica e pochissime calorie, vista l'assenza di zucchero.


per 10 bicchierini
500 ml di yogurt bianco ( zuccherato con zucchero d'uva, se proprio volete sentire un po' di dolce)
250 ml di panna montata
10 passion fruits ( o succo di passiflora)
2 fogli di colla di pesce ( o uno grande)

mettete la colla di pesce a bagno in acqua fredda e, quando si sarà ammollata, fatela scioglier ein poco yogurt, scaldato in un casseruolino dal fondo spesso. Se è possibile, sarebbe meglio evitare che il liquido dove si scioglie la colla di pesce prendesse il bollore: comunque sia, appena è caldo, strizzate il foglio, mettetelo nel pentolino, toglietelo dal fuoco e con un cucchiaio di legno mescolate rapidamente, fino a che si è ben sciolto. sempre lavorando fuori dal fuco, aggiungete un cucchiaio di yogurt al composto caldo e amalgamate bene, poi aggiungete un altro e così via, fino a quando lo avrete esaurito del tutto. Questo procedimento serve a non far formare i grumi nelle preparazioni che contengono colla di pesce, come già detto e ridetto, ma si sa: repetita iuvant...
Mettete lo yogurt in una capiente terrina e incorporate la panna montata, mescolando dal basso verso l'alto per evitare che smonti.
riemite i bicchierini e passateli in frigo per almeno due ore.
Poi aggiungete un topping di frutta- il passion fruit, come qui, oppure la fragola, come in quest'altra versione




Superfluo dire che il marito, dopo aver provveduto ad assaggiare le tre versioni ( nature, passional and strawberry), andata e ritorno, ha setenziato compunto che "la morte sua è col lampone..."
vorrà dire che ci attrezzeremo, la prossima volta...

buona giornata
alessandra









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