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domenica 1 maggio 2011

e la palma della sfida va a...



gli gnocchi al nero con bottarga e datterino confit di Annamaria di La Cucina di qb.

Dall'Araba, vi aspettano le motivazioni di un giudizio che si è rivelato più faticoso del solito: non del previsto, perchè stavolta ci aspettavamo che sarebbe stata dura., ma del solito sì. Basti dire che abbiamo sciolto la prognosi :-) solo pochissime ore fa, contrariamente a quello che è accaduto sinora. D'altronde, non sarebbe potuto essere altrimenti: sono arrivate ben 90 ricette e, fino all'ultimo, è stato un continuo riaggiornare la lista dei candidati alla vittoria: che, neanche a dirlo, anzichè accorciarsi, si allungava a dismisura. 
Continuare a dirvi quanto siete bravi può sembrare stucchevole: anzi, lo è di sicuro, visto che sono otto edizioni che non riusciamo a trovare altri modi per tracciare dei bilanci. Ma anche se ci ripromettessimo di cambiare registro, dovremmo ogni volta arrenderci all'evidenza: che parla di una creatività che conosce il solo confine del buon gusto, di un'abilità che si declina in mille forme e, su tutti, di una grande, grandissima umiltà, che vi porta ogni volta a cimentarvi con qualcosa di nuovo e a mettervi alla prova.
Il nostro grazie passa da qui, specialmente in questa edizione che ha visto molti di voi alle prese con un piatto nuovo e un ingrediente non a tutti gradito: la soddisfazione che ci avete dato nel voler provare comunque e nel rimandarci il vostro gradimento è stata davvero grande. 
Quasi come il grazie che rivolgiamo a Stefania, che ha posto questa sfida sotto il segno dell'emozione e del cuore: l'attenzione e la cura con cui ha seguito ogni fase della gara sono quelle che si riservano agli amici più cari e quando si è trattato di dover scegliere, ha fatto una scelta che è stata davvero sofferta. 
Un'ultima cosa: nelle prossime sere, pubblico ancora un po' di premi (quelli barlenghi che dò io- i soli che veramente contino etc etc): tutti i novanta, proprio no- ma qualche altro partecipante, di sicuro. Quindi, state in campana, che magari tocca a voi. 
L'appuntamento per tutti è giovedì 5 maggio con la ricetta di Annamaria. Ma prima, tutti da  lei a festeggiare!
Ancora grazie a tutti
ale, Dani & Giorgia

MTC di aprile: i Premiiiiii!!!! (seconda parte)

Fabiana: ...porha...miseria..ale...mi...si...è...in...eppata...la...tastiera...fa... i...puntini...e... manha...la...lettera...he...sta...fra...la....bi.. e...la..di...e...ora...home...hahhio...fahhio????
Hosì, si fa: he l'emmetihallenge ti dà una proroga- e già he ci siamo, interpella pure il Padre Dante, he l'ambito premio della Hoha Hola hon la Hannuccia nun te lo toglie nessuno, guarda he roba...
Catia: e meno male che era indecisa se partecipare o no, perchè al semolino, gli gnocchi non li aveva mai preparati... e poi, da lei, se son gnocchi, son patate.. e poi, non so come vengono... e poi...li faccio col bimby...e poi, li faccio alla pizzaiola... e poi riciclo gli avanzi... due ricette, ci ha mandato- e secondo noi è ancora là che sperimenta, fra bimby e olio di gomito. Facciamo nostre le preghiere dei congiunti che si augurano che prima o poi le scorte di semolino finiscano e intanto le assegnamo il nostro premio...

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Fata Golosa: ok, confessiamo. Abbiamo svegliato il mostro. E già, perchè fino a questo mese, gli gnocchi al semolino giacevano nella prima pagina del primo quaderno di cucina della nostra amica, trascritti nella notte dei tempi e mai più rifatti da allora. Ma è bastato dire la parolina magica- e uno tsunami di semolino si è abbatttuto sulla tavola della Fata, che si è scatenata in una compilescion di gnocchi, in tutte le salse e per tutti i gusti. Tanto che, dopo il Sommo, abbiam bussato alla porta dei fratelli Grimm: anche perchè chi, se non una Fata, può possedere il pentolino magggico???
Acquaviva: qui, invece, nessuna responsabilità. Nel senso che lei è mostruosa di suo. Tre ricette per volta, e ognuna sempre diversa, intrigante, estrema senza forzature e sempre con quell' approccio disinvolto  e sicuro che  può permettersi solo chi  ha una dimestichezza antica con il mondo del cibo e di tutto quello che gli sta attorno. E' all'mtchallenge dalla prima sfida e ogni volta è una meraviglia: per noi due, che aspettiamo le sue creazioni con l'entusiasmo delle grandi occasioni, e per tutti i nostri e suoi lettori, mai stanchi delle emozioni che ci regala abitualmente.Per tutti è Acquaviva, ma noi la immaginiamo così..



Kika:  ortica e castelmagno è l'accoppiata vincente- e io son già pronta, stile Poldo con le polpette, con tanto di bavaglio e forchettone. Anche perchè, ad alleggerirmi la coscienza, ci pensano le proprietà terapeutiche dell'ortica che cura i reumatismi, l'anemia e frena pure la caduta dei capelli: quasi quasi, siamo ancora in tempo, per il regalo di nozze....


Acquolina: altrove, una dichiarazione d'amore al timo-limone, con tanto di foto- guarda-quant'è-bello- potrebbe suonare strano, ma non qui, dove si fa a gara a chi ce l'ha più esotica o rigogliosa. e d'altronde, da qualche parte le dovrà pur derivare la fantasia con cui partecipa a queste sfide, no? E da sempre, le erbe sono foriere di illuminazioni- qualche volta a flash, ma vabbè. Per lei premio vintage, con tanto di coretto di noi altre  Herbal - aholic- che però, su "un'altra primavera" non siamo mica più così allegre come trent'anni fa...


Cleare, Alem, Olio e Aceto, Molly- e chiedo venia se ho dimenticato qualcuno: ovvero, il tagliabiscotti selvaggio. Abbiamo visto di tutto, da conigli a gnoccoli, a stelline e tutto quanto fa creatività, sana e malsana. L'Araba, che ne sa qualcosa, non trattiene la commozione e in un irrefrenabile impulso di generosità, apre i forzieri e regala il gioiello di famiglia: a chi se lo accaparra per prima, naturalmente....
Lucia: è in vacanza da una vita solo nel nome, a meno che non abbia casa a Sing Sing. E comunque, stavolta ce la fa ed anzi, memore della defaillance della volta scorsa, ci sforna gli gnocchi alla romana in forma di Danubio. E noi, pronte, replichiamo con il nostro premio...



 
Sara: se hai un blog che si chiama Guantoni in cucina, l'MTChallenge ce l'hai nel DNA. E difatti, nonostante la fretta, gli impegni e tutto il resto, riesce lo stesso a tagliare il traguardo, non con una, ma con due versioni dello stesso piatto. Come dire, che stavolta il premio più brillante della sfida non glielo toglie nessuno...
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Il Gamberetto. E' ufficiale. La adoriamo. Non solo perchè ce la fa anche stavolta e alla grande, anche stavolta. Ma perchè, fino all'ultimo, era convinta che gli gnocchi fossero di patate. Perchè passi confondere il semolino con la polenta, o con la semola rimacinata, o anche con la farina: ma confonderlo con le patate è roba da cittadinanza ad honorem: dell'mtchallenge in primis, e di menuturistico poi. Tanto che, per suggellare questo patto, abbiamo pure pronto un premio- di quelli che non han bisogno di parole...

forse (ho detto forse) riesco a farne ancora un po'...
a dopo (ho detto forse...)
ale

MTC di aprile: i Premiiiiii!!!! (prima parte)

Già che il primo maggio mi va a cader di domenica, anzichè riposare due volte, scrivo premi: ergo, forse riusciamo a darvene un po' più del solito. Per ora, c'è la prima tornata, sempre random, a cui di sicuro farà seguito un'altra. Alle 18.00 o giù di lì, i 30 mm di dimensione artistica e alle 21.00 il vincitore, in contemporanea dall'Araba (povera donna...) e da noi.
Buona lettura


Stefania O., Simonetta, Gaia: aprono loro, in rigoroso ordine di partecipazione, l'elenco dei premiati di questa tornata e il motivo è il semplice "quando ce vo'": per chi è affetto da celiachia cimentarsi con preparazioni che contengono il glutine è una fatica improba, che sfugge ai più. Conversioni, trasformazioni, sostituzioni, fanno tutti parte di preliminari che non si vedono, ma non per questo non ci sono- ed anzi, spesso rappresentano la parte più impegnativa del gioco. Insomma, a farla breve, il nostro primo maggio lo dedichiamo a chi fa ogni volta uno sforzo in più, per giunta senza mai farlo nè vedere, nè pesare. Tanto che ti vien da ipotizzare che, sotto sotto, fosse celiaco pure lui...


Michela ed Eleonora: anche se per motivi diversi, vale per loro lo stesso discorso sulla fatica doppia. La colpa, sia chiaro, è della luna, che non si è ancora adeguata alle esigenze dell'MTChallenge- e bisognerà farglielo sapere, prima o poi, che fra marzo e aprile bisognerà consultarsi con noi, prima di decidere quando sorgere e come mostrarsi. Ma finchè non si trova un accordo ai piani astrali, mi sa che dovremo rassegnarci a fare i conti con le nostre festività primaverili che, per chi è di religione ebraica, prevedono preparazioni speciali, che si esprimono anche attraverso l'astinenza da alcuni cibi. Michela ed Eleonora ci hanno raccontato il senso profondo della Pesach, rendendo attuale, nel rinnovarsi della ritualità, il significato di questo "passaggio". Lo hanno fatto con un semplice piatto di gnocchi, che è diventato espressione di festa, di incontro e di arricchimento, per tutti. e diteci voi, se vi par poco...

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Vitto e Paoletta de La Cucina Piccolina: ormai ci siamo rassegn... ops, abituate alla felice consuetudine della doppia partecipazione, di queste due squintern...ops, care nostre amiche ed anzi, appena arriva la ricetta dell'una, stiamo subito in allerta, per la creazione dell'altra. Stavolta, si son superate. La Vitto ha dato uno schiaffo morale a tutti gli espositori di Euroflora e alle loro elucubrazioni topiarie, creando un giardino primaverile, tutto di semolino. Tiè tiè. Lo ha fatto per il povero baco Gigi, che dopo essere entrato in crisi di identità (un baco???? ma non ero un Danubio???) si è anche trovato senza casa- e meno male che la prossima tornata dell'MTC cade di maggio, che non è stagione di fichi, perchè, conoscendo la Vitto, minimo minimo ci toccava l'Eden, con tanto di ignudi. Ma questo è niente, confronto a quello che combina l'altra. La quale, udite udite, soffre da ansia di prestazione da bechamelle. Non le riesce, dice. Si incasina, si agita, va in tilt da grumo. Altrove, ce l'avrebbero mandata tutti, e quelli che assaggiano le cose che produce ancora di più. Qui, invece, scatta il gruppo di auto-aiuto, con tanto di comfort chat da "coraggio siam qui noi" che al confronto il Prozac è acqua fresca e alla fine ce la fa. E pure bene. Anzi, benissimo. Anzi anzi, così benissimo che il semolino si innamora di quella perfetta bechamelle e decide di non staccarsi più da lei.
E quindi, visto il giardino dell'una e la fusione dell'altra, entrambe condividono in premio "Nilla Pizzi- Avvinta come l'Edera"
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Mapi: per qualche oscuro motivo che ci sfugge, il matrimonio dell'anno è stato offuscato dalle nozze di un giovane inglese stempiato e in giubba rossa con una nonna vestita come una bottiglia di limoncello: e quindi, tocca a noi dare la notizia ufficiale della celebrata unione fra la Mapi e Mr. Paul A. Young, superbo maitre chocolatier londinese. La sposina è al settimo cielo e ancor di più lo sono i suoi amici, visti i frutti di cotanto sodalizio: son due mesi che sforna solo robe di cioccolato e pazienza se i sintomi di un disturbo ossessivo- compulsivo ci son tutti e anche di più: finchè gli effetti saranno questi, ci sacrificheremo di buon grado. Chi però è il più felice di tutti è lo sposo- e tale resterà, fin quando non verrà a sapere di essere stato il prescelto. Che cosa succederà allora, non è dato saperlo: ma noi, da brave amiche, ci portiamo avanti con il premio... mal che vada, è meglio affogare qui dentro, no?

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Aria in cucina: ovvero, il riscatto dello gnocco al semolino, da pappetta per bambini a raffinato Macaron. Aria riscrive la favola del brutto anatroccolo in termini culinari, portando alla luce un'eleganza e una raffinatezza fino ad allora insospettabili. E se a Parigi Ladurée piange ed Hermè non ride, Real Time inizia le riprese per un nuovo programma dedicato alla valorizzazione della quintessenza del cibo- e anche da noi qualche poltrona trema...



Greta: per una che valorizza il semolino, ecco l'altra, che gli infligge una prova mica da ridere: farlo assomigliare a lei. Il che, in astratto, non sarebbe una cattiva idea, tutt'altro: cucinare è trasformazione e se questa avviene secondo i nostri gusti, tanto meglio. Ma nel concreto, il modello è la Greta- Barbie, ecco che le cose si complicano, a cominciare dal titolo, che è la traduzione scritta del suo metro e ottanta di altezza. In pratica, quando hai finito di leggere che cosa hai nel piatto, è tutto freddo. Epperò, poi, te lo mangi lo stesso, perchè 'sta ragazza si supera ogni volta e ogni volta ti chiedi come faccia. Che il segreto non stia tutto nella sua cucina???
Alessandra & Gigi: ovvero, come trasformare l'MTC in una sfida domestica. Hanno iniziato cucinando insieme, marito e moglie, e ora invece fanno proprio sul serio, con lei ben agguerrita sul fronte dei dolci e lui che si difende alla stragrande nella trincea dei salati. Al solito, il terzo gode- e se il "terzo" è un collettivo come la tribù dell'mtc non aspettatevi certo inviti alla conciliazione: anzi, a dirla tutta, vi vogliamo così...:-)))


Simonetta: sotto il timido titolo di "gnocchi alla romana fatti da una toscana" si nasconde una delle armi più micidiali del secolo: gnocchi di semolino arricchiti da un ragù bello tosto e, come se non bastasse, pure fritti. Alla faccia di chi cercava altrove le armi per la distruzione di massa... perchè non ci siamo ancora contati, ma grosso modo saremo così, uno più uno meno...


A fra poco, con gli altri dodici
ale


sabato 30 aprile 2011

Gli gnocchi al profumo di rosmarino e al ragù d'agnello di Nisy - e stop all'MTC di Aprile!



nisy

A scanso di pericolosissimi equivoci: l'MTC si è concluso regolarmente il 28 aprile a mezzanotte: abbiamo concesso una proroga per ragioni tecniche (saltata la tastiera, nel bel mezzo di un post inviato con ampio anticipo) ma per il resto tutto tranquillo. A parte l'Araba, ovviamente :-), ma questo è il vero premio del vincitore: notti insonni e conversazioni monotematiche che rasentano l'ossessione nei giorni immediatamente precedenti il verdetto. Quando i consorti son sul punto di chiamare la Neuro, di solito si ricomincia, ma fidatevi, queste sono le ore peggiori. 
Tornando a noi, chiudiamo con l'ultima ricetta degli "anche no": chi non ha un blog spedisce tutto all'indirizzo dell'mtchallenge e noi pubblichiamo nei fine settimana, secondo quello che ci propone il calendario: fino a quando non si decideranno a fare una riforma anche di questo (oltretutto, ai tempi di papa Gregorio, l'MTC non c'era) capiterà di postare qualche ricetta che è stata inviata nei tempi giusti al di fuori delle scadenze. 
E' il caso degli gnocchi di Nisy, arrivati qualche giorno fa e che vengono pubblicati oggi, per la gioia dei vostri occhi e dei vostri palati: da toscana doc, Monica ci presenta un intingolo da paura, con un ragù d'agnello che dice mangiami già a quest'ora del mattino e che si sposa benissimo con questo piatto, che diventa un piatto unico, da servire con vini corposi e da condire con le risate e le chiacchiere degli amici. Un po' come l'emmetichallenge, per intenderci :-)
Noi ci diamo appuntamento a domani (che intanto in Arabia il primo maggio non si festeggia..oppure sì, ma noi la facciamo lavorare lo stesso), con un po' di premi in giornata e la proclamazione del vincitore alle 21.00
Ringraziamenti, festeggiamenti e tutto il resto, a domani. 
ciao 
ale & Dani

Gnocchi di semolino al profumo di rosmarino 
di Nisy
nisy

Credevo di non farcela anche questa volta e di saltare anche questa sfida ma gli gnocchi di semolino mi piacciono troppo!...
li acquisto sempre al supermercato già pronti nelle vaschette … perciò, quale occasione migliore per provarli a fare??? Così tra una pausa pranzo e un dopo cena sono riuscita a combinar qualcosa .
Ecco il risultato:
ingredienti:
per 4 persone
175 gr.di semola
½ litro di latte
25 gr. Di burro
2 torli
60 gr di parmigiano
Sale, pepe, noce moscata
400gr. Di carne
½ cipolla bianca – 3 rametti di rosmarino + petali di fiore stessa pianta
Passato di pomodoro
1 bicchiere di vino rosso
Sale e peperoncino
Punte d’asparagi
Bollire il latte ,versare la semola a pioggia mescolando continuamente,aggiungere il burro il sale ,pepe e noce moscata e cuocere a fuoco basso per 15-20 min. mescolando. A cottura ultimata versare il parmigiano ed i tuorli. Stendere il composto su di una placca da forno ed una volta freddo tagliare con uno “stampino” gli gnocchi del diametro 3 o 4 cm.. Poneteli poi su di un foglio di carta forno spennellateli di burro e parmigiano e passateli poi al grill 10 min prima di servirli…
Per il Ragù d’agnello: scaldare l’olio d’oliva con due rametti di rosmarino ed un po’ di peperoncino, aggiungere poi la cipolla, l’agnello (tagliato rigorosamente con il coltello in piccolissimi bocconcini…)e procedere alla cottura come un normale ragù, versando in sequenza il vino, poi il pomodoro ecc… io ho tenuto il tutto a fuoco basso per circa un ora .A circa 15 min dal temine cottura, ho aggiunto nel “su getto”delle punte di asparagi che mi sono servite per completare il piatto … ho presentato il piatto al” maritozzo”(soprannominato così da ELI/FLA) profumando gli gnocchi caldi con dei petali di rosmarino appena colti,romantico nohhh??... Macchè !! solo l’escamazione di un :buono , voto 8! E giù ad” ingozzarsi” il tutto

mercoledì 27 aprile 2011

Gnocchi alla Romana e Palline di semolino allo zafferano e formaggio di Giulia per MTC

Di Daniela

Conosco la signora Franca da quando ero piccola: milanese, elegante, mamma a tempo pieno di 4 figli (di cui 3 maschi), padrona di casa perfetta e ottima cuoca. Questa è l'immagine che ho in mente da srmpre e devo dire che le (poche!!) ricette che sono riuscita a carpire a sua figlia, mi hanno semprre più confermato in questo mio pensiero. E' ancora leggenda qui in casa il suo patè, che prepara per il pranzo di Natale e che Giulia mi ha trascritto in una lettera (ancora si usava così....notte dei tempi, eh!!) che ancora conservo inserita nel mio "album" di ricette giovanili.... Tutto questo per dirvi che, dopo aver nicchiato per un po' Giulia si è  decisa ancora a partecipare, come ospite, all'MT challenge di questo mese, proprio con la ricetta degli gnocchi di semolino di  sua mamma e ce ne ha fornite addirittura due versioni!! Come sempre in questi casi lascio la parola a lei e alla "loro" interpretazione del classico piatto. Buona serata a tutti.
Gnocchi alla Romana e Palline di semolino allo zafferano e formaggio.
gnocchi 001
La mia mamma era una gran cuoca, ora lo so. Lo sarebbe ancora adesso se non avesse qualche problema di deambulazione, ma tant’è; ora sono io a cucinare per lei, la domenica. E per quanto lei amasse la cucina veloce, poveretta, con 6 bocche fameliche da nutrire mattina e sera era veramente brava. E la prova l’ho avuta oggi. Gli gnocchi alla romana sono sempre stati piatto di famiglia, da sfoggiare nelle migliori occasioni: Natale e compleanni vari. Per me e i miei fratelli era sempre una gran festa, ma non bastavano mai e io che ero la più piccola mi ritrovavo sempre con solito bontempone (Luca) che mi diceva “guarda là”; io ignara mi giravo e quando lo sguardo tornava sul piatto era pressoché vuoto…Lo so ero torda, e lo sono ancora adesso.
Divago, ma in quei giorni di gnocchi alla romana io amavo mettermi in un cantuccio della cucina e guardare lei che li faceva, stando zitta, perché da brava chimica lei pesava tutto al millesimo e se parlavo la distraevo. E tutto sommato non mi sembravano neanche difficili da fare, fino a oggi. Non li ho mai fatti perché il pargolo non li ama (e qui non ha preso da me) ed essendo in due...
Il là me lo ha dato un treno perso, assieme alla pastiera verace per la Dani, e una giornata di ferie tutta da riprogrammare. Sono andata a chiedere lumi sulla ricetta di famiglia e mia madre mi ha illuminato sciorinando a memoria la ricetta.

320 grammi di semolino
1 litro e mezzo di latte
2 uova intere
50 grammi di parmigiano
Sale pepe noce moscata
Burro e parmigiano per condire.

Ho fatto bollire il latte, ho unito il semolino, girando, girando, girando, e mano a mano che giravo e questo diventava più duro, mi sembrava di essere in una colonia penale, tanto era faticoso! Dopo i canonici 20 minuti ero a pezzi, ricordando che quando lo girava la mamma mi sembrava fresca come una rosa. E già lì ho cominciato a rivalutare le doti della mamma. Ho unito uova e parmigiano e poi, come da manuale, li ho stesi sul piano del tavolo (avercelo il tavolo in cucina 70 cm scarsi di spazio) dopo averlo bagnato abbondantemente di acqua. Per appiattirlo a spessore 1 cm avrei dovuto usare la lama del coltello bagnata, ma diciamo che l’operazione non è venuta perfettamente. Eppure sempre quando lo faceva mia madre sembrava che il coltello volasse…
Superato questo secondo trauma, siamo arrivati a terzo. Una volta raffeddati, fare dei tondini con apposito strumento (tazzina di caffè) e metterli una pirofila. Ne fosse venuto su uno senza farmi penare, ho dovuto lottare per ogni singolo gnocco e qui basta la mamma ora sembra wonder woman. Completate le innumerevoli pirofile (3), le ho cosparse di parmigiano e fiocchetti di burro e le ho messe in forno. Buoni sono buoni ma mai più…li riconsegno ai ricordi, stimando sempre più quella santa donna!
Palline di semolino allo zafferano e formaggio

palline 004
Un “arancia” e mezza di impasto di gnocchi
2 cucchiai di parmigiano
Pangrattato
Olio per friggere.
Per la salsina
100 cc di latte
50 gr. Di fontina dolce tagliata a pezzetti
Mezzo cucchiaino di maizena sciolto in acqua
Sale pepe
Una bustina di zafferano

Quando sono arrivata al momento di stendere l’impasto dei gnocchi sul tavolo, mi sono accorta che era veramente tanto, allora ne ho tenuto da parte un po’, gli ho messo un altro paio di cucchiai di parmigiano e ne ho fatte delle palline, passandole poi nel pangrattato unito a dell’altro parmigiano.
Le ho poi fritte per un paio di minuti in olio bollente.
Nel frattempo ho fatto bollire 100 cc di latte con dentro 50 grammi di fontina tagliata a pezzettini, ho aggiunto sale e una dose abbondante di pepe, un mezzo cucchiaino di maizena sciolta in acqua e una bustina di zafferano; L’ho fatta sobbollire per un pochino e devo dire che ne è uscita una salsina niente male. E così anche con questa partecipo all’MTchallenge di Aprile, questa volta in concorso!

Giulia

giovedì 21 aprile 2011

Gli gnocchi di semolino al ragù di agnello e carciofi di Valeria&Giorgio

valeCi siamo lasciati lo scorso mese che stavamo prendendo confidenza con Vulcano, il nuovo forno di casa.
Ebbene a 2 mesi dall’acquisto posso dire di aver bruciacchiato solamente 4 fugasse, affumicato l’appartamento per la cottura di una costata, abbiamo visto risucchiato dalla ventola del forno tutto lo zucchero in granella di una colomba…ma nel complesso stiamo iniziando a conoscerci ed apprezzarci!
Ho comunque scoperto una cosa sconvolgente che, quando l’ho confessata a Giorgio – mio marito – per poco non mi tira dietro una pentola (in rame): prima mi lamentavo che non avevo il forno sufficientemente grande per cuocere più di tre impasti alla volta (ricordate?), ora…ho l’ERNESTA (l’impastratrice…) troppo piccola per fare PIU’ di TRE impasti alla volta!!!!!

vale1

Ma veniamo alla ricetta della sfida di questo mese.
Confesso che gli gnocchi di semolino non li avevo mai fatti ne mangiati prima di ieri sera e neppure Giorgio.
Infatti a me è toccato l’impasto e a lui il ragù.
Ca va sans dire che all’assaggio ha subito detto che il SUO ragù di agnello e carciofi era molto meglio del MIO impasto di semolino…quindi se il piatto era buono era per 80%, anzi 90% merito suo!!!
Ecchecevoifa…Furio è così!
E la ricetta del ragù di agnello e carciofi, direte voi? Beh, lo scef brevemente dice di aver fatto un ragù normale con pochissimo pomodoro e l’ha lasciato cuocere un paio d’ore.
In un’altra casseruola ha cotto i carciofi, anzi le castraure di carciofo (praticamente il frutto apicale della pianta di carciofo – ne cresce uno solo per pianta - che viene  sacrificato per permettere la crescita di 18-20 carciofi laterali, detti botoli, altrettanto buoni – per me di più – delle castraure).
Quando i carciofi erano teneri, li ha uniti al ragù di agnello, quindi ho fatto una bechamel non troppo soda e l’ho mischiata al ragù.
Con questa salsa abbiamo nappato gli gnocchi che, tra parentesi, ho fatto con la semola di grano duro che uso per fare il pane!
Alla prossima,
Valeria

lunedì 18 aprile 2011

Gli gnocchi di semolino ai tre gusti di Cristina P.

cristinap

Eccomi qui dopo un paio di mesi di latitanza, ora non ho più scuse, si cucina e basta.
Intanto la mia "scusa" è che gli studi su Milano mi assorbono tutto il (poco) tempo libero, ma non voglio perdere il diritto a partecipare per i prossimi mesi, per cui continuerei ad unire l'utile al dilettevole, dove nel dilettevole stanno sia lo studio che gli esperimenti per l'MTC e nell'utile mi ritrovo la cena pronta!
Primo passo: trovare la ricettina facile, facile.
Secondo passo: affrontare di petto la storiella che non riesco a tenere a mente.
Terzo passo, ultimo e più facile: trovare il collegamento tra i due risultati precedenti.
Partiamo: vi porterò (oggi virtualmente, ma spero di poterlo fare in futuro dal vivo) in Piazza Mercanti, nel cuore di Milano.
Piazza del medioevo, proseguimento ristretto di Piazza Duomo. Se dico "cuore", intendo proprio centralissimo.
Un lato di questa piazza è occupato dal palazzo dei Giureconsulti, ora sede della Camera di Commercio, e alla base del grande orologio della torre centrale troviamo una statua in una nicchia.
Vi tralascio la storia del palazzo e della torre, come pure quella dell'intera piazza, non solo per non superare le 50 pagine di accompagnamento alla ricetta, ma sennò, cosa vi potrò raccontare di persona se sapete già tutto??? e concentriamoci solo sulla statua. Ripeto, concentriamoci, e il termine non è casuale, perchè l'opera, il Sant'Ambrogio benedicente, è un po'....strana, quasi femminea. In origine infatti la statua rappresentava la Giustizia (in alcuni testi ho trovato il riferimento a Minerva) e quando la città passò sotto il dominio spagnolo, fu sostituita la testa, passando ad impersonificare il re Filippo II. Vi sembra poi che in epoca napoleonica si potesse accettare il re della "concorrenza", pure se soppiantata? Certo che no! Ed ecco che Bruto prese il posto di Filippo II. Ma anche Napoleone se ne andò e, per buona pace di tutti, la statua prese le definitive sembianze di Sant'Ambrogio.
Un tempo, si racconta, l'oste dell'osteria "La Pattona" vicino alla nostra statua, venne arrestato con l'accusa di aver alzato troppo il prezzo di una porzione di polenta: da due soldi e mezzo a tre. E lui? Indovinate un po'! Si giustificò dicendo che era stato Sant'Ambrogio a suggerirglielo. La mano infatti sembra indicare il numero 3, oltre all'atto di benedire.

cristina st

Anche io ho preso quella mano e quel 3 come messaggio, e pure duplice:
1) attenta che questo sarebbe il terzo MTC che salti e non ti lamentare se perdi il diritto a partecipare ai prossimi....
2) ti offrono il semolino facile, facile. Perchè non lo fai ai 3 gusti?????


cristinap

Ed ecco la ricetta:
250 gr. di semolino

200 gr. di zucchero a velo
1 litro di latte
2 uova
3 cucchiai di rum
50 gr. di cacao amaro
50 gr. di cocco grattugiato
50 gr. di granella di nocciiole
gelato alla vaniglia

Preparare un semolino morbido, aggiungendo lo zucchero a velo e il rum a caldo e le uova quando è già a temperatura ambiente.
Dividere il composto in tre ed unire ad una parte il cioccolato, ad una il cocco e all'ultima la granella di nocciole.
Formare delle palline che dovranno riposare in frigo per almeno 2 ore prima di essere servite con accompagnamento di gelato alla vaniglia "facente funzione" di intingolo.
Le fragole sono state prese solo per dare colore alla foto ma non stavano male neppure loro con questo dolce delicato.

Cristina

domenica 17 aprile 2011

MTC- gnocchi di semolino al baccalà e tartufo in salsa bianca dell'Artusi

Vi assicuro che, appena ho letto il nome di questa ricetta, ho pensato di essere capitata sull'indirizzo di posta sbagliato: non su quello dell'mtchallenge, ma su quello del blog, crocevia delle newsletter delle cucine degne di questo nome di tutto il mondo, chef stellati compresi. Anzi, a dirla tutta, ho pure pensato alle coincidenze, agli influssi astrali e a quanto mi sarebbe piaciuto un piatto così. 
Poi ho controllato e ho letto il mittente: Flaminia. 
La nostra amica timida, che aveva abbozzato i primi passi al tempo delle polpette (e già lì avremmo dovuto intuire qualcosa...) e che si era poi fatta coraggio per il Danubio, chiedendosi se fosse il caso di insistere ancora con questo gioco oppure di scomparire nell'ombra. Noi le avevamo detto "guai a te"- ed ecco lì, che cosa è successo.
Potrei star qui a parlarne per ore, di questa ricetta, da tanto me la sono (idealmente) gustata: due grandi che si incontrano, Ada Boni e l'Artusi- e si incontrano in marcia indietro, lei, di solito più raffinata, con una ricetta di tradizione povera, lui, da lei poco amato, con  una salsa che non avrebbe sfigurato nelle cucine del Savoy di quegli anni- e il tutto rivestito nelle forme contemporanee del finger food, photo-styling compreso. 
Se non lo faccio, è perchè devo risparmiare energie per tenere a bada tutti gli altri partecipanti- che già immagino lamenti, pianti ed alti guai, tutti all'insegna dell' "e adesso, come faccio?", secondo un copione che puntualmente si ripete ad ogni sfida (e che, tanto per non farvi preoccupare, è già cominciato :-))
Scherzi a parte, siamo di fronte all'ennesimo contributo da porca figura delle amiche senza blog: e quindi, basta chiacchiere- e godiamoci questa meraviglia!


GLI GNOCCHI DI SEMOLINO FINGER FOOD

Carissimi,
questa volta niente se e niente ma, sono dei vostri a pieno titolo !!
Non posso certo perdermi la ghiotta occasione offerta dal “buon cuore” della cara Araba Felice visto che da buona romana doc gli gnocchi di semolino sono stati il piatto che ha accompagnato tutte le mie feste di compleanno.
E infatti l’ultima occasione in cui li ho cucinato è stato proprio un compleanno: quello della mia adorata mamma, che a febbraio ha compiuto 80 anni e che, a causa purtroppo di qualche problema alla masticazione, sembra tornata piccina ed apprezzare quei piatti un po’ scomparsi dai nostri menu di oggi in cui la fretta spesso la fa ahimè da padrone …
Gli gnocchi di semolino sono un piatto semplice ma che ha bisogno dei suoi tempi: di cotture e raffreddamenti, di preparazione e nuove cotture.
Ha di buono che si possono preparare in anticipo, trasportare (per esempio ad una cena da amici al posto della solita lasagna) e sono molto divertenti da preparare con i bambini, soprattutto facendogli tagliare con gli stampini gli gnocchi da soli, nascono forme improbabili o vezzose (omini, cuori, maiali …) e soprattutto … piacciono sempre a tutti !!!!
Io ultimamente li ho rielaborati, con notevole successo, nell’adorato tormentone del momento il Finger food ed è così che ve li propongo anche all’ MTChallenge.
La ricetta di Stefania è esattamente quella che uso io (credo sia tratta dalla mia “bibbia culinaria” il talismano della felicita dell’Ada Boni che, anche se un po’ datato, resta sempre un must per la chiarezza della spiegazioni e perché c’è praticamente tutto ... esclusa la cucina molecolare naturalmente ahahahahahah), ma  prendo in prestito l’idea geniale della besciamelle (la adoro !!!) a cui ho voluto abbinare un'altra mia passione il baccalà, utilizzando una ricetta di un altro grande maestro della cucina italiana Pellegrino Artusi. Ho eliminato invece il parmigiano.
GNOCCHI DI SEMOLINO AL BACCALA’ IN SALSA BIANCA (ARTUSI) E TARTUFO
Ingredienti:
latte intero     1 litro
semolino     250 gr.
tuorli         2
burro        35 gr.
Sale e noce moscata q.b.
Per la guarnizione
(baccalà in salsa bianca da :
“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” di Pellegrino Artusi )
Baccalà ammollato  400 gr.
Una patata di circa   150 gr.
Burro                          70 gr.
Farina                    30 gr.
Latte                 350 ml
Noce moscata q.b.
prezzemolo tritato (io non l’ho messo)
Tartufo nero         q.b.
Portare a bollore il latte salato e versare a pioggia il semolino. Lasciare cuocere per circa 15 minuti sempre girando (un po’ come si fa per la polenta). Togliere dal fuoco quando si stacca dalle pareti del pentolino e aggiungere il burro, una grattatina di noce moscata e i tuorli d’uovo.
Bagnare un piano di lavoro (meglio se in marmo) e versarci il semolino appiattendolo con un coltello immerso in acqua o anche, se non temete troppo le ustioni, con le mani bagnate. Abbiate l’accortezza di attendere che il semolino sia ben freddo altrimenti non si taglia bene !!!!
Quando è freddo tagliare nella forma preferita, mettere in una pirofila, irrorare con burro fuso e in forno a 180 ° fino a doratura.
Fin qui la versione basic, per il finger food ho comprato la confezione dei lumini portacandela ikea, quella da dodici. Ho tagliato gli gnocchi a misura e li ho fatti gratinare in forno una prima volta su una placca con carta forno leggermente unta e ben separati gli uni dagli altri.
Intanto ho preparato il baccalà in salsa bianca secondo la ricetta dell’Artusi facendo una besciamella con la farina, il burro e il latte portando a cottura e poi condendola con noce moscata ( niente sale perché il baccalà è già saporito di suo) e aggiungendo in ultimo la patata lessata e tagliata a cubetti e il baccalà lessato e nettato di pelle e spine. Tutto nel frullatore a bassa velocità. Poi ho preso i porta candela ho versato una leggera base di besciamella, lo gnocco, un altro ciuffetto di besciamella e un altro gnocco e un altro ciuffetto di salsa. Al momento di servire qualche secondo di microonde, meglio se con grill abbinato per far gratinare, e decorare con lamelle di tartufo nero.
Saluti a tutti e alla prossima puntata !!!
Flaminia

Gli gnocchi alla Romana in Salsa di formaggio di Diana

Buongiorno e buona Domenica delle Palme!

Io faccio parte della schiera di quelli che no......non sappiamo cucinare, non sappiamo impiattare, non sappiamo fotografare, non abbiamo fantasia alcuna ed è per questo che, tentando questa ....".foto"..., mi sono chiesta se ne valesse proprio la pena che la blogsfera si scompisciasse dalle risate guardando quest'immagine.....ma poi ho  pensato che ultimamente c'è ben poco da ridere ed allora perchè non approfittarne visto che è gratis? e per noi Popolo Ligure il gratis ci mette sempre di buon'umore!!Questi gnocchi saranno uguali ad altri sicuramente, ma io non azzardo altro accostamento che non sia il formaggio, non son capace di vedere altro!

GNOCCHI ALLA ROMANA IN SALSA DI FORMAGGIO
diana


  • INGREDIENTI PER 4 PERSONE
  • 200 g di semolino
  • • 3/4 di l di latte
  • • 50 g di burro
  • • 2 tuorli
  • • 100 g di grana grattugiato
  • • 1 ciuffetto di salvia
  • • olio di oliva
  • • sale

PREPARAZIONE

In un tegame portate a ebollizione il latte, salatelo leggermente e unitevi il semolino, versandolo a pioggia; incorporate anche 50 g di burro e fate cuocere, mescolando continuamente, per 20 minuti, fino a ottenere un semolino compatto.
Togliete il tegame dal fuoco e unitevi i tuorli, uno alla volta, e 40 g di grana. Mescolate bene, quindi distribuite il ricavato sul piano di lavoro leggermente unto d’olio, formando uno strato di circa 1/1,5 cm.
Usando un tagliapasta rotondo, o un bicchierino capovolto, ricavate dall’impasto di semolino dei dischi.
Ungete di burro una pirofila, quindi distribuitevi i ritagli di semolino e condite con qualche fiocchetto di burro e grana grattugiato. Ricoprite con i dischi preparati, sovrapponendoli leggermente, e distribuite altri fiocchetti di burro e il grana restante. Profumate con la salvia, mondata e tritata finemente, quindi passate in forno caldo a 200 °C per 15 minuti. Sfornate e servite.

SALSA DI FORMAGGIO

Preparare una besciamella morbida ed aggiungete (io in parti di uno a 3) del formaggio pecorino e del parmigiano grattugiato, mescolare bene sciogliendo i formaggi, appoggiare la salsa sopra oppure affianco ai  vostri gnocchi.

sabato 16 aprile 2011

MTC- Gnocchi di Semolino ai carciofi di Fabiola

"Ma figurati se partecipo all'Emmetichallenge! Ci vuole creatività, ci vuole fantasia- e io non ne ho. Assolutamente. Al limite, sono una esecutrice: dammi una ricetta- e la rifaccio. Ma tutto il resto, proprio no"
Lei è Fabiola, una delle tante firme note della parte migliore di Menuturistico, vale a dire i commenti e chi ci legge abitualmente già la conosce: è l'ingegnera del gruppo, quella che va dritta al punto- e più tecnico è, tanto meglio.
Finora, eravamo riusciti a coinvolgerla in tutto- MTC escluso: perchè lei, ci diceva, difetta in creatività. 
Dopodichè, si scopre che all'inizio dell'anno ha organizzato una cena ispirazione Anni Ottanta per 40 persone, con tanto di menu a tema e spazio danzante. Roba che uno normale si ritira a vita privata per tutti i mesi a venire, concedendosi al massimo lo sforzo di una telefonata al signor Bofrost o al pizzaiolo all'angolo. Lei, no:  lei "doveva assolutamente fare una cena svuota dispensa". E con chi, di grazia? Ma con tutti gli amici, che domande! E così, ha dato il via alle pulizie di primavera della dispensa e del freezer, accoppiando ingredienti con un piglio da Marta Flavi (tanto per restare in quegli anni), senza divano bianco ma con tutti i fornelli accesi. 
All'inizio, sembrava tutto facile: il semolino in scadenza è stato irresistibilmente attratto dalla bottiglia di latte- pure ad alta qualità- e già si profilava un'unione feconda di gnocchi alla romana. Preparati secondo la miglior tradizione ,  con tutti gli ingredienti pesati, i tempi di cottura esatti, gli attrezzi giusti al momento giusto e tutto quanto fa l'ingegnera cucina.
Tranne che, ad un certo punto, l'ingegnera si dimentica il sale. 
E come se non bastasse, se ne accorge quando ormai è troppo tardi.
E allora, la signora "figurati se sono creativa-io fantasia non ne ho" si inventa uno dei piatti migliori che siano mai usciti dalle sue mani, che frutta a lei i complimenti del marito e a noi una partecipazione all'MTC. 
Il che, qui sopra, ha due significati: che esiste un dio per ogni cosa- e l'mtc non fa eccezione. E che da oggi, la Fabiola è dei nostri: con tutti gli ingredienti a posto, creatività compresa!
Benvenuta all'Emmetichallenge!


GNOCCHI DI SEMOLINO AI CARCIOFI

 

Come sono nati i miei gnocchi di semolino ai carciofi?

Domenica volevo assolutamente fare con gli amici una cena svuota-dispensa usando tutto quello che avevo in casa, diciamo “in scadenza” o “di riciclo” o che languiva in freezer da troppo tempo.

Vivo da sempre una sorta di dicotomia: sono capace di offrire una cena di riciclo ma insieme a champagne-tutto-pasto.

Un controllo nella dispensa ha fatto emergere da un angolo 250 gr di semolino ormai dimenticati che sarebbero scaduti fra qualche mese, perfetti da usare con un litro di latte alta qualità che mi guardava dal frigo dicendo “occhio, scado domani”.

L’intenzione era quindi: gnocchi alla romana tradizionali.
Peccato che durante la preparazione, fatta come sempre in notturna perché da bravo ingegnere mi piace mettermi avanti a costo di andare a letto alle 2 di mattina, ho clamorosamente sbagliato il sale e quando mi sono accorta che era tutto terribilmente insipido il mio semolino era già bello che steso nella teglia a raffreddare.

E mo’? non mi sembrava saggio ripiazzare tutto nella pentola, scaldare, salare e poi ridistendere e nemmeno pensare di cavarmela impanando gli gnocchi di parmigiano.

Così ho deciso di rimediare usando gambi di carciofi trifolati con aglio vestito e il passato di carciofi che preparo abitualmente passando appunto al setaccio tutte le foglie scartate dopo averle stufate con acqua e poca cipolla.
Sono queste due preparazioni di base che tengo sempre pronte in freezer perché basta lavorarle opportunamente e fare poche aggiunte per nobilitarle in mousse areate e spumose perfette per condire la pasta o in creme deliziose da servire come minestra o come appetizers nei bicchierini.

Quindi cosa ho fatto?
Ho steso nella teglia i miei gnocchi insipidi, ho passato al minipimer i gambi salando generosamente e aggiungendo parmigiano e un po’ di burro fuso; infine con la crema ottenuta ho nappato gli gnocchi.
Poi, non paga, ho pure aggiunto un po’ di passato di foglie salato generosamente in modo che, adagiandosi sul fondo della teglia, riuscisse a insaporire pure i ritagli degli gnocchi che, come sai,  vengono usati come primo strato e poi ricoperti con quelli belli e ben coppati.
Infine spolverata di parmigiano e pochi fiocchi di burro sulla superficie. Al momento del servizio in forno a 180° fino a doratura

Questo è tutto. I miei 15 ospiti, compreso mio marito sempre parco di complimenti per indole, erano deliziati.

La ricetta degli gnocchi è quella solita, da un vecchio speciale di CI sulla cucina regionale: 250 gr semolino, 1 lt latte, mezzo litro di acqua, 50 gr burro, un cucchiaione di parmigiano, sale e noce moscata

Ciao
Fabiola

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