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giovedì 23 febbraio 2012

Ciambella al taleggio con insalatine

Di Daniela

Forse non tutti sapete cos'è il conglomerato bituminoso....Si avete letto bene: conglomerato bituminoso. Capisco il vostro stupore e immagino che abitualmente queste due parole non rientrino nel vostro colloquiare giornaliero . "Ciao caro, hai passeggiato oggi sulla tua parte di conglomerato bituminoso?" "No cara, ho preferito correre su un po' di di tartan...."
Ammetto che la cosa non suona benissimo, ma in casa mia, da qualche tempo è argomento di conversazione costante. Perchè? Ma perchè la mia nipote-figlioccia amatissima, creatura sottile ed efebica, dai grandi occhi da cerbiatto e i lunghi morbidi capelli castani, tra le tante, ma che dico tante, tra le infinite possibili argomentazioni per la sua tesi specialistica ha scelto "il recupero delle scorie da inceneritori RSU ecc ecc "
Quindi via a discorsi su : rifiuti urbani e non, termovalorizzatori, leganti idrici, vagliature, diossine, clinker del cemento, granulametria, deferrizzazione calcestruzzo, ecosostenibilità, edilizia verde e, perbacco, pure sul conglomerato bituminoso!!!
Così passiamo interi pomeriggi a domandarci come si chiameranno esattamente in francese, ma, soprattutto, quale sarà la traduzione in inglese ed in italiano, i vari "strati" con cui è costruita una strada o se sia preferibile utilizzare la nomenclatura di una nazione piuttosto che di un altra (abbiamo opzionato perfino la mia amica Maribel, per tradurre correttamente lunghi passi di vari articoli in francese!! Grazie Mari!)
Insomma un delirio di termini complessi per un argomento così scottante e di attualità da non avere ancora ben chiaro quale sarà il suo futuro!
Nel frattempo, mentre Francesca scrive e mi legge la sua tesi, io guardo il suo viso serio e concentrato e mi ritrovo, entusiasta, a discutere con lei, senza neppure accorgermene, di conglomerato bituminoso come se non avessi fatto altro in vita mia.... :-))))


Ciambella al taleggio con insalatine
da Sale e pepe, Febbraio 2009
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Ingredienti per 6
(preparazione 20 minuti, cottura 50 minuti)
150 gr di farina
150 gr taleggio
100 gr burro
3 uova
2 tuorli
100 gr di insalatine a piacere
30 gr di mandorle a lamelle
noce moscata
sale e pepe

ciambella al taleggio

Portate ad ebollizione 2,5 dl di acqua con una presa di sale e 80 gr di burro. Aggiungete 140 gr di farinain una sola volta e lavorate energicamente sul fuoco fino ad ottenere un impasto sodo; spegnete dopo un minuto.
Incorporate al composto il taleggio a pezzettie una grattata di noce moscata ; lasciate raffreddare e unitevi un uovo alla volta ed un  tuorlo, facendoli assorbire completamente.
Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella del diametr di 20 cm , riempitelo con l'impasto, spennallate la superficie con l tuorlo rimasto e cospargetela con le mandorle a lamelle.
Infornate a 180 °C per 35 / 40 minuti.
Per incorporare al meglio il taleggio, meglio mescolarlo all'impasto ancora caldo, pochi pezzetti per volta mescolando a fondo con una spatola. Volendo arricchire il ripieno, potete aggiungere delle fettine di salumi (la mia è una splendida finocchiona :-)) o pesce affumicato.
Tagliate la ciambella tiepida a metà in senso orizzontale, farcitela con le insalatine e servitela come secondo o antipasto.

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In alternativa, riempite con l'impasto formine più piccole, così da creare delle graziose monoporzioni: ovviamente riducete daa 25/30 minuti il tempo di cottura e poi procedete al taglio e farcitura come per la ciambella grande. (mi sono venuti circa 25 pezzi)

ciambella cigno

Ulteriore alternativa: fate dei piccoli choux e una volta intiepiditi tagliateli e farciteli come suggerito sopra, oppure fateli leggermente più grandi e divertitevi a creare dei piccoli cigni, come i miei!

Buona giornata a tutti
Dani

mercoledì 23 novembre 2011

Filetto di maiale al curry su tortino di patate e zucca (e sformatini di verdure al taleggio)

Di Daniela

Prima di cominciare con la ricetta, una piccola precisazione: pur essendo una delle preparazioni migliori che abbia mai gustato con il filetto di maiale, la foto non le rende minimamente giustizia....ma confesso che non è stato facile sottrarre proditoriamente un piatto ai 4 che stavano seduti a tavola, in attesa del mio arrivo per iniziare a pranzare... Ho fatto più in fretta che ho potuto ed il risultato è tutto qui. A volte mi sembra di far la parte dell'affamatrice di creature indifese che (già vessate duramente a scuola da insegnanti insensibili alla delicatezza delle loro anime, che le costringono a seguire 6 ore di lezioni) appena arrivate a casa non possono lanciarsi come pantere sul piatto, ma devono attendere quei 10 minuti di prammatica per consentirmi di fare una foto!!
Da questo orecchio proprio non ci sentono; e così dovrete adattarvi a vedere brutta una preparazione che, invece, mi ha dato moltissima soddisfazione, a considerare la velocità con la quale,  le suddette creature e il di loro padre, le hanno fatte sparire. Quindi, dandomi fiducia e considerando che il sapore, giuro, è tutta un'altra storia, vi do le dosi per questo mix niente male di verdure leggerissime unite a carne tenera dal condimento un po' più ricco. Volete provare, fidandovi più delle mie parole che dei vostri occhi? :-)
P.S. Per farvi passare sopra la foto, vi ho proposto un'altra semplicissima ricetta per sfruttare le verdure come antipasto.  Vi sembra uno scambio equo :-)?

Filetto di maiale al curry su tortino di patate e zucca
da C.I novembre 2011
filetto do maiale

giovedì 17 novembre 2011

Di pirofile di verdure ai tre colori (o bicchierini melone, crema e pistacchio?) e di bottoni.

Di Daniela

Sono appassionata di storia, ormai lo sapete tutti... anzi a questo proposito ho in mente un paio di ricette storiche che spero vi piaceranno...ma è un'altra "storia". Oggi vorrei parlarvi invece di bottoni. Ora, capisco che l'argomento possa lasciare un po' sconcertati perchè i bottoni, salvo quelli che si attaccano per strada a persone che non han voglia di parlare, o quelli rigorosamente importanti per materiale o epoca, difficilmente sono argomento di conversazione o di storia.
Invece quelli di oggi si... mi spiego meglio.
Per i motivi noti dei giorni scorsi, ho dovuto fare un lavoro piuttosto accurato in garage. Ho buttato via molti oggetti, alcuni mi erano cari, altri meno, ma tutti erano parte di ricordi. Naturalmente c'erano molte cose di cui non ricordavo neppure più l'esistenza, quelle che si mettono via con il solito "Appena ho un attimo di tempo le guardo meglio" e invece l'attimo di tempo non arriva mai. Così rimangono lì, in attesa che il caso o un trasloco o un altro qualunque motivo le facciano riaffiorare dal dimenticatoio. Così è stato per un sacchetto di quelli della spesa, banalissimo, nascosto in un angolo in mezzo a fango ed altro. Volevo buttarlo senza neppure dedicargli 10 secondi del mio "arrabbiatissimo" tempo e invece all'utimo momento l'ho aperto, tanto perchè "non si sa mai". Sono venuti fuori ben più di un centinaio di bottoni di tutti i tipi: grandi piccoli, colorati, bianchi, di madreperla, di plastica di osso, di tartaruga vera o finta che fosse, di metallo, di stoffa, elaborati, lisci e chi più ne ha più ne metta!

bottoni A

Quindi sacchetto recuperato, portato in casa ed attentamente analizzato insieme alle due piccole e alla cognata, passata un momento a salutarci.
Ed è stato come aprire un album di foto di famiglia!! Erano bottoni che mia suocera aveva tenuto per motivi diversi, nel corso degli anni. Una specie di memoria visiva dei suoi abiti preferiti, del tailleur indossato alla prima comunione di mio marito, quello della sua mamma indossato per un matrimonio,
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quello del cappotto messo per il battesimo di un nipotino,  quello tenuto perchè che aveva un punto di colore "così particolare, che mi piacerebbe ritrovare";
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uno tenuto per la foggia, uno solo per le dimensioni, 

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"quello era della giacca del nonno" che i bimbi di allora ricordano per l'eleganza, "quello era in un abito della nonna, che mi ricordo perchè mi sembravano cappellini cinesi!",

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in un via libera di ricordi che si accavallavano e che richiamavano momenti di epoche diverse, con persone amate, che nella memoria sono sempre i più sereni... Una caccia al tesoro, insomma, un pomeriggio bellissimo, cominciato con rabbia, sciolto in una specie di bolla nello spazio e nel tempo...

Pirofile di verdure ai tre colori
da CI novembre 2011
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venerdì 26 novembre 2010

Sformatini di zucca con salsa al taleggio e tartufo

Di Daniela

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Devo proprio condividere con voi una delle cose che amo di più: i colori dell'autunno. Penso che sia un momento magnifico per la natura, che sa sprigionare un fascino e una bellezza rara,
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un mix di colori e di sfumature incredibili.
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A questo si aggiunge spesso un particolare profumo della terra e dei fiori più delicato della "sfacciata" aggressività estiva, ma altrettanto persistente e particolare
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Ora ditemi sinceramente: dopo questa sfilata di colori e profumi, così intensi, così vividi, avrei potuto presentarvi qualcosa di scipitello in beige? Assolutamente no, è ovvio, e quindi eccovi gli

SFORMATINI DI ZUCCA CON SALSA DI TALEGGIO E TARTUFO

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Lo sformatino , a differenza del soufflè, come abbiamo già detto a proposito di quelli al parmigiano, non deve essere necessariamente servito subito, perché non sgonfia ed ha una consistenza maggiore rispetto all’altro. Quindi potete tranquillamente prepararlo per tempo e poi riscaldarlo in forno per pochi minuti, prima di servirlo.

Ingredienti per 6 persone:
350 ml circa di bechamelle densa
400 gr di purea di zucca,
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale, pepe, noce moscata
3 uova
150-200 gr di Taleggio
4-5 cucchiai di panna o di latte
tartufo bianco o Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva

sformatino di zucca
Mettete la zucca tagliata a fette non troppo spesse con la buccia in forno a 170° avvolta in carta d’argento per circa 30 minuti, o finché la polpa non cede alla pressione dei rebbi della forchetta. Toglietela dal forno eliminate la buccia e passatela al setaccio o frullatela nel mixer. Mettetela da parte. Preparate una bechamelle densa (350 gr di latte, 50 gr di burro e 50 gr di farina) e mettetela a raffreddare. Unite poi le uova, la polpa di zucca, il formaggio e condite con sale, pepe e noce moscata. Versate il composto negli stampini imburrati e metteteli in una teglia ampia, che riempirete d’acqua fino a metà abbondante degli stampini, e infornate a 180/200° (dipende come sempre dalla potenza del vostro forno) per 35 minuti circa nel forno ventilato e 45 circa nello statico. Preparate intanto la salsa. Mettete sul fuoco medio una casseruolina con il taleggio tagliato a pezzi e privato della crosta, qualche cucchiaio di latte o di panna, secondo le vostre preferenze. Se dovesse venirvi troppo densa, aggiungete un po' di latte. Viceversa, nel saso fosse troppo liquida, un cucchiaino di fecola sciolto in un cucchiaio di latte rimedierà la faccenda. Disporre la salsa sul piatto e, se vi fa piacere appoggiate lo sformato su un crostino di pane, che da un po' di croccantezza all'insieme. Su tutto il tocco di sapore speciale: qualche lamella di tartufo bianco, o, in mancanza, una punta di cucchiaino di Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva, come quello che ho usato io.... Eccovi pronto una squisitezza, un trionfo di sapori, paradiso per le papille gustative, specialmente se, come me, amate il tartufo e i sapori della terra.
Vi auguro un Buon Appetito!

Dani



It' Fall!

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Now tell me sincerly: after this parade of colors and scents, so intense, so vivid, could I introduce something in beige? Absolutely not, of course, so here's the
Pumpkin flan with Taleggio sauce and white truffle

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The flan, unlike the souffle, as we have said about the parmesan one, need not be served immediately, after cooking. So you can safely prepare it in advance, and then warm it in the oven for a few minutes before serving.
Serve 6
350 ml of thick béchamel
400 grams of pumpkin puree,
3 tablespoons grated Parmesan cheese
salt, pepper, nutmeg
3 eggs
150 gr Taleggio cheese (fomaggio medium ripe, soft and strong taste)
3 spoons cream or milk
a white truffle


Put the pumpkin cut into slices not too thick with the peel in the oven at 350F°, wrapped in silver paper for about 30 minutes, until the flesh yields to the pressure of the prongs of a fork. Remove from oven, remove the peel and pass through a sieve or put it in the mixer. Set aside. Make a thick béchamel (350 grams of milk, 50 g butter and 50 grams of flour) and allow it to cool. Then add eggs, pumpkin, cheese and season with salt, pepper and nutmeg. Pour the mixture into buttered molds and put them in a large pan, filled with plenty of water to half of the molds, and bake at 356/392F° (as always depends on the power of your oven) for 35 minutes in a convection oven and 45 at about the static. Meanwhile prepare the sauce. Put a small saucepan over medium heat with Taleggio cut into pieces and deprived of the crust, a few tablespoons of milk or cream, depending on your preferences. If it's too thick, add a little 'milk. Place the sauce on the plate and put the flan in the center on a crouton, if you like it, in a way that is firm and not drenched in sauce. Put on the top of the flan some slices of white truffle, or, if you have not, a teaspoon of ground Summer Truffle in extra virgin olive oil, like the one I used ....Here is a triumph of flavors, a paradise for the taste.
Bon appetit
Dani

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