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lunedì 28 gennaio 2013

Cannelloni alla bechamelle e le ragazze vincenti (e non solo)

Di Daniela

In uno sport che qui in Italia, calcio a parte, non è seguito né supportato a sufficienza (come capita alla cultura d'altronde), con atleti che spesso si lamentano di doversi pagare molti di quegli aiuti che nelle altre squadre nazionali sono offerti, che devono ricorrere spesso alle forze dell'ordine e all'esercito per avere qualche possibilità di  allenarsi liberamente,  alcuni nostri rappresentanti si sono presi e ci hanno regalato in questi ultimi tempi, belle soddisfazioni, dimostrando la tenacia e la grande capacità e il talento di cui sono dotati al di là di tutte le difficoltà in cui si dibattono per la scarsità degli impianti, per la difficoltà del trovare sponsor o aiuti vari che sappiano portarli in quel Gotha internazionale che spesso le loro capacità meriterebbero.
Questa volta sono state, come spesso accade, le signore in rosa a prendersi un bel po' di rivincite su tutti questi problemi.
Cominciamo dalla più elegante: Carolina Kostner, bella e sorridente come sempre, ha vinto per la quinta volta il titolo Europeo di pattinaggio su ghiaccio di figura femminile sabato sera a Zagabria


giovedì 15 marzo 2012

Tatin dorata al prosciutto affumicato

Di Daniela

Dopo avervi propinato una due giorni storica durante lo scorso fine settimana, non ho davvero più cuore di parlarvi di argomenti impagnativi: però due righe sulla celeberrima Tarte Tatin posso scriverle vero? La leggenda legata alla sua invenzione ha fatto il giro del mondo fin dalla sua creazione e così posso solo farvi un veloce accenno per rinfrescare la memoria. 

Le due sorelle Stephanie e Caroline Tatin dirigevano a cavallo tra '800 e '900 un albergo-ristorante di famiglia nel ridente paesino di Lamotte-Beuvron (nella regione del Centro in Francia): questo "Hôtel-restaurant Tatin" era molto frequentato in particolare nella stagione della caccia per la sua posizione favorevolissima per gli appassionati. La storia racconta che la domenica di apertura della caccia, con il locale pieno di avventori, la sorella che si occupava della cucina, Stephanie, direi, si accorse di essere rimasta senza la loro richiestissima torta di mele. 
la teglia originale
Così nell'agitazione del momento versò lo zucchero e burro in una teglia, vi dispose sopra le mele tagliate a fette e infornò il tutto. Solo qualche minuto dopo le venne in mente di non aver messo sotto mele, burro e zucchero la pasta brisè! Senza perdersi d'animo la nostra Stephanie si lanciò verso il forno, estrasse la teglia, copri le mele che intanto si stavano caramellando con la pasta e rimise tutto in cottura. Cotta la pasta tirò fuori la teglia dal forno, la rovesciò sul piatto di portata e voilà, la torta che divenne poi quasi un simbolo della cucina francese, la mitica Tarte Tatin era nata!
Quest'oggi però vi propongo una rivisitazione salata della celebre Tarte: così, gustosissima e delicata, ecco a voi la

Tatin dorata al prosciutto affumicato
da sale e pepe del febbraio 2006
tatin
ingredienti per 4
(preparazione 30 minuti e cottura 45 minuti totali)
2 finocchi
80 gr di prosciutto di Praga
30 gr di farina
3,5 dl di latte
1 cucchiaio di zucchero semolato
pasta brisée
mezzo limone
50 gr di burro
sale e pepe nero
tatin

Preparate una bechamelle con 20 gr di burro, la farina, il latte il sale e il pepe; trasferitela in una ciotola e fatela raffreddare mescolando ogni tanto.
Pulite e lavate i finocchi, tagliate ciascuno in 8 spicchi e scottateli in acqua e succo di limone, in leggera ebollizione per 5 minuti; scolateli e fateli intiepidire. Sciogliete il burro rimasto e lo zucchero in uno stampo del diametro di 18 cm e, ruotando spesso, cuocete finchè si non formi un caramello biondo chiaro.
Disponete sul caramello i finocchi a raggiera, poi a strati, metà bechamelle, il prosciutto e il resto della bechamelle.

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Coprite con la pasta brisée, ripiegate i bordi all'interno bucherellate la superficie con una forchetta, così in cottura non si gonfia. Infornate a 220 °C per circa 30 minuti.
Rovesciate la tatin su un piatto e servitela come antipasto o secondo.

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Ora come al solito le osservazioni: Particolarità sul pepe, anche queste come al solito. Se lo avete utilizzate come pepe quello lungo del bengala che con i finocchi sta benissimo e che bilancia  le parti dolci del piatto, il caramello e l'ortaggio stesso. Incidentalmente i finocchi sono squisiti anche tagliati sottili e saltati in padella semplicemente, con un filo d'olio e una macinata di pepe...

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Io ho sbagliato nella scelta della teglia, e me ne sono resa conto solo quando ormai era troppo tardi per cambiare: è meglio che questa sia alta almeno 2 o 3 cm. Io ho utilizzato uno stampo da crostata, ma è risultato  troppo basso e un po' di bechamelle è fuoriuscita durante la cottura ... niente di grave, ma un cm in più non avrebbe guastato.
La pasta brisè l'ho preparata io seguendo la ricetta del Talismano con 50 di farina, 30 di burro e 1e 1/2 cucchiaio di acqua freddissima: in questo modo è venuta un po' sottile, come piace a noi: se la preferite più spessa, non rimane che aumentare le dosi mantenendo le proporzioni.

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Ultima osservazione sul caramello salato: non giratelo troppo,  più che altro "smuovetelo".
Buona giornata a tutti
Dani

mercoledì 29 febbraio 2012

Croque monsieur et croque madame : il piatto storico

Di Daniela

Ritratto di Madame de Staël
François Pascal Simon Gérard (1770–1837)

Proprio oggi , 29 febbraio, in cui cade l'annversario del 220° anno dalla nascita del grande Gioaccino Rossini, musicista immenso e gourmet quasi altrettanto grande (vi ricordate i suoi Maccheroni, o i tournedos o la più semplice citronette?), mi sembrava d'obbligo dedicare il post ad un piatto storico, per celebrarne in qualche modo la memoria.
La scelta è caduta su un semplice toast, dalla sua amata terra di Francia, ma sono certa che con gli arricchimenti del caso, il cigno di Pesaro come antipasto o veloce intermezzo non lo avrebbe disdegnato...
L’origine del celebre croque monsieur è assolutamente incerta. Per quel che riguarda il nome il CNRTL (Centre National de Ressources Textuelles et Lexicales) lo definisce dal punto di vista lessicale : "croque-monsieur, subst. masc.: Étymol. et Hist. 1918 (Proust, J. filles en fleurs, p. 699). Composé de la forme verbale croque (croquer) et de monsieur".  
Dunque nessun dubbio sulle parole che lo compongono;  invece, non è chiara la loro unione : forse era il piatto rapido e caldo che i “signori” ordinavano nella loro pausa pranzo… 
Anche riguardo a chi per primo ideò questo toast ricco e croccante si sono fatte molte supposizioni: alcuni, ad esempio, raccontano che sia stata una nascita casuale, dovuta ad alcuni operai che lasciarono inavvertitamente i loro panini su un termosifone caldo, apprezzando poi, nella pausa pranzo, l’aver trovato il formaggio fuso e il pane croccante. 
Comunque sia nato, un dato certo lo abbiamo : venne presentato per la prima volta in un menù dei un Caffè parigino in Boulevard des Capucines e la prima volta che apparve in una opera letteraria fu nel "À l'ombre des jeunes filles en fleurs" (1918) di M. Proust: «Ora, lasciando il concerto, nel prendere il sentiero che va in albergo, ci siamo fermati per un momento sulla diga , mia nonna ed io, per scambiare qualche parola con la signora de Villeparisis, che ci ha detto di aver ordinato per noi all'hotel, "croque-monsieur" e "œufs à la crème ».
Louis Leprince-Ringuet
Ci racconta Wikipedia fr. Che al lemma "croque-monsieur" contenuto nel Dictionnaire de l'Académie française è legato un aneddoto : il celeberrimo  Louis Leprince-Ringuet, fisico nucleare francese, accademico di Francia con una serie infinita di titoli, partecipò alla sessione per la creazione della IX edizione del dizionario in cui si discuteva proprio del termine in questione. La definizione finale approvata fu : «XX secolo. Vivanda formata con due fette di pane tra le quali è messo del prosciutto ricoperto di formaggio, che viene cotta al forno». 
Tornato a casa, ne parlò con la moglie che gli fece osservare che questa definizione era la prova evidente del fatto che gli autori erano solo uomini, perché qualunque donna sapeva che un croque-monsieur non si cuoce in forno, ma utilizzando un particolare utensile domestico (grille à croques-monsieurs). 
Alla seduta successiva, Louis Leprince-Ringuet mostrò ai colleghi questo attrezzo, ma nonostante l’apprezzata dimostrazione, la definizione rimase la stessa.
L'Académie Culinaire de France ha dibattuto ufficialmente la questione se il croque-monsieur si prepara in modo corretto come un sandwich aperto con il formaggio come topping, or se invece il formaggio doveva ritenersi un “ripieno” tra due fette di pane. 

Se al croque-monsieur viene aggiunto un uovo questo si trasforma in un croque-madame: Alice casa, nell’articolo da cui ho preso la ricetta, racconta che questa versione è stata inventata in onore di Madame de Staël (1766-1817) la celebre scrittrice francese, anche se mi sfugge un po’ la linea temporale del fatto in quanto la baronessa de Staël visse in tempi decisamente lontani (1766-1817) e non ho trovato in nessun altro articolo questa versione… Ma forse si intende che le è stato dedicato come omaggio e comunque in questo senso noi lo considereremo. 
 Ho letto poi che c’è anche una versione croque-mademoiselle è associato con molti panini differenti, dalle ricette più dietetiche a quelle dolci. Altre a queste tre versioni ne troviamo anche altre ormai “codificate” : 
- croque provençal (con il pomodoro) 
- croque auvergnat (con il formaggio bleu d'Auvergne [una sorta di gorgonzola.] ) 
- croque gagnet (con formaggio olandese e salciccia) 
- croque norvégien (con il salmone affumicato al posto del prosciutto) 
- croque tartiflette (con fette di patate e formaggio Reblochon ) 
- croque bolognese / croque Boum-Boum (con il ragù !!) 
- croque señor (con salsa di pomodoro) 
- croque Hawaiian (con fette di ananas) 

Julia Child and Simone Beck
Un particolare croque madame, invece, con il pollo al posto del prosciutto è “firmato” Jacques Pepin, chef francese di fama, che lo ha presentato nella serie televisiva Julia e Jacques Cucinare a casa (che è diventato anche un libro), dove ha lavorato con la mitica Julia Child.
 Sempre con J. Child ha lavorato un’altra grandissima chef francese Simone Beck a cui dobbiamo un’altra versione del croque madame, questa volta aperto e reso più “audace” dall’aromatizzazione con cognac , kirsch, o rum e solo con formaggio svizzero e uovo. 
Ultima versione firmata il croque Polaine, apparso negli gli anni '90, preparato con il pane del celebre panettiere parigino Lionel Poilane 

Ora non mi resta che presentarvi questa versione piuttosto classica. L’alternativa si presenta per la cottura: invece che in forno potreste farlo friggere per pochi minuti per lato in un padellino con il burro chiarificato.

da Alice cucina, Febbraio 2011

croque monsieur
Ingredienti
8 fette di pancarrè
4 fette di prosciutto cotto 
110 gr di groviera o fontina 
70 gr di burro
1 cucchiaio di farina
2 dl di latte
1/2 cucchiaino di senape
1 tuorlo d'uovo 
noce moscata 
sale e pepe


Croque collage

sabato 4 dicembre 2010

Cannelloni.....col cavolo!!!!

Di Daniela
Scroll down for English version

Rieccoci a parlare di benessere! Questa volta l'ispirazione mi è venuta leggendo gli ingredienti del piatto che vi presenterò oggi: parleremo infatti della noce moscata. Nelle ultime ricette che vi ho proposto, sia doci che salate, c'è spesso la presenza di questo piccolo seme legnoso dal gusto intenso e dal profumo così deciso, che il mio magico Talismano della felicità di A. Boni consiglia di utilizzare in una quantità che mi ha sempre colpito: un nonnulla, dice. La pianta da cui proviene è la “Myristica fragrans”, albero sempreverde originario dell’Indonesia, diffuso nelle varie zone intertropicali.
Due-tre volte l'anno produce numerosi frutti, della dimensione di piccole pesche, di colore verde che divengono gialli a maturazione; sono succosi e nei luoghi d'origine la polpa viene utilizzata per preparare una marmellata; quando sono maturi si aprono a metà, rivelando una noce grossa 3-4 centimetri circa, ricoperta da un arillo di colore rosso acceso.
Image6
Per chi, come me, non avesse idea di cosa sia un arillo, vi informo che si tratta di una parte esterna al seme che cresce insieme a questo ed è solitamente carnosa e colorata. All'interno della noce si trova un unico seme, morbido, diviene presto di consistenza legnosa; questo seme è la noce moscata; l'arillo essiccato tende e divenire più chiaro e rigido, si tratta del macis, spezia poco utilizzata nel nostro paese, che ha profumo simile alla noce moscata.
"Già conosciuta dai mercanti Arabi medievali, questa spezia si affermò in Europa solo all’inizio del XVI secolo. L’uso, sia in cucina che in profumeria, divenne così diffuso negli ambienti aristocratici, che commerciarla rappresentò per oltre duecento anni occasione d’ostilità e intrighi tra gli Stati europei.
Ci fu un periodo, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII sec., in cui il mondo cosiddetto "civilizzato" venne colto da una passione per la noce moscata.
In alcuni libri si sosteneva che la spezia fosse un meraviglioso eccitante che cosparso sul collo o in tasca sprigionava il meglio del suo aroma."
La pianta che la produce può arrivare fino ad essere alta 8/10 metri e i suoi frutti si raccolgono a mano o si staccano dall'albero per mezzo di una canna di bambù e il seme si estrae sempre a mano e si pone ad essiccare.
Si può trovare in semi interi, marrone scuro o bianchi (decolorati) oppure macinata. È preferibile comprare i semi interi, conservarli in un recipiente a chiusura ermetica e grattugiarli al momento dell'uso, così l'olio essenziale che la noce contiene in buone quantità mantiene al meglio la sua "forza".
Ma veniamo a noi: come utilizzarla per il nostro benessere? Dalla noce moscata si ricava per distillazione un olio essenziale giallo paglierino dal profumo intenso di spezie, piuttosto dolce, che risulta efficace per facilitare la digestione, per dare tono all'organismo, per lenire i dolori muscolari e reumatici e contro le infezioni intestinali. Per facilitare la digestione basta mettere in 1 cucchiaio di olio di Mandorle dolci 4 gocce di olio essenziale di Noce moscata. Massaggiare, con lenti movimenti circolari lo stomaco con questa miscela, fino a completo assorbimento. Per i reumatismi e dolori muscolari basta mettere 30 gocce di olio essenziale di Noce Moscata in 250 ml di olio di Mandorle dolci e usare questa miscela per massaggiare, due volte al giorno, le zone affette da dolori reumatici o sui muscoli dolenti. Ma il massimo è che è perfetto per un bagno tonificante: bisogna aggiungere all'acqua della vasca 20 gocce di olio essenziale di Noce moscata e immergersi restando nella vasca per un quarto d'ora, venti minuti con gli occhi chiusi, in totale relax. Meraviglioso, no?
Ancora qualche piccola curiosità :
.La medicina cinese impiega la Noce moscata come stomachico, cioè prodotto in grado di attivare la digestione, favorendo di riflesso l'appetito..
.La medicina ayurvedica attribuisce al Macis proprietà digestive e carminative (cioè toglie l'aria che si è accumulata nello stomaco e nell'intestino e lenisce i dolori (detti coliche) da essi derivanti)
.In virtù dell'azione stimolante la Noce moscata viene da sempre considerata afrodisiaca.... A buon intenditor.......

www.taccuinistorici.it
www.agraria.org/coltivazionierbacee/aromatiche/nocemoscata.htm
www.inerboristeria.com/olio-essenziale-noce-moscata.html

www.giardinaggio.it/giardino/aromatiche/Moscata/Moscata.asp#ixzz162MmhA6W


CANNELLONI DI VERZA
Rivisitati da cucina Italiana Novembre 2009
cannellone ok
Ingredienti per 10 persone
1,1 kg di polpa di vitello
500 gr di latte
250 gr di pasta fresca per lasagne
40 gr burro più un po' per la pirofila
40 gr di farina
10 foglie di cavolo verza
una carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
grana grattugiato
vino bianco secco
brodo vegetale
olio extra vergine di oliva
noce moscata, sale e pepe

Tritate la carota la cipolla e il sedano e soffriggeteli in una casseruola con 2 cucchiai di olio per 2-3 minuti, quindi unite la carne e fatela rosolare uniformemente su tutti i lati per 3-4 minuti. Salate e pepate. Aggiungete 2 bicchieri di vino e lasciatelo evaporare poi unite un mestolo di brodo vegetale e cuocete la carne per circa 45 minuti a fuoco medio, in modo che il liquido di cottura si asciughi quasi completamente. (Se non avete voglia di fare tutto ciò procedete con la carne già macinata, riducendo i tempi di cottura. Io ho aggiunto anche un pezzetto di salsiccia fresca)
Sbollentate le foglie di cavolo in acqua bollente (non salata) per 2 minuti, scolatele e stendetele su un canovaccio pulito . Mettetele da parte.
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Sbollentate (nella stessa acqua, dove avrete aggiunto il sale necessario e un paio di cucchiai di olio) anche le sfoglie di pasta per un paio di minuti . Scolatele e mettete anche loro stese su un altro canovaccio.
Togliete la carne dalla casseruola, tagliatela a pezzetti (se non avete usato la carne trita) e passatela nel mixer .
Preparate la bechamelle con il burro, la farina e il latte, cuocendo per 7-8 minuti, regolando di sale e pepe e un "nonnulla", come dice il mio Talismano, di noce moscata. Aggiungete 3 o 4 cucchiai di bechamelle all'impasto di carne, unendo anche 2 cucchiai di grana, e regolate di sale e pepe. Deve risultare un impasto morbido: a quello che vedete nella foto io ho aggiunto 3 cucchiai di bechamelle.
cannelloni
Mettete il ripieno in una tasca da pasticceria, quindi stendete una striscia di impasto sul lato più corto di ogni sfoglia.
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Avvolgete la pasta intorno al ripieno come un cannellone: dovranno essere 10, uno per commensale. Appiattite un po' le foglie di verza e tagliatele in modo da potervi avvolgere i cannelloni, dopo averli divisi in 2.
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Imburrate una pirofila e adagiatevi sopra i cannelloni.
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Copriteli con la bechamelle rimasta, condite con grana a piacere, qualche fiocchetto di burro e infornate a 200° per 20 minuti.
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Accendete il grill e fate grigliare per ancora 4 o 5 minuti.
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Servite caldi
Buon appetito
Dani



CANNELLONI WITH CABBAGE
cannellone ok3
Ingredients for 10 people
38.80 oz (1.1 kg) of lean veal
3.2 cups (750 ml)of milk
8,8 oz (250 g) of fresh pasta for lasagna
4.2 tbsp (60 g) butter plus a little 'for the pan
½ cup (60 g) flour
10 leaves of cabbage
a carrot
1 onion
1 stalk celery
grated Parmesan cheese
dry white wine
vegetable broth
extra virgin olive oil
nutmeg, salt and pepper
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Chop the carrot, onion and celery and fry in a saucepan with 2 tablespoons oil for 2-3 minutes, then add the meat and let brown on all sides for 3-4 minutes. Add salt and pepper. Add 2 glasses of wine and let evaporate then add a ladle of broth and cook the meat for about 45 minutes over medium heat, so the cooking liquid is almost completely dry. (If you do not want to do all this, proceed with the meat already ground, reducing the cooking time. I have also added a piece of sausage)
Blanch the cabbage leaves in boiling water (no salt) for 2 minutes, drain and lay it on a clean cloth and set aside.
Blanch (in the same water where you add salt and a couple of tablespoons of oil), even the sheets of pasta for 2 minutes. Drain and put them too stretched out on another canvas.
Remove meat from pan, cut into small pieces (if you have not used the ground beef) and pass in the mixer, without reducing it in a purée (look at the picture).
Prepare the béchamel with butter, flour and milk and cook for 7-8 minutes and season it with salt and pepper and nutmeg. Add 3 or 4 tablespoons of béchamel to the meat mixture, even by adding 2 tablespoons Parmesan, and season with salt and pepper. It must be a soft dough: in what you see in the picture I added 4 tablespoons of béchamel.
cannelloni
Put the filling in a pastry bag, then roll out a strip of dough on the shorter side of each sheet.
Wrap the sheet around the filling like a cannelloni: must be 10, 1 for each guest. Flatten a bit 'cabbage leaves and cut them so that you can wrap the cannelloni, after being divided in two.
Grease a baking dish and Lie down the cannelloni.
Cover with the remaining béchamel, topped with Parmesan to taste, some butter flakes and bake at 392 F° for 20 minutes.
Turn on the grill and let grill for another 4 or 5 minutes.
Serve warm
Bon appetite
Dani


venerdì 26 novembre 2010

Sformatini di zucca con salsa al taleggio e tartufo

Di Daniela

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Devo proprio condividere con voi una delle cose che amo di più: i colori dell'autunno. Penso che sia un momento magnifico per la natura, che sa sprigionare un fascino e una bellezza rara,
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un mix di colori e di sfumature incredibili.
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A questo si aggiunge spesso un particolare profumo della terra e dei fiori più delicato della "sfacciata" aggressività estiva, ma altrettanto persistente e particolare
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Ora ditemi sinceramente: dopo questa sfilata di colori e profumi, così intensi, così vividi, avrei potuto presentarvi qualcosa di scipitello in beige? Assolutamente no, è ovvio, e quindi eccovi gli

SFORMATINI DI ZUCCA CON SALSA DI TALEGGIO E TARTUFO

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Lo sformatino , a differenza del soufflè, come abbiamo già detto a proposito di quelli al parmigiano, non deve essere necessariamente servito subito, perché non sgonfia ed ha una consistenza maggiore rispetto all’altro. Quindi potete tranquillamente prepararlo per tempo e poi riscaldarlo in forno per pochi minuti, prima di servirlo.

Ingredienti per 6 persone:
350 ml circa di bechamelle densa
400 gr di purea di zucca,
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale, pepe, noce moscata
3 uova
150-200 gr di Taleggio
4-5 cucchiai di panna o di latte
tartufo bianco o Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva

sformatino di zucca
Mettete la zucca tagliata a fette non troppo spesse con la buccia in forno a 170° avvolta in carta d’argento per circa 30 minuti, o finché la polpa non cede alla pressione dei rebbi della forchetta. Toglietela dal forno eliminate la buccia e passatela al setaccio o frullatela nel mixer. Mettetela da parte. Preparate una bechamelle densa (350 gr di latte, 50 gr di burro e 50 gr di farina) e mettetela a raffreddare. Unite poi le uova, la polpa di zucca, il formaggio e condite con sale, pepe e noce moscata. Versate il composto negli stampini imburrati e metteteli in una teglia ampia, che riempirete d’acqua fino a metà abbondante degli stampini, e infornate a 180/200° (dipende come sempre dalla potenza del vostro forno) per 35 minuti circa nel forno ventilato e 45 circa nello statico. Preparate intanto la salsa. Mettete sul fuoco medio una casseruolina con il taleggio tagliato a pezzi e privato della crosta, qualche cucchiaio di latte o di panna, secondo le vostre preferenze. Se dovesse venirvi troppo densa, aggiungete un po' di latte. Viceversa, nel saso fosse troppo liquida, un cucchiaino di fecola sciolto in un cucchiaio di latte rimedierà la faccenda. Disporre la salsa sul piatto e, se vi fa piacere appoggiate lo sformato su un crostino di pane, che da un po' di croccantezza all'insieme. Su tutto il tocco di sapore speciale: qualche lamella di tartufo bianco, o, in mancanza, una punta di cucchiaino di Tartufo Estivo Spoleto macinato in olio extravergine di oliva, come quello che ho usato io.... Eccovi pronto una squisitezza, un trionfo di sapori, paradiso per le papille gustative, specialmente se, come me, amate il tartufo e i sapori della terra.
Vi auguro un Buon Appetito!

Dani



It' Fall!

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Now tell me sincerly: after this parade of colors and scents, so intense, so vivid, could I introduce something in beige? Absolutely not, of course, so here's the
Pumpkin flan with Taleggio sauce and white truffle

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The flan, unlike the souffle, as we have said about the parmesan one, need not be served immediately, after cooking. So you can safely prepare it in advance, and then warm it in the oven for a few minutes before serving.
Serve 6
350 ml of thick béchamel
400 grams of pumpkin puree,
3 tablespoons grated Parmesan cheese
salt, pepper, nutmeg
3 eggs
150 gr Taleggio cheese (fomaggio medium ripe, soft and strong taste)
3 spoons cream or milk
a white truffle


Put the pumpkin cut into slices not too thick with the peel in the oven at 350F°, wrapped in silver paper for about 30 minutes, until the flesh yields to the pressure of the prongs of a fork. Remove from oven, remove the peel and pass through a sieve or put it in the mixer. Set aside. Make a thick béchamel (350 grams of milk, 50 g butter and 50 grams of flour) and allow it to cool. Then add eggs, pumpkin, cheese and season with salt, pepper and nutmeg. Pour the mixture into buttered molds and put them in a large pan, filled with plenty of water to half of the molds, and bake at 356/392F° (as always depends on the power of your oven) for 35 minutes in a convection oven and 45 at about the static. Meanwhile prepare the sauce. Put a small saucepan over medium heat with Taleggio cut into pieces and deprived of the crust, a few tablespoons of milk or cream, depending on your preferences. If it's too thick, add a little 'milk. Place the sauce on the plate and put the flan in the center on a crouton, if you like it, in a way that is firm and not drenched in sauce. Put on the top of the flan some slices of white truffle, or, if you have not, a teaspoon of ground Summer Truffle in extra virgin olive oil, like the one I used ....Here is a triumph of flavors, a paradise for the taste.
Bon appetit
Dani

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