OverBlog

Visualizzazione post con etichetta latte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta latte. Mostra tutti i post

mercoledì 8 maggio 2013

Crostata di asparagi e formaggio e Involtini di asparagi di Delia Smith

Di Daniela

asparagus and cheese tart

Certo, la stagione è quella giusta per i picnic.... in teoria, perchè , sempre in teoria, le giornate iniziano ad allungarsi, il sole ad essere più caldo e la voglia di stare all'aria aperta comincia a farsi sentire.... Continuo a ripetere in teoria perchè, nella realtà, si fa un po' fatica ad adattarsi a questa tradizionale idea di primavera. Ora come ora si alternano, con implacabile monotonia, una o due giornate di bel tempo, a volte addirittura  splendido, due nuvolose e almeno una di pioggia e, a conti fatti, quest'ultima parte tocca quasi sempre ai weekend. In pratica ti illudi durante durante la settimana, di poter organizzare qualcosa fuori casa con gli amici, fosse anche semplicemente in giardino, ma con la fastidiosa certezza che durante il fine settimana dovrai startene tappata in casa.
La cosa ha svariati aspetti negativi, dall'umore sotto i tacchi, alle grandi manovre di riordino rimandate ad oltranza  (e qui, vilmente, non mi sento di soffrire troppo :-)), al ritardo nel mio hobby-lavoro in giardino e al fastidio di pensare che dovremo rinunciare al piacere delle temperature moderate primaverili, per passare direttamente alle estive....
fiore
Però, non demordo e continuo a pensare ricette e piccoli piaceri da gustare all'aperto, quando finalmente potremo farlo tranquillamente: il piatto di oggi è proprio uno dei frutti di queste amene riflessioni, pensato da Delia Smith proprio per i picnic. Dal momento che è il momento degli asparagi ho pensato di abbinare alla crostata salata anche un contorno sfiziosissimo, gustoso e croccante. Guardate un po' se vi piace l'idea. Certo non è dieteticissimo e quindi non si accorda con il concetto di vitino di ...ape, 

vitino di ...ape

ma è un piatto unico ottimo se accompagnato da una bella insalata fresca ...

Asparagus and cheese tart
Delia Smith, Complete illustrated cookery course.

asparagus and cheese tart

Ingredienti per 4/6 persone
per il ripieno
350 gr di asparagi
40 gr di ceddar ( o gruviera) grattugiato
1 cucchiaio raso di parmigiano reggiano
2 uova grandi
275 ml di panna fresca
sale e pepe appena grattugiato
per la pasta  ( io ho preparato una dose doppia di pasta perchè la base mi piace un po' più spessa)
110 gr di farina
40 gr di parmigino (grattugiato)
un pizzico di sale
50 gr margarina
acqua fredda

asparagi d Delia

Come vi dicevo io ho fatto doppio quantitativo di pasta perchè mi piace un po più spessa. Con quella che mi è avanzata ho preparato del "sfoglie" di pasta cotta in forno a 200° per 5 minuti, da usare come pane... Tipo pane azzimo: squisito!.
Ho preparato una teglia da 22 cm e 5 tortine monodose. Penso  che le dosi indicate siano sufficienti per una tortiera da 24/26 cm.
Preparate la pasta : mescolate tutti gli ingredienti, aggiungendo un cucchiaio o due di acqua freddissima se necessario,  fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Avvolgetela poi nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti almeno. 
Preriscaldate il forno a 180° . Trascorso il tempo stendete la pasta con il mattarello e foderate l'interno della teglia . Bucherellate il fondo e mettete la teglia in forno per 20 minuti. Tiratela fuori, pennellatela leggermente con un po' di uovo sbattuto ( sottratto alle due uova utilizzate per il ripieno) e rimettetela in forno per 5 minuti.
asparagus and cheese tart

Intanto preparate gli asparagi: lavateli, tagliateli in pezzi di circa 4 cm e cuoceteli al vapore fino a farli diventare morbidi, ma non tropo cotti (Delia dice di metterli per 5 minuti sopra l'acqua bollente). Una volta cotta la base disponeteci sopra gli asparagi e spolverateli con il ceddar (o il gruviera) grattugiato Mescolate le uova sbattute con la panna, aggiungete il sale e il pepe e rovesciatele sugli asparagi: mettete sopra il parmigiano e infornate il tutto per 30/35 minuti (per Delia 40 min.), o finché il ripieno non diventa di un bel colore dorato e ben gonfio. Sulle tortine ho spolverizzato, prima di metterle in forno, della paprica dolce. Mi  è piaciuto il tocco di sapore in più...
Questa torta è eccellente mangiata sia fredda che calda.

Asparagus under wrap
da Delia’s Summer Collection.
asparagus under wraps

Ingredienti
12 asparagi
175 gr fi fontina o gruviera
12 fette d prosciutto crudo dolce (circa 150 gr)
Sale (non serve in realtà: i formaggi e il prosciutto sono sufficienti)

asparagus under wraps

Le dosi che ho riportate sono per 4 persone: usandoli come accompagnamento alla torta ho preparato solo 2 involtini a testa
Per preparare gli asparagi: togliete la parte bianca e legnosa da ogni asparago lavateli e cuoceteli a vapore finché non diventano teneri (Delia suggerisce 5 o 6 minuti su acqua bollente) , ma non troppo cotti. Tagliate a fettine sottili la fontina o il gruviera o grattugiate il parmigiano
Ora mettete le fette di prosciutto di Parma su un tagliere, disponete su ogni fetta due fettine di gruviera o fontina e del parmigiano grattugiato (Delia proponeva o parmigiano , io ho preferito e parmigiano) . Mettete un asparago ad una estremità del prosciutto ed arrotolatelo bene.
Il bello di questa ricetta è che potete prepararla con largo anticipo e poi, subito prima di servire i roolini, basta metterli in una teglia nel forno già caldo a 200°C e lasciarli dentro per 5 minuti o finché non comincia a sciogliersi il formaggio. Serviteli caldi.

Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 8 marzo 2013

Pani dal mondo: i Parker House Rolls di Martha Stewart

Di Daniela

Per gentile concessione della New York Public Library

Termino la settimana richiamando il post di mercoledì: vi raccontavo che al Parker House Hotel (Omni Parker House) insieme alla Boston Cream Pie, è nato anche il celebre Parker House Roll, un panino burroso e morbidissimo, eccellente sia per la colazione, che come accompagnamento a vari piatti.

La sua storia questa volta è divertente : viene creato , secondo la leggenda, da un cuoco tedesco, un certo Ward, impiegato presso la cucina dell'Hotel (sapete che all'Omni Parker House ha lavorato anche Malcom X?), il quale, arrabbiatissimo sa il cielo per cosa, dopo aver preparato l'impasto dei panini e averli tagliati alla bell'e meglio, li lancia stizzito all'interno del forno: i panini cuociono e lui, costretto a servirli per la mancanza di tempo, riceve moltissimi complimenti per la loro creazione, cominciando così la produzione giornaliera.


In realtà ben più logico ed interessante è il ragionamento storico dell'autrice di abreadaday, che spiega che l'abitudine americana a panificare con mais ed altri cereali, legata al difficile reperimento iniziale (Gambetto!! i soliti padri :-))) ed all'alto costo della farina di frumento importato dall'Europa, abitua i coloni a pani rapidi e morbidi. 

foto da qui
Quando poi l'agricoltura indigena prese a produrre grano in proprio ormai l'abitudine alla crosta morbida era molto radicata e quindi si continuarono per molti anni a preferire panini come i Parker House Rolls, teneri al morso, profumati e burrosi.
Di questi in particolare Fannie Farmer, appassionata esperta di cucina, fornisce una ricetta nel 1896 nel suo Boston Cooking-School Cook Book, un mito in America, il primo ad affrontare la cucina in modo più rigoroso, anche nella stesura delle ricette.

Io ho seguito quella di Martha, tanto per cambiare, anzi una delle ricette di Parker House Rolls. In casa li hanno trovati deliziosi e come al solito la mia velleità di congelamento è sparita nei loro capaci stomaci!


Parker House Rolls
DSCF8313

Ingredienti per circa 36 panini

  • 113 gr (1/2 tazza burro fuso ), più burro fuso per spennellare i panini 
  • 355 ml (1 1/2 tazze) di latte caldo (115 gradi) 
  • 7 gr (1/4-once) di lievito secco attivo
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 uova grandi, leggermente sbattute
  • 650/ 700 gr (6 o 6 1/2 tazze) di farina,  più un po' per il piano di lavoro

DSCF8320

Spennellate una grande ciotola con il burro e mettetela da parte. In una piccola ciotola, sciogliete il lievito in 60 ml di latte. Lasciate riposare fino a quando si formano un po' di bollicine in superficie, circa 5 minuti. In un'altra ciotola, unite il burro fuso, lo zucchero, il sale, il rimanente latte e le due uova leggermente sbattute. Sbattete con una frusta per mescolare. Unite il lievito.
Con un cucchiaio di legno, unite la farina, 1 tazza alla volta, fino ad ottenere un impasto morbido. rovesciate l'impasto su un piano di lavoro infarinato e impastate fino a che non otterrete un impasto liscio ed elastico, da 5 a 10 minuti. Mettete la pasta nela ciotola preparata, e rigiratela per ungerne tutta la superficie. Coprite con pellicola trasparente. Lasciate riposare in un luogo caldo fino al raddoppio per circa 1 ora e 15 minuti.
Sgonfiate la pasta e dividetela in 2 parti. Rovesciate la ciotola usata per la lievitazione sui due pezzi di pasta e lasciate riposare per 10 minuti. Lavorate con un pezzo alla volta, su una superficie leggermente infarinata: create un quadrato da 30 x 30 cm  spesso un po' meno di 1 cm.. Tagliare in sei strisce (prima a metà e poi la metà in 3 parti). Tagliate poi ogni striscia in tre rettangoli.
Spennellate con burro fuso i rettangoli. Con un coltello, incidete leggermente i rettangoli (non perfettamente a metà) e ripiegateli  su se stessi con la parte imburrata all'interno. Disponete i rettangoli in file regolari leggermente sovrapposte, su una teglia imburrata. Lasciate circa 1 cm di spazio tra le righe. Coprite con un panno e lasciate riposare fino al raddoppio della massa, da 20 a 30 minuti.

rolls della Martha

Preriscaldate il forno a 190 gradi. Spennellate i panini con burro fuso. Trasferite in forno e cuocete fino a doratura, circa 17 minuti, se cuocere una singola striscia, circa 25 minuti, se cuocete 3 strisce alla volta . Togliere dal forno e spennellate nuovamente con il burro fuso e spolverateli con un pochino di sale (per me rosa dell'Himalaya) Se li assaggiate tiepidi non riuscite più a smettere di mangiarli!

DSCF8325

Se desiderate congelarli, preparate tutto seguendo le indicazioni, fino alla disposizione in teglia: quando sarete a questo punto congelate le singole "strisce" e quando desidererete utilizzarle, basterà estrarle dal freezer e disporle su una teglia imburrata, coperte dalla pellicola trasparente fino a quando non saranno scongelate e avranno raddoppiato il loro volume, in circa un paio d'ore. A questo punto potrete cuocerle seguendo le istruzioni precedenti.
Potete trovare questi spettacolari panini anche dalla  Stefi, una garanzia!!!
Buona giornata
Dani

lunedì 28 gennaio 2013

Cannelloni alla bechamelle e le ragazze vincenti (e non solo)

Di Daniela

In uno sport che qui in Italia, calcio a parte, non è seguito né supportato a sufficienza (come capita alla cultura d'altronde), con atleti che spesso si lamentano di doversi pagare molti di quegli aiuti che nelle altre squadre nazionali sono offerti, che devono ricorrere spesso alle forze dell'ordine e all'esercito per avere qualche possibilità di  allenarsi liberamente,  alcuni nostri rappresentanti si sono presi e ci hanno regalato in questi ultimi tempi, belle soddisfazioni, dimostrando la tenacia e la grande capacità e il talento di cui sono dotati al di là di tutte le difficoltà in cui si dibattono per la scarsità degli impianti, per la difficoltà del trovare sponsor o aiuti vari che sappiano portarli in quel Gotha internazionale che spesso le loro capacità meriterebbero.
Questa volta sono state, come spesso accade, le signore in rosa a prendersi un bel po' di rivincite su tutti questi problemi.
Cominciamo dalla più elegante: Carolina Kostner, bella e sorridente come sempre, ha vinto per la quinta volta il titolo Europeo di pattinaggio su ghiaccio di figura femminile sabato sera a Zagabria


venerdì 16 novembre 2012

Per il piatto storico : gli scones e la Stone of Destiny (Wholewheat fruit scones di Delia Smith)

Di Daniela

Gli scones e la Stone of Destiny

foto da qui
Partiamo ancora una volta da una storia antichissima di re, di guerre di furti e di destino… Molto tempo fa, nel IV secolo a.C. per la precisione, una pietra semplice, più o meno rettangolare, di arenaria, che una delle molte leggende che la riguarda vuole addirittura che sia proprio la stessa pietra usata come cuscino da Giacobbe*, approda, dopo incredibili viaggi e avventure, tutte più o meno ricche e spesso fantasiose, in Irlanda, dove venne benedetta secondo la stessa leggenda, da San Patrizio.

mercoledì 7 novembre 2012

Crema inglese semplice, al croccante ed al cioccolato

Di Daniela

mtc ufficialeMio papà avrebbe senza dubbio liquidato la cosa con un lapidario : "Avete più idee che Santi in camera" e temo che non avrebbe avuto tutti i torti. Questa cosa del sito nuovo per l'MtC in effetti devo dirvi che al momento mi sta creando qualche scompenso tecnologico... Siamo infatti così arrivate a gestire Menu Turistico, la sua pagina facebook, Emmetichallege e relativa  pagina facebook, le varie rubriche di entrambi i blog, le varie email (personale compresa) e i vari siti connessi alle attività giornaliere, che siano di ricerca o semplicemente di consultazione.

giovedì 15 marzo 2012

Tatin dorata al prosciutto affumicato

Di Daniela

Dopo avervi propinato una due giorni storica durante lo scorso fine settimana, non ho davvero più cuore di parlarvi di argomenti impagnativi: però due righe sulla celeberrima Tarte Tatin posso scriverle vero? La leggenda legata alla sua invenzione ha fatto il giro del mondo fin dalla sua creazione e così posso solo farvi un veloce accenno per rinfrescare la memoria. 

Le due sorelle Stephanie e Caroline Tatin dirigevano a cavallo tra '800 e '900 un albergo-ristorante di famiglia nel ridente paesino di Lamotte-Beuvron (nella regione del Centro in Francia): questo "Hôtel-restaurant Tatin" era molto frequentato in particolare nella stagione della caccia per la sua posizione favorevolissima per gli appassionati. La storia racconta che la domenica di apertura della caccia, con il locale pieno di avventori, la sorella che si occupava della cucina, Stephanie, direi, si accorse di essere rimasta senza la loro richiestissima torta di mele. 
la teglia originale
Così nell'agitazione del momento versò lo zucchero e burro in una teglia, vi dispose sopra le mele tagliate a fette e infornò il tutto. Solo qualche minuto dopo le venne in mente di non aver messo sotto mele, burro e zucchero la pasta brisè! Senza perdersi d'animo la nostra Stephanie si lanciò verso il forno, estrasse la teglia, copri le mele che intanto si stavano caramellando con la pasta e rimise tutto in cottura. Cotta la pasta tirò fuori la teglia dal forno, la rovesciò sul piatto di portata e voilà, la torta che divenne poi quasi un simbolo della cucina francese, la mitica Tarte Tatin era nata!
Quest'oggi però vi propongo una rivisitazione salata della celebre Tarte: così, gustosissima e delicata, ecco a voi la

Tatin dorata al prosciutto affumicato
da sale e pepe del febbraio 2006
tatin
ingredienti per 4
(preparazione 30 minuti e cottura 45 minuti totali)
2 finocchi
80 gr di prosciutto di Praga
30 gr di farina
3,5 dl di latte
1 cucchiaio di zucchero semolato
pasta brisée
mezzo limone
50 gr di burro
sale e pepe nero
tatin

Preparate una bechamelle con 20 gr di burro, la farina, il latte il sale e il pepe; trasferitela in una ciotola e fatela raffreddare mescolando ogni tanto.
Pulite e lavate i finocchi, tagliate ciascuno in 8 spicchi e scottateli in acqua e succo di limone, in leggera ebollizione per 5 minuti; scolateli e fateli intiepidire. Sciogliete il burro rimasto e lo zucchero in uno stampo del diametro di 18 cm e, ruotando spesso, cuocete finchè si non formi un caramello biondo chiaro.
Disponete sul caramello i finocchi a raggiera, poi a strati, metà bechamelle, il prosciutto e il resto della bechamelle.

DSCF2140

Coprite con la pasta brisée, ripiegate i bordi all'interno bucherellate la superficie con una forchetta, così in cottura non si gonfia. Infornate a 220 °C per circa 30 minuti.
Rovesciate la tatin su un piatto e servitela come antipasto o secondo.

DSCF2142

Ora come al solito le osservazioni: Particolarità sul pepe, anche queste come al solito. Se lo avete utilizzate come pepe quello lungo del bengala che con i finocchi sta benissimo e che bilancia  le parti dolci del piatto, il caramello e l'ortaggio stesso. Incidentalmente i finocchi sono squisiti anche tagliati sottili e saltati in padella semplicemente, con un filo d'olio e una macinata di pepe...

DSCF0631
Io ho sbagliato nella scelta della teglia, e me ne sono resa conto solo quando ormai era troppo tardi per cambiare: è meglio che questa sia alta almeno 2 o 3 cm. Io ho utilizzato uno stampo da crostata, ma è risultato  troppo basso e un po' di bechamelle è fuoriuscita durante la cottura ... niente di grave, ma un cm in più non avrebbe guastato.
La pasta brisè l'ho preparata io seguendo la ricetta del Talismano con 50 di farina, 30 di burro e 1e 1/2 cucchiaio di acqua freddissima: in questo modo è venuta un po' sottile, come piace a noi: se la preferite più spessa, non rimane che aumentare le dosi mantenendo le proporzioni.

DSCF2180

Ultima osservazione sul caramello salato: non giratelo troppo,  più che altro "smuovetelo".
Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 17 febbraio 2012

I Kniekiechl (krapfen bavaresi) e la merenda di Matti

Di Daniela

Siccome sono donna di parola, avevo preannunciato un’altra ricetta di krapfen ed  ecco che mi presento con una versione di  Annelise Kompatscher (il nome è già una garanzia, vero?), tratta da ''I dolci'',  mio piccolo libro che ci ha già regalato 3 splendide ricette: gli strudel di mele o di ricotta  e la torta di mele.
D'altra parte, oltre che donna di parola sono pure amica di Eleonora, e così ho pensato che al suo Matti forse avrebbe fatto piacere provare ad assaggiare questi dolci dal nome impronunciabile (credo suoni qualcosa come cnichiecl), ma dal cuore soffice e golosissimo per una merenda un po' speciale, perfetta per il carnevale :-)
La versione della Kompatscher che vi presento, è quella di un tradizionale  dolce Bavarese, i Kniekiehl, di origine, sembra, Boema e comunque apprezzatissimi in tutta l’Europa centrale, fino al nostro Tirolo.
Il sapore è perfetto: la pasta non troppo dolce ben si sposa con lo zucchero a velo abbondante che ricopre la ciambella e il sentore leggermente aspro della marmellata di mirtilli  (io ho provato anche con quella ai frutti di bosco e alle fragole e li ho trovati buonissimi). Naturalmente la merenda deve anche essere accompagnata da qualcosa di altrettanto piacevole da bere.  E allora cosa meglio di un fresco e leggero smoothie ai frutti di bosco e cannella? c'è la dolcezza del miele e del latte, il punto leggermente acidulo dei frutti di bosco, la cremosità della banana e la leggerezza dello yogurt con il profumo della cannella. Insieme in sintonia!
Quindi, deciso il menù  si parte con i nostri golosissimi

KNIEKIECHL
Da I Dolci di A. Kompatscher

kniekiechl

 Ingredienti per circa 30 Kniekchl
5oo gr farina
125 ml di latte
30 gr. di lievito di  birra
mezzo cucchiaio di zucchero
3 tuorli d'uovo
50 gr. burro fuso
scorza di mezzo limone
250 ml di latte
olio per friggere
marmellata di mirtilli

kniekiechl

Mescolate il latte, il lievito e lo zucchero e ponete questo composto in un luogo caldo a lievitare (15 minuti)
Setacciate la farina in una terrina, fare un incavo e versarvi il composto di latte lievito e zucchero.
Impastate il composto con poca farina e lasciare lievitare ancora (25 minuti). Unite quindi i tuorli, il burro raffreddato, la scorza di limone ed una parte del latte, mescolate bene e poi lavorate la pasta finché incomincerà a fare delle bollicine e si staccherà dal bordo della terrina. Mi raccomando versate il latte poco per volta e solo in parte per raggiungere la giusta consistenza, che deve essere morbida, ma non appiccicosa. Se la pasta risultasse troppo consistente aggiungetevi il latte restante. Coprire la pasta  e fatela lievitare . Mettetela quindi sulla spianatoia infarinata, impastatela brevemente con delicatezza e dividetela in tanti pezzi regolari. Formate altrettante palle, copritele con un canovaccio  e faele lievitare (1 ora 1/2).
Riscaldate l'olio. Tirate ogni pezzo di pasta in tondo dal centro verso l'esterno, in modo da ottenere dei dischi dal bordo rigonfio. Friggete i krapfen in abbondante olio ben caldo e , mentre friggono, irrorateli di olio bollente in modo che si gonfino bene. Lasciate sgocciolare le frittelle. 
Disponetele su di un piatto con l'incavo verso l'alto che riempirete di marmellata di mirtill.
Spolverizzate di (abbondante) zucchero a velo.
kniekiechl

Osservazioni personali:
  • i tempi di lievitazione che ho utilizzato li ho scritti tra parentesi.
  • sembra molto il lievito, rispetto alla farina, ma devo dire che i kniekiechl sono venuti perfetti, leggerissimi, senza alcun sentore di lievito: visto che spesso me lo chiedete, vi anticipo dicendo che penso si possa, volendo , ridurne la quantità, aumentando i tempi di lievitazione. Ma personalmente ho seguito le dosi al grammo. Ho ottenuto scodelline sofficissime e ben gonfie.
  • la pasta deve avere una consistenza morbida e soffice, tipo pasta del pane, ma non appiccicarsi alle dita 
  • per friggerli aspettate che l'olio sia ben caldo (io facio sempre la prova con un pezzetto di pane) e naturalmente cercate di mantenere la temperatura costante non mettendo troppi pezzi tutti insieme. Li ho fritti mettendoli dapprima con la parte vuota verso il basso, irrorandoli sempre di olio con la schiumarola, e poi li ho girati per far dorare anche la "cupola" : giusto 1 o 2 minuti per parte sono sufficienti.
  • ovviamente metteteli a scolare con l'incavo verso il basso sulla carta da cucina, prima di riempirli e spolverizzarli con lo zucchero a velo.
  • come vi dicevo all'inizio li ho provati con la marmellata di fragole e di frutti di bosco ed erano eccellenti! 
Eccovi invece la semplicissima ricetta per lo

Smoothie ai frutti di bosco

smoothie

per 3 bicchieri

2 banane
1 tazza di frutti di bosco surgelati (ovviamente andrebbero benissimo anche i freschi!)
1 tazza di yogurt naturale
1 cucchiaino di miele (oppure utilizzate lo yogurt dolcificato all’uva)
1 tazza di latte
1 spolveratina di cannella

smoothie

Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e fatelo andare fintanto che non si forma un composto cremoso e liscio. Filtratelo , per eliminare i semini, e servitelo subito ai vostri ospiti.
Per averlo fresco non occorre il solito ghiaccio, per via dei frutti di bosco surgelati. Preferite il miele allo zucchero: innanzitutto si scioglie meglio e poi è più salutare.  Se volete preparare qualcosa di più scenografico, potreste prearare prima lo smoothy alla banana con 1 banana, metà dello yogurt  e ½ cucchiaino di miele (se lo yogurt non è dolcificato) e versatelo sul fondo del bicchiere  e poi preparate con gli altri ingredienti lo smoothie rosso, versandolo sopra con delicatezza (magari aiutandovi con il dorso di un cucchiaio ) e completandolo con una spolveratina di cannella.

smoothie e krapfen

Carino, no ? Non è colorato abbastanza per carnevale?
Con queste ricette partecipiamo al contest di Eleonora di Burro e miele


Buona giornata a tutti
Dani

giovedì 9 febbraio 2012

I Krapfen - ciambella -2- e Identità golose

Di Daniela

Eccomi qui di nuovo, dopo una due giorni infuocata a Milano per seguire Identità Golose 2012.
Intanto devo dire che nonostante le condizioni meteo veramente proibitive, con un freddo che generosamente possiamo definire pungente, ma a sentire la mia amica Ornella, Palermitana doc., aveva ben altre definizioni possibili, dentro i grandi spazi espositivi il pubblico decisamente non è mancato: parlando con un ragazzo che ha lavorato presso lo stand della Lavazza, fornitore di caffeina per chiunque come me non può proprio farne a meno, in questi tre giorni, e più precisamente fino alle 14 di martedì, avevano consumato qualcosa più di 13 kg di caffè....non male in due giorni e mezzo, vero? Devo dire che rispetto allo scorso anno ho trovato l'utilizzo dello spazio più razionale e quindi più facile il muoversi tra le sale e il poter seguire i vari appuntamenti, anche se necessariamente ho dovuto come tutti effettuare scelte drastiche su cosa o chi seguire....
Gli argomenti erano molto interessanti e gli chef presenti devo dire davvero notevoli per l'insieme collettivo di stelle presenti in questa 3 giorni di follie di sapori.
Anche tra gli espositori ho trovato molte interessantisime proposte, tra profumi di pane appena sfornato, pizze, salumi, formaggi, vini, spumanti, liquori e mille altri aromi e i colori accesi di libri, accessori, ceramiche, cioccolato con foglie d'oro, gelati e ... perfino pesci pregiati surgelati!
L'atmosfera era decisamente vivace e la presenza di tutti i nostri chef-star (l'equivalente di una rock star, tanto per intenderci) hanno reso l'insieme interessante e piacevole. Non ero presente domenica, il giorno della inaugurazione, ma ho "gustato" in ogni senso l'evento nei successivi due giorni. L'unico dispiacere è il non essere una e trina, senza voler azzardare paragoni impossibili, perchè pur vedendo molto, non è proprio stato possibile vedere tutto....

c. Cracco

Quest'oggi mi limito a darvi una piccola antecipazione, nei prossimi giorni vi racconterò qualcosa di più preciso.... voglio però solo dirvi che ho iniziato la mia partecipazione con il botto e cioè con l'uomo che la Ale voleva "qui e subito" qualche tempo fa: il mitico C.C. ossia la star Cracco in persona.....
Per foto e racconti più dettagliati dovrete aspettare ....:-))))
Vi lascio ad ingannare l'attesa con la seconda ricetta della nostra Bomboloni-krapfen-story.....


I Krapfen-ciambella
ricetta di  Minnie67

ciambelle

Questa ricetta l'avevo salvata molto tempo fa e ora finalmente ho trovato l'occasione per prepararla e proporvela: provate anche questa soffice dolcezza e ditemi un po'....

Dosi per 50 ciambelle circa da 30 gr.(ma si possono fare anche da 60):

300 gr di patate bollite schiacciate
750 gr di farina di forza (manitoba)
115 gr di Zucchero
35 gr di lievito di Birra
40 gr di burro
3 uova
7 gr di sale
50 gr circa di latte
la buccia grattuggiata di limone o arancia
1 pizzico di vanillina
Olio per friggere e zucchero semolato per copertura

DSCF0985 

Sbucciate le patate bollite e passatele allo schiaccia patate fino ad ottenere 300 gr di passato.
Mettete sulla spianatoia (o nel contenitore dell’impastatrice) la farina, lo zucchero, la buccia grattugiata di un’arancia, il sale, il burro fuso, il passato di patate e cominciate ad impastare.
Aggiungete poi un uovo alla volta continuando a lavorare l’impasto. Per ultimo aggiungete il lievito sbriciolato in 50 gr di latte riepido. Impastate bene fino ad ottenere un impasto liscio ma leggermente appiccicoso. Se il tutto dovesse venirvi troppo asciutto (dipende dalla capacità di assorbimento della farina che usate), aggiungete eventualmente qualche cucchiaio di latte, secondo le vostre esigenze.
Quando avrete ottenuto la giusta consistenza lasciate riposare l’impasto in una ciotola protetta da pellicola trasparente per circa mezz’ora.
Intanto preparate le placche da forno rivestendole con carta forno leggermente unta, e accendete il forno, in modo che sia appena tiepido ( non deve superare i 30°C).
Riprendete l’impasto e dividetelo in pezzetti da circa 30 gr l’uno, lavorateli per ottenere dei rotolini che chiuderete a ciambella. Metteteli sulle placche preparate, sistemandoli non troppo vicini per evitare che gonfiando si appiccichino. Mettete le placche nel forno (spento) tiepido e lasciate riposare per altri 30 minuti. Trascorso questo tempo saranno piuttosto gonfie: immergetele allora nell’olio ben caldo e friggetele per qualche minuti.
Appena dorate scolatele, mettetele per un attimo su carta assorbente per far loro perdere l’olio in eccesso e passatele nello zucchero semolato.
Mangiatele calde, tiepide o fredde come preferite, da sole, intinte nella marmellata o accompagnate ad una bella cioccolata calda o ad un tè fumante…. Non smettereste più di morderle……
Buona giornata
Dani

(La nostra Minnie suggeriva, a chi desidera velocizzare al massimo il procedimento, di usare i fiocchi di patate: in questo caso le dosi sono 60gr di Fiocchi di patate e 300 gr di latte. Mettete a scaldare sul fuoco il latte. Appena giunto a bollore buttate dentro i fiocchi: lasciate assorbire e mescolate fino ad ottenere un purè e poi procedete usandoli al posto della passata di patate nell’impasto. Vedete voi….)

lunedì 30 gennaio 2012

Panini di grano saraceno, noci e pinoli

di Daniela

Al termine di una settimana infinita, passata tra avvenimenti piacevoli, altri decisamente meno, festeggiamenti ed incontri interessantissimi, alternati a tensioni e stress vari, ci aspetta un'altra settimana faticosa da un diverso punto di vista.
Siete pronti per il grande freddo?  Sembra infatti che nei prossimi giorni sconteremo pesantemente tutte le temperature simil-primaverili che abbiamo avuto da dicembre e fino ad ora. La perturbazione sta arrivando dalla Francia e a poco a poco investirà tutta l'Italia, con temperature che saranno ancor più rigide di quelle di quest'ultimo we che già si aggiravano, perfino qui a Genova, sui 3/4 gradi e non ci lascerà fino al prossimo sabato. Certo è una prospettiva non proprio rosea...
Quindi, nel caso abbiate un po' più di tempo da passare in casa, avendo magari la possibilità di scegliere un buen retiro al calduccio, invece di un'uscita all'aperto, :-)) potreste impegnarvi nel preparare qualcosa di morbido e saporito. 
Questi panini sono ottimi e molto gustosi e si prestano ad essere imbottiti con qualunque salume, per me un'eccellente salame di cinghiale, regalo del papà (cacciatore) di un'amica, ma sono perfetti anche con un po' di dolcissima nutella... la scelta, si sa, talvolta può rivelarsi ardua......

 Panini di grano saraceno, noci e pinoli
panini

Ingredienti
300 g farina di manitoba
100 g farina di grano saraceno
100 g farina integrale
Sale quanto basta
20 g di noci circa
20 g di pinoli circa
200 ml di latte
100 g burro
25 g di lievito di birra

panini

Il procedimento è il solito : fate sciogliere il lievito in 100 ml di latte tiepido e un cucchiaino di zucchero e lasciate riposare coperto per una decina di minuti.  Appena inizia a fare le bolle e ad aumentare  di volume va bene.
Mettete il burro e la farina nell'impastatrice e fatela partire ( o iniziate a lavorarli a mano a vostro piacere)  aggiungendo il lievito sciolto nel latte .
Appena la massa avrà assorbito il liquido, aggiungete poco per volta gli altri 100 ml di latte a temperatura ambiente, sempre continuando a lavorare il tutto, in modo da avere una pasta liscia e morbida.
Ponete l'impasto a riposare in un luogo tiepido e coperto da un canevaccio, fino al raddoppio del volume (circa 1 ora e 1/2 circa).
Trascorso questo tempo riprendetelo, aggiungete anche gli altri ingredienti (pinoli e noci spezzettate e il sale ) impastando a lungo per far in modo che siano ben distribuiti e fatene palline non molto grandi (ma potete scegliere ovviamente la vostra pezzatura preferita) . Disponetele. ben distanziate fra di loro, sulla teglia  ricoperta di carta forno e lasciatele lievitare ancora per una mezz'ora in un luogo tiepido, coperte con un panno.
Trascorso il tempo necessario, infornate i panini a circa 200 °C per 12 minuti : devono essere solamente dorati, non scuri.
Se invece, come ripetiamo sempre , volete surgelarli per utilizzarli in un altro momento riducete a 10 i minuti, tenuto conto che poi, una volta scongelati, per farli riprendere perfettamente, occorre passarli in forno per un paio di minuti.
Buona giornata
Dani

mercoledì 18 gennaio 2012

Starbook : La farina di castagne della Val di Bisenzio. L'arte

Di Daniela
starbooks
Eccomi entrare, felicissima, nel vivo del nostro Starbook rinnovato : sono proprio contenta di quest'altro progetto un po' movimentato, ma entusiasmante!   Oggi vi parlerò  di un aspetto particolare del nostro libro del mese e precisamente la parte che riguarda l'arte.
Nel libro, molto elegante e curato nella grafica, c'è, infatti, un capitolo estremamente interessante dedicat0 a questo argomento,  che si addice perfettamente alla nostra rubrica "il cibo nell'arte".
"La Farina di castagne della Val di Bisenzio"- Claudio Martini Editore, infatti, dedica a questo argomento un intero capitolo: "Viaggio nell'arte tra ricci, castagne e profumi d'autunno" di N. Bastogi. Non stupisce che la Martini Ed. sia specializzata in libri d'arte: le illustrazioni a colori dei dipinti e delle opere d'arte in cui sono riprodotte le castagne nel corso dei secoli,  sono bellissime.
Giotto : La Carità
Il percorso storico artistico parte dal significato della castagna, sia come simbolo dell'Autunno insieme a funghi, uva e melagrana, ultimi frutti raccolti prima dell'arrivo dell'inverno, sia come simbolo della passione di Cristo sia "allegoria della Immacolata concezione di Maria e della castità, in quanto evoca l'immagine di qualcosa che viene accuratamente preservato. Da ciò deriverebbe anche il suo nome latino, castanea, che contiene la radice casta, ovvero pura". 
Nell'arte, una delle prime rappresentazioni, quando ancora non si parlava di "natura morta" risale addirittura a Giotto, che nella cappella degli Scrovegni (1303-5), nelle Allegorie dei vizi e le virtù inserisce, in mano alla Carità, un cesto pieno di fiori e frutta, dove spiccano proprio le castagne ancora nei loro ricci, prima natura morta inserita in un dipinto a tema religioso.

martedì 10 gennaio 2012

Crema di salmone affumicato alla robiola e pepe rosa

Di Daniela
pepe rosa
Eccomi, come promesso con un'idea in più per cucinare con il pepe rosa. Il suo aroma è piuttosto aspro e delicatamente fruttato e il profumo molto aromatico e intenso. Il sapore è dolce, dà corpo ed esalta il sapore del piatto in cui si usa, senza mai creare un'eccessiva piccantezza. E' perfetto anche da utilizzare in bacche nella presentazione finale del piatto. 

Viene spesso mescolato al pepe verde, al bianco e al nero per creare un piacevole effetto scenografico. Il Pepe Rosa è ideale per profumare i piatti e può essere utilizzato sia intero, direttamente in grani, che macinato al momento. Risulta particolarmente piacevole con il pesce, in particolare i molluschi, e in abbinamenti insoliti come i dolci al cucchiaio a base di cioccolato.

Crema al salmone affumicato alla robiola e pepe rosa 
da un'idea dal Cucchiaio d' argento
DSCF0392

giovedì 22 dicembre 2011

Il Kugelhopf

Di Daniela

Allora ragazzi come va? Come state? Siete caldi? (vi risparmierò un "ànchio", che solo i più attempati potrebbero comprendere:-)) State scalpitando dietro agli ultimi preparativi, pronti al rush finale? Belli tonici nell'attesa del giorno più magico dell'anno? Ecco, io no!!  Io sono riuscita ad acchiapparmi al volo una simpatica influenza spossante, con una signora febbre "stremante", occhi da pesce lesso e ossa tutte frantumate :-( Non male , vero? 
Sono uno spettacolo deprimente al momento! E siccome mi fanno male occhi e testa vi lascio subito con la ricetta del giorno.
Si tratta di una ricetta tradizionale mittel europea che mi ha sempre interessato, fino al punto di indurmi a comprare delle formine adatte all'uopo che, in realtà, ho sempre usato per altri scopi : finalmente eccole utilizzate come si deve!
La ricetta che ho seguito parlava di un solo Kugelhopf , ma io ho preferito farne diversi più piccoli, dalla monoporzione da buffet, per capirci, a quella leggermente più grande. Il commento : squisito! Ricorda un po' il sapore di una brioche, ed è perfetta a fine di un pasto importante, eccellente per Natale, ma veramente speciale anche a colazione e con un buon tè o magari una cioccolata calda... Un dolce a 360 gradi di gradimento, direi.... bè assaggiatelo e sappiatemi dire

Kugelhopf 
essendo un dolce tradizionale austriaco-alsaziano , ho preso la ricetta direttamente da qui

kugelhopf

martedì 20 dicembre 2011

Boston Cream Pie Cupcakes e un po' di storia delle Cupcakes...

Di Daniela
Scroll down for English version

Rieccomi tornata ai vecchi amori: la magica Martha e le sue squisitezze targate USA.
Questa volta mi sono lanciata in una cupcake, che, data la stagione ed il momento, ho proposto anche come tortina decorata "(St)renne style", perchè la Microba quando si trova con un pennello in mano, non la ferma più nessuno!
Due rapide curiosità sulle cupcakes. La prima menzione della cupcake la troviamo nel lontano 1796, quando una nota ad una ricetta del libro “Cucina Americana” di Amelia Simms, parla di "una torta da cuocere in piccole tazze" . La prima documentazione del termine Cupcake , invece, è stato in “Seventy-five Receipts for Pastry, Cakes, and Sweetmeats”, libro di cucina di Eliza Lesie nel 1828. (Da http://EzineArticles.com).
"The Oxford Encyclopedia of Food and Drink in America." dice che si chiamano così per due motive diversi : il primo è perchè hanno introdotto un nuovo modo di misurare gli ingredienti, non più a peso, ma a cup, tazze, più semplice e rapido e il secondo perché erano di dimensione molto più ridotte di una torta tradizionale e quindi venivano cotte in piccoli contenitori, e, tra questi, i primi sono stati proprio le tazze da tè.  In Inghilterra, d’altra parte,  per le loro dimensioni, le cupcakes vengono chiamate Fairy cakes, alludendo proprio al fatto che potrebbero essere torte per una festa di fate!!  Romantico vero?
Altro nome dei nostri dolcini, il primo forse utilizzato per descriverle, era number cakes, per la facilità di ricordare le misure dei vari ingredienti necessari per prepararle : una tazza di burro, due tazze di zucchero, tre tazze di farina, quattro uova, una tazza di latte e un cucchiaio di soda, per fare un esempio. Ma il motivo principale per cui queste  delizie monoporzione hanno avuto tanto successo, è legato anche e soprattutto alla velocità di esecuzione e di cottura: nulla a che vedere con i tempi e le temperature indispensabili per cuocere le grandi torte tradizionali, che, specialmente nell’800, dovevano essere piuttosto complicati da raggiungere e mantenere costanti per il periodo necessario, in forni a legna o a carbone.
Le cupcakes devono essere, naturalmente, rifinite da una glassa, che è spesso una crema al burro, ma che può diventare una glassa reale o una ganache al cioccolato o semplice panna montata: da qui il loro prestarsi ad essere decorate in mille modi, in mille colori e con mille sapori.
Quindi dolci, graziose, veloci e buone : ecco il successo delle tortine conosciute in tutto i mondo, al punto che alcune pasticcerie, nel mondo anglosassone particolarmente , sono specializzate solo nella loro creazione.
Per oggi voglio proporvi questa ricetta, appunto di Martha Stewart, da lei create nel Febbraio 2009, partendo dalla ricetta della Boston crem pie tradizionale.  Godetevele!


Boston Cream Pie Cupcakes
boston

venerdì 16 dicembre 2011

Eccovi Rudolf : una merenda natalizia dolce e salata

Di Daniela

Tempo di festeggiamenti, di ritrovi con gli amici per scambiarsi gli auguri e di tutte quelle cose piacevoli (e non) che a questo periodo sono connesse. I bimbi sono i naturalmente i protagonisti principali, che possono godersi al massimo queste giornate: la tensione a scuola, dopo la valanga di verifiche dell'ultimo periodo, comincia ad allentarsi e tra poco cominceranno le vacanze, che si iniziano a pregustare; si potrà poltrire un po' di più a letto la mattina, niente compiti troppo assilanti, ma un gran bel numero di giornate passate in famiglia a rilassarsi e a giocare "di santa ragione"! Ecco allora un modo carino di passare con loro qualche ora divertendosi e rilassandosi, preparando magari la merenda adatta per gli amichetti in visita o per loro stessi.
Vi propongo due idee, una salata ed una dolce, tanto per non sbagliare. Ognuno potrà scegliere ciò che preferisce, o magari entrambe le merende.... Si sa, il freddo fa aumentare l'appetito... :-)
Ah, a proposito vorrei dedicare questo post alle mie amiche (s)trenne "originarie" (alle strenne per un mese sarà dedicato il prossimo post :-)) : perciò Mapi, Fabio, Annalù, Flavia e Stefania, qui siete rapprentati in tutta la vostra "strennica" bellezza!  :-))))))

L'idea per questi carinissimi sandwiches arriva da questo blog , già fonte per me di ispiarazione anche nel post dedicato ai sandwiches dolci e salati. Sono effettivamente carini e davvero semplici da realizzare.

Panino Rudolf e soci (Sandwich Reindeer) 


DSCF9736

Per fare questo panino panino, servono
Fette di pane (io ho usato pane di segale, per evidenziare il colore più scuro della pelliccia :-))
Fette di pane integrale (pane di segale integrale, leggermente più scuro del precedente)
Alcuni pomodoro ciliegini,
würstel
olive verdi e nere e maionese per la decorazione
salumi per imbottire il panino

renne renne2

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...