OverBlog

Visualizzazione post con etichetta prima colazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta prima colazione. Mostra tutti i post

mercoledì 10 ottobre 2012

Pancakes ai mirtilli per lo Starbooks di Ottobre!

PicMonkey Collage

Da grande, vecchia, voglio fare la martastiuart.
E alzi la mano chi non è d'accordo, nel voler arrivare a settanta e pass'anni a capo di un impero creato dal nulla, che comprende tutti i lati migliori della vita, dal giardinaggio alla cucina, dal bricolage al bon ton, dall'arredamento della casa alla decorazione della tavola- e farlo con quella faccia lì, che a tutto può essere paragonata tranne che alle deturpazioni da botulino delle sue coetanee, che pagano con labbra da canotto e guance da nanetto di Biancaneve il vil rifiuto ad affrontare con dignità gli effetti del tempo che passa. Sul pusher di botulino della Stewart c'è il riserbo più assoluto, tant'è che mi sto sempre più convincendo che nulla faccia meglio alla pelle che un tuffo quotidiano nella piscina di Paperon de'Paperoni che, sono certa, Martha possiede, sul retro di ognuna delle sue meravigliose dimore, e pure in versione glam. 
Perchè, miei cari, se vogliamo pensare ad un'imperatrice moderna, è a lei che corre immediatamente il pensiero: è a capo di una casa editrice potentissima, ha una linea di prodotti per la cucina e per la casa, un'agenzia di catering, una di wedding plannering, un sito internet che raduna milioni di contatti ogni giorno e, ovviamente, una holding quotata in borsa che l'ha immediatamente proiettata nel paradiso dei nuovi ricchi americani, non foss'altro che per i dividendi che si stacca ogni anno e che, essendo lei praticamente l'unica titolare, finiscono quasi tutte nelle sue tasche. Ma per tutti Martha Stewart è the Martha Stewart Show, ultimo titolo di una serie televisiva che la vede protagonista da più di vent'anni, con la quale entra ogni giorno nelle case delle casalinghe americane, a cui dispensa consigli e sorrisi, intrattenendole con ospiti  di grido e rubriche di ogni genere che l'hanno resa amatissima, in patria. Non a caso, quando tutti la davano per finita, all'indomani di una triste vicenda giudiziaria che la portò in carcere, nel 2004, si risollevò ancor più in alto di prima, sospinto anche dal respiro di sollievo delle sue compagne di cella, intruppate da un giorno all'altro in durissimi turni di pulizia dalla nuova arrivata da far rimpiangere i bei tempi dei lavori forzati.


pan1

In Italia, per contro, è poco nota. A parte un timido tentativo di Sky, che qualche anno fa aveva mandato in onda alcune puntate del  The Marha Stewart Show, non si notano tracce della sua presenza, nè nel reparto casalinghi dei supermercati, nè nei palinsesti televisi, nè sugli scaffali delle librerie. 
Meno che mai è amata dal mondo dei food blogger, specie da quelli "di prima generazione", la cui fisionomia ben definita aveva giocoforza messo al bando Martha Stewart e il tipo di cucina che rappresentava. Nessun ingrediente di nicchia, nessun km zero, nessun produttore di cui si esaltavano le virtù, nessuna tecnica astrusa, nessuna sperimentazione, nessuna vocazione per il fusion, il vegan, il macrobiotico, e neppure nessuna foto particolarmente artistica od originale: tanto Donna Hay rappresentava il nuovo che avanzava, a colpi di reflex e di bilanciamenti del bianco, quanto Martha Stewart era l'incarnazione di quel nazional popolare che, almeno in Italia, andava superato e dimenticato per sempre. 
E poi, è arrivata Stefania
Fossi Mrs Stewart, un pensierino glielo farei, a questa strepitosa ragazza, artefice di un new deal mica da ridere, grazie al quale oggi si guarda alla produzione di questa signora con occhi tutti diversi: non più un'icona fossilizzata di una cucina obsoleta e malsana, ma l'intelligente esempio di un equilibrio fra la soddisfazione che dà l'atto stesso del cucinare -partendo da zero, quindi, e non da prodotti comprati- quando si accorda con le esigenze della vita di tutti i giorni e, perchè no?, anche con competenze che- vivaddio-  non sono quelle dei professionisti del settore nè potrebbero esserlo. 
Quella che Stefania chiama "cucina furba" e che ha proprio Martha Stewart come sua principale Musa, è in realtà la cucina fatta di tanti piccoli trucchi che abbiamo imparato dalle nostre nonne e dalle nostre mamme: una cucina onesta, cioè, dove la sfoglia si fa partendo dagli ingredienti della dispensa  e non dal carrello del supermercato, ma dove magari ti vien detto che un po' di formaggio cremoso, al posto del burro, ti fa risparmiare in tempo e pazienza, garantendoti uguale successo; che se non hai una notte di tempo per far cuocere le meringhe puoi sempre trasformarle in un budino da urlo; e che la pizza si può anche fare senza forno, il gelato senza gelatiera, la torta addirittura senza ciotola, ma senza venite mai meno a quei presupposti che, in cucina come altrove, sono garanzia di credibilità e quindi di successo: una cucina alla portata di tutti, ma che limita al minimo l'apporto dei prelavorati e insegna, semmai, le scorciatoie per arrivare a dei buoni risultati, tutti i giorni, per tre volte al giorno, senza ansie da prestazione nè corse contro il tempo. Questo è il vero messaggio sotteso alla cucina di Martha Stewart, divulgato per giunta  con garbo, stile e ironia.  E ditemi voi, se vi par poco...

pan

Lo Stabooks di Ottobre è dunque l'ultima fatica della Stewart, tutta dedicata alla cucina statunitense. Considerato che ci farà compagnia per tre settimane, rimandiamo la recensione vera e propria alla prossima volta, che sennò resto senza argomenti e ditemi voi come si fa. Per ora, vi basti dire che da questo mercoledì, fino alla fine del mese, si parlerà a stelle e a strisce, su MT e sugli altri blog delle Starbookers a cui si aggiunge Emanuela- Arricciaspiccia, grazie alla quale riportiamo a otto la nostra  formazione, che questa settimana ha cucinato...


Ale Only Kitchen: Hazelnut cookies
Andante con gusto: Meat loaf with mashed potatoes
Araba Felice: Classic Potato Salad
Vissi d'arte e di cucina: Alexis Egg Salad Sandwiches
Menuturistico: Blueberry Pancakes



Blueberry Pancakes
da Martha Stewart, Martha's American Food


210 g di farina
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di lievito chimico**
1 cucchiaino e mezzo di sale
250 ml di latticello*
2 uova grandi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di burro fuso
2 cucchiai di olio vegetale leggero, più 2 cucchiaini per la padella
140 g di mirtilli freschi

sciroppo d'acero, per servire

* per preparare rapidamente il latticello, mescolate in parti uguali dello yogurt magro compatto e del latte fresco, parzialmente scremato. Non c'è bisogno di aggiungere limone, perchè lo yogurt dà la giusta punta di acidità. Usatelo subito, senza farlo riposare.
** corretto. Ma potete scendere fino a 2 cucchiaini. 

Il procedimento è facilissimo e si basa tutto sull'abc della pasticceria statunitense- vale a dire ingredienti secchi da una parte, ingredienti freschi dall'altra e poche mescolate per assemblarli: appena l'impasto è vagamente omogeneo, si passa alla cottura.
Quindi
a. in una terrina piuttosto grossa, versate lo zucchero, la farina, il lievito e il sale e mescolate.
b. in un recipiente graduato, misurate 250 ml di latticello, a cui aggiungerete due uova intere, un cucchiaino di estratto di vaniglia, un cucchiaio di burro fuso e due cucchiai di buon olio di semi. Mescolate con una frusta, quanto basta per "rompere2 le uova e amalgamare i liquidi
c. versate questi ultimi nella terrina degli ingredienti solidi, mescolate rapidamente e passate subito alla cottura

per quanto riguarda la cottura, si può scegliere fra il pancakes tipo crepes (con una crosticina in superficie) e il pancakes classico, dalla cottura più uniforme. La differenza è tutta nella quantità di calore della fiamma: se cuocete sul fornello piccolo, a fiamma bassa, avrete pancakes come quelli della foto di sinistra; altrimenti, il risultato sarà uguale a quello della foto di destra. 

PicMonkey Collage

E' fondamentale la padella antiaderente, non è indispensabile la padella per le crepes. 
ungetela solo la prima volta, poi proseguite senza altro grasso. 
Per un pancake, calcolate due cucchiai scarsi di impasto: si tratta di un impasto pittosto denso, che quindi a contatto con la superficie calda della adella tenderà subito a rapprendersi e a mantenere la forma rotonda. Appena iniziano a formarsi le bollicine del lievito in superficie, contate fino a dieci e poi giratelo. Calcolate circa 3 minuti di cottura per ciascuno. 
Si mangiano caldi, accompagnati da sciroppo d'acero o melassa (vedi foto) o miele. Perfetti con la frutta fresca
Buona giornata
ale

lunedì 12 settembre 2011

Fig Rolls Libanesi e la gran fig-ata del ritorno delle (St)renne

 GG7_1893

Se siete già inorriditi, dopo aver letto questo obbrobrio di titolo, date retta a me: passate ad altro post. Perchè il titolo è niente, in confronto a quello che sta per arrivare, vale a dire il nuovo banner prescelto per la raccolta di questo mese, che è roba per stomaci robusti. Ma se invece appartenete a questa categoria, fate un bel respiro, tenetevi forte - e soprattutto non dite che non siete stati avvisati...


giovedì 23 aprile 2009

mini brioches al mirtillo (agostino, bergson e i tempi di lievitazione)



Non so per quale recondito motivo, ma è tutta la mattina che ho in mente il tempo. O meglio, il motivo lo so, ed è riconducibile ai ritmi millenari che scandiscono la fase della giornata della creatura che va dal risveglio all'uscita di casa, per andare a scuola. Roba che farebbe impazzire Giobbe, tanto per rendere l'idea. Stamattina, per esempio, ha impiegato 20 minuti per allacciarsi le scarpe. Nessun errore di battitura, ahimé: 20 c'è scritto e 20 sono stati, in un crescendo di carogna - la mia- resa ancora più acuta dalla calma serafica del marito che chiosava, tutto felice, che almeno stavolta non andrà in giro con le stringhe slacciate, tipo "piccola fiammiferaia- bene", come l'ha recentemente soprannominata una mia amica.
E mentre io cercavo di calmarmi e farmene una ragione, ora imponendomi di pensare che, in fondo, 20 minuti son niente, in confronto all'Eternità, ora convincendomi che è solo un problema di percezione, che quella che a me pare un'Eternità, in fondo, son solo 20 minuti, mi sono venute in mente queste cosine qui:


e queste altre qui





che non solo hanno allietato le nostre colazioni del fine settimana ma che, udite udite, hanno avuto dei tempi di lievitazione sorprendentemente veloci. motivo per cui, con altrettanta rapidità, vi giro la ricetta, sicura come sono che li preparete subitissimo....
mini brioches superman
150 g farina 0
150 g manitoba
1 bacello di vaniglia
70 ml di latte
circa 50 ml di acqua tiepida
1 cucchiaio di zucchero
30 g burro fuso
2 tuorli
1 pizzico di sale
25 g lievito di birra
tuorlo e latte per spennellare
marmellata a piacere
fate bollire il latte con i semini del bacello di vaniglia, filtrate e lasciate intiepidire. Poil scioglieteci dentro il lievito, con un cucchiaio di zucchero e fate riposare coperto fino a quando comincerà a crescere.
Mettete tutti gli ingredienti tranne l'acqua nell'impastatrice, lievito compreso, e cominciate ad impastare, aggiungendo acqua tiepida via via, per avere un impasto bello morbido. Lasciate lievitare fino al raddoppio ( a me, ci è voluta meno di un'ora: coperto, nel forno spento)
Dopodiché, smontate la pasta , stendetela in un rettangolo alto circa 1 com e ritagliate tanti dischetti, che riporrete man mano su una teglia rivestita di carta da forno. Spennellateli bene con un'emulsione di tuorlo sbattuto e latte e poi, aiutandovi con il manico di un cucchiaio di legno, fate tanti bei buchini. E' importante che tutto questo lavoro qui venga fatto prima dell'inizio della seconda lievitazione, perché sennò, dopo tutti 'sti smanussamenti, si riammosciano di nuovo. Lasciateli lievitare scoperti finché crescono ( tre quarti d'ora), con l'avvertenza di tenerli idratati: per esempio, spennellteli ogni tanto con il latte e l'uovo, oppure spruzzateli con un po' d'acqua.
Poi, con un cucchiaino da caffè, aiutandovi un po' con le dita per allargare il buco, riempiteli con la marmellata.
In forno a 170- 180 gradi per 15 minuti al max.
Aspettare che si raffreddino, senza toccarli, e spolverizzarli con zucchero a velo

Se volete aromatizzare la pasta, potete metterci un cucchiaino di cannella e poi riempirlo con composta di mele; oppure un po' di zenzero e marmellata di arance; oppure del cardamomo e della ganache al cioccolato. Quella barbara di cui sopra se ne è fatta preparare uno stock col buco vuoto, che ha poi provveduto a riempire di nutella , mangiandoseli stile polpette di poldo dieci minuti prima di pranzo.
insomma, le varianti sono davvero moltissime, ma il risultato è uno solo: profumo di pane in cucina e colazioni con sorrisi al mattino. L'unico inconveniente, però, è che spariscono con la stessa velocità con cui si preparano: più veloci della luce, appunto...
ciao
alessandra
Questa ricetta parteci pa al contest Colazione da.. di Caffeine for 2




pane alle fragole



stamattina ho un mal di testa feroce. io dò la colpa a quest'ora legale, che su di me che non ho più l'età crea scombussolamenti pazzeschi, a cominicare dal defraudamento di un'ora nel giorno in cui avevo più cose da fare in assoluto e per finire con una serata che si è protratta fin a notte fonda, con zero voglia di dormire e zero voglia di combinare altro.
Ma siccome non tutti i mali venogno per nuocere, ne approfitto per recuperare un po' di ricette, a cominciare da questo strawberry bread che vi consiglio di provare al più presto. Proviene, ovviamente, dai miei amati lidi d'oltremanica, è una variante primaverile del più celebre banana bread ed è perfetto per colazione e per merenda.

la ricetta è questa qui


STRAWBERRY BREAD





110 g di burro morbido

150 g zucchero

3 uova grandi

280 g farina 00

1 cucchiaino di lievito

1 cucchiaino di bicarbonato

estratto di vaniglia

50 gr di nocciole o noci spezzettate e tostate

1 cucchiaino di sale

1 cucchiaio di cannella

200 ml di yogurt intero o di panna liquida

250 g di fragole

Da una parte, si monta il burro con lo zucchero e la vaniglia e si aggiungono le uova ad uno ad uno; dall'altra, si mescolano la farina con il lievito ed il bicarbonato, il sale e la cannella; dopodichè, si aggiunge in tre tempi questo miscuglio secco, alternandolo allo yogurt o alla panna, in due tempi

Tanto per capirci: farina, mescolare, yogurt o panna, mescolare, farina, mescolare, yogurt o panna, mescolare, farina.

Infine, si aggiungono delicatamente le nocciole o le noci e le fragole

Stampo da plum cake da litro, imburrato e infarinato

Forno statico 180 gradi per 50 minuti

ricetta inglese, a cui ho apportato alcune modifiche

1. ho usato la farina autolievitante

2. ho aggiunto un po' più di cannella

3. nocciole al posto delle noci

in forno, dopo 35 minuti, ho coperto la superficie con un foglio di alluminio, per evitare che scurisse troppo.

Nel mio forno, 50 minuti sono stati sufficienti.

Grande figata: le fragole, a differenza delle uvette, non hanno vocazioni suicide e non precipitano sul fondo. al massimo, si dissolvono nell'impasto, il che non fa che giovare alla morbidezza del dolce.

quella inquietante roba rosa che vedete lì, nn sono i resti organici dell'ultima vittima della Fred Vargas ( un luogo incerto, lo sto leggendo in questi giorni), ma un godurioso burro alla fragola, ottenuto frullando tre o quattro fragoloni maturi e incorporandoli a 150 g di burro morbido. quando si dice che non ci facciamo proprio mancare niente....

baci doloranti

ale

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...