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mercoledì 1 maggio 2013

Il Polpettone del Primo Maggio

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Lo so. 
Non è il piatto pieno che avevo annunciato ieri. 
Ed è pure la ricetta che avete appena ricevuto con la nius. 
E, visto che sono in modalità "contrizione", vi aggiungo anche  che vi dovete accontentare di una sola foto. L'ho sistemata in tutte le posizioni possibili, sia chiaro- e cioè due, la orizzontale e la verticale, che il Khamasutra dello scatto ancora non l'hanno inventato (e se sì, mi manca)
Il fatto è che io avevo preparato una ricetta di Cracco, nei giorni scorsi. E' la dura vita di chi recencisce i libri di ricette, laddove l'uso del verbo "recensire" va inteso nel suo antico significato di "acquistare/leggere/annotare/verificare/e solo allora criticare" e non in quello tutto contemporaneo e bloggettaro del far marchette a destra e a manca e tanto basta per spacciarsi per professionisti del settore. 
(nota a margine numero uno: come passare dalla modalità "contrizione" a quella del "mi son svegliata bene, stamattina" nello spazio di un paragrafo)
Anyway, tenevo un'abominevole ricetta di Mr Cracco. 
Ma siccome oggi è giorno di Redone e si è detto che le ricette tratte dall'ultimo libro non valgono, mi uniformo alla dura legge dello Stabooks e obbedisco.
(nota a margine numero due: ricordati di dire che per te non vale, la prossima volta che scrivi un regolamento)
E quindi, vi tocca quello che passa il convento. 
Quello della mai troppo lodata Martha Stewart da Jersey City, ovviamente. Già sperimentato decine di volte, al punto da essere finito nella nius, da sempre angolino di scambio delle ricette di casa, quelle non così fighe da finire qui sopra ma non per questo di minore successo.
(nota a margine numero tre: se le ricette fighe son quelle finite qui sopra, urge rivedere il concetto)


MEATLOAF
Polpettone di carne glassato al Ketchup
da Martha's American Food- Martha Stewart
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Come scrivevo nella nius, a Genova il polpettone è quello di fagiolini
(nota a margine n. quattro: ricordarsi di mettere la ricetta VERA, non quegli scempi che girano sul web e tutti a dire "oh che bello/oh che buono", anzichè "non dire belinate")
E il polpettone di fagiolini ha un suo perchè. 
A Genova e altrove. 
Anche perchè non è quasi mai cucina di avanzi: io ho profondi traumi infantili ricordi di mia nonna che mi faceva togliere il filo ai fagiolini dell'orto e un mucchietto era per il pesto, il resto "pe u purpettun". E siccome son cresciuta con mia nonna (quella che non usava la salsa di pomodoro, "perchè foresta"), non c'erano alternative. Il polpettone era quello- e stop. 
Crescendo, ho scoperto che esisteva anche il polpettone di carne. 
Che detta così, potrebbe essere anche una bella cosa. 
Intendo dire: per una volta che ti si allargano gli orizzonti, anzichè il girovita etc etc
Solo che non l'ho mangiato.
O meglio: non mi ricordo di averlo fatto
Eravamo in Baviera, in una di quelle sagre che non fai a tempo a chiederti "che cos'è" che già ti ritrovi in modalità jodel, con energumeno rubizzo da una parte  e boccale da litro rigorosamente vuoto dall'altra- e fra un wurstel e l'altro era passato anche questo polpettone. Fin qui, sono certa delle mie affermazioni.
E' sul dopo, che sono confusa
(nota a margine n. 5: controllare che non ci siano foto dell'evento, in giro e, nel caso, provvedere all'immediata distruzione)
In ogni caso, da quella volta il poi l'ho sempre dribblato. 
Non era proprio in cima alle mie preferenze, per usare un eufemismo: mi dava l'idea di una cucina di riciclo, ma di bassa lega e la mia scarsa attrazione per la carne faceva il resto. 
Finchè non è arrivato lo Starbooks dello scorso Ottobre, col libro della Stewart- e non è arrivata la Patty, con questo polpettone : le mie due guru personali, neanche fossi a una convention dei discepoli di Sai Baba. 
Come potevo resistere?
Da allora, la domanda è sempre quella, ma con un significato diametralmente opposto, più vicino al "come faccio a smettere", per intenderci. 
Ragion per cui, vi tocca. 



Copio incollo dosi e procedimento da qui 


Ingredienti per 8/10 persone
Per il meatloaf
3 fette di pane bianco di buona qualità tagliato in pezzi grandi senza eliminare la crosta
1 cipolla tritata grossolanamente
2 spicchi d'aglio tritati 
1 gambo di sedano tritato grossolanamente
1 carota tritata grossolanamente
75 gr di prezzemolo tritato
340 gr di carne di manzo tritata
340 gr di carne di maiale macinata
340 gr di carne di vitello macinata
1 uovo grande
245 gr di ketchup
1 cucchiaio di Senape di Digione
1 cucchiaio di salsa Worcestershire
1 cucchiaio di sale grosso
metà cucchiaio di pepe macinato fresco
2 cucchiai di zucchero di canna
Preriscaldate il forno a 190°. Mettete il pane nel mixer e tritatelo finemente. Trasferitelo in una ciotola media.
Mischiate cipolla, aglio sedano, carota e prezzemolo in un mixer e usate il pulse fino ad ottenere un composto fine. Aggiungete le briciole di pane, la carne macinata l'uovo, 80 gr di ketchup, la mostarda, la salsa Worcestershire, il sale e il pepe. Mischiate gentilmente ma con determinazione con le vostre mani per amalgamare bene il tutto. Trasferite il composto in uno stampo per polpettone di 13 x 23 cm e pressatelo dentro per riempire ogni spazio. 
Mischiate il rimanente ketchup con lo zucchero  in una ciotola e mescolate fino a che sia bello morbido. Spennellate bene la superficie del polpettone con un bello strato di glassa al ketchup.
Sistematelo su un foglio di carta da forno e fate cuocere per 1h20 minuti c.ca o fin a quando il vs. termometro da forno inserito nella carne, darà 71°. 
Lasciate lievemente raffreddare e poi servite. 

Di mio aggiungo che non c'è nulla, ma proprio nulla da cambiare. A forza di prepararlo, vado a occhio e a gusto: per esempio, uso la carne in percentuali diverse, più manzo e maiale e meno vitello. Ma comunque vada, sarà un successo. 
Ovviamente, questa ricetta partecipa allo Starbooks Redone: rifacciamo le ricette dello SB, ogni primo mercoledì del mese. 
Ciao, 
Ale



mercoledì 24 ottobre 2012

Sweet Potatoes Pie- e Martha vs Benedetta

sweet potatoes pie- M. Stewart


Ultimo giro per lo Starbooks di ottobre, ma se mai ho acquisito un po' di "occhio", in quest'esperienza, scommetterei qualcosa sul fatto che il nostro saluto a Martha Stewart sia un arrivederci, invece che un addio: nel bottino di queste tre settimane di verifiche, infatti, contiamo ancora tanta curiosità, oltre al divertimento e alla soddisfazione per i risultati. Il che, a ben guardare, è ciò che si cerca in un manuale di cucina: affidabilità e ampia possibilità di utilizzo. E il Martha's American Food, sotto questo aspetto, si aggiudica il punteggio pieno. 

mercoledì 10 ottobre 2012

Pancakes ai mirtilli per lo Starbooks di Ottobre!

PicMonkey Collage

Da grande, vecchia, voglio fare la martastiuart.
E alzi la mano chi non è d'accordo, nel voler arrivare a settanta e pass'anni a capo di un impero creato dal nulla, che comprende tutti i lati migliori della vita, dal giardinaggio alla cucina, dal bricolage al bon ton, dall'arredamento della casa alla decorazione della tavola- e farlo con quella faccia lì, che a tutto può essere paragonata tranne che alle deturpazioni da botulino delle sue coetanee, che pagano con labbra da canotto e guance da nanetto di Biancaneve il vil rifiuto ad affrontare con dignità gli effetti del tempo che passa. Sul pusher di botulino della Stewart c'è il riserbo più assoluto, tant'è che mi sto sempre più convincendo che nulla faccia meglio alla pelle che un tuffo quotidiano nella piscina di Paperon de'Paperoni che, sono certa, Martha possiede, sul retro di ognuna delle sue meravigliose dimore, e pure in versione glam. 
Perchè, miei cari, se vogliamo pensare ad un'imperatrice moderna, è a lei che corre immediatamente il pensiero: è a capo di una casa editrice potentissima, ha una linea di prodotti per la cucina e per la casa, un'agenzia di catering, una di wedding plannering, un sito internet che raduna milioni di contatti ogni giorno e, ovviamente, una holding quotata in borsa che l'ha immediatamente proiettata nel paradiso dei nuovi ricchi americani, non foss'altro che per i dividendi che si stacca ogni anno e che, essendo lei praticamente l'unica titolare, finiscono quasi tutte nelle sue tasche. Ma per tutti Martha Stewart è the Martha Stewart Show, ultimo titolo di una serie televisiva che la vede protagonista da più di vent'anni, con la quale entra ogni giorno nelle case delle casalinghe americane, a cui dispensa consigli e sorrisi, intrattenendole con ospiti  di grido e rubriche di ogni genere che l'hanno resa amatissima, in patria. Non a caso, quando tutti la davano per finita, all'indomani di una triste vicenda giudiziaria che la portò in carcere, nel 2004, si risollevò ancor più in alto di prima, sospinto anche dal respiro di sollievo delle sue compagne di cella, intruppate da un giorno all'altro in durissimi turni di pulizia dalla nuova arrivata da far rimpiangere i bei tempi dei lavori forzati.


pan1

In Italia, per contro, è poco nota. A parte un timido tentativo di Sky, che qualche anno fa aveva mandato in onda alcune puntate del  The Marha Stewart Show, non si notano tracce della sua presenza, nè nel reparto casalinghi dei supermercati, nè nei palinsesti televisi, nè sugli scaffali delle librerie. 
Meno che mai è amata dal mondo dei food blogger, specie da quelli "di prima generazione", la cui fisionomia ben definita aveva giocoforza messo al bando Martha Stewart e il tipo di cucina che rappresentava. Nessun ingrediente di nicchia, nessun km zero, nessun produttore di cui si esaltavano le virtù, nessuna tecnica astrusa, nessuna sperimentazione, nessuna vocazione per il fusion, il vegan, il macrobiotico, e neppure nessuna foto particolarmente artistica od originale: tanto Donna Hay rappresentava il nuovo che avanzava, a colpi di reflex e di bilanciamenti del bianco, quanto Martha Stewart era l'incarnazione di quel nazional popolare che, almeno in Italia, andava superato e dimenticato per sempre. 
E poi, è arrivata Stefania
Fossi Mrs Stewart, un pensierino glielo farei, a questa strepitosa ragazza, artefice di un new deal mica da ridere, grazie al quale oggi si guarda alla produzione di questa signora con occhi tutti diversi: non più un'icona fossilizzata di una cucina obsoleta e malsana, ma l'intelligente esempio di un equilibrio fra la soddisfazione che dà l'atto stesso del cucinare -partendo da zero, quindi, e non da prodotti comprati- quando si accorda con le esigenze della vita di tutti i giorni e, perchè no?, anche con competenze che- vivaddio-  non sono quelle dei professionisti del settore nè potrebbero esserlo. 
Quella che Stefania chiama "cucina furba" e che ha proprio Martha Stewart come sua principale Musa, è in realtà la cucina fatta di tanti piccoli trucchi che abbiamo imparato dalle nostre nonne e dalle nostre mamme: una cucina onesta, cioè, dove la sfoglia si fa partendo dagli ingredienti della dispensa  e non dal carrello del supermercato, ma dove magari ti vien detto che un po' di formaggio cremoso, al posto del burro, ti fa risparmiare in tempo e pazienza, garantendoti uguale successo; che se non hai una notte di tempo per far cuocere le meringhe puoi sempre trasformarle in un budino da urlo; e che la pizza si può anche fare senza forno, il gelato senza gelatiera, la torta addirittura senza ciotola, ma senza venite mai meno a quei presupposti che, in cucina come altrove, sono garanzia di credibilità e quindi di successo: una cucina alla portata di tutti, ma che limita al minimo l'apporto dei prelavorati e insegna, semmai, le scorciatoie per arrivare a dei buoni risultati, tutti i giorni, per tre volte al giorno, senza ansie da prestazione nè corse contro il tempo. Questo è il vero messaggio sotteso alla cucina di Martha Stewart, divulgato per giunta  con garbo, stile e ironia.  E ditemi voi, se vi par poco...

pan

Lo Stabooks di Ottobre è dunque l'ultima fatica della Stewart, tutta dedicata alla cucina statunitense. Considerato che ci farà compagnia per tre settimane, rimandiamo la recensione vera e propria alla prossima volta, che sennò resto senza argomenti e ditemi voi come si fa. Per ora, vi basti dire che da questo mercoledì, fino alla fine del mese, si parlerà a stelle e a strisce, su MT e sugli altri blog delle Starbookers a cui si aggiunge Emanuela- Arricciaspiccia, grazie alla quale riportiamo a otto la nostra  formazione, che questa settimana ha cucinato...


Ale Only Kitchen: Hazelnut cookies
Andante con gusto: Meat loaf with mashed potatoes
Araba Felice: Classic Potato Salad
Vissi d'arte e di cucina: Alexis Egg Salad Sandwiches
Menuturistico: Blueberry Pancakes



Blueberry Pancakes
da Martha Stewart, Martha's American Food


210 g di farina
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di lievito chimico**
1 cucchiaino e mezzo di sale
250 ml di latticello*
2 uova grandi
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 cucchiaio di burro fuso
2 cucchiai di olio vegetale leggero, più 2 cucchiaini per la padella
140 g di mirtilli freschi

sciroppo d'acero, per servire

* per preparare rapidamente il latticello, mescolate in parti uguali dello yogurt magro compatto e del latte fresco, parzialmente scremato. Non c'è bisogno di aggiungere limone, perchè lo yogurt dà la giusta punta di acidità. Usatelo subito, senza farlo riposare.
** corretto. Ma potete scendere fino a 2 cucchiaini. 

Il procedimento è facilissimo e si basa tutto sull'abc della pasticceria statunitense- vale a dire ingredienti secchi da una parte, ingredienti freschi dall'altra e poche mescolate per assemblarli: appena l'impasto è vagamente omogeneo, si passa alla cottura.
Quindi
a. in una terrina piuttosto grossa, versate lo zucchero, la farina, il lievito e il sale e mescolate.
b. in un recipiente graduato, misurate 250 ml di latticello, a cui aggiungerete due uova intere, un cucchiaino di estratto di vaniglia, un cucchiaio di burro fuso e due cucchiai di buon olio di semi. Mescolate con una frusta, quanto basta per "rompere2 le uova e amalgamare i liquidi
c. versate questi ultimi nella terrina degli ingredienti solidi, mescolate rapidamente e passate subito alla cottura

per quanto riguarda la cottura, si può scegliere fra il pancakes tipo crepes (con una crosticina in superficie) e il pancakes classico, dalla cottura più uniforme. La differenza è tutta nella quantità di calore della fiamma: se cuocete sul fornello piccolo, a fiamma bassa, avrete pancakes come quelli della foto di sinistra; altrimenti, il risultato sarà uguale a quello della foto di destra. 

PicMonkey Collage

E' fondamentale la padella antiaderente, non è indispensabile la padella per le crepes. 
ungetela solo la prima volta, poi proseguite senza altro grasso. 
Per un pancake, calcolate due cucchiai scarsi di impasto: si tratta di un impasto pittosto denso, che quindi a contatto con la superficie calda della adella tenderà subito a rapprendersi e a mantenere la forma rotonda. Appena iniziano a formarsi le bollicine del lievito in superficie, contate fino a dieci e poi giratelo. Calcolate circa 3 minuti di cottura per ciascuno. 
Si mangiano caldi, accompagnati da sciroppo d'acero o melassa (vedi foto) o miele. Perfetti con la frutta fresca
Buona giornata
ale

mercoledì 9 marzo 2011

Biscotti ai pistacchi e cioccolato per Starbooks - Martha's corner

Di Daniela
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starbooks
Secondo appuntamento con Starbooks: anche stavolta si tratta di biscotti tratti dal libro di M. Stewart...
menù lindt
ma abbiamo preparato dei  biscotti con i pistacchi, croccanti e saporiti. Intanto , dietro le quinte , proseguono alacremente i lavori per riuscire a condensare tutte le ricette e i libri che abbiamo, oltre ali vostri contributi, ovviamente, in una lista quanto più completa possibile : un lavoro enorme , ma anche sorprendente, per la mole di link, ricette, volumi, riviste ecc ecc che gira per le nostre mani.... aspettate e vedrete! Per ora godetevi questi croccanti biscotti, che come sempre vi trascrivo nelle tre lingue per lasciare, a chi è così fortunato da saperlo fare, il piacere di scegliere la sua "versione" preferita...
 Biscotti ai pistacchi e "pepite" di cioccolato
biscotti martha pist 3
-  280g di farina
- 50 g di cacao amaro in polvere
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
- 1 pizzico di sale
- 90g di burro a temperatura ambiente
- 200g di zucchero semolato
- 2 uova
- 125 g di pistacchi sgusciati
- 80 g di gocce di cioccolato fondente

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Mescolate la farina con cacao in polvere, bicarbonato di soda e sale. Sbattete il burro e lo zucchero velocità media nella ciotola di un robot da cucina,  fino a quando il composto non diventa chiaro e spumoso.
Incorporate le uova e mescolate a bassa velocità fino ad ottenere un impasto uniforme, raschiando i lati, se necessario. Aggiungete la farina e i pistacchi con le gocce di cioccolato. Appoggiate l'impasto sulla teglia foderata con carta da forno e formate un rotolo leggermente schiacciato di 10 centimetri di diametro e lungo 30 cm. Per farlo aiutatevi con la carta forno, per dargli una forma più regolare.
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Cuocere in forno per 25 minuti. Togliete dal forno e lasciare raffreddare 5 minuti. Abbassate la temperatura del forno a 150 ° C.
Appoggiate il rotolo cotto su un tagliere e tagliatelo con un coltello dentellato in  fette di 2,5 cm di spessore. La pasta può essere un po 'fragile, perciò siate delicati.
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Posizionate i biscotti su una teglia e cuoceteli per 8 minuti , quando saranno croccanti fuori,  ma ancora leggermente morbidi al centro. Lasciateli raffreddare su una gratella. Saranno perfetti per essere mangiati  a colazione con il caffelatte, ma sono perfetti anche per una eccellente merenda. E, se riuscite a salvarne qualcuno, potrete conservarli per una settimana in un contenitore ermetico.
Ai prossimi biscotti
Dani

Chocolate-Pistachio Biscotti
biscotti martha pist. 2
Serves 4
6 tablespoons unsalted butter, room temperature, plus more for baking sheet
2 cups all-purpose flour, plus more for baking sheet
1/2 cup unsweetened cocoa powder
1 teaspoon baking soda
1/4 teaspoon salt
1 cup sugar
2 large eggs
1 cup shelled pistachio nuts
1/2 cup chocolate chips


Directions
Preheat oven to 350 degrees. Butter and flour a baking sheet; set aside.
In a medium bowl, whisk together flour, cocoa powder, baking soda, and salt. In the bowl of an electric mixer fitted with the whisk attachment, cream butter and sugar until light and fluffy. Add eggs; beat until well combined, scraping down sides of bowl if necessary. Add flour mixture, and stir to form a stiff dough. Stir in pistachios and chocolate chips.
Transfer dough to prepared baking sheet; form into a slightly flattened log, about 12 by 4 inches. Bake until slightly firm, about 25 minutes. Cool on a wire rack for about 5 minutes. Reduce oven temperature to 300 degrees.
On a cutting board, using a sharp serrated knife, cut biscotti diagonally into 1-inch-thick slices. Arrange biscotti, cut sides down, on baking sheet, and bake until crisp but still slightly soft in the center, about 8 minutes.

Biscotti aux pistaches et au chocolat




giovedì 8 ottobre 2009

Tartes tatin di cipolle e patate

Di Daniela

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Capita che ognuno di noi abbia i suoi idoli culinari: la Ale va notoriamente in brodo di giuggiole quando osserva la magica brunetta inglese, Miss Mulinex, la mitica Nigella e le sue magliettine a coste.... Io, invece, mi sento più attratta dalla americanissima, bionda e assai meno procace Martha....con la sua voce calda e i modi sbrigativi, i golfini e ... forse pratici pantaloni , e dico forse perchè la si vede sempre a mezzo busto....Magari non ha una linea da pin up e questo la rende ancor più simpatica secondo me....
Comunque mi piacciono le sue ricette veloci e saporite e, sperando che facciano piacere anche a voi, ve ne proporrei giusto una molto semplice e gustosa . Si tratta di
TARTES TATIN DI CIPOLLA E PATATE
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dunque per fare 6 tartellette di 12 cm circa occorrono:

  • 60 gr di burro
  • 1 confezione di pasta sfoglia pronta
  • farina per il piano di lavoro
  • 4 cipolle bionde medie tagliate a rondelle di 5-6 mm
  • 5 patate novelle piccole
  • sale e pepe
  • 60 ml di aceto balsamico
  • 1 pizzico di zucchero

  • Imburrate abbondantemente 6 formine di metallo da 12 cm circa . Srotolate su il piano di lavoro infarinato la pasta sfoglia e riducetela ad uno spessore di circa 5-6 mm . Ritagliate con un coppapasta dei cerchi della stessa misura delle formine e bucherellatele con i rebbi di una forchetta. Appoggiateli su una teglia foderata di carta forno e metteteli a raffeddare in frigo per circa 30 minuti ; nel frattempo preriscaldate il forno a 220°. Riprendete le formine imburrate e mettete in ognuna 2 o 3 fette di cipolla che ricoprirete completamente con alcune fette di patate, sbucciate, tagliate allo stesso spessore delle cipolle e leggermente sovrapposte. Spolveratele generosamente con sale e pepe e ricopritele con i tondi di pasta sfoglia ben raffreddati. Metteteli in forno per una 20ina di minuti, fino a quando non saranno di un bel colore dorato scuro. Preparate in una ciotola un composto con zucchero e aceto balsamico. Mettetelo sul fuoco in un pentolino e cuocetelo per 4 minuti, finchè non si trasformi in uno sciroppo: a questo punto aggiungete il burro a pezzetti, uno per volta, mescolando con una frusta. Salate e pepate. Appena le tartellette sono pronte, estraetele dal forno, rovesciatele sui singoli piatti da portata, glassatele con lo sciropo all'aceto preparato e servite tiepide: non potete immaginare il profumo!!!

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    Individual Potato and Onion Tartes Tatin (M. Stewart)

    Makes six 5-inch tartlets
    • 4 tablespoons (1/2 stick) unsalted butter, cold, cut into small pieces, plus more for pan
    • All-purpose flour, for dusting
    • 1 (17 1/4-ounce) standard package store-bought puff pastry
    • 4 medium yellow onions, peeled, cut into 1/4-inch-thick rounds
    • 5 small new potatoes, peeled
    • Coarse salt and freshly ground pepper
    • 1/4 cup balsamic vinegar
    • Pinch of sugar

    Very generously butter six 5-inch round metal pie plates; set aside. On a lightly floured work surface, roll out puff pastry to a scant 1/4-inch thickness. Using a cutter or a small plate as a guide, cut dough into 4 1/2-inch rounds. Prick rounds all over with a fork. Transfer to a parchment-lined baking sheet; chill until firm, about 30 minutes. Meanwhile, preheat oven to 425 degrees.
    Lay two or three onion rounds on the bottom of each pie pan. Using a mandoline or sharp knife, slice potatoes into thin rounds, about a scant 1/4 inch thick. Place potato slices, slightly overlapping, over the onion in two layers of concentric circles (they should completely cover the onion). Sprinkle potatoes generously with salt and pepper. Place chilled puff pastry rounds on top of the potatoes in each pie plate. Bake until golden brown, about 20 minutes.
    Immediately invert tartlets onto a platter. In a small saucepan, combine balsamic vinegar and sugar. Bring to a simmer and cook until mixture reduces to a syrup, about 4 minutes. Whisk in butter, a piece at a time, until incorporated. Season with salt and pepper. Glaze tartlets with balsamic syrup and serve warm.

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