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martedì 20 marzo 2012

Le Donne Straordinarie... facciamo il punto?

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Tanto per cambiare, l'ennesimo mea culpa. Stavolta, l'oggetto sono i link, che mi rimangono nella tastiera ogni volta, travolti dall'inflessibile conto alla rovescia a cui mi sottopone l'orario rigido del nuovo contratto in ufficio. Morale, mi dimentico sempre di citare gli altri amici e le strenne gluten free e tutto quello che gira intorno a questo fantasmagorico gruppo, nato per caso nel novembre di due anni fa, in occasione delle imminenti feste di Natale, e da allora fonte di continue sorprese, in primis per noi che ne facciamo sempre più orgogliosamente parte. 

Il Buio oltre la Siepe- e i Pancakes di Cal, per l'ultima Donna (St)raordianaria


Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda
Atticus Finch 

Picnik donne straordinarie

La prima volta che ho letto questo libro, dormivo nel piano rialzato di un letto a castello, in una minuscola cameretta, in un angolo ancora ridente della periferia genovese. Avrò avuto sì e no dieci anni e l'edizione che avevo recuperato aveva una copertina gualcita già allora e il titolo era quello- evocativo e quasi magico- della strepitosa traduzione italiana.

domenica 18 marzo 2012

Le Strenne inc. presentano....


"Parlami D'amore Annalu"- antologia degli scatti più emozionanti, coinvolgenti e commoventi della Strenna più esilarante, creativa e meravigliosamente incorreggibile di tutte, che oggi compie 38 anni. 
Vogliamo festeggiarlo con un piccolo pensiero, che è un regalo per tutti: perchè le sue fotografie sono un'iniezione di emozioni allo stato puro, una staffilata che va dritta al cuore, un groppo in gola che blocca il respiro- e meriterebbero per questo ben altri prosceni, più affollati ed autorevoli di quelli che possiamo offrirgli noi. 


clicca qui per vedere il video


L'augurio è che siano tutte dietro l'angolo, le mille occasioni che si merita-e pure tutte in fila, in modo che possa coglierle ad una ad una, senza tralasciarne nessuna. Da parte nostra, vogliamo comunque tributargli il riconoscimento più ambito, più agognato, la statuetta che tutti bramerebbero avere e che da oggi risplenderà nel suo palmares, a perenne memoria di un compleanno da ricordare




Buon compleanno, Fabio!

Un grazie immenso a Camille, sensibile e cara compagna di avventura, che ha reso possibile tutto questo.

Credits
Video: L'artista dell'obiettivo. Foto di Fabio D'Amore, diritti riservati. Regia e Montaggio: Camille Dufresne.


lunedì 12 marzo 2012

I Caramellati di Ada Boni: per le Donne (St)Raordinarie, che sapevano parlar di ricette

Picnik Strenne


“Di Voi, Signore e Signorine, molte sanno suonare bene il pianoforte o cantare con grazia squisita, molte altre hanno ambitissimi titoli di studi superiori, conoscono le lingue moderne, sono piacevoli letterate o fini pittrici, ed altre ancora sono esperte nel tennis o nel golf, o guidano con salda mano il volante di una lussuosa automobile. Ma, ahimè, non certo tutte, facendo un piccolo esame di coscienza, potreste affermare di saper cuocere alla perfezione due uova al guscio.”
Alzi la mano chi non lo ha riconosciuto. O meglio: alzi la mano chi non possiede o non ha mai desiderato possedere questo libro che racchiude nel titolo- uno dei più indovinati di tutta la storia dell'editoria- la dichiarazione di intenti della sua autrice: non una semplice raccolta di ricette, ma la formula della serenità, la pietra focale per mantenere acceso il calore degli affetti familiari, la chiave di volta per schiudere il segreto per rendere la vita di tutti i giorni ricca di armonia e di gioia. In poche parole, Il Talismano della Felicità

lunedì 5 marzo 2012

"Basta un poco di zucchero...": gli zuccherini di Mary Poppins per Donne (St)raordinarie

Stamattina va così, abbiamo scritto, riscritto, perso tutto tre volte, pubblicato, non pubblicato... insomma, mi tocca andare velocissima, saltare tutti i convenevoli e spiegarvi in tre righe il nuovo tema delle strenne che è dedicato alle donne. Donne Straordinarie, lo abbiao intitolato- perchè sono proprio queste donne che vogliamo celebrare, nel mese che è tradizionalmente dedicato a loro, attraverso l'unico modo possibile per un blog di cucina, vale a dire con una ricetta. In origine, avevamo pensato alle donne che per noi erano importanti tout court, quindi anche personaggi della nostra famiglia, conosciuti a noi soli: poi, abbiamo temuto di cadere nel vago del soggettivismo e qundi ci siamo mantenuti su terreni più riconoscibili e sicuri: donne famose, quindi, ma non necessariamente esistite: possono essere perosnaggi storici, ma anche eroine di romanzo; attrici, ma anche protagoniste di storie teatrali e cinematografiche; artiste, ma anche protagonoste di quadri e opere di vario genere; cantanti e musiciste, ma anche leggendari personaggi del'opera lirica o delle più moderne canzoni: l'essenziale è che abbiano lasciato una traccia nei nostri cuori, tale da poter ispirare una ricetta tutta dedicata a loro. Può trattarsi di un piatto già codificato- penso alla Pavlova o alla Pesca Melba, tanto per dire i primi due che mi vengono in mente- ma anche qualcosa che nasce dal nostro cuore, dalla nostra mente e dalla nostra fantasia: esattamente come ha fatto la Dani qui sotto che ha collegato un fatto storico (l'anniversario delle suffragette) alla suffragetta più famosa, per noi che siamo intorno a quegli anni (la mamma dei bambini di Mary Poppins) e le ha dedicato la ricetta più emblematica, gli zuccherini che nascono da quel "poco di zucchero" che addolcisce ogni cosa.
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Torno dopo, perchè queste righe servono solo per tamponare il danno: per ora vi ricordo che domani  e per le prossime tre settimane, troverete le donne degli Assaggi di viaggio il martedì, quelle di Stefania, il mercoledì, quelle di Flavia il giovedì e quelle di Mapi il venerdì. Nell'ultima settimana, ci saranno le strenne per un mese, con le loro proposte: in ordine sparso, Patty, Greta, Mai, Eleonora e Gaia. Del constest di Stefania parlo dopo, perchè intanto torno per mettere i link e tutto il resto. Per ora godetevi post e ricette- ed iniziate a pensare alle vostre donne e alle vostre proposte gluten free
buona settimana
ale

"Basta un poco di zucchero e la pillola va giù...." C'è qualcuno che non conosce questa canzone? O meglio, c'è qualcuno che non conosce Mary Poppins? Vi prego non ditemi di no!!! Io ho amato quel film,  ed il personaggio follemente, dalla prima volta che ho avuto a che fare con lei.
Di volta in volta avrei voluto essere anch'io "Praticamente perfetta sotto ogni punto di vista", oppure capace di saltare dentro e fuori da disegni fatti sul marciapiedi, o di volteggiare come nulla fosse sui tetti o, meraviglia delle meraviglie, essere capace di volare seguendo il vento, sostenuta solo dal mio ombrello (ovviamente tenendo i piedi a papera!). E poi la sua borsa, oh, la sua borsa! C'è qualche signora tra voi che non abbia tentato di trasformare la sua in quella di Mary, o che non abbia sognato di possederne una altrettanto meravigliosamente capiente? E il supercalifragilistichespiralidoso?
Ho imparato guardandola sempre con occhi diversi, perfino qualcosa della storia e delle abitudini della Londra dei primi del 900, alcuni aspetti della vita dell'epoca, compreso, nonostante la vicenda da favola, perfino qualcosa di storicamente importante e trasgressivo come la vicenda delle suffragette. Certo nel film era un buffo vedere la signora Banks che prima balla e canta ispirata per la causa ("Well done! Well done! Well done Sister Suffragette!") e poi rimette tutto a posto prima dell'arrivo del marito, per timore che lui possa inquietarsi ("Ellen, metti via questa roba, sai che la nostra causa manda in bestia il signor Banks.")...D'altra parte questa è una vicenda creata da W. Disney, che non esisite nel libro della Lyndon Travers (anzi ora che ci penso il libro dovrei proprio rileggerlo... c'erano così tante differenze con il film che lì per lì non l'ho amato troppo....), ma è stato comunque un tema interessante, che mi ha spinto a cercar di sapere di più di queste "suffragette": anzi se vi va di rinfrescarvi la memoria,  più tardi potreste tornare qui da noi per leggere qualcosa in più su quel tema...
Sicura di se, bella,"magica", determinata e forte Mary Poppins è stata una specie di guida per un bel po' di tempo per me, ed ho potuto subire ancora il suo fascino nei vari richiani corsi e ricorsi, quando l'ho seguita con i miei nipoti, prima e con le mie tre ragazze dopo, in tempi diversi, con età diverse e con diversi sentimenti miei e degli altri piccoli spettatori.
Ma se c'era una cosa che in particolare mi ha sempre fatto impazzire (e dopo di me faceva impazzire nipoti e figlie) era quel suo "con un poco di zucchero", con le dita schioccanti, con buffi uccellini finti di un'epoca non ancora digitale e con grandi sorrisi, che facevano si che tutto nelle camerette tornasse perfettamente al suo posto: l'ho sognato e l'ho invidiata per questa sua capacità., prima per quel che riguardava la mia camera e poi per quella delle mie figlie, anzi forse in questo frangente ancora di più :-))!!
Non essendo mai riuscita ad emularla, ho pensto che almeno, forse, potevo preparare qualche zuccherino, in modo forse un po' diverso dal suo pensiero originale, ma almeno divertenti, colorati e così veloci da realizzare che basta veramente uno schiocco di dita per prepararli!

Perciò dedicati  all'amata Mary Poppins ecco gli 



Zuccherini  aromatizzati

fiori Zuccherino

Ingredienti
Alcool puro 95°
zollette di zucchero
arancia
mandarino
cannella
ruta
limone

zuccherini

Io ho scelto delle zollette a forma dei semi delle carte da gioco, dono dalla Corsica di mia nipote, la sarebbero stati carinissimi anche gli zuccherini che mi ha portato Sabrina dalle forme insolite...


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In ogni caso la forma è solo un particolare. So che c'è anche la possibilità di "costruirsi" da soli le proprie zollette: fate voi.
Come aromi ho scelto quelli di stagione, alcuni presenti al momento in giardino, come limoni e ruta, altri no: ma comunque tutti bio per una maggior sicurezza.


cuori zuccherino


Il procedimento è semplicissimo: nei vasetti soliti, da marmellata,  ben puliti, versate la quantità che preferite di alcool. Aggiungete gli aromi che avete prescelto (la quantità dipende da voi: per esempio in 125 ml di alcool ho messo 1 stecca grande ci cannella e la buccia di 1/2 arancia piccola) e per ultimo, gli zuccherini, che devono essere completamente ricoperti dall'alcool.  All'inizio il colore degli zuccherini e dei loro aromi è questo

zuccherini

il giorno dopo erano già diventano così...

zuccherini

mentre il terzo giorno il colore  dello zucchero diventa decisamente più simile ai suoi aromatizzanti.


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I miei 4 vasetti sono stati preparati con : cannella, cannella e scorza di arancio, ruta e scorza di limone e scorza di arancio e mandarino, ma naturalmente potrete utilizzare ciò che più vi piace, privilegiando colori e sapori anche in tema con la vostra cena (appena sarà stagione proverò con la mia amata lavanda...). 

zuccherini


I profumi che si sprigionano all'apertura dei barattoli sono incredibilmente intensi. Le zollette, dapprima bianche prendono nel giro di 3 giornicome avete visto, un colore già deciso: divertente quindi servirle mescolate come digestivo dopo cena, incendiandole preventivamente, per fare consumare l'alcool, lasciando solo l'aroma squisito, oppure da mettere nel caffè, per un sapore più ..tonico!


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Incidentalmente si sparge, mentre la fiamma è accesa, un profumo delizioso.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, tutto brillerà di più!!!!
Buona giornata   Supercalifragilistichespiralidoso a tutti!

Dani

lunedì 23 gennaio 2012

La zuppa del condannato a morte per le mine(st)Renne- la Sbira genovese

Collage di Sbira


Confesso di aver esitato parecchio prima di proporre questa ricetta agli amici delle (St)Renne: non tanto per la carta d'identità di questa minestra, che è antichissima, specie nella versione povera, quanto per l'ingrediente principale, che non è propriamente roba da blog. Sto parlando della trippa, oggi poco presente sulle tavole reali e virtuali delle nostre cucine ma un tempo diffusissima, almeno qui a Genova, dove le tripperie abbondavano. Non dico che ce ne fosse una in ogni angolo, ma una in ogni quartiere, sì: così come era facile trovarla sui banchi del macellaio, senza doverlo ogni volta supplicare per l'ordinazione. Anzi, a pensarci bene, temo che la mia avversione per la trippa debba imputarsi proprio a queste botteghe che, già al mattino, iniziavano a lavarla e a preparare i brodi. A me toccava passare davanti ad una di queste, d'estate, tutti i santi giorni e vi assicuro che avrei dato qualsiasi cosa per un percorso alternativo che purtroppo non c'era. Da allora, sono diventata un mostro nelle immersioni in apnea, ma di trippa neanche a parlarne. 

lunedì 9 gennaio 2012

Dalle Befane alle Strenne: Il Minestrone alla Genovese

minestrone alla genovese


Ieri pomeriggio si è ufficialmente conclusa la 4 giorni della terza edizione del Befana Day, mai così lungo, mai così bello. Abbiamo iniziato giovedì sera, con l'arrivo dei primi "foresti", abbiamo proseguito il venerdì, con una nutrita rappresentanza di Befane da varie parti d'Italia (più l'appendice francese, mica da tutti), al Sabato mi inciampavo nei conti del "chi viene-chi va" e la domenica un aperitivo protrattosi fino alle tre metteva seriamente a rischio il rientro a casa col treno delle quattro. 
Ora dovrei dire che sono stanca ma felice, come da copione, ma in realtà non è vero: perchè stanca non lo sono per niente e felice meno che mai. In ufficio mi aspettano "sorprese" che non mi piacciono e che si incastrano in un panorama che mi intristisce al midollo: in più, anche la risoluzione del "da oggi vado a piedi", frutto dell'indignazione di un pieno di benzina di CENTO EURO TONDI TONDI (ho la macchina di mio padre, una Classe A, l'ultimo pieno, due mesi fa, a Varese, era di settanta euro e qualcosa), si sta rivelando una pessima idea (se non trovo una soluzione diversa, l'autobus non è che mi costerebbe granchè meno) e alla fine mi sento come il tipo di una pubblicità di qualche anno fa, che per una falla che tappava, ne aveva altre dieci che si aprivano, tutt'intorno.

mercoledì 4 gennaio 2012

I due pdf delle (ST)Renne!


E vediamo subito di far casino, conoscendomi...
Dunque, qui dovreste trovare il pdf dell'ultima raccolta delle Strenne, dedicata ai pranzi delle feste, dal fantasmagorico titolo di (St)Ré Chic: è un prodotto della premiata ditta Assaggi di Viaggio, quindi potete andare tranquilli, che sulla precisione di quei due ci metto tutti gli arti sul fuoco.


lunedì 28 novembre 2011

Crème Brulée au foie gras... oui, c'est (St)Ré chic!

crème brulée au foie gras


Non so voi- anzi. mi auguro proprio che voi, no- ma a me capita da sempre che, ogni qualvolta divengo preda di qualche passione, mi circondo sempre di ogni tipo di oggetto inutile che al momento dell'acquisto viene ritenuto indispensabile, poi giace negletto in qualche cassetto e quando poi, alla fine, serve alla bisogna, o non si trova o non funziona più. 

lunedì 21 novembre 2011

Filetto di salmone con glassatura alla melagrana

Di Daniela
Scroll down for English version

Ho trovato questa ricetta per caso, mentre con Ale spulciavamo il web alla ricerca di qualcosa di gustoso da preparare con la melagrana in funzione della nostra amatissima rubrica

strenne natale

Per tutte le spiegazioni, calendari e partecipanti,  tutte le notizie le trovate qui, ma tanto per un, come dire, riassunto prêt-à-porter, la divisione per altre due settimane sarà questa: da noi il Lunedì, da Fabio e Annalu il martedì, da Stefania il mercoledì, da Flavia il giovedì e da Mapi il venerdì, mentre la successiva settimana sarà tutta delle vincitrici del contest di Stefamia, che sono Emanuela di Arricciaspiccia, Eleonora di Burro e Miele, Giulia di Rossa di Sera, Mai de Il Colore della Curcuma e Stefania di Profumi e Sapori. 

Essendo questa volta la raccolta dedicata a piatti chic per occasioni speciali cercavamo qualcosa di davvero speciale : questa è  stata un’ispirazione vera e propria, perché unisce l'eleganza del salmone alla benaugurate vivacità della melagrana (della quale vi parlerò ancora in settimana). In aggiunta a questo, il mio melogranino ha prodotto qualche frutto piccolo ma succosissimo che, unito ai due più grossi che avevo acquistato per soddisfare la mia figlia media che ne è golosa, costituivano una riserva ideale.  Così….. mi sono messa all’opera.

melagrana collage

Le variazioni che ho apportato alla ricetta originale sono sostanzialmente due :
1 . ho usato al posto della melassa di melagrana, i chicchi del frutto fresco
2. ho cambiato frutta, utilizzando in accoppiata, una pera Abate piuttosto soda che ho tagliato senza sbucciare in fette orizzontali.
Il risultato mi è piaciuto moltissimo: il sapore lievemente asprigno della melagrana si sposa perfettamente con la dolcezza delle pere e del salmone, il tutto, e non guasta, semplice e veloce da preparare. Ora vi racconto cosa ho fatto: 

Salmone glassato con chicchi di melagrana

lunedì 14 novembre 2011

La Sachertorte di Foie Gras, per il ritorno delle Strenne!

strenne natale


Pensavate che vi avessimo abbandonato? Che ci fossimo dimenticati dei nostri appuntamenti? Che avessimo preferito i neuro-storming serali nella "stalla allargata" con le nuove Strenne per un mese, trascurando impegni, calendari e ricette?

lunedì 26 settembre 2011

Il pane giallo con fichi e olive taggiasche- e ho mai detto che...

... a me i fichi non piacciono???
Credo di essere l'eccezione che conferma la regola, nel senso che non ho ancora incontrato qualcuno che, di fronte a un piatto di fichi maturi e sugosi, sia riuscito non dico a dir di no, ma anche a resistere. Tant'è che in queste occasioni scatta in me non so quale meccanismo ancestrale (leggasi: educazione materna, guai-guai-GUAI a dare fastidio), per cui alla fine li mangio pure io. Magari attirandomi lo sguardo in tralice del marito che trova palesemente cretino il mio comportamento ("se non ti piacciono, non li mangiare") che oltretutto lo priva di almeno uno dei suoi adorati frutti: ma è sempre meglio degli interrogativi scandalizzati e degli sguardi di compatimento degli astanti a cui, francamente, non reggo. Anche perchè la prima cosa che mi verrebbe da replicare è che "de gustibus, non si discutibus- e con la bocca piena ancora meno", ma temo in qualche incidente diplomatico, di quelli in cui devi fare ammenda per una vita, chiedendoti per tutto il tempo com'è che tocca a te riparare, quando in realtà hai tutto il diritto di dire "no grazie", senza dover essere sottoposta al fuoco di fila del percome e del perchè. E così, mi rassegno a mangiar fichi, camuffandone il sapore entro fette di salame o di focaccia o anche di tutti e due insieme e arrivando anche all'aberrazione mentale di metterli pure nell'impasto. 


pane giallo con olive e fichi neri

lunedì 19 settembre 2011

Le (St)Renne, il Gelato al Parmigiano e l'inconveniente di un blog di cucina...

gelato al parmigiano

ovvero: come finire per trascurare le vecchie ricette, presa dall'ansia di provare le nuove. E dire che, alle origini di questo blog, c'era stato anche il desiderio di avere finalmente un pretesto per fare qualcosa di diverso, anche senza dover per forza aspettare l'occasione buona: ricordo che sfogliavo una rivista di cucina, mettendo post it ad ogni pagina e organizzando mentalmente cene con amici, rendendomi conto, una volta arrivata all'indice, che, se avessi voluto provare tutto,  solo per il mese in corso avrei dovuto avere ospiti un giorno sì e un giorno anche. Di cucinare per casa in quel modo non se ne parlava neanche (ho sempre bisogno di pretesti, per giustificare le cose che mi piacciono) e quindi non vedevo grandi alternative, se non quelle di cui sopra. Non è un caso che fossero anni di grandi cene, in piedi, seduti, a tema, senza tema e non è un caso che MT le abbia drasticamente ridotte: perchè ora la scusa per dover cucinare cose nuove ce l'ho tutte le settimane e gli amici me li godo anche oltre la sala da pranzo, con la piega che sta a posto, i vestiti coordinati e magari pure la scarpa col tacco, che intanto non devo macinar km fra sala da pranzo e cucina.

lunedì 12 settembre 2011

Fig Rolls Libanesi e la gran fig-ata del ritorno delle (St)renne

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Se siete già inorriditi, dopo aver letto questo obbrobrio di titolo, date retta a me: passate ad altro post. Perchè il titolo è niente, in confronto a quello che sta per arrivare, vale a dire il nuovo banner prescelto per la raccolta di questo mese, che è roba per stomaci robusti. Ma se invece appartenete a questa categoria, fate un bel respiro, tenetevi forte - e soprattutto non dite che non siete stati avvisati...


lunedì 27 giugno 2011

Tarte al cioccolato e al caramello morbido al lampone per le Strenne ai Frutti Rossi

di alessandra


crostata al caramello al lampone


Giusto ieri pomeriggio, nel consueto scambio di e mail con la mia amica maga dei menu, in cui lei elenca serenamente tutto ciò che imbandirà nelle sue prossime cene, io sbavo sulla tastiera, si diceva come a noi non piaccia l'usanza britannica del "portare ciascuno qualcosa". 
In origine, non ero di questa opinione, ed  anzi: nelle feste informali, quelle di inizio estate, con le bistecche che sfrigolano sul barbecue e i fiaschi di vino che girano come trottole, l'idea di dividere le incombenze culinarie fra tutti i partecipanti mi ha sempre trovato d'accordo.
Tuttavia, se invito a casa, preferisco essere io ad occuparmi del menu, dalla prima all'ultima portata.
Questo perchè, come vado ripetendo da sempre, la parte più difficile della cena è buttar giù ll'elenco delle portate. Non si tratta solo di trovare piatti che si accordino fra di loro e con i gusti degli invitati, ma che si sincronizzino con i tempi della cucina (detesto non stare a tavola con i miei ospiti) e con la disponibilità di forno, fornelli e attrezzature varie. Anche se in teoria è un'ottima accoppiata, una lasagna alla bolognese non potrà mai essere abbinata ad un roast beef a lenta cottura, almeno non in casa mia, dove dispongo di un solo forno, che cuoce ad una sola temperatura per volta. 
Senza contare che mi diverto da matti, a scrivere menu e che spesso e volentieri (anzi, praticamente quasi sempre) se si viene a cena da noi è prevalentemente per mangiare. C'è una primizia, un prodotto tipico, una ricetta che mi intriga e che per noi tre è francamente sprecata? Ecco che mi metto a scrivere un menu a tema. 
Addirittura, fino a pochi anni fa, mio marito spediva il menu alla lista degli amici e i primi 4 che si prenotavano erano invitati: era una sorta di appuntamento al buoio gastronomico (non è detto che si conoscessero tutti), l'avevamo battezzata "Operazione Palati Fini" e alla fine eravamo tutti contenti: loro, di scofanarsi (Palati fini era nato da qui), io di sbizzarrirmi, lasciando da parte la noia della routine dei pasti settimanali. 
A fronte di ciò, però, se sono invitata da amici, non riesco a trattenermi e chiedo se posso portare il dolce. Predico bene e razzolo male, lo so, ma è davvero più forte di me. Anche perchè, da che esiste il blog, son sempre alla ricerca di occasioni per sperimentare qualcosa e passi se gli amici si son trasformati da ospiti da coccolare in cavie su cui fare esperimenti: la legge di MT non perdona e visto che, familiari a parte, ci si son sottomessi tutti volentieri, andiamo avanti così, fino al prossimo ammutinamento. 
Questo dolce, quindi, rientra nella categoria di cui sopra: trattandosi di roba troppo elaborata per i gusti di famiglia (e il tetto massimo di calorie che ci è concesso), l'abbiamo pensata per i nostri amici, gli stessi a cui avevamo portato la famosa Stupendissima e che da allora hanno un posto speciale nella classifica dei Palati Fini.
Grazie al cielo, ha avuto l'imprimatur del gradimento, ragion per cui ve la racconto qui, in tutti i dettagli.



TARTE AL CIOCCOLATO E CARAMELLO MORBIDO AL LAMPONE
(libera rielaborazione della Torta Incontro di Giovanni Pina)



crostata al cioccolato e caramello al lampone


Prima la fonte, poi le mie note che vi prego di leggere perchè ho fatto alcune modifiche importanti

per uno stampo da tarte
Pasta frolla al cacao 300 g
Caramello morbido al lampone, 500 g
Lamponi e zucchero a velo per decorare

per la frolla al cacao
(dosi per circa 1200 g)
farina 00 w 150-169, g 400
burro, 250 g
uova 100 g
cacao, 100 g
zucchero, 250 g
latte 150 g
vaniglia in bacche, 1/2

Setaccia la farina e il cacao insieme
Lavora tutti gli altri ingredienti, fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
Unisci la miscela di farina e cacao, lavorando il composto soltanto il tempo necessario per il suo assorbimento
Avvolgi la pasta ottenuta in fogli di carta da forno e lascia riposare in frigo fino a che si sarà rappresa


per il caramello morbido al lampone
220 g di zucchero
65 g di acqua
110 g di panna
lamponi frullati e senza semi 110 g

In un tegame antiaderente (non usare una pentola di acciaio: avresti grandi problemi), cuoci l'acqua con lo zucchero, fino ad ottenere un caramello color nocciola
A parte unisci la panna e i lamponi frullati e scaldali fino a raggiungere la temepratura di 80 gradi
Quando il caramello avrà ottenuto la colorazione desiderata (medio ambrato), versavi, mescolando con molta attenzione, la miscela di panna e lamponi ben calda.
Cuoci mescolando fino a raggiungere la temperatura di 110 gradi e raffredda immediatamente, immergendo la pentola in un contenitore con acqua gelata

Assemblaggio del dolce
(e qui vi dico come ho fatto io, perchè l'originale è un disco di frolla a cui si aggiunge un bordo che poi si riempie di caramello)

Imburrare lo stampo e stendervi la frolla. 
cuocere in bianco a 180 gradi, forno statico (160 forno ventilato) per 18 minuti e lasciar raffreddare. 
Versarvi il caramello quando è appena pronto, quando è denso ma fluido: ci penserà da solo ad occupare tutti gli spazi liberi. 
Lasciar raffreddare a temperatura ambiente e decorare a piacere. 

crostata al cioccolato con caramello ai lamponi

note  mie

  • per la frolla al cacao
come vi dicevo, si tratta di una ricetta d'autore (e che autore!) e quindi, per una volta, sono riuscita a seguirla alla lettera. Propriamente, non si dovrebbe chiamare frolla, perchè la presenza del latte la rende molto morbida e poco friabile, però si presta ugualmente ad essere riempita e anzi: proprio per la sua morbidezza, è più indicata per un dolce da chiudi-cena, di quelli che si dovrebbero mangiare con cucchiaino e forchetta, per capirci. 

  • per quanto riguarda gli ingredienti
la farina W 150 è una farina a basso contenuto di glutine: una buona 00 è perfetta. Nessuna aggiunta di manitoba o altro. 
Pina dice di setacciare sempre la farina, anche quando si devono preparare impasti che non devono crescere: questo perchè i microrganismi che si trovano il suo interno assorbono ossigeno e sprigionano anidride carbonica: una bella setacciata è il sistema migliore per ridare ossigeno alla nostra farina ed averla al meglio delle sue forze 
Il peso delle uova corrisponde a 2 uova grandi

  • per quanto riguarda la lavorazione
di solito, faccio la frolla a mano. vel'avrò detto mille volte, ma l'unico modo che conosco per non far bruciare il burro è legato al tatto: se metto gli ingredienti nell'impastatrice, finisce sempre che o li lavoro per troppo tempo o a velocità troppo alta, surriscaldandoli inevitabilmente. 
Stavolta, invece, ho messo tutto nel Kenwood (frusta k), per "la più grossa": poi, ho impastato velocemente a mano
Come dicevo prima, la presenza del liquido toglie friabilità all'impasto e questo si nota sin dalla lavorazione a crudo: resta infatti un po' umido. Di conseguenza, il riposo in frigorifero è indispensabile e va fatto due volte:la prima, subito dopo avere impastato (almeno 3 ore); la seconda, dopo aver steso l'impasto nella tortiera (almeno mezz'ora)

  • cottura in bianco
per la cottura in bianco, mi regolo così. 
dopo che ho steso la frolla in teglia, ritaglio un foglio di carta da forno leggermente più largo dello stampo e lo dispongo sopra l'impasto. Lo cospargo di fagioli e metto in forno. In questo modo, evito di perdere gli occhi e la pazienza a togliere tutti i fagioli che, in cottura, vengono inglobati nella sfoglia e mi rimane il fondo perfettamente liscio. 

  • per il caramello morbido al lampone
confesso che con il procedimento descritto, non mi è venuto: mea culpa, sia chiaro, perchè a me il caramello con l'acqua non viene. Quindi, ho rifatto tutto a modo mio,con il solito metodo da "astenersi puristi". 
In precedenza, avevo frullato i lamponi e passato la purea al setaccio, in modo da togliere tutti i semini. 
Fatto il caramello e aggiunta la panna, ho aggiunto la purea di lamponi, sempre sul fuoco, a poco a poco, e sempre mescolando: una volta che avete preparato la salsa al caramello, però (vale a dire caramello e panna) non ci dovrebbero essere più problemi ad aggiungere altri liquidi, ma tant'è ho proceduto con un po' di cautela. La prossima volta, vado in scioltezza e aggiungo tutto in una botta. 

Si rassoda in fretta, ma non resta duro: purtroppo, non abbiamo foto dell'interno,perchè la torta è stata portata ad una cena da nostri amici ed è un periodo in cui non ho più voglia di tediare tutti con il set e lo scatto: se vi fidate, l'effetto è lo stesso della choco-caramel tarte
Il sapore e la scena, invece, sono da porca, anzi: porchissima figura...
A domani, dagli Assaggi di Viaggio
Ale

P.S.  visto che  mio marito, a cui non piacciono i"dolci dolci", ha avuto da ridire sulla dolcezza di questa tarte, a suo parere eccessiva,  mi sembra corretto riportarlo qui. come ho scritto nei commenti, questo è uno dei dessert da "più porca figura" che abbia mai preparato e avreste dovuto vedere le facce, a cominciare dalla mia, quando è stato portato in tavola. Per non parlare delle espressioni di puro godimento, al primo assaggio. Però, in effetti, dolce lo è. Quindi,  se preferite smorzare un po' lo zucchero, potete riempire il guscio di frolla con una ganache al cioccolato fondente (sceglietelo con una percentuale di cacao da uomini duri: minimo, il 72%) e poi sopra il caramello al lampone. Vedrete che bontà.

lunedì 7 marzo 2011

Il lunedì delle Strenne- e 2 pdf con 1 click

strenne

... com'era, quella del mal comune? o di Atene che piange ma non è che Sparta si stia spanciando dalle risate? Insomma, per farla breve: mi son dimenticata il pdf delle Strenne di Gennaio. O meglio: l'ho preparato, l'ho postato, ho chiesto agli altri disgr compagni di slitta se era tutto ok e poi, puff, svanito dalla memoria. E finchè si tratta della mia, passi: ormai è quasi un assioma, la mia testa fra le nuvole, che un pdf di più o uno di meno non fa la differenza. Ma gli altri sei?????? No, dico: gli altri sei, com'è che non me lo hanno ricordato???
La risposta la so, sia chiaro: e va ricercata nel metodo scientifico con cui programmiamo i nostri appuntamenti mensili. Che cominciano sempre con un primo messaggio, dal titolo che non lascia spazio ad equivoci: di solito, sono blandi moniti (secondo me)/cazziettoni della malora (secondo le altre Strenne, ma non date loro retta, perchè non è vero), e proseguono con un invito a raccogliere le idee, di seguito. 
Dopodichè, va più o meno così
"iihhhhhhh, ma è già finito il mese??? dobbiamo ricominciare??? io non sono all'altezza (Stefania)
segue mezzo km di variazioni sul tema dell'altezza (Fabio)- e poi si riprende
"oggi c'è un sole bellissimo, sono andata a fare un giro meraviglioso, ho conosciuto persone stupende, tanti baci a tutti, vi amooooooooo " (Eli/Fla- e poi chiedetevi perchè le han mandato più di 300 ricette, per il contest sui cuori)
altro km di digressioni sul tempo, a cui si accodano bollettini medici di vario genere, dall'emicrania alla malattia tropicale e da lì si passa a parlare di vacanze, con lista della spesa annessa- "che mio marito ancora non lo sa, ma in Tanzania ci andiamo perchè voglio comprare un nuovo stampo a forma di giraffa e come ce l'hanno lì non ce l'ha nessuno" (Annalu, la meta è indifferente)
"altro che vacanze, qui mi sa che stiamo a casa a studiare tutta l'estate: la creatura ha appena detto che il participio passato di erudito è "erodotto" (Ale)
"e io eroBrontolo" (Fabio)
(n.d.a.: a parte la perla della creatura- verissima- tutto il resto è inventato di sana pianta: ma qualcosa mi dice che le Strenne in questo momento stanno ridendo)
"SCUSATE NON TROVO IL POST DOVE SI DEVONO PROGRAMMARE LE RICETTE- SCUSATE MI E' PARTITO IL MAIUSCOLO" (dani)
segue momento di contrizione collettiva, che non si può andare avanti così, che si divaga sempre, e si è mai visto e non siamo seri e insomma...
"insomma, io per le strenne di giugno ho già preparato questo quello e quest'altro" (Mapi)
Quello che segue è rigorosamente sotto censura- ma se lo dovessi trascrivere, verrebbe più o meno così 
"Mapi, bip-bip-biiiiiiiiiiiiiiip *ç&§% biiiiiiiiiiip, Mapi, bip bip"
... e così fino al delirio, capite?, tutti i giorni , più volte al giorno. 
Tant'è che ogni volta che vediamo un pdf ci chiediamo come sia stato possibile avercela fatta, anche a questo giro...
Anyway, per questo mese ci prendiamo una mezza pausa: fino al 20 marzo, nessuna ricetta targata Strenne. Va da sè che stiamo lavorando per voi, vi stupiremo con effetti speciali e la sorpresa sarà di quelle che per tutto il resto c'è mastercard etc etc, ma per ora bocche cucite. Per ingannare l'attesa, vi lasciamo le DUE raccolte, quella di Gennaio (in ritardo) e quella di Febbraio (puntuale: indovinate chi l'ha preparata????), sperando che vi piacciano e che possano trasmettervi un po' di quell'allegria e di quell'amicizia che ci uniscono e che sono uno dei tanti motivi per cui ringraziamo il web di esistere, ogni giorno. 
Buona Settimana
Ale&Dani

Strenne di Carnevale
Strenne di Gennaio

lunedì 21 febbraio 2011

TACOS DOLCI CON PANNA E FRAGOLE

tacos dolci


siccome è un periodo che, per distrarmi, devo impormi di pensare a delle cavolate, ultimamente sto approfondendo alcuni lati oscuri del mio modo di cucinare. Premetto che, di norma, non me ne può fregar di meno, come penso che ormai sappiate. Ripeto sempre- ed è vero- che la cucina è il luogo dove scarico stress, tensioni, ansie da prestazione e ci mancherebbe altro che mi facessi dei problemi anche qui. Però è anche vero che ogni tanto mi viene da paragonarmi ai miei "colleghi" appassionati, con o senza blog, qualche volta per trovare delle affinità, più spesso per rendermi conto delle differenze. Quella su cui meditavo in questi giorni, proprio mentre pensavo a cosa preparare per quest'ultima settimana di Strenne, è che io non amo sperimentare. O meglio: quando faccio tanto di trovare una ricetta che mi soddisfa, mi fermo a quella e sfogo su altre preparazioni i miei istinti da laboratorio. E' successo, per esempio, con la pasta frolla: seguo da sempre la ricetta di mia nonna che, oltre a non chiamarsi nè Santin nè Hermè nè Montersino, godeva pure della fama di peggiore cuoca della famiglia. Le era capitata in sorte una suocera livornese che ai fornelli faceva magie e una figlia femmina a cui evidentemente era passato il dna per parte di padre: ragion per cui, aveva fatto buon viso a cattiva sorte e aveva deciso di passare la mano. Quelli, però, erano tempi in cui l'identità di genere passava attraverso certi saperi- e la cucina qualificava la donna: ragion per cui, qualcosa faceva e- udite udite- lo faceva benissimo, gnocchi al pesto e crostate su tutto. 
Io ho imparato a cucinare da mia mamma e, successivamente, dai libri, da internet e dai corsi di cucina, molti dei quali di pasticceria. E lì ho iniziato a rendermi conto non solo che esistevano mille ricette base, ma che c'erano persone disposte a sacrificare tempo ed inventiva per trovare la formula giusta- e che la pasta frolla era proprio uno dei terreni dove la discussione si faceva più accesa. E così, ho partecipato anch'io. E dopo aver consumato quintali di farina e burro e centinaia di uova ho deciso che, in cucina come nella vita, la perfezione non mi appartiene e ci son casi in cui accontentarsi fa bene. 
Tutta 'sta pappardella per dirvi che il segreto di questi tacos dolci è la pasta biscotto: la migliore mai provata, nei miei primi 45 anni, è quella che trovate qui e da cui non intendo staccarmi, finchè morte non ci separi. Se avete dei dubbi, chiedete alla Dani che fine hanno fatto i ritagli che avremmo dovuto tenere da parte per le creature. Per il resto, sono una grandissima cavolata, che vi permetterà di presentare in modo diverso le fragole con la panna, magari anche in un buffet, visto che si possono mangiare benissimo con le mani. Al solito, l'unico problema è smettere- ma ormai lo sappiamo...

TACOS DOLCI ALLA PANNA E FRAGOLE 

tacos dolci


per 10 tacos, del diametro di 5 cm
per la pasta biscotto, seguite le dosi e le istruzioni che trovate qui
per lo sciroppo di zucchero 
100 g di zucchero
100 g di acqua
poche gocce di limone

in un casseruolino, sul fornello più piccolo ma a fiamma media, fate bollire l'acqua con il limone e lo zucchero fino a quando lo sciroppo diventa denso e assume colore traslucido. Io vado sempre ad occhio, ma siccome bisogna spalmarlo sulla pasta biscotto, che è porosa ed assorbe subito, non fatelo troppo denso, perchè altrimenti non riuscite nell'impresa. Se preferite usare una versione alcoolica, scaldate leggermente una parte di cointreau con due parti d'acqua. 

Appena sfornate la pasta biscuit, capovolgetela sul piano di lavoro coperto da un canovaccio e togliete la carta da forno. Finchè è ancora calda, trasferitela su un foglio di carta da forno pulito e lasciatela raffreddare per pochi minuti: vedrete che si sgonfierà leggermente, fino ad assumere lo spessore che ha nella foto. 
Con un tagliabiscotti rotondo, del diametro di 5 cm, tagliate tanti dischi e metteteli man mano su un mattarello, così: 


Poi, spenellateli con lo sciroppo di zucchero e riempiteli con panna montata, fragole e foglioline di menta. 
Potete accompagnarli con un coulis di fragole (bastra frullare delle fragole con qualche goccia di limone) o spolverizzarli con zucchero a velo. 
A domani, dagli Assaggi di Viaggio
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