OverBlog

Visualizzazione post con etichetta menta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta menta. Mostra tutti i post

mercoledì 3 ottobre 2012

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.

Di Daniela

Rossi alternati ad oro appena accennato, niente più cieli blu sfolgoranti, ma molto grigio in tutte le sue sfumature;  profumo intenso di legno, di funghi, di terra umida e qualche spruzzo di neve sulle cime più alte, che si intravedono tra nuvoloni che si sfilacciano sulle cime dei pini... ecco come ci ha accolto la Valtellina lo scorso week end. Molto diversa da quella settembrina che abbiamo lasciato poche settimane fa, ma comunque piacevole, con sacchi di mele coloratissime vendute lungo la strada per tutta la alta valle; mele profumatissime, appena colte.
Se è vero che una mela al giorno toglie il medico di torno, noi dovremmo stare bene per parecchi mesi, visto che abbiamo riempito la macchina con dei bei sacchi di pomi gialli e rossi (in realtà non mi sono fatta scappare neppure le patate bianche e rosse: buonissime...)
Mi sembrava quasi di essere diventata la mitica Ariadne Oliver, la scrittrice amica di Poirot la cui entrata in scena, nei gialli di Mrs Agatha Christie è sempre preceduta da un rotolare disordinato di mele, torsoli e sacchetti di carta! A proposito, lo sapevate che la Christie le attribuisce moltissime sue manie? la passione per le mele, innanzitutto, ma anche la timidezza al limite della scontrosità, il fastidio per le sue opere stravolte da sceneggiatori e registi, e perfino la mania di torcersi le mani...
Ma non divaghiamo: torniamo alla nostra frutta. Vi dicevo che questa è decisamente la stagione della raccolta e, quindi, quale momento migliore per sperimentare un'altra semplicissima, ma eccellente,ricetta di torta con le mele se non ora?
Provate l'accostamento con il coulis di frutti di bosco, che si possono trovare sempre surgelati, se non più freschi, ma secondo me non starebbe male neppure con un paio di cucchiaiate di confettura proprio frutti  di bosco o di fragole, magari leggermente scaldata per renderla più fluida, o tra poco, con una salsa all'arancia... o con una crema inglese....Caspita, se continuo a pensarci, mi sa che dovrò per forza tornare di la ad assaggiare un altro tortino elucubrando  un nuovo accostamento... :-)

Tortino di saraceno con mela di Valtellina e coulis di lamponi.
(chef Apollonio)

TORTINO SARACENO MELE

Ingredienti
125 gr di burro
125 di zucchero
3 rossi d'uovo
3 albumi montati a neve
35 gr di farina 00
35 gr di farina di grano saraceno
35 gr di farina di mandorle
1/2 bustina di lievito
1 mela gialla di Valtellina
150 gr di lamponi (o di frutti di bosco per me)
75 gr di zucchero
50 gr di acqua
un rametto di meta e zucchero a velo

TORTINO SARACENO MELE

Ammorbidite il burro con lo zucchero in una planetaria, di seguito aggiungete i rossi d'uovo, le farine setacciate con il lievito ed una mela tagliata a quadratini.
A parte, montate gli albumi a neve, incorporandoli all'impasto delle farine, con molta delicatezza, mescolando come sempre dal basso verso l'alto : deve risultare un impasto piuttosto sodo.

tortini

Imburrate e infarinate 8 stampini monodose, e distribuite il composto al loro interno. In alternativa agli stampini monodose, potreste utilizzare anche una tortiera di 24 cm di diametro.
Infornate a 160°C per 25 minuti.
Nel frattempo preparate il coulis, passando al mixer i lamponi o i frutti di bosco, anche surgelati, con lo zucchero e l'acqua. Una volta frullati, passateli attraverso un colino per togliere i semini e metteteli in una casseruolina sul fuoco portando il tutto ad ebollizione. Lasciate cuocere per 2 minuti, per farlo leggermente addensare.
Sformate il tortino, una volta cotto, adagiatelo su un piatto, cospargetelo di zucchero a velo, accompagnandolo con il coulis di lampone...

TORTINO SARACENO MELE

...o con quello di frutti di bosco.

TORTINO SARACENO MELE


P.S. Con questa ricetta partecipiamo al contest di Perle ai Porchy , fosse anche solo perchè il nome del blog ci piace moltissimo :-))

Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 20 luglio 2012

Fichi fritti con zabaione al Porto e gelato (chef F. Bassi).

Di Daniela

Ancora qualche foto a testimonianza della bella serata passata passeggiando per le vie del borgo antico ed elegante, testimone della storia millenaria del paese e della valle, assaggiando dolci semplici ma gustosi, di tradizione quasi altrettanto antica.

DSCF4473

DSCF4482

ed ecco anche l'antico mestiere che vi mostro oggi

serata dolci 2012



La seconda ricetta che vi proporrò oggi, sempre tratta dalla lezione del magico trio composto dallo chef Bassi, accompagnato da Gaetano Farucci e dal sommelier Emanuele Urbani

DSCF4491

Godereccia e particolare eccovi la ricetta

Fichi fritti con zabaione al Porto e gelato.

DSCF4513

giovedì 14 giugno 2012

Frittelle di zucchine e...

Di Daniela

Il "Bianconiglio"
di John Tenniel
In questi giorni mi sembra di essere il mitico Bianconiglio di memoria favolesca: il Rev. Dodgson (insomma L. Carroll) doveva avere una forte capacità di preveggenza oltre ad un indiscutibile ed evidente talento per la scrittura. Pensateci: un incredibile coniglio bianco, con un abbigliamento molto severo e con in mano perennemente un orologio da taschino, che corre ovunque, lamentandosi di non avere tempo, di aver troppo da fare ed un incredibile fretta! Non sembra scritta ora? Non potrebbe essere una perfetta descrizione della nostra vita attuale? E dire che questo personaggio risale agli anni 60 dell' 800..... 
Be', digressioni a parte, continuo a muovermi senza sosta lamentandomi del tempo che non ho e delle cose che dovevo fare e ancora non ho fatto (stamani sono in vena di parafrasi), senza in realtà risolvere poi molto. 
Oggi volevo, per esempio, mostrarvi alcune foto della splendida Infiorata del Corpus Domini a Monterosso, ma non sono riuscita ancora a sistemarle tutte, quindi rimando il tutto a lunedì. Vale la pena di dare un'occhiata.


Ah, piccola soddisfazione personale: dopo avervi segnalato la perdita della lettera L sulla tastiera, mi ero accorta, il giorno seguente di aver "smarrito" anche la F. Non posso dirvi la mia ambascia : due lettere sono davvero troppe!!!! Perciò con pazienza ho cominciato a pulire la tastiera con la spazzoletta che mi hanno regalato per quest'uso... dai e dai, mi sono accorta che c'era qualcosa che impediva l'abbassamento corretto del tasto... perciò soffia, gira , agita, "spazzola" ed ecco che l'arcano è stato svelato: una delle mie adorate creature, ma non voglio sapere quale!, aveva pensato di mettersi a cancellare con della gomma molto morbida, tutto un grande disegno fatto a matita, proprio posizionandosi di fianco alla tastiera; da lì, una manciata di "briciolette" di gomma si sono infilate tra le lettere, quasi bloccandone 2!!!!!  Come direbbe Mariello Prapapappo, di Coloradiana memoria, MISTERO RISOLTO!!! ... e figlie con sgridata urlante nelle orecchie! Perciò, se proprio troverete degli errori nei miei post saranno dovuti alla mia dabbenaggine :-)))))

Frittelle di zucchine
da c.m. giugno 2012
DSCF3837

martedì 29 maggio 2012

Pomodorini alle erbe di Yotam Ottolenghi

Di Daniela
Scroll down for English version

In debito di ossigeno per le cose mirabolanti che stiamo continuando a controllare di là per riuscire a prendere una qualche decisione, peraltro difficilissima, al limite del'impossibile, cerco di proporvi qualcosa di semplice veloce e leggero da gustare senza sensi di colpa per la linea, come sfizioso antipasto.... Intanto io torno a rituffarmi nei budini......


Come promesso qualche tempo fa , eccomi con la ricetta dei pomodorini ripieni alle erbe:la croccantezza del ripieno passato al forno con la morbidezza del pomodoro, ne fanno un mix davvero ottimo. Per la gioia dei miei commensali ho ridotto le dosi e li ho preparati con dei cicliegini un po' più grandi, rendendoli perfetti finger food da buffet: in un solo boccone tutti i profumi e i sapori si spargono in bocca e il loro aspetto piacevole li rende adattissimi allo scopo, per non parlare della loro leggerezza e semplicità di esecuzione...
Ecco la presentazione che ne fa Ottolenghi in persona : "Questo antipasto in stile provenzale è veloce da preparare. Servitelo con un po' di insalata fresca di stagione o con con qualche pezzetto di formaggio di un formaggio di capra dal sapore intenso"


Pomodorini alle erbe

DSCF3198



giovedì 23 giugno 2011

per il piatto storico : il tè freddo

Di Daniela
Iced tea ovvero, storia di un’idea americana al 100%

"Neoclassical architecture in the Government Building at the Louisiana Purchase Exposition," from: David R. Francis, The Universal Exposition of 1904 (St. Louis: Louisiana Purchase Exposition Company, 1905), p. 91. Da http://en.wikipedia.org/wiki/Louisiana_Purchase_Exposition
Ora, come al solito devo confessare la mia ignoranza sull’argomento: mai avrei pensato che ci fosse qualcuno al mondo che potesse vantare la “scoperta” del tè freddo! Credevo sinceramente che fosse una dei quelle preparazioni che, come dire, si evolvono così, strada facendo, senza avere un inizio né, presumibilmente, una fine. E invece no! La storia di questa bevanda ha degli creatori e molte leggende che la riguardano oltre che parecchie date di nascita. L’unico punto su cui non ci sono dubbi è la nazionalità del tè freddo: gli Stati Uniti d’America. Le storie invece sono diverse. La più celebre riguarda la persona del mercante Richard Blechynden, e siamo nell’estate 1904 a St.Louis nel Missuri.
Entrance to Creation Exhibit on the Pike.Da http://en.wikipedia.org/wiki/Louisiana_Purchase_Exposition


Il nostro Richard, proprietario di una grande piantagione di te, aveva infatti deciso di far assaggiare per farne apprezzare la bontà e l’aroma ai suoi possibili acquirenti, una tazza del suo tè nero dell’India,che voleva commercializzare alla Louisiana Purchase Exposition. Ma nell’estate del 1904 appunto, un’estate particolarmente calda, la sua offerta non suscitava grandi entusiasmi tra i compratori… anzi i più proprio rifiutavano di bere la bevanda bollente. Allora il signor Blechynden prese una decisione storica. Decise di spezzare un po’ di ghiaccio per metterlo nelle tazze ed offrire agli assaggiatori un po’ di refrigerio, oltre al sapore e all’energia del suo tè: il successo fu strepitoso, immediato ed a livello mondiale! Tant’è che venne attribuita proprio a questo momento l’invenzione del tè freddo.
Altra storia: siamo nel 1890 : in un giornale del 28 settembre, il Nevada Noticer, si racconta in una nota , tutto ciò che viene servito durante la riunione dei veterani ex-confederati nella Riunione dello stato del Missuri di quell’anno . Ecco la parte che ci interessa:
Da qui
Il fatto che venga menzionato il tè freddo senza altre aggiunte, vuol dire che già doveva essere conosciuto a chi leggeva : spostiamo così indietro di 14 anni la data di nascita . Pat Villmer della “ St. Louis World's Fair Society” scrisse che questo tè " wasn't 'invented' at the World's Fair. The good people of the South were serving iced tea in their homes long before the Fair. It was just popularized at the Fair. It was called sweet tea served cool not hot in the summer in the South. Ice, when available, was used. Remember, ice was the premium in the early days before refrigeration, not tea." (non è stato inventato al World’s Fair
da qui


[L’esposizione del 1904 di cui abbiamo parlato prima] . La brava gente del Sud, serviva nelle proprie case tè freddo ben prima della Fiera. La Fiera lo rese solo popolare. Si chiamava Sweet Tea ed era servito fresco, non caldo, in estate al sud. Il ghiaccio, veniva usato solo quando disponibile. Bisogna ricordare che il
ghiaccio era il premio, nei giorni precedenti l’uso della refrigerazione, non il tè!)
Altra nota storica : sappiamo da varie fonti che alla World's Columbian Exposition (detta anche World's Fair: Columbian Exposition o The Chicago World's Fair) del 1893 ci fu un espositore che riuscì a guadagnare ben 2.000 $ solo vendendo tè freddo e limonata!
World exhibition in Chicago, 1893 (da Wikipedia)
La storia allora poi, ci racconta che il tè venne introdotto in America nel 1700, dal naturalista Francese A. Michaux (1746-1802) insieme ad altre piante nuove per il continente come camelie, gardenie e azalee. Lo piantò nella zona intorno a Charleston (vi sovviene , per caso, Via col vento ?) e la nuova coltura ebbe grande successo.
da qui
Proprio li, infatti, dato il calore delle estati, oltre al tè caldo, nei primi dell’800, alcuni libri di cucina cominciarono a proporre anche tè da servire freddi, creati con tè verde e spesso arricchiti con liquori, che chiamavano punch e cui spesso davano nomi altisonanti, come Regent’s Punch, il punch dedicato al principe di Galles , poi re Giorgio IV; più tardi invece, a metà ‘800 vennero preferiti nomi patriottici, come Chatam Artillery Punch, una “piccante” versione di Savannah. Ecco una ricetta di questo Punch di tè del 1839 tratta dal libro di cucina The Kentucky Housewife : Tea Punch - Make a pint and a half of very strong tea in the usual manner; strain it, and pour it boiling (hot) on one pound and a quarter of loaf sugar. (That's 2 1/2 cups white sugar) Add half a pint of rich sweet cream, and then stir in gradually a bottle of claret or of champaign (sic). You may heat it to the boiling point, and serve it so, or you may send it round entirely cold, in glass cups. ( Tea Punch - Fare una pinta e mezzo di tè molto forte nel modo consueto e versarlo bollente su una libbra e un quarto di pan di zucchero(che sono 2 tazze e mezzo di zucchero bianco). Aggiungere mezzo litro di panna dolce, e poi aggiungere a poco a poco una bottiglia di vino rosso o di champagne (sic). Lo si può riscaldare al punto di ebollizione, e servire così, oppure freddo, in tazze di vetro).
L’alternativa era l’utilizzo di tè nero , invece del verde. La prima ricetta con questo tè stampata risale al 1884 , nel Mrs. Lincoln's Boston Cook Book: What to Do and What Not to Do in Cooking. (Ice Tea o Russian Tea – Preparate il tè e tenerlo fresco. Al momento di servire, mettete due cubetti di zucchero in un bicchiere, riempire fino a metà con ghiaccio rotto, aggiungere una fetta di limone, e riempire il bicchiere con il tè freddo.)
In uno studio completo, Linda Stradley sottolinea anche che c'è una differenza tra "tè dolce" servito a sud con l'aggiunta di zucchero per la brocca e "tè freddo" servita al nord, con lo zucchero offerto a parte, se non assente del tutto.
C'è un altro elemento introdotto nel 1904 che ha notevolmente influenzato la
propensione nazionale Americana per il tè, freddo o no. In quell’anno, infatti, è stata inventata la bustina di tè, da un mercante di New York, Thomas Sullivan, in modo peraltro assolutamente fortunoso, come spesso accade: voleva solo trovare un modo meno costoso per commercializzare il tè...Tutti al mondo, almeno una volta abbiamo adoperato le bustine invece del tè sfuso (che noi per esempio preferiamo), per la loro maggiore praticità di utilizzo e forse anche questo ha contribuito a esportare nel mondo l’idea del tè freddo.
In ogni caso, che sia originario del Missuri, o della Carolina o di qualunque altra zona d’America, il tè freddo ha indubbiamente conquistato il mondo e reso piacevole una bevanda che anche si apprezza per la sua freschezza  che da carica e gusto : sto naturalmente parlando di preparazioni home made….
Eccovi alcune ricette che mi sembrano decisamente apprezzabili:
DSCF6340
Te freddo classico
Preparate un infuso con una varietà non affumicata di tè nero, con bustine di tè 3-4 per litro di acqua bollente. Lasciare in infusione 5 minuti. Rimuovere bustine di tè e portare a temperatura ambiente. Versare sopra i cubetti di ghiaccio e servire con fettine di limone e rametti di menta e zucchero a piacere. O conservare in frigorifero per un massimo due giorni e poi servire
.
Tè del sole dagli anni Cinquanta
Aggiungi 8-10 sacchetti di Orange Pekoe o tè prima colazione inglese a 1 gallone (3,7 l) di acqua filtrata o acqua di sorgente (direi che possimo usare una minerale naturale :-)) in un barattolo di vetro o brocca con coperchio. Mettetelo, coperto, in pieno sole per 3-5 ore. Rimuovere bustine.
Raffreddate in frigorifero per servire senza ghiaccio dopo, o versare sopra i cubetti di ghiaccio e servire subito.

Tè verde freddo dal Giappone
Luogo 2-4 bustine di tè verde in vaso di vetro o brocca con coperchio e aggiungere 1 litro di acqua fredda. Mettete in frigorifero da 2 a 6 ore. Rimuovere bustine di tè e servire con o senza ghiaccio.

Te multigusto freddo
(Adattato da Cucina TV Martha Stewart)
6-8 bustinedi tè alla frutta assortita o alle erbe (es. agrumi, ribes, mela, ciliegia, ibisco)
1-2 bustine di Orange Pekoe o tè colazione inglese
8 tazze d'acqua (meglio se filtrata o acqua di sorgente )

Portate l'acqua ad ebollizione e versatela sopra le bustine di tè in una brocca o contenitore resistente al calore. Lasciate in infusione il tè per dieci minuti, quindi rimuovete i sacchetti e lasciate raffreddare il tè  a temperatura ambiente. Servite immediatamente con ghiaccio o conservate in frigorifero per un massimo di due giorni. Aggiungere le fette di limone, rametti di menta e zucchero a piacere.
DSCF6346
Inutile dirvi le infinite varietò di tè con ogni tipo di frutta di stagione che potrete realizzare a vostro piacimento.
Qui da noi vaanno fortissimo
Tè alla fragola e menta fresca
4 bustine di te ai frutti rossi , oppure English breakfast
2 l. di acqua
1 cestino di fragole
6 foglie di menta
2 o 3 cucchiai di zucchero (facoltativi)
Preparate il te come sempre. Mettete in infusione le bustine insieme alle fragole fresche pulite e tagliate in quarti o anche intere se sono piccole. Zuccherate se vi piace. Quando è freddo togliete le foglioline di menta e servitelo subito con ghiaccio. Alle ragazze piace moltissimo!
DSCF6348
Tè verde al limone e menta fresca
2 litri d'acqua
4 bustine di tè verde
il succo di 1 piccolo limone più alcune fette di limone per decorare i bicchieri
Menta fresca per decorare e qualche foglia per l'infusione
4 cucchiai di zucchero (facoltativi)
Procedete al solito modo. Mettete in infusione con le bustine il succo del limone, le foglie di menta e zuccherate se vi piace. Quando è freddo togliete la menta, servitelo nei bicchieri con ghiaccio e decorate con foglie di menta e 1 fetta di limone.
DSCF6336
Tè alla pesca

4 bustine di tè alla pesca o English Breakfast
3 pesche sode e mature
2 o 3 cucchiai di zucchero (facoltativo)
succo di 1/2 limone
2 litri d'acqua
Procedete come sopra. Quando mettete in infusione le bustine aggiungete le pesche tagliate a spicchi o a dadini, il succo del 1/2 limone e zuccherate (se vi piace). Appena freddo servite con ghiaccio. Rinfrescante e buonissimo
Buon pomeriggio
Dani


http://www.h-tea-o.com/h-tea-o/www/scripts/main/downloads/hundred.pdf
http://whatscookingamerica.net/History/IcedTeaHistory.htm
http://members.cox.net/jjschnebel/cookin.html
http://www.lyndonirwin.com/1904%20Tea.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Louisiana_Purchase_Exposition


mercoledì 22 giugno 2011

Starbooks: C, Ferber, Mes confitures , Confettura di ciliegie, ciliegie e miele di eucalipto e menta fresca e gelée di mele verdi ai petali di rosa

Di Daniela
Eccomi con la confettura di ciliegie che vi ho promesso: anzi , buon peso, ve ne ho aggiunta una particolare con la ciliegia e una gelatina di mele verdi ai petali di rosa.
Vi racconto il perché di questa scelta: nel nostro star book di oggi C. Ferber dà anche alcuni consigli sulla preparazione delle confetture, per poterle realizzare al meglio . La prima parte di questi consigli sono dedicati alla frutta da scegliere. Innanzitutto per i fortunati che possono raccoglierla direttamente dai loro alberi consiglia il momento in cui è meglio cogliere i frutti: la mattina presto o il pomeriggio inoltrato. Ci spiega Christine che i frutti raccolti sotto la pioggia o con il sole troppo caldo non daranno mai buone confetture: i primi saranno gonfi d’acqua i secondi avranno il profumo esaltato dall’eccesso di calore, ma la polpa troppo “rammollita” . Inoltre il momento giusto per raccoglierli è quando si staccano con facilità dai rami, senza “opporre resistenza”: in quel momento offrono il miglior equilibrio tra acidità e pectina che ne faranno ingredienti perfetti per le nostre marmellate. Ovviamente, minore è l’intervallo tra la raccolta e la preparazione delle confetture , meglio è, per consentire alla frutta di rimanere perfetta, soda e sana. Il consiglio quindi è di non coglierne grandi quantità: è meglio lavorare con poca frutta per volta. C, ci dice che lei preferisce cuocere al massimo 4 chili di frutta in una sola pentola, per mantenere il colore naturale della frutta e la consistenza. Altro suggerimento: l’aggiunta del succo di limone proprio allo scopo di mantenere il colore vivace della frutta, dato che il succo di limone ne impedisce l’ossidazione, mentre la sua acidità esalta il gusto. Della frutta utilizzata oltre ad attivare il potere gelificante della pectina, naturalmente contenuta nella frutta. Anche la macerazione della frutta coperta da carta forno ha il suo perché: l’immersione nel proprio succo impedisce alle superfici tagliate di scurirsi.
Passiamo ai consigli per zucchero e cottura: la confettura è principalmente un modo per conservare la frutta. Il sistema migliore per ottenere questo risultato è aggiungere alla frutta un peso simile di zucchero, (se la frutta è molto matura si riducono le quantità di zucchero) possibilmente cristallizzato, bianco e brillante: spesso la Ferber preferisce concentrarsi sulla macerazione della frutta che sulla cottura, per mantenere migliore la sua consistenza. La gelatina di mele verdi apporta pectina indispensabile per gelificare la frutta che ne ha meno naturalmente (come per esempio le ciliegie). Comunque potrete ottenere una buona gelificazione anche allungando i tempi di cottura: in questo caso, però, sarà più zuccherata, la consistenza della frutta meno bella e il colore leggermente più caramellato.
Per ciò che riguarda la consistenza, invece, per avere un buon livello, la temperatura dovrà raggiungere i 105°C. Se non avete il termometro per misurarla, si può fare la prova piattino, lasciando cadere qualche goccia di confettura su un piattino freddo verificando che “non scivolino”inclinandolo. Con un po’ di pratica si ottengono ottimi risultati. Nel rapprendersi la confettura diminuirà di volume per la evaporazione. Si otterranno risultati migliori sperimentando di anno in anno nuovi accostamenti e acquistando esperienza.
La mia proposta della gelatina di mele verdi non molto mature, ricchissime naturalmente di pectina, nasce proprio dalla scarsa quantità di pectina contenuta invece nelle ciliegie, che verranno quindi aiutate a gelificare dalla gelatina stessa. Naturalmente vi ho proposto una versione aromatizzata per il piacere di godersela anche da sola: per utilizzarla nelle varie confetture, potrete lasciarla semplice, senza l’aggiunta dei petali di rosa o dell’acqua di rose.Comunque qui troverete la ricetta precisa della Ferber della Gelatina di mele verdi semplice
Eccovi dunque le proposte per questa seconda parte dedicata a C. Ferber. Volevo inoltre segnalarvi l’altra versione della gelatina di mele che troverete qui , mentre le due marmellate di ciliegie già proposte invece qui.

Gelée di mela ai petali di rosa
DSCF6304
1,500 kg di mele verdi
1,500 kg di acqua
Il succo di un piccolo limone
500 + 500 gr di zucchero
1 manciata di petali di rose non trattate
100 gr di acqua di rose
Sciacquate le mele , tagliatele in quarti senza sbucciarle e mettetele in una casseruola insieme all’acqua. Fatele cuocere per circa ½ ora, per renderle tenere dopo l'ebollizione, a fuoco dolce.
DSCF6276
Passate questa preparazione attraverso un colino fine, schiacciando leggermente la polpa della frutta. Rifiltratela una seconda volta attraverso una garza e mettete il succo prodotto in una ciotola che coprirete con la carta forno e metterete in fresco . Se desiderate una gelatina perfettamente trasparente lasciatela in frigo per tutta la notte e la mattina dopo versate il liquido nella vostra casseruola, tralasciando il fondo che si sarà depositato nella ciotola. Ora unite al succo il limone e 500 gr di zucchero. Tenete da parte una piccola quantità di petali e mettete gli altri nella casseruola. Fatela sobbollire per un paio di minuti. Versate questa preparazione nuovamente nella terrina , lasciandola riposare per un’ora . Filtratela. Rimettete il tutto nella vostra pentola e aggiungete gli altri 500 gr di zucchero. Mantenete la cottura a fuoco vivo da 5 a 10 minuti. Verificate la densità . Dividete i petali che avevate tenuto da parte nei vari vasetti e aggiungete al composto l’acqua di rose. Rifate prendere bollore . Versate velocemente la gelatina nei vasetti e chiudeteli.
DSCF6320
Un piccolo consiglio : dal momento che i petali tenderanno a depositarsi sul fondo dei barattoli, mentre la vostra gelatina si starà raffreddando, agitate ogni tanto leggermente i barattoli, finché i petali non si disporranno meglio.


Confettura di ciliegie nere
DSCF5421
1250 gr di ciliegie ( 1 kg pulite)
800 gr di zucchero
Il succo di un piccolo limone
200 gr di gelatina di mele verdi
Sciacquate le ciliegie sotto l’acqua fresca e asciugatele. Snocciolatele e tagliatele, mescolatele in una terrina con il succo di un piccolo limone. Dopo un’ora di macerazione mettete questa preparazione e portatela a bollitura per 2 o 3 minuti. Versatela in una terrina e copritela con un foglio di carta forno e mettetela in fresco per tutta la notte.
DSCF6094
L’indomani filtrate la preparazione e mettete il succo ottenuto in una casseruola . Aggiungete la gelatina di mele verdi e portate ad ebollizione per 5 minuti, schiumando quando occorre e mescolando delicatamente. Verificate la consistenza. Mettete subito la confettura neli vasi e chiudeteli

Confettura di ciliegie nere al miele di eucalipto e alla menta fresca
DSCF5245

1250 gr di ciliegie (un chilo pulite)
600 gr di zucchero
200 gr di miele di eucalipto
200 gr di gelée di mele verdi
10 fogli di menta fresca
La preparazione è la stessa della marmellata di ciliegie : ovviamente mescolerete le ciliegie con miele e zucchero . Tutto procede allo stesso modo fino all’ultima parte: Infatti dopo aver fatto bollire la confettura per 5 minuti mescolando e schiumando ogni tanto, dovrete aggiungere le foglie di menta e far riprendere bollore al tutto. Verificate la densità e mettete la vostra confettura nei barattoli chiudendoli.
Consiglio pratico : Qui il miele di eucalipto, unito alla menta, lascia un retrogusto freschissimo e molto aromatico, che però non “cancella” il sapore delle ciliegie. Sbizzarritevi con i tipi di miele che vi vengono in mente e sperimentate pure gli accostamenti tra aromi!!
Buona serata
Dani

Starbooks: C. Ferber , Mes Confitures- Fragole al pepe nero con menta fresca

Di Daniela
starbooks

Se c'è un posto dove il tempo sembra essersi fermato, questo è la schiera di paesini che si susseguono sulle colline alsaziane. E se c'è un posto dove il tempo sembra essersi fermato più che altrove, questo è Niedermorschwihr, nella bottega di Christine Felder. La sua è una favola dei tempi moderni, che ha come protagonista un piccolo ed antico forno che sarebbe rimasto forse rimasto nell'anonimato di tante altre botteghe artigianali, se non fosse stato per la ineffabile bontà delle marmellate di Madame Cristine, ultima erede di una famiglia di fornai col pallino dei dolci, in una Francia ancora sessista, che non vuole donne nelle scuole per i Maitres Pastissier: ci vuol altro, però, per frenare l'entusiasmo e la tenacia di questa giovane ragazza che varca i confini del Belgio e torna, di lì a poco, fresca di diploma e carica di idee. Il vecchio forno di famiglia rinasce sotto la sua guida e diventa, in breve, un indirizzo obbligato per tutti i gourmand del mondo, grazie alle squisite marmellate di Christine. Oggi, Ferber è sinonimo di una qualità che è riuscita a resistere alle lusinghe del mercato e di una ecellenza che ha trovato risonsanza adeguata accanto a nomi come Ducasse ed Hermè, senza mai venir meno all'antica filosofia che pone al centro della produzione il rispetto per le materie prime. Ne è una conferma Mes Confitures, un libro tanto modesto nella forma e nella grafica quanto prezioso nei suoi contenuti: un susseguirsi di delizie, uno scrigno di profumi, una moderna alchimia di combinazioni e di accostamenti i cui unici limiti sono la stagionalità e la eccelsa qualità delle materie prime. Il risultato è una una golosa ed irresistibile raccolta di ricette di marmellate, dalle più classiche alle più audaci, in cui sapori, profumi e colori si confondono, in una sorta di sinestesia gastronomica a cui resistere è del tutto impossibile
DSCF6159

Fragole al pepe nero con menta fresca
DSCF6207
1,1 di fragole fresche ( 1 kg pulite)
800 gr di zucchero
Il succo di un piccolo limone
5 foglie di menta fresca
5 grani di pepe nero macinato fresco
marmellata fragole ferber
Questi sono i vari stadi che la marmellata  "attraversa" durante i tre giorni di ma sono solo pochi minuti per  giorno!!)
Sciacquate le fragole sotto l’acqua fresca , asciugatele e tagliatele. Mettetele in una ciotola con lo zucchero e il succo di limone, copritele con un foglio di carta forno e mettetele al fresco per tutta la notte. 
Il giorno dopo portate a bollore per pochi minuti il tutto in una casseruola, rimettere il tutto nella terrina lasciate raffreddare e mettete di nuovo in frigo. 
Il terzo giorno passate il preparato in una garza e mettete il succo così ottenuto in una casseruola e portate a ebollizione, proseguendo la cottura a fuoco vivo e schiumando quando necessario.
marmellata farber
Lo sciroppo si condenserà appena raggiungerà i 105° C. misurabili con un termometro da zucchero. Se non lo avete dovrete effettuare la solita prova piattino che deve essere freddo e quando le gocce di marmellata che metterete sopra non scivoleranno inclinandolo , la densità è giusta).
marmellata ferber
Aggiungete allora le fragole, il pepe e la menta fresca. Riportate a ebollizione a fuoco vivo. Schiumate e fate bollire per 5 minuti, mescolando delicatamente. Verificate la consistenza.
marmellata fragole ferber
Le fragole saranno allora traslucide, come se fossero confites. Mettete velocemente la marmellata nei vasetti e chiudeteli.
Troverete alcune proposte di Marmellate della Ferber anche dalla nostra amica Sabrina
A più tardi con la marmellata di ciliegie e alcuni consigli pratici
Buona giornata
Ale e Dani

venerdì 25 marzo 2011

Cartoncino "dissetante" d' accompagnamento! Per F.F.F.

Di Daniela
Scroll down for English version

DSCF2239
Un'idea carina e vincente per accogliere gli ospiti e al tempo stesso mostrare loro a quale tavola sono stati assegnati, potrebbe essere questa : una bevanda rinfrescante con un cartoncino, applicato nel modo che preferite, con su scritto il nome di ogni ospite e il numero del tavolo, se ce n'è bisogno. E' un modo di ricevere gli amici piacevole, perchè personale, e può essere più o meno formale a seconda dell'occasione. Per la stagione calda verso cui andiamo adesso, una bella limonata fresca è perfetta, ma altrettanto indicata potrebbe essere una spremuta d'arancia e pompelmo o perchè no, un bel mohito o qualunque altra bevanda rinfrescante più o meno alcolica vi venga in mente; solo una cosa è richiesta: che sia  colorata, e intonata alla tavola che avete preparato, per dare più risalto alle vostrae idee! Nei mesi più freddi, però nulla vieta di servire del vino caldo speziato o qualcosa di decisamente più alcolico che dia un po' di brio agli ospiti infreddoliti...
Vi passo la ricetta della nostra solita Martha per la bevanda limone e menta, giusto come suggerimento: ma, mai porre limiti alla vostra vulcanica e mediterranea fantasia!!
Cartoncino "dissetante" di benvenuto!
DSCF2236

Procuratevi dei contenitori di vetro adatti a...contenere l'equivalente di un bicchiere di bibita dello stesso numero dei vostri invitati, alcuni cartoncini colorati, di colori diversi o dello stesso tono a seconda di quello che vi suggerisce la fantasia (nel rispetto dello stile che volete utilizzare per la tavola) e alcune cannucce anch'esse colorate .
Noi avevamo questi contenitori in vetro con il tappino, ma vanno bene bottigliette come quelle dei succhi di frutta, per capirci, o altro.
Scrivete sui  bigliettini il nome di ogni vostro ospite e, se serve, anche il tavolo cui è assegnato. Legatelo al contenitore con la bibita e... attendete l'arrivo degli ospiti!  Su un tavolino, tutti i contenitori riuniti insieme creeranno una piacevole macchia di colore!

Indicazioni per una "limomenta" per 8 / 10 persone
120 gr di zucchero
8 limoni maturi e piuttosto grandi
una manciata di foglie di menta tagliate a julienne più qualcuna per guarnire
1 litro d'acqua
Ghiaccio a volontà!
Unite zucchero e 1 / 2 tazza di acqua in un pentolino. Portate ad ebollizione, mescolando finché lo zucchero si  sciolga completamente. Togliere dal fuoco. Lasciate riposare fino al completo raffreddamento.
In una brocca, mescolate l'acqua rimanente, lo sciroppo, il succo di limone e la menta. Conservarte in frigorifero. Per servire, versate nelle bottiglie e guarnite con foglie di menta, aggiungendo eventualmente qualche cubetto di ghiaccio.
A presto
Dani


Thirst-Quenching Escort Cards 
from a Martha Stewart's idea
cartoncino
Welcome guests to your reception with refreshing drinks that are tagged with their table numbers. The chilled mint lemonade shown here is delicious for spring and summer occasions. In the cooler months, serve apple cider or hot cocoa in mugs.


Ingredients
Serves 8 to 12
1/2 cup sugar
4 1/2 cups water
3 1/3 cups fresh lemon juice (about 8 lemons)
1/4 cup julienned mint, plus leaves for garnish
DSCF2244
Directions
Combine sugar and 1/2 cup water in a small saucepan. Bring to a boil, stirring until sugar has dissolved. Remove from heat. Let stand until completely cool.
In a 2 1/2-quart pitcher, stir remaining 4 cups water, the syrup, lemon juice, and mint. Refrigerate. To serve, pour into bottles and garnish with mint leaves.


Dani

domenica 6 febbraio 2011

Tisane, elisir e pozioni.....lo zenzero

Di Daniela
Scroll down for English version
DSCF1260
Inauguriamo oggi una nuova rubrica per Menuturistico: si intitola "Tisane, elisir e pozioni" e ogni settimana per qualche tempo,  affronteremo un argomento riguardante una pianta o una spezia che abbia proprietà più o meno note che possano essere utili al nostro benessere, qualcosa che rilassi, o tonifichi, o magari semplicemente ci coccoli un po' quando ne abbiamo voglia. Sono infinite le possibilità di sfruttare la natura per aiutarci a vivere meglio e qui cercheremo di raccontarci le notizie più utili a questo scopo... cominceremo con qualcosa di molto conosciuto lo
ZENZERO
art_zenzero1
Cominciamo da questa pianta e dal suo rizoma nell’occuparci di tisane dedicate a nostro benessere. Si tratta di una spezia talmente affascinante che viene adottata perfino come nome d’arte da personaggi di grandissimo fascino, come la mitica Ginger Rogers, indimenticata attrice e ballerina Hollywoodiana e la più “recente “ e, a mio parere, modesta Geri Halliwell, Ginger Spice, perché ritenuta la più provocante, delle Spice Girls, fenomeno musicale degli anni 90. Perfino un chitarrista, hard rocker, ha scelto Ginger come soprannome … Anche la prima mummia Egiziana finora conosciuta è nota con questo nomignolo: ritrovata in posizione fetale nel deserto sabbioso di Gebelein, in Egitto , fu soprannominata "Ginger" per via dei suoi capelli rossi ed è attualmente custodita alla Room 64 del British Museum di Londra.
Lo zenzero con il suo profumo intenso e penetrante, che richiama le note agrumate del limone e il suo gusto piccante, porta alla mente vivacità e brio, due doti essenziali per le gli artisti che ho nominato, come pure per bevande dissetanti e corroboranti che portano ancora il suo nome. Dalla passione proprio per la bella Rogers, sembra sia nato il “Ginger” la bevanda analcolica creata in Italia, mentre semplicemente da nome della spezia prendono vita il Dry Ginger ale, (celeberrimo quello della Schweppes), la Ginger beer una bevanda simile al ginger ale, con un gusto di zenzero più forte, meno gassata e meno dolce, che può essere anche alcolica o la Almdudler, una delle più importanti bibite austriache .
La pianta appartiene alla stessa famiglia del Cardamomo, è originaria dell'Estremo Oriente. Della piantina con fiori giallini con macchie porporine, si usa la radice carnosa e, per quanto la pianta sia largamente coltivata, il maggior produttore di zenzero rimane l'India, che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale.
zenzero
foto di http://erboteca.altervista.org
Lo si può trovare in vari modi e con nomi diversi:
• Zenzero verde: Fresco e intero
• Zenzero giallo: rizoma non maturo di zenzero, molto profumato e succoso.
• Zenzero grigio o nero: secco,non pelato, con la cuticola esterna.
• Zenzero bianco: secco, con la cuticola, meno aromatico del grigio ma più piccante
• Zenzero in polvere : Simile ai precedenti, ma si rovina più facilmente ed è facilmente adulterabile.
• Conservato nelllo zucchero (candito): una prelibatezza dolce e piccante
• Conservato nell’aceto di riso: utilizzato specialmente in giappone

DSCF1289
L’etimologia europea è latina la quale ha a sua volta ha derivazione greca e questa, ancora, deriva dalla parola araba Zind-schabil.
Lo Zenzero era già conosciuto da Galeno che ne descrisse la radice, definendola "importata dalla Barbaria"; nel 1500 il Matthioli descrisse questa droga raccomandandola come "commendevole nei cibi e costumarsi di mangiare nei condimenti". Ma lo Zenzero occupa una posizione di rilievo anche nel primo grande Erbario Cinese (il Pen Tsao Ching -IlClassicoDelleErbe-) compilato dal leggendario Imperatore Shen Nung intorno al 3000 a.C. Si narra che questo saggio ed erborista provò su di sè centinaia di erbe medicinali e morì un giorno per una dose eccessiva di una pianta tossica. Lui consigliava lo zenzero per rafferddori, colpi di freddo, tetano e lebbra. E concordava con gli indiani asserendo che lo zenzero fresco "elimina l'odore del corpo e mette la persona in contatto col mondo spirituale".

La forma medicinale dello zenzero è stata chiamata storicamente "Zenzero della Giamaica"; è stato classificato come uno stimolante e carminativo (), e usato frequentemente per dispepsia () e coliche. Era spesso utilizzato anche per dissimulare il gusto di altri medicinali. Lo zenzero è sulla lista delle sostanze "genericamente considerate salubri" della FDA Statunitense, anche se ha delle controindicazioni se utilizzata insieme ad alcuni medicinali. Lo zenzero è sconsigliato per le persone che soffrono di calcoli biliari perché il vegetale stimola il rilascio di bile dalla cistifellea.
Lo zenzero sembra anche in grado di diminuire il dolore causato dall'artrite alle articolazioni e di abbassare il colesterolo.
Nella medicina araba è considerato afrodisiaco e alcuni popoli dell'Africa ritengono che mangiare regolarmente Zenzero preservi dalle punture delle zanzare. Utilizzato per applicazioni esterne lo Zenzero ha una leggera azione revulsiva (un preparato che applicato a una zona cutanea ne provoca l'arrossamento, aumentando il flusso di sangue nei vasi sanguigni), che viene sfruttata per fare cataplasmi contro i reumatismi e nelle odontalgie.
Altre proprietà attribuite allo Zenzero dall'uso popolare tradizionale?  In particolare l'effetto antiemetico, ma lo si ritiene anche efficace in caso di reumatismi, gastrite, ulcera e mal di testa, ed è stata anche confermata la sua attività antiossidante.
In particolare l'effetto protettivo contro l'infiammazione della mucosa gastrica, ma possono anche prevenire la formazione di ulcere quando si assumono farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) i quali, come è noto, hanno come effetto collaterale proprio la creazione di ulcere nel sistema digestivo. La sua attività antinfiammatoria viene sfruttata anche per preparare colliri che hanno una grande capacità decongestionante, utile in moltissimi casi di infiammazione oculare, ad esempio in caso di allergia, o semplicemente per lavaggi oculari rinfrescanti e igienizzanti. Viene utilizzato anche per massaggi e frizioni e perfino come pediluvio per calmare l’ansia!
Sono stati dedicati allo zenzero anche libri come il coinvolgente “Il gusto proibito dello zenzero” di J Ford (a tra poco per la rece) o canzoni come Natale allo zenzero del mitico Elio e le storie tese o personaggi deliziosi come Gingi di Shrek o lo Spirito dello Zenzero, nel lungometraggio a cartoni animati “La città incantata”,  figura della mitologia giapponese. Ancora un piccolo consiglio pratico che mi viene da Silvia e che lei a sua volta ha mutuato da Simone Rugiati : per evitare il terribile e persistente odore di fritto per la casa basta aggiungere un pezzetto di zenzero nell'olio che userete per friggere, prima di accendere il fornello. Testato e quindi sicuro.. non ci resta che provare la prossima volta!
Ma ora dopo tutto questo sproloquio sulla pianta, sulle proprietà sulla sua “notorietà”, eccoci al punto cruciale: una


TISANA
tisana2

da prepararvi quando volete dedicarvi qualche minuto di pausa e di relax: la prima ricetta che vi propongo viene da The New Mayo Clinic Cookbook, pubblicato dalla Mayo Clinic Health Information and Oxmoor House, vincitore del James Beard award per il 2005.
Per 6 persone:
6 tazze d’acqua
¼ di tazza di zenzero pelato e tritato
1/3 di tazza di succo di limone
½ tazza di foglie fresche di menta
6 cucchiai di miele di castagno (o acacia se preferite)
1 limone tagliato in 6 spicchi
In un bollitore mescolate acqua, zenzero e succo di limone. Portate a bollore su fuoco vivace e poi riducete il calore e lasciate sobbollire per 5 minuti. Togliete dal fuoco , aggiungete la menta e lasciate in infusione per 5 minuti
Filtrate schiacciando bene le foglie e lo zenzero. Dolcificate con il miele. Servite bollente o, in estate, ghiacciato, guarnendo con gli spicchi di limone.
Un’alternativa? Eccola
Ingredienti per un litro d’acqua (circa 3 tazze):
acqua
circa 6 o 7 cm di rizoma fresco di ginger
miele
Tagliare il ginger in fettine il più possibile sottili e metterle in una casseruola con l’acqua fredda, portare ad ebollizione e bollire per circa 10 minuti (non superare comunque i 15 minuti altrimenti diventa troppo piccante), poi spegnere il fuoco.
Con l’aiuto di un colino a trama fitta scolare e buttare le fettine di ginger, poi versare la tisana ancora calda nelle tazze e dolcificare con del miele (solitamente un cucchiaino è sufficiente ma dipende dai gusti).
Questa tisana favorisce la digestione, aiuta a lenire mal di gola e sintomi da raffreddamento ed è leggermente diuretica, non è eccitante quindi può essere gustata anche di sera.
ALTRA idea vincente : ci racconta Rosalba un altro modo di utilizzarlo. Lascio a lei la parola : "grazie allo zenzero che io taglio a pezzetti e conservo nel miele, il quale subito dopo diventa assai liquido, ho superato le influenze invernali con grande facilità senza l'ausilio di medicinali". Ottima idea semplice e buona. Grazie Rosalba!
Buona serata a tutti
Dani


GINGER TISANE
tisan3

From here the recipe of a good tisane with ginger , lemon and mint. Source: This recipe is one of 150 recipes collected in The New Mayo Clinic Cookbook, published by Mayo Clinic Health Information and Oxmoor House, and winner of the 2005 James Beard award.
Serves 6
Ingredients
6 cups water
1/4 cup peeled and chopped fresh ginger
1/3 cup fresh lemon juice
1/2 cup firmly packed fresh mint leaves
6 tablespoons dark honey
1 lemon, cut into 6 wedges
Directions
In a large saucepan over high heat, combine the water, ginger and lemon juice. Bring to a boil, then reduce the heat to low and simmer for 5 minutes. Remove from the heat, add the mint, and let steep for 5 minutes.
Pass the mixture through a fine-mesh sieve, placed over a pitcher, pressing down lightly on the ginger and mint. Discard the mint and ginger.
Stir the honey into the tisane. Serve hot or iced, garnished with a lemon wedge.
Dani


Fonti (source):
http://www.erboristeriaedaltro.com/BORRI%20ZENZERO.html
http://www.toildepices.com/wiki/index.php/Gingembre
http://www.lerboristeria.com/articoli/2005_06.php
http://www.feis.it/4044/
http://eilandelbosco.splinder.com/post/19589025/zenzero
http://danyli.netsons.org/?p=1089
http://www.fitoterapia.in/piante_officinali/zenzero.html
http://www.mayoclinic.com/health/healthy-recipes/RE00080
http://it.ewrite.us/come-fare-una-tisana-al-ginger-zenzero-5251.html
http://pointvert.ecoleforum.com/t2636-les-bienfaits-du-gingembre
http://it.wikipedia.org/wiki/Zingiber_officinale
http://erboteca.altervista.org/piante_z/zenzero_file/zenzero.html
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...