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mercoledì 12 agosto 2009

zuppa fredda di cetrioli e yogurt

Di Alessandra (Raravis)


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Natale non è Natale senza regali, si lamentava non più quale delle sorelle March in uno degli incipit più famosi della letteratura mondiale. L'estate non è l'estate senza una zuppetta fredda direbbe invece uno qualunque dei milioni di food bloggers sparsi per la blog sfera, visto il proliferare, in questi ultimi anni, di gazpachi più o meno esotici, ajo blanco, creme fredde e robe varie, con cui si è soliti annunciare che la bella stagione è arrivata. A noi non fanno propriamente impazzire ( ve la ricordate, la zuppa CAZ???) ma qualcuna fa eccezione, specie se combinata con ingredienti di territorio, in unioni benedette da tradizioni millenarie: come quella fra cetrioli e yogurt, per esempio, qui declinata in una versione aromatica e profumata, in un felice trait d'union fra sapori mediterranei e risonanze nordiche. Da provare, assolutamente

ZUPPA FREDDA DI CETRIOLI E YOGURT

zuppa fredda di cetrioli e yogurt

per 4 persone
4 cetrioli di media dimensione, ben sodi
1,5 dl di latte
300 g di yogurt bianco cremoso
un cucchiaino di aneto tritato
un cucchiaino di basilico tritato
il succo di un limone
sale e pepe
40 g di olio EVO
per guarnire, un peperoncino rosso fresco

Preparazione: spuntare i cetrioli e pelarli, poi tagliarli a metà nel senso della lunghezza ed eliminare i semini centrali. Tagliarli a tocchetti e metterli nel mixer insieme allo yogurt, al latte, al'olio e a un pizzico di sale e pepe. Frullare sino ad ottenere un composto cremoso; trasferirlo in una ciotola e aggiungere il succo di limone e le erbe tritate. Amalgamare bene e porre in frigorifero per due ore. Al momento di servire, suddividere la coppa in coppe o in grossi bicchieri di vetro. Per la guarnizione: lavare il peperoncino rosso, privarlo del picciolo e tagliarlo a metà, eliminare i semi piccanti e tritarlo finemente: distribuirlo sulla superficie della zuppa fredda.
Buon Appetito
alessandra

sabato 13 giugno 2009

polpette di spada con gazpacho di fragole

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Ho creato un mostro.
E, oltretutto, è colpa mia.
O meglio: la colpa è di quella orribile zuppa di carote che da due giorni a questa parte è diventata il bersaglio di tutti i miei strali. La zuppa, i suoi ingredienti e la mia dannata incapacità di tenermi gli affari miei fra le quattro mura di questa casa. Perché, se così fosse stato, probabilmente avrei a fianco il solito marito di prima- e non una specie di versione panciuta del Sommo Poeta, tutto tronfio ed esaltato, che ogni volta che accendo il pc ti piomba alle spalle per sapere se su di lui non si è ancora detto niente e se proprio deve riconoscermi qualche merito è solo relativo all'intelligenza delle mie amiche, che loro sì che lo apprezzano, altro che.
E' talmente andato che qando ha assaggiato l'ultimo esperimento della settimana si è pure calato nei panni azzimati del critico gastronomico, promuovendo le polpette ( anzi no: bisognava prepararne di più) e assolvendo il gazpacho, con un "la prossima volta, un po' meno fragola" che lascia presagire una seconda possibilità - cosa di cui finora hanno goduto pochissimi piatti, tutti rigorosamente stracalorici e stratradizionali.
Sia chiaro: per il blog, tanto di guadagnato. Più stiamo in questa fase aulica, per così dire, più riesco a smaltire le pile di ricette contrassegnate con un "da fare subito!!!" che da anni si ammonticchiano sugli scaffali della libreria e a togliermi anch'io qualche soddisfazione, che non sia il minestrone della zia anita o la carbonara preparata in fretta e furia alle undici di ieri sera perché "aveva un certo languorino...". Tanto, lo so che dura poco: gli dò tempo un giorno o due e poi torneremo agli sguardi levati al cielo, ai "quand'è che si torna a mangiare sul serio", alla nonna e alla mamma che lo fanno meglio. E anche questo povero gazpacho, mi sa, avrà vita breve: non so di preciso quale sarà la sua sorte, la prossima volta che lo preparerò, ma un ribattezzamento immediato non glielo toglierà nessuno, magari-azzardo- con una pronta sostituzione dell'iniziale, dalla G alla C....

Polpette di Spada con Gazpacho di Pomodoro e Fragole ( da ATavola, giugno 09)



per 4 persone
300 g di polpa di pesce spada;
40 g di mollica di pane integrale
40 g di pistacchi di Bronte spellati
40 g di mandorle spellate
100 ml di latte fresco intero
1 uovo
olio EVO
sale- pepe nero di mulinello
Per il Gazpacho
4 pomodori ramati
10 fragole mature
50 g di mollica di pane integrale
45 ml di aceto di mele
30 ml di olio EVO
1/2 spicchio d'aglio
peperoncino in polvere (io ho usato del Tabasco)
sale- pepe nero di mulinello

per il gazpacho: spezzettare in una ciotola la mollica di pane, unite i pomodori e le fragle lavati e tagliati a pezzi; aggiungete sale, pepe, una piccola presa di peperoncino in polvere, l'aglio finemente tritato, l'aceto di mele e l'olio. Coprite a filo con l'acqua, mescolate il tutto e mettete in frigorifero per almeno 12 ore. Trascorso questo tempo, frullate e passate al setaccio: tenete il gazpacho in frigorifero fino al momento di servirlo.
Per le polpette, tritate finemente al coltello ( passaggio noioso ma fondamentale) lo spada; aggiungete la mollica di pane bagnata nel latte e poi strizzata, l'uovo sbattuto, sale e pepe. Formate dele polpette tonde, grandi come una noce, e impanatele nei pistacchi e melle mandorle finemente tritate insieme, in modo da rivestirle uniformemente.
Scaldate abbodante olio in una larga padella e friggetevi le polpette per 2-3 minuti, finché saranno leggermente dorate su tutti i lati. Sgocciolatele man mano su carta assorbente. Infilzatele su 4 stecchini di legno. Versate il gazpacho in 4 bicchieri senza piede o ciotoline individuali, appoggiatevi sopra uno stecchino con la polpetta e servite.

Oppure fate come noi, che siamo allergici agi stecchini e abbiamo aguzzato l'ingegno...
buon fine settimana
alessandra

giovedì 11 giugno 2009

zuppa di carote e agrumi


zuppa carote e agrumi


Nella lista delle spese compulsive di cui parlavo l'altro giorno, ai primi posti ci sono le riviste e i libri di cucina. Non passa giorno che non mi lasci prendere dall'impulso di comprarne uno- e questo nonostante training più o meno autogeni ("un altro???? ti rendi conto che non sei normale??? mi dici dove lo mettiamo???") e la sincera convinzione che in rete ci sia di tutto, di meglio e di più . Tant'è, però, ci casco sempre: sarà il fascino del cartaceo, saranno le persuasioni più o meno occulte delle copertine, sarà una sottile frustrazione da collezionista fallita (MAI, dico Mai che sia riuscita a finire qualcosa), fatto sta che non c'è giorno che non torni a casa con qualcosa. L'ultima passione sono i libri di Akiko Ida, idolatrata food fotografa giapponese, che illustra una serie di pubblicazioni radical chic, che declinano il minimalismo in tutte le salse, dalle ricette semplici alle foto essenziali, passando per stoviglie povere e strofinacci ruvidi. Il prezzo ovviamente, è da paura e gli ingredienti sono reperibili per modo di dire, nel senso che non c'è dubbio che dall'altra parte del mondo- quella a cui non è destinato questo libro- la zucca hokkaido, i fagioli rossi e i pescivendoli disposti a tagliarti il salmone a due terzi della bestia, dando il resto al gatto, si trovino facilmente mentre da noi bisogna accendere un mutuo, ma questi son dettagli a cui una vera fudbloggher non bada, anzi: avevo giusto un pezzetto di zucca hokkaido nel frigo, di cui proprio non sapevo cosa fare...
Naturalmente, mio marito questi libri non li sopporta. Lui che è cresciuto a tradizione orale, con ricette tramandate di generazione in generazione e ad ogni mio timido deragliamento fa corrispondere un " mia nonna non lo ha mai fatto" che vale più di mille sentenze di condanna, appena mi sente discettare di cucina fusion, di zuppe nel bicchiere e pastasciutte nelle coppette inizia a cercare una via di fuga, trovando subito nella complicità della figlia l'alleato migliore. E a me non resta che comprare, sfogliare, sospirare e accantonare, sognando un giorno in cui le cose cambieranno e io entrerò finalmente nell'olimpo delle cuoche trendy, quelle con le cucine spaziali, gli ingredienti introvabili e la taglia 38.

Ogni tanto, però, ci provo, specie quando mi imbatto in qualcosa che, una volta depurato da diminutivi, articoli e certificazioni di qualità, penso possa avvicinarsi di molto a quello che normalmente proprino ai miei familiari e che, normalmente, non li uccide. E' il caso di questa zuppa fredda, di carote e agrumi, tratta da una delle tante bibbie culinarie di questi anni, quel Zuppe à porter che non può mancare in qualsiasi biblioteca gastronomica che si rispetti.

Nella mia idea, non avrei dovuto correre rischi; le carote ai tempi della bisnonna di mio marito c'erano già, l'abbinamento con le arance aveva ricevuto la benedizione della sua prozia, lo zenzero è una concessione a cui si è piegato negli ultimi tempi, insomma: se smussavo un po' gli angoli (via il pompelmo e il lime) avrei potuto avere qualche speranza.

Quando l'ho servita in tavola, titubavo un po': il 50 per cento dei consensi lo avevo già perso con la creatura, il cui sguardo raggelato, mentre ne ultimavo la preparazione, aveva fatto morire sul nascere qualsiasi tentativo di persuasione. il marito, però, l'ha mangiata, pure in silenzio, tanto che, dopo le prime cucchiaiate, mi sono confortata, acquistando via via sicurezza e ottimismo e fiducia nel futuro, una specie di Yes we can bloggettaro, tanto che, dopo aver discettato di supremazie culinarie e tendenze modaiole, ho deciso, a voce alta, che anche questo esperimento sarebbe dovuto finire nel blog, ma nella mia versione, che, neanche a dirlo, si era rivelata di gran lunga superiore all'originale. L'unico problema era che bisognava ribattezzarla: " perché, capisci, se la chiamo zuppa di carote e agrumi non è corretto, perché qui di agrumi c'è solo l'arancia e poi non si percepisce l'importanza dello zenzero, che è inutile, guarda, puoi fare tutti gli esperimenti che vuoi, ma alla fine, Carote, Arancia e Zenzero sono sempre un trinomio vincente...solo che 'zuppa alle carote arancia e zenzero- è troppo lungo, capisci, mi ci vorrebbe qualcosa di più immediato, di più incisivo, di più di impatto..."
Io l'ho sempre saputo che mio marito è un tipo pieno di risorse. Il più delle volte è un atto di fede, nel senso che se le tiene belle nascoste, dietro un'apparenza che oscilla fra il flemmatico e l'annoiato, che non sai se pensare se di quello che hai appena detto ha capito qualcosa o non gliene importa un bel niente ( 90 su cento, la seconda che ho detto) Ma ci sono dei momenti in cui se ne esce con la Madre di Tutte le Frasi, puntuale, esaustiva, pregnante, di quelle che ti lasciano basita, a bocca aperta, la mente fissa a chiederti dov'è che ho potuto trovare un tipo simile e com'è che me lo sono anche sposato....
Zuppa del C- A -Z, ha suggerito di chiamarla: C.arote A.rancia Z.enzero. Più chiaro di così...

Zuppa di Carote e Agrumi ( da Zuppe à Porter di A. C. Bley, Guido Tommasi Editore) zuppa carota agrumi


10 minuti di preparazione- 35/40 minuti di cottura
1 kg di carote
2 cipolle
2 cucchiaini di zenzero fresco grattugiato
1 litro di acqua
20 cl di succo d'arancia
20 cl di succo di pompelmo
1 limone verde (scorza e succo)
1 cucchiaino di olio d'oliva
sale

Pelare le carote e tagliarle a rondelle. Pelate e affettate finemente le cipolle. In una cocotte, soffriggete le cipolle nell'olio. Aggiungete lo zenzero grattugiato e rosolatelo per 5-10 minuti mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le carote, l'acqua e i succhi di frutta ( tenete da parte la scorza di limone verde). Salate. Portate a bollore, abbassate il fuoco e lasciate cuocere finché le carote sono tenere ( 30 minuti). Frullate il tutto, aggiungenod un po' d'acqua se necessario. Aggiustate di sale e unite la scorza del limone verde
Questa zuppa può essere servita fredda o calda. Sarà ancora più buona se spremete l'arancia e il pomplemo, invece di usare il succo già pronto


Va da sè che di zuppe con i succhi di frutta, qui, non se ne facciano: io ho sostituito il pompelmo con altrettanta arancia e già che c'ero ho grattugiato anche la scorza, direttamente sulle carote, in cottura. Al posto dell'acqua, ho usato un brodo vegetale leggero. A parte i commenti di mio marito, è un'ottima zuppa estiva.
Buon appetito
Alessandra
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