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giovedì 14 giugno 2012

Frittelle di zucchine e...

Di Daniela

Il "Bianconiglio"
di John Tenniel
In questi giorni mi sembra di essere il mitico Bianconiglio di memoria favolesca: il Rev. Dodgson (insomma L. Carroll) doveva avere una forte capacità di preveggenza oltre ad un indiscutibile ed evidente talento per la scrittura. Pensateci: un incredibile coniglio bianco, con un abbigliamento molto severo e con in mano perennemente un orologio da taschino, che corre ovunque, lamentandosi di non avere tempo, di aver troppo da fare ed un incredibile fretta! Non sembra scritta ora? Non potrebbe essere una perfetta descrizione della nostra vita attuale? E dire che questo personaggio risale agli anni 60 dell' 800..... 
Be', digressioni a parte, continuo a muovermi senza sosta lamentandomi del tempo che non ho e delle cose che dovevo fare e ancora non ho fatto (stamani sono in vena di parafrasi), senza in realtà risolvere poi molto. 
Oggi volevo, per esempio, mostrarvi alcune foto della splendida Infiorata del Corpus Domini a Monterosso, ma non sono riuscita ancora a sistemarle tutte, quindi rimando il tutto a lunedì. Vale la pena di dare un'occhiata.


Ah, piccola soddisfazione personale: dopo avervi segnalato la perdita della lettera L sulla tastiera, mi ero accorta, il giorno seguente di aver "smarrito" anche la F. Non posso dirvi la mia ambascia : due lettere sono davvero troppe!!!! Perciò con pazienza ho cominciato a pulire la tastiera con la spazzoletta che mi hanno regalato per quest'uso... dai e dai, mi sono accorta che c'era qualcosa che impediva l'abbassamento corretto del tasto... perciò soffia, gira , agita, "spazzola" ed ecco che l'arcano è stato svelato: una delle mie adorate creature, ma non voglio sapere quale!, aveva pensato di mettersi a cancellare con della gomma molto morbida, tutto un grande disegno fatto a matita, proprio posizionandosi di fianco alla tastiera; da lì, una manciata di "briciolette" di gomma si sono infilate tra le lettere, quasi bloccandone 2!!!!!  Come direbbe Mariello Prapapappo, di Coloradiana memoria, MISTERO RISOLTO!!! ... e figlie con sgridata urlante nelle orecchie! Perciò, se proprio troverete degli errori nei miei post saranno dovuti alla mia dabbenaggine :-)))))

Frittelle di zucchine
da c.m. giugno 2012
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martedì 14 febbraio 2012

Latte dolce fritto- e mi è venuta un'idea....

latte dolce

Sia chiaro: tanto per cambiare, la colpa non è mia. 
Stavolta, è equamente ripartita fra il marito&la figlia, di qua, e i palinsesti televisivi tutti, di là, rei i primi di non aver ancora elaborato convincenti strategie di allontanamento dello sporco dai loro vestiti, i secondi di non rinnovare la programmazione dei vari Barnaby, Poirot & Miss Marple, gli unici capaci di tenermi sufficientemente distratta, mentre stiro. E quindi, di impedirmi di lanciare il neurone a briglia sciolta, oltre le camicie del marito, le calze spaiate della creatura e le immancabili macchie di vino sulla tovaglia, alla faccia dei trattamenti sbiancanti e delle dichiarazioni d'amore delle massaie ad un fustino di detersivo (e con questo, pago il mio tributo all' odierno San Valentino- e fino all'anno prossimo, ho già dato).

mercoledì 25 gennaio 2012

Le frittelle di castagne per lo Starbooks... e se parlassimo ancora un po' di menu?

frittelle di castagne

Sull'"ancora un po'" mi scappa da ridere e anzi: se non ne potete più e decidete di passar oltre, non mi offendo. Anche perchè non ne avrei motivo, visto il ricorrere di questo tema nei miei ultimi post. Epperò, più mi addentro nella materia, più mi convinco di quanto sia fondamentale per la buona riuscita di un pranzo o di una cena elaborare un menu intelligente, che sappia rispondere tanto ai requisiti previsti dal galateo quanto alle esigenze della padrona di casa. In più, stavolta ho pure l'occasione per tornare in tema: con le amiche dello Starbooks, infatti, abbiamo deciso di chiudere il nostro appuntamento con il libro del mese provando a cucinare un intero menu a base di farina di castagne. Non lo abbiamo studiato a tavolino, perchè in quel caso avremmo fatto di meglio, ma ci siamo limitate a riassemblare quello che avevamo preparato, secondo le regole che presiedono alla successione classica dei piatti. Ne è venuto fuori un pranzo completo, corredato pure di un doppio dolce, che potrebbe servire da spunto per un invito a tema, per esempio- e fra poco vi rinvio a tutte le proposte, in bell'ordine. Prima, però, ancora due o tre dritte, sul menu..

giovedì 3 marzo 2011

Gordon Ramsey- Chocolate Truffle Ravioli

bomboloni con tartufi di cioccolato (Ramsey)


Nell'ultima mia puntata londinese, sono stata lungo incerta se prenotare un tavolo da Ramsey o no. Ho fatto una mappatura di tutti i suoi ristoranti sul territorio, ho comparato menu, ho letto recensioni- e alla fine, ho deciso per il no. La mia paura era un effetto "Mc Gordon", se mi passate il termine, con il rischio di una omologazione da brand che alla fine mi ha fatto desistere. Perchè hai voglia a ripetere, ad ogni intervista e ad ogni prefazione di libro, che "io nasco e resto cuoco": ormai la Ramsey&Co si è trasformata in una specie di multinazionale, con la moglie che sforna testi di cucina come biscotti e l'immagine di lui spalmata su tutti i programmi  del Regno, per non parlar degli U.S.A. E così, alla fine, ho deciso di soprassedere, almeno per questa volta.
Se non che, mentre sperimentavamo una cena a tre metri sopra il cielo da Robuchon, ho confessato al cameriere al nostro tavolo che fino all'ultimo ero stata indecisa e che il suo principale aveva battuto Ramsey proprio sul traguardo. L'assist- lo ammetto- era di quelli da gol sicuro: epperò, anzichè approfittarne vergognosamente, per sputtanare il collega del capo, il cameriere si è illuminato tutto e ha replicato che Gordon è un fuoriclasse, sul serio. E ha proseguito, come trasfigurato, decantandone le lodi e consigliandomi di farci un salto, la prossima volta. 
Considerato che l'avventura gastronomica è stata tutto un decrescendo, da lì in poi, ho pensato bene di consolarmi comprando l'opera omnia di Ramsey, che sta uscendo in comodi cofanetti del peso di 10 kg l'uno, parzialmente responsabili dei 73 kg del bagaglio al ritorno. Molto avevo già provato (e qui, parentesi di sfogo personale: ma perchè bisogna mettere sempre la foto e sempre la foto figa? in questo modo, è più quello che si perde, sul blog, che non quello che si dà- chiusa parentesi); e molto penso di provare perchè, come ho già detto, la sua è una cucina che mi piace: di sostanza- e con un tocco di fantasia, senza strafare, tanto per mettere la firma dell'artista- e cicca-cicca se voi siete comuni mortali e io no. 
Prova ne sono questi meravigliosi bomboloni, la cui peculiarità è avere un tartufo al cioccolato come ripieno. La cosa più interessante è che a fare i tartufi ci si impiega meno che a preparare la crema pasticcera e si evitano tutte le acrobazie per riempirli da caldi- o meglio: roventi. Il risultato è la solita porcata carnacialesca, ma questa volta di classe- e scusate se è poco....

CHOCOLATE TRUFFLE RAVIOLI
da G. Ramsey, Chef's Secrets


bomboloni con tartufi di cioccolato (Ramsey)

per 20. 24 pezzi
per la ganache al cioccolato
80 g di cioccolato fondente*
40 g di burro
3 cucchiai di panna


* propriamente, non è una ganache, per via del burro. Però, 1)sto traducendo in simultanea, che sembro la Canalis (ravioli= ravioli) 2) Gordon dixit- e va bene così. 
La percentuale di cacao, invece, è importante: l'originale dice 80%. Io ho usato un 74%, ma per i nostri gusti- non siamo pazzi per il cioccolato puro- è eccessiva. Fate voi. 

per l'impasto della brioche
10 g di lievito di birra fresco o 2 cucchiaini di lievito secco
150 ml di latte tiepido
25 g di zucchero più quello che serve per spolverizzare i bomboloni
400 g di farina**
2 cucchiaini di sale fino
40 g di burro
2 uova medie, leggermente sbattute
olio per friggere

** lui dice "strong plain flour"- vale a dire la Manitoba. Io di solito uso un mix, metà manitoba e metà farina 00. 

Procedimento
1. fate prima la ganache. Spezzettate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria insieme al burro e alla panna. Quando è sciolto, mescolare bene e lasciar raffreddare. Dopodichè, mettere in frigo a solidificare

2. Con lo scavino per il melone*, ricavate 24 palline dalla ganache e tenetele in frigo fino al momento dell'uso
* altrimenti, usate un cucchiaino da tè e date voi la forma con le mani. Io ho fatto così (possiedo almeno 3 scavini per melone, ne avessi trovato mezzo...)

3. Preparate l'impasto: fate sciogliere il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino zucchero e lasciate riposare, fino a quando non inizia a crescere e a fare le bolle.

4. Setacciare le farine e il sale e unirvi il burro a pezzetti, incorporandolo come per la frolla, con la punta delle dita. Ovviamente, essendo poco, non otterrete un impasto compatto, ma solo una farina con tante briciole. Aggiungete lo zucchero e fate la fontana: versatevi le uova, sgusciate in un piatto e "rotte" con una forchetta , il latte addizionato con il lievito e impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed elastico. 
Potete anche usare un'impastatrice o un robot da cucina: io ho usato il Ken, ho messo tutti gli ingredenti nell'ordine indicato e ho impastato fino all'incordatura.

b1

5. mettete l'impasto in una terrina infarinata, coprite con un canovaccio pulito, trasferite in un luogo lontano da spifferi (perfetto il forno spento) e lasciate lievitare fino al raddoppio. (due ore circa)

6. Spolverizzate di farina il piano da lavoro, rovesciatevi l'impasto lievitato e riprendete ad impastarlo, per pochi minuti. Non servono pieghe o particolari accorgimenti: basta solo che lo rendiate nuovamente elastico. Stendetelo con un mattarello allo spessore di mezzo cm e con un tagliapasta ricavate tanti tondi, reimpastando i ritagli fino ad esaurimento della pasta. 

Collage di Picnik


7. Su metà dei tondi, mettete un tartufo al cioccolato, poi coprite con l'altra metà, schiacciando con le dita lungo i bordi, per sigillare. siccome ero praticolarmente ispirata, una volta conclusa l'operazione ho di nuovo rimodellato i bomboloni, tagliando via i bordi in eccesso, con lo stesso tagliabiscotti usato in precedenza.

8. Ramsey dice di far riposare in frigo per 15 minuti. Io non ho proprio letto questo passaggio (si vede che ero stremata, dallo straordinario del punto 7) e li ho lasciati riposare per una mezzoretta a temperatura ambiente: sono semplicemente lievitati ancora un po', cosa che in frigo non sarebbe successa. 

9. In una padella alta, scaldate abbondante olio per friggere (fate voi: da noi, questa è l'unica volta in cui non friggo con l'EVO, perchè nelle fritture profonde a mia figlia dà fastidio il sapore. Quindi, uso un olio di semi di girasole, il migliore che trovo). Appena l'olio va a temperatura, immegretevi 4 o 5 bomboloni per volta e friggeteli due minuti per parte. La temperatura dell'olio dovrebbe rimanere sui 180 gradi, per cui se avete una friggitrice siete a posto. Se no, togliete la padella dal fornello, lasciate raffreddare un po' e poi riprendete la frittura. 

10. A mano a mano che i bomboloni sono pronti, scolateli con una schiumarola direttamente su un piatto ricoperto di carta assorbente da cucina e, appena sono tiepidi, metteteli in un sacchetto per alimenti, dove avrete versato tre o quattro cucchiai di zucchero semolato. Scuotete bene il sacchetto, in modo che i bomboloni si cospargano bene di zucchero da ogni lato e serviteli subito, quando sono ancora caldi.
ciao 
ale

lunedì 8 febbraio 2010

Stelle filanti alle pere e mandarino

Di Daniela

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Vi ricordate quello stupido giochino che facevamo taaaaaanti anni fa in cui si storpiavano un po' le parole, dandone un significato fantasioso? Tipo : Sapete cos'è un isotopo ? Un'isobestia che fa " isosquit! isosquit! Oppure : Che cos'è l'Arazzo? E' l'Amezzo per andare sull'Aluna :-) O ancora : Come si chiama l'insegnante di storia dei pesci ?Lo storione !! O magari : Cos'è l'ORMONE?L'improntone del piedone sul sabbione! Ecco io devo dire che mi facevo matte risate ogni volta che ne usciva uno nuovo di questi sciocchi indovinelli.. Ce ne era poi uno che mi è rimasto impresso fra i tanti :
"Che cosa è il cavillo? Un animillo che tritta e galippa "! Lo trovavo, a 12 anni , particolarmente esilarante (si sa, ognuno è fatto a a modo suo ;-))) !!!!!
Bene ora, a leggere un articolo sulla stampa di sabato scorso, oggigiorno questo giochino correrebbe il rischio di essere preso sul serio.... Mi spiego: sostiene di R. Masci, il suo autore, che la lingua italiana si sta impoverendo a vista d'occhio, e che un numero straordinario di parole, neppure troppo complicate o difficili, tendono a sparire dal linguaggio comune. Parole come arduo, accozzaglia, culmine, dovizia o repentino.... mica metempsicosi o semiotica o monostico.....
Per portare una testimonianza precisa, poi, di questo crollo, ecco che la Sig E. Lisa, anche lei giornalista della Stampa, ci riporta delle incredibili interviste raccolte tra i ragazzi fuori dalle loro scuole : veniamo così a sapere che la disputa è in realtà "una cosa che si fa con la saliva" e che si pronuncia di-spùta, o che venale si usa in frasi tipo"per le vie venali", mentre indole ha, in verità, un significato più vasto, che si può riassumere nella frase "non sei indole a fare qualcosa." Davanti ad un liceo classico, invece, mentre abbiamo avuto una sia pur superficiale spiegazione del significato di forbito e repentino, grande ilarità ha suscitato la richiesta di spiegare cavillo e ghiribizzo..... la risposta "eh no, però così non è giusto, non valgono trappole. La prova va fatta solo con parole che esistono per davvero!!!!"
Meglio di una barzelletta, no?
Perciò, adesso, con alcune delle 2500 parole che, dice il prof. Cannella (curatore dello Zingarelli), compongono tragicamente ormai il vocabolario quotidiano di ognuno di noi, vi dedico questa ricetta tipicamente carnascialesca (e vai! oggi arrivo come niente a 2501 !!!) gustosa e dolce......
STELLE FILANTI DI PERE E MANDARINO

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Libera interpretazione da CI n.2/2010
Ingrdienti per 6 persone
  • 100 gr di latte
  • 100 gr di maizena
  • 100 gr zucchero semolato
  • 80 gr di burro più un cucchiaio
  • 60 gr di farina
  • 30 gr pinoli
  • 4 uova
  • 2 pere Kaiser
  • un mandarino
  • zucchero a velo
  • Armagnac
  • bicarbonato
  • olio per friggere
  • sale

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Sbucciate le pere, togliete il torsolo, e ricavatene 200 gr di dadini. Mettete sul fuoco una padella antiaderente, unitevi i cubetti di pera con un cucchiaio di burro e saltateli a fiamma alta per un minuto e poi aggiungete 90 gr di zucchero semolato, abbassate il fuoco e fateli caramellare per circa 15 minuti; alla fine dovranno avere un bel colore bruno. Frullatene metà e tenete da parte gli altri cubetti. Scaldate il latte con 150 gr di acqua, un pizzico di sale, 10 gr da zucchero semolato e il burro: al bollore versatevi la farina, la maizena e cuocete il composto per un minuto, mescolando con energia. Versatelo in una ciotola e, sempre mescolando, fatelo rafreddare. Amalgamatevi ora 2 uova itere e 2 tuorli , tenendo da parte gli albumi. Quando il composto sarà omogeneo, unitevi un cucchiaino da caffè di bicarbonato, un cucchiaio di Armagnac, la scorza del mandarino grattugiata, la pera frullata, i pinoli e quindi i cubetti di pera. Per ultimi incorporate i due albumi montati a neve con un pizzico di sale. Raccogliete il composto in una tasca da pasticcere con una bocchetta rotonda e calatelo formando dei nastri dentro l'olio bollente a 165° / 170°.

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Dopo un paio di minuti, scolate le frittelle ben dorate su una cartada cucina. spolverizzatele con zucchero (a velo o semolato) e servitele immediatamente.

Buon appetito

Dani

STREAMERS WITH PEAR AND TANGERINE

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Serve 6:

7 tbsp of milk
3.5 oz cornstarch
q/2 cup caster sugar
0.7 stick butter plus a tablespoon
1/2 cup flour
1 oz pine nuts
4 eggs
2 pears Kaiser
a tangerin
icing sugar
Armagnac
bicarbonate
oil for frying
salt

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Peel the pears, remove the core, and cut into cubes for 200 gr. Put a frying pan on the stove, add the diced pear with a tablespoon of butter and sauté on high heat for one minute, then add 90 grams of sugar, lower the heat and let them caramelize for about 15 minutes in the end must have a nice brown color. whisk half and reserve the other cubes. Heat the milk with 150 grams of water, a pinch of salt, 10 grams granulated sugar and the butter to a boil pour in the flour, the cornstarch and cook the mixture for one minute, stirring vigorously. Pour into a bowl and, stirring constantly, do it cooled. Add now two eggs and two egg yolks, keeping aside the egg whites. When the mixture is smooth, add a teaspoon of baking soda, one tablespoon of Armagnac, the grated rind of tangerine, pear smoothies, pine nuts and then the diced pear. Then incorporate the last two egg whites whipped up with a pinch of salt. Gather the mixture into a pastry bag with a round nozzle, form somem strips into the hot oil at 165 ° / 170 °.

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After a couple of minutes, drain the golden brown pancakes on a paper towel. Sprinkle with sugar (granulated or icing) and serve immediately.
Bon appetit
Dani

sabato 21 novembre 2009

Martha is back!!! frittelle al limone e ricotta con Lemon curd

Di Daniela

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Sembra incredibile, ma ultimamente sembra che io vada sempre a scontrarmi con le frittelle: sarà forse un oscuro destino, questo che mi sta divorando e mi costringe a inzaccherare fuori misura la mia cucina e a spuzzolentire di fritto tutta la casa, solo per far sorridere con occhi sognanti le mie creature (e alcuni altri"infiltrati" doc [chicchina sto giusto parlando di te :-))))] Comunque, sempre per la solita questione del "basta un poco di zucchero e la pillola va giù" (e non ditemi che non vi viene subito in mente il motivetto cantato da Mary Poppins, proprio lei in pessona), al momento di ripulire il tutto cerco di pensare a qualcosa di piacevole, o di ascoltare qualcosa di piacevole, che mi bendisponga verso le noiose "opre femminili", per dirla col poeta, alle quali sono intenta: nel caso specifico di oggi, il motivo di ilarità viene dalle definizioni n. 2 , la vendetta, che vi avevo promesso l'altro giorno. E siccome ogni promessa è debito, eccovele. Spero di contagiarvi ancora con un bel sorriso

* ALUNNO - Esclamazione sfuggita a Papa Leone alla vista di Attila
* ASPARAGINA - Invito alla Gina che non si decide a premere il grilletto
* BUCANEVE - Precisa pisciata maschile invernale
* CACHI - Domanda da rivolgere a uno chinato dietro un cespuglio
* CITRULLO - Sciocco di Alberobello
* ECCEDENTE - Frase di un dentista latinista dopo un'estrazione
* MANGANELLO - Assente a una riunione di neri
* MARCITA - Scimmia andata a male
* NEOLAUREATO: punto nero della pelle che ha fatto l'università
* RADIARE: colpire violentemente usando una radio
* RAZZISTA: fabbricatore di missili
* SANCULOTTO: patrono degli omosessuali
* SCIMUNITO: attrezzato per gli sport invernali
* SCORFANO: pesce che ha perduto i genitori
* SMARRIMENTO: perdita del mento
* SOMMARIO: indicativo presente del verbo "Essere Mario"
* TACCHINO: parte della scarpina
* TELEPATIA: malattia che colpisce chi guarda troppo la TV
* TONNELLATA: marmellata di tonno
* UFFICIO: luogo dove si sbuffa
* VERDETTO: cosmetico verde (a differenza del ROSSETTO che è rosso)
* VIGILIA: donna vigile urbano
* ZONA DISCO: parcheggio per gli UFO

Ovviamente dove queste buffe definizioni non arrivano a sollevarvi il morale, provate ad unirle a queste golosissime

FRITTELLE AL LIMONE E RICOTTA CON LEMON CURD (Martha Stewart)

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Per il curd

  • il succo e la scorza grattugiata di tre limoni
  • 2 tuorli e 2 uova intere
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 200 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Per le frittelle

  • olio di oliva (o di semi se preferite) per friggere
  • 60 gr di farina
  • 60 gr fecola di patate
  • 14 gr lievito vanigliato
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 4 uova grandi
  • 55 gr zucchero semolato
  • 2 cucchiai di buccia di limone grattugiata
  • qualche goccia di estratto di vaniglia o una punta di vaniglina
  • 450 gr di ricotta
  • zucchero vanigliato o semolato per spolverizzare e guarnire

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Per il curd, troverete QUI la nostra speciale ricetta senza burro

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Per le frittelle: Scaldate dell'olio di semi o di oliva come preferite in una capace padella. Intanto in una terrina mesolate la farina setacciata con il sale e il lievito. Mescolate in un'altra terrina le uova con lo zucchero, ma non troppo, giusto finchè non siano unite. Ora aggiungte la ricotta , la scorza di limone e la vaniglia, mescolando accuratamente. A questo punto unite al composto anche la farina, mescolando finchè non risulti amalgamato e privo di grumi. Nel frattempo l'olio sarà arrivato alla giusta temperatura. Con un cucchiaio o con l'attrezzo per formare le palline del gelato, mettete con attenzione piccole porzioni del composto di ricotta nell'olio bollente e fatele cuocere un paio di minuti per parte finchè non avranno raggiunto un bel colore dorato. Appena pronte scolatele e mettetele sulla carta assorbente. Fate attenzione a non metterne troppe insieme nella padella per non far abbassare la temperatura dell'olio. Appena le avrete fritte, passatele ad una ad una su un piatto dove avrete messo dello zucchero a velo o semolato e rotolatele bene. Poi disponetele su un piatto, accompagnandole con una coppetta di lemon curd.
Non ve ne pentirete!!!!
buon appetito
Daniela

Lemon-Ricotta Fritters with Lemon Curd (Martha Stewart)

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FOR LEMON CURD (this is our special recipe for a lemon curd lighter, without butter)

frittelle 045

  • juice and grated rind of three lemons
  • 2 yolks and 2 whole eggs
  • 1 tablespoon cornstarch
  • 200 g sugar
  • 1 tablespoon extra virgin olive oil ( very light)

FOR THE FRITTERS

  • 4 cups vegetable oil, for deep-frying
  • 1/2 cup all-purpose flour
  • 1/2 cup cake flour
  • 1 tablespoon baking powder
  • 1 teaspoon coarse salt
  • 4 large eggs
  • 1/4 cup granulated sugar
  • 1 pound ricotta cheese, drained
  • 2 tablespoons finely grated lemon zest
  • 1/2 teaspoon pure vanilla extract
  • Confectioners' sugar, for dusting

Make the curd: here you can find our special recipe
Make the fritters: Heat oil in a medium saucepan to 350 degrees. Sift flours, baking powder, and salt into a small bowl.
Mix together eggs and granulated sugar in a large bowl until just combined. Add ricotta, lemon zest, and vanilla, and stir until well combined. Add flour mixture, and stir until smooth.
Using an ice cream scoop or a tablespoon, carefully drop a few balls of dough into oil. Cook, turning 2 to 3 times, until golden brown on all sides, 2 to 3 minutes total. Adjust heat as necessary to maintain temperature of oil. Drain on paper towels. Repeat with remaining dough. Place on a plate, and dust with confectioners' sugar. Transfer curd to a serving bowl, and serve with fritters.

Do not crowd the pan; cook only a few fritters at a time. They taste best when served immediately after frying.

Bon appetit

Daniela

venerdì 26 giugno 2009

Frittelle della nonna Carla al riso e alle mele

Di Daniela

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Stamani sono stata alla Castorama, anzi per dirla correttamente alla francese , alla Castoramà!
Dovevo fare una banale commissione, acquistare un disinfettante per le mie rose, e quindi sono partita armata delle migliori intenzioni per prendermi il necessario. Come sempre una volta arrivata li, ci vuole del bello e del buono per trovare un posteggio che non sia a 15/16 km dall’ingresso. Poi carrellino alla mano via per il giro acquisti!
Intanto come in ogni magazzino che si rispetti, tu entri per comprare uno spillo ed esci con 20 altre cose inutili , che appena arrivi a casa ti chiedi come diavolo ti è venuto in mente di comprare…..
Poi guardandoti intorno, cominci, almeno , io comincio, a pormi interrogativi inquietanti. Il primo della lista è: ma gli italiani non sono un popolo di poeti navigatori e santi? Perché guardando il carrello della spesa a dei tuoi vicini alla Castoramà ti viene il sospetto che più che altro noi siamo un popolo di ristrutturatori di interni, interior designers e, da non sottovalutare, garden designers !!! Ciò si evince con facilità dalle dimensioni delle latte di colore che acquistiamo, dal numero di rulli e pennelli di ogni dimensione e tipo, dalla quantità esorbitante di attrezzi per il giardinaggio, di piantine vere e finte, di sassolini per abbellire aiuole, dalla dimensione dei sacchi per la rumenta (pardon: sacchi per la spazzatura) o dei vasi o ancor più dei sacchi di terra e concime che si vedono girare…
Ora certamente per qualcuno , più saggio e maturo di me, saranno tutte cose necessarie , quelle sul carrello…. Ma chissà quante altre Daniele ci sono in giro che volevano piantare 2 piantine di lavanda in un aiuola e si ritrovano con il necessario per rinfoltire la foresta amazzonica in macchina….
Tra l’altro, alla fine del giro acquisti, se non sei stato fortunato da trovare un posteggio all’ombra, della foresta amazzonica rischi di conoscere con precisione anche la temperatura dell’aria……..
Consoliamoci delle nostre spese folli con un buon caffè e qualcosa di dolce, che ci ritempri e che ci consoli delle salaci osservazioni mariti ironici e spiritosi sulle nostre capacità di risparmiatrici con delle ottime:

Frittelle di mele e frittelle di riso della nonna Carla

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Per inciso la nonna Carla è mia mamma, che è diventata una appassionata lettrice del nostro blog. In origine, in casa nostra, si chiamavano Frittelle di San Giuseppe, perché la mia adorata nonna le preparava sempre per quel giorno che a Spezia è festa patronale e insieme compleanno del nonno.
Servono per prepararle:

per quelle di riso
2 hg di riso roma o arborio
1 uovo grosso o due piccoli
Un pizzico di buccia grattugiata limone non trattato
Pizzico di sale
Zucchero semolato

riso e mele 010


Per quelle di mele
1 mela gialla Golden (ma vengono bene con qualunque mela)
2hg di farina
1/2 bicchierino di cognac
Acqua q.b.
Zucchero semolato

Avvertenza valida per entrambe: quando mettete le cucchiaiate di pastella nell’olio si devono allargare a frittella, ma rimanere compatte. (Nel caso si “spantegassero” aggiungete un pochino di farina)

Per il riso
Fate bollire il riso in acqua leggermente salata per 10 min. ca, deve essere al dente.
Toglietelo dal fuoco , fermando la cottura sotto l’acqua fredda, e importantissimo , fatelo scolare per un bel po’ di tempo (deve essere asciutto e sgranato.)
Mettetelo in una terrina e aggiungete l’uovo e mescolate accuratamente.(volendo un goccetto di cognac non sta male neppure qui. Tenete presente che vanno benissimo per i bimbi perché il sapore non si avverte affatto nelle frittelle cotte).
Prendete una cucchiaiata di impasto che deve risultare ben morbido e versatelo nell’olio bollente in una padella capace.
Appena dorate scolatele accuratamente, mettetele su carta assorbente per qualche minuto e poi , ancora calde, passatele nello zucchero semolato. Mia nonna su alcune metteva della cioccolata fusa al centro, che potreste sostituire per brevità anche con un cucchiaino di nutella.

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Per le mele
Tagliate le mele a fettine sottili, ma non sottilissime in modo che non si disfino completamente.
Preparare a parte la pastella con la farina , il pizzico di sale, il cognac, e l’acqua meglio se gassata e fredda.
Aggiungere le mele appena la pastella avrà raggiunto la giusta densità (deve formare un nastro filante quando scende dal cucchiaio: non troppo lenta ma neppure dura) e lasciatele dentro, finché l’olio non avrà raggiunto la temperatura corretta. Come sempre deve essere abbondante.
Ora mettete una cucchiaiata di pastella con una fetta di mela nell’olio bollente e scolatele appena dorate.
Anche in questo caso fatele asciugare sulla carta da cucina e poi passatele, calde, nello zucchero semolato.
Sono assolutamente deliziose e piaceranno soprattutto ai bimbi….
Provate!
A presto
Daniela
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