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martedì 15 novembre 2011

Soufflé di zucca con salsa al gorgonzola

Di Daniela

Oggi ho osato una preparazione che non avevo mai  provato prima nella sua versione classica salata:  un soufflé  alla zucca! Lo avevo preparato dolce, al cioccolato, creato da Knam, ma ero meno "consapevole" dei rischi e, devo dire, mi affidavo totalmente alla bravura del maestro per la riuscita.
Questa volta invece volevo provare un nuovo attrezzo e così, dopo aver letto bene su C.I. l'articolo dal titolo "Un soufflée praticamente perfetto",  mi sono lanciata nella realizzazione. Ho seguito pedissequamente le varie indicazioni su tempi e modi e alla fine ho ottenuto un risultato che mi ha gratificato moltissimo :-), e che in famiglia ha incontrato grandi consensi.

L'unica personalizzazione è stata, come vi dicevo, l'utilizzo di forme diverse rispetto alla classica, il divertimento, insomma, nel provare qualcosa di nuovo: devo dire che lo  stampo in ceramica è stato un ottimo contenitore, ma io ero veramente curiosa di  utilizzare,  per questa squisitezza, i bicchieri che vedete nella prima foto, adatti al forno, regalo super-gradito della famiglia "Gambetto", amici deliziosi e gentilissimi. Confesso che avevo una certa titubanza, per paura che si frantumasse tutto alla prova dei fatti, per aver sbagliato, ovviamente io, la temperatura, piuttosto che l'altezza nel forno. Invece, come vedete, è stato un successone! Il soufflé si è alzato perfettamente (anzi per un attimo ho temuto che salisse pure troppo!) e, una volta estratto dal forno, è rimasto bello gonfio e  semplicemente delizioso all'assaggio...con sopra la crema di gorgonzola :-)... Vi lascio immaginare la delizia!
Come piatto può essere interpretato in modi diversi: se il soufflé è piuttosto piccolo, come quello servito nel mio bicchiere, per esempio,  potrebbero essere un super antipasto, in una "taglia maxi" , invece, diventa un eccellente secondo. Versatile e squisito, insomma!

Posso aggiungere la mia solita amatissima nota storica? Sapete come nasce il bagnomaria ? Sulla sua invenzione ci sono versioni diverse: "alcuni la attribuiscono ad un'alchimista dell'antichità, Miriam, sorella di Mosè e Aronne, altri ad un'alchimista dell'alto Medioevo, Maria la Giudea, sull'esistenza della quale non c'è accordo. La prima menzione di quest'ultima versione è di Zosimo di Panopoli, autore nel IV secolo dei più antichi testi conosciuti sull'alchimia. Si dice che Maria la Giudea abbia sperimentato il metodo del bagno in acqua (Balneum Mariae in latino medievale) per imitare le condizioni naturali e riscaldare lentamente miscele di varie sostanze (elisir) e produrre in questo modo oro o altri metalli preziosi." (da wikipedia) .
Curioso vero? Alchimia e donne del passato.... per un soufflé perfetto!

Soufflé di zucca con salsa al gorgonzola
da C.I.novembre 2011
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giovedì 20 ottobre 2011

Sformatini di pere ai formaggi ... e qualche accenno di storia

Di Daniela

Non vi darò informazioni pratiche sulle pere, sulla loro coltivazione o altro. Per queste ed altre notizie interessantissime, vi rimando al blog di Dana e in particolare ai post sulle pere Williams Bon Chretien interessantissimo , con richiami storici al Re Sole e quello di oggi sulle pere Kaiser
Natura morta con fruttiera di vetro colma e vasi;  70 a.C. circa
 Vi parlerò solamente tramite le parole del divino Omero che nell’Odissea cita l’albero di pero in due splendidi orti-giardini : uno quello meraviglioso,  quasi favoloso,  del re Alcinoo e l’altro, quello ad Ulisse infinitamente più caro, a Itaca, di suo padre Laerte, che ritrova vecchio e stanco a lavorare vicino ad una alto pero, e dove gli ricorda le loro passeggiate di tanti anni prima …. 
" Vicino alle porte, fuori dal cortile, c'era un giardino grande quattro iugeri circondato da siepi. Alberi alti la crescevano e c'erano peri, granati, fichi e meli e olivi pieni di olive. Dagli alberi non cadeva nessun frutto, né appassiva né s'infiacchiva; lo Zefiro fa crescere i frutti e li fa maturare. Il frutto matura sull'altro, la pera su pera, il grappolo su grappolo, il fico su fico. Là c'era anche una vigna piena di grappoli; alcuni si seccano al sole, altri vengono vendemmiati o pigiati; alcune uve acerbe fioriscono, altre scuriscono. Verso la fine del giardino crescevano ogni sorta d'ortaggi di colore verde lucente. Da due fonti scaturisce l'acqua, da una si propaga in giardino, dall'altra vi attingono le genti del popolo. "  
(Odissea, libro VII,  il giardino di Alcinoo)
"Tosto che Ulisse l’avvisò dagli anni Suoi molti, siccom’era, e da’ suoi molti Mali più ancor, che dall’età, consunto, Lagrime, stando sotto un alto pero, Dalle ciglia spandea. Poi nella mente Volse e nel cor, qual de’ due fosse il meglio, Se con amplessi a lui farsi e con baci, E narrar del ritorno il quando e il come, O interrogarlo prima, e punzecchiarlo Con detti forti risvegliando il duolo, Per raddoppiar la gioia; e a ciò s’attenne." 
Odissea, Libro XXIV
"Fanciullo io ti seguìa con ineguali Passi per l’orto, e or questo árbore, or quello Chiedeati; e tu, come andavam tra loro, Mi dicevi di lor l’indole e il nome. Tredici peri a me donasti e dieci Meli e fichi quaranta, e promettesti Ben cinquanta filari anco di viti, Che di bella vendemmia eran già carche: Poiché vi fan d’ogni sorta uve, e l’Ore, Del gran Giove ministre, i lor tesori Versano in copia su i fecondi tralci". 
Odissea, Libro XXIV

Questo frutto già noto in tempi così antichi ha continuato ad essere coltivato ed apprezzato, passando attraverso colture in Magna Grecia e poi in Roma antica (Plinio nomina almeno 40 “cultivar” (come dire “razze di una specie animale realizzata con la domesticazione e la selezione” insomma, simile a “varietà”) fino ai giorni nostri, e alle innumerevoli varietà estive ed invernali dei giorni nostri: l’unico periodo in cui la pera perse un po’ del favore di cui aveva sempre goduto è stato il medioevo, dove addirittura veniva indicata , “secondo la scuola salernitana attorno all'anno mille [come] nociva perché reca malinconia agli ammalati, donde "senza vino le pere son veleno".” (Da http://www.dooyoo.it di Marina 1987) Ma dal 1600 circa la sua coltivazione riprende vigore e i coltivar aumentano in tutta Europa in particolare Inghilterra Francia Belgio. Grandi pittori le hanno dipinte da Caravaggio

martedì 19 ottobre 2010

Ricci di patate con salsa al gorgonzola

Di Daniela
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Mie care ragazze e ragazzi di ogni età :Nuntio vobis gaudium magnum! Potrete vivere più a lungo, e meglio. ridendo!!! Interessati eh!! Allora sentite questa: un test dell'Università del Maryland fatto su 20 volontari, pare dimostri che, quando ridiamo, i nostri vasi sanguigni si dilatino e il flusso sanguigno aumenti circa del 22% sottoponendo il nostro cuore ad una ginnastica assolutamente utile e benefica. Secondo un altro studio, sempre di ricercatori americani, sorridere è addirittura come camminare ed è il miglior modo per tenere in forma l'apparato circolatorio, sotto controllo la pressione arteriosa e per prevenire addirittura infarto e ictus! Perciò, chi non ama la palestra, il fitness in generale, la fatica, sudare e stravolgersi troppo per mantenersi in forma devono farsi un bel numero di risate al giorno e "di cuore"!! E c'è di più: sembra che ridere aiuti anche a mentenere la linea poichè una decina di minuti fa bruciare dalle 10 alle 40 calorie e non lo dicono dei caproni ignoranti, ma addirittura una ricerca presentata all'ultimo European Congress of Obesity ed effettuata su un campione di 100 studenti-cavie. Pare che standosene comodamente seduti a guardare film comici, UDITE UDITE, si brucino il 20% di calorie in più che facendo una dieta!!!!*
E allora?!? Cosa stiamo aspettando? Frankestein Junior in dvd, poltrona e risate a gogò per tutti! E chi ci tiene più! Dopo, possiamo sempre goderci questi croccantissimi

RICCI DI PATATE CON SALSA AL GORGONZOLA
da CI ottobre 2010
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Ingredienti per 6
500 gr di patate
170 gr bietole erbette (facoltative)
100 gr panna fresca
70 gr gorgonzola
2 uova
1 tuorlo
1 noce di burro
farina
capelli d'angelo (pasta circa 200 gr)
noce moscata
olio per friggere
sale
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Lessate le patate per 35-40 minuti. Intanto pulite le erbette, tagliuzzatele e saltatele per 2' in padella, in una noce di burro spumeggiante, unite quindi la panna e il gorgonzola a dadini, salate leggermente e, dalla presa del bollore cuocete per 2' e tenete da parte.
Pelate le patate ormai lessate, schiacciatele e amalgamatele con una noce di burro, un pizzico di sale, il tuorlo d'uovo e una grattugiata di noce moscata.
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Usando se possibile un porzionatore da gelato, ricavate dal composto 18 palline, modellandole tra le mani.
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Rotolatele nella farina, passatele nelle uova sbattute, poi nei capelli d'angelo sbriciolati molto finemente.
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Tuffate i ricci così ottenuti in abbondante olio per friggere caldissimo,
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scolandoli non appena saranno dorati (le patate sono già cotte) su carta da cucina.
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Servite i ricci caldi con la salsa leggermente riscaldata.
Buon appetito
Dani
Giustifica* Da Donnainforma, una collaborazione tra Donna Moderna e le Fattorie Scaldasole


POTATOES "PORCUPINES" WITH GORGONZOLA SAUCE
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CI October 2010

Serves 6
500 grams of potatoes
170 g beet greens (optional)
100 grams fresh cream
70 g gorgonzola
2 eggs
1 egg
1 knob of butter
flour
angel hair (about 200 g pasta)
nutmeg
oil for frying
salt
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Boil the potatoes for 35-40 minutes. Meanwhile, clean the greens, cut them with a knife and sauté for 2' in a pan, in a knob of foaming butter. Add fresh cream and gorgonzola cheese, diced, salt lightly, and cook for 2'. Set aside.
Now boil peeled potatoes, mash and mix them with a knob of butter, a pinch of salt, egg yolk and grated nutmeg.
Use an ice cream scoop, if possible, to obtain from the compound 18 balls, shaping them in your hands.

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Roll them in flour, then into the beaten eggs, and at last into very thin "angel hair" pasta crunched. Dipp the "porcupines " obtained in hot frying oil , drain them when they are golden (the potatoes are already cooked) on a paper towel.
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Serve the warm golden "porcupines" with the sauce, slightly heated.
Bon appetit
Dani

domenica 28 febbraio 2010

galettes bretonnes

Di Daniela

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Stamattina, domenica, giorno del riposo, giorno dei bambini a casa, senza scuola, giorno in cui si può indulgere a letto, senza fretta, con il piacere di crogiolarsi nella mezza-veglia-mezzo sonno, che è poi il sogno sfrenato di tutto il resto della settimana per molti. Ma, siccome è soprattutto il giorno dei piccoletti, ho pensato di raccontarvi una favola. Oh, lo so bene che l'età delle favole per molti di noi è passata da un bel pezzo, ma, per chi ha voglia di tornare un po' indietro, per pochi minuti, eccovela. Il post serio , che inizialmente intendevo scrivere sulla vera natura, gli utilizzi e le virtù del grano saraceno, aspetterà la prossima occasione......Volendo potete saltare la favola a piè pari e scendere subito sull'ottima (nel senso di "slurp" sempre in tema di favole e fumetti!) ricetta delle gallette bretoni, ma per chi ha qualche istante da perdere.......
"Il grano saraceno
Molto spesso capita che, se si passeggia dopo un temporale in un campo dove cresce il grano saraceno, si scopre che questo è diventato tutto nero e bruciacchiato; come se una fiamma vi fosse passata sopra, il contadino infatti dice: «È stato colpito dal fulmine!» ma perché è stato colpito? Ora vi racconterò quello che un passerotto mi ha detto una volta, e il passerotto lo ha sentito da un vecchio salice che si trova ancora oggi proprio vicino a un campo di grano saraceno.
Era un salice molto grande e onorevole, ma ormai vecchio e grinzoso: aveva una fenditura proprio nel mezzo, e là crescevano l'erba e cespugli di more. Il salice è piegato in avanti, e i rami sono chini verso terra e sembrano lunghi capelli verdi.
Nei campi intorno all'albero crescevano grano, segala, orzo e avena, sì proprio la bella avena che quand'è matura sembra una folla di piccoli canarini dorati appoggiati su un ramo. Il grano stava lì, benedetto, e quanto più era pesante, tanto più si piegava verso il basso per devota umiltà.
C'era anche un campo di grano saraceno, che si trovava più vicino al vecchio salice, ma il grano saraceno non si piegava affatto come l'altro grano, restava dritto e pieno di superbia.
«Io sono ricco come la spiga di grano» diceva «ma sono molto più bello, i miei fiori sono più graziosi, profumano come i fiori del melo, è un piacere guardarmi, conosci forse qualcuno più bello di me, vecchio salice?»
E il salice annuiva col capo, come per dire: "Certo che lo conosco!", ma il grano saraceno si gonfiava di orgoglio e diceva: «Che stupido albero, è così vecchio che gli cresce l'erba nella pancia!».
Improvvisamente venne brutto tempo, tutti i fiori del campo richiusero i loro petali e chinarono le graziose testoline, mentre la tempesta passava sopra di loro; il grano saraceno invece se ne stava dritto nella sua superbia.
«Piega la testa come facciamo noi!» gli dissero i fiori.
«Io non ne ho bisogno!» rispose il grano saraceno.
«Piegati come facciamo noi!» gridò il grano «adesso passerà in volo l'angelo della tempesta! Ha grandi ali che vanno dalle nuvole del cielo alla terra, ti colpirà prima ancora che tu possa chiedergli di risparmiarti!»
«Ma io non voglio piegarmi» replicò il grano saraceno.
«Chiudi i fiori e piega le foglie!» gli disse anche il vecchio salice «non guardare il fulmine mentre si stacca dalla nuvola, neppure gli uomini osano guardare, perché attraverso il fulmine si può vedere nel cielo di Dio, ma tale vista rende ciechi gli uomini; che cosa succederebbe quindi a noi piante della terra, se osassimo guardare, noi che siamo molto inferiori?»
«Molto inferiori?» disse il grano saraceno. «Voglio proprio vedere nel cielo di Dio!» gridò pieno di superbia e arroganza.
Giunse il fulmine e sembrò che tutto il mondo fosse una sola fiamma di fuoco.
Quando il brutto tempo si calmò, i fiori e il grano si ritrovarono immersi in un'aria pulita, rinfrescata dalla pioggia, ma il grano saraceno era stato bruciato dal fulmine, e ora non era altro che una inutile erba morta nel campo.
Il vecchio salice agitò i rami al vento e dalle verdi foglie caddero grosse gocce d'acqua; sembrava che l'albero piangesse.
Allora i passerotti chiesero: «Perché piangi? Qui tutto è benedetto dal Signore; guarda come splende il sole e come corrono le nuvole, non senti che profumo viene dai fiori e dai cespugli? Perché piangi dunque, vecchio salice?».
E il salice raccontò allora della superbia e dell'arroganza del grano saraceno, e della punizione che non manca mai. Io che vi racconto la storia, l'ho sentita dai passerotti; me l'hanno raccontata una sera che ho chiesto che mi narrassero una storia."
Sperando di avervi fatto iniziare la giornata in modo un po' diverso e piacevole, passo ora alla ricetta "slurpissima" (definizione di Gaia) di oggi
GALETTES BRETONNES (CREPES DI GRANO SARACENO)
Ricetta tratta da QUI
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Ingredienti: Dosi per 4 persone (circa 12 crêpes grandi e 20 "normali"):
  • 250 g di farina di grano saraceno
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • 1 / 2 litro di latte
  • 1 / 2 cucchiaino di sale
  • 40 g di burro salato
  • eventualmente, 1 tuorlo d'uovo

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Tempo di preparazione: 10 minuti Tempo di cottura: 25 minuti

Unite la farina e il sale (aggiungere 1 cucchiaio di farina di grano 00 rende più facile la riuscita! Però per i celiaci si può senz'altro sostituire con un cucchiaio di farina di riso, come pure gli intolleranti al lattosio possono sostituire il latte con il latte di riso e il burro con un po' d'olio d'oliva. ). Mescolate la farina con un po 'di latte, mescolare bene per ottenere una pastella soda ed elastica, che va lavorata energicamente per qualche minuto . Quindi aggiungere gradualmente il latte mescolando. Aggiungere il burro fuso e, eventualmente, un tuorlo. Versione moderna: Versare gli ingredienti nel frullatore e frullate! Lasciate riposare l'impasto per almeno 1 / 2 ore. Scaldate la piastra per le crepes (anche se sarebbe necessaria una piastra molto ampiaperchè le gallettes sono più grandi rispetto alle cepes.), ed ungetela con un po' di burro fuso, che ho visto tutti "spalmare" con una mezza patata. Versare un mestolo di pastella quasi al centro della piastra, e farla spanderla per tutta la piastra con un movimento deciso del polso, oppure, se lo avete , utilizzando l'apposito attrezzo di legno, simile ad un rastrello piatto, senza punte, che si chiama "rozell". Cuocete da un lato, guarnitela secondo la vostra ricetta preferita e poi, se la dimensione lo cosente, ripiegate i quattro lati lasciando "in vista" il ripieno. Questa è la ricetta tradizionale: i modi di condirla sono infiniti, ma oggi vi dico com'è il preferito di casa nostra. Vi anticipo però che ne proporrò ogni tanto una diversa, tanto per darvi qualche idea......

  • 1 pezzo di gorgonzola
  • 1 confezione di mascarpone (facoltativo)
  • una confezione di gherigli di noci

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Quando avreta messo la vostra gallette sull'apposito pentolino, mettete al cetìntro qualche pezzeto di gorgonzola, un cucchiaio circa di noci tritate e, se vi piace un paio di cucchiaini di mascarpone (a me piace molto la morbida dolcezza che conferisce al "corposo" gorgonzola) . Fate cuocere per un paio di minuti, per dar tempo ai formaggi di sciogliersi un po', ripiegate la gallette e servitela calda.

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Il modo tradizionale di ripiegarle, in bretagna sembra che sia quello di ripiegare parzialmente verso l'interno la gallette, lasciando una parte del ripieno a vista, ma naturalmente potete fare come più vi piace o vi viene comodo.

Buon appetito a tutti

Dani

GALETTES BRETONNES (crepes buckwheat)
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Recipe taken from HERE
Ingredients: Serves 4 (about 12 large pancakes and 20 "normal"):
1 1/4 cup buckwheat flour
2 tbsp white flour 00
2 1/2 cups milk
1/4 tsp salt
2 tbsp butter(the recipe says salt, but with normal butter are perfect)
1 egg yolk (optional)
Preparation time: 10 minutes Cooking time: 25 minutes
Add the flour and salt (add 1 tablespoon of wheat flour 00 makes it easier to succeed! But for coeliacs can certainly substitute a tablespoon of rice flour, as well as lactose intolerant can replace the milk with rice milk and butter with a little 'of olive oil.). Mix the flour with a little 'milk, mix well to obtain a firm and elastic batter who goes to work vigorously for a few minutes. Then gradually add the milk stirring. Add the melted butter, and /optional) a yolk. Or: Pour the ingredients into a blender and blend! Let the dough rest for at least 1 / 2 hours. Heat the plate for gallettes (although this would require a very large plate, because the galettes are larger than the crepes.), And grease it with a little 'of melted butter, which you can "spread" helping with half a potato. Pour a ladle of batter almost to the center of the plate and let it spread through the whole plate with a firm movement of the wrist, or if you have it, using the special tool made of wood, like a rake flat, with no spikes, which called "Rozell". Cook on one side, leaning over your "stuffing" favorite and then, if size permits, fold the four sides leaving "in view" the filling. This is the traditional recipe, but the dressing recipes are endless: so today I tell you only the favorite in our house. In the next posts, I'll tell you other recipes, just to give you some ideas ......
1 piece of gorgonzola
1 package mascarpone cheese (optional)
a box of walnuts
When you put your gallette on the appropriate pan, put in the midddle few small pieces of gorgonzola cheese, about a tablespoon of chopped walnuts and, if you like a couple of teaspoons of mascarpone cheese (I really like the soft sweetness that gives the "strong" gorgonzola). Cook for a couple of minutes, to allow time for the cheese to melt a bit ', fold the galette and serve hot. The traditional way to fold seems to be that of partially folded inwards the cakes, leaving a part of the filling on sight, but of course you can do as you like or you will be comfortable. Bon appetit
Daniela

giovedì 7 gennaio 2010

Crema di cavolfiore con crostino al gorgonzola




crema di cavolfiore

Propositi per il nuovo anno
1. leggere tutto Rex Stout
2. fare la pasta in casa
3. perdere 7 CHILI

...Quando si dice "cominciamo male"...

CREMA DI CAVOLFIORE CON CROSTINI AL GORGONZOLA
DOUBLE FACE



crema di cavolfiore

Versione triste

CREMA DI CAVOLFIORE E CROSTINI "COL BINOCOLO"
1 cavolfiore
1 patata grossa
1 cucchiaio di olio EVO
1/2 litro di brodo vegetale (anche meno)
200 ml di latte scremato
sale
pepe
erba cipollina

Sbucciare la patata, lavarla bene e tagliarla a tocchetti: più piccoli sono, prima si cuoce.
Scaldate l'olio in una pentola e unitevi le patate: salate, mescolate e fate insaporire per pochi minuti, a fuoco vivo, mescolando sempre.
Unire il cavolfiore, lavato, mondato e tagliato a cimette: fare insaporire ancora un po' e versare il brodo, in modo da coprirlo del tutto. Abbassate la fiamma e proseguite la cottura, coperto, fino a quando le patate e il cavolfiore saranno teneri. Il brodo deve restingersi almeno della metà.
Passate tutto al frullatore, in modo da ottenere una crema liscia. Rimettetela nella pentola di cottura, scaldatela e aggiungete il latte. Aggiustate di sale e pepe e portate quasi a bollore. Servite la crema calda, spolverizzata di erba cipollina


versione allegra

1 cavolfiore
1 patata grossa
1 cucchiaio di olio EVO
300 ml di latte
brodo q.b.
200 ml di panna
sale
pepe
erba cipollina

8 fette di pane tostato
gorgonzola

facoltativo: 3 acciughe dissalate

crema di cavolfiore
Il procedimento è lo stesso della ricetta precedente, a parte le variazioni seguenti

1. la patata e il cavolfiore si portano a cottura nel latte: il brodo serve nell'eventualità in cui il latte si consumi prima che la verdura sia cotta

2. dopo il passaggio nel frullatore, si allunga con la panna

3. si serve con crostini spalmati di gorgonzola e passati per un minuto o due sotto il grill

4. se vi piace l'abbinamento cavolfiore /acciughe, potete stemperarne 3 0 4 nell'olio, prima di aggiungere le patate.

Buon appetito
Alessandra

English Version

crema di cavolfiore


List of New Year' s resolution for
2010


1. read all Rex Stout
2. making pasta at home

3. loose 7 KILOS

.... We are off to a bad start....

Cauliflower cream and croutons with Gorgonzola cheese
DOUBLE FACE

crema di cavolfiore

Sad version

Cauliflower cream (and forget croutons)
1 cauliflower
1 large potato
1 tablespoon oil EVO
2 cups vegetable broth (even less )
200 ml skimmed milk
salt
pepper
chives

Peel potatoes, wash well and cut into pieces: the smaller they are, first cook.
Heat the oil in a saucepan and add the potatoes, salt, stir and cook for few minutes over high heat, stirring constantly.
Add the cauliflower, washed, peeled and cut and pour the broth, so as to cover completely. Lower the heat and continue cooking, covered, until potatoes and cauliflower are tender. The broth will have to be half- reduced
Whisk everything , so as to obtain a smooth cream. Put it back into the sauce pan, heat it and add the milk. Season with salt and pepper and bring almost to boil. Serve warm cream, sprinkled with chives


cheerfull version

1 cauliflower
1 large potato
1 tablespoon oil EVO
300 ml milk
broth q.b.
200 ml cream
salt
pepper
chives

8 slices of toast
gorgonzola cheese (or roquefort)

Optional: 3 desalted anchovies
crema di cavolfiore

Do the same as the previous recipe except for the following variations

1. cook in milk
potatoes and cauliflower: the broth is used in case the milk is consumed before the vegetable is cooked

2. after whisking,dilute with cream

3. served with croutons smeared with gorgonzola and grilled for a minute or two under the grill

4. If you like the pairing cauliflower / anchovies, you can dissolve them in oil, before adding the potato

Buon Appetito
Alessandra



mercoledì 30 dicembre 2009

TRIS DI MOUSSES (con variazione sul tema): GORGONZOLA (con variazione alle noci), TONNO , SALMONE.

Di Daniela

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Pur giurandovi sul mio onore che l'elenco delle mie forme per dolci vari, pur essendo significativo, non giunge alla incredibile varietà ed abbondanza di quello delle della Ale (anche perchè da brave vicina di casa facciamo sovente scambi "culturali" per lo più a mio favore), ciononostante il loro numero sta diventando particolarmente oneroso per la mia cucina, che dovendo ospitare pentole, stoviglie, ammmennicoli vari, teglie etc etc per un uso costante di 5 persone più "fiancheggiatori" frequenti, risente della compressione da forme al silicone. Nel senso, che, per sentirmi meno preoccupata per lo spazio che occupo con questi deliziosi e tendenzialmente superflui oggetti, ho optato per l'acquisto dei medesimi in silicone. Così ora, quando apro lo sportello del pensile dove li ripongo, rischio di essere investita non più da una valanga di metallo, piutosto fastidioso quando ti colpisce di taglio, ma da una "decompressione" di oggetti di silicone, che io diligentenmente comprimo, ogni volta che riordino, ma che hanno la tendenza sciagurata a "srotolarsi" nel momento meno opportuno! Tanta è la mia soddisfazione che non sapendo, ne volendo, reggere da sola siffato evento e volendo condividere quanto più possibile con la mia socia e il suo sposo, ho regalato qualche formina, però moooolto colorata, anche alla Ale (he he he he !!!In compenso la mia biblioteca culinaria si è ampliata di un prezioso testo inglese....).
Ma bando alle ciance, eccovi le tre idee antipasto del giorno: sono di una SEMPLICITA' estrema, velocissime, ma molto saporite e di grande effetto.
Ah, inutile dirvi che queste tre cose rapidissime, essendo a base di mascarpone, burro e gorgonzola non possono entrare nella top ten degli alimenti più light del mondo: però, giurin giuretta, con il nuovo anno ci concentreremo come "buon proposito n. 1" , sul modo di far scendere un po' tutto quello che si è accumulato dove non avrebbe dovuto durante queste feste... D'altra parte, almeno per qualche giorno, non è bellissimo non pensare a etti, grammi, bilance ecc? Con l'occasione vorrei anche ringraziare la mia amica Patrizia, che sa mantenere le sue promesse!!!!!
Ultima annotazione:
FELICISSIMO 2010 A TUTTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


MOUSSE AL GORGONZOLA di Patrizia


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  • 100 gr. di gorgonzola
  • 50 gr. di fiorello/mascarpone
  • 75 gr. di burro
  • 20 gr. di pinoli
  • 5/6 foglie di basilico
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, tritate i pinoli ed il basilico. Mettete nel mixer il gorgonzola a pezzetti insieme al burro e azionatelo fino a quando si ottiene un composto ben omogeneo. Trasferite il tutto in una ciotola con il trito di pinoli e basilico, aggiungete il fiorello e mescolate delicatamente. Decorate con foglie di basilico e pinoli.


MOUSSE AL GORGONZOLA E NOCI


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  • 100 gr di gorgonzola
  • 50 gr di mascarpone
  • 5 o 6 noci sgusciate e tritate più un paio di gherigli interi per la decorazione
  • pepe appena macinato
Mescolate accuratamente nel mixer o a mano , il gorgonzola con il mascapone, finchè non otterrete un composto omogeneo. Conditelo con una macinata di pepe appena macinato e mescolate ancora il tutto dopo aver unito le noci, che, a seconda dei gusti, potrete sminuzzare a mano o tritare grossolanamente nel mixer. Decorate con qualche gheriglio intero

MOUSSE AL TONNO di Patrizia

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  • 1 scatola di tonno da 200 gr.
  • 70 gr. di burro
  • 1 acciuga
  • 1 cucchiaino di capperi
  • 1 limone

Fate ammorbidire il burro, sgocciolate dal suo olio il tonno. Mettete nel mixer tonno acciuga e capperi fino a quando il composto risulta morbido ed omogeneo. Travasate in una ciotola ed incorporate il burro delicatamente. Aromatizzate con qualche goccia di limone e trasferite la mousse in una terrina, decorando con qualche spicchio di limone e ciuffetti di maionese.

MOUSSE DI SALMONE AFFUMICATO ALL'ANETO

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  • 150 gr di salmone affumicato (vanno benone anche i ritagli)
  • 75 gr di mascarpone
  • 2 cucchiai di aneto se secco, 2 o 3 rametti se fresco
  • il succo di 1/2 limone
  • quache cucchiaio di salsa all'aneto
Mettete nella tazza del mixer le fette o i ritagli di salmone, con il mascarpone l'aneto e il succo di limone e fate partire la lama ad alta velocità fino ad ottenere una crema consistente. Data la diversità di sapore a partire dall'affumicatura alla salatura ecc ecc dei vari tipi di salmone, controllate prima di disporre la crema ottunuta nelle coppette per servirla , che non necessiti l'aggiunta di qualche goccia di limone in più o di un cucchiaio extra di mascarpone, secondo il vostro gusto. Servitela con accanto qualche cucchiaio di salsa all'aneto, che la completa perfettamente (quella che trovate all'ikea nel reparto alimentare è ottima), accompagnata con i soliti crostini di pane caldi.


Queste mousse sono particolarmente delicate da gustare spalmate su crostini di pane caldi.


Buon appetito


Daniela


PATRIZIA'S MOUSSE GORGONZOLA

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. 3,5 oz Gorgonzola
. 3.5 tbsp Fiorello / mascarpone
. 5.2 tbsp butter
. 1.5 tbsp pine nuts
. 5 / 6 basil leaves

Let the butter soften at room temperature, crushed pine nuts and basil. Put in a blender along with gorgonzola butter into pieces and control everything until you get a well-made uniform. Transferred it into a bowl with the chopped pine nuts and basil, add the fiorello and stir gently. Decorate with basil leaves and pine nuts.
MOUSSE WITH GORGONZOLA AND WALNUTS
. 3.5 oz gorgonzola
. 3.5 tbsp mascarpone
. 5 or 6 peeled and chopped nuts plus a couple of whole kernels for decoration
. freshly ground pepper

Mix thoroughly in a mixer or by hand, Gorgonzola with mascapone, until you get a thick dough. Season with a sprinkling of freshly ground pepper and stir everything together after the nuts, which, according to taste, you can chop by hand or chop coarsely in a mixer. Decorate with some whole kernels

PATRIZIA'S TUNA MOUSSE


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. 1 can of tuna from 200 gr.
. 5.2 tbsp butter
. 1 anchovy
. 1 teaspoon capers
. 1 lemon


Let soften the butter, oil drained from his tuna. Put tuna anchovy and capers in a blender until the mixture is smooth and homogeneous. Transfer into a bowl and incorporate the butter gently. Flavored with a few drops of lemon juice and transfer the mousse into a bowl, garnish with slice of lemon and a few wisps of mayonnaise


SMOKED SALMON MOUSSE WITH DILL


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. 5.2 oz of smoked salmon (be all right even the trimmings)
. 5.3 tbsp mascarpone
. 2 tablespoons dill, if dry, 2 or 3 sprigs fresh
. juice of 1 / 2 lemon
. few tablespoons of dill sauce




Put the slices (or cutouts) of salmon in the bowl of the mixer with mascarpone dill and lemon juice and and then mix at high speed to obtain a creamy consistency. Becouse of the the different flavor from smoking salting etc etc. of different types of salmon, check before serving cream, that does not need to add a few drops of lemon or a tablespoon more mascarpone, according to your taste. Serve alongside with a tablespoon of dill sauce, which complements perfectly (the one found in the IKEA food section is excellent).




These mousses are delicious spread on toast


Bon appetit
Daniela
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