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Visualizzazione post con etichetta limone. Mostra tutti i post
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lunedì 17 dicembre 2012

Panini al profumo di limone e l'altalena delle temperature

Di Daniela

Ancora non mi era capitato di vedere in giardino l'effetto che freddo, neve e vento combinati insieme possono fare. Piante ripiegate su se stesse, oleandri più simili a salici piangenti o a palme,  foglioline di rose con tanto di ghiaccioli appesi: questo è stato lo spettacolo che venerdì mattina si è presentato guardando dalla finestra .... causando peraltro molta delusione nelle due figlie numero 2 e 3 , che speravano in una coltre bianca decisamente più consistente, perchè questa non è stata sufficiente per far chiudere la scuole :-)

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lunedì 17 settembre 2012

Trota marinata tra erbe e fiori e quenelle di polenta con guazzetto d'anguilla del Lario con cottura in vetro (M. e P. Apollonio)

Di Daniela

Eccomi ancora a voi nel periodo dell'anno che più danni causa alla linea di famiglia (anche se la mia ormai è davvero ininfluente, per manifesta assenza :-))) !) : il temuto settembre -e prima parte di ottobre- nero! 
Cominciano infatti, come mi sembra di avervi già raccontato, i compleanni a raffica della mia famiglia che partono con figlia grande e marito il quindici e sedici settembre e poi, srotolandosi fra 2 nipoti maschi, 1 sorella, 1 cognato,1 figlioccia, 1 nipote-figlioccia :-), 1 altra figlia (la numero 2) ecc ecc ecc, arrivano fino al compleanno della cognata il 12 di ottobre! Un tour de force che è al di là della più sfrenata immaginazione, considerando che, oltre ad un'insolita attività mentale, con la concentrazione necessaria per scegliere il regalo più indicato per ognuno di loro, si parla anche di un continuum-spazio temporale tra una torta e l'altra, tra un pranzo, una cena ed una candelina da spegnere... Bellissimo ma, come vi dicevo all'inizio, drammatico per la linea!!
Immagine da qui
Quindi stamani non vi stuzzicherò l'appetito con qualcosa di dolce, ma mi concentrerò su un paio di piatti più leggeri, che giovino al nostro benessere senza pesare sul giro vita, pur essendo saporiti e piacevoli alla vista: sono due preparazioni degli ottimi chef M e P. Apollonio, che ci hanno dedicato una lezione sui pesci di acqua dolce, pesci del loro territorio, proprio come si diceva l'altro giorno parlando con Pellegrina, suggerendoci come servire in modo semplicissimo e veloce due secondi gustosi.
Nel secondo piatto, preparato con l'anguilla del Lario (che potete benissimo sostituire con del baccalà, per esempio) è introdotta dai due cuochi anche la cottura in vasetto, che permette di ottenere piatti sani e ben cotti con una bella ed originale presentazione.

Trota marinata tra erbe e fiori
(M. e P. Apollonio)

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Essendo un piatto a base di pesce fresco marinato, o siete ovviamente assolutamente certi di freschezza e provenienza della vostra trota e quindi che il pesce sia sano, altrimenti conviene congelarlo per una settimana, prima di prepararlo.

1 trota fresca di circa 1 kg
succo di limone
succo di un'arancia
olio e.v.o.
salsa di soia
erbe miste : misticanza di verdure e fiori commestibili (tarassaco, calendule, petali di rose ecc)
sale in  fiocchi nero di cipro

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Pulite ed eviscerate subito la trota, ricavatene filetti e metteteli in una terrina piatta e larga.
Versate sul pesce il succo di arancia e limone in uguali quantità,un cucchiaio di salsa di soia e poco olio extra vergine di oliva. Lasciate marinare i filetti per circa 1/2 ora.
Sul piatto adagiate le erbette: tagliate le trote dello spessore desiderato e disponetele a piacere, completando l'insieme con altre erbette e fiori commestibili. Condite il tutto con un filo di olio e con del sale nero di Cipro.

Quenelle di polenta con guazzetto d'anguilla del Lario con cottura in vetro
(M.e P. Apollonio)
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Tocco autunnale, la polenta, per un piatto che può funzionare benissimo anche per la stagione fredda.Come dicevo sopra, l'anguilla può essere sostituita anche con del baccalà.... L'originalità del piatto sta soprattutto nella sua cottura, in vetro, chic e sana al tempo stesso.

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Per la polenta
150 gr di farina gialla di mais
acqua e sale qb
per il guazzetto.
500 gr di anguilla pulita ( o baccalà)
10 pomodorini ciliegini
30 gr di salsa di pomodoro
10 gr di sale
4 foglie di basilico
10 olive nere denocciolate
1 bicchiere di vino bianco
20 gr di olio di oliva
Vasi in vetro per cottura in sottovuoto

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Bollite l'acqua salata versate la farina gialla a pioggia, mescolate e fate cuocere a fuoco medio la polenta per 50 minuti. A fine cottura ricavarne le quenelle.

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Soffriggete l'aglio tritato, collocateci sopra l'anguilla pulita e tagliata a tronchetti; sfumate con il vino bianco, unite i pomodorini e le olive, lasciate insaporire e aggiungete anche la salsa di pomodoro.
Cuocete per sei minuti. 
Mettete nel vasetto di vetro la polenta, adagiatevi sopra il guazzetto e guarnite con una  foglia di basilico.
Chiudete il vasetto e terminate la cottura per  3 minuti nel microonde a potenza massima (I due ganci per chiudere ermeticamente il vasetto sono ovviamente compatibili con il microonde).
Servite il vasetto ancora chiuso ai vostri commensali e lasciate che, aprendolo in tavola, si sprigionino tutti i profumi che racchiude.

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In alternativa alla cottura in vetro e microonde, potreste utilizzare anche la cottura con un "saccoccio" in formo a 180/200°C (dipende dal vostro forno)
Il nostro sommelier E. Urbani, di UrbaniWine, ha consigliato di gustare il piatto con un vino bianco, in particolare un Tocai Friulano...
Buonissima giornata
Dani

mercoledì 18 luglio 2012

la degustazione dei dolci valtellinesi e il tortino di grano saraceno (chef Bassi)

Di Daniela

Cambiamento di programma dell'ultima ora: al posto della lezione tradizionale del lunedì, l'altra abbiamo avuto una lezione tutta incentrata sui dolci, perchè, a causa del cattivo tempo (acquazzone mica da ridere) di sabato sera , la allora prevista degustazione dei dolci locali è stata spostata a lunedì  e la lezione consueta è stata così "inglobata" in questo piacevolissimo evento :-))))

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Qui c'è qualche foto per rendervi l'idea della allegria che ha contraddistinto la serata: I Bormini, molto eleganti nei loro abiti tradizionali in piccoli stand sparsi in mezzo alle case del borgo antico, secondo un percorso che mostra gli angoli caratteristici di questa millenaria località, fanno assaggiare ai visitatori, che si aggerirano muniti di cartine create per l'occasione fra corti bellissime e aperte per l'occasione, e con in mano originali sottopiatti,
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i dolci e i prodotti più celebri ed antichi della loro tradizione. Passando dai dolci con mirtilli e lamponi, alla cupeta, al gelato ai mirtilli, bisciola, manzole, tortini di mele e fior di latte d'alpeggio cotto, passando attraverso assaggi di Braulio e di una serie di altre aromatici liquori fatti in valle (quello di nocciole mi piace a dismisura :-)), assaporando latte fresco e miele in favo (con tanto di piccoli pezzetti ci cera d'api annessa :-)) e poi ancora resumada, miele fresco, tisane calde torta al grano saraceno.... Insomma un delirio di sapori profumi colori e storia, conditi con il racconto dal vivo di qualche mestiere, antico come queste valli, mostrato da chi ancora vi si dedica.
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Quindi la lezione di cucina dedicata alla serata e ancora tenuta dal nostro ormai mitico chef Bassi, insieme al quasi altrettanto mitico Gaetano ha raccontato alcuni dolci che ben si sposano con tutto il godibilissimo ben di Dio che ci circondava. Per ora una parte delle foto e una ricetta , qui di seguito: godetevi tutto :-)))) Alla prossima puntata!

Tortino di grano saraceno

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venerdì 29 giugno 2012

Salsa di yogurt e feta e salsa allo zafferano di Theo Kostoglou

Di Daniela

L'ispirazione per il post di oggi mi è venuta dalla lettura interessantissima del glossario del libro di Vefa, in particolare, in accordo perfetto con la mia curiosità/golosità, dal capitolo sui formaggi, Vefa ci ricorda che "Secondo la mitologia greca, gli dei dell'olimpo mandarono Aristeo, figlio del dio Apollo, per insegnare le arti del fare il formaggio e dell'apicultura ai greci. Nessuno sa quando e come il primo formaggio fu preparato, ma probabilmente capitò per caso, magari in molti posti contemporaneamente, quando un pastore usò lo stomaco di un giovane agnello per trasportare del latte. Il primo resoconto di quest'arte casearia si trova nel IX libro dell'Odissea, quando, nella sua caverna, il ciclope crea del formaggio dal latte delle sue pecore. Ma anche prove più antiche sono state scoperte dagli archeologi in Tessalia, sia sulla terra ferma sia a Creta, che datano intorno al 3000 a.C. Attraverso la storia greca ci sono moltissimi riferimenti alla passione dei greci per il formaggio, dalle commedie di Aristofane ai moderni food writers e chef che non hanno mai smesso di cercare nuovi modi per utilizzare il formaggio greco."
Ma possiamo integrare questa piacevole digressione, aggiungendo che  una leggenda narra che fu un mercante Arabo (la cultura e la cucina araba, come abbiamo più volte detto, sono all'origine della storia di moltissimi piatti) il primo che "creò" il formaggio, avendo deciso di portare con sé nell'attraversare il deserto, come pietanza, del latte contenuto in una bisaccia ricavata dallo stomaco di una pecora. Il caldo, gli enzimi ancora contenuti nello stomaco dell'animale e il costante movimento resero acido il latte, trasformandolo proprio in “formaggio”.
Preparazione del formaggio ( XIV secolo)
Possiamo aggiungere che la prima rappresentazione conosciuta è il "Fregio della Latteria", Sumero, databile intorno al III millennio a.C., che vedete in alto :  ma la storia della produzione del formaggio risale a tempi decisamente anteriori, visto che i primi dati certi sulla presenza di animali da latte allevati  da esseri umani , proprio in Mesopotamia e in generale nell'Asia centrale, risale a 10000 anni fa e che quindi la necessità di conservare la preziosa fonte di nutrimento del latte era già "stata risolta" dalla creazione del formaggio.
In epoche molto più recenti Aristotele ci spiega come ottenere il formaggio tramite il succo di fico, tradizione vivissima anche nel mondo Ebreo, mentre il celebre medico Ippocrate, vantava il formaggio come alimento importante per gli atleti, in quanto nutriente e sano... Muovendoci in avanti, dopo un veloce passaggio attraverso le notevoli capacità degli Etruschi, eccoci alla golosità dei romani (che ne prevedevano, ci racconta Virgilio, perfino una dose giornaliera per i legionari) e la loro capacità di creare eccellenti formaggi: non possiamo fare a meno di notare che “caseus” la parola latina per formaggio (cacio) è rimasto come base in molte lingue moderne:  "cheese" in inglese, "kase" in tedesco, "kaas" in olandese, "queso" in spagnolo: questo chiarisce direi la grande capacità e la passione dei dominatori del mondo. Procedendo ancora nel tempo, eccoci nell'alto medioevo e, per quanto in un primo momento il formaggio non fosse considerato cibo adatto alle tavole della nobiltà, possiamo arrivare alla golosità del grande Carlo Magno e poi grazie alla grande abilità dei monaci, con la loro necessità di mangiare qualcosa di diverso dalla carne nei giorni e nei periodi di astinenza, fino alla sua rivalutazione nel Basso Medioevo.

lunedì 25 giugno 2012

Hummus e "Altre Note" per giovani musicisti...

di Daniela

Vi dispiace se emetto un profondo e lunghissimo sospiro di sollievo, condividendolo con voi? Finalmente e dico proprio finalmente, dopo un anno scolastico lunghissimo, cominciato i primissimi giorni di settembre con gli esami di ammissione al conservatorio della Microba, con tutti i sabati impegnati per la settimana lunga a scuola, dopo concerti, esibizioni, impegni scolastici di ogni tipo, nuove materie ed un insieme considerevole di esami di fine anno nelle suddette materie, finalmente, con la notte bianca della Musica di giovedì scorso possiamo considerare iniziate le vacanze...per loro ovviamente, ma insomma anche per me una rilevante riduzione di attività extracasalinghe. La cosa mi piace anche se prima di conquistare qualche giorno di libertà vero, ancora ci vorrà un po' di tempo e molti armadi.....


Naturalmente le creature vivono, a questo punto e a parte qualche piccolo impegno per la Creatura Media, in funzione della settimana finale di agosto quando comincerà la nostra amatissima Masterclass delle "Altre Note", che come ogni anno farà risuonare la Valtellina per 10 giorni di note brillanti e "sorridenti" di giovani musicisti e di ospiti celebri nonchè di quelle degli altrettanto giovani ma preparatissimi Maestri, concertisti e didatti di mezza europa (come gli allievi peraltro), già noti  per il loro talento e la loro passione per la musica e l'insegnamento.... 
Se sarete in Valle, in quel periodo, venite ad ascoltarli e se conoscete giovani musicisti , che potrebbero essere interessati, fate passare parola: per loro è una splendida esperienza! 
Quindi, pronti per affrontare lunghe serate sfaccendate all'aperto, momenti di delizioso ozio e giornate più rilassate, vi lascio stamani con una ricetta super classica, di sapore orientale che è protagonista indiscussa delle nostre cenette estive: antipasto fresco e saporito, gradito a tutti....

Hummus bi Tahina
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lunedì 18 giugno 2012

Salmone "agretto" e l'Infiorata del Corpus Domini.

Di Daniela

Giusto l'altro giorno vi ho parlato della mia amica Anna e del suo premio per la vetrina decorata con i limoni, ma le feste legate alla primavera non sono finite lì!
Infatti, come tutti gli anni, per la festa del Corpus Domini,  a Monterosso, come in molti altri luoghi in Italia, viene organizzata una “infiorata”, cioè si preparano splendidi tappeti di fiori nei vicoli e per le strade del paese ….
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Nelle settimane precedenti, vengono disegnate ricche decorazioni su grandi fogli di carta spessa, che poi sono appoggiate sul selciato e riempite con sabbia, pietruzze colorate, sassolini, polvere di marmo, fondi di caffè, chicchi di riso e, soprattutto, petali di fiori, lievi e colorati, che vengono, tradizionalmente portati a Monterosso dalla provincia di Savona.

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martedì 12 giugno 2012

Gli spiedini alla senape con zucchine e la L mancante

Di Daniela
immagine da qui
Ora, non è che io abbia avuto un regresso all'età della I elementare improvvisamente e che non sia più in grado di posizionare le doppie là dove ne occorrono, o che altrettanto improvvisamente abbia sviluppato una naturale antipatia per la lettera L del nostro alfabeto: anzi, l'ho sempre considerato una lettera piuttosto elegante, con la sua snella forma slanciata :-) ... E' proprio che la tecnologia, ogni tanto e per un motivo a me del tutto sconosciuto, mi si ribella ! 
E così la tastiera del mio pc improvvisamente, ha deciso che per far apparire sullo schermo la suddetta lettera, io debba impegnare il doppio della forza che per qualunque altra consonante...Quindi i miei scritti appaiono spesso come la produzione di una remigina (questa parola denota tristemente a mia età, lo so!), pieni di dele, quele, mee, ribee e così via fino ad arrivare ad apostrofi piantati lì, ad inizio parola, senza nulla davanti a giustificarne l'esistenza.

immagine da qui

mercoledì 6 giugno 2012

Bloody Mary alle fragole, rubini di gelatina di fragole profumati al liquore di fragola e fragole all'aceto di lamponi... i limoni di Monterosso... e brava Anna!

Di Daniela

Se c'è una coltura che ha grandi tradizioni e ottima resa per gusto e bontà nelle 5 Terre è quella del limone. La pianta è resistente e aspra, con le sue spine, come quella terra e come quella terra dona splendidi frutti, profumati e succosi, dal gusto dolce e la buccia aromatica.


Vi ho già riportato la splendida poesia di Montale, che li chiama le trombe d'oro della solarità., che mostra quanto siano legati alla vita e alla economia della liguria e delle 5 Terre in particolare... un po' dovunque gli si dedicano sagre e feste varie, ma a Monterosso , in particolare c'è una festa che quest'anno si è tenuta il 15 e 16 maggio scorso, la Sagra del Limone che , oltre a mettere in mostra ed offrire i più bei limoni e tutti i prodotti con loro confezionati, organizza anche una gara molto originale: viene infatti attribuito un premio alla vetrina più bella, quella meglio decorata, quella più vivace dell'intero paese.


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Questa volta, proprio non posso astenermi dal mostrarvi la foto della composizione che ha vinto il II posto. L'autrice è una mia amica Anna, che insieme a Sergio, suo marito ha un negozio nella parte nuova del paese, Fegina, che si chiama Maestrale. Anna è una vera artista, come potete vedere : questo è quello che ha saputo creare nel piccolo spazio verde davanti alle sue vetrine che, come molto altro a Monterosso, erano state devastate ad ottobre dall'alluvione.

foto da qui

venerdì 6 aprile 2012

Carlo Cracco: Risotto con acciughe, limone, cacao al peperoncino

risotto con acciughe limone cacao peperoncino

Parto coi convenevoli, che sennò la Galliti mi ammazza :-)
Come avrete potuto capire dalla parola chiave del titolo- che in altro momento sarebbe stata "carlocracco", ma da qualche tempo in qua è acciuga e sappiamo pure con chi prendercela-  questa ricetta non solo partecipa alla raccolta indetta da Poveri ma Belli e Buoni, Un'acciuga al giorno, ma rientra a pieno titolo nel gioco delle coppie organizzato  ogni settimana da Cristina e dalle sue due degne compari (Babi e Sara), che si divertono ad abbinare il malcapitato pesciolino con uno stuolo di partner diversi, da fare invidia alla Liz Taylor dei tempi d'oro. 


venerdì 30 marzo 2012

Di acciughe marinate e di ....lauree!!!

Di Daniela

Innanzitutto vorrei chiedere scusa perché ieri sera, per causa di forza maggiore, nel caso specifico interruzione della connessione internet di Ale e mia assenza, non abbiamo potuto dar vita al consueto "salotto letterario del Giovedì" . Recupereremo prestissimo, promesso e scusate ancora!
Poi lasciatemi scrivere due righe un po' fuori controllo, per un volta guidata solo dall'orgoglio e dalla soddisfazione grandissima che mi dà quello che sto per dirvi... Vi ricordate della questione cui vi accennavo l'altro giorno, circa il famigerato conglomerato bituminoso? Ecco, finalmente abbiamo risolto tutti i conti in sospeso anche con questa affascinante materia ed è con grande soddisfazione che vi presento la neo dottoressa, con laurea Magistrale in Scienze e Teconologie dell'Ambiente conseguita presso la Università degli studi di Milano-Bicocca,
Francesca

franci

mia nipote, nonchè figlioccia e anche da qui, tesoro, tutte le congratulazioni del mondo e gli auguri per un futuro radioso come il tuo sorriso!



Acciughe marinate
da ELLE à table
acciughe marinate
Vi metto di seguito, la ricetta originale e tra parentesi ciò che ho variato.
Ingredienti per 4 persone
30 acciughe (le mie pesavano ancora da pulire circa 220 gr, tanto sono piccole tenere e compatte le acciughe liguri!!)
4 cipollotti freschi
4 limoni (2 bastano)
1 cucchiaino semi di coriandolo
1 cucchiaino bacche di ginepro (non le ho messe)
pepe macinato di fresco
aceto di vino bianco
olio d'oliva
2 chiodi di garofano
2 foglie di alloro
sale (grigio di bretagna)

acciughe marinate

Chiedete al pescivendolo per pulire il pesce o pulitelo voi, se preferite, lavandolo le acciughe sotto l'acqua corrente fredda rimuovendo la testa con le interiora e dividendole in due filetti.
Sciacquatele, e mettetele ad asciugare su un tagliere inclinato o tamponatele con carta assorbente per asciugarle. 
Sbucciate e affettate i cipollotti, escludendo la parte verde del gambo. In un contenitore meglio se di vetro, mettere un po' di cipollotto tritato, i semi di coriandolo e il ginepro con 2 cucchiaini di aceto. 
Posizionate su un piatto di portata o su un piccolo vassoio una fila di acciughe e cospargetele con 1 cucchiaio d'olio d'oliva. Aggiungete un po' di pepe appena macinato e un po' di sale, e di nuovo una fila di acciughe con un paio di cucchiai di aceto aromatizzato, preparato prima, procedendo così fino ad esaurimento degli ingredienti, terminando con le acciughe. Coprire l'ultima fila con olio d'oliva, succo di limone, foglie di alloro e chiodi di garofano. Coprite e lasciate riposare in frigo per almeno 2 giorni e fino ad un massimo di 8 giorni.

acciughe marinate
Prima di servire le acciughe, tenetele per un'oretta a temperatura ambiente. Potreste portarle in tavola come aperitivo accompagnate da fette di pane tostato strofinato d'aglio o come secondo, con una semplice un'insalata verde o mista. ma in questo caso aumentate un po' le dosi in rapporto all'appetito dei vostri commensali.

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La ricetta è dedicata a Cristina G. e alla sua raccolta, ovviamente!!


Buona giornata a tutti 
Dani


Anchois marinés
Ingrédients
30 anchois
4 oignons tiges frais
4 citrons
1 c. à café de graines de coriandre
1 c. à café de baies de genièvre
poivre du moulin
vinaigre de vin blanc
huile d’olive
2 clous de girofle
2 feuilles de laurier

 Demandez au poissonnier de vider les poissons ou bien faites-le vous-même, c’est très simple. Sous un filet d’eau froide, enlevez du bout des doigts les quelques écailles, puis retirez la tête en entraînant les intestins. Glissez le doigt le long de l’arête des deux côtés de façon à décoller la peau, coupez l’arête à la base avec desciseaux et laissez le petit bout de queue. Rincez les anchois au fur et à mesure et déposez-les sur un papier absorbant. 
Pelez et émincez les oignons en gardant la moitié des tiges. Dans un récipient (terrine ou bol), mettez quelques oignons émincés, un peu de coriandre et de genièvre et 2 cuillères à café de vinaigre. Déposez une rangée d’anchois et arrosez d’1 cuillère à soupe d’huile d’olive. 
Parsemez d’un peu de poivre moulu et d’un peu de sel, puis à nouveau mettez oignons, genièvre, coriandre et ainsi de suite jusqu’à épuisement des ingrédients, en terminant par des anchois. Recouvrez cette dernière rangée d’huile d’olive, du jus des citrons, des feuilles de laurier et des clous de girofle. Couvrez et mettez au frais au moins 2 jours et jusqu’à 8 jours. 
Sortez les anchois un bon moment avant de les manger à température ambiante. 
Proposez ces anchois dans une salade mélangée ou sur des tartines de pain de campagne grillées et frottées à l’ail.

lunedì 5 marzo 2012

"Basta un poco di zucchero...": gli zuccherini di Mary Poppins per Donne (St)raordinarie

Stamattina va così, abbiamo scritto, riscritto, perso tutto tre volte, pubblicato, non pubblicato... insomma, mi tocca andare velocissima, saltare tutti i convenevoli e spiegarvi in tre righe il nuovo tema delle strenne che è dedicato alle donne. Donne Straordinarie, lo abbiao intitolato- perchè sono proprio queste donne che vogliamo celebrare, nel mese che è tradizionalmente dedicato a loro, attraverso l'unico modo possibile per un blog di cucina, vale a dire con una ricetta. In origine, avevamo pensato alle donne che per noi erano importanti tout court, quindi anche personaggi della nostra famiglia, conosciuti a noi soli: poi, abbiamo temuto di cadere nel vago del soggettivismo e qundi ci siamo mantenuti su terreni più riconoscibili e sicuri: donne famose, quindi, ma non necessariamente esistite: possono essere perosnaggi storici, ma anche eroine di romanzo; attrici, ma anche protagoniste di storie teatrali e cinematografiche; artiste, ma anche protagonoste di quadri e opere di vario genere; cantanti e musiciste, ma anche leggendari personaggi del'opera lirica o delle più moderne canzoni: l'essenziale è che abbiano lasciato una traccia nei nostri cuori, tale da poter ispirare una ricetta tutta dedicata a loro. Può trattarsi di un piatto già codificato- penso alla Pavlova o alla Pesca Melba, tanto per dire i primi due che mi vengono in mente- ma anche qualcosa che nasce dal nostro cuore, dalla nostra mente e dalla nostra fantasia: esattamente come ha fatto la Dani qui sotto che ha collegato un fatto storico (l'anniversario delle suffragette) alla suffragetta più famosa, per noi che siamo intorno a quegli anni (la mamma dei bambini di Mary Poppins) e le ha dedicato la ricetta più emblematica, gli zuccherini che nascono da quel "poco di zucchero" che addolcisce ogni cosa.
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Torno dopo, perchè queste righe servono solo per tamponare il danno: per ora vi ricordo che domani  e per le prossime tre settimane, troverete le donne degli Assaggi di viaggio il martedì, quelle di Stefania, il mercoledì, quelle di Flavia il giovedì e quelle di Mapi il venerdì. Nell'ultima settimana, ci saranno le strenne per un mese, con le loro proposte: in ordine sparso, Patty, Greta, Mai, Eleonora e Gaia. Del constest di Stefania parlo dopo, perchè intanto torno per mettere i link e tutto il resto. Per ora godetevi post e ricette- ed iniziate a pensare alle vostre donne e alle vostre proposte gluten free
buona settimana
ale

"Basta un poco di zucchero e la pillola va giù...." C'è qualcuno che non conosce questa canzone? O meglio, c'è qualcuno che non conosce Mary Poppins? Vi prego non ditemi di no!!! Io ho amato quel film,  ed il personaggio follemente, dalla prima volta che ho avuto a che fare con lei.
Di volta in volta avrei voluto essere anch'io "Praticamente perfetta sotto ogni punto di vista", oppure capace di saltare dentro e fuori da disegni fatti sul marciapiedi, o di volteggiare come nulla fosse sui tetti o, meraviglia delle meraviglie, essere capace di volare seguendo il vento, sostenuta solo dal mio ombrello (ovviamente tenendo i piedi a papera!). E poi la sua borsa, oh, la sua borsa! C'è qualche signora tra voi che non abbia tentato di trasformare la sua in quella di Mary, o che non abbia sognato di possederne una altrettanto meravigliosamente capiente? E il supercalifragilistichespiralidoso?
Ho imparato guardandola sempre con occhi diversi, perfino qualcosa della storia e delle abitudini della Londra dei primi del 900, alcuni aspetti della vita dell'epoca, compreso, nonostante la vicenda da favola, perfino qualcosa di storicamente importante e trasgressivo come la vicenda delle suffragette. Certo nel film era un buffo vedere la signora Banks che prima balla e canta ispirata per la causa ("Well done! Well done! Well done Sister Suffragette!") e poi rimette tutto a posto prima dell'arrivo del marito, per timore che lui possa inquietarsi ("Ellen, metti via questa roba, sai che la nostra causa manda in bestia il signor Banks.")...D'altra parte questa è una vicenda creata da W. Disney, che non esisite nel libro della Lyndon Travers (anzi ora che ci penso il libro dovrei proprio rileggerlo... c'erano così tante differenze con il film che lì per lì non l'ho amato troppo....), ma è stato comunque un tema interessante, che mi ha spinto a cercar di sapere di più di queste "suffragette": anzi se vi va di rinfrescarvi la memoria,  più tardi potreste tornare qui da noi per leggere qualcosa in più su quel tema...
Sicura di se, bella,"magica", determinata e forte Mary Poppins è stata una specie di guida per un bel po' di tempo per me, ed ho potuto subire ancora il suo fascino nei vari richiani corsi e ricorsi, quando l'ho seguita con i miei nipoti, prima e con le mie tre ragazze dopo, in tempi diversi, con età diverse e con diversi sentimenti miei e degli altri piccoli spettatori.
Ma se c'era una cosa che in particolare mi ha sempre fatto impazzire (e dopo di me faceva impazzire nipoti e figlie) era quel suo "con un poco di zucchero", con le dita schioccanti, con buffi uccellini finti di un'epoca non ancora digitale e con grandi sorrisi, che facevano si che tutto nelle camerette tornasse perfettamente al suo posto: l'ho sognato e l'ho invidiata per questa sua capacità., prima per quel che riguardava la mia camera e poi per quella delle mie figlie, anzi forse in questo frangente ancora di più :-))!!
Non essendo mai riuscita ad emularla, ho pensto che almeno, forse, potevo preparare qualche zuccherino, in modo forse un po' diverso dal suo pensiero originale, ma almeno divertenti, colorati e così veloci da realizzare che basta veramente uno schiocco di dita per prepararli!

Perciò dedicati  all'amata Mary Poppins ecco gli 



Zuccherini  aromatizzati

fiori Zuccherino

Ingredienti
Alcool puro 95°
zollette di zucchero
arancia
mandarino
cannella
ruta
limone

zuccherini

Io ho scelto delle zollette a forma dei semi delle carte da gioco, dono dalla Corsica di mia nipote, la sarebbero stati carinissimi anche gli zuccherini che mi ha portato Sabrina dalle forme insolite...


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In ogni caso la forma è solo un particolare. So che c'è anche la possibilità di "costruirsi" da soli le proprie zollette: fate voi.
Come aromi ho scelto quelli di stagione, alcuni presenti al momento in giardino, come limoni e ruta, altri no: ma comunque tutti bio per una maggior sicurezza.


cuori zuccherino


Il procedimento è semplicissimo: nei vasetti soliti, da marmellata,  ben puliti, versate la quantità che preferite di alcool. Aggiungete gli aromi che avete prescelto (la quantità dipende da voi: per esempio in 125 ml di alcool ho messo 1 stecca grande ci cannella e la buccia di 1/2 arancia piccola) e per ultimo, gli zuccherini, che devono essere completamente ricoperti dall'alcool.  All'inizio il colore degli zuccherini e dei loro aromi è questo

zuccherini

il giorno dopo erano già diventano così...

zuccherini

mentre il terzo giorno il colore  dello zucchero diventa decisamente più simile ai suoi aromatizzanti.


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I miei 4 vasetti sono stati preparati con : cannella, cannella e scorza di arancio, ruta e scorza di limone e scorza di arancio e mandarino, ma naturalmente potrete utilizzare ciò che più vi piace, privilegiando colori e sapori anche in tema con la vostra cena (appena sarà stagione proverò con la mia amata lavanda...). 

zuccherini


I profumi che si sprigionano all'apertura dei barattoli sono incredibilmente intensi. Le zollette, dapprima bianche prendono nel giro di 3 giornicome avete visto, un colore già deciso: divertente quindi servirle mescolate come digestivo dopo cena, incendiandole preventivamente, per fare consumare l'alcool, lasciando solo l'aroma squisito, oppure da mettere nel caffè, per un sapore più ..tonico!


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Incidentalmente si sparge, mentre la fiamma è accesa, un profumo delizioso.
Basta un poco di zucchero e la pillola va giù, tutto brillerà di più!!!!
Buona giornata   Supercalifragilistichespiralidoso a tutti!

Dani

lunedì 27 febbraio 2012

Orecchiette con le briciole al profumo di limone

Di Daniela

DSCF1648E' vero che il freddo ormai è sparito e che la primavera,  senza nessuna titubanza, sta esplodendo, dopo questo inverno problematico per il troppo caldo, il troppo freddo, le alluvioni, i terremoti e tutto quello che ne è seguito.
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DSCF1645DSCF1654Durante il periodo più rigido avevamo iniziato a sbriciolare sul terrazzo qualche "genere di prima necessità" per venire incontro alla carenza di cibo per i beniamini delle mie figlie, pettirossi e passerotti, messi a dura prova dal clima.

Così, senza nemmeno accorgercene, siamo diventati una specie di stazione di rifornimento ufficiale ed abbiamo perfino imparato quali briciole andavano per la maggiore tra i nostri avventori: c'è chi preferisce i biscotti, chi la mollica di pane, chi i semini vari, avanzi di preparazioni di pane e biscotti....

E' stato divertente seguire le loro manovre per avvicinarsi senza rischi alla nostra finestra, la titubanza vinta a poco a poco e la velocità con cui si è "sparsa la voce" della possibilità di cibo disponibile.

Ancora adesso nonostante queste temperature piuttosto miti, la mattina presto, appena alzate, le ragazze preparano qualche  briciola avanzata per i piccoletti e si divertono a vederli arrivare ordinati e puntuali ....
E a proposito di briciole:


Orecchiette con le briciole al profumo di limone
da Sale e pepe , Febbraio 2006

orecchiette

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