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lunedì 28 marzo 2011

Tre cioccolati per una mousse- per non parlar del pistacchio...

Collage di Picnik

"Mamma, è muffa quella roba verde sopra la mousse nei bicchierini?"
Resisto al ragionevole impulso di tirarglieli tutti dietro e rispondo.
"No, è pasta di pistacchio. Ma chi tocca muore"
Sottinteso, prima ti tocca la sintassi dei casi. E il verbo doceo, in particolare. Di cui abbiamo appena scoperto, prima con sollievo e poi con malcelato orrore, che non possiede la forma passiva (sollievo) e che per questo è sostituito da altri tre verbi (orrore). I quali, neanche a dirlo, vanno studiati. 
Sennò, niente mousse. 
"Senti, son facilissimi: instituor, imbuor ed erudior, cosa ci vorrà, a ricordarseli, proprio non so: instituor, pensi alle istituzioni: "in" più "statuo", stabilisco dento, colloco dentro, la regola che è dentro di te, prima ancora che fuori, ciò che dà ordine e quindi educa e quindi..."
ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ c'è scritto nel fumetto sopra la testa di mia figlia. 
Cambio marcia
"ok, imbuor... pensa all'imbuto, hai presente? o meglio, pensa alla spugna: quando la immergi nell'acqua e poi la tiri su...com'è? è imbevuta, no? ecco, pensa alle persone imbevute di cultura...."
"Sfigati" dice il fumetto
Ri-cambio marcia
"Erudior. Beh, dai, questo è italiano. Erudire, ce lo abbiamo anche noi...lo hai già sentito, no?"
No. Che domande.
E così, azzardo
"Il participio passato di erudire. In tre secondi. A partire da ora"
Tre
Si sveglia
Due
Accende il neurone
Uno
"lo so-lo so- lo so... aspetta che lo so... ERODOTTO!!!!" esulta felice
Entra il nipote, con un bicchierino di mousse in mano ed un cucchiaino nell'altra
"Tre secondi pure a te- sennò non mangi: participio passato di erudire"
Tre... due...uno...
"ERUTTO, zia, ERUTTOOOOOOOO"
Capite perchè mi dò al blog?

MOUSSE AI TRE CIOCCOLATI E PISTACCHIO- IN TRE VERSIONI


Dessert a quattro mani, della Dani e mie, preparato col cioccolato Lindt, sulla scia dell'entusiasmo per uno dei primi acquisti dell'anno, una volta realizzato che non era solo per sbavarci su che era stato comprato. E così, ci siamo lanciate con una variazione della solita mousse ai tre cioccolati che qui proponiamo in tre versioni: quella originale, di Felder, quella "da porca figura" e quella veloce, da 5 minuti o poco più. Neanche a dirlo, trattandosi di classica ricetta da RinnUovo, l'abbiamo pure rigirata per le (St)Renne- quando si dice "il riciclo nel riciclo". Trattasi di post chilometrico, per cui mettetevi comodi che cominciamo. 

PRIMA VERSIONE: FELDER DIXIT

lindt

Ingredienti

per 6 bicchierini
  • 2 fogli di colla di pesce
  • 90 g di cioccolato fondente Lindt al 70%
  • 90 g. di cioccolato al latte
  • 90 g di cioccolato bianco
  • 40 g di pasta di pistacchio
  • 100 ml di latte
  • 3 tuorli d'uovo
  • 30 g di zucchero
  • 500 g di panna montata

Preparazione

Preparare la crema inglese: montare i tuorli con lo zucchero, fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Versarvi il latte e la panna liquida, portati ad ebollizione, mescolare e mettere sul fuoco, a fiamma bassa, fino alla temperatura di 82 gradi. Se non avete il termometro, la crema è pronta quando “vela” il cucchiaio: l'essenziale è non farla mai bollire.
Prendete i due fogli di colla di pesce, strizzateli bene e mettetene uno nel recipiente che contiene il cioccolato bianco, l'altro in quello che contiene la pasta pistacchio.
Suddividere in 4 parti la crema inglese e incorporare ciasciuna ai tre cioccolati e alla pasta di pistacchio, mescolando bene ogni volta, in modo da ottenere 4 composti lisci e lucidi.
Aggiungere 125 g di panna montata a ciascuna crema, incorporando con una spatola e facendo attenzione a che non smonti.
Riempire sei bicchierini da dessert, cominciando dalla mousse al cioccolato nero e proseguendo con quelle al cioccolato al latte e al cioccolato bianco. In ultimo, la pasta al pistacchio. A mano a mano che preparate gli strati, scuotete il bicchierino contro il palmo della mano, per evitare la formazione di bolle d'aria.
Tenere in frigo per almeno due ore.

SECONDA VERSIONE : LA "PORCA FIGURA"


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per  la pasta biscotto
  • 4 uova non separate
  • 120 g di farina
  • 140 g di zucchero
  • 40 g di burro fuso
per le mousse ai tre cioccolati e al pistacchio seguire la ricetta precedente (bicchieri ai 3 cioccolati con crema al pistacchio).

Preparazione

Per la pasta biscotto
Accendete il forno a 220 gradi (210 se in modalità ventilata). In una bastardella mettete le uova e lo zucchero e, con le fruste elettriche, inizate a montare. Dopo circa cinque minuti, proseguite l'operazione a bagno maria, fino a quando le uova non triplicano di volume e diventano bianche e spumose. Togliete dal fuoco e aggiungete la farina, incorporandola con una spatola. In ultimo, il burro fuso tiepidoPrendete una teglia da biscotti e rivestitela con un foglio di carta da forno.
Versate il composto per il biscuit sulla teglia e, con l'aiuto di una spatola, lavorando delicatamente perchè non si smonti, stendetelo per tutto il perimetro della teglia.Infornate per 4 minutAppena sfornato. copritelo con un canovaccio pulito e rovesciatelo sul piano di lavoro, in modo che la parte coperta dalla carta da forno resti sopra. Togliete delicatamente la carta da forno, eventualmente bagnandola con una spugnetta umida per staccarla meglio.
Prendete il piatto da portata e ricopritelo con un foglio di carta da forno, in modo che sbordi di circa 5 cm da due lati opposti. Tagiate a metà questo foglio e disponetelo di nuovo sul piatto da portata, leggermente sovrapposto. Questo trucco serve per evitare di sporcare il piatto.
Con un anello da pasticceria, ritagliate un cerchio della misura esatta del diametro dell'anello, a seconda di quanto volete che il dolce sia grande. Dopodichè, preparate le mousse, secondo le ricette indicate.
Assemblaggio del dolce
Riposizionare l'anello da particceria, facendolo aderire bene alla base di biscuit.
Versare la mousse al cioccolato e livellarne bene la superficie con una spatola. Mettere in frigo per circa mezz'ora: dopodichè, procedere con i restanti composti, facendo riposare la torta in frigo per circa mezz'ora, fra un'operazione e l'altra.
Una volta completato l'assemblaggio del dolce, lasciarlo in frigo fino a pochi minuti prima di servire, togliendo l'anello solo prima di portarlo in tavola.
Si può decorare con cioccolato a scaglie, pistacchi tritati o lamponi freschi.


TERZA VERSIONE: RARAVIS ARRANGIAVIT

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Ovvero, la mousse più veloce del West
100 g di cioccolato bianco
100 g di cioccolato al latte
100 g di cioccolato fondente
300 g di panna liquida
3 albumi
3 cucchiai di zucchero

Praticamente:
Si fa fondere prima il cioccolato fondente.
Nel frattempo, si prepara una meringa italiana, con un albume e un cucchiaio di zucchero e si montano 100 ml di panna.
Dopodichè, si lascia raffreddare il cioccolato  (via dal bagnomaria, metterlo in una terrina e spatolare velocemente) e gli si incorpora prima la panna montata e poi l'albume, facendo attenzione a non farlo smontare. 
Si mette il composto in una tasca da pasticcere, si riempie il fondo di sei bicchierini e li si mette in frigo per un quarto d'ora/ mezz'ora.
si procede così per tutti gli altri, fino alla fine. 
Per la mousse al pistacchio, basta aggiungere un po' di panna montata. Si tengono in frigo fino al momento di servire.
.... e con questa, passiamo il testimone agli Assaggi...
Buona settimana
Ale




lunedì 21 marzo 2011

Il giardino in tavola(anche Zen) e le (S)trenne del RinnUovo

Di Daniela
Scroll down for English version

RinnUoviamoci logo

Allora, per potervi chiarire definitivamente come funziona questa banda di matti associati per le (s)trenne, voglio dirvi soltanto che al momento in cui sto scrivendo questo post, cioè domenica 20 marzo 2011, ancora non siamo stati capaci di decidere il nome di questa tornata di godurie mangerecce: si sa solo l'ingrediente principale, il cioccolato (per aiutarvi e aiutarci a smaltire quello delle uova di cui tra poco, a fine aprile, ci troveremo pieni, creando qualcosa di sfizioso, semplice e piacevole con la stagione calda incombente!) e che lo presenteremo, per 5 settimane, un giorno della settimana per uno, a partire da oggi e cominciando da noi. Ma questa titubanza nella scelta non è dovuta affatto, come si potrebbe pensare, ad una carenza di comunicazione bensì da un motivo opposto: all'eccesso di parole! Vi ha già spiegato Ale che parliamo tra noi attraverso facebook, per semplificare il concetto di comunicazione veloce e collettiva, anche diretta, nel caso ci si trovi tutti combinazione on line. Ma, e qui sta il punto, mentre partiamo animati dalle più severe intenzioni nell'affrontare uno specifico argomento, dopo un paio di risposte rapide...OPLA' si parte per la tangente, deragliando in un mondo parallelo fatto di racconti, consigli, sfoghi, chiacchiere, condivisioni e risate!!! E non c'è verso di riportare tutti questi strani individui al dunque....
Ergo, io PENSO, che la decisione finale (e qui azzardo un colpo di mano fatto di prepotenza) sia per le (s)trenne del "rinnUoviamoci" (piaciuto il gioco di parole audace :-)))) !?!) , mentre sicuri sono solo i nostri magnifici 5 e cioè  Stefania, Eli/Fla,  Annalu,  Mapi e noi. Cominciamo allora.....
Giardino in tavola....anche Zen!
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Ci sono molte occasioni in cui è più pratico e senz'altro più semplice servire un dolce al cucchiaio, magari per far da "contorno" ad una torta vera e propria. Può essere utile sia in una occasione importante, come pure per una festa di bimbi, dove è piacevole stupire gli ospiti "microbi" con qualcosa di divertente e goloso insieme. Quest'idea è decisamente adatta allo scopo: è carina, colorata, buona e perchè no, anche nuova e piace a grandi e piccoli. Nasce da un'ispirazione della solita Martha, ed è un semplicissimo budino al cioccolato trasformato in un vasetto di terra con tanto di piantina. E' semplice da realizzare e creare delle aiuole colorate sul tavolo dei dessert può essere un'idea piacevole: da non sottovalutare il fatto che può essere preparato prima e assemblato all'ultimo momento, cosa di non poco interesse nell'organizzare un buffet. Molte sono le varianti possibili : dalla terra "imbiancata" da una neve di frollini e cioccolato bianco, alla scelta delle piantine da "coltivare" nel nostro vasetto, che devono solo essere "biologiche", anche se non si mangiano!
giardino zen
Se poi invece, voleste semplicemente utilizzarlo per una cena tra amici, potreste anche realizzarlo in quest’altra versione che è un’idea originale di Giorgia e mia: sua poi la realizzazione del decoro. Si tratta di un graziosissimo mini “Giardino zen” che devo confessare, in casa nostra nella sua versione “soprammobile” ha un gran successo: ne hanno uno Giorgia e uno mio marito, e entrambi ci sii dedicano ogni mattina per pochi minuti con gioia; addirittura Giorgia ha dato il permesso a Ginevra di “lavorarci” mentre lei è a Milano durante la settimana!
Passiamo dunque alla preparazione del nostro

Il giardino in tavola
Da un'idea di M. Stewart
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* 340 gr di zucchero
* 6 cucchiai di amido di mais
* 3 cucchiai di cacao in polvere
* Un pizzico di sale
* 250 ml di panna
* 250 ml di latte intero
* 2 cucchiaini di estratto puro di vaniglia
* 340 gr di cioccolato fondente della migliore qualità, finemente tritato
* 3 cucchiai di burro, tagliato a pezzi
* 14 biscotti al cioccolato (io ho usato 8 biscotti tipo "gocciole" bianchi (90 gr), 8 cubetti di cioccolato fondente (80 gr) 1 manciatina (15/18) nocciole e 1 cucchiaio di cacao amaro, tutto tritato insieme nel mixer per 20 secondi alla massima velocità, quella intermittente , per capirci)
* 20 rametti di piante commestibili, meglio se fiorite!
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Per il giardino zen abbiamo utilizzato in più:
* una manciata di nocciole tritate finemente per la "sabbia" unite ad
* una cucchiaio di zucchero di canna
* 6 noci tagliate in quarti, per le pietre che delimitano le aiuole
* 50 gr di cioccolato bianco tritato per i sassolini del sentiero
* mezze ovette di cioccolato bianco, nero e al latte per le pietre decorative
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1. Sbattere lo zucchero, l’amido di mais, il cacao e il sale in una casseruola di media grandezza. In un altro contenitore più ampio mescolate la panna, il latte e la vaniglia. Aggiungete ora, mescolando 2 tazze del composto liquido agli ingredienti secchi fino a quando il tutto è completamente sciolto. Aggiungete la restante parte liquida, sempre mescolando, stando attente a non formare grumi.
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2. Mettete la casseruola a fuoco medio. Cuocete, mescolando costantemente, finché il composto non arriva ad ebollizione e si addensa: ci vogliono 7 / 8 minuti. Aggiungere il cioccolato a pezzetti o meglio grattato e fate cuocere per circa 1 minuto, tempo che si fonda completamente. Togliete dal fuoco, mantecare con il burro finché non è sciolto. Dividete budino tra i bicchierini, riempiendoli fino a circa 1 e ½ cm dal bordo. Mettete in frigorifero fino al completo raffreddamento, circa 1 ora; e teneteli al freddo fino al momento di servire.
3. Poco prima di servire, mettete su ciascun bicchierino 1 1 / 2 cucchiaini (io ho messo 1 cucchiaio e mezzo) di composto di biscotti (e cioccolato n.d.R.)
4. “Piantateci” su una piantina a vostra scelta e l’illusione sarà perfetta
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Buon giardinaggio
Dani

PS. Ma assolutamente nulla vi vieta di usare una bella busta di preparato per budino al cioccolato: ma non ditelo a Martha ;-)!


Edible Plants (and a Zen garden)
From an idea by M. Stewart
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We saw this idea on M. Stewart website, and we tried to make it ourselves, for our buffet. But, while we were working, we had another idea to prepare this dessert : We thought to realize, with the same materials, a little Zen Garden! We like the "real" Zen Garden very much, but, we liked this false one too!!!
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Ingredients
Makes 20 three-ounce servings (5 1/2 cups)
* 3/4 pint sugar
* 6 tablespoons cornstarch
* 3 tablespoons cocoa powder
* Pinch of salt
* 2 1/2 cups heavy cream
* 2 1/2 cups whole milk
* 2 teaspoons pure vanilla extract
* 12 ounces best-quality semisweet chocolate, finely chopped
* 3 tablespoons unsalted butter, cut into bits
* 14 chocolate cookies, ground fine
(I used 8 biscuits such as "drops with chocolate" white (90 grams), 8 cubes of dark chocolate (80 grams) 1 small handful (15/18 ) hazelnuts and 1 tablespoon unsweetened cocoa powder, mixed together until finely chopped in a blender for some seconds.)
* 20 sprigs edible, organic flowering herbs

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And for our "zen garden" we used:
* A handful of finely chopped hazelnuts for the "sand", together with
* A tablespoon of brown sugar
* 6 nuts cut into quarters, for the stones that surround the flower beds
* 50 g chopped white chocolate for the pebbles of the path
* half egg white chocolate, black and milk for the decorative stones


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Directions

1. Whisk sugar, cornstarch, cocoa, and salt in a medium pan. Combine cream, milk, and vanilla in a large measuring cup. Whisk 2 cups liquid into dry ingredients until cornstarch is completely dissolved. Whisk in remaining cream mixture until smooth.
2. Place pan over medium heat. Cook, whisking constantly, until mixture comes to a boil and thickens, 7 to 8 minutes. Add chocolate; cook, whisking until melted, about 1 minute. Remove from heat; whisk in butter until melted. Divide pudding between glasses, leaving about 1/2 inch at the top. Refrigerate until completely set, about 1 hour; chill until ready to serve.
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3. Just before serving, top each with 1 1/2 teaspoons crushed cookies, and "plant" an herb sprig. Serve cold.
Have a nice day
Dani

giovedì 3 marzo 2011

Gordon Ramsey- Chocolate Truffle Ravioli

bomboloni con tartufi di cioccolato (Ramsey)


Nell'ultima mia puntata londinese, sono stata lungo incerta se prenotare un tavolo da Ramsey o no. Ho fatto una mappatura di tutti i suoi ristoranti sul territorio, ho comparato menu, ho letto recensioni- e alla fine, ho deciso per il no. La mia paura era un effetto "Mc Gordon", se mi passate il termine, con il rischio di una omologazione da brand che alla fine mi ha fatto desistere. Perchè hai voglia a ripetere, ad ogni intervista e ad ogni prefazione di libro, che "io nasco e resto cuoco": ormai la Ramsey&Co si è trasformata in una specie di multinazionale, con la moglie che sforna testi di cucina come biscotti e l'immagine di lui spalmata su tutti i programmi  del Regno, per non parlar degli U.S.A. E così, alla fine, ho deciso di soprassedere, almeno per questa volta.
Se non che, mentre sperimentavamo una cena a tre metri sopra il cielo da Robuchon, ho confessato al cameriere al nostro tavolo che fino all'ultimo ero stata indecisa e che il suo principale aveva battuto Ramsey proprio sul traguardo. L'assist- lo ammetto- era di quelli da gol sicuro: epperò, anzichè approfittarne vergognosamente, per sputtanare il collega del capo, il cameriere si è illuminato tutto e ha replicato che Gordon è un fuoriclasse, sul serio. E ha proseguito, come trasfigurato, decantandone le lodi e consigliandomi di farci un salto, la prossima volta. 
Considerato che l'avventura gastronomica è stata tutto un decrescendo, da lì in poi, ho pensato bene di consolarmi comprando l'opera omnia di Ramsey, che sta uscendo in comodi cofanetti del peso di 10 kg l'uno, parzialmente responsabili dei 73 kg del bagaglio al ritorno. Molto avevo già provato (e qui, parentesi di sfogo personale: ma perchè bisogna mettere sempre la foto e sempre la foto figa? in questo modo, è più quello che si perde, sul blog, che non quello che si dà- chiusa parentesi); e molto penso di provare perchè, come ho già detto, la sua è una cucina che mi piace: di sostanza- e con un tocco di fantasia, senza strafare, tanto per mettere la firma dell'artista- e cicca-cicca se voi siete comuni mortali e io no. 
Prova ne sono questi meravigliosi bomboloni, la cui peculiarità è avere un tartufo al cioccolato come ripieno. La cosa più interessante è che a fare i tartufi ci si impiega meno che a preparare la crema pasticcera e si evitano tutte le acrobazie per riempirli da caldi- o meglio: roventi. Il risultato è la solita porcata carnacialesca, ma questa volta di classe- e scusate se è poco....

CHOCOLATE TRUFFLE RAVIOLI
da G. Ramsey, Chef's Secrets


bomboloni con tartufi di cioccolato (Ramsey)

per 20. 24 pezzi
per la ganache al cioccolato
80 g di cioccolato fondente*
40 g di burro
3 cucchiai di panna


* propriamente, non è una ganache, per via del burro. Però, 1)sto traducendo in simultanea, che sembro la Canalis (ravioli= ravioli) 2) Gordon dixit- e va bene così. 
La percentuale di cacao, invece, è importante: l'originale dice 80%. Io ho usato un 74%, ma per i nostri gusti- non siamo pazzi per il cioccolato puro- è eccessiva. Fate voi. 

per l'impasto della brioche
10 g di lievito di birra fresco o 2 cucchiaini di lievito secco
150 ml di latte tiepido
25 g di zucchero più quello che serve per spolverizzare i bomboloni
400 g di farina**
2 cucchiaini di sale fino
40 g di burro
2 uova medie, leggermente sbattute
olio per friggere

** lui dice "strong plain flour"- vale a dire la Manitoba. Io di solito uso un mix, metà manitoba e metà farina 00. 

Procedimento
1. fate prima la ganache. Spezzettate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria insieme al burro e alla panna. Quando è sciolto, mescolare bene e lasciar raffreddare. Dopodichè, mettere in frigo a solidificare

2. Con lo scavino per il melone*, ricavate 24 palline dalla ganache e tenetele in frigo fino al momento dell'uso
* altrimenti, usate un cucchiaino da tè e date voi la forma con le mani. Io ho fatto così (possiedo almeno 3 scavini per melone, ne avessi trovato mezzo...)

3. Preparate l'impasto: fate sciogliere il lievito nel latte tiepido con un cucchiaino zucchero e lasciate riposare, fino a quando non inizia a crescere e a fare le bolle.

4. Setacciare le farine e il sale e unirvi il burro a pezzetti, incorporandolo come per la frolla, con la punta delle dita. Ovviamente, essendo poco, non otterrete un impasto compatto, ma solo una farina con tante briciole. Aggiungete lo zucchero e fate la fontana: versatevi le uova, sgusciate in un piatto e "rotte" con una forchetta , il latte addizionato con il lievito e impastate il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed elastico. 
Potete anche usare un'impastatrice o un robot da cucina: io ho usato il Ken, ho messo tutti gli ingredenti nell'ordine indicato e ho impastato fino all'incordatura.

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5. mettete l'impasto in una terrina infarinata, coprite con un canovaccio pulito, trasferite in un luogo lontano da spifferi (perfetto il forno spento) e lasciate lievitare fino al raddoppio. (due ore circa)

6. Spolverizzate di farina il piano da lavoro, rovesciatevi l'impasto lievitato e riprendete ad impastarlo, per pochi minuti. Non servono pieghe o particolari accorgimenti: basta solo che lo rendiate nuovamente elastico. Stendetelo con un mattarello allo spessore di mezzo cm e con un tagliapasta ricavate tanti tondi, reimpastando i ritagli fino ad esaurimento della pasta. 

Collage di Picnik


7. Su metà dei tondi, mettete un tartufo al cioccolato, poi coprite con l'altra metà, schiacciando con le dita lungo i bordi, per sigillare. siccome ero praticolarmente ispirata, una volta conclusa l'operazione ho di nuovo rimodellato i bomboloni, tagliando via i bordi in eccesso, con lo stesso tagliabiscotti usato in precedenza.

8. Ramsey dice di far riposare in frigo per 15 minuti. Io non ho proprio letto questo passaggio (si vede che ero stremata, dallo straordinario del punto 7) e li ho lasciati riposare per una mezzoretta a temperatura ambiente: sono semplicemente lievitati ancora un po', cosa che in frigo non sarebbe successa. 

9. In una padella alta, scaldate abbondante olio per friggere (fate voi: da noi, questa è l'unica volta in cui non friggo con l'EVO, perchè nelle fritture profonde a mia figlia dà fastidio il sapore. Quindi, uso un olio di semi di girasole, il migliore che trovo). Appena l'olio va a temperatura, immegretevi 4 o 5 bomboloni per volta e friggeteli due minuti per parte. La temperatura dell'olio dovrebbe rimanere sui 180 gradi, per cui se avete una friggitrice siete a posto. Se no, togliete la padella dal fornello, lasciate raffreddare un po' e poi riprendete la frittura. 

10. A mano a mano che i bomboloni sono pronti, scolateli con una schiumarola direttamente su un piatto ricoperto di carta assorbente da cucina e, appena sono tiepidi, metteteli in un sacchetto per alimenti, dove avrete versato tre o quattro cucchiai di zucchero semolato. Scuotete bene il sacchetto, in modo che i bomboloni si cospargano bene di zucchero da ogni lato e serviteli subito, quando sono ancora caldi.
ciao 
ale

giovedì 25 febbraio 2010

cheese cake al cioccolato e lamponi

cheesecake cioccolato lamponi

Bollettino medico di giovedì 25 febbraio, ore 08.30. La paziente sclera. Ormai vivo in infradito rosa, stile Madama Butterfly al bagno, ma il fil di fumo che si leva proviene dal cotechino con cui termina la mia gamba sinistra, a mollo da un quarto d'ora senza che stia succedendo niente. Mi prendo ancora 24 ore, poi dichiaro la resa e vado al Pronto Soccorso. Se per frattura del dito o ustione del piede ancora non si sa, ma è certo che ci andrò.
Spero solo di non incontrarci mio padre, come è successo qualche anno fa, quando ci siamo ritrovati lì, io per un dito, lui per un polso, l'uno all'insaputa dell'altro. Io mi ero fatta cadere la serracinesca della porta di un negozio giusto a metà del dito medio (particolare superfluo: c'era una probabilità su 5, ma, tanto per cambiare, è toccata a me) ma, naturalmente, ero andata a lavorare, specializzandomi questa volta in guida con una mano sola e cambio col polso. Solo che non avevo fatto i conti con gli alunni che confermarono anche in quell'occasione, il sincero attaccamento per la loro professoressa, in un crescendo di dolore ce andava dall'"uuuhhhh prof che schifo, è tutto gonfio!" al " ad un mio amico glielo hanno dovuto tagliare", fino all'apice della loro preoccupazione: " prof, vada a casa, che non può mica reggerle, due ore con noi , in quelle condizioni!". Quando ho detto che allora, sì, se insistevano così tanto, sarei corsa subito a farmi visitare, ho capito di averli fatti davvero felici. c'era addirittura chis altava sulla sedia e quando passai ad avvisare la classe successiva che niente saggio, la professoressa va dal medico, ci fu nientemeno che un boato.
E così, col cuore gonfio di commozione, me ne sono andata a San Martino. E mentre ero lì che aspettavo il mio turno, vedo spuntare dal fondo del corridoio mio papà.

cheesecake cioccolato lamponi

Ora, io so di essere persona amabile. E so anche di essere persona dal buon carattere, paziente e remissiva, con la sola colpa di essere finita in una società che non ha i mezzi per riconoscere così tante virtù, e per giunta concentrate tutte in una sola persona. Ma che, nel giro di sì poche ore, mi fosse toccato in sorte di toccare con mano da quanto amore fossi circondata, questo no, non lo avrei mai immaginato. Prima gli alunni, e ora mio papà. Il quale, per altro, doveva essere stato mosso dal sesto senso paterno, visto che avevo preferito affrontare questa dura prova da sola, senza avvisare nessuno- e lui meno che mai. E così, gli sono andata incontro col dito teso, abbracciandolo e baciandolo ed esprimendogli tutta la mia gratitudine per essere venuto a sostenermi nel momento del bisogno.
Avete presente quando uno si trova suo malgrado nel bel mezzo di una situazione in cui non sa dire come diavolo ci sia finito dentro e non si raccapezza più? Ecco, moltiplicatela per mille e quella era l'espressione di mio padre, quando mi ha visto al Pronto Soccorso. E, anzichè rispondere ai miei slanci, dicendomi che sì, era corso subito al mio capezzale, mi ha guardato con aria interrogativa e mi ha detto: "belin, ma cosa ci fai tu qui?"
Per farla breve, aveva combinato qualcosa con la barca ( qualsiasi cosa succeda a mio padre, c'è di mezzo la barca) e quindi era venuto a farsi controllare il polso.
La fatica più grande l'abbiamo fatta con i medici, quando abbiamo dovuto convincerli che eravamo lì per caso e no, non avevamo avuto nessun incidente insieme, e no, non stavamo nascondendo niente all'assicurazione e sì, c'erano testimoni, sia da una parte che dall'altra, che avevano assistito ai fatti. Il tutto, ovviamente, senza ridere....


CHEESECALE AL CIOCCOLATO E AI LAMPONI


cheesecake cioccolato lamponi

Premessa: rispetto alle dosi tradizionali di colla di pesce, io ne uso molto meno. Evito l'effetto mappazza, la cheesecake si scioglie in bocca e mantiene una morbidezza eccellente. L'unica controindicazione è che, nelle preparazioni bicolori, la fetta resta un po' troppo traballante: il che non danneggia il palato e neppure la vista, ma la foto sì, perchè non regge spostamenti e tempi di posa. Quindi, fate voi: o salvate l'aspetto, aggiungendo più gelatina, o salvate il gusto

stampo a cerniera 20-22 cm di diametro

120 g di wafer al cioccolato
60 g di burro fuso

250 g di philadelphia
250 ml di panna
100 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero
14 g. di colla di pesce (potete aumentare fino a 18)
100 g di lamponi

ungere bene lo stampo a cerniera e foderare il fondo con carta da forno. Far sciogliere il burro, polverizzare i biscotti col mixer, mischiarli al burro fuso e rivestire il fondo e i bordi *della tortiera con questo composto, livellando bene.
* Fino a metà del bordo, non tutto
Mettere in frigo per mezz'ora
Nel frattempo, ammollare metà della gelatina in acqua fredda e far sciogliere il cioccolato a bagno maria
Montare con le fruste il formaggio con lo zucchero e dividere il composto in due; in uno, aggingere il cioccolato fuso, mescolando bene.
Scaldare poca panna in un pentolino e, quando è quasi al punto di evollizione, toglierla dal fuoco e sciogliervi metà della dose di colla di pesce, mescolando con un cucchiaio di legno fino a che non si sentono più filamenti o grumi. A questo punto, versare un cucchiaio del composto di formaggio e cioccolato nel pentolino e incorporatelo alla panna liquida; quando è beme amalgamato, precedete con un altro cucchiaio e con un altro ancora, per scongiurare lo choc termico. A quel punto, potete riunire i due composti. Montate metà della panna e incorporatela al composto di cioccolato. Versatelo nello stampo a cerniera, all'altezza del bordo di biscotti, e livellate bene. Mettete in frigo per circa un'ora.
Dopodichè, fate lo stesso con il composto bianco: versatelo nella tortiera sopra lo strato di cioccolato e immergetevi i lamponi, tenendone da parte qualcuno per la decorazione. Devono proprio finire dentro lo strato bianco Far riposare in frigo per almeno tre ore e comunque fino al momento di servire.
Decorate con lamponi e/o scaglie di cioccolato o zucchero a velo o foglioline di menta
Buon Appetito
Alessandra


martedì 26 gennaio 2010

Il Tucul di cioccolato: Buon compleanno Gaietta!

Di Daniela
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Quando ci sono compleanni di piccoletti in vista, o qualche festività adatta a loro, alle feste e occasioni di gioco, cerchiamo sempre qualcosa di carino e semplice che possa piacere, come gusto, e farli sorridere per l'originalità della torta preparata. Con le mie figlie mi sono sbizzarrita in tutti i modi possibili e mmaginabili, ho creato torte buffe, colorate, strane o semplicemente un po' diverse dal solito: loro hanno apprezzato i miei sforzi, non sempre coronati da un successo assoluto, e hanno riso con me anche di quelle torte che nella mia immaginazione dovevano risultare splendide e che nella realtà erano stentatamente guardabili....
Questa volta, per la mia piccoletta ho pensato ad una forma semplicissima: quella di un tucul africano, composto di tante deliziose dolcezze semplicemente da assemblare...

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TUCUL DI CIOCCOLATO

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Ingredienti per due tucul
  • 1 confezione di prodotto per budino al cioccolato
  • 1/2 litro di latte
  • 1 confezione di lingue di gatto (ma potrete utilizzare qualunque biscottino vi suggerisca la fantasia)
  • 2 confezioni di "mikado" latte o fondente come preferite
  • qualche cucchiaiata di zucchero di canna (o di farina di nocciole, o di mandorle o di noci ecc)
  • 20 gr di burro

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L'esecuzione è estremamente semplice. Preparate, seguendo le istruzioni sulla confezione, un budino al cioccolato. Appena pronto, mettetelo a raffreddare in due stampi unti con il burro e cosparsi di zucchero, che abbiano una forma cilindrica e siano alti più o meno come le lingue di gatto. Una volta freddi, rovesciate i due cilindri su un piatto di portata dove avrete sparso qualche cucchiaiata di zucchero di canna (o di farina di mandorle, o di nocciole, o di cacao, insomma ciò che preferite o che avete sottomano) per simulare la sabbia del deserto. Appoggiate intorno ai budini le lingue di gatto, che simuleranno la paglia delle pareti, e poi con i micado, leggermente intrecciati in alto, preparate e posizionate il tetto del vostro tucul. Se vi semplifica l'operazione, potreste legare i mikado all'estremità con un giro di rafia o di spago da cucina, o come ho fatto io, appoggiarli su un pezzetto di biscotto bagnandoli con la cioccolata fusa.
Visto? facilissimo e carino.....
Buon appetito a voi e buon compleanno alla mia Microbina!
Dani

English version

When there are birthdays of children in sight, or any holiday for them, we always try something nice and simple to please their taste, and make them smile for the originality of the cake prepared. With my daughters, I have created cakes funny, colorful, bizarre, or just a little 'different: they appreciated my efforts, not always crowned with absolute success, and laughed with me of those cakes that had to be beautiful in my imagination and that in reality were painfully watchable. This time, for my little one I thought of a simple form: an African chocolate tucul, consisting of many delicious sweets simple to assemble

CHOCOLATE TUCUL (hut)
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1 box of product for chocolate pudding
1 box of cat language (but you can use any cookie to suggest the fantasy )
2 packages of "Mikado" milk or dark chocolate as you prefer
few tablespoons of sugar cane
20 g butter
1 pair of strands of raffia or kitchen twine

The preparation is extremely simple. Prepared by following the instructions on the package, a chocolate pudding. Once ready, put it to cool in two molds greased with butter and sprinkled with sugar, which has a cylindrical shape and are high, more or less like the languages of the cat. Once cool, put down the two cylinders on a platter where you shed a few tablespoons of brown sugar (or flour and almonds, or walnuts, or cocoa, in other words what you like or have on hand) to simulate the desert sand. Place the cat languages around puddings, to simulate the straw walls, and then with the mikado, slightly twisted up, prepare and place on your tukuls the roof. To simplify the operation, you could tie the mikado end with a tour of raffia or kitchen twine.
Easy and cute .....
Bon appetit to you and happy birthday to my youngest one!
Dani

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