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Visualizzazione post con etichetta asparagi. Mostra tutti i post
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mercoledì 8 maggio 2013

Crostata di asparagi e formaggio e Involtini di asparagi di Delia Smith

Di Daniela

asparagus and cheese tart

Certo, la stagione è quella giusta per i picnic.... in teoria, perchè , sempre in teoria, le giornate iniziano ad allungarsi, il sole ad essere più caldo e la voglia di stare all'aria aperta comincia a farsi sentire.... Continuo a ripetere in teoria perchè, nella realtà, si fa un po' fatica ad adattarsi a questa tradizionale idea di primavera. Ora come ora si alternano, con implacabile monotonia, una o due giornate di bel tempo, a volte addirittura  splendido, due nuvolose e almeno una di pioggia e, a conti fatti, quest'ultima parte tocca quasi sempre ai weekend. In pratica ti illudi durante durante la settimana, di poter organizzare qualcosa fuori casa con gli amici, fosse anche semplicemente in giardino, ma con la fastidiosa certezza che durante il fine settimana dovrai startene tappata in casa.
La cosa ha svariati aspetti negativi, dall'umore sotto i tacchi, alle grandi manovre di riordino rimandate ad oltranza  (e qui, vilmente, non mi sento di soffrire troppo :-)), al ritardo nel mio hobby-lavoro in giardino e al fastidio di pensare che dovremo rinunciare al piacere delle temperature moderate primaverili, per passare direttamente alle estive....
fiore
Però, non demordo e continuo a pensare ricette e piccoli piaceri da gustare all'aperto, quando finalmente potremo farlo tranquillamente: il piatto di oggi è proprio uno dei frutti di queste amene riflessioni, pensato da Delia Smith proprio per i picnic. Dal momento che è il momento degli asparagi ho pensato di abbinare alla crostata salata anche un contorno sfiziosissimo, gustoso e croccante. Guardate un po' se vi piace l'idea. Certo non è dieteticissimo e quindi non si accorda con il concetto di vitino di ...ape, 

vitino di ...ape

ma è un piatto unico ottimo se accompagnato da una bella insalata fresca ...

Asparagus and cheese tart
Delia Smith, Complete illustrated cookery course.

asparagus and cheese tart

Ingredienti per 4/6 persone
per il ripieno
350 gr di asparagi
40 gr di ceddar ( o gruviera) grattugiato
1 cucchiaio raso di parmigiano reggiano
2 uova grandi
275 ml di panna fresca
sale e pepe appena grattugiato
per la pasta  ( io ho preparato una dose doppia di pasta perchè la base mi piace un po' più spessa)
110 gr di farina
40 gr di parmigino (grattugiato)
un pizzico di sale
50 gr margarina
acqua fredda

asparagi d Delia

Come vi dicevo io ho fatto doppio quantitativo di pasta perchè mi piace un po più spessa. Con quella che mi è avanzata ho preparato del "sfoglie" di pasta cotta in forno a 200° per 5 minuti, da usare come pane... Tipo pane azzimo: squisito!.
Ho preparato una teglia da 22 cm e 5 tortine monodose. Penso  che le dosi indicate siano sufficienti per una tortiera da 24/26 cm.
Preparate la pasta : mescolate tutti gli ingredienti, aggiungendo un cucchiaio o due di acqua freddissima se necessario,  fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Avvolgetela poi nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti almeno. 
Preriscaldate il forno a 180° . Trascorso il tempo stendete la pasta con il mattarello e foderate l'interno della teglia . Bucherellate il fondo e mettete la teglia in forno per 20 minuti. Tiratela fuori, pennellatela leggermente con un po' di uovo sbattuto ( sottratto alle due uova utilizzate per il ripieno) e rimettetela in forno per 5 minuti.
asparagus and cheese tart

Intanto preparate gli asparagi: lavateli, tagliateli in pezzi di circa 4 cm e cuoceteli al vapore fino a farli diventare morbidi, ma non tropo cotti (Delia dice di metterli per 5 minuti sopra l'acqua bollente). Una volta cotta la base disponeteci sopra gli asparagi e spolverateli con il ceddar (o il gruviera) grattugiato Mescolate le uova sbattute con la panna, aggiungete il sale e il pepe e rovesciatele sugli asparagi: mettete sopra il parmigiano e infornate il tutto per 30/35 minuti (per Delia 40 min.), o finché il ripieno non diventa di un bel colore dorato e ben gonfio. Sulle tortine ho spolverizzato, prima di metterle in forno, della paprica dolce. Mi  è piaciuto il tocco di sapore in più...
Questa torta è eccellente mangiata sia fredda che calda.

Asparagus under wrap
da Delia’s Summer Collection.
asparagus under wraps

Ingredienti
12 asparagi
175 gr fi fontina o gruviera
12 fette d prosciutto crudo dolce (circa 150 gr)
Sale (non serve in realtà: i formaggi e il prosciutto sono sufficienti)

asparagus under wraps

Le dosi che ho riportate sono per 4 persone: usandoli come accompagnamento alla torta ho preparato solo 2 involtini a testa
Per preparare gli asparagi: togliete la parte bianca e legnosa da ogni asparago lavateli e cuoceteli a vapore finché non diventano teneri (Delia suggerisce 5 o 6 minuti su acqua bollente) , ma non troppo cotti. Tagliate a fettine sottili la fontina o il gruviera o grattugiate il parmigiano
Ora mettete le fette di prosciutto di Parma su un tagliere, disponete su ogni fetta due fettine di gruviera o fontina e del parmigiano grattugiato (Delia proponeva o parmigiano , io ho preferito e parmigiano) . Mettete un asparago ad una estremità del prosciutto ed arrotolatelo bene.
Il bello di questa ricetta è che potete prepararla con largo anticipo e poi, subito prima di servire i roolini, basta metterli in una teglia nel forno già caldo a 200°C e lasciarli dentro per 5 minuti o finché non comincia a sciogliersi il formaggio. Serviteli caldi.

Buona giornata a tutti
Dani

sabato 26 maggio 2012

MTC- Budino di asparagi con salsa alle spugnole e fiori di timo di sandra

Sgombriamo subito il campo da pericolosi equivoci: il vero furto che la Francia ha commesso ai nostri danni non è la Giocondà (alla quale ormai ci siamo rassegnati), nè la Carlà (alla quale, ormai, si dovranno rassegnare), bensi, m.me Sandrà Vacchì da Bolognà, che per arcane e per noi incomprensibili ragioni ha varcato l'odiosa frontiera, fnendo per deliziare i sensi dei nostri cugini e non quelli dei suoi compatrioti. Se ancora non la conosceste, l'invito è quello di farsi un giro sul forum che modera, assieme ad altre amiche: fatelo da sedute, con qualche mezz'ora di tempo libero davanti, armate di carta e penna o copiaincolla, perchè sarà impossibile non farsi prendere dall'entusiasmo per le meraviglie che troverete e dalla foga del "questo lo faccio anch'io". Esattamente come capita ogni volta che Sandra si affaccia all'MTC, regalandoci qualcuna delle sue ricette. Lo ha fatto anche questo mese, con due budini che sono un trionfo dei profumi e dei sapori della sua Provenza in questa stagione, presentati oltretutto con quell'eleganza che, da sempre, è un altro dei suoi marchi di fabbrica. Il primo è a base di asparagi verdi, esaltati da una salsa di spugnole, il secondo è preparato con i carciofi bretoni e la salsa mousseline, in versione salata. Il filo conduttore è costituito, per entrambi, dai fiori di timo, delizia per il palato e per gli occhi, a suggello di un "sabato di emmtichallenge" da stampare, nella memoria e anche nel proprio archivio :-)
Alle 17.00, il flan di carciofi.

 Budino di asparagi con salsa alle spugnole e fiori di timo
di Sandra Vacchi


mercoledì 4 maggio 2011

Chowder agli Asparagi e l'invasione delle formiche

chowder agli asparagi


belin-belin-belin-belin e belin.
Tanto per cominciare.
E poi, se volete, vado avanti.
Anche perchè è dalle sei di stamattina che dò il peggio di me, sterminando formiche con le più potenti armi chimiche a disposizione nell'arsenale della cucina (ho scelto tutto quello che spruzza e su cui c'è scritto "universale": ha un che di apocalittico, che non guasta)- e sono assolutamente fuori di me. 
Ho formiche dappertutto e mi deve essere anche capitato il ramo imparentato con la Fenice, perchè più le stermino, più si moltiplicano: Ercole, con l'Idra, ha fatto meno fatica. Quanto meno, era più credibile nel suo ruolo, con il costume da semidio e il torace da tartaruga. Io sto in pigiama a quadrettini e crock rosse (ultimo acquisto ospedaliero: le ho prese intonate alla borsa- tailleur blu, filo di perle, borsa rossa e ciabatte in tinta e vi assicuro che la mia porca figura l'ho fatta anche in quell'occasione... non c'è stato uno che non mi abbia additata) e quel che è peggio, 'ste bastarde non mi danno la minima soddisfazione. 
Lo so che dovrei usare il borotalco: ma l'ultima volta che è successo, abbiamo mangiato  acido borico al mentolo per una stagione intera, indipendentemente da quello che c'era nei piatti.
E così, me la prendo con il solito qualcuno. Che non sono io, che ho lasciato il lavandino appiccicoso, dopo un raid notturno a base di fette biscottate e marmellata. Ma sono, a scelta

1. le piante che mi ha regalato la suocera. Lo so che la risposta più plausibile sarebbe l'Amazzonia che ho sul poggiolo della cucina, visto che son riuscita a comprare tutte le erbe aromatiche che vi possano venire in mente, e le ho già affogate in una specie di diluvio universale, per cui secondo me fra poco avremo anche la zanzara tigre; e so anche che le piante della suocera stanno sul balcone all'estremità opposta della cucina, per cui è altamente improbabile che da laggiù, 'ste bastarde, siano arrivate fin qua, in stile esodo nel parquet. Però,le MIE piantine non hanno responsabilità, a priori. Quindi, non essendoci altra traccia di verde, in casa mia, è evidente che le colpevoli debbano per forza essere quelle.

2. gli architetti e gli arredatori degli Anni 70, colpevoli del massacro dei "lavelli di marmo", una delle trovate più geniali dell'umanità, presenti in tutte le case genovesi fino a quando il genio malsano di una generazione votata alla modernità a tutti i costi li ha mandati in pensione, per far spazio ai lavandini in acciaio.  Io li odio. Odio la patina di calcare che tempo due giorni ci si deposita sopra, odio i detersivi con cui devo pulirli e odio-odio-odio le strisce di silicone con cui vanno fissati al muro e tutto lo schifo che si annida lì sotto. Passo metà del tempo che dedico alle pulizie della cucina a strofinare 'sto cavolo di lavello e basta un niente per ricominciare daccapo. In più, se fai tanto di dimenticarti una briciolina, una goccina, una minima traccia di cibo-attira-formiche,  tranquilla che il giorno dopo te le ritrovi lì, a banchettare felici, che come si mangia dai Mc Iron's non si mangia da nessuna parte.

3. la scellerata decisione di dividere il giorno in 24 ore, quando sappiamo tutti benissimo che noi donne avremmo bisogno almeno del doppio del tempo. Perchè se arrivi alle otto di sera e hai ancora una lista di cose da fare che inizia e non finisce, com'è che puoi dedicarti alla pulitura di tutti gli interstizi della cucina? E poi chi glielo spiega, al marito-alla creatura-al capo che la cena-i jeans-le pratiche non son pronte, però c'ho un lavandino che brilla? A maggior ragione considerato che quando mi prende l'ispirazione, io le vado dietro- e magari produco pure qualcosa di minimamente decente, come questa

 
CHOWDER AGLI ASPARAGI BIANCHI
così fuscion che più fuscion non si può

asparagi bassano

Dicesi "chowder" una delle robe più sublimi dell'universo mondo, a base di panna, pancetta, patate e, solitamente, frutti di mare, di cui si parlò, a tempo debito, in questo post. Allora si trattava della ricetta tradizionale, quella a base di vongole, mentre oggi c'è una proposta più personale, che suggella l'incontro fra due dei molti ingredienti a cui non so resistere- la chowder da un lato e gli asparagi dall'altro. L'ispirazione viene da qui ma va da sè che, sostituendo i broccoli, abbia dovuto stravolgere quasi completamente la ricetta, per adattarla ai meravigliosi asparagi bianchi di Bassano che vedete qui sopra. Noi l'abbiamo preparata per pranzo, ma è la cena la sua collocazione più adatta-  e se è cena "di un certo livello" ancora di più. Facile, rapida, buona, originale: what else?

Ingredienti per 4 persone
1 mazzo di asparagi bianchi di Bassano
1 scalogno medio
1 patata grossa o due piccole
100 g di pancetta 
200 ml di latte
100 ml di panna (facoltativo)
olio EVO
sale e pepe

Pulire bene gli asparagi, raschiando le parti legnose e togliendo via i gambi e tagliarli a tocchetti di circa 2 cm l'uno.
Sbucciare le patate, lavarle bene, asciugarle e tagliarle a tocchettini.
Mondare lo scalogno e tritarlo fine, col coltello.
Far scaldare due o tre cucchiai di olio EVO in una casseruola e farvi insaporire lo scalogno; aggiungere poi le patate e gli asparagi, salare, e far insaporire per qualche minuto, a fiamma media, sempre mescolando. Coprire a filo con acqua o brodo vegetale e portare a cottura a fiamma bassa e a recipiente coperto (circa 20 minuti)
Da parte, in una padella senza nessun condimento, fate tostare la pancetta e tenete da parte.
Appena le patate e gli asparagi sono cotti, togliete le punte di questi ultimi (per la decorazione) e frullate il resto, insieme all'acqua di cottura. Dovrete ottenere un composto molto denso.
Passatelo al setaccio, aggiungete la pancetta e rimettete sul fuoco, allungando con latte e panna
(qui, potete scegliere: o solo latte, o tutti e due, o anche solo panna, a seconda dei vostri gusti e dello stato del vostro colesterolo).
Aggiustate di sale e pepe e portate quasi ad ebollizione, con l'avvertenza di spegnere il fuoco prima che prenda bollore.
Servire calda, con crostini di pan brioche.

chowder agli asparagi


L'aneto in foto è altamente decorativo- però, ci può stare.la pancetta e lo scalogno  fanno il loro dovere, equilibrando bene i sapori, ma se vi viene in mente un'erba o una spezia che possa contrastare il dolce dell'asparago senza coprirlo, usatela. E magari ditemi pure qual è, visto che a me non viene in mente.
Torno al mio sterminio di massa...
ciao
ale



giovedì 13 maggio 2010

L'Erba del vicino..

di Alessandra

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Questa è tutta vera.
Anzi, per un po' era anche stata uno dei miei cavalli di battaglia, nelle chiacchiere con gli amici, tanto che non escludo che qualcuno possa averne già avuto sentore, visto che mi è già capitato di sentirmela raccontare da terzi: e visto che, ogni volta, mi tocca assumerne la maternità, con annessi e connessi, taglio la testa al toro e la racconto coram populo qui sopra.
Ad essere sinceri, me ne ero completamente dimenticata e, se non fosse stato per la versione di greco della creatura, probabilmente chissà per quanto tempo avrei lasciato l'episodio nei menadri della memoria. Ma quando, ieri pomeriggio, ho letto che Solone voleva che le leggi suscitassero nel popolo la compassione per chi era vittima di ingiustizia, allora mi si è accesa la lampadina e ho recuperato questa storia qui. Che va nella direzione contraria, rispetto alle intenzioni di Solone, purtroppo: ma lascia comunque aperta una speranza, nelle astuzie della sagacia. Come dire, che a confidare nella potenza del nostro intelletto, molto o poco che sia, ci si guadagna sempre...


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Uno dei motivi che hanno accelerato il nostro trasloco nella nuova casa è stata l'impossibile convivenza con i vicini del piano di sopra. Erano una coppia giovane, all'epoca senza figli, nipoti della padrona della palazzina e comproprietari della stessa, che si erano trasferiti grosso modo insieme a noi e con cui, chissà per quale misteriosa ragione, mi era pure venuto in mente che avremmo potuto fare amicizia. Tanto che, nell'elenco delle cose da fare, il "caffè con i vicini" veniva subito dopo il "metter su le tende" e subito prima l'"appendi i quadri dello zio". E- forse- sarebbe andata davvero così se, un sabato mattina, all'alba delle 10.00, mio marito non avesse avuto la malsana idea di metter su un quartetto di Mozart, con danni gravi sul fronte dell'inquinamento acustico e irreparabili su quello dei rapporti di buon vicinato.
"Spengo subito" avevo detto ad una specie di Erinni al Pigiama Party che sbraitava sul pianerottolo, chinando il capo di fronte alla fiumana di focose variazioni sull'unico tema del diritto al riposo, "perchè- sa- NOI lavoriamo. NOI".
Da lì in poi, fu un incubo. Ad ogni squillo di campanello sobbalzavo, certa di trovarmeli di fronte con ogni tipo di accusa (dal Kenwood che faceva troppo rumore ai vasi di fiori messi storti): il clou venne toccato una mattina, alle 7, durante una bufera di vento, quando il marito, in mutande, scese a lamentarsi perchè una nostra tapparella scrollava e lui non riusciva a dormire.
Quel che è peggio è che io vivevo nel terrore di disturbare. Ero arrivata ai punti di parlare sottovoce, al sabato mattina, fino alle dieci, facendo preparare la figlia in punta di piedi e uscendo di casa per le scale perchè, maniman, se l'ascensore fa rumore, si svegliano. Avevo dato una tabella di marcia alla donna di servizio, modulata solo sull'umore dei vicini, avevo abbassato la suoneria della sveglia e quella dei telefoni, bagnavo le piante col contagocce e aspettavo di vederli andar via per stendere e fare il bucato.
Le cose si complicarono mostruosamente quando alla Carola venne in mente di suonare il violino. Neanche a dirlo, le lezioni con l'insegnante vennero fissate in base all'orario d'ufficio dei vicini di sopra ma, neanche a dirlo due, bastò una nota fuori tempo per ritrovarmeli entrambi sul pianerottolo, a farmi la lezioncina sull'ABC del comportamento condominiale.
Fu allora che decisi di telefonare all'amministratore, chiedendogli quali fossero le deroghe del nostro condominio ad un regolamento comune. L'aministratore cadde dalle nuvole e mi disse che non c'era nessuna eccezione. Nessun rumore molesto prima delle otto del mattino e dopo le 23- "e se proprio non riesce a fermare gli operai, gli dica almeno di non iniziare a picchiare prima di quell'ora. E se è un violino, suonato dalle 5 alle 6 del pomeriggio, non ci sono problemi"
Vi lascio immaginare, quindi, con quale piglio affrontai il successivo squillo di campanello, alle nove e 25 di un mercoledì di settembre, la vigilia dell'esame di ammissione al Conservatorio, a tre minuti esatti dall'inizio della lezione di musica
"dica a sua figlia di smettere"
"no, mi dispiace"
"avevamo stabilito dopo le dieci e mezza"
"di sabato e di domenica. Oggi è mercoledì"
"nei giorni feriali si era stabilito dopo le nove"
"ora sono le 9.25. E comunque, esiste un regolamento. E l'amministratore mi ha detto..."
"lo so cosa le ha detto l'amministratore. Crede che non mi abbia telefonato? Lui è un mio dipendente, esattamente come lei è una inquilina di mia zia, nel condominio che, guarda caso, è di proprietà della mia famiglia"
E a questo punto, aveva fatto un sorrisino. Di scherno, ovviamente, e di uno scherno cosmico, che comprendeva me, la mia famiglia, la nostra casa e la legge.
Ed è stato allora che ho avuto il colpo di genio.
" Facciamo così, dottore. Ne parli con mio marito.Lui, su queste cose, ci sa far meglio di me. Un attimo solo, che glielo chiamo"
E mentre mi giravo verso il nulla, davanti allo sguardo sbigottito di mia figlia e della sua insegnante, ho preso fiato e, con tutta la voce che avevo in gola, ho urlato
"OLINDOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!"
Quando mi sono voltata, il vicino di sopra non c'era più.
E, da allora, non lo abbiamo più visto....


"Sentore di spiga di grano ligure al sapore di carciofo avec frutto di gallina dorato"


dagli amici detti anche

Asparagi di Albenga con Uovo Fritto, Burro e Parmigiano,

( e , per gli intimi, "Angiosperma Ovulare")

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( Un ringraziamento speciale a madame Muscarià, Mousse Ispiratrice di siffatto titolo)

Per 2 persone
mezzo chilo di asparagi neri di Albenga
2 uova
burro
Parmigiano Reggiano
Pepe nero di mulinello
sale

Far lessare gli asparagi in acqua salata, dopo averli lavati bene e dopo aver loro tolto la parte filamentosa del gambo. Scolarli appena teneri e disporli sul piatto di portata.
Friggere due uova al tegamino, disporle sopra gli asparagi, cospargere il tutto con burro fuso e parmigiano grattugiato e servire. Pepe in tavola, a chi piace.

Ciao
Ale


mercoledì 5 maggio 2010

Gnocchi di patate agli asparagi

Di Daniela
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Ieri siamo andate con Ale a far acquisti in un grande magazzzino, perchè avevamo bisogno di alcune cosucce , in particolare cibarecce, e volevamo trovarle tutte insieme e rapidamente. Ma..... già c'è qui il primo "ma" della storia : ingenuamente non avevamo considerato la visita del presidente Napolitano a Genova! Ci siamo infatti ritrovate ad un certo punto, in pieno centro, in coda ferma, e intendo proprio ferma, senza nessuna apparente ragione. Ora io non so se è un trauma infantile che ha colto solo me in età preadolescenziale o se è una turba che affligge qualcun altro, ma appena mi ritrovo in strada ed in coda, immediatamente parto con le illazioni più inquietanti. Dal banale "cosa sarà successo?" si "dipana" una ridda di congetture sempre più inprobabili, che vengono immancabilmente rafforzate da due punti fermi: da qualcuno in macchina con me, affetto da simil problema o, in alternativa, dalla presenza nelle vicinanze di una sirena.... e oggi c'erano entrambe le condizioni!!! Ale e io abbiamo cominciato da un banale ingorgo al semaforo, passando attraverso possibili tamponamenti e poi incidenti più seri , fino praticamente quasi alla invasione degli alieni...La visita del Presidente neppure ci aveva sfiorato le menti, naturalmente!!! Solo a cose fatte mio marito ci ha chiamate per consigliarci di prendere l'autostrada data la giornata speciale..... Tacerò di strade sbagliate, di dietrofront, più che inversioni a U piuttosto rapide, per dirvi solo che finalmente dopo un tragitto di 1 ora e 1/2 (e che abitulamente richiede al massimo 1/2 ora) siamo arrivate alla nostra meta! E qui l'apoteosi delle blogghettare!! Siamo entrate infatti, come ogni massaia che si rispetti ben sa che si deve fare, con una lista circostanziata e precisissima di oggetti e cibi non voglio dire precisa al grammo , ma quasi, decisa a tavolino con giorni di anticipo. E qui scatta l'altro MA, siamo uscite con un carrello strabordante di oggetti "utilissimi per il blog" assolutamente non previsti, ma talmente carini...."No questo non posso o Giulio mi ammazza" "No questo Ale no, non saprei dove metterlo..." "No aspetta di questo facciamo metà per uno".... Vabbè già siamo incredibilmente votate al sacrificio blogghesco che non possiamo essere anche risparmiosamente astute! Quindi carrello pieno, conti rigorosamente ricontrollati, macchina bella carica e via di nuovo verso casa, accorgendoci solo all'arrivo che nell'orgia shoppinghesca ci eravamo dimenticate di mangiare.... :-)))

GNOCCHI DI PATATE AGLI ASPARAGI
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Premetto che questa ricetta non è particolarmente light, per via della presenza delle patate, però se mangiati in giusta quantità questi gnocchi non sono eccessivamente ricchi di grassi, tenuto conto che potete sostituire il burro, a mio giudizio, tranquillamente con un filo d'olio evo... Ah dimenticavo: la ricetta proviene dal numero di questo mese di Cucina Italiana
Ingredienti per 4
Per gli gnocchi
700 gr di patate
300 gr di asparagi (meglio scegliate i più sottili! n.d.r.)
250 gr di farina più una cucchiaiata
2 tuorli
noce moscata
sale
Condimento
80 gr di burro (o qualche cucchiaio d'olio)
trito aromatico (prezzemolo, maggiorana, salvia, scorza di limone in originale. Maggiorana, timo, salvia, scorza di limone)

Gnocchi : lessate le patate con la buccia in abbondante acqua per una 40ina di minuti. Intanto private gli asparagi della parte legnosa dei gambi , lessateli a vapore per 5 minuti , poi scolateli, asciugateli e passateli in una cucchiaiata di farina. Pelate le patate lessate ancora calde e passatele allo schiacciapatate facendole cadere sulla farina raccolta sulla spianatoia. Impastatele con i tuorli, un pizzico di sale e di noce moscata grattugiata, poi formate 3 o 4 filoncini grossi un pollice.
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Schiacciateli con il dito per tutta la lunghezza per creare al centro una specie di nicchia in cui deporrete gli asparagi, quindi chiudete chiudete l'impasto intorno ad essa.
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Tagliate i filoncini a pezzetti (gnocchi)
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e lessateli in abbondante acqua salata, scolandoli con il mestolo forato un minuto dopo che sono venuti a galla. Condimento: in una larga padella, sciogliete il burro con una cucchiaiata di trito aromatico, aggiungetevi gli gnocchi appena scolati, fateli insaporire, poi serviteli con grana a piacere.
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Seguendo le indicazioni della rivista per una volta vorrei consigliarvi anche il vino da bere in abbinamento e cioè tra gli altri un bel Vermentino del Golfo del Tigullio.
Buon appetito
Dani

Potato dumplings with Asparagus
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I state that this recipe is not particularly light, due to the presence of potatoes, but if eaten in a correct quantity just these dumplings are not too high in fat, given that you can replace butter, in my opinion, quietly with a little extra virgin olive oil . Oh I forgot it : the recipe comes from "Cucina Italiana" of this month.

Serves 4
For the dumplings
1.5 pound of potato
10.60 oz of asparagus (better to choose the thinnest! e.n.)
2 1/4 cups of flour plus a tablespoon
2 egg yolks
nutmeg
salt
Dressing
3 oz of butter (or a few tablespoons of olive oil. e.n.)
aromatic chopped (parsley, marjoram, sage, lemon peel in the original. marjoram, thyme, sage, lemon zest)

Potato dumplings : Boil potatoes in their skins for 40 min. Meanwhile private asparagus of stalks' woody part and boil to steam for 5 minutes; then drain, pat dry and roll them in a spoonful of flour. Peel the boiled potatoes and mash with potato masher still hot, making them fall on the flour on work surface. Mix them with the yolks, a pinch of salt and nutmeg, then formed 3 or 4 large a thumb loaves.
Crush them with your finger along the length to create the center, a sort of niche in which lay the asparagus, then quit the dough around it.
Cut the loaves into pieces (dumplings) and boil them in salted water, drain with a slotted spoon a minute after they came to the surface. Dressing: In a large skillet, melt the butter (or the olive oil) with a spoonful of chopped aromatic, add the gnocchi just drained, let them seasoning, then serve with grated Parmesan cheese.
Bon appetit
Dani

giovedì 15 aprile 2010

Insalata "favorita" di A. Escoffier

Di Daniela
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"Primavera non bussa lei entra sicura , come il fumo lei penetra in ogni fessura, ha le labbra di carne i capellidi grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano, che paura, che voglia che ti porti lontano" E' De Andrè ovviamente ed è "il chimico" dell'album che preferisco tra i suoi, "Non al denaro, non all'amore ne al cielo". Se non ricordo male fu insignito addirittura d'una laurea honoris causa in letterature straniere, per la sua traduzione del capolavoro di E. L. Masters, "l'antologia di Spoon River". Ogni volta che arriva la primavera , io non riesco a far a meno di pensare a questi pochi versi, talmente perfetti, secondo me, da rimanere scolpiti nella memoria indelebilmente. Ed in effetti come si può resistere all'aria, ai colori, alla sensualità di morbide sfumature di profumi che si sprigionano in questa stagione, ai fiori, preludio, spesso a succosi frutti....
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Anche la cucina ovviamente partecipa a questa rinascita con gusti più lievi, e con tenerezze tutte particolari di ortaggi appena spuntati nell'orto, di erbette aromatiche croccanti e di mille altri gusti freschi. Questa insalata che vi voglio presentare è stata "composta" dal grande maestro Auguste Escoffier, un genio assoluto della cucina del quale vi proporrò nei prossimi giorni ancora una ricetta un po' più calorica ma ugualmente eccellente. E' un insalata, vi dicevo, creata con ingredienti semplici e freschissimi ed è eccellente volendo anche come piatto unico leggero oltre che come ricco contorno.
Eccovi, quindi, un'altra splendida e firmatissima non ricetta:

INSALATA FAVORITA

Tratta dal libro "Ricordi inediti" di A. Escoffier
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Ingredienti
200 gr di punte di asparagi
100 gr di cuori di carciofo
3 champignon
4 cucchiai di oliva leggero
1 cucchiaio di aceto di vino
sale
pepe
1 cucchiaio di paprica dolce
2 uova sode
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Scottate per qualche minuto le punte di asparagi e i cuori di carciofo (confesso ho scottato solo le punte di asparagi). Appena sono pronte tagliatele a fettine. pulite e tagliate a fettine sottili anche gli champignon.
Preparate il condimento mescolando olio, aceto, sale, pepe e paprica dolce
Disponete le verdure in un'insalatiera o , come dice il maestro in una coppa di cristallo, e su tutto mettete i tuorli di uovo sodo, passati al setaccio. Come vedete è semplicissima, ma chic e piacevole, con le note croccanti dei carciofi, la morbidezza dell'asparago e la punta leggermente piccante della paprica.
Buon appetito
Dani

"FAVOURITE" SALAD

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Recipe from "Unpublished Memoirs" by A. Escoffier
Ingredients
200 grams of asparagus
100 grams of artichoke hearts
3 mushrooms
4 tablespoons light olive
1 tablespoon wine vinegar
salt
pepper
1 tablespoon sweet paprika
2 hard boiled eggs
Blanch for a few minutes the asparagus and artichoke hearts (I confess I blanched only the tips of asparagus. I preferred raw artichokes). When they're tender, cut into slices. Clean and cut mushrooms into thin slices, too.
Prepare the dressing by mixing oil, vinegar, salt, pepper and paprika.
Arrange the vegetables in a salad bowl or, as the "master" says , in a crystal bowl, and put over all the hard boiled egg yolks, mashed. As you can see it is simple, but chic and pleasant with notes of crisp in artichokes, soft in asparagus tips and the slightly spicy of paprika.
Bon appetite
Dani

sabato 20 marzo 2010

Gli asparagi e il risotto

Di Daniela

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Chissà per quale ragione l’idea di primavera nella mia mente è strettamente legata a quella dell’asparago: quando comincio a vederlo sui banchi della verdura penso invariabilmente a prati, fiori di pesco e di albicocco e alla ginestra…E dire che non sono decisamente un’amante di questa stagione: io amo il freddo, la neve, insomma l’inverno in quasi tutte le sue sfaccettature. Ma nonostante questo l’asparago mi è simpatico. Sarà forse per la sua storia che risale a millenni fa e alla Mesopotamia addirittura, se è vero che il suo nome deriva dal persiano “asparag” che vuol dire “germoglio” in quella lingua. Sarà perché nonostante l’aspetto "austero", questo vegetale appartiene alla stessa famiglia dei gigli e dei mughetti. Sarà perché la parte che si mangia, e che si chiama tecnicamente turione, spunta da rizomi legnosi che altrettanto tecnicamente si chiamano "zampe" (sic!) o perché diversamente da molte verdure, dove i germogli più piccoli e fini sono anche più teneri, gli asparagi migliori sono quelli più grossi che hanno più polpa rispetto allo spessore della pelle, e sono quindi più teneri o, in ultimo, più banalmente, perché il loro sapore delicato ma deciso mi piace, per loro supero perfino il fastidio legato ai primi caldi, alle allergie e a tutto il resto!!! La loro storia è davvero affascinante : conosciuti e amati anche dagli Egizi e i tutto il Medio Oriente hanno attraversato il tempo e già al tempo di Roma c’erano fior di trattati non solo come coltivarli , ma perfino su come servirli, visto che molti imperatori allestivano navi apposta per andarli a raccogliere, navi che avevano come denominazione proprio quella dell'asparago ("asparagus"). Ne sono stati ghiotti fin dal 1600 anche i Francesi e poco dopo anche gli Inglesi, mentre i nativi americani li essiccavano per usi officinali: pensate infatti che sono ricchissimi di aminoacidi, rutina (protegge i capillari) , acido folico (eccellente in gravidanza), vitamina A (toccasana per reni e pelle) vitamina B e fosforo (stanchezza al bando) e perfino di calcio e potassio oltre che di altre piccole percentuali di preziosi minerali.


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Si trovano essenzialmente di 3 tipi:
L'asparago bianco, che germogliando interamente sotto terra (e quindi in assenza di luce) ha un sapore delicato. (di Bassano e Cesena)
L'asparago violetto, dal sapore molto fruttato, è in realtà un asparago bianco che riesce a fuoriuscire dal suo sito e, vedendo la luce, la punta diventa lilla. Ha un leggero gusto amaro. (di Napoli)
L'asparago verde che germoglia all'aria aperta portando a compimento il suo processo naturale di fotosintesi clorofilliana, esso ha un sapore marcato e il suo germoglio possiede un gusto dolciastro. È il solo asparago che non ha bisogno di essere pelato. (Mary Washington)
Ovviamente se volete bollire gli asparagi avete due possibilità: o li cuocete in una pentola apposta, con il cestello bucato e i manici dove non occorre legarli, oppure dovrete farlo, mettendoli a bollire in acqua salata in una pentola a bordi molto alti dove il fusto dell’asparago potrà bollire, mentre le punte, più delicate, dovranno essere fuori dall’acqua e cuocere a vapore.
Esistono moltissimi modi di gustare gli asparagi : dal nostro “alla parmigiana", conditi con burro e parmigiano, semplici o accompagnati da uova fritte, al modo Francese e Tedesco di accompagnarli (specialmente i bianchi) con la salsa olandese o con una vinaigrette o una salsa burro bianco o semplice parmigiano ed olio di oliva. In preparazioni più elaborate sono saltati in padella con funghi e serviti come accompagnamento della Faraona. Gli asparagi possono essere usati anche per preparare zuppe, mousse o in vellutate. Nei ristoranti cinesi è possibile assaporare l'asparago fritto accoppiato a pollo, gamberi o manzo.
Un capitolo a se invece lo dedico all’arte, debolezza di famiglia: sapete che anche Manet ha dipinto asparagi e che il nostro A. Campanile gli ha perfino dedicato un libro dall’accattivante titolo “Asparagi e immortalità dell’anima”?

Collage di Picnik

Ma andiamo con ordine: celebre e curiosa è la storia dei due dipinti di Manet. Il Maestro aveva dipinto per l’Amico Ephrussi un mazzo di asparagi. L’opera era stata acquistata per 800 franchi , ma il gentiluomo ne mandò 1000 a Manet. Questi, altrettanto signore per ringraziarlo gli inviò quest’altro piccolo dipinto accompagnato da un biglietto che diceva: “Ne mancava uno al vostro mazzo”.
Ma anche il geniale Campanile non rimase sordo al richiamo intellettuale del nostro amico asparago. Ve ne cito qualche passaggio….
"Non c'è alcun rapporto fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Quelli sono un legume appartenente alla famiglia delle asparagine, credo, ottimo lessato e condito con olio, aceto, sale e pepe[…]L'immortalità dell'anima, invece, è una questione; questione, occorre aggiungere, che da secoli affatica le menti dei filosofi. Inoltre gli asparagi si mangiano, mentre l'immortalità dell'anima no[…]Altra differenza è che sono state scritte molte più opere sull'immortalità dell'anima che sugli asparagi. Almeno credo. Ancora: non tutti credono nell'immortalità dell'anima, mentre che degli asparagi e della loro esistenza tutti sono certi, nessuno dubita. Eppure la verità è proprio l'opposto: si può dubitare dell'esistenza degli asparagi, non dell'immortalità dell'anima. Tuttavia, anche così, tra gli uni e l'altra c'è un enorme divario. […]Mi accorgo che casualmente m'è venuta sotto la penna un'analogia del tutto accidentale fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima: m'è capitato, cioè, di dire che, se l'anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi; invece, essendo essa immortale, resta molto, resta la parte migliore di noi. Anche degli asparagi resta molto, purtroppo; ma al contrario di noi, non la parte migliore o più nobile. Anzi resta la peggiore, il gambo. Tuttavia, esso resta in misura considerevole, il che non sempre avviene nel caso d'altri vegetali già cotti, come, per esempio, gli spinaci, che sono interamente commestibili. Forse questo è l'unico punto di contatto fra l'immortalità dell'anima e gli asparagi e sono lieto di averlo trovato, sia pure involontariamente e per mero caso, perché questo dà un contenuto positivo all'indagine che ci eravamo proposti e ci procura dei risultati che vanno oltre le più ottimistiche previsioni.[…] Non solo, ma questa analogia del tutto formale non è nemmeno esclusiva degli asparagi, poiché anche i carciofi si trovano nella stessa situazione, quanto a percentuale di scarto. Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima". (Da : Asparagi e immortalità dell'anima.)

RISOTTO AGLI ASPARAGI

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INGREDIENTI per 4
500 g di asparagi
1 litro di brodo vegetale
1/2 cipolla tagliata a fettine sottili
5 cucchiaio di olio extravergine di oliva
350 g di riso
40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato (4 cucchiai) o 50 di un formaggio come il Bitto o Emmenthal
pepe

Lavate gli asparagi sotto l'acqua corrente, togliendo la parte bianca del gambo e raschiandoli con un coltello facendo attenzione a non rovinare le punte.
Tagliate le punte e mettetele da parte ed affettate la restante parte tenera del gambo in fettine non troppo sottili. Mettete il brodo a scadare.
In una casseruola fate soffriggere a fiamma bassa la cipolla affettata molto finemente nell’olio.
Aggiungete gli asparagi e lasciate insaporire a fiamma vivace mescolando per pochi minuti, quindi unite un mestolino di brodo, un pizzico di sale incoperchiate e cuocete per 5 minuti a fuoco medio .
Passati i 5 minuti togliete il coperchio e fate asciugare il liquido in eccesso a fuoco più vivace. Togliete le punte degli asparagi da tenetele da parte.
Aggiungete il riso e fatelo tostare per un minuto.
Unite 4-5 mestoli di brodo bollente e fate asciugare. Continuate ad unire il brodo al riso, poco alla volta, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare mai che il composto si asciughi troppo.
A un paio di minuti prima della fine della cottura del riso, unite il Parmigiano o il diverso tipo di formaggio scelto. Nessuna mantecatura. A fuoco spento unite le punte tenute da parte per decorare i piatti e servite subito, spolverando con una grattugiata di pepe. Vorrei darvi un consiglio: se per caso doveste avere un po' di sugo di arrosto avanzato, potreste usarlo, unendone qualche cucchiaio al risotto subito prima di aggiungere il parmigiano e mescolandolo per un attimo. Darà al piatto un gusto che a noi piace da pazzi!!
Buon appetito
Dani

Asparagus risotto

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Serve 4

500 g asparagus
1 liter of vegetable broth
1 / 2 onion,
thinly sliced
5 tablespoons extra virgin olive oil
350 g of rice
40 g of Parmigiano Reggiano cheese (4 tablespoons) or 50 of a cheese such as Emmental or Bitto
pepper
Wash asparagus under cold running water, removing the white part of stalk and scraping with a knife, being careful not to damage the tips. Cut the tips and put them aside and slice the remaining tender part of the stalk, sliced not too thin. Put the broth to expire. In a saucepan over low heat sauté the finely chopped onion in oil. Add the asparagus'tip and Cook at high heat, stirring for a few minutes, then add a ladle of broth, a pinch of salt put the lid on and cook over medium heat. After 5 minutes remove the lid and let dry the excess liquid on high heat. Remove the asparagus tips to keep them apart. Add rice and toast for a minute. Add 4-5 ladles of hot broth and let dry. Continue to add broth to rice, a little at a time, stirring from time to time, without ever leaving the mixture to dry out too much. Within a couple of minutes before the end of cooking the rice, add the Parmesan cheese or the different type you choose. No creaming. Add the tips kept aside to decorate the plates and serve immediately, sprinkling with grated pepper.
Bon appetit
Dani

giovedì 11 febbraio 2010

scodelline con uova di quaglia e asparagi

di Alessandra

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Ai tempi della mia Prima Comunione, andavano di moda i libricini di preghiere: ce ne erano di tutti i tipi, dal modello base a quello superaccessoriato, rilegato in madreperla e dotato di portarosario, con rosario annesso , ed erano il pendent mistico alle più mondane cornici d'argento, aggiungendo al classico "fa fine e non impegna" anche una preoccupazione (pelosa) per la crescita spirituale del comunicando. A me piacevano da matti, perché avevano un sacco di preghiere dai titoli mai sentiti e dai contenuti incomprensibili ma affascinanti, che mi leggevo durante il giorno, ripromettendomi di recitarle al mattino e alla sera, convinta com'ero che nelle altre ore della giornata non funzionassero. Si cominciava con la Preghiera del Mattino, dove si ringraziava per non essere morti stecchiti nella notte e ci si augurava di non subire la stessa sorte di giorno, e poi seguivano una serie di Atti: da quello di dolore ( già al mattino presto: evidentemente, essendo sopravvissuti alla notte, si erano fatti sogni impuri) a quello di Carità, per finire con l'Atto di Fede. Che è quello che vi chiedo stamattina. Un atto di fede pieno, profondo, assoluto, perché ciò che sto per raccontarvi, per quanto assurdo ed inspiegabile possa sembrare, è invece completamente vero


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Ieri mattina, intorno alle otto, entro nel viale di accesso al Monoblocco dell'Ospedale di San Martino, a Genova. Il parcheggio adiacente è chiuso per lavori in corso ma il custode fa passare chiunque, alzando la sbarra e facendo segno di andare, e pure velocemente. Dopodichè, inizio a cercare posteggio e ovviamente non lo trovo. Faccio tre giri, nei dintorni, con un occhio alla strada e un altro all'orologio e alla fine decido di parcheggiare nel quadratino di spazio adiacente il posteggio dei taxi. In pratica, accartoccio la micra il più possibile e, a fine manovra, è quasi tutta stipata in zona franca, a parte le ruote anteriori, sulla riga gialla.
Considerato che, però, fra il rischio multa e la corsa all'ospedale non c'è proprio storia, mi lascio macchina e preoccupazioni dietro le spalle, almeno fino a quando, otto ore dopo, ritorno al parcheggio. Neanche a dirlo, la multa c'è.

E ora, ispiratevi, perché l'Atto di Fede, comincia qui.

Per due ruote sulla riga gialla del parcheggio dei taxi, mi vengono imputate le seguenti infrazioni:

1. divieto di sosta
2. divieto di fermata
3. mancato rispetto della segnaletica stradale
4. parcheggio su area riservata ai taxi
5. mancato permesso di accesso
e, buon ultima, come sanzione aggiuntiva, il blocco del veicolo. Che però, non era bloccato.

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Qui sintetizzo. Per prima cosa, chiamo il mio avvocato (che poi è il cugino di mio marito, ma fa più figo così), il quale mi dice che o si querela il vigile, o si paga. Al "niente sangue" lo licenzio in tronco e decido di passare all'azione. La prima telefonata è al Comando dei vigili urbani. All'apparecchio risponde uno solo, ma tempo due minuti sono in tre o quattro che iniziano a fare scommesse su cosa mi accadrà: prima fanno un po' di conti, sanzione per sanzione- bontà loro- poi mi dicono che di solito se ne paga una sola e quando sto per tirare un respiro di sollievo aggiungono che, però, il tizio che mi ha multato appartiene ad un ufficio che con loro non ha nulla a che fare, e quindi non è detto etcetc.

Pertanto, mi faccio coraggio e faccio l'ultima telefonata, in stile ultimo pasto. Dall'altro capo, un tipo gentile, al quale chiedo se ha il tempo per un rosario, dopodichè comincio. Anzi, già che ormai sono padrona della materia, vado nel profondo e preciso che se non trovano loro il modo per conciliare tutte 'ste sanzioni contrastanti, col cavolo che concilio io. La risposta è rapida e immediata. Quella non è una multa, ma una ammonizione, che mi prospetta tutte le ipotesi di reato in cui sarei potuta incorrere, con tutte le sanzioni correlate in crescendo, fino all'ignominia del blocco delle ganasce. Per cui, non pago niente, non perdo punti, non ledo il sistema nervoso e posso anche permettermi un giro suppelementare da Feltrinelli. Un po' di cenere sul capo, e via.

Salvati il portafogli e la patente, gli chiedo che fastidio abbia potuto dare un veicolo con due sole ruote sulla striscia gialla, oltretutto sul limitare del parcheggio riservato , tenuto conto che, di norma, se uno va al Monoblocco alle otto del mattino, non lo fa certo per spettegolare con le amiche davati a un caffè. La risposta è sconsolata: "signora, se ci chiamano i taxisti, non possiamo non andare"

Pertanto, alla luce di questa rivelazione, chiedo che mi sia concesso di mandare un accorato appello, dalle pagine di questo blog, agli eventuali testimoni dell'accaduto, pregando loro, se mai avessero visto un taxista inferocito dirigersi verso l'ispettorato al traffico, che mi facciano il santo favore di NON lasciarsi scappare nessun indizio che possa ricondurmi a lui, perchè davvero non sarei responsabile delle mie azioni. In nome del senso civico, della fratellanza e dell'umana compassione che da sempre ci accomuna- taxisti del Monoblocco esclusi


SCODELLINE DI UOVA DI QUAGLIA E ASPARAGI


scodelline uova di quaglia

Altra non ricetta, veloce veloce. Prendete uno stampo da minimuffins e spennellatelo bene col burro fuso. Stendete un foglio di pasta brisèe e ritagliate con un coppa pasta tanti dischetti, del diametro di 2-3 cm più largo di quello degli stampini e rivestitevi questi ultimi. Fate una cottura in bianco, a 170 gradi per una decina di minuti. Dopodichè, lasciate raffreddare e sformate. Nel frattempo, fate rassodare le uova di quaglia, sgusciatele e tagliatele a metà. Bollite gli asparagi.
Riempite le scodelline di brisè con un velo di maionese, su cui metterete la metà dell' uovo di quaglia, leggermente salata e una punta di asparago.
Con un foglio di brisè vi vengono circa 24 scodeline, per cui calcolare 12 uova di quaglia e 24 pezzetti di asparago- ( fossi in voi, ne farei cuocere un mazzo e quelli che avanzano me li mangerei in altro modo, senza stare a perdere tempo a contare)
I cestini di brisè si possono fare il giorno prima e conservare in una scatola di latta, chiusa ermeticamente
Buona giornata
Alessandra

English Version

"SMALL BOWLS" WITH QUAIL EGGS AND ASPARAGUS

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Another "no- recipe", as easy as fast. From a large sheet of short crust pastry, get from 20 to 24 discs and put them in a mini-muffins pan, greased with butter. Bake them about 10/15 minutes at 180° and let them cool.
Meanwile, cook the quail eggs , shell and cut them in half. Boil the asparagus.
Before serving, fill the "small bowls" with mayonnaise, half quail eggs and a bit of asparagus.
Buon Appetito
Alessandra

lunedì 11 maggio 2009

corso di cucina- quarta lezione


l' orto di primavera



Sformato di basilico con crema di burrata e sorbetto di pomodoro
Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa
Quiche fragole e asparagi con riduzione al balsamico
Bavarese allo yogurt al passion fruit ( senza zucchero)


La ricetta dell'antipasto è già stata pubblicata ( era quella dell'ammutinamento del marito) e appena imparo come si mettono i link sotto la parola "qui" prometto che provvedo. Per ora, vi armate di mouse e ve la andate a recuperare a sinistra del template ( ..si vede che ho studiato, vero????)

Invece, le altre sono qui di seguito
Cappuccino di piselli con quenelle di ricotta al pepe rosa


per 6 persone
1 kg di piselli freschi ( e se non li avete, cambiate ricetta: sono fondamentali)
250 ml di latte fresco intero
125 ml di yogurt
sale
per le quenelle
250 g di ricotta fresca
un cucchiaio di pepe rosa

Versione A
portate i piselli a cottura in acqua bollente salata, scolateli, passateli al mixer e allungateli con 250 ml di latte. Riscaldate il tutto e aggiungete lo yogurt. Aggiustate di sale e tenete in caldo

Versione B ( più gustosa)
Prendete una padella larga e profonda e metteteci dentro i piselli, coperti di latte. Salate, coprite con un coperchio, abbassate la fiamma e portate a cottura, allungando, se il caso, con del brodo. Se i piselli sono freschi, non è il caso: dopo 6-7 minuti sono cotti. Frullateli insieme al loro liquido, fino ad ottenere una purea liscia e, se vi sembra troppo densa, allungatela con un po' di latte ancora. dopodiché, unite lo yogurt e aggiustate di sale

Per le quenelle
Armarvi di due cucchiaini e di tanta pazienza e iniziare a formare queste robe oblunghe che, se invece di chiamarsi quenelle, si chiamassero polpette, col cavolo che riscuoterebbero tanto successo... ma tant'è... l'importante, comunque, è partire da una ricotta saporita, alla quale cioè non sia necessario aggiungere sale, perché altrimenti il sapore prevarrebbe su quello della passata di piselli. Sbriciolare nella ricotta il pepe rosa, strofinandolo fra i palmi della mano, tenendone da parte un po' per la decorazione.

composizione del piatto
NON NELLA TAZZA DEL CAPPUCCINO, pliis...o in un piatto fondo o in una tazza da brodo o, se proprio vi piace il "famolo strano" in una coppa da martini: prima la passatina- tiepida- e poi le quenelle di rocotta, due per commensale, con un'ultima spruzzata di pepe sopra.

Quiche alle fragole e asparagi con riduzione all'aceto balsamico



Premessa: A dirla tutta, ma proprio tutta, questo abbinamento continua a non convincermi. però, essendo da sempre una sostenitrice della famosa massima per cui "de gustibus, non si discutibus", non capisco ma mi adeguo. E sempre a dirla tutta, ma proprio tutta, devo essere l'unica a pensarla così, perché queste mini quiches sono da qualche tempo la felicità dei miei ospiti, nonchè le responsabili della trasfigurazione della Dani, avvenuta alquanto prosaicamente nella mia cucina, dopo il primo assaggio....

per la pasta al vino
300 gr di farina 00 ( o 150 di manitoba e 150 di farina00)
100 g di olio EVO
90 g di vino bianco secco
sale

impastare bene tutti gli ingredienti , fare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola trasparente e metterla a riposare per mezz'ora in frigo

per il ripieno
250 ml di panna fresca
2 uova ( se versione tortiera grande, altrimeni ne basta 1)
1 mazzo di asparagi 8piccolo)
200 g di fragole
sale

Far lessare gli asparagi e tagliarli a tocchetti. Mondare le fragole e tagliarle a pezzettini. Mescolare velocemente con una forchetta la panna e le uova, aggiungere le fragole e gli asparagi e aggiustare di sale

Accendere il forno a 200 gradi

Foderare con carta da forno una tortiera di 26 cm di diametro, oppure ungere 10 stampini monoporzione.

Con il mattarello, stendere la pasta al vino in una sfoglia sottile e rivestire gli stampi. Riempirla con il composto e metter ein forno per 30 minuti ( 18 se mini quiches). La torta è pronta quando il ripieno di gonfia e i bordi sono dorati.

Mentre raffredda, preparate la
glassa al balsamico
Ci vogliono 250 ml di cancarone spacciato per aceto blasamico 8 per i non genovesi: la qualità peggiore di aceto balsamico che trovate in circolazione). Metteteli in un casseruolino dal fondo spesso e, a fiamma media, fatelo ridurre di 2/3. (Sbarrate le porte della cucina, aprite le finestre e munitevi di fazzoletti da naso, perché ne uccide più una sniffata che la spada...).

Servitelo a parte, raccomandando ai commensali di usarne qualche goccia- non di più.

questa ricetta partecipa alla raccolta "Quiche di frutta"
Bavarese di yogurt al passionfruit



Siccome la provenienza è illustre ( Ernst Knam, nientemeno) gli perdoniamo anche il nome non corretto, nel senso che di "bavarese" questo dolce non ha proprio nulla., se non forse la consistenza. Trattasi di yogurt magro miscelato con panna e tenuto insieme da poca colla di pesce, quel tanto che basta a sostenere il succo di passiflora. Una scemata, concettualmente parlando, che però permette di raggiungere ottimi risultati ( sublimi quelli del Maestro, che ce l'ha preparata in surplasse, fra un dolce e l'altro) con poca fatica e pochissime calorie, vista l'assenza di zucchero.


per 10 bicchierini
500 ml di yogurt bianco ( zuccherato con zucchero d'uva, se proprio volete sentire un po' di dolce)
250 ml di panna montata
10 passion fruits ( o succo di passiflora)
2 fogli di colla di pesce ( o uno grande)

mettete la colla di pesce a bagno in acqua fredda e, quando si sarà ammollata, fatela scioglier ein poco yogurt, scaldato in un casseruolino dal fondo spesso. Se è possibile, sarebbe meglio evitare che il liquido dove si scioglie la colla di pesce prendesse il bollore: comunque sia, appena è caldo, strizzate il foglio, mettetelo nel pentolino, toglietelo dal fuoco e con un cucchiaio di legno mescolate rapidamente, fino a che si è ben sciolto. sempre lavorando fuori dal fuco, aggiungete un cucchiaio di yogurt al composto caldo e amalgamate bene, poi aggiungete un altro e così via, fino a quando lo avrete esaurito del tutto. Questo procedimento serve a non far formare i grumi nelle preparazioni che contengono colla di pesce, come già detto e ridetto, ma si sa: repetita iuvant...
Mettete lo yogurt in una capiente terrina e incorporate la panna montata, mescolando dal basso verso l'alto per evitare che smonti.
riemite i bicchierini e passateli in frigo per almeno due ore.
Poi aggiungete un topping di frutta- il passion fruit, come qui, oppure la fragola, come in quest'altra versione




Superfluo dire che il marito, dopo aver provveduto ad assaggiare le tre versioni ( nature, passional and strawberry), andata e ritorno, ha setenziato compunto che "la morte sua è col lampone..."
vorrà dire che ci attrezzeremo, la prossima volta...

buona giornata
alessandra









mercoledì 11 marzo 2009

Torta agli Asparagi e Peperoni Rossi- M. Roux




Ingredienti
340 g di pasta brisèe
48 punte di asparagi medie
sale e pepe macinato al momento
5 peperoni rossi semi confit (circa 600 g)
1 uovo
2 tuorli
200 ml di panna densa
1 pizzico di noce moscata
8 rametti di aneto

Stendete la pasta a 3 mm e rivestite una tortiera rettangolare dal fondo amovibile, di 35 x 11 cm e 2,5 cm di altezza. Mettete in frigorifero per 20 minuti
Scaldate il forno a 190 gradi
Bucherellate il fondo del guscio di pasta e cuocetelo in bianco per 20 minuti
Abbassate la temperatura a 170 gradi, togliete i pesi e la carta e rimettete inforno per 10 minuti. 
Lasciatelo raffreddare
Nel frattempo, cuocete gli asparagi in acqua bollente salate, scolateli, rinfrescateli e asciugateli bene, tamponandoli: tagliateli della stessa misura del lato corto della tortiera. 
Tagliate i peperoni a dadini, scolateli bene e tamponateli con la carta assorbente; distribuiteli in modo uniforme nel guscio di pasta. 
Mescolate l'uovo , i tuorli e la panna in una ciotola con una frusta e insaporite con un po' di noce moscata, sale e pepe. 
Versate i 3/4 del composto sui peperoni, stendetevi sopra gli asparagi, alternandoli uno con lapunta verso un lato e l'altro nella direzione opposta. Versate sopra con attenzione il resto del composto a cucchiaiate e infornate subito per 30 minuti.
Fate scivolare la tortiera su una griglia e aspettate venti minuti prima di sformarla, guarnendola con l'aneto. 

Note mie
Secondo me, la cottura della brisèe è eccessiva: bastano 10 minuti in bianco e poi altri 20-30 con il ripieno.
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