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domenica 7 febbraio 2010

Sophie Kinsella- La Ragazza fantasma


Premessa n. 1: quando ero al liceo, ero molto, ma molto, ma molto brava in italiano scritto. E lo sono stata fino a quando ho commesso l'ingenuità di dire al professore che magnificava le mie letture, sostendendo che era grazie a Dostojevski e a Manzoni che sapevo scrivere così bene, che io dovevo tutto a Brunella Gasperini. Ovvio che lui non sapesse neppure chi fosse. E altrettanto ovvio che, da lì in poi, la mia fama di futura scrittrice abbia subito un duro colpo, almeno fino a quando mi sono rassegnata ad adattarmi allo stile asciutto e rigoroso che tanto gli piaceva, sacrificando la gioia di scrivere ad un nove in pagella.
Quando era alle medie, mia figlia era molto, ma molto, ma molto brava in italiano scritto. E ora che è al ginnasio, lo è rimasta: e sapete perché? Perchè, visto il ripetersi della situazione di cui sopra con la sua insegnante della scuola dell'obbligo, le ho tassativamente proibito di rivelare alla nuova professoressa che se sa scrivere così bene, buona parte di merito è di Sophie Kinsella.

Premessa n. 2 (dedicata a Silvia M.): la Kinsella originale ha uno stile assolutamente piatto. Riesce lo stesso a far ridere, ma senza mai andare oltre una desolante e disarmante superficie. Se nelle versioni italiane ha invece una prosa spumeggiante e felice, questo è interamente merito del suo traduttore, che riesce a supportare la perfetta padronanza dei tempi comici della scrittrice con un linguaggio variegato e sempre puntuale, rendendo oltremodo decoroso ciò che invece in inglese non è. Chapeau.

Tutto ciò premesso, "la ragazza fantasma" è un altro prodotto "Kinsella Style," ma con qualcosina di più. Stavolta, a mettere in moto l'azione è la ultracentenaria prozia della protagonista che, nel corso del suo funerale, si manifesta sottoforma di un fantasma di vent'anni- che poi è l'età che l'arzilla vecchietta sentiva di avere, nonostante il passare del tempo. La ragione per cui non riposa in pace è lo smarrimento di una collana a lei cara, che da questo momento in poi diventerà il fulcro di tutta la storia, fino allo scontato finale.
Se avete già letto qualcosa di questa scrittrice, non esiterete a riconoscerne i consueti meccanismi su cui si basa la trama: la protagonista giovane e inguaiata, l'amore fortunoso prima e fortunato poi per il solito principe azzurro dei nostri tempi e l'inghippo più o meno grave da risolvere, che fa da ossatura all'intero plot. Il tutto, come sempre, condito da una serie di avventure sempre al limite dell'assurdo, rese godibilissime dalla perfetta gestione dei tempi narrativi e comici, che resta il pregio maggiore di questa scrittrice, almeno da quando si firma Kinsella.
L'elemento di novità è dato proprio dalla "ragazza fantasma" che, nell'edizione italiana, dà il titolo al libro e che, della traduzione italiana, è l'unica nota stonata: l'originale, Twenties Girl, la ragazza degli Anni '20, rende con maggior precisione ed immediatezza la peculiarità della co-protagonista del libro: il fantasma di Sadie, infatti, si esprime, si comporta e si veste alla moda di quegli anni, che furono poi quelli che l'aveva vista al massimo della vivacità e della gioia di vivere e che sono lo scenario che di continuo cerca di sovrapporsi a quello contemporaneo della pronipote Lara. A mano a mano che la storia procede, si sviluppa anche il rapporto fra le due donne, in uno schema assolutamente prevedibile, come si diceva, ma che per la prima volta oltrepassa la superficialità tipica dei personaggi della Kinsella e si arricchisce di una nota più intima e calda.
Insomma, per farla breve: i capolavori non abitano qui, ma la Kinsella non fa nulla, ma proprio nulla per manipolare il pubblico, anzi: proprio in nome di questa onestà, tratta la sua materia con ironia, leggerezza, disinvoltura e, soprattutto, mantiene le promesse. Nessun arrovellarsi sui perchè della vita, nessuno strazio per i destini del mondo, nessuna polemica, nessuna diatriba, nessun complotto: solo due ore di divertimento e di rilassatezza, per giunta confezionate con stile. Per chi legge- e chi vive- a colori
Alessandra


S. Kinsella, La Ragazza Fantasma, Mondadori, 19,50 euro

34 commenti :

  1. E allora lo compro... mi hai convinta!
    Baci
    Stefania

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  2. Brunella Gasperini? Illuminami...

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  3. Aaaaah sono d'accordissimo con te, la Kinsella è tradotta davvero bene!
    Difatti è una delle rare cose che preferisco leggere in Italiano, piuttosto che in lingua originale.
    Ho evitato di leggere il tuo post da "Tutto ciò premesso" perché non ho ancora letto il libro.
    Posso andare avanti nella lettura o ci sono spoiler?...

    Fra l'altro non ho ancora comprato questo libro perché dubbiosa.
    Della Kinsella ho letto tutto tranne "Shopaholic and Baby" perché l'idea di vederla alle prese coi pannolini non mi attira granché, dimmi che mi sbaglio, dimmi che è un libro che va letto, dimmi che non parla solo di pannolini! :-P
    Dimmi che è ancora scema come prima!

    Non ho letto parte della tua recensione, ma ho letto il parere finale e devo dire che mi hai convinta, lo comprerò accidentaccio! :-D

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  4. @ Stefania: ti passi due ore piacevoli- e ti fai anche un po' di risate. Garantito. Anche questa è una ragazza degli Anni '20, completamente fuori di testa come la Zia Mame, ma molto più "umana", non so come dirti. Alla fine, qualcuno si è pure commosso...

    @ Virò, Brunella Grasperini è (era, purtroppo) una giornalista e scrittrice piuttosto in voga negli anni '70, che collaborava con un giornale femminile tipo Annabella o cose del genere. So che era parecchio impegnata sul fronte dell'allora femminismo, ma nei suoi libri trapelava poco delle sue posizioni e moltissimo, invece, del suo mondo di affetti e del suo calore umano. Io avevo cominciato da "io e loro", una sorta di diario della famiglia, raccontato dal marito e padre, a suo dire l'unico elemento "a posto" dell'intero nucleo familiare e, da lì, avevo letto tutto. Io e loro mi piace ancora oggi, perché è ironico e divertente, gli altri, probabilmente, li troverei un po' melensi, perché mi ricordo che piangevo di continuo. Però, i miei nove di italiano, sono stati interamente merito suo. Purtroppo, i suoi libri sono quasi introvabili. La cosa non mi sorprende, ma mi dispiace immensamente

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  5. @ Muscaria: tranquilla. Non è scema come prima, ma di più. Però, stavolta, si insinua una nota leggermente più malinconica, tipica di chi invecchia. Speriamo che le tocchi una bella demenza senile, così almeno continuiamo a rider eper un po'. Un minimo di spoiler c'è, ma hai fatto bene a non rovinarti la sorpresa. invece, ho sorriso "da genoana" quando ho letto che ti manca "shopaholic baby", perché sono nelle tue stesse identiche condizioni. E' il buco nell'opera omnia, ma non mi dice il cuore di rimediare, nonostante l'edizione economica.
    buona serata a tutti
    ale

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  6. Brunella Gasperini??? Io e una delle mie migliori amiche siamo cresciute leggendo "Fanali gialli"!!!
    Per quanto riguarda la Kinsella io li ho letti tutti in italiano e I love shopping per il baby non può mancare a chi ha letto l'opera omina, molto molto divertente, le capita di tutto tranne che occuparsi di pannolini!!!
    Buona serata
    Sara

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  7. @ Sara, lo sa Dio quanto ci ho pianto, su Fanali Gialli...pensa che di lei non ho più niente...:-(

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  8. Ah, allora non sono la sola a pensare che quello shopaholic and baby sia duro da acquistare!
    Pensa che un giorno mi sono accorta (quando ormai ero in aeroporto) di aver dimenticato di mettere nel mio bagaglio a mano un libro da leggere, eventualmente, durante il volo.
    Entro quindi nella libreria dell'aeroporto e vedo il famigerato shopaholic&pampers in edizione stra-economica.
    L'ho preso in mano, l'ho sfogliato, e alla fine l'ho rimesso a posto.
    Sono partita senza libro. Non ce l'ho fatta a comprarlo, non mi convince.

    Sara: certo che questa tua affermazione mi confonde parecchio...
    Possibile che il pargolo ed i vari pannolini non siano d'ostacolo al suo modus operandi?

    ARGHHH mi toccherà darci di nuovo un'occhiata per la centesima volta? :-)

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  9. Di una che è cresciuta a pane e Fanali Gialli, ci si può fidare ad occhi chiusi. Lo compro senza neppure sfogliarlo, guarda :-))))

    P.S. ora che ci penso, mia figlia lo ha letto. Se lo era fatto prestare da una cugina di mio marito che, all'epoca, era incinta e alternava amene letture (i manuali di puericultura) a trattati scientifici (la Kinsella). Oggi le chiedo se le è piaciuto... purtroppo, è nella fase Giovane Holden ( ieri se lo è letto in un giorno ed era trasfigurata)... speriamo che passi presto!!!
    ciao
    ale

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  10. Basta, mi hai convinta a riesumare la Gasperini :), oltre che a trovare il coraggio per leggere questa benedetta Kinsella. Magari è la volta buona che riesco a leggere pure la Aleramo, neutralizzandola con le prime due.
    Bacibacibaci e buon inizio di settimana

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  11. La Aleramo ha bisogno di ben altro che 'ste due, per essere neutralizzata. Io ricordo con malcelato orrore l'edizione di un suo libro - "una donna"- con un dagherrotipo in copertina che la raffigurava e, ogni volta, io pensavo che quella era tutto fuorchè un esemplare del genere femminile. Umano, quanto meno. L'avrò preso in mano mille volte, mai andata oltre le prime righe. Confido nell'età matura e se lo recupero nei menadri della libreria, magari mi faccio coraggio e ci riprovo...:-)
    ciao cara, buona settimana anche a te
    ale

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  12. Leggerò la Kinsella, della quale ho letto solo 50 pagine in inglese. Condivido appieno la tua opinione sull'edizioni originali. Leggevo la Gasperini di nascosto ed ho letto sempre di nascosto l'opera omnia della Dellì e della Carolina Invernizzo della mia nonna. Non hanno arrecato gravi danni... Ho sempre solo fatto traduzioni tecniche e commerciali dal tedesco. Non ho mai osato tradurre qualcosa che avesse a che fare con la letteratura per il semplice motivo che amo la parola scritta e io non so scrivere. Il primo libro che ho letto in tedesco è stato Il tamburo di latta di Guenter Grass e l'ho comprato in tedesco solo perchè a pagina 11 un tale moriva di "Grippe" (in corsivo nel testo)che in tedesco significa banalmente "influenza".
    Da allora se possibile leggo in lingua originale.
    Il traduttore è un mestiere mal pagato e a tradurre normalmente sono studenti che traducono
    "Join us" con "unisciti a noi" invece che "vieni con noi"...

    RispondiElimina
  13. Ale, ma dimmi un pò, hai a che fare veramente con l'editoria?? Scrivi?.. Correggi?..
    A parte che hai uno stile fantastico che m'incanta puntualmente, ma anche le recensioni sapienti che fai..
    Dimmelo, ti preeeeegooooo...
    Baci!

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  14. @ nada de nada. I nove di italiano ci sono stati, c'è una laurea in lettere antiche, c'è un lavoro che mi impone di rielaborare e di scrivere, ma dove lo stile non solo non c'entra, ma non è minimamente apprezzato. Quello che non c'è mai stato è un'opportunità, di nessun tipo. E' dalla seconda elementare- la prima non l'ho fatta- che mi sento dire " da grande scriverà", ma i timidi tentativi che ho fatto, nei posti sbagliati, sono stati tutti stroncati sul nascere. Aggiungici poi moltissima sfiducia in me stessa ed ecco svelato l'inghippo. Oggi mi dispiace da morire, non aver fatto neanche un tentativo vero, perché in giro c'è davvero tanta, troppa spazzatura. Però ormai è andata- anche se il primo a non capacitarsi della cosa è mio marito, che è arrivato a sperare in un licenziamento in tronco per farmi tirar fuori un po' di grinta. Anche aprire il blog, mi è costato parecchio: pensa che le nius esistono dal 2003, quindi ben prima che venisse fuori questa ondata di blog di cucina e, se ci penso, anche questa è stata un'occasione perduta. Pazienza: ho un lavoro che mi appaga e che compensa la mia vanità :-) e sono una donna ultra realizzata e strafelice e, a 44 anni, ci si accontenta- e si gode
    grazie per tutto
    ale
    P.S. però, prima o poi, le pubblico, le nius...

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  15. Perchè leggo una nota di disapprovazione per la fase Giovane Holden di tua figlia?

    In confronto a molte nuove generazioni che crescono pensando che Moccia sia uno scrittore vero alzerei lodi al cielo per i gusti letterari della fanciulla!

    A tutt'oggi mi capita di regalarlo ancora a figli adolescenti di amici perchè il gusto del giovane brufoloso,un po' maledetto, ribelle, scapestrato e disperato per la presa di coscienza del suo apparente vuoto interiore è da manuale...

    E adesso che mi hai svelato il buco enorme nella mia formazione letteraria giovanile, come faccio a recuperare i libri della Gasparini se sono introvabili? Uffa, però...

    La giornalista che ha segnato la mia adolescenza è invece stata la Fallaci, che infiammava il mio vulnerabile animo romantico ed assetato di valori assoluti con la storia d'amore con Alekos Panagulis...

    A pensarci bene mi pare mille vite fa...

    P.s. Ma le news sono molto diverse da ciò che pubblichi nel blog?

    P.p.s. Ma di che libro tuo si parlava nei commenti di qualche post fa a cui non hai risposto perchè eri in Israele?

    P.P.S So che ti chiederai se non ho nient'altro da fare oggi che ammorbare con le mie ciacchiere, il fatto è che ho talmente tanto lavoro arretrato che non so dache parte cominciare e continuo a rimandare...

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  16. Virò, è scherzosa. Anzi, dovessi dirti, sono molto orgigliosa dei gusti letterari di mia figlia. Legge molto meno di quanto facessi io alla sua età, ma in compenso seleziona e, se un libro le piace, lo divora. Quindi, posso intervenire fino a un certo punto: io propongo- e lei dispone. Ha amato la Kinsella all'inverosimile, non è impazzita per Twilight, ha seguito al cinema tutta la saga di Harry Potter col fiato sospeso ma non è riuscita ad andare oltre i primi capitoli pel primo libro. Però, sul comodino ha "il medico di corte"- libro difficilissimo, che ho letto quest'estate- e i racconti del terrore di Allan Poe, che a lei conciliano il sonno. Per cui, come ti dicevo, non mi lamento affatto.
    La Fallaci l'ho scoperta sui 16 anni, con Penelope alla Guerra, che per me era stato un mezzo colpo al cuore. Da lì in poi, penso di averli letti quasi tutti, tranne Inshallah, dove ho fatto come mia figlia. Prime pagine e via.
    Le nius sono diverse, eccome: sono una specie di blog senza filtro. Lì sì che sparo cavolate a raffica e se già qui sopra mi preoccupo poco del politically correct, ti lascio immaginare cosa succede dietro le quinte..
    Il libro è una storia un po' lunga: appena mi faccio un po' di coraggio ve la racconto. Comunque, in poche parole, quest'estate mi è stato chiesto di collaborare ad un libro sull'Italia, curando la parte gastronomica. Doveva essere un piccolo contributo, poi mi sono allargata un po' e l'editore ha pubblicato senza tagliare le mie parti (ed infierendo un po' sulle altre): per cui, risulto il secondo nome di un libro che praticamente ho scritto io. Solo che mi vergogno a parlarne, anche se prima o poi dovrò farlo, specialmente perché ho deciso di devolvere i diritti d'autore in benenficneza e quindi pubblicizzarlo è quasi d'obbligo
    Mi astengo dal commentar el'ultimo punto, perché siamo praticamente identiche...
    scusa anche tu la risposta chilometrica, ma io starei a chiacchierare per ore.
    ciao
    ale

    RispondiElimina
  17. @Alessandra: Fanali gialli era già introvabile all'epoca (sto parlando di metà anni '80, non del paleolitico :-)), noi leggevamo una vecchia edizione della mamma della mia amica che stava insieme per miracolo, devo chiederle se la conserva ancora!
    Ah sono cresciuta anche leggendo il "Giovane Holden", mamma mia quanti ricordi che riemergono, mi scende quasi una lacrima!

    @Muscaria: pargolo e pannolini non sono assolutamente d'ostacolo al suo modus operandi, infatti il titolo è I love shopping PER il baby e non CON il baby! :-))
    ciao a tutte
    Sara

    RispondiElimina
  18. Leggo il post con tutti i commenti e sono solo contento di essere passato di qui.
    Telegraficamente:
    1) Holden è una 'formazione' necessaria, un biglietto che va pagato, almeno per me;
    2) Non dico oltre sul tuo libro e sulle tue capacità di scrivere, sarei sccontato, quello che invece sottolineo è la lucida ironia e la sensibilità di cui sei dotata, entrambe evidenziate da una prosa naturale la quale tuttavia non sostituirebbe mai le prime qualora queste mancassero. L'ho scritto male ma è un complimento alla persona prima ancora che alle sue qualità tecniche :P

    RispondiElimina
  19. Anche se non ci fosse il discorso della beneficienza dovresti parlarne lo stesso...

    Di pseudoguide gastronomico/culturali ce ne sono tante ma non è che siano un granchè...si capisce sempre che c'è una sorta di sponsorizzazione per i luoghi, i negozi o i locali segnalati.

    Il fatto che questa volta ci sia stato un intervento tuo ne garantisce in un certo senso l'idipendenza...o almeno questa è l'impressione che dai nei resoconti dei tuoi viaggi.

    Per quanto riguarda i gusti di tua figlia avrei dovuto capirlo che le tue erano considerazioni scherzose ma sai com'è: il lunedì carburo con mooooolta lentezza!

    P.s. Quasi quasi mi iscrivo alla newsletter...

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  20. @ Sara, è vero: io ricordo una copertina rossa rilegata, col titolo solo sul frontespizio- segno che si trattava di un'edizione vecchissima. Facciamo una petizione perché lo ristampino? ora che me lo hai ricordato, altro che lacrimuccia...

    @ muscaria: recensione di mia figlia: "E' Becky Bloomwood nei pannolini". A parte che mi ha raccontato tutta la trama (lo ha letto tre anni fa: perché non si ricorda così la lezione di ieri, questo è un mistero) a parte la trama, dicevo, per la creatura il bello del libro è che la protagonista riconferma il suo personaggio, anche in una situazione a lei estranea. ( va da sè che abbia decodificato tutto: ma rendere l'enfasi con cui insisteva sull' E' Becky Bloomwood non mi è possibile)

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  21. @ ora faccio outing e dico che a me Holden non era piaciuto. Uso il passato perché, rileggendo i primi capitoli con mia figlia ( quando ha l'influenza, si riprendono le buone abitudini dell'infanzia) l'ho trovato dirompente. Fra l'altro, è successa una cosa singolare, proprio a inizio libro: mentre leggevo il colloquio fra Holden e il professore, pensavo strabiliata a quanto il modo di parlare e di atteggiarsi del giovane fossero molto simili a quelli della Carola: nello stesso identico momento, mia figlia si tira su dal letto e dice :" O, mamma, questo professor Spencer è uguale a te!!!". Miglior tributo a Salinger non poteva essere scritto, in casa mia

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  22. Del libro, prima o poi, parlerò. intanto, questi "spizzichi e bocconi" mi fanno passare un po' di paura e può darsi che fra poco mi decida a farlo.
    L'indipendenza intellettuale della sottoscritta è un doloroso e tormentato assioma, manifestatosi dal primo giorno dell'asilo, quando le ho prese dalla maestra perché non volevo dormire- e neppure fare finta, come gli altri miei compagni. Da lì in poi, una mezza tragedia, visto che mi sono sempre andata a cercare le salite- meglio se ripide e impervie. Solo che non riesco a fare altrimenti: per cui, prendetemi come sono- e siate felici di non dovermi sopportare di persona!!!
    ciao
    ale

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  23. Sono l'amica di Sara, quella di Fanali Gialli: della Gasperini è disponibile quasi tutto su BOL; certo, non l'edizione integrale di Fanali, che è del 57,ma io ho la copia di mia mamma!!!
    Consigliatissima...
    Raffaella

    RispondiElimina
  24. Grazie Raffaella, controllo e ordino subito. Vorrei tanto farla conoscere a mia figlia, esattamente come aveva fatto mia mamma con me, anche perché grosso modo ci siamo, con l'età.
    sono sempre più felice di aver aperto questo blog:-)
    ale

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  25. L'edizione Sonzogno disponibile su BOL, che avevo comprato anni fa, è leggermente più corta; manca "bonifica il materasso", ad esempio (sì: lo so a memoria).
    Sono contenta di aver incontrato questo blog (grazie Sara!)
    Raffaella

    RispondiElimina
  26. @ Raffaella, meno male che sei tornata. Senti qua. Ho recuperato dalla libreria Noi e loro, che avevo trovato riedita da Baldini e Castoldi e ho detto a mia figlia di leggerlo subito, perché era un gran libro. E vuoi sapere cosa è successo? Non solo lo aveva già letto, ma aveva letto tutta la trilogia, "in un libro che mi ha dato la nonna e che ho di là in camera". Non ha nemmeno rovistato tanto nella libreria, per trovarlo: "siamo in famiglia" ed. Rizzoli 1974- Io e loro, lui e noi e noi e loro. E la soddisfazione più grande è stato sapere che le è piaciuto da matti!
    P.S. ho controllato sul sito della BOl, ma devo aver sbagliato qualcosa perché della Sonzogno non ho trovato niente: solo Baldini e Castoldi...ora ricontrollo per bene
    ciao
    ale

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  27. Aspetta aspetta... è Baldini e Castoldi, che ha ripubblicato tutto qualche anno fa (complice, credo, anche la dichiarazione d'amore nei confronti di Brunella di Lella Costa quando rispondeva alla posta del mensile di Smemoranda); di Sonzogno sono due edizioni strane di Fanali Gialli e Note Blu trovate credo per bancarelle una riga d'anni fa.
    Comunque, Brunella mi ha portato qui ed anche al blog di Blimunda (conosci? genovese anche lei; io e Sara siamo del Tigullio...), ed è giusto che continui a passare di madre in figlia, per rigorosa via matrilineare!
    Raffaella

    RispondiElimina
  28. la Kinsella non è il mio genere, ma la tua recensione è come sempre sincera e attenta.
    volevo consigliarti, se già non lo hai letto, Il quinto figlio, di Doris Lessing.
    A me è parso straordinario, come d'altronde anche altri libri della Lessing.
    In un recente articolo su Repubblica ha scritto: "quando ho scritto il quinto figlio, il mio romanzo è stato immediatamente catalogato come un racconto sul problema palestinese, la ricerca genetica, il femminismo, l'atisemitismo e via dicendo. Ricordo che una giornalista francese, ancor prima di accomodarsi nel mio salotto chiosò: evidentemente il quinto figlio è sull'aids.
    Bel modo di interrompere una conversazione sul nascere, ve lo posso assicurare. Se rispondi: nell'eventualità che avessi voluto scrivere qualcosa sull'aids o sul problema palestinese avrei scritto un pamphlet, ottieni sguardi sconcertati. Scrivere un racconto per il gusto di narrare una storia è considerato frivolo, per non dire reazionario".

    e niente...spero di non averti annoiata. :)
    serafina

    RispondiElimina
  29. La Lessing mi piace molto, e dopo questa intervista, ancora di più. E' da molto che non leggo libri suoi ed è giunto il momento di ricominciare. Proprio da qui. Non solo non mi annoi, ma mi arricchisci: come co autrice del blog e come lettrice vorace ed accanita
    Continua così, se puoi.
    Grazie
    ale

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  30. In realtà l'estratto che ho riportato viene da un'articolo scritto proprio dalla lessing, in quel periodo novello premio nobel.
    ti linko l'articolo intero, nel caso volessi leggerlo.
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/10/17/quella-lingua-oscura-che-infesta-il-mondo.html

    un abbraccio

    RispondiElimina
  31. Ciao a tutte sono capitata per caso, ho letto la discussione, che nostalgia Brunella Gasperini, li prendevo in biblioteca, scandalizzando il bibliotecario che mi consigliava classici che poi ho letto.......Brunella si trova ancora in tante biblioteche....come si fa a iscriversi ad un blog, Nicoletta Olbia mail : olbia6@tiscali.it

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    Risposte
    1. Nicoletta, intanto benvenuta! A me la Gasperini la consigliò mia mamma ed era lei a comprarmi i suoi romanzi. Da allora, èdiventata un "male di famiglia", estesa a tutta la parte femminile (nonna sorella e ovviamente anche mia figlia).
      non ho idea di come si faccia ad iscriversi a un blog: ma se passi danoi il giovedì sera, parliamo di libri :-)
      ciao
      ale

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