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venerdì 19 ottobre 2012

Crostata norvegese al Cardamomo




Ufficio che vai- parte I

Nella vita della creatura, quest'autunno, ci sono stati un po' di cambi anagrafici. A lei hanno fruttato un nuovo profilo su FB, a sua madre una serie interminabile di code altrettanto interminabili davanti agli sportelli di tutti gli uffici pubblici, segreterie scolastiche e abbonamenti a teatro inclusi. 
L'unico ufficio davanti al quale non sono stata avvistata è stato quello della ASL, grazie all'inatteso e mai troppo lodato servizio del suddetto ufficio, che ti recapita direttamente nella casella della posta la tessera sanitaria, con tanto di codice fiscale stampato bello chiaro sul frontespizio. 
"Uh, ma non ci credo!"- ho detto, appena ho aperto la busta- "Finalmente, un servizio che funziona", ho aggiunto, dando inizio alla Cerimonia di Consegna del Documento, corredata di un rosario di raccomandazioni, che iniziavano tutte con "tienila da conto, perchè questa è importantissima" e finivano con un montessoriano "se la perdi, ti ammazzo". 
Tempo tre giorni- e la perde. 
Ma, memore del rosario e delle chiuse montessoriane, la disgraziata si guarda bene dal dirlo alla madre, almeno fino a quando proprio non le tocca, alla vigilia della partenza per le vacanze all'estero. 
"La Tessera sanitaria ce l'hai, vero?"
Silenzio
"Ho detto: la tessera sanitaria, ce l'hai, vero? e non dirmi che non ce l'hai perchè te l'ho data, mi ricordo benissimo anche quando" ed attacco a sciorinare tutta una serie di dettagli dello scenario dell'evento, che non sfigurerebbero in un verbale della Polizia, con tanto di come ero vestita io (per principianti) e come eri vestita tu (per esperti), che viene interrotta da uno sfuggente "Tanto in Inghilterra non serve"
Morale: il giorno dopo, a 24 ore dalla partenza, sono davanti all'ufficio della ASL, senza un filo di voce e con creatura al seguito "che-ora-vieni-cn-me-che-almeno-capisci-cosa-significa-dover-rifare-un-documento". 
Arriva il nostro turno, entriamo, mi sedio e attacco, con la sobrietà che mi è propria:
"Questa disgraziata ha perso la tessera sanitaria e domani deve partire per l'Inghilterra. Cosa si può fare?"
Trent'anni passati davanti a sportelli di uffici pubblici , in Italia, non mi hanno ancora insegnato che le informazioni, agli impiegati, vanno date una per volta, scandendo le parole, parlando in modo suadente e meglio ancora se con i verbi all'infinito. E, soprattutto, senza mai porre domande, ma solo formulando richieste. Ovvero, non "che cosa devo fate, in questo caso?", come è lecito e normale in qualsiasi parte del mondo, ma "tu fare questo, grazie". Lo so benissimo- e me lo dimentico ogni volta. 
Quindi, vi lascio immaginare l'espressione del tipo che ho di fronte, che, per tutta risposta, mi pianta gli occhi addosso e mi guarda, in silenzio. 
E io, peggioro la situazione
"No, perchè c'è stato un cambio anagrafico, per cui prima era registrata in un modo, ora in un altro..."
Mi taccio, sperando che non sia troppo tardi- e non lo è, infatti. Qualcosa si accende, nella mente del tipo, e questo qualcosa lo porta addirittura a schiacciare il tasto magico del computer che ha di fronte, esalando un flebile "Duplicato". 
Che mi viene consegnato e al quale, grazie al cielo, lancio un'occhiata, proprio quando sono al limitar dell'uscio. 
Torno indietro. 
"Guardi che non va bene: questo è quello vecchio"
Risposta
"Questo è quello che c'è"
E qui, mi monta la carogna: perchè la cosa che odio e che mi fa immediatamente imbestialire più dell' essere presa per scema , è l'essere presa per scema dai funzionari pubblici. Che vengono pagati per informarti ed aiutarti nella giungla della burocrazia italiana, non per fare i furbetti,a  tuo danno. 
Per cui, mi risiedo e spiego che non è possibile che questo sia "quello che c'è", perchè il documento che è stato smarrito è quello nuovo, che è stato recapitato direttamente a casa dal Ministero della Salute.  Che è l'Ente da cui dipende questo ufficio e a cui tutti i computer sono collegati. Quindi, i dati di mia figlia ci sono- e non me ne vado da lì, finchè non li trova. 
Non so se l'ho convinto io o la folla che rumoreggia alle mie spalle o lo sguardo di pura vergogna di mia figlia, che mai nella vita vorrebbe trovarsi in situazioni simili, da cui si evinca in chiaro modo che io sono sua madre: ma di fatto qualcosa si muove e il tipo apre bocca. 
"Mi dia il codice fiscale"
Parte l'AOM, con tanto di conto alla rovescia, meditazioni zen e una selezione degli evergreen del mantra
"Se le ho detto che l'ha perso, il codice fiscale, come faccio a darglielo?"
Il tipo scorge la fine della discussione e improvvisamente si rianima
"Senza codice fiscale, non posso fornirle il servizio richiesto", ribatte
Prendo fiato- e azzecco la risposta
"E io, senza la fornitura del servizio richiesto, non mi alzo da qui. Le dò i dati di mia figlia, cerchi il codice fiscale"
"Non posso- risponde pronto- c'è la privacy"
Questa, l'hanno imparata tutti. Anzi, mi sarà che debbano aver fatto anche un corso di formazione su "come levarsi dai maroni utenti insistenti" e"c'è la privacy" è la trasposizione contemporanea dell'"apriti sesamo". E pazienza se il primo le porte le apriva- ed erano quelle che custodivano ricchezze private, mentre questo le chiude e son quelle che permetterebbero l'accesso a servizi pubblici, che finanziamo con le nostre tasse e i nostri soldi: è l'Italia, bellezza, e tanto vale godersela fino alla feccia. 
"C'è il sito- ribatto, senza il mantra di sostegno- ed è pubblico". 
Uno a zero palla al centro, gongolo. 
Dietro di me, la fila ha smesso di rumoreggiare ed anzi, ora è in silenzio, attenta ad ogni passaggio, come se fossimo alla finale di Wimbledon. Anche la figlia ha smesso di tenere gli occhi a terra e di vergognarsi di sua madre e ora mi guarda pure con un certo interesse. Sto per girarmi a firmare gli autografi, quando il tipo segna il gol di rapina
"Ma non abbiamo internet, qui dentro"
La folla riprende a rumoreggiare e mi aggrappo all'ultima ancora di salvezza. 
"Ce l'ho io, gli dico: mi faccia fare una telefonata e le dò il codice fiscale", aggiungo, mentre smanetto col cellulare alla ricerca di mio marito, che, notoriamente, vive davanti al pc
"Pronto" fa lui, al quarto suqillo
"Giulio, senti: sonquiall'ufficiodellaaslperchèquelladisgraziatadiTUAfigliahapersolatesserasanitaria   e nonmeladannosenonc'èilcodicefiscaleenonhannointernetemelopuoicercaretutiprego?"
"Sono al bar"

La chiudo qui e vi dico che se non fosse stata per un'illuminazione improvvisa della sottoscritta, a cui lo stress a quanto pare risveglia pure la memoria, non so come sarebbe finita e quanto saremmo rimasti ancora lì. Prima che io finissi alla neuro, of course...
(continua...)

CROSTATA NORVEGESE AL CARDAMOMO
 da Signe Johansen, Scandilicious Baking



per la pasta frolla
11o g di burro
90 di zucchero a velo
250 g di farina
2 cucchiaini di lievito in polvere
1 pizzico di sale
75 ml di panna
1 uovo

per il ripieno
200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero
50 g di burro fuso
2 albumi
1 cucchiaino di cardamomo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale

Tuorlo d'uovo per spennellare la superficie
Zucchero a velo per decorare. 

Le dosi si riferiscono ad uno stampo di 22 cm di diametro: quello che vedete in foto è di 26, per cui ho aumentato le dosi di un terzo. ho anche profumato col limone, che secondo me ci sta.
Preparate la frolla, lasciatela riposare in frigo, poi suddividetela in due parti: 2/3 e 1/3. 
Stendete i 2/3 nella teglia imburrata, sul fondo e sui bordi. 
Rimettete in frigo e preparate il ripieno, unendo tutti gli ingredienti: mescolateli bene in una terrna, in modo da amalgamarli perfettamente
Accendete il forno a 180 gradi, modalità statica. 
Versate il ripieno nel guscio di frolla
Stendete la restante pasta in un disco sottile, che disporrete sulla superficie della torta, facendolo aderire bene ai bordi e sigillandolo con le dita. 
spennellare la superficie con tuorlo d'uovo e infornare per una ventina di minuti, fino a quando la frolla inizierà a scurirsi leggermente. 
Sfornare, lasciar raffreddare e spolverare con zucchero a velo prima di servire. 

 




81 commenti :

  1. Proviamo per un attimo a metterci nei panni del "povero" impiegato, che si è visto presentare una giovane Adolf senza baffetti. Lui, retto dal vuoto più assoluto della propria anima, dal vacuo oblio della sua mente, dal nulla del proprio sapere ha provato a contenere l'immissione forzata di stimoli da parte del suddetto soggetto, ritenuta pericolosa anche a prima impressione. Lui che ha donato la propria vita all'atarassia totale si è trovata te di fronte, colei che avrebbe di che far tremare i monaci buddisti più saldi...
    Ora, lo chiedo a te, visto che lui si è suicidato di certo a quest'ora..."ma non ti ha fatto pena quell'ameba di uomo per infierire così...e sì che per i figli si fa tutto ma anche con il duplicato sarebbe partita...e soprattutto senza un cadavere sulla coscienza!!" :P ahahhahaha

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    1. il duplicato riportava un cognome diverso, come te lo devo dire?????
      :-9
      aspetta che vado a mettermi i baffetti, che forse son più persuasiva- E GUAI A TE SE COGLI CIO' CHE TI HO APPENA SERVITO SUL PIATTO D'ARGENTO, guai a te :-)))

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  2. splendida questa crostata!
    baci e buona giornata

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  3. :)
    mi stupisco. ma non hai scritto sulla tua agendo tutti i codici fiscali????? :) io si e ti assicuro che che tante volte mi hanno salvato dal "ritorni o ritelefoni quando ce l'ha"!

    cara mia, dovrei descriverti qualche scena degli uffici pubblici in grecia! roba che quella che testè hai descritto è spaziale!

    irene

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  4. Cara, la creatura non ti ha comunicato lo smarrimento perchè era terrorizzata dalla reazione che avrebbe (ed ha avuto) la sua dolce dolce mammina. Io ho le copie di tutti i documenti del marito. Mie ovviamente no...

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    1. L'ultimo documento che ha perso è il libretto scolastico. Al 30 settembre, ero già a supplicare per un duplicato. Poi ho sollevato il materasso, e ora abbiamo due libretti scolastici di quest'anno, e due di tutti gli anni passati. oltre alle due tessere sanitarie, ovviamente :-)

      e comunque, la dolce mammina è in effetti un deterrente alle confessioni :-)

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  5. Non mi parlare di uffici!!! In questo periodo li sto girando tutti credimi e si passa dalle domande demenziali all incazzatura più grande!!! Per non parlare della calma!!!! Scusi potrebbe farmi la carta subito? Risp. Ci vuole pazienza.... Si ma tanta!!!!
    Ho visto una crostata simile su un libro di Gordon Ramsay e con il cardamomo mi ispira :)

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    1. quale libro??? :-)
      ne ho solo cinque, del Gordon, e avere la scusa per comprarmene un altro non sai che godimento mi dia, guarda...:-)

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  6. l ho fatta, ieri, a dispetto degli accumuli di ciccia che stannpo già manisfestandosi un po' ovunque....... e' eccezionale, goduriosa, da ripetere.. Peccato solo che gli avvoltoi di famiglia me l abbiano spazzolata via in poche ore.... E quanto a codici fiscali, figlie distratte et similia, non dimenticare MAI che non sei sola, in questa valle di smemorate- infingarde - incoscienti ma deliziose nostre creature!

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    1. oh, ma bene, bene, bene, benissimo!!! perchè ogni tanto, anche quelli della niusletter devono averci qualche anteprima! Anche in ufficio da me, è stata spazzolata in un fiat.
      A proposito di creature e di valle di lacrime da condividere: parto per Valencia, ma torno martedì. per un caffè, ci sono volentieri... e io porto la foto della mia patente, se vuoi ;-)

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    2. chiamami - SE TE NE RICORDERAI.... - così vedo di "uniformarmi alle tue esigenze" ( che detto così fa strafico, ma è mutuato dall ufficio e quindi ignobile by definition ;-)) . Dimenticavo : oggi secondo round torta mandorle/cardamomo, a grandissima richiesta di famiglia, mamma 93enne compresa. Addio girovita,fianchi etc...

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  7. hahahahahahaha....zi badrona io brometto di non dire nulla! :DDDDDDD

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  8. ah ah esilarante il tuo racconto, se non altro che anche io anni fa persi il mio codice fiscale e so benissimo la trafila burocratica che ti aspetta, siamo in Italia cara :-D Finalmente la ricetta di questa crostata, me la stavo sognando pure di notte :-D

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    1. arrivata, visto? con più rapiridtà del codice fiscale :-)

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  9. Che dolce delizioso! Te lo copierò subitissimo...
    Quanto agli uffici pubblici, lasciamo stare. Vige la regola del meno fai e meno farai.
    Quindi, ben vengano delle rompip... come te ( e me) che poi, vorrebbero "solo" quello che gli è dovuto...O sbaglio?
    Elli

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    1. Non sbagli, purtroppo. E anzi: hai ragione, su tutta la linea. Purtroppo :-(
      E ancor grazie che noi siamo dei rompiballe: ma pensa a quante persone- che poi sono la maggioranza- si devono accontentare del "c'è la privacy", "non mi funziona il terminale", "non ho internet" e prepararsi a trafile lunghe e penose, per avere quello che dovrebbe spettargli di diritto, e pure in un nanosecondo... che tristezza, davvero...

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  10. Vedo che non ti annoi mai! ma se tutta questa "avventura" alla ASL ha prodotto una crostata del genere, beh sarà il caso che la creatura perda anche altro......questione di tempo? Maaaa un corso di yoga? Ciao a presto.

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    1. il corso di yoga l'ho fatto, a suo tempo. Quest'anno ci ho mandato mia figlia. Vorrà dire qualcosa o no??? :-)

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  11. davvero, talvolta (sempre più spesso) qui in mezzo (su internet) mi sento tanto figlia. Ho avuto una madre che ha impiegato un sacco di tempo ad imparare l'importanza della tessera sanitaria (almeno sino a quando non l'hanno plastificata), e quindi anch'io ne ho capito l'utilità solo invecchiando......Prima era una cosa inutile che ti davano e non sapevi mai dove potesse essere finita. Quella vecchia, quella cartacea, non so neanche se io l'abbia mai avuta tra le mani.....Forse lpavrà avuta mia madre....bah! :-DDD

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    1. il problema è che io resto figlia inside. Altrimenti, le avrei insegnato un po' più di rigore e di ordine e le avrei detto arrangiati, che sennò non parti, invece che andare a far code negli uffici, sorridere a presidi giustamente incavolati (al 5 ottobre, ha già perso il libretto) e mandare mio marito a far figure di palta davanti allo sportello dell'AMT ("ma quante volte l'ha persa, sua figlia, la tessera dell'autobus?").
      Però, ora le ho chiesto se ha la carta d'identità e la tessera sanitaria che domani partiamo e mi ha risposto, sbuffando "sì, ce l'ho, mamma... che ansia".... c.v.d., giusto?

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  12. Ho risolto il problema a modo mio...ho svegliato l'unico neurone che ho e ho imparato a memoria i codici fiscali di tutta la famiglia, mamma compresa. E questa e' una: ho fotocopiato tutti i documenti del bambino, che a 16 anni gira con il passaporto perché non ha voglia di fare le foto per la carta di identità ... Avendolo ben avvertito che se lo perde se ne sta in Italia fino al compimento del 18 anno, perché io un altro giro - questura - coda - casa - telefonata a suo padre ( che è' la cosa più simpatica... ) - casa padre - vista padre - questura - coda - casa - e ritorno al punto 1 perché si scordano sempre qualcosa non lo faccio più ... Con questa fatica viene fame e quindi quando finisco la dieta la faccio, che sono in vena di spezie...ps Federico non è' reticente anzi quando perde qualcosa urla perché, inutile dirlo, e' sicuramente colpa mia!

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    1. Stasera ha perso la canottiera. Che aveva preso in mano poco prima di venire a vedere l'xfactor daily. Io non mi sono mossa da dove ero, mio marito è su un aereo, ergo o dava la colpa all'ectoplasma o erano cavoli suoi. Ha scelto la seconda- e me la son goduta, finalmente
      (e comunque, ora lo so a memoria, il suo codice fiscale :-)))

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  13. Aspetta...finisco di rotolarmi, ripiglio fiato e poi leggo la ricetta....

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    1. Eccomi, pero' ho ancora l'adipe tremolante. Ma sai che anche in Norvegia si mangia benissimo!! Soprattutto pesce e dolci. Quindi so gia' che questa torta mi piacera' un sacco e il profumo di limone ci sta, ci sta....Buon fine settimana e buon lavoro!!

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    2. me ne vado a Valencia, altro che buon lavoro!!! :-)))
      ma ti puoi sempre consolare con questa torta, che è una gran figata: unica controindicazione: riempie da matti. Ma da te fa freddino, quindi è perfettissima!

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  14. Ale, la crostata chettelodicoaffare, è da svenimento.
    Per qunto riguarda gli uffici pubblici ti riporto un mio post del vecchio blog, è un po' lungo ma illuminante(l'ho dovuto spezzare in due sennò non me lo prendeva).

    Lo sapete cos’è l’estratto autentico dell’atto di nascita? È un modulo che viene compilato a mano con i dati della nascita copiandoli dall’atto originale; per questo motivo non te lo fanno seduta stante come gli altri certificati, ma va ordinato all’anagrafe e te lo consegnano dopo un paio di settimane, ché del piccolo scrivano fiorentino stacanovista notturno hanno buttato via lo stampo; non so se viene richiesto per qualche altro uso, a parte quello di sposarsi per il quale è servito a me.
    E quindi un po’ di anni fa, un pomeriggio esco dal lavoro e mi fiondo a Palazzo Vecchio per il ritiro; quando arriva il mio turno mi tocca un omino che sulla fronte stempiata ha la scritta "impiegato comunale" e sotto, più in piccolo, "oggi m’è toccato il turno di pomeriggio e mi gira anche i coglioni":
    "mi dica"
    "buonasera, dovrei ritirare questi due estratti di nascita"
    "ci si sposa eh?"
    "eh già" (un piattino di fatti tuoi no, eh?)
    L’omino prende la ricevuta che mi hanno dato quando ho fatto l’ordine e sparisce dietro una porta; dopo qualche minuto riappare e mi consegna due fogliolini verdi diligentemente compilati con calligrafia da maestra elementare. Io, che di secondo nome faccio santommaso, li scorro velocemente e nel mio trovo qualcosa che non mi convince:
    "scusi, ma come mai nel mio c’è scritto nel testo "l’anno millenovecentoics, il giorno tale del mese tale a ore tali è nata in Firenze Perla D’Arsella eccetera" mentre in cima come intestazione c’è scritto "anno millenovecentoicspiùuno"?"
    "vuol dire che la nascita è stata registrata l’anno dopo"
    "abbia pazienza eh, ma io son nata alla fine d’aprile, come è possibile?"
    "si vede che c’è stata una denuncia tardiva"
    "ma non son mica nata in tempo di guerra! possibile che abbiano aspettato otto mesi a denunciare la mia nascita?"
    "vedrà che è così, succede abbastanza spesso"
    e mi fissa con lo sguardo da tenonlasaimicatutta
    (oddio c’è un mistero dietro la mia nascita? non son la figlia e nipote primogenita che tutti aspettavano ansiosi?)
    "scusi sa, ma secondo me non può essere! non è che l’anno scritto in cima è sbagliato?"
    "non credo proprio"
    "ma non si potrebbe controllare? visto che è scritto a mano..."
    "guardi, per sicurezza si fa un controllo, ma vedrà che ho ragione io e che è stata una denuncia tardiva; venga con me"

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  15. (segue)
    Lo seguo dietro la porta, attraversiamo un altro ufficio, un corridoio e, mentre mi guardo intorno interessata (dopotutto siamo sempre dentro Palazzo Vecchio, magari scopro un affresco dimenticato dietro una fotocopiatrice), l’omino apre un uscio e all’improvviso mi si spalanca davanti uno stanzone immenso col soffitto altissimo e le pareti coperte da archivi rotanti pieni di faldoni; ogni muraglia di carta ha in cima un grosso cartello pitturato a mano: "nascite dal 1870", "matrimoni dal 1825", "morti dal 1890", insomma la storia di generazioni di fiorentini.
    Rimango affascinata dal pensiero che lì dentro potrei trovare buona parte dei miei antenati, ma l’omino non sta a gingillarsi e, mentre io son lì a naso ritto a pensare alla bisnonna Carolina coi capelli rossi, ha già tirato giù il faldone dell’anno millenovecentoicspiùuno, slaccia i nastri che lo tengono chiuso e va a cercare il numero dell’atto: naturalmente c’è registrata la nascita di qualcun altro.
    La rivelazione lascia totalmente spiazzato l’omino, che attacca a balbettare:
    "ma come… eppure… non capisco"
    Risucchio il telavevodettoio che mi sta per scappare di bocca e con voce dolce come un pugnale tuffato nel miele gli suggerisco:
    "perché non prova a guardare lo stesso numero di atto ma nell’anno millenovecentoics?"
    E lì infatti eccomi regolarmente registrata (per la cronaca, la denuncia è stata fatta due giorni dopo, non otto mesi, perché il giorno che son nata erano troppo occupati a guardarmi e il giorno dopo era festa).
    A questo punto non mi tengo più ed è con immensa soddisfazione che gliela schianto sul muso e gli spettino il riporto:
    "HA VISTO CHE NON ERA UNA DENUNCIA TARDIVA?"

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    1. RIDO-RIDO-RIDO e rido e lo dico a tutti quelli che passano da qui: con tutta che la Perladarsella è meglio da viva :-))), ha uno dei blog più spassosi ed esilaranti che io abbia mai letto. Farcisi un giro, se non ci si fida
      perladarsella@blogspot.it

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    2. Confermo su tutta la linea...le sue lezioni di fiorentino sono meravigliose!

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    3. Troppo buone, signore (che poi senti chi parla, fra tutte e due la penna sapete piu' che bene come si tiene, l'Ale la bazzico gia' da tempo ma te Pat sei una scoperta recente e in una settimana mi son letta tutto il blog cominciando dall'inizio e trovando peraltro delle notevoli affinita' con la sottoscritta).
      Magari ripubblico un paio di post sull'arte, tanto per spezzare un po' questi ultimi da maestrina dalla penna rossa de' poeri.

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  16. Ho scoperto di recente il cardamomo e devo dire che mi piace molto, arricchisce le preparazioni con il suo sapore che sa di Oriente..
    Crostata perfetta per la colazione del week-end!

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  17. mi scappa da ridere...posso? anche io sono così negli uffici pubblici e ho scoperto che alzare la voce funziona. già m'immgaino fra qualche anno con mia figlia...però, ora che lavoro in Comune, non come funzionario pubblico ovviamente, devo spezzare una lancia: non tutti sono così...però anche io ne ho incontrati un bel pò! il cardamomo non l'ho mai provato per timore di essere allergica, ma mi sa che mi perdo qualcosa ed è bene provare, bentelan alla mano!

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    1. anch'io lavoro nel pubblico e so bene che esiste uno zoccolo duro di impiegati seri e rispettosi dell'utenza e quindi del proprio lavoro. Ma ogni volta mi chiedo fino a quando resisteranno, senza incentivi se non quello della soddisfazione di una coscienza pulita, di fronte a colleghi che fanno la metà di loro, screditano la professione, ma al 27 del mese prendono la stessa busta paga....
      non faccio testo, ma io il cardamomo lo posso mangiare...

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  18. Ale non prendertela, mettila così: pur di non DOVERTI più accompagnare a fare i SUOI documenti, la Creatura vedrà di non perderli.... o cambiar casa!
    Bella come sempre la tua introduzione, mi strappa risate piene (per fortuna sono in pausa pranzo!)... ma la crostataaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!
    Cardamomo.... frangipane (mi pare).... ma che cattiveria: sono ancora a dieta!
    Io di solito non metto il lievito nella pastafrolla ma questa LA DEVO PROVARE... SOLO PER IL LIEVITO NEH!!!
    Buon WE e Buone ferie!
    Nora

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    1. ..ma le mandorle non fanno ingrassare :-)
      (e sorvoliamo sul fatto che le mandorle che non fanno ingrassare sono quelle che si assumono in numero di due, al mattino a colazione- e stop :-)))
      ho parecchie ricette con il lievito nella frolla, ma questa è la più ok di tutte: provala, se ne hai occasione, anche perchè è facilissima e velocissima- e poi ne parliamo ;-)

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    2. Lo faccio di sicuro ma prima devo fare un esperimento con questa.... poi con un'altra che ho assaggiato e che è un po' particolare .... ma questa mi piace solo così, dal nome!
      Besos e buonanotte...
      Nora

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  19. Ho acquistato il cardamomo in semi un paio di settimane fa, per farne una crema pasticcera che ho visto da Santin, ma devo dire che òa tua crostata mi ispira molto, ora o compero anche il cardamomo in polvere ( presumo il tuo sia in polvere) o trovo un modo per utilizzare quello in semi....non so se tritandolo potrà essere altrettanto commestibile

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    1. assolutamente sì, anzi: è mille volte meglio di quello che acquisti già in polvere. Se sei brava col mortaio, poi, il massimo dell'aroma lo sprigiona quando viene pestato.

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  20. La crostata la aspettavo al varco.....Ma e' il racconto che mi fa pensare che dobbiamo chiudere i blog di cucina ed aprire dei blog sulle peripezie burocratiche.
    Perche' la tua storiella e' "just the tip of the iceberg"...
    Baci.

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    1. ma difatti è la prima puntata. E il titanic è la burocrazia. e noi, siamo i passeggeri di terza classe, mi sa...

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  21. in certi uffici bisogna avere mooolta pazienza!!! per fortuna ci sono anche persone gentili, bisogna dirlo, ma tante altre che mi hanno fatto innervosire parecchio.
    La torta dev'essere deliziosa, il cardamomo è molto fresco e piacevole :-)

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    1. è lo stesso discorso che facevo prima: come sempre, c'è il buono e il cattivo. Solo che la burocrazia è cosa talmente frustrante e penosa che ti ci manca anche l'impiegato immusonito e con scarsa voglia di lavorare...

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  22. La crostata è goduria pura, il racconto degli uffici all'italica maniera mi ricorda una mia discussione con l'ASL del mio comune: gli astanti mi spalleggiavano nella guerra contro l'impiegato che non sapeva una mazza e mi ha sbattuto un foglio in faccia gridandomi "leggi signorì". Io ho letto e fatto notare che c'era scritto esattamente quello che sostenevo io. Che ovviamente era il contrario di ciò che blaterava lui. Quando sono tornata a casa ero fuxia. O verde Hulk.

    p.s. ti ricordo l'impiegato svogliato e superficiale se ti dico che avevo letto "genovese" e non "norvegese"?

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    1. leggi, signori :-)
      norvegese, scrissi :-))))

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  23. Wow!!!! (intonazione: entusiasta/ammirata) per la crostata.

    ...Wow... (intonazione: "You have my sympathy" per la battaglia col burocrate.

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    1. next time, ti voglio fra i sostenitori. curva hooligans, naturalmente :-)

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  24. Ridevo da sola davanti al pc!!! Come sempre :)! Mi fai morire :)!E la torta mi piace un sacco :)! Sei una grande, per la torta e per come ti sei fatta valere...eccheccavolo!
    p.s.Nella foto c'è scrito "albummi" ;)!

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    1. yes. c'è pure scritto 300 g di farina e 300 di zucchero, quando invece son 200 :-)
      a proposito di chi corregge gli errori degli impiegati della ASL :-)))

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  25. è proprio comune a quella di tanti altri la tua esperienza. Io che per lavoro devo spesso visionare certificati anagrafici di ogni genere (degli altri per fortuna) me ne sento raccontare di tutti i colori. Come anche che lo stesso tipo di certificato può essere gratis o a pagamento a seconda dello scopo per cui lo richiedi e che quindi basta raccontare all'addetto che quel tal certificato ti serve per uno scopo per cui è prevista l'esenzione e sei a posto. Mah... Per quanto riguarda la crostata non riesco proprio a immaginarmi come possa essere il ripieno al cardamomo. Bene, ho trovato un ottimo motivo per provare a farla al più presto ;)

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    1. Il ripieno al cardamomo è più che altro una questione di olfatto. Nel senso che tagli la torta e svieni dal profumo. Poi, la assaggi e mangi una crostata ripiena di pasta di mandorle aromatizzata, ma con la cottura il cardamomo e la vaniglia si mischiano e si fondono bene insieme. Ma al primo taglio, ti assicuro, ti inebri.

      Pat Pat sulla spalla, per le tue pratiche... non vorrei essere nel "dietro le quinte" della burocrazia, proprio per niente :-)

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    2. No no...fortunatamente devo solo visionare i certificati dei clienti fatti da altri e sono loro a raccontarmi cosa succede nei vari uffici anagrafici.
      La tua descrizione del cardamomo è stata così minuziosa e precisa che mi è sembrato di averla qui una fetta della tua torta ;) grazie, proverò veramente a farla.

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  26. NOOOOOOO.....voglio sapere SUBITO come finisce! Mi hai tenuta incollata qui come una scema, con la stessa espressione di tua figlia e del pubblico non pagante e non mi dici come finisci? Ma io faccio un putiferio, faccio! Uffa!
    Me ne vado senza neanche guardare la torta, che tanto è un altro motivo di mal di cuore.
    Sgrunt!

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    1. il "continua" si riferisce ad un'altra puntata.
      faccio come le telenovelas.
      Chiamatemi suellen :-)

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  27. Non commento gli uffici pubblici... (troppe ce ne sarebbero da dire!!!), ma la crostata, sì! Sembra divina e da provare assolutamente!

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    1. mi piace l''"assolutamente" :-) e concordo. Assolutamente :-)

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  28. crostata da leccarsi i baffi direbbe Magali, crostata da suonare subito alla tua porta per richiederne una fetta dico io! Baciotti e ronron Helga e Magali p.s. sugli uffici pubblici e relativi impiegati calo un pietoso velo di silenzio!

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    1. a magalì ne diamo proprio un pezzettino, tanto per farci compagnia, che con tutto quello zucchero è un attentato. Ma il resto, è tutto tuo!

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  29. Raccontata vis a vis è da morire, ma anche leggerla non è male.
    Chi vuole sapere come va a finire???? Io lo so!
    Venendo alla crostata, non ho mai assaggiato il cardamomo e sono passibile di pena capitale per questo, però mi piacerebbe tanto provarlo, non è che me ne dai una fettina? Va che vengo anche a prendermela.
    Un abbraccio forte

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    1. giusto, è vero che a vi l'ho raccontata!!
      e anche la puntata successiva, ora che ci penso...
      ma quella di SKY vi manca... e anche quella dell'università... e forse anche quella del gas...
      se te la vieni a prendere, la torta c'è :-)

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    2. Ale... facciamo un pullman da Milano.... uno da Palermo... e ce lo racconti in diretta... Il Caffaro è disponibile ad ospitarci tutte????
      :-)
      Nora

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  30. Ciao suellen :-)! in effetti entrare negli uffici pubblici è come iniziare a guardare una telenovelas: sai quando ci entri ma non sai quando (e se) ne uscirai! io mi sto scoprendo veramente isterica, polemica e con un livello di sopportazione quasi a zero. In pratica sto diventando come mia madre (incubo!) e avrei probabilmente fatto uno sfracello, al posto tuo.
    Ti faccio una domanda da deficente: dove lo trovo il cardamomo? raramente riesco a far delle spese in posti diversi dall'Ipercoop e senza due bimbi nel carrello e una lista che non finisce più.. vorrei trovare proprio i semi perchè ho un bel mortaio e due bimbi volonterosi a cui piace pestare (nel senso buono), ed io non vedo l'ora di inebriarmi,come dici tu, al taglio della prima fetta!
    buon long weekend!

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    1. ciao, Pam :-)
      ti direi alla fiera di San Lazzaro, ma temo che questo ci porterebbe a parlare di ben altre merci di scambio :-)
      drogherie ben fornite, di solito. e, ovviamente, negozi orientali, meglio se indiani (quelli, han di tutto). Darei anche un'occhiata a qualche Iper ben fornito, strano che all'Ipercoop non ci sia
      oppure mandami in tuo indirizzo (alessandra.gennaro@gmail.com) che te ne mando un po' da qui

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    2. Ci credi che io abito a San Lazzaro di Savena (BO)? e che abbiamo pure la fiera annuale in Agosto con banchetti, stand etc etc?? ehehehe :-D
      non volendo aspettare Agosto uscirò dal tunnel dell'Iper e cercherò una bella drogheria..

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    3. Scusa l'intromisisone: la Fiera della canzone di Guccini ?
      Maria Chiara

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  31. E che te lo dico a fare? Anche qui c'è stato il cambio di cognome... e pure doppio... E poi ci si stupisce se ho il fegato spappolato?

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    1. no, non ci si stupisce. due volte, magari :-)

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  32. Looks delicious! Great recipe for the weekend, thanks : )

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  33. Mi ero persa questo post che ora mi fa sbellicare dalle risa. Stessa scena, figlio maschio (quindi con aggravante determinata dal sesso notoriamente poco "sveglio") e invece della tessera sanitaria si parlava della tessera del tram (persa ben 3 volte, non una!!!) ma la scena era uguale.
    Alla quarta perdita ho finto un'emicrania strappacervelli e ho inviato il marito con pargolo al seguito. Il marito, notoriamente insofferente verso le code e gli uffici pubblici, è tornato a casa paonazzo, il figlio con la coda tra le gambe (ma al momento non ha ancora perso la tessera) e io mi sono evitata l'ennesima inca**atura con figlio e impiegato.
    La prossima volta mi do per dispersa :-D

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    1. ugualeeeeee!!! ci ho mandato il marito- e l'impiegato lo ha guardato e ha fatto pure la batuttona "belin, ma quante volte l'ha persa, sua figlia, la tessera?"... meno male che non c'ero :-/
      comunque, anche qui: finora c'è,
      a chiavi di casa, invece, come sei messa? :-)

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    2. non le ho ancora mollate. Ehhhh no non ci casco io! Il risulatato è che sembro sempre Cenerentola che scappa dal ballo...per raggiungere il figlio sul filo della porta di casa e gridare "Prima!" Eh già perchè chi arriva secondo sparecchia! :-D

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  34. Per un pelo che mi filava la crostata e,ben più grave, il tuo "pezzo"....! da risata a gola piena e mal di pancia, as usual !
    Io lavoro in un ufficio pubblico, pur senza sportello e mi piace cercare di "vincere" la ottusa e impantanante burocrazia soprattutto mettendomi nei panni del povero utente che nulla sa nè ha dimestichezza con leggi e certificati che, invece, sono il mio pane quotidiano.... Ma ogni impiegato può trovarsi a essere cittadino "bisognoso di comprensione" e allora ? perchè infierire con sgarbataggine e ottusaggine ? oggi a me ma domani... a te !
    baci
    Maria Chiara

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    1. anch'io, a mio modo, lavoro nel pubblico. Anzi, per certi versi ci son doppiamente. Ed è per questo che mi incavolo il triplo :-)

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