OverBlog

venerdì 2 novembre 2012

Ancora Tu: la Texas Sheet Cake di Martha Stewart

sheetcake




Cos'è che avevamo detto, per asciugarvi le lacrime alla fine dello scorso Starbooks? Che il Martha's American Food che ha rallegrato le  cucine delle Starbookers  sarebbe finito a prender polvere sugli scaffali delle librerie, oppure che avremmo continuato a sfogliarlo e a studiarlo e a proporvi le sue ricette?
Et voilà: promessa mantenuta.
E hai voglia a fare il contrario, aggiungo: anche perchè questa torta occhieggiava da tempo dalle pagine del libro e, come se non bastasse, non c'era neanche bisogno che me la andassi a  cercare: bastava che aprissi il sacro testo e zac! la pagina su cui si finiva era irrimediabilmente quella. Il cioccolato, la glassa colante e l'aspetto così dannatamente sticky han fatto il resto- e nel giro di pochi minuti mi son ritrovata in pieno trip da Sheet cake, col neurone spremuto alla ricerca di un'occasione buona per. 
Che si è palesata sotto la forma della tradizionale cinghialata, che gli amici del marito organizzano ogni anno giusto in questo periodo. E con cui, naturalmente, questa torta non c'azzecca un bel niente, ma tant'è: quello passava il convento (della mia agenda) e a quello mi sono adattata. Con risultati a dir poco sconvolgenti, perchè da allora non ho più smesso. 
Ho iniziato facendone una, che poi son diventate due ("magari non basta") e poi tre (core de mamma, vogliamo lasciare la creatura senza colazione?): e questo, la prima sera. Visto come è finita (applausi a scena aperta, abbracci fraterni, sguardi di sincero apprezzamento rivolti al marito- quando hanno iniziato a lanciar canottiere, son dovuta andar via), ho replicato. E replicato. E replicato. E replicato ancora. 
Fatemene fare un'altra, per i colleghi- e poi vi autorizzo a chiamare un dottore...


TEXAS SHEET CAKE
da Martha's American Food

Partiamo dal nome, che a casa mia ha dato la stura ad una serie di battute cretine (l'ultima, ieri, di mia figlia, quando ho servito a chiusura del pranzo dei Santi questa e una bavarese di cachi): la sheet cake prende il nome dalla sheet pan, che altro non è se non la nostra teglia da biscotti, con il bordo un pochino più alto. 
L'atto di nascita è piuttosto recente: intorno agli anni Settanta, come alternativa alla più elaborata della German Chocolate Cake, che è torta di cioccolato a strati, di tutto rispetto. La Sheet Cake, invece, è semplicissima da preparare e soprattutto ultra veloce: tant'è che spopola alle feste parrocchiali e nei pranzi alla buona, con buona pace di tutti: della cuoca, che in meno di mezz'ora si ritrova con una torta da porca figura e dei commensali, che se la sbafano in meno di un nano secondo. 
Avoler cercare un equivalente, la torta budino è quella che le assomiglia di più: la differenza sostanziale è che la parte morbida di quest'ultima si forma in cottura, mentre nella Sheet cake è data dalla glassa, che si versa dopo che è stata cotta. Ma grosso modo siamo lì. 
Ultima nota: ci vogliono le noci pecan- o comunque le noci. Io le ho finite e ho usato le nocciole, che, per carità, vanno benissimo: ma l'originale ha le noci. 
Eccovi la ricetta, con le conversioni di rito e le mie note in fondo

sc

 per la torta

225 g di burro non salato, più un po' per ungere la teglia
240 g di farina
380 g di zucchero
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di cannella macinata
30 g di cacao in polvere, non zuccherato
250 ml di acqua
2 uova grandi, leggermente sbattute
125 ml di latticello
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

per la glassa
115 g di burro
30 g di cacao amaro in polvere
125 ml di panna fresca da montare
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
350 g di zucchero a velo (ne ho messo meno)

per la decorazione
100 g di noci pecan, grossolanamente tritate

Per la torta
Accendere il forno a 190 gradi. 
Imburrare uno stampo rettangolare di 22x32 cm circa. 
In una terrina, mescolare la farina con lo zucchero, il lievito, il sale e la cannella. 
In una pentola piuttosto capiente, far sciogliere il burro: dopodichè unire il cacao e l'acqua, mescolare bene, riportare sul fuoco e far bollire. Aggiungere gli ingredienti secchi (il mix di farina zucchero sale lievito e cannella), mescolare bene e in ultimo unire le uova (sgusciate in un piatto e leggermente sbattute, quel tanto che basta per rompere il tuorlo), il latticello e l'estratto di vaniglia. 
Versare il composto nello stampo, battendo quest'ultimo sul tavolo per evitare che si formino bolle d'aria e infornare, dai 12 ai 14 minuti. Appena la torta si stacca dai bordi, ci siamo

Nel frattempo, preparare la glassa
In una casseruola, sciogliere il burro; unire il cacao e la panna e portare a bollore. Togliere dal fuoco e aggiungere lo zucchero e l'estratto di vaniglia, mescolando bene in modo che tutti gli ingredienti si amalgamino. 

Una volta sfornata la torta, lasciarla raffreddare nella teglia per pochi minuti, poi trasferirla su una gretella: versarvi  sopra la glassa, finchè è ancora tiepida. Spolverare con le noci e lasciar raffreddare bene prima di servire. 

Note mie
Partiamo dagli ingredienti introvabili
  • il latticello: al NaturaSì si trova e forse anche in qualche negozio biologico. Se non lo trovate, potete farlo in casa. L'ideale sarebbe montare la panna finchè diventa burro ed usare il liquido che si separa dalla parte solida, visto che il latticello vero e proprio è quello lì. Ma esistono vari metodi: due li trovate qui, mentre il metodo che uso io è ancora più semplice: metà yogurt bianco compatto, non zuccherato e metà latte parzialmente scremato. Non è l'originale, ma funziona. 
  • l'estratto di vaniglia: sono in molti a prepararlo a casa (non guardate me), e indubbiamente questa è sempre la soluzione migliore. Io ho usato di tutto, anche le schifezze dei cinesi, per dire, con risultati adeguati alla qualità del prodotto. Ora mi son convertita ai semi di vaniglia (sempre NaturaSì, costano un botto ma durano un'eternità) e vado avanti con quelli: la punta di un cucchiaino basta e avanza, di solito: ma basta assaggiare e ci si regola. 
  • le noci pecan: a Genova, fatichiamo ancora a trovarle. Ne faccio incetta quando arrivano sul mercato, salvo poi farle diventare molli nel frigo- ma questa è un'altra storia. Le noci normali vanno benissimo
 Per quanto riguarda la preparazione, vi sarete accorti che, mutatis mutandis, il principio base è sempre quello: ingredienti secchi da una parte, ingredienti liquidi dall'altra e lavorazione minima, quel tanto che è necessario ad ottenere un composto omogeneo. E' il principio cardine della pasticceria americana (provate a mescolare l'impasto dei muffins un minuto di più e vedrete che succederà) ed è una delle ragioni per cui la amo. 
Quello che la Martha non dice, però, è che gli ingredienti secchi, ad eccezione dello zucchero semolato, vanno setacciati. E se si può chiudere un occhio sulla farina, bisogna stare all'erta col cacao e soprattutto con lo zucchero a velo della glassa: la prima volta che l'ho preparata, mi son ritrovata con una glassa piena di puntini bianchi, ad indicare che lo zucchero non si era sciolto bene. Avrei dovuto rimetterla sul fuoco, ma siccome non mi piace che la panna prenda il bollore (altro punto di disaccordo con la ricetta) ho lavorato prevalentemente fuori fornello, con quei risultati lì. Dalla volta successiva ho setacciato- e non si è verificato più nessun inconveniente. 

La cottura: breve e intensa- e qui, Martha ha ragione. La prima volta non mi son fidata e l'ho lasciata di più nel forno, e ho sbagliato su tutta la linea: perchè il punto di forza di questa torta è la consistenza, che non è soda. Per il mio forno, 14 minuti son pochi, ma 20 son troppi. Mi regolo a occhio: appena si stacca dai bordi e quando la parte centrale ha iniziato a rassodarsi, sforno. 

Per finire, non sformo la torta, ma la lascio nella teglia: è morbida, sia nella parte di sotto, che nella glassa. Su un piatto da portata, si romperebbe tutta. C'è da dire che finora abbiamo sempre "cotto e mangiato" e di nuovo questo non giova alla consistenza: però, non mi fido, anche perchè va glassata quando è ancora tiepida. Poco male, comunque: se volete servirlaper le grandi occasioni, potete prepararla il giorno prima, lasciare che si assesti durante le 24 ore di riposo e servirla già porzionata nei piatti: io sto scofanandomi l'esemplareche vedete nella foto, immrtalato ieri sera e rimasto qui tutta la notte- e vi assicuro che ne vale la pena!
ciao 
Ale


44 commenti :

  1. la glassa è davvero una bomba, ma che coccola profumata...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. alla faccia della coccola :-) qui, son sdolcinamenti da iperglicemia :-)

      Elimina
    2. ma la mia glicemia non ha problemi, quindi...

      Elimina
  2. Ciao cara, mi piace tanto leggere pensando alla tua voce e al tuo entusiasmo. IL titolo poi... mi ha attirato come carta moschicida! Rido ancora. Ma quanto burro c'è in questa torta?? Bella la foto, mi piace tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un fottio di burro. Per non parlare dello zucchero.
      L'unico aspetto positivo è che basta un morso per sentirsi pieni, da qui all'eternità.
      Tu sei uno dei motivi per cui il viaggio a Palermo passa dalla voce dei "programmi" a quella delle "urgenze"
      Sul titolo, ho riso anch'io- che di solito non mi trovo per niente divertente :-)

      Elimina
  3. Prima punto: quel pezzettino che ti stai slurpando, è veramente avanzato o lo hai tenuto nascosto?? Dì la verità!!! :)
    Secondo: voglio sapere le battute cretine...giusto per farmi due risate! Scherzo... sono facilmente intuibili... :P
    Terzo: Naturasì è il mio negozio fisso a Roma, qui non c'è...e ancora non ho trovato un degno sostituto, quindi mi rifaccio ai tuoi consigli per completare la lista degli ingredienti.

    Detto questo, le foto sono spettacolari!!!
    E mentre rosico che tu fai colazione con questa meraviglia mentre io ho preso solo un caffè ed ho finito il latte... e anche i cereali... ti mando un bacione enorme!!! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I punto: mi appello al V emendamento
      II punto: mmi appello alla buoncostume
      III punto: urge venire a Genova

      giro i complimenti per le foto al marito, che è un po' che latita da questo blog.. non sia mai che si ricordi i suoi doveri :-)
      un bacione anche a te!

      Elimina
  4. la ricetta la leggo stasera con calma che devo correre. ma ti metto un commento sul piatto. che bello! ma perchè io ho la maledetta abitudine di buttare via tutto???? :(

    irene

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma secondo te, è mio?
      ora lo è: ma prima, era di mia mamma :-)
      e un sacco di altre cose che vedi o son di mia suocera o delle nonne, altre che non buttano via niente, a differenza mia. E non sai quanto mi faccia comodo ora...

      Elimina
  5. secondo me le nocciole sono una variante migliore delle noci... :-) ero giusto alla ricerca di una torta al cioccolato porcata da preparare alla creatura... :-) grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la creatura ti amerà in eterno. noci o nocciole, non si accorgerà neppure della differenza :-)

      Elimina
  6. WOW, è veramente stupenda! Le foto rendono tantissimo e la tua descrizione, come sempre dettagliatissima e piena di note e di dritte, ancor di più. La Martha non si smentisce. Ieri ho fatto i beer-battered onion rings (giusto per partire con qualcosa di leggero ;)) una vera bontà. Appena riesco li posto. Ciao e buon fine settimana. Mari

    RispondiElimina
    Risposte
    1. uhhhhhh, li adoroooo!! aspetto il post, allora!

      Elimina
  7. Come ti ho già detto, questo dolce porta direttamente all'inferno :-))))
    Una droga, niente altro da dire...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ..è che me lo hai detto dopo che l'ascensore ai piani bassi mi aveva già fagocitata, miseriaccia a te :-)

      Elimina
  8. Io ti seguo a ruota. Mi sa che la preparerò per la prossima cena che dovrò imbandire nella casa di campagna, visto che:
    di attrezzature strane non ce ne vogliono,
    è veloce da preparare e... soprattutto
    da STRAPORCA FIGURA!
    Le noci pecan le ho, ma anche le noccciole, i pinoli, le mandorle, le noci normali... insomma, con la scusa di provare tutto..... devo continuare? =D
    Brava, come sempre.
    Nora
    PS Oramai mi sono arresa...dalla dietologa non ci vado nemmeno, tanto tra un po' è Natale....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. puoi sempre farne una per tipo... per dire, io ho fatto così: nella prima, ho messo le noci, nella seconda le mandorle, nella terza le nocciole, nella quarta i pistacchi, nella quinta di nuovo le nocciole... devo continuare o hai capito la solfa?
      dipendessero da me, le dietologhe sarebbero estinte, anche a ferragosto :-)

      Elimina
  9. La ricetta l'ho letta due volte...non una. Di battute me ne sono venute a migliaia, soprattutto notando i vari toni marroncini ma va da sè che mi sono frenato pensando a mio nipote di 4 anni e 1/2...per il quale tutto ciò che è 'mallone' (biscotti, torte, gelati, merende pomeridiane, ciambelloni, budini, liquidi bollenti e cioè cioccolate calde, tavolette, cioccolattini, leccalecca...) è di suo gusto. Io che ho la stessa filosofia...prometto che chiudo gli occhi sul burro...e la rifaccio...magari conservando la fetta più grande a lui :P ehehehehehe
    Domanda cretina...se lo stampo fosse tondo di che diametro...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 24
      (ho sparato il primo numero che mi è venuto in mente, ma ormai dovresti saperlo che per me i numeri sono come il marroncino- e mi fermo qui, che è meglio :-)

      Elimina
  10. Risposte
    1. Brava martha, guarda.. non sbaglia un colpo, la signora!!!

      Elimina
    2. anche tu ci hai messo del tuo però...volevo invitare anche te al mio contest che è iniziato ieri:
      http://dolcementeinventando.blogspot.it/2012/11/la-mia-ricetta-gioiello-il-mio-primo.html
      Spero che parteciperai!!!!
      Ale

      Elimina
  11. questa torta mi sembra proprio perfetta per curarsi qualche calo di umore improvviso!
    b.giornata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. l'hai detto. La fregatura è che, oltre al'umore, cresce tutto il resto, dal girovita al colesterolo, ma vabbè, che sarà mai? :-)

      Elimina
  12. Ale, che belle le foto, soprattutto la seconda!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie!!!
      ps non ti arrivano le mie mail :-(

      Elimina
    2. Ale, mi e' venuta un'idea... le tue mail mi sembra le ricevo se per rispondermi tu usi il replay da una mail che avevi gia' ricevuto da me, invece che componendone una nuova.

      mio marito e' ancora al lavoro e non posso accertarmi che questa idea abbia senso--probabilmente no, viste le mie competenze informatiche in generale e il fatto che da piccola ho sempre cercato di risolvere l'algebra con la chiarovveggenza (e non mi e' mai riuscito).
      Pero' magari quando puoi prova a riscrivermi utilizando una delle mie mail che ti erano arrivate.

      Elimina
  13. notazione a margine: pure il piattino in tema, hai!
    un giorno vorrei vedere la tua collezione di piatti; per ora mi ricordo: quelli da vecchia signora del midwest per la torta di patate dolci, questo stile saloon, e poi i piatti eleganti per le porche figure chic, i piatti normali...
    tutto questo discorrere di serviti è per non affrontare la torta, che appena mi è capitato in mano il libro della martha ho voluto fare subito, anche se non amo il cioccolato. vederla qui, e leggerti, è stato il colpo fatale.
    bravo! con l'accento sulla "o", come direbbero i francesi.
    una curiosità: ma il resto della cena-cinghiala l'hai preparato sempre tu? sarei curiosa di sapere cosa prevedeva, il cinghiale, o il cignale, come si dice qui, l'è proprio 'bbbono!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no, no, ci pensano gli amici del marito: servizio completo, dall'impallinatura del cinghiale in poi ... io porto il dolce :-)
      i piattini, come dicevo all'Irene, son tutti quelli spaiati dei vari corredi delle nonne/zie/suocere/mamme etc etc... io sono una che butta via tutto, guarda...merito loro

      Elimina
  14. Ricetta elaborata che mi devo leggere con calma, ma visti gli ingredienti me la segno perché sembra una vera goduria! Ciao! Roberta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è più lunga da leggersi che da farsi, fidati!
      ciao!

      Elimina
  15. Non commento la libidine profonda di questa torta, nemmeno Jeremy Irons dei bei tempi... e a me la cioccolata piace poco, ma le pecan moltissimo e qui si trovano all'esselunga pure buone.
    Avrei qualche domandina: 380 gr di zucchero e 240 di farina? La dose dei poveretti senza bilancia è 2 cup farina e 2 cup zucchero. Per favore conferma alla imbranata.
    Quanto tempo devono bollire gli ingredienti liquidi? Quelli secchi vanno aggiunti fuori dal fuoco? Io lo zucchero a velo me lo faccio, posso usarlo o deve comprarlo?
    Quando torni a trovarmi ti do un po' di estratto di vaniglia fatto da me e si fa un giro all'esselunga (creme fraiche e noci pecan)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1 cup sugar, 190 g
      1 cup flour, 120 g
      se segui le conversioni più rigorose, una cup di zucchero è 225 g. Onestamente, 450 g di zucchero mi sembravano troppi: ma il bello di queste misure è che non sono precisissime. Se hai le cups, usa quelle: 2 di zucchero, 2 di farina

      gli ingredienti liquidi devono arrivare al bollore. Fine
      quelli secchi vanno aggiunti fuori dal fuoco
      lo zucchero a velo te lo puoi anche fare: serve solo perchè si sciogliemeglio di quello semolato, nn c'è bisogno di amido o altro.

      l'assenza dell'SLunga a Genova è vieppiù insopprotabile (ps ho il frigo pieno di creme fraiche esselunghiana, dono di una cara amica di milano che è un'altra che mi capisce :-)

      Elimina
  16. insomma, è da segnare! mi hai convinto :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. benissimo!!! e ora, ti aspetto al varco (o al rehab, a seconda...)

      Elimina
  17. Oh nooo, devo averla! Ma te la sei mangiata tutta! Mi sa che l' unico sistema è quello di farla! Va beh mi metterò di impegno!

    RispondiElimina
  18. Guduriosa! dopo questa per smaltire che si fa? due-tre ore di pulizie forsennate per casa e un giro di corsa introno all'isolato per espiare bene bene? :-))
    Domande: quanto devono bollire nella pentola gli ingredienti liquidi? e dopo versi quelli secchi direttamente nella pentola dei liquidi? e le uova subito dopo non succede nulla anche se penso sarà molto caldo il tutto? Questa torta ha un aspetto deliziosamente decadente e sto pensando di provarla per Natale, così dopo poi vado a messa e mi confesso..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1. appena arriva al bollore, spegni
      2. aggiungi gli ingredienti secchi fuori dal fuoco
      3. nessun problema con le uova, perchè l'aggiunta degli ingredienti secchi ha abbassato la temperatura. In ogni caso, pui aspettare un minuto o due, per cautela.

      prevedo lunghe file davanti ai confessionali, per Natale ... colpa di Martha, sia chiaro :-)

      Elimina
  19. Con quell'icing/frosting e' come un brownie con steroidi!
    P.S. Nel caso continuassero le sventure burocratiche,io ho una spada da samurai appesa in salotto,che accumula polvere... Te la mando e poi do uno squillo a Tarantino?
    Un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ridooooooooooooooo!!!
      me la vengo a prendere, guarda. Se poi c'è Quentin, son già lì :-)

      Elimina
  20. Assolutamente da provare... mmmmmmmmm già la sento in bocca... sciogliersi e morderla! Ottima!!

    RispondiElimina
  21. mmm... avete presente la mia ricetta per l'mtc di questo mese?!?!?! bene, alla fine del pranzo, dopo un chili di manzo, onion rings e fry bread ho preparato anche questa goduriosa torta. non contenta ho preso una pagnottella fritta e l'ho cosparsa con la glassa............. se muoio di diabete non ucciderà niente. uahuahahuauh :)

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...