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mercoledì 24 ottobre 2012

Sweet Potatoes Pie- e Martha vs Benedetta

sweet potatoes pie- M. Stewart


Ultimo giro per lo Starbooks di ottobre, ma se mai ho acquisito un po' di "occhio", in quest'esperienza, scommetterei qualcosa sul fatto che il nostro saluto a Martha Stewart sia un arrivederci, invece che un addio: nel bottino di queste tre settimane di verifiche, infatti, contiamo ancora tanta curiosità, oltre al divertimento e alla soddisfazione per i risultati. Il che, a ben guardare, è ciò che si cerca in un manuale di cucina: affidabilità e ampia possibilità di utilizzo. E il Martha's American Food, sotto questo aspetto, si aggiudica il punteggio pieno. 

Come d'altronde gran parte dell'editoria anglosassone, mi verrebbe da aggiungere, a corollario di una riflessione che sto facendo da un po', grosso modo da quando ho smesso di acquistare libri italiani (salvo alcune eccezioni) per dirigermi esclusivamente verso il mercato straniero. E da quando, proprio parlando della Stewart, qualcuno di voi ha azzardato un paragone fra quest'ultima e la nostra Benedetta Parodi. Che con la Martha c'entra come i cavoli a merenda, sia chiaro: epperò, proprio queste distanze suggeriscono di andare oltre quello che si vede, per tentare un approccio alla questione che non sia il solito dare addosso a tizio- e magari anche a caio. 
Benedetta Parodi è conduttrice garbata, colta, autoironica, piacevole. Può non riuscire simpatica a tutti, come è ovvio, ma ha una dote che manca alla maggior parte delle conduttrici donna, vale a dire la capacità di prendersi in giro, al momento giusto. E già questo è un punto a suo favore. Ci aggiungo che non urla, non provoca, non è mai sopra le righe, lascia spazio agli ospiti e li valorizza tutti senza mai perdere il filo della conduzione- e vi assicuro che, per il livello medio della nostra televisione, questo è grasso che cola. 
il problema, semmai, è cosa c'èntrino con lei i suoi programmi: perchè tanto la Parodi è professionale nel suo lavoro, quanto i contenuti dei suoi appuntamenti televisivi sono la quintessenza del dilettantismo, nell'accezione deteriore del termine: l'esaltazione di una "non cucina", ottenuta per giunta attraverso scorciatoie al limite della scorrettezza, che ben si collocano nel più generale panorama dell'apparire italico, dove l'importante è millantare. Si millantano giovinezze che non ci sono, competenze che non ci sono, virtù che non esistono, che male ci sarà, a millantare anche di saper cucinare?
Nel programma della Stewart, per contro, questo è assolutamente bandito. Tutto ciò che viene proposto è all'insegna della credibilità: deve essere credibile la ricetta, devono essere credibli gli ingredienti, deve essere credibile la concezione stessa che ispira lo show: se di cucina si tratta, che cucina sia- e lo sia per davvero. 
Sono di corsa e non posso approfondire l'argomento come vorrei: ma credo che si sia capito dove voglia andare a parare. Non sulla bravura della Stewart, non sulla supposta non bravura della Parodi, ma sulle aspettative del pubblico. Perchè è questo quello che fa davvero la differenza ed è questo che noi troppo spesso dimentichiamo. 

 sweet potatoes pie- M. Stewart
 
Il pubblico statunitense, che pure non ha alle spalle una tradizione gastronomica così illustre come la nostra, non transige sulla soddisfazione delle sue aspettative: paga moltissimo, è vero, ma solo partendo da questo presupposto. E i programmi di cucina, anche quelli strutturati come veri e propri momenti di intrattenimento, devono comunque avere dei contenuti chiari e di sostanza: la pie di zucca con la frolla del supermercato e il ripieno della bustina lo so fare da solo, senza che ci sia bisogno che me lo dica tu- sembrano dire gli spettatori al di là dello schermo. 
Da noi, invece, è capitato il contrario. Ed è ovvio che gli autori del programma ci si siano buttati a pesce, a maggior ragione considerato che di tv commerciali si tratta. 
Tutto il nostro patrimonio, la nostra tradizione, i trucchi delle nostre nonne e ele ricette delle nostre mamme,i km zero, i proclami salutisti e gli eataly che nascono come funghi, puff, sono spariti di fronte alla promessa di una crostata perfetta, in 5 minuti. 
E lo stesso vale per la svolta dell'editoria italiana, che ha spinto sull'acceleratore dell'immagine, della grafica, della foto (cosa buona e giusta), tralasciando in molti casi  la parte dei testi (cosa sommamente no buona e no giusta): col risultato che la bella torta della foto, nella mia cucina si è ridotta ad un ammasso informe e impresentabile, anche se ho seguito tutto alla lettera. 
Riprendiamoci i contenuti, mi verrebbe da dire. Che è quello che facciamo noi, nel nostro piccolo, ogni mese, con questa iniziativa, sempre più seguita, sempre più attesa. E questo, forse, è già un bel passo avanti...

Di seguito, tutto qello che abbiamo provato per voi, in questa settmana:

La Apple Pie di Mary Pie: Zesty Crab Cakes
Andante con Gusto: Maple Bundt Cake
Ale Only Kitchen: Buffalo Chicken Wings
Vissi d'Arte e di Cucina: Pigs in a Blanquet
Le Chat Egoiste: Stuffed Mushrooms
Arricciaspiccia: Skillet Cornbread
e su Menuturistico la 

SWEET POTATOES PIE

sweet potatoes pie- M. Stewart



Impasto base per la pie (per due dischi)

360 g di farina
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero (circa 30 g)
250 g di burro freddo, tagliato a pezzetti
da 60 a 120 ml di acqua fredda

Mettere farina, sale e zucchero in un robot da cucina e iniziare ad amalgamarli, usando la funzione "pulse". Aggiungere il burro. Usare la funzione "pulse" fino a quando gli ingredienti si sono amalgamati per formare delle grosse briciole (circ 10 secondi). Spruzzare circa 60 ml di acqua sull'impasto e continuate sempre ad impastare nel robot, con questa funzione, fino a quando la pasta inizia ad essere compatta, senza essere bagnata o appiccicosa. Se fosse troppo asciutta, aggiungete un po' d'acqua, un cucchiaio alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato assorbito. 
Dividere l'impasto in due dischi, avvolgeteli nella pellicola ed appiattiteli, dando loro la forma di un disco.
Teneteli in frigo, fino a quando diventano freddi- da un minimo di un'ora a tutta la notte. L'impasto può essere congelato e si conserva per un mese: quando decidete di utilizzarlo, è preferibile lasciarlo scongelare in frigo per una notte. 

Sin qui la Martha, ora arrivo io :-)
Dunque, questo è l'impasto base con cui negli USA si preparano le famose pies, una sorta di frolla all'acqua, con molto meno zucchero rispetto alle nostre. Tant'è che al tatto si ha una pasta croccante e friabile, e al gusto un sapore neutro, che è perfetto per accogliere i ripieni. 
La lavorazione è simile a quella della nostra frolla, nel senso che tutto ruota attorno alla temperatura del burro: non si deve scaldare, pena la non riuscita dell'impasto. Di solito, l'optimum è lavorare a mano, e con le mani fredde (basta bagnarle sotto il getto dell'acqua corrente, fredda ovviamente, e ricordarsi di asciugarle prima di iniziare a lavorare): ma se usate un robot da cucina, come la Stewart, dovete usare la funzione "pulse", quella cioè che fa lavorare il motore del robot ad intermittenza. Un po' come la funzione "spiga" del Bimby, per intenderci. 
Consiglio spassionatissimo: iniziate così, nel robot, lavorandolo con questa funzione. Appena si formano le bricioline, cioè poco dopo aver aggiunto i 60 ml d'acqua, trasferite l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e proseguite a mano: vi ci vorranno due o tre minuti, al massimo- e in compenso avrete la pasta "sotto le mani": sentirete se è troppo umida o troppo asciutta ed eviterete di lavorarla troppo, col rischio di bruciare il burro e comprometterne il buon risultato.

sweet potatoes pie- M. Stewart

per il ripieno
2 patate dolci, bollite e pelate (circa 6-7 hg)
25 g di burro
150 g di zucchero di canna
2 cucchiai di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di bourbon (facoltativo)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di cannella macinata
1/2 cucchiaino di sale
un pizzico di noce moscata grattugiata all'istante
250 ml di panna
2 uova, grandi, più un tuorlo
140 g di noci pecan, tostate e sminuzzate grossolanamente
1 cucchiaio di panna

panna montata, per servire


tortiera da 25 cm di diametro
1 disco di impasto base per pies

1. su un piano di lavoro leggermente infarinato, srotolate il disco di pasta e col mattarello appiattitelo fino a dargli la forma di un disco di circa 30 cm di diametro, allo spessore di mezzo cm circa. Eliminate la farina in eccesso. Stendete l'impasto in uno piatto da pie del diametro di 25 cm (io ho usato una tortiera per crostate, dal fondo estraibile, di 26 cm di diametro) in modo che fuoriesca dai bordi di circa un cm. Piegatelo intorno al bordo della tortiera, schiacciandolo per sigillarlo, e decorarlo con i rebbi di una forchetta. Coprire con pellicola trasparente e mettere in frigo da un minimo di mezz'ora al massmo di un giorno

2. Preriscaldare il forno a 190 gradi (grata al centro). Bucherellare con una forchetta il fondo dell'impasto, rivestirlo con carta da forno e riempirlo con fagioli secchi. Infornare e far cuocere fino a quando inizia a brunire, per circa 15 minuti. Eliminare la carta da forno e i fagioli e far cuocere per altri 8 minuti. Trasferire lo stampo su una gratella e lasciar raffreddare. 

3. Con un mixer elettrico, a bassa velocità, montare le patate e il burro fino a quando diventano morbidi. Aggiungere 110 g di zucchero di canna e proseguire con lo sciroppo d'acero, il bourbon (se lo usate), la vaniglia, la cannella, il sale e la noce moscata. Mescolare, fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Aggiungere la panna, un uovo intero e il tuorlo. Continuare a lavorare, con il mixer, fino ad avere un composto spumoso.

4. Cospargere la base della pie con il resto dello zucchero e disporvi le noci, tostate e sminuzzate grossolanamente. Versarvi sopra il ripieno di patate dolci. Sbattere leggermente l'uovo rimasto, aggiungervi la panna liquida, amalgmamare e con un pennello da cucina spennellare uniformemente i bordi della torta. Rimettere in forno e far cuocere dai 30 ai 40 minuti, fino a quando il ripeno sarà sodo. Far raffreddare su una gratella. Servire tiepido o a temperatura ambiente, decorato con un ciuffo di panna montata. 

Note mie

Si tratta di una preparazione tipica del Sud degli States, che è tradizione preparare per il Ringraziamento: quindi, aspettatevi sapori insoliti- e qui ci aggiungo un "finalmente", d'ufficio, visto che di cucina americana inchiodata ai soliti gusti non se ne può più. Per molti versi, ricorda la pumpkin pie, a cui si avvicina moltissimo anche nell'aspetto: ma, di nuovo, il riferimento è a sapori inusuali, dolciastri, speziati, così lontani dai nostri che possono non incontrare il favore di tutti. Da noi, per esempio, hanno proprio spaccato i pareri in due: mia figlia che pure è l'artefice di questa torta (tutta lei, la fece), non ne ha voluto assaggiare neanche un pezzetto; mio marito, in compenso, se la sarebbe mangiata tutta. E lo stesso è accaduto il giorno dopo in ufficio: non ne è avanzata neanche una briciola, ma ho il sospetto che le mandibole responsabili di tale razzìa siano quelle di due o tre colleghi- e non di tutti quanti. 

Ciò premesso, è un'ottima torta. Molto ben equilibrata nelle consistenze e nei sapori, morbida al punto da poter essere tranquillamente servita alla fine di un pasto (nasce per questo, in effetti), assolutamente nuova se anelate agli effetti speciali. Le patate dolci si trovano un po' dappertutto (da noi, anche al supermercato) e si cuociono esattamente come le altre: acqua fredda, portata poi a bollore. Tenetevi parchi col sale, ovviamente, trattandosi di un ripieno dolce: un cucchiaino basta e avanza.


66 commenti :

  1. Sante parole le tue! Riprendiamoci i contenuti! Ed esigiamo credibilità, come fanno gli americani, ma in tutto e non solo nella cucina.
    La torta non mi sembra proprio un ammasso informe e impresentabile, anzi!
    P.S. sabato ho ordinato il libro su amazon dal vostro link, mi avete proprio convinto, non vedo l'ora che arrivi!

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    1. Uh, mari, vedrai che bello che è!! e se vuoi che ci scambiamo pareri, consigli ( e conversioni!!! le misure son tutte in cup & Co) siamo qui!

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    2. Grazie! In effetti non sono molto pratica con le loro misure, ma penso che pur di fare subito uno di quei piatti mi impratichirò immediatamente ;)

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  2. ma che mi tocca, di mettere il post-it pure a questa, che avevo trascurato? non ce la posso fare :-)
    per il resto, concordo con te su tutto. a parte il fatto che io il programma della parodi non l'ho mai visto e quindi non so che dire. ma i libri si, soprattutto perché la mamma di un'amica di mia figlia, che non sa cucinare, dice di dovere i suoi unici successi in cucina a benedetta :-)
    però non ha imparato a cucinare, nel frattempo. ma a scegliere le scatolette giuste si.
    se penso che quando quindici anni fa andai negli states pensavo che mai saremmo arrivati a quel punto da noi... e invece...
    d'altronde pensavo che da noi mai ci sarebbero stati QUEI centri commerciali... e invece...
    molti invece.
    cmq codesta martha, sulla quale come sai avevo notevoli perplessità, mi ha convinto.
    e se in questa casa è entrato il suo meat-loaf, e ci rientreà, ho detto tutto :-)
    entrerà anche la sweet potato pie, mi sa.
    e io lievito...

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    1. ma il gluten free non ha problemi, a lievitare? (terribileeeeeee)

      Ci siamo eccome, ai 4 salti in padella e alle scatolette, ma loro ci battono sempre, perchè nel frattempo si solo evoluti anche qui :-)
      Noi comunque siamo esperti nel prendere il peggio- e rinunciare al nostro iper meglio. E' questo che mi fa venire il nervoso, sapessi quanto.

      Senti, già che ti sei convertita al verbo :-)
      il libro dei biscotti, è assolutamente imperdibile...

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  3. questa ricetta la devo dare a mia sorella che adora le patate dolci!
    quello che mi fa arrabbiare, è che tu dici esattamente ciò che penso ma non riesco a esprimere così efficacemente e quindi non mi resta che sottoscrivere!!!! :)
    ti abbraccio
    irene

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    1. è una gran bella torta- e se si amano le patate dolci, non mi viene in mente migiore utilizzo. sul resto, in grecia come funziona? perchè avevamo affrontato di sponda l'argomento ai tempi di Vefa, ma poi ci siamo fermate lì. Per esempio, lo standard medio dei programmi di cucina qual è? Esiston canali tematici, come da noi, oppure no? e il pubblico, che cosa chiede?
      grazie a te, sei sempre gentilissima

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    2. si fa presto a dire cucina americana. in quel coacervo di culture e tradizioni diverse, si ha bisogno di tempo per assorbire, sedimentare e codificare. le nostre di cucine hanno migliaia di anni alle spalle!!

      detto questo che non so cosa c'entri con la risposta, io ormai vedo quasi solo televisione greca. non so come facevo prima di internet! quindi magari dico qualcosa sui programmi prossimamente. non so se possa interessare qualcuno, ma insomma!....

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    3. A me interesserebbe eccome :-)))

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    4. Eccola :-) Si parla di Vefa e di cucina greca :-)))
      Anche a me interesserebbe moltissimo l'argomento, perchè qui da noi se ne sa poco o nulla di tv greca- e meno che mai di come si cucina in tv, sulle bande bianco azzurre. E se c'è un'altra trdizione millenaria con cui è possibile tentare un confronto, questa è proprio la vostra...

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  4. A forza di aggiungere preferiti alla lista di Amazon credo che dovrò passare anche all'e-book, perchè a sto punto o in casa ci sto io o loro. Ma spiegami, se ordino dal vostro link che succede? vi aiuto in qualche modo?

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    1. ci aiuti, perchè finanzi lo Starbooks. Non questo, ma quello degli scaffali: regaliamo un libro ogni mese, da oltre un anno, recuperando parte dei proventi dall'affiiazione ad amazon :-)

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. non posso che essere d'accordo con quello che dici. Persone che hanno scritto libri, le vedi in qualunque iniziativa, poi leggi il blog e ti rendi conto che l'italiano è un optional.
    Davvero illuminante...

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    1. rido :-))))))
      e mi fermo qui, che è meglio :-)

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  7. Mezzora fa è arrivato il corriere con il mio Martha's American Food!!! Evvivaaa!!
    Non vedo l'ora di provare e di conoscere sapori nuovi! Grazie a tutte voi che con questo enorme lavoro ci fate conoscere le parti migliori dell'editoria culinaria! Vi adoro!

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    1. facci sapere come è andata anche a te, però!!!

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  8. Devo dire che cio' che sta combinando l'editoria italiana mi lascia sgomenta.Siamo passati dai libri di Ada Boni,Righi Parenti,Giovanni Ratto etc,alla robaccia che si vede in giro adesso.Far uscire me a mani vuote da una libreria e' impresa quasi impossibile,eppure in Italia succede spessissimo.
    La pie mi ispira assai,e quando l'hai menzionata da me ho pensato subito alla Stewart.Io ho una ricetta del Jamie nazionale,che la definisce "one delicious dessert".Che dici,mi fido di un signorino che fa il pesto con l'olio di semi?.....
    Un bacione.

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    1. di jamie mi fido sempre, tranne che quando cucina italiano. con tutta che ha avuto come maestro Gennaro Contaldo, che però mi limito a giudicare bene solo dal nome, perchè ho un solo libro suo, neppure mai aperto. Ma ul resto, mi butto :-)

      E per quato riguarda gli Italiani, questo gap pazzesco fra chi eravamo e chi stiamo diventanto è il carico da undici, purtroppo!

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  9. Come ha già osservato Irene, tu hai la capacità di esprimere in modo chiaro ciò che molti di noi avvertono nebulosamente. :-)

    Sulla Parodi si è scritto di tutto e di più, mai nessuno che abbia centrato il punto però: distinzione tra la bravura della conduttrice nel condurre un programma, per l'appunto, e i contenuti di cucina scadenti del suo programma, dovuti essenzialmente alla sua inettitudine in materia.
    Riprendiamoci i contenuti, hai detto bene; e i contenuti ce li riprendiamo grazie a una rinnovata consapevolezza e non con inutili crociate contro i mulini a vento.

    Il lavoro dello Starbooks mi sta arricchendo di nuova consapevolezza (anche se sta svuotando il mio portafogli e mi ha costretta a decidere di acquistare una nuova libreria ^^) e qui sta il suo incommensurabile valore.

    Grazie, Ale. :-)

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    1. Grazie a voi, ma scherzi? l'entusiasmo di questa esperienza è il miglior condimento alla votra bravura. E capisco il sacrificio della nuova libreria: ti direi che porterei con te questo peso, se solo riuscissi ad entrare nel mio studio... prevedo un altro trasloco, mi sa :-)

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  10. Lo sai che da quando ti frequento, la mia libreria culinaria accetta solo stranieri? Non lo fa per esterofilia o snobismo...è che a parte rare eccezioni, quei libri sono davvero ben fatti. E pieni di contenuti originali, stimolanti. Il fritto è sempre gagliardo e non rifritto con in certi bei volumi italianii!
    Circa la Martha vs Benedetta posso sorvolare? Hai già detto tutto tu.
    Io le patate dolci non le ho mai assaggiate. Forse dovrei cominciare da qui! Sei il mio mito. Pat

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    1. meno male che nn ho rapporti con editori italiani :-)
      mi marchierebbero a fuoco :-) :-)

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  11. Trovo che quello che hai detto della Parodi sia perfetto certe volte ci si limita a mi sta simpatica o antipatica ma non e' questo il punto. anche io la trovo brava come conduttrice ma nulla di piu' e mi dispiace che certe volte ci siano delle ricette da far rizzare i capelli!!!! non che io sia una chef intendiamoci ma neanche pretendo di farlo vedere in tv...
    Con Martha si va sul sicuro lo sto scoprendo piano piano grazie a voi!!!
    questa ricetta e' sfiziosa e quel ripieno mi fa impazzire!!!

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    1. molte volte, Ombretta, non solo certe :-) però, ripeto, se il pubblico vuole un giorno la coscia di pollo impanata nei cornflakes e il giorno dopo nelle patatine, che ci si può fare?
      ..comprare libri di Martha Stewart :-)

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  12. Condivido proprio tutto quello che hai detto, ed è quello che anche questa mattina stavo discutendo al bar mentre prendevo il caffè. La Parodi in sè non mi fa parlare, è tutto quello che la gente accoglie a braccia aperte. E io mi domando ogni santo giorno: ma perchè??? Perchè dobbiamo assemblare cibi surgelati/industriali/semipreparati!!! Ma un sano pesto? Anche non pestato a mano, andrebbe benissimo lo stesso. O del sano pesce al forno? Facile facile, con un filo d'olio qualche aroma e le olive taggiasche. Uh! Mi arrabbio sempre così tanto. Ho fatto una torta ripiena con una frolla tutta intorno. Che bello! Era buona? Ottima! Mi passi la ricetta! Si, prendi una frolla al supermercato... Ma perchè? Grazie Ale che ogni volta mi fai capire che non sono la sola a cercare la genuinità sugli alimenti, senza ecceder. E quindi dici che mi devo lanciare su libri stranieri mi sa, perchè ad oggi ho la cucina piena di Italia. Ecco. Martha finisce dritta dritta nell'elenco dei libri che vorrei. Grazie! un bacino, sere

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    1. siamo sempre tanto in sintonia, tu ed io- e la cosa non può che farmi piacere, ogni volta. Per me è un dolore, dover comprar libri all'estero- e vorrei che questo fosse chiaro a tutti. ultimamente, mi sto appassionando alla storia della gastronomia e sto seguendo un progetto molto interessante (e magari uno di questi giorni ne parlo anche qui, ma se dovessi raccontare tutto quello che combino, ce ne vorrebbero 100, di blog- e 1000, di ore per ogni giornata :-)).. in ogni caso, quela è roba seria :-) e colta, ma ti assicuro che da qualsiasi prospettiva si parta, si finisce sempre di fronte alla grandezza della nostra tradizione. Che non è assoluta, ovviamente- ma non per questo nn è immensa. E' per questo che il dispiacere è doppio...

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    2. ti credo. davvero. vedere tanto ben di Dio che non viene sfruttato come si deve fa piangere il cuore. E prima ancora che per i libri, per la nostra educazione. Perchè il cibo è una cosa fondamentale. Suvvia! Per quanto fuori di casa si possa stare (e come sai io sono una maestra in questo, purtroppo) possibile che ci si debba fare vincere dalla stanchezza e non si possa concretizzare qualcosa? Possibile che noi per primi diamo adito di esistere ad una "non-cultura"? perchè se i libri di cucina di oggi sono quelli che sono, è perchè al primo posto salgono dei libri che potrebbero anche non essere considerati libri. con tutto il rispetto. è che evidentemente a noi italiani va bene così. E se uno prova a scostarsi dal coro, parla per invidia (e di cosa poi? di mangiare prodotti industriali? crusca di cavalli? o antibiotici nelle marmellate? e mi blocco perchè potrei andare avanti per ore). un bacino ale, e buona serata! sere

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  13. La tua torta mi incuriosisce molto, io questa Martha non la conosceva ma mi sta aiutando lo Starbooks.

    Voglio però soffermarmi su quanto detto da te sulla Parodi. Sul mio blog non è raro che io la prenda in giro, perché davvero non la digerisco. Proprio per quello che dici. Il suo far finta di cucinare, trovare sempre una scorciatoia quasi che cucinare sia una noia e meno tempo ci metti e meglio è. Il piacere di cucinare non esiste, c'è solo fretta, essere sbrigativi e far finta!
    Tempo fa lessi un articolo in cui il paragone si faceva tra la Parodi e Nigella Lawson. Intendiamoci anche lei cerca sempre di trovare una scorciatoia, di fare cose veloci e alla portata di tutti. Anche con prodotti confezionati. Quello che cambia è l'amore che ci mette in quel cibo che sta preparando, trasuda interesse per quello che sta cucinando e piacere nella cucina e nel cibo.
    Perché gli stranieri si stanno italianizzando nella cultura del cibo e noi italiani, che tanto ci vantiamo di essere i migliori, ci stiamo velocizzando e "fast-food"-izzando?

    Marco di Una cucina per Chiama

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    1. Parli con una fan spudorata di Nigella Lawson. Le avevo dedicato uno dei primi post del blog, per dire subito da che parte stavo :-)
      Ricordo quell'articolo, basato su un paragone del tutto privo di senso. Perchè la Lawson, al pari di tutti gli chef della sua generazione, con Jamie Oliver in testa e qualche km in avanti, è una delle principali responsabili della rinascita dell'editoria britannica del food, sia per la parte libraria che per quella televisiva. Lei propone una cucina che dice sì al colesterolo, per esempio, ma che rispetto agli standard medi di un Paese che si nutre prevalentemente di roba in scatola e di latte zuccherato, è già un passo avanti verso una cucina meno dannosa, mettiamola così. a parte questo, per il resto è meraviglosa: intanto, le sue ricette sono fantastiche. Non puoi permettertele tutti i giorni, ma sono un concentrato di originalità, bontà e divertimento. Cosa che, purtroppo, non possiam dire delle ricette della Parodi: ho visto tre puntate di fila, qualche settimana fa, e ha preparato solo delle polpette. Oppure pollo. Poi, è proprio il personaggio, che è lontano anni luce. La Lawson è bellissima, un tripudio di gioia di vivere, e i suoi kg in più sono un tributo alla coerenza del suo lavoro. La Parodi cucina con i tacchi e col tubino, oltre ad essere magrissima- e questo la rende anzitutto "conduttrice", ma non "cuoca". Perchè un conto è impanare una cotoletta solo con le patatine fritte, un altro è doversi rimboccare le maniche e farlo in modo tradizionale, con farina, uovo, pangrattato. Mi dirai: è coerenza anche questa, a pensarci bene :-) ma non è questa la cucina che vorremmo

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    2. è vero, Nigella entra in casa e molla la zeppa tigrata o lo stivale e si mette la ciabatta, un mito!!!! Sulla parodi vedo è già stato detto tutto, l'unica cosa che posso aggiungere è che durante le due puntate che ho visto io inquadravano il cuoco dietro...

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    3. la Nigella, a me sinceramente simpaticissima, credo brilli soprattutto per la leggerezza con cui affronta la vita, i figli, la sua cucina, la ciccia sui fianchi già per natura opulenti e le incursioni notturne nel frigo. e poco mi importa delle sue origini benestanti, del suo stupendo primo matrimonio e relativi figli, del suo secondo - altrettanto ricco - marito : in casa nostra, ormai è "La Naigellona", che piace pure all'ing di famiglia. Nobbuono per la Parodina : "tanto carina, poereta", direbbe la mia tata veneta. Ma quanto a lasciare i segno..be' risparmiatemela, grazie.

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  14. Questa pie sarà presto mia, se non trovo le patate dolci la faccio con le normali è la speziatura che mi intriga.
    La Parodi è garbata hai ragione, ma chi gli scrive i testi e imposta la trasmissione andrebbe costretto a cibarsi delle pseudo ricette che ci propina. Ci sarebbe tantissimo spazio di manovra tra "La prova del cuoco" e "Dolcemente" di Santin ma forse gli autori sono abituati alle mense rai.

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    1. questa potrebbe essere una pie giusta per te. Non so per la tua dolce metà, ma per te di sicuro, perchè è intrigante e interessante... insomma, le tue cellule grigie troverebbero pane per i loro denti, anche stavolta.
      Credo che la Redazione già si nutra di quello che vien preparato, anzi: il pubblico mangia quanto è preparato dagli chef, che è tutto fatto prima. La Redazione, invece, mangia quello che si prepara in trasmissione. dici che potrebbe dipendere da quello?? :-)
      Dolcemente è la televisione che vorrei, per esempio. Anche I dolci di casa, sempre di Santin. Che è l'anti parodi per eccellenza, nel senso che pare non sia simpaticissimo, fuori dal mezzo. Ma chissenefrega, dico io: mi inchioda alla TV ogni volta- e il bello è che son tutte repliche :-)

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  15. Ecco si, dovremmo imparare ad essere esigenti. E magari non andrebbe meglio solo con i libri di cucina...;-)

    Sempre grandissima Ale :-)

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  16. mai assaggiato le patate dolci.. le ho viste sabato sui banchi del mercato. la ricetta mi sembra "da palato esigente", credo che mi fiderò di te e della Martha!

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    1. se hai voglia di assaggiare le patate dolci, il migliot modo per prepararle è con questa ricetta. Io le faccio anche come contorno, bollite e poi al forno, con burro e cannella, ma così non c'è storia!

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  17. Cara Ale, ma non è che gli italiani, che sono (anche) famosi per la cultura del bello (o dell'apparire?) si siano fermati lì, dimenticandosi che esiste anche la sostanza...? Mi sono già risposta da sola...
    P.S. Io la libreria l'ho comprata da pochi mesi per la casa nuova, calcolando un pò di spazio in più, ma se continuo con questi ritmi... aiuto!!!

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    1. aiuto lo dico io, che mi prefiguro inseguita da orde di mariti urlanti :-)))
      ma come si fa a resistere, me lo spieghi?? :-)

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    2. Tranquilla Ale, tra i mariti urlanti il mio di sicuro non figurerà!!!! ;-)

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  18. Hai ragione, gli americani sono intransigenti su certe cose. Basti pensare che il "customer", il cliente, è una delle figure più importanti e un "concetto" quasi sacro.
    E sacra è anche la sua relativa "satisfaction" soprattutto (a quanto pare) in cucina, dove si sono evoluti molto in fatto di conoscenze sia grazie al pullulare di food-shows (dalla Stewart a Emeril per finire ai Masterchefs di turno) ma secondo me grazie anche alla ns cucina italiana, che là spopola da tanto e ha affinato i gusti e le "pretese" degli americani in fatto di cibo. "Riprendiamoci i contenuti" sarebbe proprio un bello slogan per ritornare ai livelli degni del nome "cucina italiana" e magari vedere al posto della Parodi la nonna della mia amica che chiude cinque tortellini alla volta con una mano.
    Bellissime le tue recensioni!
    Baci,
    Francy

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    1. La nonna della tua amica la voglio vedere io!!!
      qui sotto, Ann, che è italo americana, ha focalizzato il bakground della sacralità del cliente: temo che il commento non sia leggibile per intero e me ne dispiaccio, ma il discrimine è proprio quello: noi esaltiamo chi fa il furbetto, loro puniscono severamente chi mente. Ti ricordi il caso Clinton- o meglio: le difficoltà che avevamo avuto noi Italiani nel comprendere i motivi per cui il Presidente degli USA era finito nel mirino dei suoi elettori e di tutto il Paese? Per noi, era una scappatella, un particolare "godereccio" su cui ironizzare, e nulla di più. Per loro, era un tradimento della fiducia, perchè in un primo tempo Clinton aveva negato tutto: ergo, aveva mentito.
      Questo è il lato che più apprezzo ed ammiro della mentalità corrente americana: a volte può essere percepito come ingenuità, un po' troppo forzata, ma in realtà è proprio un modo di porsi diffuso praticamente ovunque. e per me, che odio il sottobosco e che sono una a cui le cose si leggono in faccia, ancor prima che riesca ad elaborarle sotto forma di pensiero :-) e che qui mi sento un pesce fuor d'acqua- è un approccio meraviglioso, credimi :-)
      Grazie grazie grazie come sempre per i tuoi interventi :-)

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  19. questa e' absolutely positively una delle mie pies preferite!

    Le ricette di Martha non possono non funzionare o non sarebbe diventata quello che e'.Cosi' come uno studente che copia agli esami viene espulso dall'Universita' la prima volta che lo fa --e sara' anche l'ultima perche' non verra' accettato a studiare altrove con tale credenziale. Non e' solo l'atto in se', ma in primo luogo l'immoralita' del mentire che non sopportiamo.

















    S

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    1. ...Which is why I love the States so much!!!! :-D

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    2. mi viene da piangere :-(
      in primis, perchè il commento di ann è arrivato mutilo- per non parlare delle vagonate di mail che le mando e che non arrivano, sob.
      ma ora avevo scritto una lenzuolata di commento ed è saltata la connessione.
      Per ora, sintetizzo e mi associo alla dichiarazione di amore di Mapi- e poi torno :-)

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    3. Ale...nonho ricevuto nulla. Ma le mail che mi hai mandato rimbalzano indietro? Non ho trovato nulla nemmeno nello spam.

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  20. Tu me l'avevi anticipato di rompere il maialino e sarà fatto! Sono convinta ma soprattutto incuriosita: i piatti proposti mi attirano molto, se non tutti, quasi. Condivido ovviamente il discorso sull'aspettativa del pubblico e ti dirò di più: stamattina parlavo con un'amico e lui ha osservato come in Italia si sacrifichi la lunga tradizione gastronomica di cui andiamo fieri sull'altare della televisione. Vengo qui e leggo: "Tutto il nostro patrimonio, la nostra tradizione, i trucchi delle nostre nonne e ele ricette delle nostre mamme,i km zero, i proclami salutisti e gli eataly che nascono come funghi, puff, sono spariti di fronte alla promessa di una crostata perfetta, in 5 minuti." Siete proprio in sintonia :) Del resto, lui è l'amico che s'è riportato la treccia a casa per approfondire :D

    Ovviamente la pie mi tenta; le patate dolci le amava molto mio padre, perciò mi han provocato un certo guizzo :)

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    1. ma sei fortunatissima, ad avere un amico così! io li ho trovati solo su internet- e per anni mi sono accontentata di coltivare questa passione da sola, oppure con mia mamma. Poi è arrivato Giulio e da lì c'è stato tutto un mettere in comune conoscenze, spunti, riflessioni. a me non sembrava vero di avere un amico con cui condividere l'amore per la cucina... è andata che me lo son pure sposato, per inciso- e ora ce l'ho sempre fra i piedi che rompe :-)
      Salutami il tuo amico e fagli tanti complimenti da parte mia!
      ciao!

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  21. Mi piace tantissimo questa Torta Ale!!! Ormai scoprire questi nuovi sapori americani mi piace troppo! Grazie grazie davvero! Senza te (l'ideatrice di questa meravigliosa iniziativa) e le altre fantastiche Starbookers avrei continuato ad ignorare un sacco di cose delle altre cucine e la cultura in cucina, come nella vita, è quella che ti fa crescere, guardare oltre e che ti permette di creare le basi per superarti. Questa avventura mi piace ogni giorno di più! Sono già in acido perché i miei libri non sono ancora arrivati...teoricamente sono in viaggio...ma io li voglio oraaaaaaaaa!!! Ti abbraccio forte Ale! Grazie di tutto <3

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    1. quello nuovo è arrivato oggi. Te lo porto a Torino, così te lo vedi- e vai in acido ancora di più :-)))

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  22. non so da che parte potrei stare per il gusto della torta ma per il libro in generale mi hai convinto, magari lo metto in lista per Natale :-D

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    1. Francesca, TU sì. Perchè ci sono dei dolci da urlo, guarda... e sarei proprio curiosa di vedere cosa ne uscirebbe, con le mani d'oro che ti ritrovi!

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  23. Non c'è nulla di male a non aver passione per la cucina, anche se a mio parere chi non sa godere col gusto ha dei problemi anche con gli altri sensi (la Allende in Afrodita lo spiega molto bene).
    Siccome però bisogna sopravvivere allora uno volente o nolente impara a farsi la pasta a burro (aglio e olio la domenica), l'ovino affrittellato e la braciolina all'olio. E va anche bene così, io questi non li condanno, li compatisco e basta.
    Quelli a cui taglierei le mani son quelli che si comprano gli impasti in busta della Buitoni e poi son tutti contenti perché "mi son fatto il ciambellone da me, sentissi buono".
    Ma allora se deve essere roba industriale compratelo già fatto, così almeno non sporchi nemmeno lo stampo!

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    1. è quello che dico io. Ed è quello che mi infastidisce. Un po' come quelli che fanno il ragù col bimby e poi si aspettano i complimenti. ecchecaspita, mi vien da dire, hai pesato gli ingredienti, hai schiacciato un po' di tasti- e quello è saper fare un ragù?solo che in quel caso, il boccale lo sporchi :-)

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  24. Io son troppo di parte, dalla parte della Stewart e della buona cucina statunitense, e quindi, no comment. Volevo solo farti sapere che ho letto.

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    1. e io son troppo dalla parte tua :-)
      volevo solo fartelo sapere :-), caso mai ci fosse ancora qualche dubbio, sai com'è :-)

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  25. Ciao!!! è da solo un mese che ho creato il blog e vedevo spesso questa parola "starbooks" ...all'inizio non riuscivo a capire cosa significasse! alla fine sono arrivata qui e adesso mi è tutto chiaro!
    complimenti per il blog perchè è davvero ricco di un sacco di ricette per ogni gusto!!
    Mi unisco volentieri ai tuoi lettori!
    a presto!!!

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  26. Adoro il colore di questa torta, adoro le patate dolci da sempre, adoro te e adoro la martha....della Parodi parleremo un' altra volta anche se non mi sento di criticar la più di tanto...la trovo una persona simpatica, ne ha saputo sfruttare le opportunità che le sono state regallate ...che dire ? Beata lei... Tu sempre mito...è non aggiungo altro se non che avevo già messo post - it nel libro per questa ricetta ...:) ma che te lo dico a fare ???? :) ( le parole sballate sono colpa sempre di lui...l oggetto verso il quale ho un rapporto di amore e odio...)

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    1. ormai, ti ha inventato un'idioma tutto tuo,,, il "larobiano" :-) mica da tutti, scusa..:-)

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  27. Ciao complimenti per l' iniziativa!NE HO PRESO VISIONE SUL BLOG DI ARRICCIASPICCIA
    E SONO VENUTA A VEDERE COSA NE PENSAVATE VOI! MA CONTINA ANCHE IL MESE PROX E PUò, E SE SI POSSONO PARTECIPARE TUTTI......iL MIO BLOG HA ANCORA POCHI GIORNI E MI FAREBBE TANTO PIACERE SE VENISSI A FARE UNA CAPATINA DALLE MIE PARTI! CIAO ANGELA!

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    1. passo di sicuro, appena ho un attmo di tempo. il gruppo di chi sperimenta è chiuso, mala partecipazione allo Starbooks può avvenire in molti modi: per esempio, mandandoci le ricette che avete preparato e che provengono da libri di cucina. Oppure, potete anche provare queste ricette qui e poi dirci che cosa ne pensate :-)
      Grazie per la visita, ciao1

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  28. Pienamente d'accordo con te, è da mesi che acquisto solo riviste di cucina straniere: saveur, feel good food, donna hay ecc... (che peccato però). E' giunto da poco sulle mie mensole plenty di y. ottolenghi, ora devo fare spazio per Martha!
    guardo la parodi, interagisco con lei e ti assicuro che la "mando a ......" ogni 2 minuti e non la trovo nemmeno una brava conduttrice, direi che è volgare, cafona e presuntuosa
    giò

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  29. Ciao! io sono una "novizia" nel mondo dei blog... Devo dire che fino a poco tempo fa rientravo a pieno in coloro che si ispiravano a Benedetta Parodi, perché avevo sempre poco tempo x cucinare, un marito "difficile" da accontentare, e le scorciatoie mi facevano utile (anche se devo dire che alla crostata con pasta frolla confezionata e farcitura di budino pronto non mi sono mai abbassata).
    Da quando mi hanno riscontrato un'intolleranza al glutine però, volente o nolente, sono stata costretta ad abbandonare le vie facili, e a convertirmi alla cucina un po' "meno veloce", ma sicuramente più buona e sana. Sono così diventata lettrice assidua di voi foodblogger. Prima di quelle s-glutinose, poi via via anche delle altre. I primi esperimenti (a parte una torta di rose dalla consistenza marmorea :P ) sono venuti davvero bene, e mi sto facendo prendere dal sacro fuoco della passione! Sto saccheggiando il sito di Martha Stuart di ricette, sfogliando selvaggiamente i libri di Nigella in libreria, e il nuovo libro di Benedetta (che pur mi è stato regalato) è sulla libreria a prender polvere....
    Con questo non rinnego la Parodi: alcune ricette non sono male (anche se nella nuova stagione de "I menù di B." non ho ancora visto un piatto che vorrei rifare), ma certo, con un po' più di tempo e senza prodotti già pronti, le cose vengono meglio. E vuoi mettere la soddisfazione??

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