
In pillole...
- Tutta la mia gratitudine a Silvia e a Mario, che mi hanno suggerito di leggere Diego De Silva: ho iniziato Mia suocera beve e sono praticamente in estasi. Tanto in estasi che, a pagina tre, ho deciso che se mai dovessi scrivere un romanzo, lo scriverei con quello stile lì, nel quale mi sono riconosciuta dalla prima all'ultima virgola, almeno fino alla metà di pagina 36, dove sono arrivata ora. Non c'è niente, ma proprio niente, che non mi piaccia, dai contenuti ai modi di esprimerli, dai personaggi a come vengono descritti, soprannome della suocera compreso. Una meraviglia, insomma: speriamo che duri...
- Domani esce Nel Labirinto degli Dei, di Antonio Ingroia- ed è già caso letterario di questa fine 2010. Lo hanno presentato poche ore fa Marco Travaglio ed Enrico Deaglio e sul sito de Il Saggiatore se ne parla come di un libro di storie e non di storia: di fatto, Ingroia ha vissuto da protagonista gli anni più duri della lotta alla Mafia, muovendo i primi passi con Falcone e Borsellino e proseguendo nella sua missione in modo tenace e deciso. Eppure, il titolo ne rivela la frustrazione, la pena di ritrovarsi di nuovo al punto di partenza, quando tutto sembrava annunciare di essere arrivati ad una soluzione e rimanda alla chiave di lettura dell'intera opera- il senso della legalità e il rispetto della giustizia nel confronto diretto con i fatti e con la storia, sottratti alle deformazioni della televisione e di certa carta stampata e restituiti alla forza della loro oggettività. Da leggere, di sicuro
- A trent'anni da Il Nome della Rosa, torna Umberto Eco in librerie e scala le classifiche alla velocità della luce, scalzando Camilleri e prendendosi pure una bella rivincita su Ken Follett, che gli aveva dato del "noioso", asserendo di preferirgli niente meno che Dan Brown: Il Cimitero di Praga è la nuova fatica letteraria del Professore che qui si cimenta con il genere del romanzo d'appendice, raccontando una storia tutta ottocentesca, con manifesti richiami ora a Dostoevski ora a Dumas. Al di là delle impennate delle vendite, e della pesantissima stroncatura dell'Osservatore Romano, però, serpeggia una certa delusione fra i lettori, in primis fra i suoi estimatori che gli rimprovarano di aver sparato tutte le cartucce nelle prime pagine e di non essere stato in grado di mantenersi all'altezza delle aspettative. Resta però il dato impressionante delle vendite- 230mila copie, andate esaurite praticamente da subito e una seconda edizione di 100000 copie già quasi agli sgoccioli. Se si considera che il libro costa 19.50 euro, che c'è la crisi e che in Italia si legge sempre meno, la cosa fa una certa impressione. E non so neppure se sia buona...
Ale