Abbiamo chiuso il nostro racconto di ieri con una nota brillante, ma con un risvolto crudo: i gioielli che richiamavano le sbarro di una prigione…
Le suffragette furono sempre trattate come terroriste: le loro dimostrazioni, in cui spesso cadeva qualche vetrina di troppo, il loro incatenarsi alle cancellate di Buckingham Palace, non appena fu chiaro che la Famiglia Reale era contro di loro, le loro azioni dimostrative violente, le rendeva veramente pericolose per il Governo. Arrivarono infatti a risalire su barche il Tamigi, fermandosi ad urlare insulti e slogan per il voto, sotto le finestre del parlamento in seduta; attaccarono i parlamentari che si recavano al lavoro, incendiarono le loro case, compirono atti vandalici nei più importanti Golf Clubs. Insomma colpirono tutto ciò che di più importante e sacro esisteva per un gentleman inglese di inizio secolo.
Le suffragette furono sempre trattate come terroriste: le loro dimostrazioni, in cui spesso cadeva qualche vetrina di troppo, il loro incatenarsi alle cancellate di Buckingham Palace, non appena fu chiaro che la Famiglia Reale era contro di loro, le loro azioni dimostrative violente, le rendeva veramente pericolose per il Governo. Arrivarono infatti a risalire su barche il Tamigi, fermandosi ad urlare insulti e slogan per il voto, sotto le finestre del parlamento in seduta; attaccarono i parlamentari che si recavano al lavoro, incendiarono le loro case, compirono atti vandalici nei più importanti Golf Clubs. Insomma colpirono tutto ciò che di più importante e sacro esisteva per un gentleman inglese di inizio secolo.
Più di mille suffragette dal 1903 furono arrestate in seguito ai movimenti di rivolta e agli attacchi all’ordine costituito; ma loro non accettarono mai di pagare cauzioni per evitare questo trattamento: volevano dimostrare la loro fede incrollabile, per creare scandalo, per far parlare della "causa". In molti casi decisero di attuare lo sciopero della fame per richiamare sempre più attenzione e spingere l’intera nazione ad occuparsi di loro.
E così ci siamo ritrovate all’inizio della nostra storia, a quel marzo 1912 in cui un nutrito gruppo di suffragette attacca direttamente l’ufficio del Governo, distruggendo la vetrata di ingresso grazie a pietre e martelli che improvvisamente appaiono dalle loro borse da passeggio.



