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sabato 25 aprile 2009

madrid

gordo", in spagnolo, vuol dire "grasso"- e bene sanno i miei amici sampdoriani, visto che fu il soprannome appioppato al buon cassano,appena sbarcato al real, e mai più cancellato dal suo girovita...
"embarazado", invece, vuol dire "incinto", o qualcosa di simile- ma a me piace più pensarlo come all'omologo italiano, quello che ha fatto seguito all'ingordigia, dopo la tre giorni madrilena in cui sono stata travolta e da cui mi ci sono voluti altri tre giorni per riprendermi, sia dal bombardamento al fegato, sia dallo choc della bilancia (un chilo di più in settantadue ore!!!)
Mai visto un popolo che mangia ( e che beve) così tanto, senza per altro darlo a vedere: lontanissimi dai fasti gastronomici parigini, ma molto più leggeri e gaudenti (ed infinitamente più simpatici), i nostri amici spagnoli ci hanno trascinato in un turbine di sapori che non si è arrestato neppure al rientro in patria, visto che, non paghi del tour de force imposto alle nostre mascelle, ci hanno riempito di golosi souvenir, impacchettati come gioielli e fragranti come profumi: le foto sono pochissime, sostanzialmente per l'imbarazzo ( quello italiano, che mi frega sempre) che sarebbe derivato dall'esibizione della digitale a una tavola di semi sconosciuti, ma spero che rendano l'idea di che cosa "ci è toccato fare"...!
Cominciamo subito bene, con la colazione dell'Air Iberian: tovagliato di carta ma posate di accaio e servizio in ceramica, con due tipi di brioches calde ( un pain au chocolat e un saccottino alle mele), macedonia di frutta fresca, yogurt e succo di frutta...
Il primo impatto con Madrid è stato dall'ingresso principale, visto che alloggiavamo a due passi dal Palazzo Reale e ci voleva un caffé come si deve, giusto per digerire la colazione..

eccoci al caffe dell'opera royal, in piena atmosfera natalizia
e questo è il mio caffé viennese, che sta a Madrid come i cavoli stanno alla merenda, ma la bontà non conosce confini ( e se a Febbraio riesco a fare una scappata a Vienna, me lo prendo pure là, tanto per tenere alto il livello scientifico di questi reportage)


Ed ora, indovina indovinello: dove abbiamo pranzato???
Sì, lo so da me che la risposta giusta sarebbe stata "da nessuna parte", visto che ci eravamo appena alzati dai tavolini del Caffé... Ma se vi venisse detto che lì vicino (insomma, non proprio lì vicino, ma comunque a Madrid) c'è l'ultima creazione di Ferran Adrià ( QUELLO VERO, mica scherzo, stavolta), no, dico, voi che cosa avreste fatto???
Ad essere sinceri, Giulio era un po' titubante- non tanto per l'appetito, quanto per le due metropolitane da prendere: quando però ha visto il nome della stazione dove saremmo dovuti scendere, ha improvvisamente cambiato idea... Se non indovinate il perché, guardate un po' l'indizio.....
Detto tutto, no? Ebbene, lì a due passi c'è l'ultimo nato del genio di Ferran Adrià, il FAST GOOD, una riproposta - all'insegna della bontà delle materie prime- dei classici panini da pausa pranzo: un Mac Donald di stralusso, per intenderci: e difatti, date un po' un'occhiata qui....
e qui.....
due tipi di salsa Ketchup, la worcester sauce e la senape di dijon non contraffatta....Il pasto non lo abbiamo fotografato perché di vil hamburger sempre si trattava,ma location e tutto il resto meritavano una capatina, seppur veloce.
La cena del primo giorno non è stata fotografata, ma vi dico solo che sono rientrata in albergo sulle ginocchia. Secondo mio marito, la colpa è mia e della mia linguaccia, visto che pare che non stia mai zitta un minuto. Anche ammesso che sia così, mi dite come si fa a non commentare "visioni" come questa??
La foto non rende il contenuto: file e file di prosciutti, con file e file di persone che mangiano panini al prosciutto e decine di camerieri che lo tagliano fesco, e tutti a magnificare 'sto jamon, e il serrano di qua e il serrano di là... anche i negozi, per dire: da noi sono salumerie, neanche prosciutterie, lì nientemeno che "musei"!!!! E' andata ancora bene che non abbia fatto commenti malevoli, ma che mi sia limitata a qualcosa di assolutamente innocente, tipo "ola ( mi ero già calata nel clima) ola, ma anche voi producete prosciutti???"
Non lo avessi mai detto: nel giro di due minuti siamo stati dirottati dal ristorante dove avevamo prenotato, ad una specie di scannatoio e mi sono ritrovata con un bicchiere di vino in mano ed un piatto di jamon davanti. E qui è iniziato il secondo atto, con me che, astemia per forza - non reggo il vino- continuavo a mandar giù prosciutto, che però mi faceva venir sete e allora vai col vino e poi di nuovo col prosciutto perché altrimenti barcollavo... fantozzianamente stremata dalla dura prova, svuotato il calice fno alla feccia e ingurgitata anche l'ultima fettina del maiale, stavo per dirigermi in un dignitoso zig zag verso l'albergo quando - orrore- m si è parato dinanzi il ristorante.... e certo, perché quello era solo l'aperitivo! E volete sapere con che cosa abbiamo cominciato, visto che alla Senora le gusta mucho???
vi lascio col fiato sospeso, e passo alla cronaca del secondo giorno.
DIGIUNO fino alle quattro del pomeriggio, quando ho iniziato a veder doppio, complice anche la sezione surrealista della Thyssen: nel frattempo, giulio era impegnato in una riunione di lavoro che si deve essere svolta pressappoco così: mattino: colazione- coffee break-apertivo- tapas; festeggiamenti a base di ostriche e champagne per un esito felice di un progetto di alcuni soci ( mio marito non c'entrava niente, ma , chissà come mai, ha finito per bindare anche lui)- pranzo di lavoro, sul cui inizio i sono voci contrastanti ( fra le 12 e le 12 e 05) finito in gloria alle cnque del pomeriggio. Dopodiché, cena.
Ricca, questa volta, non come quella della sera precedente....
sorvolo anche su questa, eccezion fatta per un piccolo particolare, relativo al regalo di Natale, consistito in 4 buste di jamon serrano, belle sigillate, di fronte alle quali ho anche dovuto sorridere e ringraziare e rispondere che si, me gusta mucho, encantada e robe simili.
Il giorno dopo, da soli, abbiamo richiesto un pranzo leggero. LEG-GE-RO, LIGHT, capito? Ed ecco qui che cosa ci hanno portato...
si comincia con un aperitivo veloce, giusto due olive condite e due lupini...

dopodiché, si procede con il piatto nazionale madrileno, l'emblema della cucina light, il terrore dei grassi, il must delle cliniche della salute, da messegue alla lambertucci....
PATATE FRITTE CON UOVO E PANCETTA.....
e infine, tanto per favorire la digestione, un chilometro di panino al prosciutto ( argh) e formaggio....

al ritorno, sull'air iberian, panino con jamon, prendere o lasciare. E io, che volete, ho preso....

alessandra

6 commenti :

  1. Ciao Ale,
    con calma mi leggerò tutto.
    Per il momento, complimenti perchè deve essere stato un lavoraccio fare tutto questo!
    Saluti,
    Valeria

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  2. scherzi, valeria? questi sono vecchissimi post che ho mandato negli anni via e mail, in posta privata. il blog nasce dal fatto che la mailing list era diventata troppo pesante: per cui, per ora, è solo un copia incolla- a parte le foto, naturalmente...
    ciao
    ale

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  3. Caspita, il pranzo leggero mi ha colpito... e comunque, resti inter nos, preferisco il prosciutto di Parma... shhh... Ottimo reportage, cara!

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  4. detto inter nos... pure io!!!!
    ale

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  5. PROSCIUTTO DI PARMA-PROSCIUTTO DI PARMA-PROSCIUTTO DI PARMA-PROSCIUTTODIPARMAPROSCIUTTODIPRPRSCODPR.....
    meglio meglio meglio!!!!
    ciao diana

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  6. ... che io, però, anche quello senese, col pepe sopra...
    ale

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