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giovedì 11 agosto 2011

Auschwitz- Birkenau

Se Dio esiste, deve chiedermi perdono
(anonimo, Mathausen)


Auschwitz







Auschwitz

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22 commenti :

  1. solo un pesante silenzio puo' commentare queste immagini...(sto piangendo)

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  2. Quando vedo queste immagini è sempre come la prima volta, come quando ho visitato la Risiera di San Sabba a Trieste, provo una profonda vergogna, far parte del genere "umano" (umano?)mi imbarazza.

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  3. E' vero! Anch'io provo una immensa vergogna ad appartenere al genere umano. Non c'è altro da dire.

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  4. E' questa l'altra grande vergogna, Michela. Ed è per questo motivo che io resto convinta della necessità di visitare questi luoghi e del dovere di portarci i nostri figli. Con le dovute cautele, ovvio. E lo dico nonostante io sia stata malissimo (durante la visita e anche la notte successiva: immaginavo che non sarei passata indenne, ma non in questo modo), per cui non è una riflessione che faccio a cuor leggero: ma vale più una visita di questi luoghi che mille appelli a ricordare.

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  5. che effetto... vedere queste foto... Paola
    www.paoladany.blogspot.com

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  6. Solo dopo la visita di Dachau, a 17 anni, ho capito che la realtà è in grado di superare con distanze siderali la più terrificante delle fantasie. Sono fortemente convinta che la visita di questi luoghi debba essere parte della nostra esperienza umana perché la storia, e lo vediamo continuamente, non è in grado di insegnare nulla, purtroppo. Ricordo che dopo quel viaggio fui animata da una sorta di ossessione di conoscenza e mi attaccai a qualsiasi libro che parlava di Olocausto. Tutt'ora per me ascoltare o leggere testimonianze di questa tragedia, mi provoca una pena difficile da descrivere. Ma ancora adesso sono convinta che non si debba dimenticare. Mai. Un abbraccio, Pat

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  7. grazie, ti dico solo grazie. bisogna ricordare, tutti i giorni, non solo un giorno all'anno.

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  8. Non ci sono parole. Davvero.

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  9. Terriblement triste:( How sad and tragic ..you have captured great photos..
    My heart sinks when I think..see... remember..read about the atrocities and how much people suffered..:(

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  10. ho visitato alcuni anni fa il campo di Mathausen, un'esperienza che tutti dovrebbero fare per capire che le parole non bastano a descrivere l'orrore che si è consumato tra quelle mura.

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  11. incredibile pensare a cos e' successo qui e altri posti simile. mai piu'.

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  12. Qualunque commento può essere meno incisivo delle immagini...come diceva un cartello su un mucchio di ceneri umane dopo la liberazione "ça jamais plus"...magari fosse vero!

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  13. sono stata a Mathausen 3 anni fa, e al museo dell'olocausto di washington 8 anni fa.
    entrambe le notti non sono riuscita a dormire. un orrore.
    sembra incredibile.

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  14. E' vero: se Dio esiste deve chiedere perdono.

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  15. Nessuna parola...mi sento solo una delle poche fortunate che possono dire avere avuto il dono di conoscere il nonno Giovanni, uno dei pochi sopravvissuti di Mathausen. Quest'anno compie 95 anni...sei una roccia nonnino!!!

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  16. Mi ricordo, che una volta una signora mi disse, che i campi di concentramento non erano poi così distanti dalle città, ma tante persone non sapevano o si riufiutavano di credere, la verità comunque non era divulgata assolutamente, e tuttora esistono persone che hanno il coraggio di negare, come per le foibe del resto, e quelle la mia famiglia se le è vissute sulla pelle...
    Penso che la vita in quegli anni sia stata una scommessa con il destino, ti addormentavi e non sapevi se saresti stato portato via prima del sorgere del sole...
    Mio nonno fu catturato dai soldati delle ss, doveva essere fucilato il giorno dopo la cattura, la notte stessa l'accampamento fu assaltato dai partigiani e mio nonno si salvò per miracolo...
    Questa signora raccontò, che quando la guerra finì, i soldati che avevano liberato i superstiti, portarono gli abitanti delle città a vedere i campi di concentramento, era un'esperienza macabra, ma necessaria, le persone, portate ai campi con le camionette, credevano di andare in gita, non si immaginavano l'orrore che le aspettava, credevano che fosse tutta una gran frottola...
    Quello che si ritrovarono davanti fu solo morte...
    I corpi erano ancora accatastati, le porte dei dormitori aperte, i mucchi di vestiti pronte per essere bruciate...
    Molte persone si sentirono male, ma fu necessario a far capire l'orrore che quelle povere persone avevano subito.
    Penso che ci siano mete obbligatorie nella vita di ognuno di noi, e penso che questa sia una di quelle, come dovrà esserlo per i nostri figli, e per i figli dei nostri figli...
    Per non dimenticare mai...

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  17. Grz. Ale. Piango e cerco, non voglio dimenticare mai.Gis.

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  18. La stessa terribile sensazione mi assale ogni volta che ripenso alla mia *visita* ad Auschwitz. Ogni volta mi ripeto che tutti quanti dovrebbero visitarlo almeno una volta nella vita. Perchè nessuno MAI PIU' possa sentirsi superiore ad altri tanto da sostituirsi a Dio e decidere che ogni atrocità è ammissibile.....per emergere su altri.
    La cosa raccapricciante è pensare che tutti i *reperti* trovati (e fotografati da Ale) sono una minima ed insignificante parte di tutto quanto sono stati capaci di fare sparire prima della liberazione del campo.
    Nora

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  19. brava Alessandra, dopo quella frase che gela, mi aspettavo un altro tuo racconto. Invece il silenzio delle immagini ha permesso a ognuno di ascoltare il proprio cuore e riflettere....
    Maria Chiara

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