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venerdì 12 marzo 2010

... and the book is....


Christopher Isherwood
Un uomo solo
Adelphi
16 euro

Sorpresona, vero?
Prometto che con i prossimi mi cucirò la bocca fino alla fine, ma stavolta non ho resistito, per cui praticamente lo sapevate già tutti. Quello che però, forse, ancora non sapete sono le ragioni che mi hanno spinto a scegliere tale libro, e non un altro, per l'inaugurazione di questo nuovo appuntamento. Per cui, ve le elenco qui sotto, sperando di recuperare più spunti possibili, anche per le nostre considerazioni, durante e dopo la lettura

Partiamo dalla casa editrice: Adelphi è un editore di tutto rispetto, cui va il merito di aver affrontato anche vere e proprie operazioni culturali, in barba a bieche logiche di mercato, come, per l'appunto, quella che concerne il nostro autore, di cui si è iniziato a pubblicare l'opera omnia. Il che, di nuovo, dà la misura della serietà che ispira queste pubblicazioni e del rifiuto a priori della "caccia al best seller". Non a caso, i grandi titoli di Adelphi, che pure hanno venduto milioni ci copie, sono pietre miliari della letteratura contemporanea, al di là del fatto che possano piacere, come no.

Il secondo argomento è la trama del libro: è la storia di un professore di mezza età, George, che ha perso da poco il proprio compagno, a cui era legato da tempo. La storia si svolge in un giorno solo ed è tutto un susseguirsi di incontri e di emozioni, il cui filo conduttore è l'amore per i libri, venato, come è logico aspettarsi, di una struggente malinconia. Di più non so dirvi, perchè, come è logico, lo leggo insieme a voi.

Il terzo motivo è la biografia dell'autore: Christopher Isherwood è una delle figure più poliedriche e interessanti del Novecento ed è davvero singolare che in Italia sia poco noto. La cifra connotativa della sua vita fu sicuramente l'omosessualità, in un'epoca in cui essa aveva da poco smesso i panni di un reato penale (la condanna di Oscar Wilde risale a pochi decenni prima), ma che, non per questo, non aveva cessato di essere ritenuta deplorevole e scandalosa. Nell'Inghilterra bacchettona dei primi del secolo, per giunta in una famiglia alto borghese, con un padre militare, Isherwood non ebbe vita facile, tanto che, appena se lo potè permettere, si trasferì nella Gemania della Repubblica di Weimer. Qui si respirava un clima di tolleranza e la Berlino di quegli anni era diventata un crocevia di giovani e di intellettuali di ogni provenienza e di ogni età, in un continuo fermento di spunti e di stimoli di ogni tipo. Isherwood fu quindi libero di esprimersi e di vivere apertamente la sua prima vera relazione d'amore con un coetaneo, tanto bizzarro quanto simpatico. L'insediamento di Hitler al potere, fu l'inizio di un inquieto vagabondare. Christopher fu prima a Londra, dove pubblicò con successo il suo secondo romanzo (il primo, non se lo era filato nessuno) e dove divenne amico di Auden, di Virginia Woolf e di E. M. Forster (Camera con Vista, Casa Howard, tanto per citare i primi due che mi vengono in mente); poi partì per gli Stati Uniti, ma senza che questo potesse lenire la nostalgia per gli anni trascorsi a Berlino. Provò ad esorcizzarla con un libro, Addio a Berlino, che fu la fonte di ispirazione per Cabaret, il film di Bob Fosse con Liza Minelli come protagonista (alzi la mano chi lo sapeva). Agli anni successivi risale la sua conversione all'Induismo, senza per altro rinunciare alla frequentazione di ambienti omosessuali, nonostante gli piovessero addosso critiche da ogni parte. Alla fine, trovò il suo equilibrio con un ragazzo di soli 19 anni (lui ne aveva quasi 50) con cui però convisse fino alla morte, avvenuta nel 1986.

Quarto motivo: da questo romanzo è appena stato tratto un film , A single man, di cui si è parlato molto perchè ha segnato la conversione alla regia di Tom Ford, lo stilista di Gucci, che ora cammina con gambe e marchio propri. La parte del protagonista è di Colin Firth, ma se dite che mi sono fatta influenzare da una così bassa motivazione nella scelta del libro... vuol dire davvero che mi conoscete benissimo...

Come dicevo l'altro giorno, è un libro relativamente breve (146 pagine); costa un po' caro, ma vi dò il tempo di ordinarlo o di prenotarlo in biblioteca o di rintracciare qualcuno che già lo abbia e ve lo presti.

Per quanto riguarda l'appuntamento per commentarlo insieme, butto lì il 20 aprile- quindi un po' più di un mese. A me sembra un termine ragionevole e non vorrei spostarlo, perchè mi auguro che questo sia il primo di una lunga serie di appuntamenti, ma se si levano voci di protesta, mi piego alla vostra volontà e sposto al 21.
Cosa ve ne pare?

buona serata
ale

mercoledì 10 marzo 2010

Del furor d'aver libri...


Elenco libri consigliati

1.La rivolta di Atlantide
2. Natsuo Kirino, Le quattro casalinghe di Tokio
3. Tracy Chevallier, Strane creature
4. Cooper Glenn, La biblioteca dei morti

5. S. Kinsella, I love shopping per il baby

6. G. Carofiglio, Una notte a Bari

7. Kate Atkinson Dietro le quinte del.. ..
8. Kate Atkinson, Lontano dal mio giardino

9. Kate Atkinson, I casi dimenticati

10. Alice Sebold, Amabili resti*

11. La trilogia di Agnes Brown

12. The Reader, Schlint
13.Michael Zadoorian, In viaggio contromano
14. Liza Marklund, Il Lupo rosso
15. Erri De Luca, Il peso della Farfalla
16. Markus Zusak, La bambina che salvava i libri
17. Belinda Starling, La rilegatrice di libri perduti
18. David Safier, L'orribile Karma della formica
( me ne manca qualcuno, ma li recupero)

Elenco libri comprati

1. Monica Ali, In the kitchen (in lettura)

2. Christopher Isherwood, Un uomo solo

3. Erri de Luca, Il peso della farfalla (letto) 4.
Liza Marklund, Il Lupo rosso

5. Michael Zadoorian, In viaggio contromano

6. Brendan O' Carroll, Agnes Brown ragazza

Elenco libri regalati

1. Marino Niola, Si fa presto a dire cotto
2. Erri De Luca, Montedidio
3.
Cooper Glenn, La biblioteca dei morti


Elenco libri non letti (rispetto agli acquisti di gennaio /febbraio)
1. i restanti due della trilogia di Sjowald- Walhoo
2. i restanti due della trilogia di Alicia Jimenez Bartlett
3. Bill Bryson, Breve storia del mondo**

* Su Amabili Resti sono sempre dubbiosa. Oggi l'ho preso dallo scaffale della libreria-ma poi l'ho rimesso a posto. Attendo il parere di Roberta, e poi vediamo

** Errore clamoroso (ah, comprare via internet): chissà perchè, pensavo che fosse una storia "storia". Invece, è una storia "scienza". Il che è mille miglia lontano dai miei gusti. Bryson, comunque, era stato chiaro, nel titolo. Sono io che sono deficiente. Lo regalo a chi lo vuole

Bene, direi che per marzo sono a posto. Voi però continuate a consigliare, che io compro.

-o-o-o-o-o-

Avevo scritto una pappardella che non finisce più sulla lettura collettiva, ma evidentemente non è serata, perchè ho perso tutto. Quindi, sintetizzo veloce e poi ne parliamo con calma
Molti di voi mi hanno chiesto se era possibile leggere un libro insieme: ossia, si legge tutti la stessa cosa e la si commenta qui, tutti insieme. La conditio sine qua non è un margine di tempo ragionevolmente ampio- da uno a due mesi, a seconda della mole del libro: per cui, un mese o due mesi prima io vi dò il titolo del libro e, allo scadere del tempo, ci si trova tutti su menuturistico e se ne parla. Quindi, chi ha voglia di partecipare, mette il dito qui sotto e poi si parte.
Questa idea non è nata da me, ma è la migliore di tutte le iniziative che sono nate da quando esiste il blog: siete riusciti a centrare molto meglio di quanto abbia fatto io lo spirito con cui avrei voluto che si parlasse di libri, trovando una soluzione alle mie ramazze mentali, tanto per recuperar euna citazione dotta.
Non potete immaginare quanto ve ne sia grata.
Buona notte
ale



giovedì 4 marzo 2010

Del furor d'aver libri...

Libri letti
1) Kathie Hackman, Il giardino delle Favorite
2) F. Glauser, Il tè delle vecchie signore
3) Alicia Jimenez Bartlett, Riti di morte (rilettura)

4) Camilla Lakberg, La Principessa di ghiaccio (in lettura- e mi pare una boiata, pure galattica)

Letto meno, ve ne siete accorti? E tutto per colpa del libro n. 2 che, a dispetto del titolo, si è rivelato più ostico di quanto pensassi. Cioè, capiamoci: "ostico" in relazione ai semafori e alle pause pranzo in cui di solito leggo . Se avessi avuto più tempo- e miglior tempo- probabilmente mi sarei goduta una piacevole lettura, nel giro di tre o quattro ore, senza dovermela trascinare in borsa per 15 gioni e, quel che è peggio, senza aver neppure capito se la storia mi sia piaciuta o no.
La cosa, ovviamente, mi ha fatto venire parecchio nervoso, per cui me la son presa, nell'ordine:
1. con la Sindaco (non è una novità. E' da quando è stata eletta che è il bersaglio dei miei strali, qualunque cosa vada storta. Stavolta, la colpa era quella di aver tarato i semafori senza tener conto dei miei tempi di lettura, il che basta e avanza per far cadere la Giunta, direi)
2. con il Capo- il Marito- la Figlia (l'ordine è intercambiabile), perchè non è possibile che non mi venga lasciato un minuto, dico un minuto, per potermi dedicare a leggere in santa pace
3. con me, che per anni ho strigliato i genitori dei miei alunni, per fargli entrare in testa che leggere non è tempo perso e che mi sono ridotta in queste condizioni.
Il punto tre mi è piaciuto così tanto - vittimismo, autocommiserazione, rimpianto&compianto: gli ingredienti c'erano tutti- che fino a ieri avevo pensato di dedicarci un post intero, di quelli con i kleenex in omaggio. Una roba strappalacrime, con la ex professoressa che sconta l'abnegazione per la sua missione con un ingiusto contrappasso, acuito dal'essere per giunta circondata da libri bellissimi che non potrà mai leggere, novello Tantalo, che, al posto del masso, spinge carrelli e cassetti stracolmi di biancheria (ex) stirata.
Se non che, stamattina, giusto mentre stiravo (ve l'ho già detto, no, che l'asse da stiro sta alla sottoscritta come a Leopardi l'ermo colle), dicevo, mentre ero lì che stiravo mi è venuto da pensare che, tutto sommato, meglio così. Intendo dire che, con la vita che faccio (e di cui non cambierei una virgola: sono l'idea platonica della donna realizzata), se dovessi aspettare IL MOMENTO tutto maiuscolo per dedicarmi alla lettura, probabilmente non leggerei più. Almeno finchè la giornata è di 24 ore - e fino a quando intorno alla 16esima continuerà a venirmi sonno.
Per cui, ben vengano i semafori, i caffè lunghi e le insalate miste con il mais mangiato chicco per chicco- perchè finchè non ho finito il capitolo, col cavolo che mi alzo. E se ne risentirà la qualità delle mie letture, sapete che vi dico? Pazienza. Vorrà dire che pererò qualche occasione di alimentare lo spirito, di approfondire le mie riflessione, di perdermi nei meandri dei miei pensieri. E magari anche di non riuscire a distrarmi, di intristirmi e, quel che è peggio, di annoiarmi.
Va bene così, fidatevi....

-o-o-o-

Vi capita mai di rileggere un libro? a me sempre meno- e me ne dispiaccio. Da bambina e da ragazzina, rileggere era un must. Ogni volta mi divertivo sempre di più e ho sempre pensato che se non avessi riletto così tanto, non mi sarei lasciata influenzare- meglio: permeare- così tanto dalle storie a cui ero più affezionata e che, ovviamente, sapevo a memoria. Invece, crescendo, ho abbandonato questa pratica, fino a qualche anno fa, quando un'estate ho deciso di regalarmi la rilettura di tutta la Austen. Che ci crediate o no, mi si è aperto un mondo- e totalmente diverso da quello che mi si era dischiuso davanti a 15 anni. E così, da allora, ogni tanto, rileggo. Di solito, son scelte mirate, ma stavolta è stato un caso, l'acquisto del primo volume dela raccolta dei gialli di Alicia Jimenz Bartlett, che hanno come protagonista l'ispettore Petra Delicado. Anni fa, avevo letto Riti di morte- e mi ero fermata lì: non ricordo cosa avessi pensato allora, ma non doveva essere un giudizio positivo se, per tutti questi anni, sono riuscita a non farmi tentare nè dalle pubblicità strombazzanti, nè dalle recensioni sempre positive, nè dalle adorate copertine blu.
Dopo ieri sera, ammetto che è stato un errore. Buona scrittura, buona storia, grandissima padronanza dei tempi e protagonisti per nulla stereotipati, originali, vividi e simpatici. Senza contare che ho divorato il libro in un giorno e mezzo (preciso: nel tempo libero di un giorno e mezzo), il che mi ha permesso di recuperare un po' del terreno che mi separa dalla Feltrinelli per gli acquisti di marzo.

-o-o-o-

Ora ho attaccato l'ultimo best seller, altro giallo di una scrittrice che viene nientemeno che - tenetevi forte- dalla Svezia. E che è pubblicato da - tenetevi ancora più forte- Marsilio. E che sulla fascetta di copertina cita nientemeno che- tenetevi fortissimo- Stieg Larsson.
Sono intorno a pagina 50 e ho già guardato 50 volte il prezzo di copertina (18,50 euro)., per farmi coraggio.
Secondo me, a pagina 100 non ci arrivo. Si accettano scommesse, ovviamente- così magari mi rifaccio dell'ennesimo spreco di denaro...

Buona serata
Alessandra







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