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martedì 23 novembre 2010

Eggnog al Bourbon

eggnog

Fra le molte "qualità" che non faranno mai di me una casalinga perfetta, c'è quella di acquistare prodotti carissimi, che poi non uso perchè "belin, con quello che mi è costato". Astenetevi da qualsiasi commento, perchè ci pensa già mio marito, ad ogni ripulisti della dispensa, quando la pila delle cose scadute supera di gran lunga quelle da utilizzare: marmellate biologiche in confezioni firmate, tè matcha di ogni sfumatura di verde, miscele di caffè che quando mi decido ad aprirle hanno perso tutto l'aroma- e questo per citare solo le prime cose che mi vengono in mente. L'ultima, è stata con l'Aglio di Vessalico. Ho iniziato con tre teste, tanto per provarlo: dopodichè, è stato amore folle e allora vai con le "reste", di ogni misura, di ogni foggia, di ogni produzione. E poi, una volta a casa, il solito copione: e per il soffritto no, e per massaggiare l'agnello no, e sì, forse nell'insalata di pomodori sì, ma mica ne metto uno spicchio intero, cosa lo spreco a fare. Insomma, per farla breve, ne avevo una resta intera da settembre. Retrocessa, ovviamente, dalla cucina alla stireria e poi nel bagnetto della lavanderia, perchè non vi dico quanto puzzi: la volta che mi son dimenticata di preavvisare la donna di servizio, me la son trovata semianime, che stava scivolando lungo lo stipite della porta del bagno. E così, di fronte all'emergenza, è scattato l'ingegno: si fa una cena a base di aglio di Vessalico- e se non vi piace, pazienza.
Ecco il menu di Sabato sera
Aperitivo
Falafel con salsa all'aglio e yogurt
Polpette di ceci al sesamo nero con aioli
Primo
Maccheroni al ferretto con salsa di mandorle e aglio
Secondo
Agnello alle erbe con salsa all' aglio (sarebbe dovuto essere una blanquette de agenaux, ma non siamo riusciti a disossare la bestia)
Carote al burro
e, per dolce, l'Eggnog.
Perchè in casa mia, aglio fa rima con vaniglia. E provate a chiedervi perchè...


EGGNOG

eggnog


Ricetta tutta dedicata alla mia amica Marina, che mi ha mandato una busta profumatissima dal Madagascar. Ho passato un mese a sniffarla, anche in modo spudorato, passandomi la bacca sotto il naso- e a forza di inalare, mi sono venute un po' di idee per utilizzarla al meglio. Quella scellerata della Marina ha osato suggerirmi di profumarci la scarpiera, ignara del duro lavoro a cui sto sottoponendo le sue bacche, a ripulire la casa dalle tracce dell'aglio. Solo che queste dureranno molto meno, mi sa...

Dunque, la ricetta. L'eggnog è propriamente una bevanda, e pure decisamente alcolica, dalle note più speziate della versione che vi propongo qui. Al solito, ogni Anglosassone segue la sua tradizione, e quindi c'è chi ci mette la cannella, chi la noce moscata, chi non mette la vaniglia, ma il risultato è semre una bevanda corroborante e gustosa. E' una specie di zabaione, per capirci, molto frequente nelle tavole di Natale e Capodanno.
In questa versione, è presentato come un dolce al cucchiaio, molto morbido e soffice. D'obbligo è la permanenza in frigo, fino al momento di servirla. Facoltativa, ma apprezzata, una spruzzata di noce moscata.

EGGNOG AL BOURBON
(da un vecchio numero di Sale & Pepe)

Per otto persone
mezzo litro di latte
4 uova (tuorli e albumi)
100 g di zucchero
un baccello di vaniglia
2 dl di panna fresca
0,5 dl di rum
2 dl di bourbon
noce moscata

Scaldate il latte con il baccello di vaniglia inciso per la lunghezza e lo zucchero, mescolando finchè quest'ultimo si sia sciolto. In una terrina, amalgamate i tuorli con il latte caldo, versandolo a filo e mescolandolo con una frusta; rimettete la casseruola sul fuoco e fatelo cuocer eper 5 minuti, a fiamma bassa. Filtrate la crema, lascaite raffreddare e emscolatevi il rum, il bourbon e gli albumi montati a neve, amalgamati con la panna montata. Servite l'eggnog spolverizzato con noce moscata grattugiata.

eggnog

Note mie
la vaniglia: ho estratto i semi, incidendo la bacca per il lungo con la punta di un coltellino affilato e passando poi la lama del coltello all'interno del baccello. Nel latte, ho messo sia i semi che la bacca.

i tuorli: non occorre montarli, basta "romperli" con una frusta. In compenso, quando si aggiunge il latte, bisogna montare: non con le fruste elettriche, ma a mano. Però, più spumoso è il composto che metterete sul fuoco e meglio è

la cottura: non aspettatevi che si addensi troppo, perchè non c'è amido. E badate a non farlo bollire, perchè le uova, altrimenti, si separano dal resto. Se avete un termometro, dovreste mantenere la temperatura intorno agli 85 gradi. Altrimenti, fate come faccio io: fiamma media ma bassissima, mescolo di continuo e ogni tot tolgo dal fuoco per pochi secondi. E' un metodo empirico che però funziona.

i liquori: potete anche variare le tipologie. Usando la vaniglia, erano d'obbligo questi due, ma ho una ricetta a base di sherry e noce moscata, per esempio, o un'altra con cue tipi di rum e la cannella. Fate voi: l'importante è che si amalgamino bene con la spezia scelta

il raffreddamento: è essenziale, altrimenti i composti smontati, col calore, montano. Coprite con una pellicola e portate a temperatura ambiente. Solo allora, procedete con l'aggiunta del resto

i composti montati: non li ho aggiunti insieme, come da ricetta, ma separatamente, prima la panna e poi gli albumi. Ci ho perso in tempo, ci ho guadagnato in densità, tant'è che sembrava una crema e l'ho felicemente spacciata per dessert. Il "felicemente" è da intenersi in senso collettivo, sia per la padrona di casa che per gli ospiti, per cui al prossimo eggnog rifaccio uguale.
ciao
ale

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