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venerdì 16 novembre 2012

Per il piatto storico : gli scones e la Stone of Destiny (Wholewheat fruit scones di Delia Smith)

Di Daniela

Gli scones e la Stone of Destiny

foto da qui
Partiamo ancora una volta da una storia antichissima di re, di guerre di furti e di destino… Molto tempo fa, nel IV secolo a.C. per la precisione, una pietra semplice, più o meno rettangolare, di arenaria, che una delle molte leggende che la riguarda vuole addirittura che sia proprio la stessa pietra usata come cuscino da Giacobbe*, approda, dopo incredibili viaggi e avventure, tutte più o meno ricche e spesso fantasiose, in Irlanda, dove venne benedetta secondo la stessa leggenda, da San Patrizio.

foto da qui
Questa pietra, venne chiamata inizialmente in gaelico An Lia Fàil (la pietra che parla)ma  divenne presto la Stone of Destiny o la Coronation Stone, poiché fu usata nelle incoronazioni dei Re d’Irlanda fino al 850 d.C., quando Il re Kenneth I, re del Regno di Daldrida (vi risparmio tutte le notizie sui mille regni diversi in vita in quel momento in Bretagna, vi dico solo che questo in particolare comprendeva parte della Scozia e parte dell'Irlanda del Nord) la trasportò in Scozia, dove fu definitivamente sistemata, dopo varie peregrinazioni, nello Scone Palace e più precisamente sulla Moot Hill. Lì, su quella pietra da allora in poi, furono incoronati tutti i sovrani scozzesi, e lei aggiunse un altro appellativo al suo nome: divenne la Stone of Scone.

La pietra aveva una tale importanza che Edoardo I d'Inghilterra, il famoso "Longshanks" (gambelunghe) dopo aver sconfitto gli Scozzesi e aver imprigionato il re Jhon Balliol, la fece trasportare nel 1296 nell'abbazia di Westminster (ora nella cappella di Edoardo il Confessore) con le altre insegne del potere scozzese. Naturalmente una leggenda altrettanto antica sostiene che gli Inglesi portarono via solo una copia, perché la vera pietra del Destino in realtà non avrebbe mai lasciato per alcuni la Scozia e per altri più audaci, addirittura l'Irlanda e sarebbe conservata sulle colline di Tara (ai cinefili certo questo nome ricorderà qualcosa  :-)....
La pietra comunque, una volta in Inghilterra, fu inserita in un semplice trono di legno, "The Saint Edward's Chair", commissionata da Eoardo I e pagata la somma ragguardevole per il 1297 di 100 scellini, su cui tutti i Re inglesi da allora si sono seduti durante l'incoronazione, compresa Sua Maestà Elisabetta II. 
Lì è rimasta per 700 anni, fino a quando è stata restituita ufficialmente alla Scozia nel giorno di Sant'Andrea (non a caso il santo patrono scozzese), il 30 novembre 1996 e si trova accanto agli Honour of Scotland, nel Castello di Edimburgo dato che la sua restituzione era stata  promessa fin dal 1328. Curiosità: stufi della promessa non mantenuta, 4 studenti scozzesi, la notte di Natale del 1950, cercarono di rubare la pietra, ma la danneggiarono e ciò che fu riportato in Scozia, fu recuperato dalla polizia inglese in breve tempo.
Naturalmente, però, la pietra tornerà al suo posto quando ci sarà la prossima incoronazione a Londra....

stone of scone
The Coronation Chair of the English Sovereigns-  St. Edward's chair-With The Shield and Sword of State of Edward the Third, Westminster Abbey Foto da qui, qui e qui

"Tutto questo per cosa?" vi starete chiedendo .. Tutto questo solo per condividere con voi lo spunto che mi ha dato parlare della storia degli  scones.
Un attimo di pazienza e vi spiego.
Gli scones particolari panini dolci o salati, sono per tradizione legati a Scozia, Irlanda e Inghilterra, anche se non sappiamo con precisione l'invenzione di queste focaccette, come ogni vocabolario che ho consultato traduce implacabilmente il termine scone: una delle possibilità è quella suggerita dal dizionario Webster, che fa risalire la loro  origine in Scozia agli inizi del 1500.  Anche l'Oxford Dictionary inglese ci fornisce un’indicazione : riporta infatti che la prima menzione della parola scone stampata è stata nel 1513, ed è contenuta in una poesia di un autore scozzese ; quindi diciamo che la origine Scottish sembra avere un peso maggiore delle altre ipotesi.

Anche il nome scones dato a questi piccoli pani, cotti originariamente su pietra ha diverse possibili origini : 
1. scones sono chiamati per la pietra del destino Stone of Scone o Stone of Destiny o Coronation Stone (ed ecco spiegato il mio inizio così... remoto
2. Tra gli altri contendenti il gaelico "sgonn" , una massa informe o boccone grande, 
3. l'olandese "schoonbrot," fine pane bianco, e la strettamente correlato "Schönbrot" ,in tedesco pane fine o bello. L'Oxford English Dictionary favorisce gli ultimi due. 
4. O forse il nome viene direttamente e più semplicemente dalla cittadina di Scone, in Scozia

Ann Russell, Duchessa di Bedford
In origine, focaccine erano preparate con avena, modellate in una unica grane forma rotonda, poi divisa in 6-8 triangoli e cotta su una pietra messa sul fuoco . Non appena riuscirono ad avere il lievito gli scones divennero pani lievitati, cotti in forno in piccole pezzature. Gli scones sono diventati popolari e parte essenziale del rituale tè pomeridiano in Inghilterra, da quando Anna, Duchessa di Bedford (1788 - 1861), un tardo pomeriggio, ordinò alla servitù di portarle del tè e alcuni pani dolci, tra cui gli scones, per interrompere la lunga pausa che passava tra il pranzo molto leggero e la cena.
Le piacque così tanto da ordinare di portarle tutto ogni pomeriggio, invitando spesso i suoi amici ad unirsi a lei per questo semplice rito: è nato così il "Tea Time" pomeridiano (precisamente alle 4:00 p.m.). Gli scones, presenti tra i rinfreschi di questi primi tè così chic, sono ancora serviti in Inghilterra ogni giorno con la tradizionale clotted cream. Ognuno li prepara seguendo la ricetta di famiglia, dal momento che, come sempre capita con le ricette tradizionali di un paese, ognuno ritiene che la propria  sia la migliore, la più preziosa.
Gli scones, come ho detto, sono spesso leggermente zuccherati, ma possono anche essere salati. Spesso includono uva passa, uva sultanina o formaggio. In Scozia e Ulster, varietà salate di scone sono quelli  detti farls soda o i Tattie scones, che assomigliano a piccole  sottili gustose frittelle a base di farina di patate. Gli scones di patate sono più comunemente serviti fritti in una ricca colazione scozzese  o in una ancor più ricca  Ulster fry.

* 
"Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un certo luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. 

Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. 
Ecco il Signore gli stava davanti e disse: “Io sono il Signore, il Dio di Abramo, tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua discendenza. La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua discendenza tutte le nazioni della terra.” Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in questo paese perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto.Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo.[...]
Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità."

(Genesi 28:10-18)


Fonti



Gli scones integrali alla frutta secca  di Delia Smith

( Da Complete illustrated cookery course)

scones delia1

Vi abbiamo già parlato dell'autrice di questo libro qui, in una puntata dello starbooks di anno fa. Ho ripreso oggi questa sua ricetta perchè continuo a trovare chiarissime e fattibili, oltre che estremamente gustose , le sue proposte. In questo caso si tratta di un classico della cucina originriamente scozzese che viene servito
Premessa della Smith
"Ho fatto molti test ed ottenuto alcuni scones assomiglianti a mattoni prima di arrivare alla giusta combinazione di ingredienti e penso che la cosa più importante è che il forno sia veramente bollente prima di cuocerli, per farli sollevare al meglio."

Forti di questa considerazione prepareremo insieme degli scones che devo dirvi sono davvero deliziosi: molto profumati, friabili, leggeri e perfetti per il tea time come per la prima colazione. Quando Delia suggerisce anche di stare molto attenti allo spessore che intendete dare ai vostri scones e all'uso del mattarello. Lo spessore della pasta cruda , secondo lei , non deve essere mai inferiore ai 2 centimetri (in effetti quelli più spessi tra i miei sono venuti più alti) e il mattarello deve essere tenuto perfettamente orizzontale per impedire ; per quanto possibile (non essendo maghi) di dare allo scones spessori  diversi.

Partiamo quindi con gli ingredienti per 7/8 scones
75 gr di farina integrale (ho utilizzato quella di grano saraceno)
75 gr di farina autolievitante (o l'equivalente peso di farina normale e 1/2 cucchiaino di lievito per dolci)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
25 gr di zucchero scuro di canne
25 gr di burro (o margarina) a temperatura ambiente
40 gr di frutta secca mista
1 uovo grande
2 e 1/2 cucchiai di latte
latte e farina exrta

scones de

Preriscaldate il forno a 230 °Ce preparate una placca da forno coperta con della carta forno ben unta.
In una ciotola grande mescolate le due farine ben attente che siano senza grumi, con lo zucchero, la cannella e il lievito setacciato. Aggiungete il burro (o la margarina) e la frutta secca.
Sbattete l'uovo con i 2 cucchiai e mezzo di latte e unitelo al composto di farina e burro e mescolate bene il tutto, lavorandolo per un paio di minuti. Dovete ottenere un composto solido ma non duro, liscio e facilmente lavorabile. Dovesse essere troppo duro, aggiungete un pochino di latte.

scones Delia

Stendete ora la pasta con il mattarello ad uno spessore di circa 2 cm (anche se magari non sembra dalla foto, ho cercato di essere rigorosissima con le misure: vedete in fondo alla foto sopra un righello?) e, usando un coppa pasta di 6 cm di diametro ritagliate gli scones e metteteli sulla teglia con la carta forno imburrata.
Lucidate la superficie con del latte e spolverateli di farina integrale (pochissima)
Infornateli a mezza altezza per 15-20 minuti
Servite tiepidi, con la superficie appena spennellata di burro.
Potete congelarli se volete, appena raffreddati. Lo confesso, io li ho tenuti per 2 giorni in frigo avvolti in carta stagnola e stamani, l'ultimo, era perfetto, appena fatto rinvenire nel forno caldo.
Potete mangiarli così, semplici e tiepidi, diciamo in purezza, oppure tagliati a metà e farciti con della marmellata,
marmellata e scone-001

oppure accompagnati dalla crema inglese bianca o, ancor più goduriosi, al cioccolato, nel mio caso "addizionata" con un cucchiaino di nocciole tritate...non c'è limite all'immaginazione golosa!

scones delia

Alcune osservazioni:
La farina che ho utilizzato, di grano saraceno, è priva di glutine, quindi lievita decisamente meno di quella integrale. Ho aggiunto così una punta di lievito in più, direi un po' più di mezzo cucchiaino.
Gli scones sono cresciuti bene, specialmente quelli un po' più spessi in partenza (2 cm precisi, misurati con tanto di righello , come vi dicevo sopra) e soprattutto erano friabili e gustosissimi.
Come frutta secca io ho utilizzato
10 gr di noci,
10 di pinoli,
10 di mandorle e
10 di nocciole
Le ho tritate insieme senza ridurle in polvere, lasciando qualche pezzetto che si sentisse sotto i denti.
Lo ridico ? Profumati e squisiti, perfetti per l'ora del tè, per la colazione o come merenda.

Ovviamente abbiamo nei nostri archivi anche altre 2 ricette di scones e precisamente questa di Sarah Randell




Buona giornata
Dani



Wholewheat fruit scones
Complete illustrated cookery course by Delia Smith

DSCF5973
"It took several tests and few brick-like result, before I got the right combination of ingredients for these, and I think it is most important to have the oven really hot before you bake them in order to raise them properly. "
 makes 7/8
3 oz wholewheat flour
3 oz. self raising flour
1 teaspoon baking powder
1 1/2 teaspoon powered cinnamon
1 oz. soft brown sugar
1 oz butter or mergarine at room temperature
1 1/2 oz mixed dried fuits
1 large ogg
2 - 2 1/2 tablespoon milk
extra milk and wholewheat flour

Pre-heat the oven to gas mark 8, 450 °F, 230 °C.
A baking sheet, well-greased
In a mixing bowl mix the flours and combine with the bran left in the sieve, baking powder, cinnamon and sugar.
Rub in the fat and mix in the dried fruits. Bit the egg with 2 tablespoons of milk and add this mixing it too a smooth dough with a palette knife.
If you need to, add more milk.
Next roll out the dough to 3/4 inch  thick and, using a 2 1/2 inch cutter, cut out the scones. Place them on the baking sheet, brush the top with milk and dust them with wholewheat flour.
Bake on a high shelf in the oven for 15-20 minutes. Serve warm spread with butter.
Have a nice day
Dani

25 commenti :

  1. molto interessanti le notizie storiche; sono quasi a digiuno della storia dell' inghilterra o meglio del regno unito; peccato.la ricetta la provo sicuramente.
    buona giornata

    irene

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    1. Neppure io sono una grande conoscitrice... per questo mi affascina incredibilmente..... Un abraccio Irene e grazie della tua costante e graditissima attenzione!!

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  2. Post lungo ma godibilissimo in tutte le sue letture...storiche piuttosto che gastronomiche.
    Ma non è che avete intenzione di mettere in cantiere anche una "Enciclopedia di MT"?! :P ahahahahahah
    Scherzi a parte, suppongo che gli scones siano ottimi e mi segno le ricette perchè ho intenzione di provarli...piuttosto dici la verità...hai fatto l'alba per scrivere tutto?! :D ahahahaha
    Ah ecco perchè..."domani è un altro giorno...assonnato ma un altro giorno" :P

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    1. hai ragione è un po' lungo, ma era talmente interessante la materia che non ho saputo trattenermi :-) era come leggere una favola in buona parte vera e scoprire sempre nuovi risvolti, nomi, connessioni... Sulle prime non è semplice stabilire una logica successione di eventi, ma a forza di sfogliare o correre dietro a link e sbirciare qui e là tutto si chiarisce nel tempo e nello spazio. E confesso che mi piace condividere :-)))
      E ti dirò niente "assonnato altro giorno" perchè ci metto ben più di una giornata a preparare questi post!! Quanto alla Enciclopedia di Mt ci si potrebbe pensare .... ;-))))))) Tranquillo niente megalomania qui :-)))))
      Baci grandissimi

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  3. è da un po' che giro in tondo col desiderio di provare a fare questi dolcetti, 1 annetto più o meno, ma qualcosa mi frenava... dopo avere letto il tuo eccezionale post credo che mi metterò all'opera, non è tanto la ricetta o la notizia, ma la dovizia. Nei lievitati, la dovizia di particolari nella descrizione del procedimento (almeno per me che ho un rapporto di amore e odio coi lievitati de forno) è ciò che fà la differenza, quindi grazie, li provo di sicuro.... Mi piacerebbe anche un post su questa decantata panna pesante o spessa e qualche metodo per farla, così li accompagno... anche se gli accompagnamenti propost qui...yumm

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    1. Ciao Lara, buongiono :-)
      Grazie , apprezzo moltissimo ch la dovizia ti sia utile : anche a me piace avere suggerimenti ampi e vari quando devo preparare qualcosa di nuovo.
      Per ciò che riguarda la clotted cream mi darò un'occhiata in giro e qualcosa farò: ti faccio sapere.
      Un abbraccio

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    2. Grazie, grazie... attendo. Ciao!

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  4. Bellissimo leggere la storia della pietra.Come sai,abbiamo lo stesso libro di Delia Smith,ed e' una delizia.Nel suo Book of Cakes (1977) da una versione degli wholemeal scones con i datteri che mi sembra interessate.Ma ancor di piu' vorrei provare i suoi potato scones.Purtroppo la Delia nazionale ha annunciato il suo ritiro dalle scene,affermando che non pubblichera' altri libri.In effetti e' sata molto prolifica ed ammiro la sua onesta',pero' non mi dispiacerebbe se cambiasse idea....
    Un salutone

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    1. Grazie Edith e si ricordo :-)
      Sono d'accordo con te: spero in un ripensamento dell'ultima ora, ma rispetto chi non si e ci prende in giro, riproponendoci sempre le stesse ricette rigirate in tutte le salse....
      Ho in mente di preparare ancora qualcosa seguendola....e la questione dei datteri fai bene a volerla provare, perchè appunto scrivendo il post ho scoperto essere un ingrediente classico degli scones. Fammi sapere
      Buona giornata e a presto

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  5. Mi piacciono molto le ricerche storiche che fanno scoprire l’origine (spesso molto molto antica come questa) delle ricette che vediamo ancora oggi.
    Sono particolarmente affezionata agli scones non solo per il loro meraviglioso sapore e la loro versatilità ma soprattutto perché mi ricordano della mia meravigliosa vacanza in Scozia di 12 anni fa, con la mia amica Francy che purtroppo ora non c’è più.
    E gli scones fanno parte di quei ricordi, delle nostre colazioni a Edimburgo, a Iverness, a Sky..
    Li ho preparati tempo fa, forse però è ora che ne provi una versione nuova, magari proprio questa!
    Bacioni
    Francy

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    Risposte
    1. Non c'è niente come il profumo del cibo o in questo caso il sentirne parlare , per rinverdire i ricordi... Anche se a volte richiamano qualche pensiero doloroso... Mi spiace per la tua amica , ma sono contenta che tu abbia potuto condividere con lei momenti così divertenti e intensi.
      Grazie di aver condiviso con me questo tuo pensiero; un abbraccio grande

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  6. Ah, Daniela, non so dirti quanto abbia apprezzato questo tuo post stamatina. Aspetto sempre con molta anticipazione i tuoi post storici, ma devo dire che questo finora e' diventato il mio preferito. La mia passione per il mondo Celtico non ha limiti--al punto che da ragazzina imparai proprio il Gaelico Scozzese. E da sempre ho divorato qualunque informazione sui cicli di leggende celtiche--da King Arthur a tutto il resto. Mi si addice la loro visione del mondo, dove il materiale e l'invisibile sono interconnessi e la loro separazione solo apparenza per chi non sa "vedere".

    Mi piacciono molto le foto, soprattutto la seconda di scones integrali con i toni caldissimi dell'arancione dalla marmellata alla tovaglia. Un'immagine very cozy :)

    Confesso di non aver mai provato una ricetta di Delia Smith ne' di aver letto uno dei suoi libri---dove vivo io Martha rules. Ma voglio definitivamente provare la tua versione col grano saraceno, cereale che amiamo moltissimo in famiglia in ogni possibile forma.

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    1. Anna ma sei un mito assoluto! Davvero non ho mai conosciuto nessuno così appassionato da studiare addirittura una lingua per meglio comprendere la storia di un popolo!! I celti, indubbiamente sono affascinanti e prova ne è il fatto che sono riuscita a stento a limitare la mia curiosità, mentre cercavo la storia degli scones: avrei potuto tenere a margine la Pietra, ma il fascino era davvero grandissimo! Condivido la chiarissima descrizione della tua visione del mondo: bisogna imparare spesso a vedere oltre le connessioni evidenti, ma certo il ritmo e la situazione attuale della vita non ci concede né il tempo né le necessaria concentrazione per poter fermarci a riflettere... comunque a te ancora tantissimi complimenti. Sono felicissima di essere riuscita ad interessarti e che le mie foto ti abbiano comunicato proprio ciò che speravo :-)))
      Le ricette di Delia, invece, DEVI provarle...e te lo dice un'ammiratrice della americanissima Martha
      Un bacione e buona serata

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    2. ma no, e' che avevo 15 anni e tutto il tempo per studiare che certo non ho adesso. Ma quello che mi affascina nell'imparare altre lingue e' che una volta padroneggiate si esperisce il modo di percepire il mondo di coloro che in quella data cultura sono nati. Si "pensa" come si parla, e non viceversa. In ebraico ad esempio non esistono parolacce, dalle piu' soft alle peggiori, e chi vuole usarle deve "prenderle a prestito" da altre lingue; o in Scozzese il blu e il verde sono indicati da una parola che li indica come un tono intermedio tra i due, ma non separabili,quando in italiano invece sono visti come separati.
      Per contro, le radici quadrate resteranno per me un mistero senza soluzione :)

      Mi piace nel leggere questi tuoi post non solo l'argomento trattato ma proprio il poterti "seguire" nel tuo percorso di scoperta degli elementi pertinenti a un argomento e come alla fine li rendi un corpo omogeneo tra tutti quelli possibili. Come qui, iniziando dalla Pietra e arrivando agli scones. Che appunto, provero' visto che ho tutti gli ingredienti e cosi' facendo inaugurero' una esperienza pratica della cucina di Delia.

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    3. Io comunque rimango ammirata dalla tua capacià ! Tu però non sai che piacere mi hai fatto con questo tuo commento . Grazie e ancora un grande abbraccio transoceanico!

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  7. Che bello vedere che non sono l'unica ad utilizzare il righello in cucina!! Gli scones mi hanno sempre attirata, ma confesso di non averli mai provati. Questi, poi, alla frutta secca, devono essere di un buono... Però solo tu potevi tirarne fuori una lezione di storia :) sei unica, Daniela, e sempre molto coinvolgente!
    Buona serata!

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    Risposte
    1. Vale siamo unite da una tecnica sofisticatissima allora!!! :-)))) io vado di righello e devi vedere lo spettacolo per gli angoli : una volta perfino il goniometro ho chiesto in prestito alle creature :-)))!
      Grazie dell'apprezzamento, che mi fa infinito piacere e buonissima serata anche a te

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  8. dani sei un mito! sicura che in una vita precedente non eri una prof di storia??
    fantastici questi scones, non li ho mai fatti ma prima o poi mi dovrò decidere... sicuramente proverò la tua ricetta :)))
    bacioni

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    Risposte
    1. Cri potrebbero essere, secondo te, i 20 anni se non di più che ho passato a seguire tutti i piccoli di famiglia, compreso i figli di amici durante l'estate, per far fare loro i compiti ??? :-))))))))) ahahahah viziaccio la passione per la storia :-) Super bacione (anche a bimba e sposo)!

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  9. Cara Daniela, sarà che in questi giorni ho il delirio facile ma quella pietra l'avevo presa per un bel tocco di 4/4 cioccolatosa, o forse nocciolosa.
    Gli scones con la panna e la marmellata di lamponi sono un ricordo indelebile, dell'unica volta in cui ho potuto dedicarmi a un high tea, esperienza sempre rimpianta (e guai a chi mi parla male dei sandwich al cetriolo con il the). Ho finalmente capito perché il nostrano paneburromarmellata mi fosse sempre parso tristissimo.
    Le tue storie si leggono con grande divertimento, alla prossima.

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    1. Ahahaha ma sei veramente depravatissima :-)))))))))) Mi piace sapere che condividete il mio piacere e divertimento nello scrivere queste "storie" che recupero qua e là..... Ma la pietra del destino di cioccolato è un'idea magica, L!!!
      Un abbraccio

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  10. D., ti andrebbe di produrre questa magia per una delle prossime feste? Sarebbe fantastico vederla immortalata, per non parlare dell'idea di mangiarsi una pietra a cucchiaiate. Ti rivelerò che all'inzio inizio ero pure propensa all'idea di un paté di fegato (per cui vado matta, la Francia è decisamente il mio paese...).
    Quanto a me, sì, sono depravatissima al 100%. Ho perfino addosso un vestito rosso fiamma, più di così! ;- )
    P.S.: se non conosci direttamente i Vermeer ti direi di fare una puntatina a Roma. Sono 7 quadri su tutta la mostra, di cui solo 4 valgono veramente la pena. Ma quei 4 sono tra le cose più eccellenti e eccezionali che abbia mai visto in pittura. E i quadri di contorno degli altri olandesi sono interessanti e hanno delle luci magnifiche. Mi dispiacerebbe solo non esserci per poterti incontrare, eventualmente.

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  11. sarebbe fantastico, audace e rossovestita signora: conosco i vermeer, adoro anche io la pittura olandese, le luci i notturni e tutto il resto. Grazie delle segnalazione implicita per la mostra.....Mi piacerebbe molto vederla.... Magari l'occasione ci sarà in un altro momento....
    Ahhhhh il patè mi ha decisamente colpito :-))))
    Grazie ragazza!

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  12. ma togliamoli, quei miseri 75 g di farina, e mettiamocene un'altra senza glutine, così li mangio anch'io :-)

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    Risposte
    1. ma hai perfettamente ragione!!! :-))))))

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