(La seconda parte è in fondo)
Letto bene.
L'ho messo fra parentesi, ci ho aggiunto il punto interrogativo, non è propriamente un'affermazione che mi sentirei di fare in un tribunale, però se dovessi seguire l'impulso del momento- e quelo di ieri sera, ancora di più- manderei tutto a ramengo, anche le classifiche delle pagine più lette della settimana, che vedono queste pagelle in cima alla lista delle più cliccate.
Perchè quello che si sta consumando, in queste settimane, è lo scempio non della musica- che quella era già stata immolata sull'altare degli ascolti, tempo fa- ma dell'intelligenza del telespettatore e del rispetto che la Televisione di Stato in quanto tale gli dovrebbe: perchè va bene che si gioca per vincere, va bene che ogni occasione è buona per farsi notare, va anche bene che sciou mast go on e ormai che sono in ballo, questo straccio di contratto milionario dovrò pure onorarlo, ma a tutto c'è un limite. E ostinarsi a presentare uno spettacolo penoso, che ricorda sempre di più le atmosfere delle balere da Vai col Lisssio, come un susseguirsi di esibizioni di altissimo livello è un'operazione che va oltre le regole dello show e suona, agli occhi degli spettatori pensanti, come una vera e propria ingiuria. E visto che ho tutte le intenzioni di difendere con le unghie e con i denti quel che resta del mio fegato, la prossima volta mi sa che cambio canale.
La puntata si apre con un'illuminante tranche de vie sulla comportamento umano, a metà fra gli Speciali di Super Quark e l'Antologia dei momenti felici di Uomini&Donne: la parte femminile si accapiglia, ai punti che ti verrebbe da tirar loro dietro tutte le copie invendute de L'Eleganza del Riccio, quella maschile si defila, quasi che l'argomento in esame meriti la stessa preventiva indifferenza con cui vengono accolte le ultime rivelazioni in fatto di cerette o le soste casuali davanti alla vetrina di Vuitton. A tener banco, ovviamente, è l'Argomento dell'Anno, emblema del vuoto di questa edizione che non sa far altro che declinare in tutti i casi il fenomeno Stefano. Stavolta è l'ingiustizia, a tener banco, con una Tatangelo scatenata che, una tantum, mi piace: certo, il popolo bue di Morgan era di un altro pianeta, ma per il livido buonismo che leviga l'ultimo lifting della Casale è grasso che cola. Anche perchè, onestamente, tanta acidità parla da sola- e laddove non arrivasse il messaggio, è il confronto che arriva, forte e chiaro: di qua, una splendida 23enne, ben piazzata nel mercato discografico, totalmente realizzata sul fronte della vita professionale e privata; di là, una donna brutta e invecchiata male, che non fa più un disco da tempo immemore e che non mi risulta abbia lasciato impronte indelebili nella sua recente carriera. Fossi in lei, proverei con gli spot: magari, alla Ponti cercano un testimonial...
Lo stacco fra la prima e la seconda parte è affidato a quel gran bel pezzo del figliolo di Julio Iglesias. Se mia madre ha perdonato all'aulico genitore Se mi lafci non vale e la mise bianconera con colletto a punta aperto su petto villoso, non vedo perchè non possa io perdonare al bell'Enrique non solo la canzone, ma il fatto stesso che canti. Che anzi, se cantasse bene, correrei anche il rischio di distrarmi dalla contemplazione, cosa che, invece, non c'è pericolo che accada- e stasera non fa eccezione. Come punizione per cotanto strazio, la produzione lo vuole fra i Giudici di XFactor, per il resto della puntata- e pure fra la Maionki e la Tata, senza casco nè tuta mimetica. In più, come prima esibizione, gli tocca Nevruz...
Nevruz- Nuova Ossessione (Subsonica)- è vestito come Piero Pelù che si veste da cowboy o come un cow boy che si veste da Piero Pelù ma, a parte questo dettaglio, l'esibizione è piatta da qualsiasi parte la si guardi. Incolore, con poco mordente, l'ombra del Nevruz che cantava Mi Vendo appena una settimana fa. Peccato. Voto: 5
Dami- Credimi ancora (Marco Mengoni)- fatemi capire. O Marco Mengoni ha firmato un contratto con Mamma Rai, con cui ha ceduto la sua immagine, il suo nome, la sua collezione di Topolini a XFactor, oppure gli autori sono maledettamente sadici e vogliono farci soffrire, ricordandoci ad ogni puntata che quest'anno ci tocca sorbirci questa zuppa, ma l'anno scorso, invece, etc etc. In ogni caso, se fossi stata Dami avrei sporto querela contro il mio giudice e la mia vocal coach per spinta al massacro: lui non lo fa e, a dispetto della fama di antipatico che si è creato nel loft, riesce ad arrivare alla fine- e pure in modo decoroso. I giudici, ovviamente, sono severissimi. Non hai interpretato, non hai personalità, non hai azzeccato tutte le note. Ma d'altronde, coerenza ed equanimità sono le parole d'ordine di quest'anno- e la giuria non si smentisce. Mi sa che tifo lui, adesso. Voto 7
Nathalie- Tu che fai parte di me (Pacifico- Nannini)- nulla da dire. E' brava sempre, anche quando non è perfetta, come in questo caso. In più, riesce a far commuovere la Maionki, che piange con le lacrime a fontanella, tipo Gianfranco d'Angelo quando imitava la Carrà, ai tempi del Drive In. Roba da competere con Orfeo... voto : 7
Ruggero: Settemila Caffè: arriva in conclusione della puntata più noiosa della storia- e neanche se me li facessi tutti in vena, i settemila caffè, riuscirei a mantenermi sveglia. Ragion per cui, mi addormento senza la crema, senza aver sentito la Cecilia, senza aver evaso le e mail. Quando mi sveglio, è in nominescion e canta Pino Daniele e Blìilly Joel nello stesso modo e con la stessa lingua: che non è inglese, nè napoletano, nè altro idioma ad oggi conosciuto: ma a quanto pare, quello arriva più del sottomarino giallo di Cassandra, che se ne va a casa a far compagnia a Dorina, Manuela, Alessandra, nella categoria delle ingiustamente eliminate, affossata dalla stessa Tatangelo, paladina dei diritti delle voci pure, fino a quando le conviene. Ma è il talent, ragazze- e quest'anno, è peggio degli altri...
Perchè quello che si sta consumando, in queste settimane, è lo scempio non della musica- che quella era già stata immolata sull'altare degli ascolti, tempo fa- ma dell'intelligenza del telespettatore e del rispetto che la Televisione di Stato in quanto tale gli dovrebbe: perchè va bene che si gioca per vincere, va bene che ogni occasione è buona per farsi notare, va anche bene che sciou mast go on e ormai che sono in ballo, questo straccio di contratto milionario dovrò pure onorarlo, ma a tutto c'è un limite. E ostinarsi a presentare uno spettacolo penoso, che ricorda sempre di più le atmosfere delle balere da Vai col Lisssio, come un susseguirsi di esibizioni di altissimo livello è un'operazione che va oltre le regole dello show e suona, agli occhi degli spettatori pensanti, come una vera e propria ingiuria. E visto che ho tutte le intenzioni di difendere con le unghie e con i denti quel che resta del mio fegato, la prossima volta mi sa che cambio canale.
La puntata si apre con un'illuminante tranche de vie sulla comportamento umano, a metà fra gli Speciali di Super Quark e l'Antologia dei momenti felici di Uomini&Donne: la parte femminile si accapiglia, ai punti che ti verrebbe da tirar loro dietro tutte le copie invendute de L'Eleganza del Riccio, quella maschile si defila, quasi che l'argomento in esame meriti la stessa preventiva indifferenza con cui vengono accolte le ultime rivelazioni in fatto di cerette o le soste casuali davanti alla vetrina di Vuitton. A tener banco, ovviamente, è l'Argomento dell'Anno, emblema del vuoto di questa edizione che non sa far altro che declinare in tutti i casi il fenomeno Stefano. Stavolta è l'ingiustizia, a tener banco, con una Tatangelo scatenata che, una tantum, mi piace: certo, il popolo bue di Morgan era di un altro pianeta, ma per il livido buonismo che leviga l'ultimo lifting della Casale è grasso che cola. Anche perchè, onestamente, tanta acidità parla da sola- e laddove non arrivasse il messaggio, è il confronto che arriva, forte e chiaro: di qua, una splendida 23enne, ben piazzata nel mercato discografico, totalmente realizzata sul fronte della vita professionale e privata; di là, una donna brutta e invecchiata male, che non fa più un disco da tempo immemore e che non mi risulta abbia lasciato impronte indelebili nella sua recente carriera. Fossi in lei, proverei con gli spot: magari, alla Ponti cercano un testimonial...
Stefano- Eppure Sentire di Elisa. Sfida la sorte, vestito di viola, ma ha dalla sua una base sporca e piena di cori . Canta male, ovviamente, ma siccome azzecca tre note di fila viene subito portato sugli altari, dagli stessi giudici che lo avevano criticato. Ruggeri si riconferma campione nel lanciare il sasso e nascondere la mano (fa notare l'anomalia della base cantata), ma oltre non va ed anche l'arrendevole Elio si inabissa in un giudizio sibillino, per cui sicuramente questo ragazzo qualcosa ce l'ha, ma che cosa sia, non è dato saperlo. Chissà perchè, rimpiango Morgan... Voto: 4
Cassandra- Ricomincio da qui- Malika Ayane. Provate voi a cantare schiacciata fra uno che vi soffia sul collo e un "tocco" tutto tempestato di pietre preziose che sembra uscito dal guardaroba della signora Gambetto, versione Gran Soirèe. Lei fa quel che può, che è francamente pochino- e su un brano come questo, purtroppo, i limiti si vedono tutti. Da lì a meritare di uscire, però, ce ne corre: per parafrasare il buon Jim Morrison, certi paragoni, lì dentro, la esaltano. Però, la stoffa non c'è- o, se c'è, non si è vista...Voto:5
Davide - Parlami d'Amore- Negramaro . Tanto amo la Malika quanto reputo sopravvalutati i Negramaro: epperò, questo è un pezzo "fortemente caratterizzato dal suo autore", come dice la Maionchi e, come tale, cantarlo è una sfida. Probabile che, nelle intenzioni del vocal coach, la scelta fosse un modo per sancire definitivamente la maturità di Davide come cantante- e difatti, appena sfuma l'ultima nota, parte il coro di lodi. Fuori luogo, questa volta: perchè il ragazzo la canta male. Ma non per colpa sua, sia chiaro. Lui è dotatissimo, dal punto di vista vocale e ha dalla sua un carattere determinato ma umile, valore raro, lì dentro e qua fuori. La colpa è del vocal coach, che da un talento del genere non solo non è riuscita a tirar fuori nulla di più che oneste interpretazioni, ma che stavolta lo ha fatto regredire, al punto da far stonare uno che è l'idea platonica dell'intonazione. Penso a che cosa è riuscito a fare Morgan di una Noemi o di un Mengoni e, di nuovo, lo rimpiango... chissà perchè... Voto: 5 e mezzo
Kymera- Non me lo so spiegare- Tiziano Ferro- Nella versione domestica, il ritornello di questa canzone aveva per anni efficacemente sostituito la lista della spesa: "panelatteuovacarneeprendiancheilgiornaaaale" funzionava meglio che il solito foglietto, che finisco sempre per dimenticare a casa o chissà dove. Nella versione dei Chimera, invece, sembra una specie di ninna nanna giapponese, con la Romina vestita da Mulan che a carnevale mi maschero da cucchiarella. In ogni caso, cantano bene e sono una delle rarissime esibizioni positive della serata, seconda solo alla domanda di Facchinetti, che si informa sulle loro preferenze: meglio Tiziano o David Bowie? Voto: 7
Cassandra- Ricomincio da qui- Malika Ayane. Provate voi a cantare schiacciata fra uno che vi soffia sul collo e un "tocco" tutto tempestato di pietre preziose che sembra uscito dal guardaroba della signora Gambetto, versione Gran Soirèe. Lei fa quel che può, che è francamente pochino- e su un brano come questo, purtroppo, i limiti si vedono tutti. Da lì a meritare di uscire, però, ce ne corre: per parafrasare il buon Jim Morrison, certi paragoni, lì dentro, la esaltano. Però, la stoffa non c'è- o, se c'è, non si è vista...Voto:5
Davide - Parlami d'Amore- Negramaro . Tanto amo la Malika quanto reputo sopravvalutati i Negramaro: epperò, questo è un pezzo "fortemente caratterizzato dal suo autore", come dice la Maionchi e, come tale, cantarlo è una sfida. Probabile che, nelle intenzioni del vocal coach, la scelta fosse un modo per sancire definitivamente la maturità di Davide come cantante- e difatti, appena sfuma l'ultima nota, parte il coro di lodi. Fuori luogo, questa volta: perchè il ragazzo la canta male. Ma non per colpa sua, sia chiaro. Lui è dotatissimo, dal punto di vista vocale e ha dalla sua un carattere determinato ma umile, valore raro, lì dentro e qua fuori. La colpa è del vocal coach, che da un talento del genere non solo non è riuscita a tirar fuori nulla di più che oneste interpretazioni, ma che stavolta lo ha fatto regredire, al punto da far stonare uno che è l'idea platonica dell'intonazione. Penso a che cosa è riuscito a fare Morgan di una Noemi o di un Mengoni e, di nuovo, lo rimpiango... chissà perchè... Voto: 5 e mezzo
Kymera- Non me lo so spiegare- Tiziano Ferro- Nella versione domestica, il ritornello di questa canzone aveva per anni efficacemente sostituito la lista della spesa: "panelatteuovacarneeprendiancheilgiornaaaale" funzionava meglio che il solito foglietto, che finisco sempre per dimenticare a casa o chissà dove. Nella versione dei Chimera, invece, sembra una specie di ninna nanna giapponese, con la Romina vestita da Mulan che a carnevale mi maschero da cucchiarella. In ogni caso, cantano bene e sono una delle rarissime esibizioni positive della serata, seconda solo alla domanda di Facchinetti, che si informa sulle loro preferenze: meglio Tiziano o David Bowie? Voto: 7
Lo stacco fra la prima e la seconda parte è affidato a quel gran bel pezzo del figliolo di Julio Iglesias. Se mia madre ha perdonato all'aulico genitore Se mi lafci non vale e la mise bianconera con colletto a punta aperto su petto villoso, non vedo perchè non possa io perdonare al bell'Enrique non solo la canzone, ma il fatto stesso che canti. Che anzi, se cantasse bene, correrei anche il rischio di distrarmi dalla contemplazione, cosa che, invece, non c'è pericolo che accada- e stasera non fa eccezione. Come punizione per cotanto strazio, la produzione lo vuole fra i Giudici di XFactor, per il resto della puntata- e pure fra la Maionki e la Tata, senza casco nè tuta mimetica. In più, come prima esibizione, gli tocca Nevruz...
Nevruz- Nuova Ossessione (Subsonica)- è vestito come Piero Pelù che si veste da cowboy o come un cow boy che si veste da Piero Pelù ma, a parte questo dettaglio, l'esibizione è piatta da qualsiasi parte la si guardi. Incolore, con poco mordente, l'ombra del Nevruz che cantava Mi Vendo appena una settimana fa. Peccato. Voto: 5
Dami- Credimi ancora (Marco Mengoni)- fatemi capire. O Marco Mengoni ha firmato un contratto con Mamma Rai, con cui ha ceduto la sua immagine, il suo nome, la sua collezione di Topolini a XFactor, oppure gli autori sono maledettamente sadici e vogliono farci soffrire, ricordandoci ad ogni puntata che quest'anno ci tocca sorbirci questa zuppa, ma l'anno scorso, invece, etc etc. In ogni caso, se fossi stata Dami avrei sporto querela contro il mio giudice e la mia vocal coach per spinta al massacro: lui non lo fa e, a dispetto della fama di antipatico che si è creato nel loft, riesce ad arrivare alla fine- e pure in modo decoroso. I giudici, ovviamente, sono severissimi. Non hai interpretato, non hai personalità, non hai azzeccato tutte le note. Ma d'altronde, coerenza ed equanimità sono le parole d'ordine di quest'anno- e la giuria non si smentisce. Mi sa che tifo lui, adesso. Voto 7
Nathalie- Tu che fai parte di me (Pacifico- Nannini)- nulla da dire. E' brava sempre, anche quando non è perfetta, come in questo caso. In più, riesce a far commuovere la Maionki, che piange con le lacrime a fontanella, tipo Gianfranco d'Angelo quando imitava la Carrà, ai tempi del Drive In. Roba da competere con Orfeo... voto : 7
Ruggero: Settemila Caffè: arriva in conclusione della puntata più noiosa della storia- e neanche se me li facessi tutti in vena, i settemila caffè, riuscirei a mantenermi sveglia. Ragion per cui, mi addormento senza la crema, senza aver sentito la Cecilia, senza aver evaso le e mail. Quando mi sveglio, è in nominescion e canta Pino Daniele e Blìilly Joel nello stesso modo e con la stessa lingua: che non è inglese, nè napoletano, nè altro idioma ad oggi conosciuto: ma a quanto pare, quello arriva più del sottomarino giallo di Cassandra, che se ne va a casa a far compagnia a Dorina, Manuela, Alessandra, nella categoria delle ingiustamente eliminate, affossata dalla stessa Tatangelo, paladina dei diritti delle voci pure, fino a quando le conviene. Ma è il talent, ragazze- e quest'anno, è peggio degli altri...

MINI BRUSCHETTE ALLE NOCI CON LARDO DI ARNAD E MARRON GLACE'

Finger food tratto da un vecchio numero di Sale&Pepe, versione rapida e rustica delle gallette di grano saraceno dei menu degli chef di Bormio e che, per rendere ancora più rapida e rustica, si può fare con pane comprato dal fornaio. Per inciso, il pane alle noci è uno dei pochi lievitati che faccio regolarmente, ma visto che non è mai stato immortalato da nessuna parte, sono costretta a rinviare la ricetta alla prossima volta che metterò le mani in pasta. Nulla vi vieta di usare del pane bianco, ovviamente: ma le noci e la farina integrale danno quel tocco in più che fa la differenza.
Per il resto, è una non ricetta da stra porca figura, se recuperate un ottimo lardo: quello di Arnad sarebbe l'ideale, per via dell'abbinamento con i marroni, ma va bene anche quello di Colonnata o qualsiasi altro prodotto di qualità.
E poi, è presto fatto: tagliate il pane a fettine e le mettete a tostare pochi minuti nel tostapane e, nel frattempo, avvolgete i marron glacè nelle striscioline di lardo, fermandole con un rametto di rosmarino. Disponete poi le mini bruschette su una teglia da biscotti, vi appoggiate sopra il marron glacè e passate al grill, in tempo strettamente necessario perchè il lardo si ammorbidisca, un minuto o due. Eviterei l'aggiunta di miele, anche se la tentazione è forte, ma sarebbe più filologica che gastronomica, perchè qui non ci sono le castagne, ma i marron glacè- e quindi, la nota dolce c'è già.
Buona giornata
Ale
Per il resto, è una non ricetta da stra porca figura, se recuperate un ottimo lardo: quello di Arnad sarebbe l'ideale, per via dell'abbinamento con i marroni, ma va bene anche quello di Colonnata o qualsiasi altro prodotto di qualità.
E poi, è presto fatto: tagliate il pane a fettine e le mettete a tostare pochi minuti nel tostapane e, nel frattempo, avvolgete i marron glacè nelle striscioline di lardo, fermandole con un rametto di rosmarino. Disponete poi le mini bruschette su una teglia da biscotti, vi appoggiate sopra il marron glacè e passate al grill, in tempo strettamente necessario perchè il lardo si ammorbidisca, un minuto o due. Eviterei l'aggiunta di miele, anche se la tentazione è forte, ma sarebbe più filologica che gastronomica, perchè qui non ci sono le castagne, ma i marron glacè- e quindi, la nota dolce c'è già.
Buona giornata
Ale

con tanto di super schermo alle spalle dei cuochi per meglio mostrare i particolari del lavoro: devo dirvi anche che la vostra inviata speciale, questa volta in compagnia solo della Microba, contravvenendo alla sua naturale ritrosia (in altre parole, mostrando una rara faccia tosta) ha chiesto il permesso ad organizzatori e chef di potersi mettere praticamente ancora una volta "in braccio" ai cuochi per meglio poter mostrare ai suoi 25 lettori le magie di chi ha fatto della cucina e dell'amore per il buon cibo, una professione. Soluzione finale : Chefs ed organizzatori gentilissimi con sorriso han detto "certo, non c'è problema!" anzi si sono mostrati contenti dell' iniziativa, ma occhiate di profonda disapprovazione del pubblico che forse un po' di invidiava la mia visuale privilegiata ..... Ma nulla è mai troppo audace per accontentarvi ;-))))) In compenso, siccome questa volta la nostra Chef aveva predisposto un po' di assaggi da regalare al sempre numeroso pubblico, mi sono allontanata più rapidamente del solito, per non venire sommersa da chi aveva apprezzato così tanto le ricette della serata da "VOLERLE" provare subito e a tutti i costi..........
