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mercoledì 8 maggio 2013

Crostata di asparagi e formaggio e Involtini di asparagi di Delia Smith

Di Daniela

asparagus and cheese tart

Certo, la stagione è quella giusta per i picnic.... in teoria, perchè , sempre in teoria, le giornate iniziano ad allungarsi, il sole ad essere più caldo e la voglia di stare all'aria aperta comincia a farsi sentire.... Continuo a ripetere in teoria perchè, nella realtà, si fa un po' fatica ad adattarsi a questa tradizionale idea di primavera. Ora come ora si alternano, con implacabile monotonia, una o due giornate di bel tempo, a volte addirittura  splendido, due nuvolose e almeno una di pioggia e, a conti fatti, quest'ultima parte tocca quasi sempre ai weekend. In pratica ti illudi durante durante la settimana, di poter organizzare qualcosa fuori casa con gli amici, fosse anche semplicemente in giardino, ma con la fastidiosa certezza che durante il fine settimana dovrai startene tappata in casa.
La cosa ha svariati aspetti negativi, dall'umore sotto i tacchi, alle grandi manovre di riordino rimandate ad oltranza  (e qui, vilmente, non mi sento di soffrire troppo :-)), al ritardo nel mio hobby-lavoro in giardino e al fastidio di pensare che dovremo rinunciare al piacere delle temperature moderate primaverili, per passare direttamente alle estive....
fiore
Però, non demordo e continuo a pensare ricette e piccoli piaceri da gustare all'aperto, quando finalmente potremo farlo tranquillamente: il piatto di oggi è proprio uno dei frutti di queste amene riflessioni, pensato da Delia Smith proprio per i picnic. Dal momento che è il momento degli asparagi ho pensato di abbinare alla crostata salata anche un contorno sfiziosissimo, gustoso e croccante. Guardate un po' se vi piace l'idea. Certo non è dieteticissimo e quindi non si accorda con il concetto di vitino di ...ape, 

vitino di ...ape

ma è un piatto unico ottimo se accompagnato da una bella insalata fresca ...

Asparagus and cheese tart
Delia Smith, Complete illustrated cookery course.

asparagus and cheese tart

Ingredienti per 4/6 persone
per il ripieno
350 gr di asparagi
40 gr di ceddar ( o gruviera) grattugiato
1 cucchiaio raso di parmigiano reggiano
2 uova grandi
275 ml di panna fresca
sale e pepe appena grattugiato
per la pasta  ( io ho preparato una dose doppia di pasta perchè la base mi piace un po' più spessa)
110 gr di farina
40 gr di parmigino (grattugiato)
un pizzico di sale
50 gr margarina
acqua fredda

asparagi d Delia

Come vi dicevo io ho fatto doppio quantitativo di pasta perchè mi piace un po più spessa. Con quella che mi è avanzata ho preparato del "sfoglie" di pasta cotta in forno a 200° per 5 minuti, da usare come pane... Tipo pane azzimo: squisito!.
Ho preparato una teglia da 22 cm e 5 tortine monodose. Penso  che le dosi indicate siano sufficienti per una tortiera da 24/26 cm.
Preparate la pasta : mescolate tutti gli ingredienti, aggiungendo un cucchiaio o due di acqua freddissima se necessario,  fino ad ottenere un impasto liscio e morbido. Avvolgetela poi nella pellicola trasparente e mettetela in frigo per 30 minuti almeno. 
Preriscaldate il forno a 180° . Trascorso il tempo stendete la pasta con il mattarello e foderate l'interno della teglia . Bucherellate il fondo e mettete la teglia in forno per 20 minuti. Tiratela fuori, pennellatela leggermente con un po' di uovo sbattuto ( sottratto alle due uova utilizzate per il ripieno) e rimettetela in forno per 5 minuti.
asparagus and cheese tart

Intanto preparate gli asparagi: lavateli, tagliateli in pezzi di circa 4 cm e cuoceteli al vapore fino a farli diventare morbidi, ma non tropo cotti (Delia dice di metterli per 5 minuti sopra l'acqua bollente). Una volta cotta la base disponeteci sopra gli asparagi e spolverateli con il ceddar (o il gruviera) grattugiato Mescolate le uova sbattute con la panna, aggiungete il sale e il pepe e rovesciatele sugli asparagi: mettete sopra il parmigiano e infornate il tutto per 30/35 minuti (per Delia 40 min.), o finché il ripieno non diventa di un bel colore dorato e ben gonfio. Sulle tortine ho spolverizzato, prima di metterle in forno, della paprica dolce. Mi  è piaciuto il tocco di sapore in più...
Questa torta è eccellente mangiata sia fredda che calda.

Asparagus under wrap
da Delia’s Summer Collection.
asparagus under wraps

Ingredienti
12 asparagi
175 gr fi fontina o gruviera
12 fette d prosciutto crudo dolce (circa 150 gr)
Sale (non serve in realtà: i formaggi e il prosciutto sono sufficienti)

asparagus under wraps

Le dosi che ho riportate sono per 4 persone: usandoli come accompagnamento alla torta ho preparato solo 2 involtini a testa
Per preparare gli asparagi: togliete la parte bianca e legnosa da ogni asparago lavateli e cuoceteli a vapore finché non diventano teneri (Delia suggerisce 5 o 6 minuti su acqua bollente) , ma non troppo cotti. Tagliate a fettine sottili la fontina o il gruviera o grattugiate il parmigiano
Ora mettete le fette di prosciutto di Parma su un tagliere, disponete su ogni fetta due fettine di gruviera o fontina e del parmigiano grattugiato (Delia proponeva o parmigiano , io ho preferito e parmigiano) . Mettete un asparago ad una estremità del prosciutto ed arrotolatelo bene.
Il bello di questa ricetta è che potete prepararla con largo anticipo e poi, subito prima di servire i roolini, basta metterli in una teglia nel forno già caldo a 200°C e lasciarli dentro per 5 minuti o finché non comincia a sciogliersi il formaggio. Serviteli caldi.

Buona giornata a tutti
Dani

venerdì 26 ottobre 2012

Tortino di parmigiano ... da passeggio

Di Daniela
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tortini da passeggio

Ci siamo quasi: domani è il giorno della Cresima della Microba: in casa c'è un po' di agitazione e di emozione, mista a mooooolta confusione per tutte le cose ancora da preparare per ricevere i nostri ospiti... Certo è soltanto una riunione di famiglia, con gli amici più cari con noi, ma mi piace pensare di aver fatto il possibile per accontentare i gusti e le aspettative dei commensali: come in ogni famiglia che si rispetti, ciascuno ha la sua preferenza, la sua particolare golosità e, con gli anni, si imparano a conoscerle tutte, o almeno la maggior parte, e ad agire di conseguenza. Qualche volta questo limita leggermente i possibili menù, tendo magari a preparare più volte lo stesso piatto, per accontentare proprio le preferenze di chi ho intorno, ma mi fa piacere sapere che ognuno troverà un particolare cucinato proprio per lui o per lei....Mi diverte quando, specialmente i miei preferiti, il gruppo "nipoti-figlie-e-loro-amici", appena ci avviciniamo al buffet, vengono da me per dirmi : "ma lo sai  mamma (o Titti, o Dani) che speravo proprio che preparassi questo stasera?".

giovedì 26 gennaio 2012

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.

Di Daniela
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Quasi quasi sono fuori dal tunnel nel nel nel nel dei festeggiamenti (per parafrasare un testo assai noto): in realtà è una gioia, ma è impegnativo stare dietro ad ogni cosa... La piccoletta è in estrasi e gongola tra i mille regali dei suoi cugini, zie, prozie, sorelle, nonna e genitori; con un sorriso soddisfatto ha risposto garbatamente a tutti gli auguri che ha ricevuto via telefono,  sms e messaggi vari e si è dedicata, con instancabile impegno, a mangiare di gran gusto le sue torte, in attesa di quella più scenografica che avrà sabato.
Già perchè non è finita qui: il tutto avrà ancora qualche strascico sabato, appunto, per le sue amichette, per le quali ho in mente una torta tres chic :-), più qualche altro festeggiamento di cui sentirete parlare :-)......
Sembra comunque che oggi, pur di corsa, io riesca a riacquistare un po' di equilibrio, in questo tour de force, fino al punto di riuscire a proporvi qualcosa di salato, molto gustoso e saporito, piatto unico se in proporzioni consone o antipasto ricco se in proporzioni mignon, scegliete voi in base alle esigenze.

Cupole di polenta con cavolo nero, uova e scimudin.
una personale rielaborazione da CI gennaio 2012
polenta uovo e scimudin

Ingredienti per 8 persone
500 gr di farina di mais
400 gr di foglie di cavolo nero
160 gr di scimudin (o altro formaggio morbido a pasta molle e grassa dal sapore piuttosto delicato)
8 uova
1 scalogno
rosmarino
alloro
parmigiano reggiano
olio evo
latte
burro
sale
pepe (ideale il bianco o il più "sfrizzolo" pimento)


polenta e uovo2


giovedì 29 settembre 2011

Parmigiana di peperoni rossi (e gialli) di C.I.

Di Daniela

La nostra amica Sabrina l'altro giorno ha scritto su facebook che avrebbe bisogno di un fine settimana a ... metà settimana... e come darle torto? Visto che  le festività stanno cercando di spostarle  d’emblée tutte alla domenica, tanto per riprenderci dai prossimi stress invernali, non ci rimane altro che propugnare la tesi che Sabri ha suggerito.
Statua di Carlo Magno davanti al museo storico di Francoforte.
 Le mie figlie in realtà, antesignane di qualunque movimento "anti Carlo Magno e la sua stupida idea di scuola" da tempo sostengono che la vera settimana sostenibile per un povero giovane allievo delle scuole dell'obbligo sia questa: lunedì recupero delle energie elargite a piene mani in attività ludiche e non, varie ed eventuali, durante il week end. Martedì preparazione accurata e meticolosa degli strumenti del sapere necessari per poter, mercoledì, rientrare a scuola.  Giovedì ancora a scuola, ma rigorosamente solo di mattina: venerdì preparazione per il week end, quindi a casa, sabato e domenica riposo assoluto, con qualche esercizio di rilassamento creato appositamente per rifocillare la mente provata dallo studio intenso....

lunedì 19 settembre 2011

Le (St)Renne, il Gelato al Parmigiano e l'inconveniente di un blog di cucina...

gelato al parmigiano

ovvero: come finire per trascurare le vecchie ricette, presa dall'ansia di provare le nuove. E dire che, alle origini di questo blog, c'era stato anche il desiderio di avere finalmente un pretesto per fare qualcosa di diverso, anche senza dover per forza aspettare l'occasione buona: ricordo che sfogliavo una rivista di cucina, mettendo post it ad ogni pagina e organizzando mentalmente cene con amici, rendendomi conto, una volta arrivata all'indice, che, se avessi voluto provare tutto,  solo per il mese in corso avrei dovuto avere ospiti un giorno sì e un giorno anche. Di cucinare per casa in quel modo non se ne parlava neanche (ho sempre bisogno di pretesti, per giustificare le cose che mi piacciono) e quindi non vedevo grandi alternative, se non quelle di cui sopra. Non è un caso che fossero anni di grandi cene, in piedi, seduti, a tema, senza tema e non è un caso che MT le abbia drasticamente ridotte: perchè ora la scusa per dover cucinare cose nuove ce l'ho tutte le settimane e gli amici me li godo anche oltre la sala da pranzo, con la piega che sta a posto, i vestiti coordinati e magari pure la scarpa col tacco, che intanto non devo macinar km fra sala da pranzo e cucina.

venerdì 9 settembre 2011

Sformatino al parmigiano e funghi porcini su letto di insalatina e noci

Di Daniela

Eccovi ancora una tornata di ricette dalle lezioni di cucina che si sono svolte questa estate a Bormio: sono  come sempre molto interessanti e ricche di suggerimenti eccellenti per la stagionalità dei prodotti utilizzati e l'originalità dei piatti proposti. A questa particolare lezione poi, che comprende un intero menù incentrato nella sua quasi totalità sui funghi freschi (solo dessert escluso), tengo in maniera particolare. Eccovi il perché. Quest'anno, per varie ragioni organizzative, non sono riuscita ad essere presente a tutte le lezioni a cui avrei voluto partecipare. Mi è dispiaciuto molto, perché trovo il tutto così divertente ed interessante e, come sapete, in aggiunta, desidero davvero condividerlo con voi: non c'è nulla che eguagli i suggerimenti di uno chef vero!  Così quando mi sono presentata la prima sera del mio soggiorno, munita come al solito di macchina fotografica, ho incontrato il giovanissimo Gaetano Farucci che già l'anno scorso vi avevo presentato nel suo ruolo di "spalla" del mitico Chef Bassi, dimagrito di un numero impressionante di chili, in gran forma e pieno di entusiasmo, che mi ha subito fatto notare che quest'anno mi ero proprio persa la sua prima lezione da protagonista con il menu intitolato “I primi funghi, ricette sfiziose”. Ho espresso il mio rammarico e lui, subito, con tutta l'esuberanza e la passione della età e della sua passione mi ha detto : "E se ti mandassi le mie ricette accompagnate della foto fatte da un'amica, ti potrebbe far piacere?" Detto fatto, email arrivata, ricette e foto salvate e ora girate a voi affinché possiate condividere con me la bontà dei suoi piatti e la passione per il cibo.
Quindi, non vi trattengo oltre e vi racconto innanzitutto l'antipasto dello Chef Gaetano Farucci
Sformatino al parmigiano e funghi porcini su letto di insalatina e noci
antipasto ai funghi

Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano

Di Daniela
 DSCF7843  
Le lezioni di cucina procedono: ancora per qualche tempo vi parlerò di questa gustosa maniera di passare le serate estive in Alta valtellina... Ancora due portate per il menù di Chef Pini e una foto che devo dire mi è piaciuto scattare, nonostante la poca luce e la distanza dal piano di lavoro perchè mi ricordava incredibilemnte quello che è la cucina : una via di mezzo tra il laboratorio di un alchimista e l'antro di una strega (o di un mago) tra i suoi fumi e i profumi che escono da piccoli calderoni ribollenti.....con risultati che , nelle mani di chef di prestigio e talvolta di semplici appassionati creano piatti buonissimi e un po' "magici", vere alchimie di sapori, esperienza, passione e colori....
Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano DSCF7851 
Ingredienti
per il timballo
200 gr di Bitto 
4 fette di pancetta arrotolata 
500 gr di latte 
80 gr di farina bianca 
60 gr di burro 
150 gr di porcini freschi trifolati 
1 cucchiaio di timo 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato 
sale e pepe qb 
4 contenitori di alluminio
per la crema al parmigiano
250 gr di panna liquida
150 gr di parmigiano grattugiato

giovedì 16 giugno 2011

Lo strudel (anche primaverile e salato) per il piatto storico

Di Daniela

Ci sono piatti che hanno tradizioni così particolari e strane, che sembra quasi incredibile siano arrivati fino a noi senza trasformarsi in immangiabili misture di ingredienti…. Tanto lontana è l’origine, che il pensiero quasi non riesce ad immaginarsi la prima apparizione a tavola di queste creazioni, che attraversano in modo trasversale il tempo e lo spazio: è il caso del nostro piatto odierno, lo Strudel. Pensavo che fosse un dolce di origine altoatesina, o insomma nordica, ed ecco che invece scopro tutta un’altra storia.

Immaginate : siamo in Assiria una regione dell'alto Tigri (vi ricordate la storia della mezzaluna fertile insieme all’Eufrate?), corrispondente all'estrema regione settentrionale dell'odierno Iraq. E’ l’ VIII secolo a.C. e sulla tavola dei benestanti del luogo troviamo una preparazione dolce, cotta solo in occasioni speciali, un’insieme di noci tritate e miele messi tra strati sottili di pasta di pane , cotto in forni a legna. E’ il “padre” della baclava.
Da li a poco i vari mercanti che vennero in contatto con il popolo assiro e con questo suo dolce, pensarono di portarlo con loro per farlo conoscere anche nelle loro terre di origine….Così, solcando il mare su veloci imbarcazioni la ricetta arriva in Grecia passa , e qui viene apportata una sostanziale modifica: niente più strati di pane ma sfoglie sottilissime di pasta, che può essere tirata fino ad avere fogli (φύλλο) che alternati al ripieno , donano morbidezza e leggerezza al dolce. La nuova ricetta prende il sopravvento e siamo già nel III secolo a.C. quando questo dolce divenne “il dolce” da preparare nelle occasioni importanti….
Immagine da qui


Nel corso del tempo e passando di nazione in nazione di paese in paese e di famiglia in famiglia il dolce fu arricchito di vari ingredienti : gli Armeni , che vivevano lungo la via delle sete e delle spezie regalarono il gusto della cannella e dei chiodi di garofano, mentre gli Arabi, dai gusti raffinati, amanti dei profumi e degli aromi, aggiunsero all’impasto acqua di rose e cardamomo ed arabo è anche il nome بقلاوة , che deriva da baklavi, noci. Ma come sempre, quando si tratta di piatti così antichi esistono le più diverse versioni,
baclava turco da qui

sono greche (μπακλαβά), albanesi (bakllava), bulgare (баклава), serbe (baklava/баклава), arabe appunto (بقلاوة baqlāwa), israeliane (בַּקְלָוָה, בקלווה baqlava), persiane (باقلوا baqlavā),
armene (փախլավա paḫlava), bosniache e turche (baklava).
da qui
Così piano piano siamo arrivati ai bizantini e agli ottomani, che spazzano via l’impero romano d’oriente : il baklava divenne ora per la sua raffinatezza , la passione dei grandi sultani. C’è anche una ragione ben precisa per questo; a loro, i padroni di grandi harem, piaceva in modo particolare che questa delizia dolce contenesse tra gli altri, due ingredienti che godevano fama di potenti afrodisiaci, il pistacchio e il miele che, uniti con la cannella, per le femmine, il cardamomo per i maschi e i chiodi di garofano esaltavano le loro proprietà…
Gli Ottomani intanto continuarono ad espandersi, conquistando terre e paesi lontani…
finché, 1526 il sultano Solimano il Magnifico, arrivò a sconfiggere gli Ungheresi nella battaglia di Mohacs, annettendo gran parte dell'Ungheria, e giungendo nel 1529 perfino ad assediare Vienna, che resiste mentre la gran parte dell’est europeo finisce sotto il suo giogo, dove rimane per molti anni. In questo periodo, quindi, gli inevitabili contatti dell’Europa con una potenza ed una cultura che già da molti anni la terrorizzava portarono cambiamenti in molti aspetti della vita delle nazioni sottomesse e tra questi, sicuramente, anche le abitudini alimentari. Tra queste, il dolce delle grandi occasioni, quello per il quale ancora oggi si dice in Turchia "Non sono ricco abbastanza da poter avere in tavola baklava e burek ogni giorno", arriva in Ungheria. Qui i pasticceri già noti per le loro meravigliose capacità se ne appropriano, trasformandolo con due fondamentali aggiunte: innanzitutto le mele, poco presenti in Turchia ma abbondanti e gustose in Ungheria e poi il nome, che in tedesco vuol dire vortice, e che deriva dall’idea di arrotolare la pasta intorno al suo ripieno. Così rimaneggiato, ebbe una fortuna incredibile e “con l'impero austro-ungarico il dolce divenne tra i più diffusi e dopo il Congresso di Vienna del 1815 entrò alla grande anche nella tradizione gastronomica delle Tre Venezie. Ma non è stato un caso isolato perché la Repubblica di Venezia ha sempre avuto l'accortezza di portare a casa tutto ciò che di buono ha trovato nella sua espansione e nei suoi contatti commerciali” come racconta Giampiero Rorato, autore dei testi e curatore delle ricette di "Dolci e pani del Veneto. Storie e ricette dalla Serenissima alla Mitteleuropa".
strudels
Da qui le infinite versioni dello strudel, che, approdato in alto Adige, anche grazie alla grande produzione di mele, è diventato una “gloria locale”. Le ricette dolci, naturalmente sono le più note e l’apfelstrudel, il più conosciuto. Ve ne abbiamo già descritte due versioni classiche dolci d’autore (sono della celeberrima A. Kompatscher); una innovativa (ancora d’autore, lo chef Bassi), e una versione  salata per le (St)renne di Carnevale . Oggi è ancora il turno di una versione salata adatta alla stagione, con verdure fresche e la croccantezza della pasta strudel, ancora secondo la ricetta della nostra Annelise. E’ perfetto da gustare con una bella insalata fresca! Solo una cosa: ricordatevi che il segreto principale per la pasta dello strudel è, per dirla in modo romantico, secondo un vecchio detto austriaco, che la sua consistenza sia quella che consente di leggere una lettura d'amore postagli sotto…..
Strudel salato ai cipollotti e ai 3 timo 
strudel salato3
sale e pepe giugno 2009
Per la pasta come vi dicevo ho utilizzato la ricetta di A. Kompatscher
Ingredienti
250 gr di farina
1 uovo
1 presa di sale
2 cucchiai di olio
1 /16 di litro d’acqua
Per il ripieno
400 gr cipollotti
60 gr di pangrattato
50 gr di mandorle a lamelle
200 gr di crescenza
50 gr di parmigiano reggiano
3 rametti di timo (io ne ho usato un rametto per tipo: 2 timo limone e il serpillo!)
Olio evo
Farina sale
strudel slato 2
Preparate la pasta per lo strudel . Setacciate la farina sulla spianatoia e con una mano impastatela con l’uovo, il sale e l’olio, mentre con l’altra aggiungete poco per volta l’acqua necessaria perché la pasta abbia la giusta consistenza. Lavorate ora energicamente la pasta con entrambe le mani fino a quando non sarà liscia ed elastica. Raccoglietela formando una palla, spennellatela con l’olio e lasciatela riposare per mezz’ora.
fetta strudel3
Nel frattempo preparate il ripieno. Pulite i cipollotti , eliminate parte delle foglie verdi e le radici, lavateli e tagliate ognuno a metà nel senso della lunghezza.
Sfogliate i rametti di timo. Scaldate 4 cucchiai di olio in una padella antiaderente, unite i cipollotti, le foglie di timo, e un pizzico di sale e cuoceteli su fiamma bassa per 7/8 minuti. Fate tostare il pangrattato e le mandorle in un padellino con 3 cucciai d’olio finché saranno dorati, versate gli ingredienti su di un piatto e lasciateli raffreddare. Riducete la crescenza a tocchetti e tagliate il parmigiano in scaglie sottili. Stendete la pasta dello strudel direttamente su un canovaccio leggermente infarinato e con un mattarello e l’ausilio delle mani tiratela fino a raggiungere uno spessore minimo che consenta di vedere la trama del canovaccio attraverso la pasta stessa.
STRUDEL SALATO
Raggiunto questo spessore, ritagliate gli eccessi di pasta per formare un rettangolo e cospargetelo con il composto di pangrattato e mandorle in modo da lasciare libero un margine di 2 cm circa, allineatevi sopra i cipollotti, unite la crescenza a fiocchetti e il parmigiano in scaglie.
Ripiegate verso l’interno i bordi di pasta laterali e, aiutandovi con lo strofinaccio arrotolate la sfoglia sul ripieno, sigillando bene le estremità per evitare che la farcia fuoriesca durante la cottura. Trasferite lo strudel nel forno già caldo a 200°C e cuocetelo per circa 30 minuti.
Servitelo a piacere tiepido o freddo.
Una buona giornata a tutti
Dani

venerdì 18 febbraio 2011

Finger food friday : Sables ai pistacchi di Bronte di Delia Smith

Di Daniela
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delai sablè5
Nuova puntata della  due tranquille signore di mezza età, su ciò che è piacevole presentare in un buffet. Nel portare le nostre idee all'attenzione di gruppi di persone piuttosto eterogenee abbiamo sempre dato una considerevole importanza all'equilibrio del menù, alla presentazione, ai colori e, naturalmente, all'utilizzo di prodotti sempre di primissima qualità: sono principi inderogabili, che spesso fanno la differenza tra un buffet ben riuscito e uno... no. Questo suggerimento di oggi ha il suo punto di forza proprio nell'utilizzo di un ingrediente particolare e di ottima qualità: il pistacchio di Bronte. Sull'argomento ho già raccontato un bel po' quindi, per la vostra consolazione :-) questa volta mi limiterò a ringraziare Stefania per avermeli regalati e a mostrarvi la preparazione di questo velocissimo biscottino salato, gustoso e friabile.
Sables ai pistacchi di Bronte
di Delia Smith
delia sablè 6
Per circa 30 biscotti
Ingredienti:
15g pistacchi sgusciati non salati,
40g di farina 00 setacciata
40g burro non salato tagliato a dadini
40g di parmigiano grattugiato
un pizzico di pepe di cayenna (io ho usato della paprica dolce)
Deliapistacchi salè
Iniziate a tritare i pistacchi in un mini tritatutto. Poi mescolateli con tutti gli altri ingredienti in una seconda ciotola. Mescolate  fino a quando nel composto iniziano a formarsi grumi piuttosto grandi, quindi lavoratela finchè non si forma un'unica palla che si stacca dal bordo della ciotola.
delia sablè7
Ora trasferite la pasta su un foglio di pellicola trasparente, impastate leggermente dandole la forma di un cilindro ( ho preferito un parallelepipedo..) di circa 18cm di lunghezza e avvolgetela nella pellicola e lasciatela raffreddare in freezer per 30 minuti circa.
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Preriscaldate il forno a 180 C °. Trascorso il tempo tirate fuori dal freezer il vostro “salame” e ritagliate delle fette di circa 5 mm di larghezza e metteteli su una teglia.
Delai sablè
Mettete la teglia nel forno nel ripiano centrale e cuocete le sables per 13-15 minuti, fino a quando iniziano ad essere dorati lungo i bordi. Quando sono cotti, trasferiteli su una gratella a raffreddare e conservate in un barattolo a chiusura ermetica.
delia sablè2
Buon appetito
Dani

Pistachio Sables by Delia Smith

Makes about 30
Ingredients 
15g shelled, unsalted pistachio nuts 
40g strong white flour, sifted 
40g unsalted butter, diced 
40g freshly grated Parmesan 
a pinch of cayenne pepper seasoning

Method
Start by chopping the pistachio nuts in a mini chopper quite small. Then mix them with all the remaining ingredients in a medium-sized bowl. Rub the ingredients together until the mixture starts to form fairly large clumps, then press the mixture against the side of the bowl to bring it together.
Now transfer the dough to a board and knead lightly, then roll into a sausage shape about 18cm long and wrap and chill in the freezer for 30 minutes.
Preheat the oven to 180°C/gas mark 4. After that, slice the chilled log into discs about 5mm wide and spread them out on the baking sheet .

delia sablè3
Then pop them in the oven on the centre shelf and bake for 13–15 minutes, until they start to go golden around the edges. When they are cooked, transfer them to a wire rack to cool and store in an airtight tin. 
Bon appetit
Dani

domenica 14 novembre 2010

Mariconda

Di Daniela
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Se c'è una cosa che mi piace è la ricetta tradizionale. Adoro leggerle e mi piace conoscerne la storia, sapere da chi viene, quando nasce ecc ecc. Questa in particolare è una minestra che già basta il nome per rallgrarmi : mariconda! Non suona solare? In realtà il nome viene da "mèlico", che vuol dire mais o meliconde (i chicchi del granoturco) perchè le palline hanno un colore che tende un po' al giallo. Ben tre bellissime città se ne contendono l'origine: Brescia, Bergamo e Mantova. Nella zona di Mantova in particolare c'è un'altra minestra simile che si chiama"canedoli" : la mariconda in effetti è una parente molto stretta dei canederli altoatesini!
In ogni caso, quale ce ne siano le parentele questa è una minestra buonissima, gustosa, profumata, tipicamente invernale: una vera comfort soup!!!
vao quindi a passarvi la ricetta , che ho trovato in un bel libro sul pane di A. Gennari
MARICONDA
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Per 6 persone
600 gr di mollica di pane bianco
3 l di brodo
150 gr di pane grattugiato
100 gr di burro (Ne bastano anche 80)
90 gr di parmigiano
100 gr di salame
3 uova
noce moscata
sale e pepe
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Mettete la mollica di pane in una ciotola, copritela con il brodo e lasciatela riposare per 2 ore. In un tegame antiaderente fate fondere il burro e versatevi la mollica del pane inzuppata; lasciate cuocere a fuoco lento mescolando con un cucchiaio di legno finchè il composto risulterà ben asciutto. Lasciate intiepidire.
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Unite alla mollica il parmigiano, il pane grattato, le uova, il salame tritato e mescolate il tutto. Regolate di sale, pepe e noce moscata, lavorate molto bene e lasciate riposare un'oretta. Ho una piccola confessione da fare: non avevo salame in casa, ma una salsiccia morbida tipo luganega. Ho usato quella, ma raddoppiato le dosi.
Con il composto fate delle polpettine della dimensione di una noce o poco più. Fate bollire i restanti 2 litri di brodo e gettatevi le polpettine : non appena verranno a galla saranno pronte da servire.
Servite fumante e...buon appetito
Dani


Mariconde
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Serves 6
600 g (21 oz.)of white bread crumbs
3 l (6.5 pints) of broth
150 g (5.3 oz) breadcrumbs
100 g (3.5 0z) of butter (you only need also 80)
90 g (6.3 tbsp) parmesan
100 g (3.5 oz) of salami
3 eggs
nutmeg
salt and pepper

Put the breadcrumbs in a bowl, cover with 2.1 pint of broth and allow to stand for 2 hours. In In a a saucepan melt the butter and pour the soaked bread crumbs, cook over low heat, stirring with a wooden spoon until the mixture will be dry. Let cool.
Combined with the grated Parmesan, bread crumbs, eggs, chopped sausage and mix together. Season with salt, pepper and nutmeg, work very well and allow to stand for one hour.
With the mixture make balls big as a walnut or a little more. Boil the remaining 4.2 pints broth and throw in the meatballs: not just to the surface will be ready to serve.
Serve steaming e... bon appetit
Dani

giovedì 21 ottobre 2010

Sformatini al parmigiano con glassa all'aceto balsamico e fichi caramellati.

Di Daniela

Intanto mi scuso con voi stamani perchè le foto che ho fatto non rendono affatto giustizia alla bontà di questi sformatini: sono moooooooolto più buoni di quel che sembrano!!! Altra scusa in arrivo: penso di essermi presa una bella influenza, ho un mal di testa da urlo, la febbre e le ossa rotte... perciò per stamattina passo e dovrete godervi soltanto i nostri morbidi antipasti. Miseriaccia, se almeno andassi ancora a scuola tutto ciò sarebbe per me fonte indicibile di delizia!!! Ve lo ricordate? La sveglia che suona, la mamma che viene a chiamarvi per far colazine, e voi li, a crogiolarvi nell'attesa gioiosa di dire la magica frase: "mamma, mi dispiace tanto, ma non mi sento bene... forse ho anche un po' di febbre... Mi sa che non posso andare a scuola" E lei premurosa subito in azione per lenire ogni più piccolo dolorino... E invece niente... dell'influenza, adesso, mi prendo solo il fastidio! Sic transit gloria mundi: da figlia a madre qualche vantaggio si perse per strada!
Buona giornata a tutti.

SFORMATINI AL PARMIGIANO CON GLASSA AL BALSAMICO E FICHI CARAMELLATI.
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Ingredienti per 6 sformatini
350 gr di latte
50 gr di burro
50 gr di farina 00
100 gr di parmigiano grattugiato
noce moscata
3 uova
un bicchierino di aceto balsamico
fecola di patate qb
6 fichi non troppo maturi di media dimensione (Facoltativi. Se non sono di stagione si possono sostituire con una spolveratina di noci tritate finissime.)

Preparate con la farina, il burro e il latte una bechamelle molto densa: in pochissimi minuti la salsa risulta cotta . Mettetela da parte a raffreddare. Accendete intanto il forno a 180/200° secondo la potenza del vostro forno. Dopo circa mezz'ora la bechamelle si sarà intiepidita: riprendetela e aggiungete le 3 uova intere, il parmigiano grattugiato e una bella spolverata di noce moscata e se piace una macinata di pepe fresco.
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Mescolate accuratamente e, quando tutto è ben amalgamato, versate il composto nelle formine usa e getta della cuki, spennellate con il burro, riempiendole fino a 3/4, dal momento che in cottura non devono crescere, trattandosi di sformatini e non di soufflè. Io per esempio li ho fatti un po' bassi: avrei potuto aumentare un po' la quantità di composto per ogni cuki. Disponeteli in una teglia versate l'acqua bollente che arrivi a metà dei pirottini e infornate, cuocendo per 30 minuti nel forno ventilato e 40 nello statico. Si alzeranno leggermente in cottura per poi ricompattarsi durante il raffreddamento.
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Nel frattempo caramellate i fichi e preparate la glassa. Per i fichi, che non devono essere troppo maturi, lavateli bene , lasciando la buccia, e mettete in un pentolino acqua e zucchero in pari quantità. Mettetelo sul fuoco piuttosto vivace e lasciate consumare fino a che il tutto diventi uno sciroppo denso e trasparente. Non deve prendere colore. A quest punto immergete i fichi uno alla volta nello scipoppo, lasciateli pochi secondi, tirateli su e metteteli ad asciugare su un foglio di carta forno (i miei erano veramente piccolissimi, perchè erano gli ultimi rimasti sul mio albero.). Per la glassa, basta versare l'aceto balsamico, che non importa che sia di grande qualità perchè cuocendo perde gran parte delle sue proprietà, in un pentolino mescolandolo con un cucchiaino raso di farina o di fecola di patate, farlo cuocete per qualche minuto, fino a quando non assume un aspetto traslucido e denso e poi toglierlo dal fuoco. Quando la superficie degli sformatini sarà dorata, estraeteli dal forno, fateli leggermente intiepidire, sformateli e serviteli subito accompagnati dalla glassa all'aceto balsamico e da un fico caramellato. Ho già detto che, se non fosse stagione di fichi (già ora siamo al limite), va bene anche una spolveratina di noci tritate, ma vi confesso che mio marito, appassionato di formaggi , li adora accompagnati da una crema al gorgonzola preparata con un po' di latte al posto della panna.
Buon appetito
Dani

martedì 7 settembre 2010

Carpaccio di capriolo con porcini e parmigiano croccante: la penultima lezione di cucina da Bormio

Di Daniela
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Eccomi a voi con l'ultima lezione di cucina a cui io purtroppo ho potuto partecipare: l'ultima si terrà stasera nella bellissima piazza Cavour di Bormio, sotto il Kuerc. Lo chef questa volta è colui che per una vita ha insegnato ad altri cuochi e che ha avuto numerosi riconoscimenti e scritto libri sulla cucina valtellinese: lo chef Eliseo Pini, che ora delizia gli ospiti dell'agriturismo che ha aperto con la sua famiglia in Bormio
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E' una persona gentilissima, come per la verità tutti gli chef che ho incontrato durante queste splendide lezioni estive, con in più quella pazienza che contraddistingue chi ha dedicato gran parte della sua vita ad insegnare a giovani "apprendisti" la sua passione oltre che la sua professione. Il menù che ci ha presentato in questa occasione è di una semplicità estrema, pur essendo raffinato ed elegante. Io, devo essere sincera, non ho mai amato molto caccia e cacciagione, ma devo dire che tutto sommato le carni che il nostro chef ha utilizzato possono essere anche sostituite da altre diverse, secondo il vostro gusto, mantenendo accostamenti e colori.....

CARPACCIO DI CAPRIOLO CON PORCINI E PARMIGIANO CROCCANTEDSCF7056
Ingredienti
120 gr di filetto di capriolo
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
2 cucchiai di aceto balsamico tradizionale
1 punta di cucchiaio di senape
6 foglie di prezzemolo tritate finemente
1 ciuffo di maggiorana tritato finemente
Sale qb
Insalata di guarnizione
50 gr di rucola
60 gr di foglie di nasturzio
2 cucchiai di olio evo
40 gr di parmigiano grattugiato
3 porcini
sale
Foto tratta da www.agraria.com

Preparazione : Tagliate il filetto di capriolo a fettine molto sottili, metterlo in buste separate da sottovuoto o da frizer e battetele delicatamente con il batticarne.
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Sciogliete la senape con l'aceto balsamico in una fondina, poi aggiungete sale e una punta di cucchiaio di prezzemolo e maggiorana tritati.
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Immargetevi le fette di capriolo per qualche secondo da entrambe le parti. Formate un disco di parmigiano su di un piatto, passatelo al microonde finchè non si è sciolto e tenderà appena ad essere colorito. Oppure se non avete il miscroonde sgrattugiate il parmigiano facendone uno strato sul fondo di una padella antiaderente e mettetelo sul fuoco medio basso a cuocere finchè non sarà sciolto e dorato. Tagliatelo a triangoli mentre è ancora caldo e lasciatelo raffreddare. Lavare la rucola e le foglie di nasturzio, sgocciolare bene e condire con sale aceto e olio. Pulite accuratamente i porcini (spazzolateli delicatamente e passateli se necessario un attimo sotto l'acqua, asciugandoli subito e con attenzione) e tagliateli sottilissimi con l'afffetta tartufo o a mano libera se possedete un coltello ben affilato.Disponete l'insalata sui piatti di portata,
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sistemate sopra il carpaccio, ricoprite con le fette di porcini e guarnite con i triangoli di parmigiano.
Buon appetito.
Dani

ROER DEER VENISON CARPACCIO with porcini mushrooms and crisp Parmigiano
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Ingredients
120 g fillet of venison
4 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons balsamic vinegar
1 tablespoon mustard tip
6 parsley leaves, finely chopped
1 sprig of marjoram, finely chopped
Salt
Salad seal
50 g rocket (arugola)
60 grams of leaves of nasturtium
2 tablespoons extra virgin olive oil
40 g grated Parmesan cheese
3 mushrooms
salt

Preparation: Cut the fillet of roer deer venison in thin slices, place in separate envelopes by vacuum or freezer and gently flatten with meat mallet.
Dissolve the mustard with balsamic vinegar in a bowl, then add salt and a bit of chopped parsley and marjoram.
Deep slices of venison for a few seconds into both sides. Form a disk of parmesan on a plate, pass it in the microwave until it is melted and just pale gold in colour. Or if you do not have miscroonde make a layer
of grated parmesanon on the bottom of a frying pan and place on medium heat to cook until melted and golden. Cut into triangles while still warm and let cool. Wash the rocket and nasturtium leaves, drain well and season with salt, vinegar and oil. Carefully clean the mushrooms (gently brush them and, if necessary, pass them briefly under the water, dry immediately and carefully) and cut with thin truffle- slicer or freehand if you have a sharp-edged knife. Arrange the salad on serving plates , placed over the carpaccio, cover with slices of mushrooms and garnish with triangles of Parmesan cheese.
Enjoy your meal.
Dani

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