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sabato 15 maggio 2010

L'Uovo Fritto: la Sfida!!!!

mtc


Sia chiaro: se qualcuno di voi mette in giro la voce che questo Numero Zero è venuto in mente alle sottoscritte solo perchè "com'è la storia, che si divertono LORO e noi no?", sappia che noi non lo ammetteremmo neanche sotto tortura. La motivazione ufficiale è che abbiamo assunto su di noi l'ennesimo sacrificio, allo scopo di illustrarvi le regole del gioco- e a questa ci atterremo fino alla fine.
In ogni caso, oggi ci sfidiamo noi due e lo facciamo su una ricetta che ci è stata suggerita da più parti e che, contrariamente a quanto si possa pensare, è stata fonte di molteplici sperimentazioni, se non addirittura di vere e proprie sfide a distanza, fra Chef con la C maiuscola, in anni in cui internet ed arie fritte erano ancora di là da venire.
Se volete saperne di più, potete leggere il Proclama della Sfida, vale a dire la presentazione della Ricetta, proposta di mese in mese. Questa spetta a chi sceglie il piatto su cui i vari concorrenti dovranno confrontarsi ed è una parte importantissima del gioco, perchè dovrà contenere la versione originale e l'indicazione degli ingredienti che dovranno essere obbligatoriamente utilizzati dai partecipanti e/o un passaggio del procedimento che vi sembra particolarmente significativo (per esempio, una cottura). Sta a voi decidere come presentarla: a noi piacerebbe che venisse un po' raccontata, specialmente se fa parte di una tradizione locale o familiare, però potete fare come meglio vi aggrada: l'importante è che ingredienti e procedimento vengano indicati in modo preciso.
Una volta presentata la ricetta della sfida, la pubblicheremo qui, su MT e da allora potrete sbizzarrirvi in tutti i modi, per la sua realizzazione: potrete ripeterla passo passo, esaltando l'aspetto tradizionale, oppure mantenere gli ingredienti e variare la presentazione oppure stravolgerla completamente, nel rispetto delle regole di cui sopra.
Noi abbiamo scelto i due modi che ci rappresentano di più e che sono gli stessi con cui avremmo partecipato alla sfida da concorrenti: la Dani ha tradotto il piatto nel lessico familiare che le è proprio, mentre io ne ho dato un 'interpretazione più spinta. (apro e chiudo: la prossima volta, facciamo il contrario. Ho sudato sette camicie per inventarmi- copiando a destra e a manca- un uovo fritto destrutturato e non vi dico quanto ci ho messo a farlo: averlo saputo, mi sarei anche trasformata in una madre amorevole, una tantum...)
Questo per dirvi che potete dare libero spazio alla vostra creatività e alla vostra fantasia, ma anche no. In ogni caso, non sarà solo la ricetta, che verrà valutata. Così come non sarà solo la fotografia. A noi interessa lo spirito con cui ci si mette in gioco, prima ancora di giocare: è la logica dello spatascio, per capirci, che è il filo rosso che ha unito noi due all'inizio di questa avventura, che lega questa gabbia di matti di MT e che ci auguriamo possa essere l'unico filo conduttore di questa sfida. Nessuna vetrina, nessuna competizione, nessuna sgomitata, nessuna ribalta. ma solo un'altra occasione per condividere quello che siamo, così come siamo.

Per iscrivervi, una mail a mtchallenge@gmail.com
Per saperne di più
l'ideona
il regolamento
E per votare, ecco le nostre prove
qui la Dani
e qui la Ale

E ora, via con le votazioni! ( e con le iscrizioni, ovviamente: vi aspettiamo tutti, i foodbloggers e gli anche no)
ciao
Ale&Dani




mercoledì 15 aprile 2009

MT Challenge, Numero Zero- L'uovo fritto

uovo fritto

Io sono cresciuta a Pane e Topolino. Oltre ad aver imparato a leggere lì sopra (Pippo alle Olimpiadi), passavo ore a guardare le vignette, a ricopiare i personaggi (il becco, dannazione: mai una volta che me ne sia uscito uno uguale), a fantasticare sulle storie. Facevo la raccolta degli Almanacchi, conoscevo a memoria battute e ambientazioni, adoravo nonna Papera e detestavo Gastone. E, soprattutto, rileggevo. Di norma, il giornalino veniva divorato nei primi cinque minuti, tanto che quando entravo in casa, ero già arrivata all'ultima pagina. Dopodichè, iniziavo a rileggerlo, ora dissezionando, ora centellinando, godendo ora di un gioco di parole, ora di uno scorcio colorato e, in questo modo, lasciavo passare il tempo, in attesa dell'uscita successiva e del ripetersi del solito rituale.
Negli anni, sono passata ad altre letture: però, se doveste chiedermi a bruciapelo di raccontarvi una di quelle storie, state pur certi che vi racconterei quella dell'Uovo Fritto. Che mi piaceva da matti, intanto perchè c'era Brigitta e poi perchè c'era una gara e poi perchè si parlava di cibo e di ricette che, già allora, erano una delle mie grandi passioni.
Magari qualcuno se la ricorda: col senno di poi, penso che si trattasse di un'operazione di marketing primitivo per lanciare il Manuale di Nonna Papera, visto che la storia era centrata proprio sulla pubblicazione delle famose ricette della Nonna, una delle quali, però, conteneva un errore. Pertanto, era stata indetta una gara, con tanto di premio finale, a chi avesse indovinato la ricetta sbagliata. Tutti i personaggi di Paperopoli avevano quindi iniziato a darsi da fare, puntando, ovviamente, sulle preparazioni più astruse, ma invano: nessuno riusciva a venirne a capo. Ci riuscì zio Paperone, ma solo per puro caso, la volta in cui Brigitta gli preparò un uovo fritto, che lui restituì al mittente, urlando che "era senza sale".
Da allora, ogni volta che penso all'uovo fritto mi viene in mente questa scena, con Paperone che grida e gli orecchini di Brigitta che fremono. E la cosa mi fa felice perchè, se dovessi trovare un corrispondente culinario a Topolino, questo sarebbe il pendent più azzeccato: perchè, anche se, purtroppo, sono passata ad altri cibi, non c'è nulla come l'uovo fritto che mi faccia pensare ai posti della mia infanzia, alla cucina di mia nonna, alle striscioline di pan carrè con cui si faceva puccetta nel tuorlo, alle mie colazioni "strane", a base di eggs and bacon, in un mondo di caffellatte e buondì, e a tutta la bontà delle cose semplici.

Tutto 'sto panegirico per dirvi che a me, questa rielaborazione dell'uovo fritto, un po' è pesata. Nel "durante", ad essere sinceri, perchè è una realizzazione non facilissima e il rischio di perdere il sapore della semplicità di cui sopra era alto. Il sapore della sfida però ha prevalso e, a conti fatti, sono contenta: anzitutto, per il gelato all'olio d'oliva, che volevo sperimentare da un po' e che è stato una gran bella scoperta; poi, perchè il risultato finale è stato assolutamente pregevole. e in ultimo, perchè mi sono divertita a pensarlo, a studiarlo, a elaborarlo (un po' meno a fotografarlo- lì è un dramma, col gelato che si scioglie, al calore dell'uovo) e, in ultimo, a mangiarlo. Certo, non è roba da tutti i giorni: ma se volete stupire, con soddisfazione di tutti, questa è davvero un'ottima idea

UOVO FRITTO-FRITTO SU QUENELLE DI GELATO ALL'OLIO D'OLIVA

uovo fritto

Prima, i doverosi tributi a Rocco Bruno per la cottura dell'uovo e a Cindystar per il gelato
Ed ora, eccovi ingredienti e procedimento

per il Gelato all'olio d'Oliva
1000g di latte
200g di olio EVO
200g di zucchero
10g di sale grosso*

Scaldare 400g di latte con lo zucchero e il sale e scioglierli bene.
Aggiungere al composto il restante latte freddo, lasciare raffreddare bene e poi unire l'olio.
Amalgamare bene con un minipimer e trasferire nella macchina del gelato per il tempo sufficiente a mantecarsi.

Per l'uovo fritto-fritto
1 uovo
aceto
1 uovo per la panatura
pangrattato
olio d'oliva per friggere

Preparare un uovo in camicia: prendere un pentolino piccolo, riempirlo con 4 dita d'acqua e, appena arriva al punto di ebollizione, aggiungere un cucchiaino d aceto bianco. Sgusciare l'uovo in un piattino e farlo scivolare nel pentolino dal bordo del piatto. Senza far bollire troppo l'acqua (l'ideale sarebbe lasciarla "fremere", come gli orecchini della Brigitta), far cuocere l'uovo per 4 minuti. Con l'aiuto di un mestolo forato, togliere l'uovo dall'acqua di cottura e immergerlo subito in acqua fredda, per sciacquarlo dall'aceto.
Lasciar raffreddare.
Procedere alla panatura, passandolo prima nell'uovo sbattuto e poi nel pan grattato e farlo friggere in abbondante olio d'oliva, facendo attenzione a che non si apra.
Salare e servire

Assemblaggio del piatto:
sul piatto da portata, disporre una quenelle di gelato all'olio d'oliva, poi l'uovo caldo e, volendo, una "spruzzata" di bacon, fritto in padella nel suo grasso e finemente tritato.
ciao
Ale

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