all'inizio di Agosto?
sono sui gomiti, mai come quest'anno- e mai come in questo periodo. Fra un orario lavorativo nuovo e massacrante, la mia assoluta incapacità di prendermi un giorno di riposo, una stagione che detesto (deve esserci un collegamento con l'incapacità a riposarsi, mi sa) e che mi fa apparire intollerabile l'ambiente che mi circonda (vivo sul mare, fate voi), comincio a non poterne più. Il conto alla rovescia è scattato da un po' ma vi assicuro che sul piatto della bilancia non ci son solo le ferie, ma la salvaguardia di un sistema nervoso che di suo avrebbe bisogno di un ente tipo WWF per essere adeguatamente preservato e protetto. L'unica cosa positiva è che quando sto così mi lasciano in pace: in ufficio, incedo in puro stile Mosè nel mar Rosso, con un fuggi fuggi generale del personale; in casa, sono praticamente abbandonata al mio destino, da una figlia ben decisa a godersi un'estate che a lei piace, per gli stessi motivi per cui sua madre la odia, e da un marito che mi conosce bene e che da anni rintuzza ogni mio tentativo di lamentela con la parola che ha scoperto essere più efficace di qualsiasi sortilegio. "Licenziati", mi dice ogni volta. "torna a fare il lavoro coi tre mesi di ferie". Che è l'equivalente de "l'hai voluta la bicicletta?", ma detto in modo astuto e intelligente. E così, pedalo ansante in salita, anelando al traguardo, con in testa il "quanto manca" dei tempi migliori, quelli che riservi alle partite del Genoa o ai viaggi incubo sul sedile posteriore.


