... che poi per noi è un ubi major, perchè cosa volete che sia il mio viaggio a Cracovia, con tutti i comfort da signora di mezza età, con quello che invece per noi è il Vero viaggio dell'anno? La Polo dei nostri tre amici avanza intrepida sulla rotta del più glorioso omonimo e questa volta ci porta a Safranbolu,per una versione turca del tè nel deserto: al posto delle dune, l'aspro paesaggio rurale della Turchia interna, il cay al posto della solita infusione e, invece dei biscottini da meditazione, pomodori, cetrioli e, buon peso, una pannocchia bollita. Che per la meditazione, però, vanno benissimo lo stesso....
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martedì 9 agosto 2011
lunedì 1 agosto 2011
High way to khan- il primo reportage
Ve li ricordate, i tre ragazzi che qualche tempo fa si apprestavano a partire sulla rotta di Marco Polo, e che ci avevano promesso e permesso di seguirli in diretta, anche dalle pagine di Menuturistico?
Sono partiti, come da programma e sono arrivati alla quarta tappa, arrancando fra la Repubblica Ceca, l'Ungheria e la Serbia, fino a Novi Sad, da dove ci arriva questo reportage, le cui tags- melon, water melon e "kartoffel&cipolle", pure alla seconda- non lasciano dubbi sull'identità del blog destinatario del resoconto dall'ultimo domicilio conosciuto.
Pubblichiamo stravolentieri, ovviamente, continuando a fare il tifo da qui e da altrove, con una nostalgia tremenda per i vent'anni che non abbiamo più e per l'età in cui i bagagli si facevano buttando a caso quello che si trovava di pulito nell'armadio e non stando incollate all'asse da stiro, il giorno prima della partenza- e ogni riferimento a persone e cose conosciute è del tutto casuale, of course....
Pubblichiamo stravolentieri, ovviamente, continuando a fare il tifo da qui e da altrove, con una nostalgia tremenda per i vent'anni che non abbiamo più e per l'età in cui i bagagli si facevano buttando a caso quello che si trovava di pulito nell'armadio e non stando incollate all'asse da stiro, il giorno prima della partenza- e ogni riferimento a persone e cose conosciute è del tutto casuale, of course....
In autostrada si respirava troppo gas di scarico, e quello potevamo farlo anche in tangenziale a Milano.
Quindi superata Budapest, abbiamo proseguito in statale, dritti verso sud, attraverso la grande pianura pannonica, il bassopiano più grande d’Europa. Romanzare sarebbe inutile, penso una delle strade meno panoramiche che incontreremo per l’intero viaggio. Banalità stemperata da qualche pittoresco carretto trainato da asini o da alcuni personaggi baffuti che cavalcavano improbabili motorini, o immensi trattori. Ma anche da numerosi banchetti lungo la strada che vendevano i prodotti coltivati nel campo appena dietro: Tags: Kartoffel, cipolla, water-melon, melon, e ancora kartoffel e cipolla.
Quindi pranzo al sacco con anguria, melone e alcune più originali pesche noce. Come sospettavamo la ricchezza d’acqua che da la Duna, va bene a far crescere, ma non a dar sapore. Il sole del mediterraneo è un'altra cosa.
Pranzo prima della frontiera serba, a Kiskunhalas, su un lungo-lago. Mentre Fanelli lotta contro l’anguria per non sporcarsi, Barbieri impreca per non aver portato la canna da pesca. Costeggiando il fiume più pescoso d’europa, sognando carpa alla brace, affrontiamo la prima vera frontiera del viaggio.
“Dove andate?”
“Mongolia”
Il poliziotto serbo confronta le foto dei 3 con le foto segnaletiche sui loro passaporti. Fanelli Francesco, 24, geografo. Francesco Barbieri, 27, sceneggiatore. Federico Maccagni, 25, filmaker.
I tre aspettano davanti all’autorità costituita, si godono l’effetto della loro risposta demenziale.
L’uomo deve inghiottire il dislivello tra la propria domanda di routine e la risposta fuori ordinanza. Scodellata con perfido understatement. Mongolia, come dire Budapest o Belgrado.
Paolo Rumiz mi perdonerà per il clamoroso furto riadattato. La scena c’è stata davvero. Ma le parole le aveva già scritte lui in “Tre uomini in bicicletta” suo primo libro di viaggio. In bici da Trieste ad Istanbul, nel 2001. Poco dopo i bombardamenti di D’Alema sulla Serbia. Mentre da oriente immigravano nella globalizzata Europa, scegliere di andare controcorrente ha una valenza simbolica forte, che abbracciamo completamente.
La Serbia ci piace, perché appena entri, sei decisamente in Serbia.
Usciti dalla UE, entrati nel punto nero d’europa. Ci guardiamo intorno in modo un po’ circospetto. Ci troviamo intorno molta più umanità: bambini che giocano, vecchi seduti fuori dalle case che incollano lo sguardo su di noi. Calore che ci disturba un attimo, abituati all’austerità austro-ungarica. Gioco di parole significativo.
Dopo pochi chilometri dalla frontiera ci coglie davvero impreparati un momento fondamentale del viaggio: la prima moschea!!! Davvero non ce lo aspettavamo qua.
Talmente increduli che ancora adesso non siamo sicuri, dobbiamo verificare. Ma un minareto è un minareto. E tutti i preconcetti sulla Serbia non lo trasformano in campanile.
Procediamo verso Belgrado, attraversando la Vojvodina. Tutta coltivata a mais socia e girasoli, con dei bei cartellini che puzzano di multinazionali. Decidiamo di fermarci a Novi Sad.
Città bombardata nel 99 dagli “italiani brava gente”. Cerchiamo un ostello, seguendo il consiglio di un amica, andiamo al Hostel Sova. Ci siamo rimasti per un paio di giorni.
Federico. Novi Sad. 28, 29 luglio 11.
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sabato 18 giugno 2011
Menuturistico sulla Rotta di Marco Polo- Il Mongol Rally e Highway to Khan
Loro sono Francesco Barbieri, Federico Maccagni e Francesco Fanelli, una manciata di anni in più dell'età delle nostre figlie, un curriculum da paura nel campo della comunicazione digitale, una vocazione per il viaggio e il solito filo rosso della follia che tanto spesso è la fonte di grandi progetti. A luglio, partiranno per il Mongol Rally, che da Milano li porterà ad Ulan Bator sulla rotta di Marco Polo: dai finestrini della loro auto (una Polo 1000, what else?) sfileranno i paesaggi dell'Europa dell'Est, gli scenari ora austeri, ora quasi lunari della Turchia centrale, l'intensità della bellezza dell'Iran e il fascino, declinato in tutte le forme, degli stati dell'Asia Centrale, fino alla meta finale. Un viaggio all'insegna dell'avventura, quindi (lungo il percorso non è prevista alcuna forma di assistenza tecnica), ma anche della solidarietà: il Mongol Rally, infatti, nasce con uno scopo benefico che prevede che la somma raccolta ogni anno con le quote di partecipazione venga distribuità per una metà all'ente indicato dagli organizzatori e per l'altra alle istituzioni decise via via dai singoli partecipanti. Quest'anno, i proventi andranno alla Christina Noble Children Foundation, per quanto riguarda la cifra più consistente; mentre la metà della quota di iscrizione dei nostri amici sarà interamente devoluta ad Emergency. Parallelamente al loro viaggio, Francesco, Federico e Francesco gireranno filmati e faranno reportage che verranno inviati giornalmente ad alcuni blog scelti da loro e, a conferma della vena di follia di cui sopra, Menuturistico è fra questi: noi ospiteremo la sezione gastronomica, per così dire, cioè tutto quello che documenteranno riguardo al cibo che troveranno e che assaggeranno nel loro viaggio. In questo modo, noi e voi che ci leggete saremmo un po' partecipi di questa avventura, seguendo di giorno in giorno l'itinerario della loro Polo e godendo, seppur indirettamente, delle meraviglie che incontreranno nel loro cammino. In più, parteciperemo al loro progetto benefico, che da tempo li vede impegnati sul campo e di cui la partecipazione a questo Rally è solo un tassello: già in passato hanno operato nel Kurdistan turco, al presente stanno lavorando ad una iniziativa per le scuole a cura del Ciac Parma e la prossima puntata li vedrà a Srebenica, in Bosnia, dove racconteranno della Trasumananza della Pace, e poi di nuovo a Teheran e in Mongolia. In pratica, oltre a seguire in diretta l'avventura di un viaggio in una delle zone più ricche di fascino e di storia del nostro mondo, entreremo a far parte di una catena di solidarietà, seguendo le attività delle varie associazioni benefiche che i ragazzi incontreranno nel loro percorso e che sono attive da tempo in quelle zone. Per saperne di più, esiste un blog, Highway to Khan, che spiega ogni cosa nel dettaglio e racconta anche i preparativi per la partenza: ci sono pure delle foto carinissime, che ci sarebbe anche piaciuto mettere qui ma siccome loro sono tecnologggici e noi no, non siamo riusciti a portargliele via. Fateci un giro - e anche più di uno, perchè oltretutto è davvero divertente. Prima, però, ancora una cosa: sono alla ricerca di sponsor che li possano sostenere in questa avventura. Sul blog hanno avviato una raccolta di fondi e, anche se sono a buon punto, manca ancora qualcosina per arrivare alla cifra finale: loro lo dicono qui, che se tutti quelli che guardano e passano, si curassero di loro, anche solo con 50 centesimi, avrebbero raggiunto lo scopo da tempo: le nostre offerte non serviranno in alcun modo a finanziare la spedizione (a questo, pensano loro), ma andranno interamente e direttamente agli enti prescelti. Siccome queste son le cose che ci piacciono e che ci riportano un po' alle origini del nostro blog, abbiamo accettato con immenso piacere di sostenere l'iniziativa e di ospitarla su Menuturistico: a dirla tutta, avevamo avuto una mezza idea di andare in vacanza, a luglio e agosto, per recuperare le forze di un anno disgraziato, ma di fronte a questa proposta non ci abbiamo pensato due volte ad invertire la rotta dei nostri propositi: ragion per cui, resteremo "aperti per ferie", proprio per seguire l'avventura di questi ragazzi, in un viaggio che è scoperta, emozione e solidarietà. E diteci voi, se non avreste fatto lo stesso...Ale e Dani
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