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venerdì 25 maggio 2012

Insalatina "in rosa" con aceto di lamponi e la bellezza delle rose

Di Daniela

rosa bianca

Sono ormai parecchi giorni che provo il desiderio di guardare e vedere solo ciò che è bello, lieve, magari colorato, per ritemprare la mente e lasciarla vagare,  se possibile, in uno spazio dove per qualche momento possa ritirarsi, fuggendo da ciò che di sgradevole, triste o doloroso la circonda: nulla di meglio quindi del rifugiarsi nella bellezza dei fiori. Ora è il periodo in giardino soprattutto di rose, dai colori più intensi e dai profumi più inebrianti che si possano immaginare.

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lunedì 19 luglio 2010

... e beviamoci su- granita di pepe al pepe bianco timo e gewurztraminer

di Alessandra

granita di pepe e timo

Toc toc...è permesso?
Posso rientrare?
E soprattutto: vi ricordate di me???

Chiedo venia per l'incipit assolutamente indegno, ma se dovessi assecondare l'ispirazione, questa rentrèe inizierebbe con un variopinto florilegio di smoccolamenti e lì si fermerebbe, per immediata censura. Per cui, accontentiamoci del politically correct, una tantum, ed incrociamo le dita, sperando che 'sto periodo nero sia giunto alla fine.
Il che, purtroppo, vale non solo per me, ma per una bella fetta degli amici di MT che, a quanto pare, hanno deciso di testare la veridicità dei detti popolari, iniziando dal lato B de "la Fortuna è cieca". I posteri ricorderanno commossi il loro contributo alla scienza, e magari su guarderanno dal provarci anche loro, vista la pronta dimostrazione dei dieci decimi della sfiga: loro, però, al momento si godono i postumi del loro ardire, chi in un letto di dolore, chi rassegnandosi ad un agosto in città- e tutti d'accordo che, se mai si decidesse di riparlare di saggezza del popolo, la prossima volta toccherebbe al genovesissimo "abbiamo già dato".
Lo sanno bene Muscaria e la Mapi, a cui facciamo di nuovo gli auguri, virtuali e reali, e tutti gli altri amici che si trovano impantanati in un luglio da dimenticare.
Noi dovremmo aver quasi finito: uso il condizionale, batto sulla tastiera come se al posto dei tasti ci fossero tante uova, ma fra oggi e domani si sciolgono gli ultimi nodi e si spera di tornare alla normalità. La nostra, sia chiaro: che è una successione di casini, una matrioska di intoppi, imprevisti e inconvenienti, di fronte ai quali di solito smoccolo ma a cui oggi, francamente, anelo.
Nel frattempo, comunque, ho ripreso a cucinare: buon segno, almeno per me. Ovviamente, essendo in astinenza, ho sfornato non so quante ricette, via una via l'altra, in una sorta di produzione compulsiva, prima ancora che a catena, ma che a me ha fatto l'effetto di una massacrante seduta in palestra: alla fine ero sfatta, sudata, sfinita ma miracolosamente risintonizzata sui miei ritmi, con buona pace dei familiari, che quando sto in cucina rompo di meno, e dei colleghi, che vabbè che sono esperimenti, ma per mandar giù il caffè dell'ufficio vanno benissimo.
Quindi, per farla breve, dovrei essere un po' più costante anche qui sopra, almeno fino alla fine del mese e quanto meno per alleggerire l'arretrato, visto che di cose ne sono comunque successe e non sia mai che ci siano dei buchi neri in questo diario.
Vorrei dirvi che per i miei gusti ho già parlato troppo, se non fosse che so che non ingannerei nessuno: però, è meglio che per il momento mi feri qui. Anche perchè mi sta venendo in mente Pappalardo con la sua Ricominciamo- e anche se qui sopra tutto è concesso, ogni tanto è meglio metterlo, qualche paletto.
Grazie per la pazienza, gli incoraggiamenti, i post pubblici e privati, gli sms, le telefonate, le preghiere e i riti apotropaici e tutto quanto ci rende amici. Mi siete stati di grande aiuto, per davvero.
Ale



GRANITA DI PEPE BIANCO AL TIMO E GEWURZTRAMINER

(da Cucina di Stagione)

granita di pepe e timo

Gran bel sito e gran bella ricetta, anche se inevitabilmente soggetta a modifiche. Piatto trasversale, che si presta ad un sacco di interpretazioni- da accompagnamento per un antipasto, ad intermezzo fra i primi e i secondi, fino a chiudere come dolce insolito e rigorosamente fresco una cena d'estate. Il mix di sapori è spettacolare, originale, deciso, insolito e tutto quanto fa "ricetta da provare", e pure sotto la voce "meglio prima che poi". Potete sostituire il timo con del timo limone, se preferite calcare un po' sulle note acide: in questo caso, aggiungete anche una grattugiata di zeste d'arancio. Altrimenti, è perfetta così.

1 cucchiaio di grani di pepe*
mezzo mazzetto di timo**
150 g di zucchero
50 g di miele di timo ***
6 dl d'acqua
2 cucchiai di succo di limone
200 dl di vino bianco fruttato (io ho usato il Gewurztraminer, ma va bene anche un Muller Thurgau, per esempio)

Pestate i grani di pepe nel mortaio o con il fondo di una bottiglia (non è necessario: basta macinarli al momento). Metteteli in padella con la metà del timo, lo zucchero e il miele. Aggiungete l'acqua e portate ad ebollizione. Lasciate macerare brevemente, filtrate in una padella in acciaio cromato e lasciate riposare

Qui il passaggio è poco chiaro, perchè non indica nè tempi nè consistenze: io ho preferito fare uno sciroppo di zucchero, anche se meno denso del solito. Ho quindi lavorato in una casseruola dal fondo spesso, mescolando ogni tanto, a fiamma media ma abbassata al minimo. La percentuale di liquido e zucchero è tale da permettervi di non dover tenere il tutto sotto controllo e di continuo: state nei paraggi, ovviamente, ma non è il caso di mescolare con occhio vigile. Lasciate sobbollire per una decina di minuti: quando lo sciroppo si è ridotto di un dito (si vede benissimo, perchè lascia la traccia sul bordo della casseruola), ci siamo. Potete farlo restringere ancora un po', se preferite un gusto più intenso. In ogni caso, questo dipende anche dal tempo di macerazione: la ricetta dice "brevemente", ma nulla vi vieta di lasciarcelo un po' di più.
Altra cosa: la padella in acciaio cromato non è indispensabile: qui la si usa perchè si lavora direttamente qui dentro, dalla mescita del vino al freezer: io ho trasferito tutto in una terrina, ho terminato la lavorazione e poi ho messo a gelare in un contenitore dal bordo basso (le vaschette di alluminio della Cuki et similia vanno benissimo)

Aggiungete il succo di limone, il vino e il timo rimasto e mettete in congelatore. Dopo circa 50 minuti, togliete la granita dal congelatore e mescolate con la frusta. In questo modo, i cristalli di ghiaccio formatisi sul bordo del contenitore vengono mescolati al resto. Rimettete in freezer e ripetete l'operazione ogni 30 minuti, per 2-3 volte, finchè la massa risulta composta da piccoli cristalli di ghiaccio. Servite in bicchieri e gustate subito

N.B. Se la tenete in freezer per consumarla dopo, niente paura: lasciatela pochi minuti a temperatura ambiente e poi con una frusta mescolatela bene. Riacquisterà la cremosità iniziale.

* assolutamente troppo: a meno che non vogliate una granita al concentrato di pepe bianco, riducete drasticamente la dose: Una macinata "maschia" è perfetta.
** il mio è a km zero- direttamente dal poggiolo di casa, quindi niente mazzetti: un 5-6 rametti sono più che sufficienti, poi sta ai vostri gusti aumentarli. Non di meno, comunque
*** in mancanza, acacia o millefiori
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