OverBlog

Visualizzazione post con etichetta timo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta timo. Mostra tutti i post

martedì 12 giugno 2012

Gli spiedini alla senape con zucchine e la L mancante

Di Daniela
immagine da qui
Ora, non è che io abbia avuto un regresso all'età della I elementare improvvisamente e che non sia più in grado di posizionare le doppie là dove ne occorrono, o che altrettanto improvvisamente abbia sviluppato una naturale antipatia per la lettera L del nostro alfabeto: anzi, l'ho sempre considerato una lettera piuttosto elegante, con la sua snella forma slanciata :-) ... E' proprio che la tecnologia, ogni tanto e per un motivo a me del tutto sconosciuto, mi si ribella ! 
E così la tastiera del mio pc improvvisamente, ha deciso che per far apparire sullo schermo la suddetta lettera, io debba impegnare il doppio della forza che per qualunque altra consonante...Quindi i miei scritti appaiono spesso come la produzione di una remigina (questa parola denota tristemente a mia età, lo so!), pieni di dele, quele, mee, ribee e così via fino ad arrivare ad apostrofi piantati lì, ad inizio parola, senza nulla davanti a giustificarne l'esistenza.

immagine da qui

venerdì 25 maggio 2012

Insalatina "in rosa" con aceto di lamponi e la bellezza delle rose

Di Daniela

rosa bianca

Sono ormai parecchi giorni che provo il desiderio di guardare e vedere solo ciò che è bello, lieve, magari colorato, per ritemprare la mente e lasciarla vagare,  se possibile, in uno spazio dove per qualche momento possa ritirarsi, fuggendo da ciò che di sgradevole, triste o doloroso la circonda: nulla di meglio quindi del rifugiarsi nella bellezza dei fiori. Ora è il periodo in giardino soprattutto di rose, dai colori più intensi e dai profumi più inebrianti che si possano immaginare.

DSCF3320

mercoledì 23 maggio 2012

Socca (tra pancake e pissaladière) di Yotam Ottolenghi per Starbooks

Di Daniela
Scroll down for English version

Sono decisamente sempre più conquistata da questo libro! Adoro la semplicità e il fascino delle sue ricette, la chiarezza dei passaggi, la accattivante presentazione dei piatti: insomma amore a prima lettura!
Tanto per farvi capire il mio entusiasmo, decisamente non molto semplice da suscitare, eccovi un'immagine dei segnalibri "fai-da-te" o "raccapriccio disordinato" o ancora "mamma vergognati", a seconda che ad indicarli sia io, mio marito o le mie figlie, di cui vi accennavo nel mio primo post su Plenty

DSCF3237

mentre questa è invece la visione riveduta e corretta degli stessi segni, organizzatemi dalla figlia numero 2

segnalibri    


Se vi state per caso chiedendo perchè nella parte centrale ci siano meno segnalibri, ve lo dico subito: è per via del fatto che le verdure utilizzate in quelle pagine sono autunnali o invernali!!!


Ovviamente anche oggi, per il nostro meravglioso gruppo di starbooks, scendono in campo

Tomato party di Andante con gusto
Black pepper tofu di Vissi d'arte e di cucina

Insalata di fagiolini verdi con semi di sesamo e dragoncello di Insalata mista
Pancakes verdi con burro al lime  di Ale only kitchen

La ricetta di Ottolenghi che ho scelto per voi oggi è una via di mezzo, come ho scritto nel titolo tra una pissaladière ( e qui e qui potete trovare le ricette che Ale ha presentato su questa delizia ) e i pancake (di cui invece troverete qui una delle tante interpretazioni che be abbiamo dato) : è un piatto davvero saporito, semplice ma colorato e gustoso, come piacciono a noi.
Nella presentazione dell'autore, tutto il suo essere mediterranea...


Socca  (tra pancake e pissaladière) di Yotam Ottolenghi

socca Ottolenghi
Durante una visita nel sud della Francia il mio amico Karl, ed io siamo stati portati al Grain de Sel, un piccolo ristorante nel villaggio di Cogolin, gestito da una coppia stimolante, Anne e Philippe Audibert. Tra gli altri piatti brillanti a base di prodotti locali, che Philippe compra tutti i giorni nel mercato locale, mi è stata servita una variante della famosa pissaladière. Invece della base di pasta normale, Philippe ha utilizzato la pastella socca, una specialità di Nizza, fatta con farina di ceci, acqua e olio d'oliva. E’ stato così generoso da darmi la ricetta.
Per 4 persone 
300g di pomodorini, tagliati a metà 
Sale e pepe nero macinato 
Olio d'oliva 
800 g di cipolle bianche, sbucciate e tagliate a rondelle 
2 cucchiai di foglie di timo fresco 
½ cucchiaino di aceto di vino bianco 
200 g di farina di ceci 
 450ml di acqua 
Crème fraîche per servire 

socca Ottolenghi

Partiamo dai pomodori. Preriscaldate il forno a 130C/250F/gas ½. 
Stendete i pomodori, con la parte tagliata verso l'alto, su un piccolo vassoio da forno, cospargete con un pizzico di sale e pepe e un filo d'olio e cuocete in forno per 25 minuti, o fino a che non siano quasi cotti: non devono asciugarsi completamente. 

Nel frattempo, scaldate quattro cucchiai di olio d'oliva in una padella larga. Aggiungete la cipolla , il timo, un pizzico di sale e pepe e cuocete a fuoco alto, mescolando, per circa un minuto. Riducete il fuoco al minimo e continuate la cottura delle cipolle per 20 minuti, mescolando di tanto in tanto : devono diventare morbide, dolci e dorate, ma non molto scure. Alla fine, aggiungete l'aceto, assaggiate e regolate di sale e pepe. 
Appena i pomodori sono pronti, toglieteli dal fuoco e portate la temperatura a a 170C / 325F / gas mark 3. 

socca Ottolenghi

Per preparare la pastella dei pancake, mettete la farina di ceci, l’acqua, un cucchiaio e mezzo di olio d'oliva, mezzo cucchiaino di sale e una macinata di pepe in una ciotola. Usate una frusta a mano a mescolate l'impasto fino a quando non è del tutto omogeneo. In una ciotola a parte sbattete gli albumi a neve morbida e, delicatamente, uniteli alla pastella di acqua e farina di ceci. A questo punto, lasciatela riposare un attimo e intanto stendete su una teglia , della carta da forno e spennellatela con un po’ d'olio. Prendete poi una piccola padella antiaderente, circa 14 centimetri di diametro alla base, e ungete leggermente la base con l'olio; mettetela ora su fuoco vivo per un paio di minuti, poi riducete la fiamma fino e versate nel pentolino un quarto della pastella socca. Dovreste creare dei pancakes di circa 5 mm di spessore. 
Qui c’è la mia unica osservazione sulla ricetta. A me sono venuti 4 pancakes ugualmente, pur utilizzando la metà della dose per la pastella. Ho ottenuto così dei pancake consistenti e ben dorati….Comunque, considerando che una porzione se li mangerete come secondo piatto, ne prevede 2 a testa, almeno in casa mia, i quantitativi indicati nella ricetta originale sono perfetti per 8 pancakes. Come antipasto invece uno a testa è sufficiente. Fine dell’annotazione :-)!

socca Ottolenghi

Dopo due minuti, si creeranno sulla superficie delle bollicine: a questo punto, con una spatola , girate la frittella e lasciatela cuocere per altri due minuti, poi il trasferitela sulla placca del forno che avete preparato in precedenza. 
Quando tutte i pancakes sono pronti, metteteli in forno per 5 minuti , quindi toglieteli e metteteli da parte fino al momento di portarli in tavola. 
Per servirli cospargere la superficie con le cipolle, fino a ricoprirla tutta e disponete sopra i mezzi pomodorini preparati. Al momento di servire scaldateli 4 minuti nel forno e portateli in tavola: non solo, sono anche esteticamente graziosi e meravigliosamente profumati, ma hanno anche un sapore davvero squisito: sappiatemi dire! Se vi piace, serviteli con un po’ di crème fraîche a parte.

Buona giornata
Dani


Socca (between pancake and pissaladière) di Yotam Ottolenghi
socca Ottolenghi

On a visit to southern France my partner, Karl, and I were taken to Grain de Sel, a minute restaurant in the village of Cogolin , run by an inspiring couple, Anne and Philippe Audibert. Among other brilliant dishes made from local produce, that Philippe buys daily in the local market, I was served a variation the renowned pissaladière. 
Instead of the normal dough base, Philippe used socca batter, a speciality of Nice made with chickpea flour, water and olive oil. He was generous enough to give me the recipe. 


Serves 4
300g cherry tomatoes, halved
Salt and ground black pepper
Olive oil
800g white onions, peeled and cut into rings
2 tbsp picked thyme leaves
½ tsp white-wine vinegar
200g chickpea flour (aka gram flour)
450ml water
Crème fraîche to serve


bianco blu e rosso


Start with the tomatoes. Preheat the oven to 130C/250F/gas mark ½. 
Spread the tomatoes, cut side up, over a small baking tray, sprinkle over some salt and pepper and a drizzle of oil, and bake for 25 minutes , or until semi-cook. They are not supposed to dry out completely. 

Meanwhile, heat up four tablespoons olive oil in a large frying pan. Add the onion and thyme, and some salt and pepper and cook on high heat, stirring , for about a minute. Reduce the heat to low and continue cooking the onions for 20 minutes, stirring them occasionally. You want them soft, sweet and golden brown, but not very dark. At the end, stir in the vinegar, taste and adjust the seasoning.

When you take the tomatoes out of the oven, increase the temperature to 170C/325F/gas mark 3. 
To make the pancake batter, put the chickpea flour, water, one and a half tablespoons of olive oil, half a teaspoon of salt and some pepper in a bowl. Use a hand whisk to mix together the batter until it is totally homogenous. In a separate bowl whisk the egg whites to soft peaks and gently fold into the batter. 

To prepare the pancakes, first line two backing sheets with greaseproof paper and brush the paper with a little oil and set aside. Take a small nonstick frying pan, roughly 14cm in diameter at its base, and brush very lightly with oil. Put on high heat for a couple of minutes, then reduce to medium-high and pour in a quarter of the socca batter . It should be about 5 mm thick. After two minutes, air bubbles will appear as it sets. Use a palette knife to release the pancake's edges from the pan, then carefully lift and turn over. Cook for two more minutes, then transfer to the lined oven tray. Repeat with the rest of the batter. When all pancakes have been made, place in a oven for 5 minutes.

To serve spread the onion over the pancakes ; they shoud be totally covered . Arrange tomato halves on top. Place in the oven to warm up, for about 4 minutes or so. Serve warm with crème fraîche on the side.

martedì 27 settembre 2011

Insalata di pollo in turbante di speck

Di Daniela
Scroll down for English version

E' autunno, è ufficiale, i colori del cielo e delle cose sono più netti, l'aria al mattino e alla sera più frizzantina...lo dice perfino il calendario...
Ciononostante pare che la temperatura, durante il giorno, non voglia saperne di abbassarsi a queste banali indicazioni generali del periodo e continua, implacabile, a pensarsi estiva, con punte belle elevate nelle ore centrali della giornata, che  fanno rimpiangere di non potersi dedicare solo alla tintarella e ai bagni di mare...
Anche il giardino sta vivendo un momento di incertezza: ci sono piccoli fiori primaverili in procinto di sbocciare,

azalea rosa


 il rosmarino è tutto un fiore,


rosmarino 1

..e che dire di questo tipo cicciottello e in pelliccia?


APE SU ROSMA

venerdì 9 settembre 2011

Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano

Di Daniela
 DSCF7843  
Le lezioni di cucina procedono: ancora per qualche tempo vi parlerò di questa gustosa maniera di passare le serate estive in Alta valtellina... Ancora due portate per il menù di Chef Pini e una foto che devo dire mi è piaciuto scattare, nonostante la poca luce e la distanza dal piano di lavoro perchè mi ricordava incredibilemnte quello che è la cucina : una via di mezzo tra il laboratorio di un alchimista e l'antro di una strega (o di un mago) tra i suoi fumi e i profumi che escono da piccoli calderoni ribollenti.....con risultati che , nelle mani di chef di prestigio e talvolta di semplici appassionati creano piatti buonissimi e un po' "magici", vere alchimie di sapori, esperienza, passione e colori....
Timballo di Bitto e porcini su crema di parmigiano DSCF7851 
Ingredienti
per il timballo
200 gr di Bitto 
4 fette di pancetta arrotolata 
500 gr di latte 
80 gr di farina bianca 
60 gr di burro 
150 gr di porcini freschi trifolati 
1 cucchiaio di timo 
1 cucchiaio di prezzemolo tritato 
sale e pepe qb 
4 contenitori di alluminio
per la crema al parmigiano
250 gr di panna liquida
150 gr di parmigiano grattugiato

giovedì 16 giugno 2011

Lo strudel (anche primaverile e salato) per il piatto storico

Di Daniela

Ci sono piatti che hanno tradizioni così particolari e strane, che sembra quasi incredibile siano arrivati fino a noi senza trasformarsi in immangiabili misture di ingredienti…. Tanto lontana è l’origine, che il pensiero quasi non riesce ad immaginarsi la prima apparizione a tavola di queste creazioni, che attraversano in modo trasversale il tempo e lo spazio: è il caso del nostro piatto odierno, lo Strudel. Pensavo che fosse un dolce di origine altoatesina, o insomma nordica, ed ecco che invece scopro tutta un’altra storia.

Immaginate : siamo in Assiria una regione dell'alto Tigri (vi ricordate la storia della mezzaluna fertile insieme all’Eufrate?), corrispondente all'estrema regione settentrionale dell'odierno Iraq. E’ l’ VIII secolo a.C. e sulla tavola dei benestanti del luogo troviamo una preparazione dolce, cotta solo in occasioni speciali, un’insieme di noci tritate e miele messi tra strati sottili di pasta di pane , cotto in forni a legna. E’ il “padre” della baclava.
Da li a poco i vari mercanti che vennero in contatto con il popolo assiro e con questo suo dolce, pensarono di portarlo con loro per farlo conoscere anche nelle loro terre di origine….Così, solcando il mare su veloci imbarcazioni la ricetta arriva in Grecia passa , e qui viene apportata una sostanziale modifica: niente più strati di pane ma sfoglie sottilissime di pasta, che può essere tirata fino ad avere fogli (φύλλο) che alternati al ripieno , donano morbidezza e leggerezza al dolce. La nuova ricetta prende il sopravvento e siamo già nel III secolo a.C. quando questo dolce divenne “il dolce” da preparare nelle occasioni importanti….
Immagine da qui


Nel corso del tempo e passando di nazione in nazione di paese in paese e di famiglia in famiglia il dolce fu arricchito di vari ingredienti : gli Armeni , che vivevano lungo la via delle sete e delle spezie regalarono il gusto della cannella e dei chiodi di garofano, mentre gli Arabi, dai gusti raffinati, amanti dei profumi e degli aromi, aggiunsero all’impasto acqua di rose e cardamomo ed arabo è anche il nome بقلاوة , che deriva da baklavi, noci. Ma come sempre, quando si tratta di piatti così antichi esistono le più diverse versioni,
baclava turco da qui

sono greche (μπακλαβά), albanesi (bakllava), bulgare (баклава), serbe (baklava/баклава), arabe appunto (بقلاوة baqlāwa), israeliane (בַּקְלָוָה, בקלווה baqlava), persiane (باقلوا baqlavā),
armene (փախլավա paḫlava), bosniache e turche (baklava).
da qui
Così piano piano siamo arrivati ai bizantini e agli ottomani, che spazzano via l’impero romano d’oriente : il baklava divenne ora per la sua raffinatezza , la passione dei grandi sultani. C’è anche una ragione ben precisa per questo; a loro, i padroni di grandi harem, piaceva in modo particolare che questa delizia dolce contenesse tra gli altri, due ingredienti che godevano fama di potenti afrodisiaci, il pistacchio e il miele che, uniti con la cannella, per le femmine, il cardamomo per i maschi e i chiodi di garofano esaltavano le loro proprietà…
Gli Ottomani intanto continuarono ad espandersi, conquistando terre e paesi lontani…
finché, 1526 il sultano Solimano il Magnifico, arrivò a sconfiggere gli Ungheresi nella battaglia di Mohacs, annettendo gran parte dell'Ungheria, e giungendo nel 1529 perfino ad assediare Vienna, che resiste mentre la gran parte dell’est europeo finisce sotto il suo giogo, dove rimane per molti anni. In questo periodo, quindi, gli inevitabili contatti dell’Europa con una potenza ed una cultura che già da molti anni la terrorizzava portarono cambiamenti in molti aspetti della vita delle nazioni sottomesse e tra questi, sicuramente, anche le abitudini alimentari. Tra queste, il dolce delle grandi occasioni, quello per il quale ancora oggi si dice in Turchia "Non sono ricco abbastanza da poter avere in tavola baklava e burek ogni giorno", arriva in Ungheria. Qui i pasticceri già noti per le loro meravigliose capacità se ne appropriano, trasformandolo con due fondamentali aggiunte: innanzitutto le mele, poco presenti in Turchia ma abbondanti e gustose in Ungheria e poi il nome, che in tedesco vuol dire vortice, e che deriva dall’idea di arrotolare la pasta intorno al suo ripieno. Così rimaneggiato, ebbe una fortuna incredibile e “con l'impero austro-ungarico il dolce divenne tra i più diffusi e dopo il Congresso di Vienna del 1815 entrò alla grande anche nella tradizione gastronomica delle Tre Venezie. Ma non è stato un caso isolato perché la Repubblica di Venezia ha sempre avuto l'accortezza di portare a casa tutto ciò che di buono ha trovato nella sua espansione e nei suoi contatti commerciali” come racconta Giampiero Rorato, autore dei testi e curatore delle ricette di "Dolci e pani del Veneto. Storie e ricette dalla Serenissima alla Mitteleuropa".
strudels
Da qui le infinite versioni dello strudel, che, approdato in alto Adige, anche grazie alla grande produzione di mele, è diventato una “gloria locale”. Le ricette dolci, naturalmente sono le più note e l’apfelstrudel, il più conosciuto. Ve ne abbiamo già descritte due versioni classiche dolci d’autore (sono della celeberrima A. Kompatscher); una innovativa (ancora d’autore, lo chef Bassi), e una versione  salata per le (St)renne di Carnevale . Oggi è ancora il turno di una versione salata adatta alla stagione, con verdure fresche e la croccantezza della pasta strudel, ancora secondo la ricetta della nostra Annelise. E’ perfetto da gustare con una bella insalata fresca! Solo una cosa: ricordatevi che il segreto principale per la pasta dello strudel è, per dirla in modo romantico, secondo un vecchio detto austriaco, che la sua consistenza sia quella che consente di leggere una lettura d'amore postagli sotto…..
Strudel salato ai cipollotti e ai 3 timo 
strudel salato3
sale e pepe giugno 2009
Per la pasta come vi dicevo ho utilizzato la ricetta di A. Kompatscher
Ingredienti
250 gr di farina
1 uovo
1 presa di sale
2 cucchiai di olio
1 /16 di litro d’acqua
Per il ripieno
400 gr cipollotti
60 gr di pangrattato
50 gr di mandorle a lamelle
200 gr di crescenza
50 gr di parmigiano reggiano
3 rametti di timo (io ne ho usato un rametto per tipo: 2 timo limone e il serpillo!)
Olio evo
Farina sale
strudel slato 2
Preparate la pasta per lo strudel . Setacciate la farina sulla spianatoia e con una mano impastatela con l’uovo, il sale e l’olio, mentre con l’altra aggiungete poco per volta l’acqua necessaria perché la pasta abbia la giusta consistenza. Lavorate ora energicamente la pasta con entrambe le mani fino a quando non sarà liscia ed elastica. Raccoglietela formando una palla, spennellatela con l’olio e lasciatela riposare per mezz’ora.
fetta strudel3
Nel frattempo preparate il ripieno. Pulite i cipollotti , eliminate parte delle foglie verdi e le radici, lavateli e tagliate ognuno a metà nel senso della lunghezza.
Sfogliate i rametti di timo. Scaldate 4 cucchiai di olio in una padella antiaderente, unite i cipollotti, le foglie di timo, e un pizzico di sale e cuoceteli su fiamma bassa per 7/8 minuti. Fate tostare il pangrattato e le mandorle in un padellino con 3 cucciai d’olio finché saranno dorati, versate gli ingredienti su di un piatto e lasciateli raffreddare. Riducete la crescenza a tocchetti e tagliate il parmigiano in scaglie sottili. Stendete la pasta dello strudel direttamente su un canovaccio leggermente infarinato e con un mattarello e l’ausilio delle mani tiratela fino a raggiungere uno spessore minimo che consenta di vedere la trama del canovaccio attraverso la pasta stessa.
STRUDEL SALATO
Raggiunto questo spessore, ritagliate gli eccessi di pasta per formare un rettangolo e cospargetelo con il composto di pangrattato e mandorle in modo da lasciare libero un margine di 2 cm circa, allineatevi sopra i cipollotti, unite la crescenza a fiocchetti e il parmigiano in scaglie.
Ripiegate verso l’interno i bordi di pasta laterali e, aiutandovi con lo strofinaccio arrotolate la sfoglia sul ripieno, sigillando bene le estremità per evitare che la farcia fuoriesca durante la cottura. Trasferite lo strudel nel forno già caldo a 200°C e cuocetelo per circa 30 minuti.
Servitelo a piacere tiepido o freddo.
Una buona giornata a tutti
Dani

mercoledì 18 maggio 2011

Pomodori ripieni alla turca per Starbooks : Delia Smith

Di Daniela
Scroll down for English version

starbooks
Ed eccoci arrivati ad un capitolo degli Starbooks che io personalmente amo moltissimo: il libro di Delia Smith. Delia, il guru della cucina Inglese, ha rinnovato per l'occasione e con una ventata di novità anche nella fotografia e nella semplicità della spiegazione, con misure europee e non solo anglosassoni il suo super classico "corso di cucina" e ha creato un libro adatto a tutti, dai più bravi ai meno esperti, lineare ed elegantissimo nella presentazione, che contiene ricette di ogni genere, dalle più chic alle più semplici.
delialibro

Sono 567 pagine, belle da toccare oltre che da guardare, che contengono più di 450 ricette (non le ho ancora contate tutte...)  da riproporre... C'è una prima parte con la descrizione di ciò che serve in cucina e poi via, si parte con gli argomenti strattati in particolare: Delia racconta, di ogni ingrediente, come riconoscerne la freschezza, come conservarlo, come  cuocerlo al meglio... Insomma potrete mai non averlo sugli scaffali della vostra biblioteca culinaria? NO assolutamente! Delia deve stare li, in tutta la sua gloria patinata e le sue ricette da acquolina....
Cominciamo la rassegna a lei dedicata con un piatto che mi è piaciuto per il particolare uso dei suoi semplicissimi ingredienti e per il  profumo, che come immaginavo leggendo, emana...
Pomodori ripieni alla turca
DSCF4631
Queste quantità vanno bene per un pranzo leggero con insalata per quattro persone, o questo per otto, se lo userete come antipasto.
Ingredienti
8 pomodori maturi piuttosto grandi
150 ml di riso Carnaroli (non peso, ma quantità)
1 cucchiaio di olio d'oliva, più un po’ per la cottura
1 cipolla piccola, sbucciata e tritata finemente
1 spicchio d'aglio sbucciato e schiacciato
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
275 ml di brodo caldo (vegetale) o acqua
1 cucchiaino di timo fresco tritato
un po’ di zucchero (di canna)
sale e pepe nero macinato al momento

Metodo
Iniziare la cottura del riso. Soffriggere la cipolla in olio d'oliva nella padella fino a ammorbidito, quindi aggiungere l'aglio schiacciato e versarvi il riso. Aggiungere la cannella, i pinoli e l'uvetta e dare tutto ciò che un buon mescolare per farlo ben coperto. Poi condite con sale e pepe e versate il brodo caldo.
DSCF4615
Mescolate una volta sola, coprite e cuocete a fuoco lento per 15-20 minuti o fino a quando tutto il liquido è assorbito e i grani sono teneri. Poi togliete il riso dal fuoco, aggiungere il timo e smuovete i chicchi di riso con i rebbi di una forchetta.
DSCF4629
Preriscaldate il forno a 180°C. Preparate i pomodori tagliando la calotta e scavandoli all’interno mantenendo quanta più polpa possibile e togliendo i semi.
DSCF4616
Mettete un pizzico di zucchero in ogni pomodoro svuotato, poi riempiteli con il composto di riso e riposizionate sopra i "coperchi".
DSCF4620
Collocate i pomodori in teglia con un po' d'acqua sul fondo, versando qualche goccia di olio d'oliva su ciascuno e cuocete per 25-30 minuti. Sono eccellenti sia caldi che freddi.
Buon appetito
Dani



TURKISH STUFFED TOMATOES
DSCF4637
These are good for a light lunch with salad for four, or this will serve eight as a starter.
Ingredients
8 really large ripe tomatoes
5 fl oz (150 ml) carnaroli rice
1 dessertspoon olive oil, plus extra for drizzling
1 small onion, peeled and finely chopped
1 clove garlic, peeled and crushed
1 teaspoon ground cinnamon
1 tablespoon pine nuts
1 tablespoon currants
10 fl oz (275 ml) hot stock or water
1 teaspoon chopped fresh thyme
some sugar (golden caster sugar)
salt and freshly milled black pepper
pomodoro alla turca
Method
Begin by cooking the rice. Fry the onion in the olive oil in the frying pan until softened, then add the crushed garlic and pour in the rice. Add the cinnamon, pine nuts and the currants and give everything a good stir to get it well coated. Then season with salt and pepper and pour in the hot stock.
Stir just once, cover and simmer gently for 15-20 minutes or until all the liquid is absorbed and the grains are tender. Then remove the rice from the heat, add the thyme and fluff with a skewer. Preheat the oven to gas mark 4, 350°F (180°C). Prepare the tomatoes by slicing off a little of the round end and scooping out all the core and seeds – trying to leave as much of the actual flesh as possible. Put a pinch of sugar into each hollowed-out tomato, then pack with the rice mixture and replace the lids.
pomodoro alla turca
Place the tomatoes in the roasting tin with a little water at the bottom, drizzle a few drops of olive oil over each one and bake for 25-30 minutes. They are lovely eaten hot or cold.
Bon appetit
Dani

mercoledì 11 maggio 2011

Cake al prosciutto e peperoncino di espelette per Starbooks

Di Daniela
Scroll down for English version
starbooks
Eccoci ancora una volta a parlare di Starbooks. Anche in questa occasione vi proponiamo la ricetta di un cake salato che è perfetta per un buffet all'aperto (ma non è che al chiuso non sia intonato!!)  e che proviene dal magico Garden-party di cui già vi ha parlato Ale.
DSCF4440
La ricetta è come sempre molto semplice, ma di sicuro effetto e vale proprio la pena di prepararla per i vostri amici o, perchè no, per voi stessi... come suol dirsi, una fetta tira l'altra...
Cake al prosciutto e peperoncino di Espelette
da Garden party
DSCF4350
Ingredienti
4 uova
4 cucchiai di olio di oliva
1 bustina di lievito per torte salate (istantaneo)
250 gr di farina
400 gr di prosciutto cotto tagliato a pezzi
1 cucchiaio di peperoncino di Espelette (se non lo avete potrete sempre ricorrere ad uno nostrano:-))
1 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai di senape
2 rametti di timo
sale, pepe
cake al prosciutto
Per chi, come me, non dovesse conoscere il peperoncino di Espelette (in Basco :  Ezpeletako biperra) racconterò che si tratta di un peperoncino rosso d.o.c. francese, molto apprezzato, coltivato nei Paesi Baschi in particolare nel comune di cui porta il nome. Ve lo mostro
foto da qui
Vedete bene che non è molto dissimile dal nostro, quindi un peperoncino nazionale calabrese (nduja) o della Baslicata (di Sinise, con l'igp) o in generale del sud d'Italia (io ne ho un po' Campani e sono eccellenti) ma anche quelli di Carmagnola, si prestano senza dubbio benissimo come sostituti. Ma procediamo.
cake prosciutto
Accendete il forno a 180°. Rompete le uova in una ciotola. Aggiungete la farina, il vino bianco, il lievito, la senape e 4 cucchiai di olio di oliva.  Preparate una pasta omogenea e incorporate i pezzi di prosciutto, il peperoncino e il timo sbriciolato (ho usato quello selvatico). 
Salate, pepate e mescolate. Versate la preparazione in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato e cuocete per 50 minuti. 
Un consiglio , ci viene ora dall'autrice e io mi sento di sottoscriverlo in pieno: i pezzi di prosciutto sono più buoni se tagliati dalla parte finale, decisamente meno cara.
Buon appetito a tutti
Dani



Cake with ham and  Espelette's hot pepper
cake al prosciutto
Ingredients
4 eggs
4 tablespoons olive oil
1 packet of instant baking powder for pies
250 grams (2 1/4 cups) of flour
400 grams (14 oz) of cooked ham, cut into pieces
1 tablespoon chili pepper Espelette (if you do not have one you can always choose another :-))
1 cup dry white wine
2 tablespoons mustard
2 sprigs thyme
salt, pepper
The Espelette pepper (French: Piment d'Espelette; Basque: Ezpeletako biperra) is a variety of chili pepper that is cultivated in the French commune of Espelette, Pyrénées-Atlantiques, traditionally the northern territory of the Basque people. On 1 June 2000, it was classified as an AOC product .
Preheat the oven to 356°F (180°C). Break the eggs into a bowl. Add flour, white wine, baking powder, mustard and 4 tablespoons of olive oil. Prepare a smooth paste and stir in the pieces of ham, pepper and thyme crumbled (I used the wild thyme).
Add salt and pepper and stir. Pour the preparation in a loaf pan which has been buttered and bake for 50 minutes.
The author gives us a tip and I fully agree: the pieces of ham taste better when you cut them from the bottom, and are much less expensive.
Bon appetit
Dani

lunedì 19 luglio 2010

... e beviamoci su- granita di pepe al pepe bianco timo e gewurztraminer

di Alessandra

granita di pepe e timo

Toc toc...è permesso?
Posso rientrare?
E soprattutto: vi ricordate di me???

Chiedo venia per l'incipit assolutamente indegno, ma se dovessi assecondare l'ispirazione, questa rentrèe inizierebbe con un variopinto florilegio di smoccolamenti e lì si fermerebbe, per immediata censura. Per cui, accontentiamoci del politically correct, una tantum, ed incrociamo le dita, sperando che 'sto periodo nero sia giunto alla fine.
Il che, purtroppo, vale non solo per me, ma per una bella fetta degli amici di MT che, a quanto pare, hanno deciso di testare la veridicità dei detti popolari, iniziando dal lato B de "la Fortuna è cieca". I posteri ricorderanno commossi il loro contributo alla scienza, e magari su guarderanno dal provarci anche loro, vista la pronta dimostrazione dei dieci decimi della sfiga: loro, però, al momento si godono i postumi del loro ardire, chi in un letto di dolore, chi rassegnandosi ad un agosto in città- e tutti d'accordo che, se mai si decidesse di riparlare di saggezza del popolo, la prossima volta toccherebbe al genovesissimo "abbiamo già dato".
Lo sanno bene Muscaria e la Mapi, a cui facciamo di nuovo gli auguri, virtuali e reali, e tutti gli altri amici che si trovano impantanati in un luglio da dimenticare.
Noi dovremmo aver quasi finito: uso il condizionale, batto sulla tastiera come se al posto dei tasti ci fossero tante uova, ma fra oggi e domani si sciolgono gli ultimi nodi e si spera di tornare alla normalità. La nostra, sia chiaro: che è una successione di casini, una matrioska di intoppi, imprevisti e inconvenienti, di fronte ai quali di solito smoccolo ma a cui oggi, francamente, anelo.
Nel frattempo, comunque, ho ripreso a cucinare: buon segno, almeno per me. Ovviamente, essendo in astinenza, ho sfornato non so quante ricette, via una via l'altra, in una sorta di produzione compulsiva, prima ancora che a catena, ma che a me ha fatto l'effetto di una massacrante seduta in palestra: alla fine ero sfatta, sudata, sfinita ma miracolosamente risintonizzata sui miei ritmi, con buona pace dei familiari, che quando sto in cucina rompo di meno, e dei colleghi, che vabbè che sono esperimenti, ma per mandar giù il caffè dell'ufficio vanno benissimo.
Quindi, per farla breve, dovrei essere un po' più costante anche qui sopra, almeno fino alla fine del mese e quanto meno per alleggerire l'arretrato, visto che di cose ne sono comunque successe e non sia mai che ci siano dei buchi neri in questo diario.
Vorrei dirvi che per i miei gusti ho già parlato troppo, se non fosse che so che non ingannerei nessuno: però, è meglio che per il momento mi feri qui. Anche perchè mi sta venendo in mente Pappalardo con la sua Ricominciamo- e anche se qui sopra tutto è concesso, ogni tanto è meglio metterlo, qualche paletto.
Grazie per la pazienza, gli incoraggiamenti, i post pubblici e privati, gli sms, le telefonate, le preghiere e i riti apotropaici e tutto quanto ci rende amici. Mi siete stati di grande aiuto, per davvero.
Ale



GRANITA DI PEPE BIANCO AL TIMO E GEWURZTRAMINER

(da Cucina di Stagione)

granita di pepe e timo

Gran bel sito e gran bella ricetta, anche se inevitabilmente soggetta a modifiche. Piatto trasversale, che si presta ad un sacco di interpretazioni- da accompagnamento per un antipasto, ad intermezzo fra i primi e i secondi, fino a chiudere come dolce insolito e rigorosamente fresco una cena d'estate. Il mix di sapori è spettacolare, originale, deciso, insolito e tutto quanto fa "ricetta da provare", e pure sotto la voce "meglio prima che poi". Potete sostituire il timo con del timo limone, se preferite calcare un po' sulle note acide: in questo caso, aggiungete anche una grattugiata di zeste d'arancio. Altrimenti, è perfetta così.

1 cucchiaio di grani di pepe*
mezzo mazzetto di timo**
150 g di zucchero
50 g di miele di timo ***
6 dl d'acqua
2 cucchiai di succo di limone
200 dl di vino bianco fruttato (io ho usato il Gewurztraminer, ma va bene anche un Muller Thurgau, per esempio)

Pestate i grani di pepe nel mortaio o con il fondo di una bottiglia (non è necessario: basta macinarli al momento). Metteteli in padella con la metà del timo, lo zucchero e il miele. Aggiungete l'acqua e portate ad ebollizione. Lasciate macerare brevemente, filtrate in una padella in acciaio cromato e lasciate riposare

Qui il passaggio è poco chiaro, perchè non indica nè tempi nè consistenze: io ho preferito fare uno sciroppo di zucchero, anche se meno denso del solito. Ho quindi lavorato in una casseruola dal fondo spesso, mescolando ogni tanto, a fiamma media ma abbassata al minimo. La percentuale di liquido e zucchero è tale da permettervi di non dover tenere il tutto sotto controllo e di continuo: state nei paraggi, ovviamente, ma non è il caso di mescolare con occhio vigile. Lasciate sobbollire per una decina di minuti: quando lo sciroppo si è ridotto di un dito (si vede benissimo, perchè lascia la traccia sul bordo della casseruola), ci siamo. Potete farlo restringere ancora un po', se preferite un gusto più intenso. In ogni caso, questo dipende anche dal tempo di macerazione: la ricetta dice "brevemente", ma nulla vi vieta di lasciarcelo un po' di più.
Altra cosa: la padella in acciaio cromato non è indispensabile: qui la si usa perchè si lavora direttamente qui dentro, dalla mescita del vino al freezer: io ho trasferito tutto in una terrina, ho terminato la lavorazione e poi ho messo a gelare in un contenitore dal bordo basso (le vaschette di alluminio della Cuki et similia vanno benissimo)

Aggiungete il succo di limone, il vino e il timo rimasto e mettete in congelatore. Dopo circa 50 minuti, togliete la granita dal congelatore e mescolate con la frusta. In questo modo, i cristalli di ghiaccio formatisi sul bordo del contenitore vengono mescolati al resto. Rimettete in freezer e ripetete l'operazione ogni 30 minuti, per 2-3 volte, finchè la massa risulta composta da piccoli cristalli di ghiaccio. Servite in bicchieri e gustate subito

N.B. Se la tenete in freezer per consumarla dopo, niente paura: lasciatela pochi minuti a temperatura ambiente e poi con una frusta mescolatela bene. Riacquisterà la cremosità iniziale.

* assolutamente troppo: a meno che non vogliate una granita al concentrato di pepe bianco, riducete drasticamente la dose: Una macinata "maschia" è perfetta.
** il mio è a km zero- direttamente dal poggiolo di casa, quindi niente mazzetti: un 5-6 rametti sono più che sufficienti, poi sta ai vostri gusti aumentarli. Non di meno, comunque
*** in mancanza, acacia o millefiori
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...