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lunedì 19 marzo 2012

La Battaglia di Anghiari (forse) ritrovata

Di Daniela

La Battaglia di Anghiari (forse) ritrovata


Sono circa 37 anni che un ingegnere fiorentino, il dott. Maurizio Seracini, Direttore del Center of Interdisciplinary Science for Art, Architecture and Archaeology dell’Università di San Diego sta cercando di dare corpo ad una sua convinzione: il meraviglioso affresco della battaglia di Anghiari, l’affresco della sconfitta, quello dove il genio per eccellenza cercava l’affermazione definitiva su un più giovane ed arrogante Michelangelo, al quale era stata commissionata un’altra grande opera nella parete di fronte, la Battaglia di Càscina. In realtà, come sapete, la Sala non contenne mai entrambe le opere: Leonardo, abbattuto dal fallimento della sua idea innovativa e antica insieme, l’encausto, interruppe il trasferimento del dipinto dal cartone alla parete nel dicembre 1503 ; Michelangelo si fermò al solo cartone, prima di partire per Roma chiamato dal Papa Giulio II. Da sempre si è sperato che Vasari, appassionato ammiratore del Genio da Vinci, non avesse voluto distruggere la parte esistente del l’opera del Maestro, quando nel 1555, gli fu affidato da Cosimo I de' Medici il restauro dell’intero Salone dei 500. Dovendolo trasformare nel salone di rappresentanza del Duca, il Vasari alzò il soffitto di 7 metri, lo coprì con una struttura a cassettoni splendidamente decorata, e realizzò e fece realizzare splendidi affreschi sulle pareti. 
Ma come dicevamo, la speranza che anima da sempre gli studiosi è che la Battaglia di Anghiari non sia andata distrutta. Due sono le ragioni che hanno convalidato questa aspettativa: la prima, più debole forse, è una bandiera, dipinta molto in alto e quindi non facile da vedere, proprio nell'affresco del Vasari dedicato alla Vittoria di Cosimo I a Marciano,con scritto in bianco su campo verde la frase «CERCA TROVA». La seconda, decisamente più pragmatica è data dalla scoperta che il muro su cui è dipinto l’affresco della Battaglia di Marciano, che prese il posto di quello di Leonardo, in realtà ha, dietro, un altro muro. Inizialmente non si capiva se i due muri fossero uniti o se esistesse tra loro un piccolo spazio: gli esami endoscopici eseguiti alla fine del 2011 affermano ora, senza possibilità di errore, in quanto corredati da immagini ottenute con l’uso della sonda, che esiste un’intercapedine tra le due strutture. Il muro posteriore potrebbe essere quello della Battaglia di Anghiari e il Vasari potrebbe aver realizzato l’intercapedine tra le due pareti proprio per proteggere l’opera di Leonardo.
 Su questa parete posteriore sono state inoltre rilevate tracce di colori: rosso,nero e beige che sembra siano stati stesi con un pennello. Fino ad ora si sapeva che un piccolo campione di nero ha mostrato agli esperti che la sua composizione chimica è particolarmente simile a quella del colore utilizzato da Leonardo per la gioconda e per l’Adorazione dei Magi. Ora , ed è notizia di oggi pomeriggio alle 17, sembra che anche le tracce di rosso rivelino una composizione compatibile con il colore del Maestro nell’Adorazione dei Magi. 
Da più parti però si richiede che le controanalisi vengano effettuate al più presto dall’ Opificio delle Pietre Dure (è un Istituto autonomo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la cui attività operativa e di ricerca si esplica nel campo del restauro delle opere d'arte) come garante di una maggior obiettività. L’ingegner Saracini ed il suo team, stanno lavorando in collaborazione con l’Università di San Diego, il Comune di Firenze, ed è stato affiancato nelle operazioni dalla Soprintendenza al Polo Museale fiorentino e, come detto, dall’Opificio delle Pietre Dure.
Immagine da qui
Volete avere qualche notizia in più su questo affascinante giallo artistico e di tutte le sue implicazioni? Domani sera il National Geographic Channel manderà in onda alle 21 “Leonardo l’ultimo segreto”, dove le fotografie e le riprese di Dave Yoder del  National Geographic ci racconteranno tutto. 

A presto
Dani.

P.s: tutte le immagini senza didascalia provengono da  qui

fonti
http://it.wikipedia.org/wiki/Salone_dei_Cinquecento

giovedì 29 settembre 2011

Artemisia Gentileschi. Storia di una passione.


Di Giorgia
Artemisia Gentileschi in mostra a Palazzo Reale, a Milano.

«l'unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità...».

Cosi Roberto Longhi, il grande storico dell'arte italiano, scrisse di lei nel 1916. 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e Palazzo Reale presentano la prima grande mostra antologica dedicata ad Artemisia Gentileschi, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. I curatori, Roberto Contini e Francesco Solinas hanno voluto far ripercorrere agli spettatori di questo grande evento dal gusto teatrale, la storia di una di una passione, anzi, di un'immensa passione per la pittura, di una delle protagoniste femminili del 600 europeo.

lunedì 11 aprile 2011

Gli impressionisti diventano italiani

di Giorgia

La rivoluzione dello sguardo. Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musée d’Orsay 
Splendido titolo, vero? Nonostante il caldo torrido che è scoppiato a Milano in questo passato fine settimana, riesco ancora a rinfrescare la mia, e spero la vostra, mente con una notizia davvero interessante.
Dopo la grande mostra promossa da Linea d'ombra "Mediterraneo" e dopo l'altrettanto magnifica esposizione a Palazzo Reale della collezione americana Clark (di cui parlemo in seguito: Impressionisti. Capolavori della collezzione Clark, Milano, Palazzo Reale, 2 Marzo-19 Giugno 2011), ecco che ne arriva una terza. Per la gioia di tutti gli Impressionism addicts, tra i quali mi metto in prima fila, sbarca al Mart di Rovereto una mostra pazzesca intitolata "La rivoluzione dello sguardo" dove, fino al 24 luglio, è possibile ammirare i piu grandi capolavori (oltre settanta ) dell'impressionismo e post-impressionismo, senza prendere nessun aereo per Parigi. Si, avete capito bene: i dipinti provengono tutti dalla più importante collezione del XX secolo, quella del Musèe d'Orsay.
cezanne
Paul Cézanne Montagne Sainte-Victoire, vers 1890 Musée d'Orsay, Paris, France
Si potranno vedere e conoscere, quindi, in un'occasione unica, tutte le opere che hanno contribuito a creare uno dei più entusiasmanti periodi pittorici tra Ottocento e Novecento: Cezanne, Renoir, Degas, Pissarro, Van Gogh, Gauguin, Toulouse- Lautrec, Courbet e molti altri.
La cosa davvero particolare e degna di nota è il fatto che il Museo parigino abbia prestato un nucluo cosi importante di opere per una mostra "esterna". Che cosa è successo? Un momento di particolare generosità? Assolutamente no. Il Musèe d'Orseay ha prestato la sua collezione ( creando cosi una mostra itinerante dove il Mart è la terza ed ultima tappa [la prima è stata l'Australia e la seconda l'America]) poichè in fase di restauro. Così dato che la riapertura è prevista per l'autunno di quest'anno, non ci resta che ringraziare la divina Provvidenza per l'occasione e goderci le meravigliose opere nella sede del Mart.
Attraverso un percorso tematico, ovvero quello della "rivoluzione dello sguardo", si potranno gustare dal realismo scandaloso di Courbet, alle luci materiche di Monet, alla solitudine geniale di Van Gogh, passando attraverso lo sguardo tutto al femminile della Morisot, al gusto per l'esotico di Gauguin e quello per il mondo della danza di Degas, fino ad arrivare alla vigilia delle avanguardie.
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Berthe Morisot Le berceau en 1872 huile sur toil, Musée d'Orsay, Paris, France
L’esposizione La rivoluzione dello sguardo. Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musée d’Orsay, ideata e curata da Guy Cogeval, presidente del Musée d’Orsay, e Isabelle Cahn, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttore del Mart, propone dunque una rilettura di quel cruciale passaggio che ha preparato il terreno alle avanguardie artistiche europee del primo Novecento.
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Informazioni utili:
Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto
http://www.mart.tn.it
La sede di Rovereto del Mart è in corso Bettini 43. Sono dieci minuti di cammino dalla stazione dei treni.
Numero verde 800397760
Tel 0464438887 info@mart.trento.it

Orari:
Aperto dal martedì alla domenica 10 - 18
Venerdì 10 - 21
Tariffe:
valide per l'ingresso al museo e a tutte le esposizioni
Intero: 11 €
Ridotto: 7 €
Biglietto Famiglia: 22 €
Biglietto unico 2 sedi: Intero 13 € - Ridotto 9 €
Hanno diritto al ridotto:
- Visitatori dai 15 ai 26 anni di età
- Visitatori dai 65 anni di età
- Gruppi di visitatori di almeno 15 persone
- Soci o tesserati di enti convenzionati con il Museo
Gratuito: fino a 14 anni, Amici del museo e scolaresche

sabato 26 marzo 2011

Villa Necchi Campiglio

di Giorgia

Ed eccomi qui, questa volta senza nessun aiuto, sola soletta.
Ebbene si, sono la figlia numero 1 ( ormai mi sono abituata ad essere chiamata cosi :-)) di Daniela, l'appassionata d' arte in tutte le sue forme, quella che ogni tanto sbucava in qualche racconto e che ora partecipa all'organizzazione di questo blog. Beh, quando i due big boss mi hanno chiesto una mano per gestire tutte le bellissime, ma soprattutto squisite ricette che giornalmente inviate per partecipare all' MTC ( che mi provocano innumerevoli svenimenti, acquolina in bocca nonchè patimenti essendo io a dieta... :-)) non stavo più nella pelle. Cosi ho fatto un po di gavetta, ( non è servito a nulla il fatto che io sia un pochino raccomandata...) concentrandomi solo sull'aspetto pratico e di bassa manovalanza ( anche alcuni pdf sono miei!), fino ad adesso che con grande felicità e paura (il mio primo post, o mammaaaaaaaaaaaaaaa, panico panico panico!), mi occuperò, una volta ogni tanto, di ciò che mi sta più a cuore: l'arte. Avevo già scritto qualcosina, insieme ovviamente a mia mamma ( ci di voi si ricorda il post su Monet e il sushi o quello di Schiele e la sua mostra a Palazzo Reale a Milano???), ma mai avevo avuto uno spazio tutto per me. Spero quindo di non annoiarvi e di non esservi troppo sgradita! Ma adesso basta cincischiare e andiamo al sodo.


Centocinquanta come i 150 anni dell'Unità italiana. Sono quei luoghi che, sui 660 aperti in occasione della Giornata FAI di Primavera 2011, sono dedicati al Risorgimento italiano per consentire agli italiani di scoprire e riscoprire gli eroi a cui dobbiamo la nascita della nostra Patria. sabato 26 e domenica 27 marzo festeggia insieme a noi l'anniversario dell'Unità d'Italia. le visite sono a contributo libero.
Fra i 660 luoghi che saranno aperti sabato 26 e domenica 27 marzo 2011 in tutte le Regioni italiane, 150 sono dedicati al Risorgimento italiano, in un percorso che si dipana in tutta Italia e che permette di rendere i cittadini consapevoli e orgogliosi del valore storico, culturale e civile di questo importante anniversario.


FAI - Fondo Ambiente Italiano

Con alcuni miei amici di Milano,  siamo andati a visitare quella che viene definita "un gioiello ritovato" o "un tesoro da vivere" : la magnifica villa unifamilare Necchi Campiglio, situata nel cuore della città di Milano, in via Mozart. 14 Ed eccovi un pò di notizie.
La villa è stata aperta al pubblico nel 2008, dopo oltre tre anni di restauri costanti e costati più di 6 milioni di euro. Costruita tra il 1932 e il 1935 dall’architetto milanese Piero Portaluppi e modificata Successivamente dal collega Tommaso Buzzi, questa abitazione è circondata da un ampio giardino al cui interno si trovano una piscina ed un campo da tennis, grossa novità per gli anni trenta. L'edificio, considerata l'opera magna dell'architetto Portaluppi, si fa carico di essere la prima costruzione creata sotto gli stilemi della corrente del razionalismo a Milano, mettendo in mostra, però, la fantasia pirotecnica del progettista che riesce a legare questa nuova corrente a molti elementi della precedente Art Dèco.


Scampato miracolosamente ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e mai alterato da modifiche legate a cambi generazionali, l'edificio è arrivato fino a noi completamente intatto, nonostante varie occupazioni, "specchio del gusto raffinato e dell’elevato stile di vita dei proprietari. Noti esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda, i Necchi Campiglio hanno condotto la loro esistenza all’insegna dell’agiatezza e dell’eleganza, come tuttora testimonia la loro casa, frutto di un’armoniosa fusione tra architettura, arti decorative, mobili e opere d’arte. Gli ampi volumi interni, la preziosità dei materiali e il vasto spazio dedicato alle sale di rappresentanza contribuiscono a raccontare la storia della Milano della prima metà del Novecento, con i suoi riti, le sue mondanità, le sue etichette. Nello stesso tempo il fervore delle quotidiane attività domestiche e la vita di chi a questi riti contribuiva da dietro le quinte, sono adeguatamente testimoniati dalla sequenza delle stanze di servizio, office, cucine e bagni, ancora dotati di arredi e impianti tecnici originari." . Tutti i particolari degli interni, originari appunto, dai copri caloriferi alle stoviglie, ai più minuti arredi del bagno, spazzole pettini e pennelli da barba compresi, sono stati disegnati appositamente per i due coniugi Necchi Campiglio. Anche i componenti d'arredo più grandi, armadi, ringhiere delle scalinate, mobili  e camini, sono stati creati con essenze ricercate e soluzioni innovtive dai due architetti. Anche i marmi e i vetri utilizzati, sono inoltre tra i più preziosi in commercio all'epoca: insomma un luogo magnifico creato con profusione di ingegno e di denaro.

Inoltre la visita è arricchita da due bellissime quanto importanti donazioni: la straordinaria collezione di opere d’arte del primo Novecento di Claudia Gian Ferrari, con 44 opere tra cui alcuni lavori di Sironi, Martini, de Chirico, Morandi ed altri e la raffinatissima collezione di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero ed Emilietta De’ Micheli, con, tra le diverse opere, tele di Canaletto,  Guardi, Rosalba Carriera e Tiepolo, per non parlare delle porcellane cinesi, delle maioliche di provenienza lombarda e di molte miniature di miniature di Jean Baptiste Isabey appartenute a Napoleone.
Ma la villa non si potrà solo visitare,ma, come ha tenuto a precisare la presidentessa del Fai, Giulia Maria Crespi «al suo interno si potranno tenere convegni, celebrare matrimoni, festeggiamenti. La villa sarà aperta anche alla sera, con la sua caffetteria davanti alla psicina e il campo da tennis. Una villa museo quindi non solo da visitare - ha sottolienato Crespi - ma che tutti i milanesi possono vivere personalmente».

Eventi a Villa Necchi Campiglio. Primavera 2011


Se volete qui c'è un bellissimo video realizzato da Stefano Biolchini per Il Sole 24 Ore e se volete essere ancora più aggiornati, vi consiglio di comprare questo libro interessante:

Contatti

Villa Necchi Campiglio
via Mozart, 14 - 20122 Milano, Italia
t +39 02 76340121 - f +39 02 76395526
fainecchi@fondoambiente.it
www.fondoambiente.it

Orario
Da mer a dom: 10.00-18.00
Martedì apertura su prenotazione per gruppi Ultimo ingresso: 17.15
Giorni festivi: consultare www.fondoambiente.it

Biglietto
- Adulti € 8,00
- Aderenti FAI e Soci National Trust Gratuito
- Bambini (4-12 anni) € 4,00
- Scolaresche € 3,00
- Scolaresche aderenti FAI € 1,50
I gruppi sono ammessi previa prenotazione.
La visita si svolge con una guida o con un'audioguida gratuita in gruppi di massimo 15 persone e si effettua secondo la disponibilità dei posti.
Durata della visita: 50 minuti.
In caso di manifestazioni il prezzo può variare
Come arrivare
MM1 Palestro: 5 minuti a piedi. MM1 San Babila: 10 minuti a piedi. MM3 Montenapoleone: 15 minuti a piedi. Autobus di linea 54 – 61 - 94: fermata San Damiano - Monforte.

Link utili
http://www.fondoambiente.it/beni/casa-necchi-campiglio-beni-del-fai.asp
http://www.casemuseomilano.it/it/casamuseo.php?ID=3
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Necchi_Campiglio

Buona giornata a tutti,
Giorgia

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