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Visualizzazione post con etichetta coniglio alla cacciatora. Mostra tutti i post
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mercoledì 13 aprile 2011

Per la serie "meglio tardi che mai" ecco a voi...


il pdf dell'Emmetichallenge di Novembre, dedicato al Coniglio alla Cacciatora.
Dopo soli 5 mesi di ritardo, intendiamo dire.
Ma d'altronde, è andata ancora bene, considerata la sorte a cui vano incontro questi animali qua sopra (a proposito: a quelli che, dopo la pubblicazione della ricetta di oggi e il conseguente  memento delle gesta del mio coniglio sono colpiti da inquietanti flash e chiedono lumi: mai più saputo niente): abbiamo dovuto aspettare prima che arrivasse la Giorgia, poi che capisse come funzionava 'sta storia, poi che capissimo, tutte e tre insieme, che palleggiarsi un documento di word da un indirizzo di posta all'altro non è la miglior cosa per mantenerne inalterate le correzioni e insomma, alla fine eccolo qui. 
Il che ci fa ben sperare per i prossimi a venire, anche se il rischio che vi ritroviate a Ferragosto con 60 e passa ricette di involtini di verza è sempre più reale. 
Nel frattempo, godetevi questo pdf che ne vale davvero la pena
Ciao
Ale,Dani&Giorgia

domenica 28 novembre 2010

mtc- IL CONIGLIO EMBRIAGO AL PROSECCO DI GIORGIO!!!

valeria


Valeria lo chiama Furio- il marito di Magda, per intenderci, alludendo alla precisione quasi maniacale che lo contraddistingue. Noi, per contro, che di questa precisione godiamo solo i frutti, lo chiamiamo Archimede e lo candideremmo di diritto al Nobel per la tecnoglogia in cucina. Perchè se ci fanno i complimenti per la precisione delle fette del nostro pancarrè, lo dobbiamo al suo "affettafette perfetto" e se il nostro carpaccio di polpo si taglia come un grissino- tranquilli: è tutto merito del suo pressapolpo che tutto ha da insegnare a quelli dei professionisti. Senza contare che cosa combina quando è in cucina. Con tutta che ormai è passato più di un anno, i miei amici genovesi ancora ricordano le sue sarde in saor, mio marito si addormenta pensando alle sue trippe e dopo l'ultima performance senese è per tutti "L'Uomo della Jota". In più, vi fa spanciare dalle risate, come potrete accorgervi dalla simpatia che trapela dal suo post: insomma, checchè ne dica Valeria, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Solo che così perfetto, riuscirebbe solo a lui!

IL CONIGLIO IMBRIAGO AL PROSECCO DI GIORGIO

valeria1

Mia moglie (Valeria, la fornaia di casa) partecipa a questo contest di menuturistico. Poichè questo mese la ricetta ha per soggetto un secondo piatto che lei non ama fare ha pensato bene di "incastrare" il sottoscritto senza fornirmi alcuna spiegazione, sennonché dovevo preparare un coniglio che avesse una marinatura alcolica.

Che cosa potevo mai inventarmi per un coniglio trevigiano?

Ma di ubriacarlo nel prosecco, naturalmente!

Dal macellaio poi, mentre acquistavo il coniglio, ho visto del bellissimo fegato di manzo, ed ho pensato di aggiungerlo nel sugo: ecco perché il sottotitolo della ricetta è “ci vuole fegato per ubriacare un coniglio”!!!

Per il prossimo mese non pensatevi vi prego ad un altro piatto di secondo: io sono più bravo ad inventare il taglia fette, il pressa polpo, l’appendi panettoni, l’incubatrice o camera di lievitazione…ma inventarmi anche una ricetta al mese, eh no! Sono un povero pensionato io…libero dal lunedì al venerdì e…sotto padrone(a) il sabato e la domenica…

Comuque mi sono divertito.

Alla prossima,

Giorgio (alias Furio, alias Archimede)


CONIGLIO IMBRIAGO al Prosecco

Ci vuole fegato per ubriacare un coniglio.


Ingredienti:


  • 1 coniglio a pezzi (circa kg.1,500)

  • 250 gr. fegato di manzo

  • 1 bottiglia di prosecco

  • 1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla

  • erbe aromatiche e spezie a piacere

  • farina zero q.b.

  • olio EVO q.b.

  • sale & pepe (meglio chili livello 8)


PREPARAZIONE


Mettere in una terrina le verdure tagliate grossolanamente, le spezie e gli aromi (io ho usato chiodi di garofano, ginepro e alloro) il coniglio tagliato a pezzi, il prosecco e lasciare a macerare per 5-6 ore. Al momento di andare in cottura estrarre la carne, asciugarla, rosolarla in una padella antiaderente... a secco per eliminare l’acqua che contiene.

Togliere le verdure della marinata e filtrare il vino. Poi un pezzo di coniglio per volta immergerlo nel prosecco e passarlo nella farina (anche più di una volta, perché deve essere abbondante).

In una casseruola bassa e larga che possa poi contenere tutta la carne, far soffriggere nell'olio le verdure della marinata ben tritate e le frattaglie del coniglio. Quando il soffritto sarà pronto aggiungere la carne che avete scottato e infarinato, salare e pepare (chili 8).

Rosolare bene e aggiungere il prosecco (meglio se riscaldato).

In una padella con altro olio EVO rosolare il fegato di manzo tagliato a quadrettoni e incorporarlo successivamente nella teglia del coniglio.

Cuocere per un’ora o poco più coperto, controllando che non si attacchi la carne al fondo, perché la farina addensandosi diventa cremosa.

Verso fine cottura togliere il coperchio e lasciare evaporare qualche minuto, se ritenete che il liquido sia troppo.

Regolare di sale e pepe (chili 8)... e servire con una bella polenta gialla.


Mtc- Il Fagiano alla Cacciatora di Maria

Signore e Signori
Madames et Monsieurs
Ladies and Gentlemen
e come-cavolo-si-dice in Spagnolo e in Tedesco e in tutte le altre lingue del mondo
TUTTI IN GINOCCHIO
perchè oggi
eccezionalmente su questi schermi
è con noi all'emmetichallenge
-rullo di tamburi-
la Maria Toti

maria -mtc


Oh yeah.
Proprio quella lì.
Pirsonalmente di pirsona.
L'unica donna al mondo, dopo Calamity Jane, che quando dice "a un tiro di schioppo" è bene che vi gettiate per terra, con la testa coperta
L'unica donna che se mai Obelix l'avesse conosciuta, avrebbe volentieri barattato dieci figurine di Odino con il suo poster a grandezza naturale
L'unica donna per cui i cinghiali si immolano spontaneamente, perchè se proprio si deve morire, tanto vale finire in gloria- e qual gloria è meglio, che gli intingoli della Maria?

E l'unica della barzelletta del lunedì, della battuta al fulmicotone, del Brandi col fucile e la Caterina con gli scones, dell'ospitalità che si fa calore e disponibilità e Pablo che ti fa le feste, di una signorilità genuina, che non ha bisogno di fronzoli, della gioia di un incontro che ti fa benedire il giorno in cui hai deciso di scrivere su un forum di cucina- e a ramengo tutto il resto.
Questa è Maria Toti.
E ditemi voi, se è poco...


Il mio non coniglio alla cacciatora.

maria-mtc

Io mi domando e dico cosa mi sia preso (forse un attacco di arterio?) per dire alla Raravis partecipo anche io al MT challenge, sarà che quando ho letto cacciatora, senza nemmeno pensarci ho deciso che era sicuramente una ricetta da fare “marito oblige”; premetto che ho dei problemi con i conigli in genere, forse derivanti dall’infanzia: i miei provenivano dalla città (Firenze) ma trasferiti “provvisoriamente” a Siena per il lavoro di babbo, abbiamo vissuto per ben 19 anni in campagna, anche se nella Villa Chigi-Farnese .

maria- mtch

In quegli anni (60/70) in toscana c’è stata una forte epidemia di mixomatosi , in campagna veniva chiamata semplicemente la malattia del coniglio “co’ i’ capone”; in casa nostra, per questo motivo, non entravano se non proprio estremamente sicuri che fossero esenti da tale malattia; vi era inoltre la credenza che nei negozi vendessero per conigli anche qualche gatto, perciò, a tavola, carne di tutti i tipi ma conigli pochi.Quando mi sono sposata ho trovato nuove consuetudini ed abitudini alimentari, ma di coniglio sempre poco e quelle poche volte arrostito …. anche troppo. L’uomo dopotutto è figlio delle abitudini; in seguito, vedendo alcune ricettine sfiziose, ho provato a reinserirlo nell’alimentazione anche se con scarso successo, infine, dopo il master su “animali esotici da compagnia”, in casa Brandi si va a caccia di selvaggina varia ma i conigli sono vietati (così come sono mal tollerate le lepri…sempre di conigli si parla, anche se selvatiche …) perché ovviamente si curano e non si mangiano; allora se voglio partecipare al contest vi dovete accontentare di un pennutissimo


Fagiano alla cacciatora con spuma di petto spalmabile


Ingredienti:

1 fagiano

½ Kg. pomodorini ciliegia

1 manciata di olive nere

alloro, rosmarino, bacche di ginepro, cipolla e aglio

vino bianco circa ¾ di litro

gin un bicchiere e mezzo

acqua circa ½ litro

burro una grossa noce

panna montata una cucchiaio da minestra colmo

sale e pepe


I^ fase

Per prima cosa aspettare che il coniuge, da una battuta di caccia, porti almeno un fagiano, dopodiché ben spennato, bruciacchiato, frollato e lavato è pronto per.

la marinata:

maria mtch

In una ciotola, metto il fagiano, vino bianco, acqua, un bicchiere di Gin, una cipolla divisa in 4 parti, alloro, rosmarino, ginepro, e lascio in infusione circa 4 - 6 ore, passato questo tempo taglio il fagiano a pezzi, avendo cura ti togliere il petto ed il tutto è pronto per


II^ Fase


la rosolatura:


maria-mtc


in un tegame con solo olio extra vergine d’oliva metto il fagiano a pezzi (escluso il petto) e faccio rosolare ben bene, poi aggiungo rosmarino, alloro, aglio in camicia e bacche di ginepro, mescolo il tutto e sfumo con un bicchiere di vino bianco e gin; a questo punto metto il petto e lo faccio cuocere brevemente poi lo tolgo, a questo punto aggiungo i pomodorini tagliati in due portando a cottura con qualche cucchiaiata di brodo, alla fine aggiungo le olive nere aggiusto di sale e pepe giro il tutto e la prima parte è fatta.


III^ Fase

La spuma di petto spalmabile

Riprendo il petto, lo taglio a cubetti e lo metto nel mixer con un pezzo di burro, una cucchiaiata di gin, un trito di aghi di rosmarino e frullo il tutto, aggiungo una cucchiaiata colma di panna montata ben ferma e formo delle querelle da spalmare sui crostini (fucili con la pasta da focaccia)….:


IV^ fase

Il piatto finito

maria -mtc

sabato 27 novembre 2010

MtC- Coniglio all'Ischitana di Mariella

mariella


Prendete 23 cromosomi ischitani

Aggiungetevi una passione dirompente per la cucina, il coraggio di mettersi in gioco, l'entusiasmo, la tenacia, la volontà di una donna speciale ed avrete Mariella, in carne ed ossa. Lei è una di quelle che ce l'ha fatta: che ha provato a trasformare l'amore per la cucina in una professione, lanciandosi quando altri si sarebbero nascosti dietro giustificazioni confortanti ("è troppo tardi- non ne vale la pena- di questi tempi- tengo famiglia"), aprendo un ristorante "vero", nel quale ogni sera i suoi piatti hanno preso vita per qualche anno. Le soddisfazioni non sono tardate, la critica gastronomica si è accorta di lei ed anche se oggi quest'avventura è finita, per noi Mariella rappresenterà sempre la prova di come bravura, talento, sacrificio e un pizzico di follia siano un viatico vincente per il successo. Averla qui all'emmetichallenge è roba da far girare la testa ma, se mi date retta, restate lucidi fino in fondo e godetevi questa ricetta dalla prima all'ultima virgola: non ve ne pentirete.


CONIGLIO ALL'ISCHITANA (MARIELLA DI MEGLIO)


mariella


Quando ho visto che l’ MTC di novembre era dedicato al coniglio, i miei 23 cromosomi ischitani si sono sentiti direttamente chiamati in causa, per cui eccomi qui con la ricetta del coniglio,così come l’ho appresa da mia nonna. Certo mia nonna la preparava con i conigli che allevava personalmente e che nutriva con le erbe che andava a raccogliere tutti i giorni al tramonto, col vino che produceva lei e con i pomodorini del suo orto…mamma mia, che nostalgia!! Questo, per me, è, nella sua semplicità, IL cibo della memoria per antonomasia.

INGREDIENTI

1 coniglio in pezzi

1 bottiglia di vino bianco (possibilmente ischitano, tipo Biancolella)

6-7 pomodorini del “piennolo”

1 testa d’aglio

½ cipolla

Basilico

Origano

4 cucchiai d’olio evo

Sale

La sera prima,mettere il coniglio a marinare nel vino, tenendone da parte circa 1 bicchiere.Scaldare l’olio in un largo tegame e far rosolare i pezzi di coniglio ben scolati dal vino, a 2-3 alla volta; quando sono dorati,metterli in un piatto e continuare con gli altri pezzi,fino ad esaurimento. Una volta dorati tutti i pezzi , mettere a rosolare nell’olio la cipolla e la testa d’aglio tutta intera (gli “intenditori” considerano una vera prelibatezza la cremina d’aglio che si schiaccia dagli spicchi,a fine cottura); sfumare con un po’ di vino. Una volta evaporato, aggiungere i pomodorini schiacciati tra le dita, in modo da eliminare parte dei semi (non tutti,eh! Nei semi ci sono i preziosi licopeni). Dopo un paio di minuti,aggiungere il coniglio, aggiungere l’origano, incoperchiare e fa cuocere per 30-40 min. Ogni tanto, sfumare con del vino e , a metà cottura, aggiungere il fegato. A fine cottura, salare e aggiungere il basilico sminuzzato.

domenica 21 novembre 2010

Mtc di Novembre- il Coniglio alla birra con prugne all'Armagnac di Sandra

sandra- mtchallenge novembre


Ma scer comunitè de Menuturisticò,
osgiurduì sge sui saint'honorè de presentèr la plus grand, la plus creatif, la plus sorprendant chef de tout la France
ehm... de tout la Provence,
ehm... ehm... de Vence ( che qanto sarà grande Vence, mmica tanto, no? ce lo possiamo permettere, un paragone cosi???)
Scherzi a parte: nel mio olimpo di veri cuochi, Sandra occupa un posto speciale. Da anni, oltretutto: perchè è da anni che la seguo - prove alla mano: ho un archivio di sue ricette dal 2004- e, soprattutto, è da anni che non mi fa sbagliare un colpo. Le devo la cottura lenta della carne, dell'agnello in primis ( e anzi, già che ci siamo, le giro i complimenti dei commensali di ieri sera, che se lo son fatto fuori con le mani, da tanto era irresistibilmente buono); la scoperta del confit, del coniglio alla senape di Loiseaux , di un boeuf à la bourguignonne da far impallidire Julia Child e, buon ultima, di una crema di speculos che non vedo l'ora di sperimentare. Modera uno dei più bei forum di cucina dell'intera blogsfera, il cui unico difetto è legato all'immediata dipendenza che genera, appena lo si frequenta e, come se non bastasse, è pure simpatica. Sul fatto che sia umana, passo: lo dico a ragion veduta perchè, quando mi sono inginocchiata ai suoi piedi, il giorno in cui l'ho conosciuta, sono pure riuscita a rialzarmi, senza l'intervento della gru. Il che ha del miracoloso, secondo me...

CONIGLIO ALLA BIRRA CON PRUGNE ALL'ARMAGNAC di SANDRA VACCHI (VENCE)

Eccomi qui Menu Turistico!!Ci sono pure io per la prima volta ma proprio prima prima in assoluto, a parte giochi fra amiche sul forum che frequento da tempo,non ho mai inviato una ricetta per fare finta di « gareggiare »:-)Mi sono convinta a farlo perche'?Perche' siete divertenti ,buffe,volonterose,vi ho conosciuto personalmente,alcune,perche' trascorro attimi piacevolissimi leggendovi mi sembrava quindi quasi « doveroso » dare il mio contributo e partecipare al gioco:-)
Ed ora la scelta,va bhe coniglio ma marinato,tradizione...e mo?Poi si é accesa una lampadina,qualche giorno fa ho letto con grande interesse gli scritti di Maria Pia sulla birra ,eccola l'idea!!Quindi si parte sul web in Belgio,una delle Patrie della birra,leggo e rileggo ricette ,dove comunque o mancava qualcosa o dove secondo me erano nascosti passaggi importanti o dove ancora mancavano ingredienti ma un' idea me l'ero fatta:-) Ieri ho proposto a Vacchi (marito)un coniglio alla birra per la cena ed ha stranamente accettato ,quindi eccomi ai fornelli con davanti non un coniglio intero,troppo per due poi zampini anteriori e posteriori poca soddisfazione ,quindi solo lombatine.
Coniglio alla birra con prugne all'Aramagnac

sandra- mtchallenge novembre
Ingredienti per 4
4lombatine di coniglio
4 scalogni
30 gr di strutto
7/8 bacche di ginepro
6/7 grani di pepe nero
timo
50 cl di birra bianca (leggermente acidula e fruttata)
un bicchiere circa di brodo (vero)
Una ventina di prugne secche
½ bicchiere da acqua di Armagnac non di ottima qualita' , quello buono Vacchi non vuole che lo usi:-(
Sale ,pepe selvaggio del Madagascar
3 cucchiaini di zucchero di canna
farina
Preparazione
Mettere in una ciotola le lombatine a marinare con la birra,il pepe in grani,il timo ed il ginepro.
Mettere a bagno le prugne snocciolate nell'Armagnac.
Lasciare macerare il tutto per almeno 8 ore.
Togliere la carne dalla marinata asciugarla e passarla nella farina.
Tritare gli scalogni.
Mettere la marinata di birra in un tegamino e scaldarla.
Prendere un tegame di ghisa od a » fondo serio » e fare sciogliere lo strutto,fare cuocere adagio la cipolla,alzare la fiamma mettere la carne e fare colorare da tutte le parti.Salare e pepare.
Aggiungere ancora un po' di farina,mescolare bene ed versare la marinata calda.
Aggiungere anche il brodo.Coprire e cuocere a fiamma bassissima per circa due ore.
Togliere la carne e riservare al caldo.Passare la salsa al cinese.
Togliere le prugne dall'Armagnac e metterle nel tegame.Aggiungere il residuo liquido di marinatura.
Aumentare la fiamma per fare evaporare l'alcool introdotto e fare ridurre il tutto quasi della
meta'.Aggiungere lo zucchero,correggere sale e pepe.Mescolare ancora un attimo.
Rimettere la carne nel tegame ,scaldare e servire con una purea di sedano rapa ,purtroppo non l'avevo e non avevo voglia di scendere in paese e ci siamo accontentati di una purea di patate.Sta bene ugualmente.Anche delle semplici patate al vapore potevano fare l'affare.
Il tocco di colore lo possono dare dei mirtilli rossi (airelle in francese) al naturale od in composta.

sabato 20 novembre 2010

mtch novembre- la Rollata di Coniglio "apparicchiata" di Licia

licia-mtchallenge di novembre



la Rollata di Coniglio Apparicchiata di Licia

Ovvero inno alla etno-diversità


L'inno.
Ha fatto l'inno.

E pure alla etno- diversità, tanto per non lasciar fuori nessuno.

Ora, va bene che sia una delle firme più attese, più commentate, più amate dell'emmetichallenge. Va bene che gli altri cucinino e lei crei. Va bene che sia pure amica mia... però, belin, all'inno non ci era ancora arrivato nessuno...

D'altronde, da una che si fa una Rollata, del coniglio alla cacciatora, cosa ci si poteva aspettare???

Torno nelle retrovie, che maniman si arrabbia e non mi dà la benedizione..



Se vi aspettate una ricetta seriosa, per il vostro bene, vi invito a non andare oltre il sottotitolo…..

Ma se siete anche soltanto un tantino curiosi, sfoderate tutta la vostra immaginazione……


Avete presente il coniglio grigio di Carmagnola???? Miiiiii, piemontesissimo ié!!!!!
Vi dice niente l'apparicchiu????? Miiiiii, terronissimo ié!!!!!!!!

Vi scandalizzate se vi dico che, siccome il grigio è un colore che poco si concilia con la mia essenza siculissima, l’ho camuffato con un abito sensuale, scintillante e coloratissimo.

E che, dopo il trattamento, la bestia somiglia per metà a Jessica Rabbit, per l’altra ad Arlechin Batocio ???? Miiiii multietnico ié!!!!!!!!!!

Per farla breve, questo è un piatto sans frontieres , praticamente siculo-polentone, come la sottoscritta..... Miiiiiiiii, questa etnodiversità ié!!!!!!!


Non aggiungo altro, vado con la ricetta:



ROLLATA DI CONIGLIO “APPARICCHIATA” DI LICIA


licia- mtchallenge di novembre


INGREDIENTI:

  • un coniglio già disossato;

  • qualche fetta di pancetta coppata;

  • misto di spezie in polvere “La saporita” o altre spezie a vostro gusto;

  • vino bianco secco (ho usato mezza bottiglia di Inzolia);

  • olio EVO;

  • carote;

  • sedano;

  • scalogno;

  • cipolla rossa;

  • peperoni;

  • capperi dissalati;

  • olive verdi;

  • pinoli;

  • uvetta, fatta rinvenire in acqua tiepida;

  • una tazza di brodo vegetale;

  • concentrato di pomodoro;

  • aceto;

  • zucchero di canna;

  • pepe e sale.


Prima cottura (la rollata):

Ho steso il coniglio, perfettamente pulito e disossato, sul piano di lavoro. L’ho spolverato con un leggero strato di spezie in polvere. Poi vi ho adagiato le fette di pancetta coppata, l’ho arrotolato e legato. Ho portato a bollore il vino con il pepe ed un altro pizzico di spezie. Ho messo il coniglio dentro uno stampo da plum cake (appena più grande della rollata) e, quando il vino si è completamente raffreddato, l’ho versato sul coniglio, mettendo il tutto a marinare in frigo per circa quattro ore.

Ho poi fatto rosolare il coniglio a fuoco vivo e lo scalogno a fuoco dolce. Ho portato a cottura il coniglio in casseruola, con la marinata e con un po’ di brodo, salandolo soltanto a metà cottura.


Seconda cottura (l’apparicchiu):

Ho preparato una brunoise con le verdure (carote, sedano, cipolla, peperoni). Le ho fatte rosolare (separatamente) in padella. Ho riunito le verdure in un wok, vi ho aggiunto: le olive (snocciolate), i capperi, l’uvetta, i pinoli, il concentrato (sciolto in mezza tazzina di acqua), l’aceto, lo zucchero, il sale ed il pepe. Ho saltato il tutto a fiamma vivace, portando velocemente a cottura.


Assemblaggio:

Ho tagliato a fette la rollata (ormai fredda), disponendola sopra un piatto da portata.

Vi ho versato sopra l’apparicchiu, ancora bollente, per far in modo che i due sapori potessero fondersi per bene.


Il riposo:

Il segreto di questo piatto è il riposo in frigo (anche un’intera giornata). Lasciategli il tempo per esprimere il meglio di sé, non ve ne pentirete!!!!!

E’ adatto ai buffet perché si prepara con largo anticipo e si mangia (rigorosamente) freddo!!!!


Note:

L’apparicchiu è un modo per accomodare i piatti che, in altre zone della Sicilia, è meglio conosciuto come la stimpirata.

Che io sappia, non esiste una ricetta codificata, per cui ogni famiglia ne ha una propria.

Questa è la mia.

Non ho messo le dosi degli ingredienti perché ritengo che ciascuno debba trovare il giusto equilibrio fra i sapori, soprattutto per l’agrodolce.

In ogni caso la quantità dell’apparicchiu deve essere abbondante per coprire perfettamente il coniglio e fare anche da contorno.

Se la tecnica vi piace, potrete usarla anche su altri tipi di carne o addirittura sul pesce azzurro, sul baccalà e, perché no, anche sul seitan, sulle bistecche di soia, sul tofu ecc……

Con il fondo di cottura del coniglio (che non serve per questa preparazione) potrete condire un piatto di piemontesissimi agnolotti, insaporire un anonimo contorno di verdure o qualsiasi altra cosa di venga in mente!!!!!


Un abbraccio a tutti

Licia

Mtc di novembre- Terrina di coniglio al porto con composta di cipolle di Diana

Vi svelo un retroscena, posso?
Quando Ginestra ha proposto il coniglio alla cacciatora, la prima persona a cui ho pensato è stata Diana. Capisco che l'associazione, in sè, non sia del tutto esaltante- per i conigli, intendo. Per cui, prima che si sollevino i vertici della Protezione Animale per farmi causa per il danno d'immagine, è bene che spieghi che bene come la Diana, il coniglio non lo fa nessuno. D'accordo che parte avvantaggiata: è ligure e qui in Liguria, terra povera di animali da stalla e da cortile, ci si è da sempre arrangiati con quello che c'era- e di coniglio, grazie al cielo, ne avevamo in abbondanza. Però, sono liguri anche mia mamma e mia suocera, per dire, ma lei le batte: perchè alla tradizione unisce sempre un pizzico di fantasia, di estro, di creatività che fa sì che dalle sue mani il coniglio esca trasformato. Come dire, che se avesse fatto il mago, chissà cosa avrebbe tirato fuori dal cilindro, insomma. Come se non bastasse, ultimamente ha allungato un passo oltre confine, per andare a trovare un'amica con cui ha costituito una specie di associazione a delinquere contro i nostri giro-vita (ma di questo, parleremo meglio domani) e quindi si è lanciata in terrine, confit e tutto quanto fa Douce (e Gros) France. Ne è un esempio questa rivisitazione del coniglio alla Cacciatora, di chiara derivazione francese, tutta giocata sui vini della marinatura e sul contrasto grasso/magro delle carni. Il tocco da maestro è l'abbinamento con la confettura di cipolle e quello disumano è il non averne assaggiato neanche un po', perchè è a dieta...

TERRINA DI CONIGLIO AL PORTO CON COMPOSTA DI CIPOLLE DI DIANA

diana-mtchallenge di novembre

Il coniglio è uno dei piatti forti e caratteristici della Liguria, ci ho pensato parecchio a questa ricetta perchè sono in un momento particolare e non posso assaggiare e mangiare nulla tranne quello che il nutrizionista mi ha indicato, credetemi quindi sulla parola, ho avuto delle difficolta' a pensare e a preparare questa ricetta.Stasera, quando l'ho propinata a mio marito ero un tantino sulle spine, per non dire altro, non sapevo se il sale era sufficiente o..........il pepe.......la consistenza fosse giusta........ è molto probabile che le cuoche che partecipano a questo contest non abbiano problemi a cucinare senza assaggiare, io......... non ne sono capace, punto!L'unico che ha avuto coraggio all'assaggio ha certificato la bonta' della ricetta e quindi sono lietissima di passarvela eccola qui.........

Ricetta dello Chef Lionel Joubaud.

Terrina di coniglio

diana-mtchallenge di novembre

1 coniglio di 1,800 kg circa

480 gr. di pancetta di maiale fresca

150 gr di scalogni

15 fette di lardo stagionato (tagliato sottile)

2 spicchi d'aglio

1 cipolla

1 mazzetto di prezzemolo

15 cl. di vino bianco

10 cl di porto o marsala

5 cl. di cognac

alloro,timo

sale

pepe

120 gr di olive taggiasche oppure 600 gr di castagne


Preparate una marinatura con il vino, il cognac (o brandy), il porto, la cipolla tagliata a pezzi, 1/2 mazzetto di prezzemolo, sale e pepe

Disossate il coniglio, tagliatelo a pezzi grossi e copritelo con la marinatura aggiungendo 2 foglie d'alloro e 2 rametti di timo. Lasciate in frigo 24 ore.
Preparate un soffritto con gli scalogni e l'aglio facendolo cuocere per 30 mn. a fuoco lento (non deve colorare).

Togliete gli odori dal coniglio e passate il tutto insieme alla pancetta col tritacarne, quindi aggiungete il resto del prezzemolo tritato e il soffritto di scalogni e aglio intiepidito.

A questo punto potete aggiungere 120 gr di olive taggiasche denocciolate oppure 600 gr di castagne intere ma ovviamente pulite e sbiancate.

Incamiciate le terrine con il lardo e riempite con il composto fino a 3 cm. dal bordo, appoggiare 2 foglie di alloro e ricoprire con 1 fettina di lardo
Coprite le terrine e cuocete in forno a 180° a bagnomaria x 60 minuti, finche’ è compatto
Lasciate riposare in frigo 12 ore prima di servire con la marmellata di cipolle e cetriolini sott'aceto

Marmellata di cipolle


400 gr di cipolle bionde
120 gr di burro
180 gr di zucchero
100 ml. di aceto di vino
300 ml di vino rosso
sale, pepe

In una padella mettete il burro, la cipolla tagliata fine e lo zucchero - fare cuocere a fuoco medio e con un coperchio per 45 mn. circa. Aggiungete l'aceto, il vino, salate e pepate e fate cuocere per 1h e 30 minuti. A fine cottura, togliete il coperchio e fate ridurre, finchè la marmellata sia di consistenza mielosa




venerdì 5 novembre 2010

mtchallenge di novembre: la ricetta è....

il coniglio alla cacciatora

coniglio alla cacciatora (ginestra)

Ok, confesso: temevamo un altro dolce. Tant'è che le dita incorciate le abbiamo tenute fino all'ultimo, sondando il terreno e lanciando vaghe allusioni alla opportunità di variare, di accontentare anche i non pasticceri and so on. Ma Ginestra aveva le idee chiare: un secondo- e di carne- e di lenta preparazione, come si conviene alla stagione e al clima: alla fine, la scelta è caduta su un piatto di robusta tradizione, trasversale alla Penisola, che parla della cucina di una volta, fatta di ingegno, di amore, di materie prime, di attenzione e di cure sempre più travolte dalla frenesia dei tempi moderni. La versione di Ginestra è quella della sua terra, la Sicilia, con capperi, pomodoro, olive verdi e tante spezie, connotata dai prodotti del territorio in modo marcato ed inequivocabile: ma ogni regione, anzi: ogni città ha la sua ricetta e l'invito sotteso alla sfida di questo mese è proprio quello di darsi da fare a scavare nel proprio passato, scartabellando fra vecchi ricettari e antiche usanze e partire da qui: sia per riproporre l'antico, sia per riattualizzarlo, in forme nuove.
La ricetta di Ginestra è qui.
Qui, invece, le regole di questo mese

ingredienti: il coniglio, ovviamente, ed il vino, inteso però come sostanza alcolica. Quindi, potete spaziare: dal bianco, al rosso, al liquoroso, tutto quello che vi suggerisce la vostra fantasia può andar bene: l'essenziale è che una nota alcolica ci sia.

importantissimo:
richiamo qui il regolamento, non tanto a scanso di contestazioni (qui sopra? ma quando? ma dove? ma perchè?) quanto perchè finalmente posso dare un senso a tutto il tempo chi ci ho speso sopra e tirarmela da Signora del Comma.

"- è possibile sostituire gli ingredienti
  • se si soffre di particolari intolleranze o allergie
  • se essi sono di difficile reperibilità
  • in casi particolari, la variazione dovrà comunque essere resa nota nella ricetta: le motivazioni di detta scelta possono essere omesse
In ogni caso, sarà necessaria una previa autorizzazione da parte delle coautrici del blog"

Quindi, per i nostri amici che abitano fuori dai confini dell'Italia (difficile reperibilità) o chi è vegetariano (cai particolari), la sostituzione del coniglio è ammessa. E' però indispensabile che ci si metta d'accordo prima con la Giuria e- soprattutto- che non si stravolga la natura del piatto. Se si usano altri tipi di carne, bisogna comunque rispettare il procedimento e lo stesso se si sceglie la soluzione vegetariana. E' chiaro che tutto va nella direzione di un arricchimento della sfida e che, dopo aver letto le vostre richieste siamo qui che non stiamo più nella pelle a vedere cosa tirerete fuori da un pezzo di renna o dal tofu: per cui, non solo si ammettono, ma si attendono con ansia, queste variazioni.


tecnica obbligatoria: la marinatura. Rientra a pieno titolo nelle tecniche usate per valorizzare al massimo il gusto di carni povere e dal sapore poco marcato, come appunto il coniglio e per questo abbiamo voluto mantenerla. I tempi e gli ingredienti li lasciamo a voi.

c. date
non prima del 13 novembre, non oltre il 28 novembre, incluso. Le ricette che verranno pubblicate prima o dopo queste date, saranno ritenute fuori concorso

d. modalità di pubblicazione

Gli amici senza blog, mandano la loro ricetta con foto a mtchallenge@gmail.com. Vi chiederei cortesemente di non ridimensionare la fotografia: ci pensiamo noi, senza problemi.

I food blogger, invece, devono mettere un doppio link: alla pagina di Ginestra per la ricetta, e a noi per tutto il resto. Poi, come al solito, appena pubblicate ci avvisate con un commento qui sotto, lasciando il link al vostro blog etc etc
in ogni caso, è tutto qui

e. Giuria:
condividere l'arduo compito della giurata, toccherà a Ginestra, questa volta: superfluo aggiungere che sarà durissima e che mai come in questo caso benediciamo il giorno in cui ci è venuta l'idea di invitare a far parte della giuria il vincitore. In ogni caso, lei è una tipa tosta temprata dalle gioie della maternità di Scalpo Ostinato e siamo certi che saprà superare alla grande anche questa prova. E se avete qualche dubbio, mettetela alla prova...

Domande, dubbi, perplessità et similia o qui sotto o a mtchallenge@gmail.com

Buona sfida
Ale & Dani



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