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domenica 27 marzo 2011

il Danubio Elisabetta & il Danubio San Giuseppe della Vitto!

L'ultimo appuntamento con gli "anche no" di questa tornata dell'MTC porta la firma della Vitto. Che, dopo le polpette della volta scorsa (e il podio sfiorato, diciamolo, va là...), ci ha preso gusto e partecipa non con una, non con due ma con ben tre ricette di Danubio. La prima, è già stata pubblicata sulla Cucina Piccolina che, a dispetto delle dimensioni, è la cucina più affollata che si conosca- e il fatto che sian pure tutte amiche "vere" è un "di più" tutto personale, che nulla aggiunge alla straordinaria bravura di quelle ragazza, nessuna esclusa. La seconda, invece, è quella che segue, con un racconto in cui, ne sono certa, si rivredranno molte di noi, specie quelle intorno alla nostra età, che i 40 li abbiamo passati da un po'. Quelle, cioè, che sono le fiere custodi della Prima Edizione del Manuale di Nonna Papera e di tutta la trafila di ricordi del'infanzia che si ricollegano a questo ricettario delle meraviglie. Come quello che ci racconta oggi la Vitto, abbinandolo ad una ricetta che ha per lei il sapore dell'infanzia e per noi quello della condivisione: due ingredienti aggiunti che fanno delle "ricette del cuore" qualcosa di assolutamente indimenticabile e speciale. L'ultima, infine, è un omaggio a San Giuseppe, con le amarene e la crema pasticcera, roba che si sviene al solo guardarlo- e che fa benedire, a me, non già il Santo in questione, ma quel fantastico Befana Day in cui si convinse la Vitto a partecipare all'MTC: e se lei oggi dice che non può più farne a meno, figuriamoci noi....


IL DANUBIO ELISABETTA e il DANUBIO SAN GIUSEPPE  DELLA VITTO

 
 
 
Eccomi presente all’appuntamento con l’MTC! Ma come mi stò divertendo? 
Vi confesserò che non mi ero mai cimentata con questa preparazione per pura pigrizia mentale, semplicemente facevo oooooohhhhhhhhhh quando leggevo una ricetta e poi …me ne dimenticavo!!!!  
Ma come realizzarlo? L’impasto era lì bello pronto, non si doveva inventare nulla o quasi, ma la forma? Il ripieno?
All’improvviso sono stata folgorata perché era appena affiorato dalla memoria un ricordo che mi ha molto emozionato. E’ la “ricetta del cuore”, la prima vera ricetta che avevo fatto da bambina, insieme alle mie sorelle, poi rifatta tante volte da ragazze e da donne adulte.
La ricetta viene nientemeno che dal “Manuale di nonna Papera” avuto in regalo a 10 anni, prima edizione; è la “Torta Elisabetta. Torta fatta per un compleanno della mamma, la mitica nonna Ibidi che in realtà si chiama Elisabetta, fatta a più mani piccoline e pasticcione e quei fagottini tutti attaccati sono stati ribattezzati subito subito “La torta delle dita dei piedi” ….e così è rimasta in casa nostra! Versione dolce quindi, molto semplice, con ripieno di marmellata.
Voglio condividerla con voi per affetto, perché ringrazio questa bella iniziativa che mi ha riportato in un attimo all’atmosfera dei 10 anni, a pasticciare in cucina.

Stavolta la pasta è quella di Tery (ma l’originale è molto simile) e li ripieno è duplice:
Il primo con le prugne viola, una specie di marmellata, ma cotta delicatamente in modo da conservare i mezzi frutti interi in abbondante sciroppo. L’avevo preparate 2 anni fa per le crostate e ne avevo ancora un barattolo.
L’altro, in onore all’origine napoletana del Danubio, ho voluto farcirlo con la crema pasticcera e le amarene sciroppate, anche perché siamo nei paraggi di San Giuseppe e a Napoli si fanno le zeppole con questa crema e amarene …………..un grazie di cuore ad Annalù e Fabio per la ricetta delle zeppole!!!!

Danubio Elisabetta
La ricetta originale della torta Elisabetta la potete trovare QUI http://littleitalyandabitmore.blogspot.com/2010/01/torta-elisabetta-dal-manuale-di-nonna.html

Per l’impasto (Ricetta di Tery)  
ho solo sostituito lo strutto con tutto burro perché al terzo super che mi ha dato buca ho semplicemente rinunciato all’acquisto, ………….ma non è detto che non ci riprovi!
Ah, per questo ho usato esattamente mezza dose di impasto

500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80gr di strutto + 20gr di burro (io tutto burro)

Per il ripieno DANUBIO ELISABETTA
Conserva di prugne intere (vedi sopra), ma vanno bene anche prugne secche, ammollate e cotte in un pentolino con zucchero e acqua fino a fare uno sciroppo.

Per il Ripieno DANUBIO SAN GIUSEPPE
Crema pasticcera fatta con 250 gr latte, 1 tuorlo, 50 gr zucchero, 30 gr farina
Amarene sciroppate ben sgocciolate, 2 ogni fagottino …..di quelle comprate, di quelle fatte da me ce ne sono volute 3 essendo piccolissime!.

Per impastare ho utilizzato il Ken, mettendo farina, lievito sciolto nel latte (ne ho usati 180 gr circa) e miele, lo zucchero e le uova (tutte insieme), il sale. Quando era tutto ben amalgamato ho aggiunto il burro.
Ho lasciato impastare con il gancio e mi sono distratta per cena (mai fare una cosa sola). Forse ha impastato troppo e si è scaldato, forse mi è scappato troppo latte, ma non si incordava mai ed era un po’ appiccicato alla ciotola. Alla fine mi sono stufata e ho spento lasciando a lievitare un’ora. Dopo era bellissimo, ben lievitato e gonfio!
Versato sul tavolo di legno, sgonfiato, fatto il salamotto e diviso a palline da 30 gr, ne sono venute 32, abbastanza per due teglie da 30 cm diametro.

Per il Danubio Elisabetta ho fatto i fagottini schiacciando le palline e mettendo al centro 2 mezze prugne e a quel punto mi colava sciroppo ovunque. Vanno scolate bene e non bisogna bagnare il bordo dei fagottini di sciroppo perché la pasta non si salda più. Con una marmellata soda e compatta mi sa che è più facile!
Per il Danubio San Giuseppe ho farcito i fagottini con un cucchiaino abbondante di crema pasticcera ben soda e fredda e due o tre amarene sciroppate ben sgocciolate.
Messe in teglia a lievitare nel forno trepidino per circa un’ora, spennellato di uovo (intero) battuto con poco zucchero, spolverato di zucchero semolato e infornato a 180° per 15-18 min.

Dal Danubio Elisabetta po’ di sciroppo era uscito, si è caramellato ed era delizioso, ma nell’insieme un po’ dolce, la versione con il ripieno di crema e amarene più equilibrata.
La pasta è sofficissima, per le versioni dolci forse aumenterei un po’ lo zucchero dell’impasto.
Baxi, Vitto

sabato 26 marzo 2011

Il Danubio "dei 150 anni" di Giulia

di Daniela

giulia 1
Giulia è una della mie amiche di sempre: in realtà non saprei come altro definirla, visto che la conosco da quando lei aveva 6 anni e io qualcuno in più, ed entrambe passavamo la nostra estate a Monterosso con le famiglie: lei con i suoi 3 fratelli e io con mia sorella insieme ad una valanga di altri bambini che, crescendo, sono rimasti quasi tutti li come noi, con sempre meno tempo a disposizione per le ferie, ma l'irrinunciabile desiderio di tuffarci almeno qualche volta nel nostro mare, e con figli a seguito, a loro volta diventati amici! Bene Giulia è una perfezionista: non c'è mai nulla di quello che fa che sia ben fatto, non è mai contenta dei suoi risultati ( a parte, checchè lei ne dica, del suo capolavoro, Federico) ed è spesso intransigente. Per questo sono così orgogliosa di essere riuscita, con Ale, a farle tirare fuori la sua passione per la cucina, fino al punto da riuscire ad averla partecipe, pur fuori concorso, di una "puntata" dell'MT challenge! Ora lascio la parola a lei e alla sua creazione. E intanto dallo staff di menu turistico si alza una grande ola benvenuto per la nostra Giulia!!! Ah piccolo post scriptum : i 150 anni, nonostante quello che può sembrare dal titolo che lei mi ha mandato senza "virgolette", sono quelli dell'Italia non di Giulia :-)))))))))))))))!!
Eccomi qui! Ho approfittato di questa festa un po’ piovosa per dedicare un po’ di tempo ai miei amati dolci. E quindi mi sono lanciata in un danubio dolce, ripieno di crema pasticcera e marmellata di pesche. Ovvio che non è nulla di originale, ma io non sono una cuoca da blog e non sono neanche tanto brava (ve lo avevo detto no? n.d.R.) …

Danubio dei 150 anni 
danubio 003

La ricetta è quella di Tery con la sola differenza di 80 grammi di zucchero al posto di 40 e il burro al posto dello strutto (80gr). Quindi ho utilizzato

500gr di farina (300gr manitoba, 200gr farina 00)
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10 gr di lievito di birra
80 gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
80 gr di burro
20 gr di burro

La crema pasticcera quella classica:
2 tuorli
50 grammi di zucchero
250 cc di latte
25 grammi di farina.
qualche cucchiaiata di marmellata di pesche


danubio 004


Crema Pasticcera:
sbattere i tuorli con lo zucchero fino a che non diventano spumosi.Aggiungere la farina setacciata sempre sbattendo. Aggiungere a filo il latte (fatto scaldare precedentemente con una scorza di limone).
Trasferire il tutto sul fuoco e cuocere fino a che non si ispessisce.
Il procedimento per l'impasto è esattamente quello suggerito dalla Tery
nel suo post.

Al momento di fare le palline, però, mi è mancata la crema e così ho completato il ripieno con qualche cucchiaiata di marmellata di pesche.
giulia 2
Davvero fantastico! Il pargolo ha gradito….
Buona giornata a tutti


Giuli

domenica 20 marzo 2011

Il Danubio...o forse no: la Roja di Ponente di Diana



Una delle cose per cui ricorderemo l'MTC di questo mese è il ripasso dell'idrografia della nostra penisola: di sicuro c'entrano le celebrazioni del 17 marzo, che hanno colorato di bianco-rosso-verde il fiume che, da Strauss in poi, è diventato più blu di tutti gli altri. Ma di fatto, mai come in questa tornata, l'aggancio al territorio è stato fatto attraverso i corsi d'acqua che scorrono nelle zone di provenienza degli ingredienti che sono stati usati. Epperò, quando ho letto il nome con cui Diana ha voluto battezzare il suo Danubio, un po' di sussulto l'ho avuto: in primis, per l'amore che nutro nei confronti della nostra terra- la Liguria- ed in particolare per certe zone, dimenticate dai percorsi turistici e del tutto atipiche rispetto all'immagine che, volenti o nolenti, le deliziose cittadine rivierasche imprimono in chi ligure non è: non solo mare, mi verrebbe da dire, ma un entroterra "selvatico", una montagna che nulla ha da invidiare agli altri crinali alpini e un'idrografia povera ma bella, che nel corso dei secoli ha modellato il paesaggio lasciandoci scenari da mozzare il fiato- e la Val Roja, nell'imperiese, non fa eccezione. 
Il secondo motivo, più personale, è che se mai dovessi descrivere Diana, la descriverei proprio così: come un torrente ligure in piena, che gorgoglia e spumeggia, anche se gli son toccati corsi più impervi degli altri suoi fratelli, ed è più facile che, dietro l'angolo, ci sia di nuovo un ostacolo da affrontare, che non un comodo letto su cui lasciarsi andare. Oppure, l'ostacolo di un fiumiciattolo amico, a cui portare le proprie acque perchè in due, si  sa, si lavora meglio. E con Diana, poi, si finisce sempre per scorgere un raggio di sole- che magari non è nel tuo cielo, ma nella forza di questo torrente infaticabile che il tuo cielo, in un giorno fortunato, ti ha fatto il dono di incontrare.

LA ROJA DI PONENTE DI DIANA
Il nome di questa ricetta riporta forse alle onde del Danubio?........ visto che probabilmente è cosi' allora io ho deciso di chiamarlo Roia, perché il fiume che scorre, vicino a noi e solo per circa 60km dal territorio francese a quello italiano, è piuttosto impetuoso (quando c'è acqua) e quindi non si vedono onde morbide e sinuose ma vere e proprie onde crestate di spuma bianca... come il mio Roia che prima di essere infornato è tutto bitorzoluto!! Speriamo che la lievitazione  lo renda almeno un po' piu' presentabile!
INGREDIENTI:
500gr di farina in totale di cui
300gr manitoba del Molino Taramazzo
200gr farina 00 Rieper
150gr di latte (anche 160, 170, regolatevi in base all'assorbimento della farina)
3 tuorli ed 1 uovo intero
1 cucchiaino di sale (circa 8-10 gr)
10gr di lievito di birra
40gr di zucchero
1 cucchiaino di miele
100gr di burro (ho sostituito lo strutto, poichè non lo trovo come vorrei, con il burro in pari quantita')
1 cucchiaio di pate' d'olive taggiasche
2 cucchiai di concentrato di pomodoro di Mazara del Vallo (grazie Silvana!)
per il ripeno:
con la pasta al pomodoro: cacciotta - acciughe sott'olio - pomodori secchi sott'olio
con la pasta al patè di olive: cacciotta - acciughe sott'olio - olive verdi denocciolate
 PREPARAZIONE:
Ho preparato la pasta come indicato nella ricetta di Tery, l'ho divisa in due parti uguali di circa 465 gr l'una e ad una parte ho aggiunto il concentrato di pomodoro e all'altra il patè di olive.
Ho fatto riposare in forno spento con luce accesa per 2 ore circa i due impasti, ho poi formato i due filoncini e ritagliato a pezzi da 30gr.ciascuno, li ho appiattiti e appoggiato ai due impasti le relative farce, chiuso per bene e rimessi a lievitare per altre 3 ore.
Ho spennellato con il tuorlo d'uovo a cui avevo mescolato un po' di latte, finito con origano tritato sul danubio al pomodoro e pinoli su quello con olive.
Infornato a 170° per 45 minuti.

sabato 19 marzo 2011

ho visto cose che voi umani... Giorgio, Valeria e Vulcano all'mtc!!!

Momento di invidia assouta.
Siete pronti?
Eccolo....


E' il nuovo forno di Giorgio &Valeria: una roba che sta al mio forno come l'Empire ai seminterrati, con almeno sei dicasi sei ripiani per le teglie e dotato di tutti i comfort, non ultimo un "mantenitore di temperatura" che è balzato in cima alla lista dei miei desideri nell'attimo stesso in cui ho saputo che esiste. Insomma, invidia allo stato brado, lenita solo da una considerazione: e cioè che, se mai questo esemplare doveva capitare in una cucina diversa dalla mia, poteva finire solo qui. Perchè non conosco panificatori più bravi, competenti e preparati di Valeria e, credetemi, non sto esagerando. Non a caso, stavolta si cimenta lei, nella sfida dell'emmetichallenge, con un Danubio che segue passo passo dosi e procedimenti indicati ma preparato col lievito madre, perchè la signora non scherza. Giorgio- Furio ha comunque dato un contributo fondamentale alla causa, impegnando le sue energie nel ritoccare il millimetro di intonaco che si era staccato dal muro a causa delle Grandi Manovre impiegate per sistemare la Bestia in cucina. Che poi si trattasse di una scheggina, che fosse dietro al forno, che nessuno, neanche il corvo della Susi, si sarebbe mai accorto del  particolare fuori post, questi son dettagli che noi umani non possiamo capire: il tocco del Maestro si vede in queste cose e a noi non resta che ammirarlo mentre è all'opera...


 E per il resto, lascio la parola a Valeria...


IL DANUBIO DI VALERIA&VULCANO

 


Torno dopo un mese di sospensione causa elaborazione, acquisto e installazione del forno professionale (in casa privata).
Eh sì, perché era da tanto che Giorgio (mio marito) ed io, ma soprattutto io, ‘molinavamo’ sul discorso forno. Che quello che avevamo non era affidabile, che non teneva la temperatura costante, che non ci potevo cuocere più di cinque panettoni alla volta (neanche avessimo una pasticceria…), e via dicendo. Fino al giorno della folgorazione: un usato tenuto benissimo ad un prezzo ‘abbordabile’! E così, dopo una settimana di prove tecniche e di misurazioni (compreso il trasloco del frigo dalla cucina al soggiorno, non vi dico la faccia di mia madre quando ha visto questo COSO al posto del suo amato ficus…) il giorno del mio compleanno, il 29 gennaio, abbiamo fatto l’acquisto! Da quel momento abbiamo vissuto in apnea fino al giorno che ce l’hanno installato, con risvegli notturni e ripensamenti: “ma che dici, siamo pazzi?”; “ma, forse un pochino, ma chi se ne frega”; “e se poi non lo sappiamo usare?”; “ma se dicono che cucina da solo”…e via così…
Alla fine dell’estenuante giornata di installazione (compresa di montaggio di una cappa professionale e di un mantenitore di temperatura), seduti a tavolino davanti ad un calice di Prosecco bello fresco, il rivenditore ed installatore ci ha candidamente confessato che “se mai vi balenasse l’idea di cambiarlo (il forno) vi prego, vi scongiuro andate da qualcun altro! Non ho mai faticato tanto in vita mia!” Per la cronaca, la "bestia" di 2 quintali l’hanno dovuta portare fino al 3^ piano senza poter usare l’ascensore…
E quindi eccomi qui con una delle prime ‘creature’ del mio ancora semi-sconosciuto Vulcano (è il nome che gli ho dato io).


Il mio danubio è fatto con Favorito, il mio lievito madre, con l’aggiunta di un pizzico di lievito compresso. Il ripieno invece c’ha la mortadella.
Gli ingredienti sono quelli proposti nella sfida, con la sola aggiunta del parmigiano.
Il procedimento invece è un pochino differente, nel senso che ho utilizzato il mio Favorito dopo due giorni di rinfreschi ed ho fatto un pre-impasto aggiungendo una parte di farina e latte.
Ho fatto lievitare per 4 ore dentro a Tiepidino (il mantenitore), quindi ho proceduto all’impasto finale.
Ho lasciato puntare l’impasto per un’ora circa, ho diviso l’impasto in pezzi da circa 100 g, ho formato le palline e le ho messe a puntare per un’altra ora.
Ho ripreso le palline, le ho pirlate nuovamente e ho inserito in ognuna un cubetto di mortadella.
Un rapido passaggio nel tuorlo d’uovo e poi nel sesamo e semi di papavero alternativamente. Messe nella teglia e poi a lievitare per 2 ore.
Infine in forno et voilà!

Un abbraccio,
Valeria

MTC- Il Danubio...Bolognese, ovvero "il Reno Blu" di Sandra

"Dall'Austria a Napoli, un giretto a Bologna poteva andare": e chi avrebbe osato fare un simile invito, se non la viaggiatrice più appassionata, più informata, più incallita dell'emmetichallenge intero? 
Tanto per non smentirci, ora è in Oman: è partita ieri, tenendoci per un po' in ambasce, con notizie dall'estero che sembravano non promettere nulla di buono. Ma siccome niente la può fermare e- grazie al cielo- si è tutto rasserenato, ha imbarcato valigie e attrezzatura fotografica, pronta a regalarci un'altra sfilza di emozioni, una dietro l'altra. Leggerà i vostri commenti al ritorno e quindi non aspettatevi risposte immediate: mea culpa, ovviamente, che non son riuscita a pubblicare per tempo una ricetta arrivata con tutto l'anticipo di questo mondo e che gridava "pubblicami", da tanto è buono.  Lo faccio ora, col capo cosparso di cenere, una precisazione e una promessa: la precisazione riguarda la ricetta, otorto collo fuori concorso, perchè le dosi del Danubio non sono quelle di Tery, come invece prescritto dalla dura legge dell'MTC di questo mese. La promessa, invece, è quella del premio - l'epitaffio, come lo chiama Sandra, a cui tiene sopra ogni cosa: stavolta, non te lo toglie nessuno. :-)

Danubio bolognese ovvero « Reno blu »di Sandra

"Mi piaceva l'idea di dare un nuovo contributo all'MTChallenge ma proprio non ho tempo.Ho aprofittato cosi' della vista di amici che adorano la mia crescente bolognese ed ai quali dovevo offrire un aperitivo ed una lampadina si é accesa ,e mi sono detta se facessi il Danubio bolognese?Dall'Austria,a Napoli ,un giretto a Bologna poteva andare;-)E cambiamogli pure nome..da Bologna passa il Reno ,non é blu ma lo posso immaginare tale:-)

IL RENO BLU


Ingredienti per la pasta

500 gr di farina forte(W320/350) ho usato Rieper gialla
80 gr di strutto
2 uova
200 gr di latte
12 gr di lievito di birra
10 gr di sale fino
20 gr di zucchero
300 gr di prosciutto crudo tagliato piccolissimo
2/3 cucchiai di aghi di rosmarino tritati
pepe



Preparazione

Impastare 70 gr di farina con 40 gr di acqua tiepida e il lievito.Far riposare per 35 minuti.Mescolare con la frusta K la farina con le uova e poco latte, quel tanto che serve ad ottenere un impasto duro, senza lavorare troppo.Far riposare 25 minuti(questo riposo è utile per ottenere la formazione della maglia glutinica in maniera più veloce ed ottimale)
Unire il panetto lievitato con l'impasto e lavorare con la K per 3 minuti, mettere poi il gancio ed unire il latte rimasto poco alla volta, lo zucchero e lavorare a velocità 2.Fare incordare e continuare finche' l'impasto non sara' ben lucido ed elastico .
Aggiungere lo strutto a pezzetti poco per volta, lavorare finchè la pasta non diventa nuovamente elastica e liscia, se occorre aggiungere ancora poco latte.Aggiungere poi il prosciutto,il pepe e gli aghi di rosmarino e lavorare di nuovo per fare amalgamare perfettamente gli ingredienti alla massa.
Fare riposare almeno una mezz'oretta quando comincia a “muoversi” mettere a lievitare in frigo per 5 ore(avvolto in sacchetti di plastica sigillati). Riprendere l'impasto.Sgonfiarlo un po’ ,fare un salsiciotto e tagliare delle noci di pasta grandi circa come una peschina.Roteare fra le mani per rendere i pezzetti ben sferici ,dopo aver formato delle palline con chiusura sotto .
Mettere le palline in una teglia da 26cm foderata con carta forno (fondo con carta contorni imburrati) ,mettendole vicine ma non attaccate.
Se si vuole un Danubio alto si metteranno piu’ vicine, più staccate se lo si vuole meno alto.Fare lievitare 2 ore e trenta circa.(le mie saranno state distanziate di circa ½ cm)
Spennellare con uovo sbattuto con poco latte e 1 pizzico di sale, infornare a 170° per 45 minuti.
Il grande complimento che mi é stato fatto dagli ospiti che lo hanno degustato oggi é stato :sembra uno stupendo panettone tanto é soffice."

Bacio ad Ale ed a Daniela!!Siete formidabili!!!

Sandra

sabato 5 marzo 2011

MTC di Marzo: la ricetta della sfida è....

ricetta sfida mtc marzo

Il Danubio


Mancava, su, diciamocelo: dopo un menu completo fra primi, secondi, contorni, uova e dessert , non potevamo rinviare più in là l'appuntamento con un lievitato. Meno che mai quando la vincitrice della sfida è una come Tery, che ama avere le mani in pasta- e se questa lievita, ancora di più. Ci abbiamo studiato un po', a dire il vero, perchè volevamo comunque mantenere un legame con la terra d'origine della nostra Giudice, calabrese trapiantata a Milano e, dopo aver scartato un po' di proposte, complici i mali di questa stagione sempre troppo incerta, samo finite a parlare delle meravigliose focacce e dei sublimi pani ripieni che si fanno al Sud: da lì ad arrivare al Danubio il passo è stato breve e vi assicuro che siamo davvero soddisfattissime di questa scelta, che ci sembra perfetta per la nostra sfida. 
Tery ha scritto un post dettagliatissimo, con tanto di fotogrammi e spiegazione passo passo, sia per chi è dotato di impastatrice, sia per chi , per scelta o necessità, va di "olio di gomito": in entrambi i casi, le spiegazioni sono degne del miglior testo di panificazione, tant'è che, se anche non siete fra i partecipanti, il nostro consiglio è di fare comunque tesoro dei suoi suggerimenti. L'invito vale a maggior ragione per quelli dell'emmetichallenge, assieme alle regole di questa tornata

a. ingrediente obbligatorio: l'impasto. Anche se decidete di optare per la versione dolce, mantenete sempre ingredienti e dosi dell'impasto proposto da Tery e che trovate qui

b.procedimento obbligatorio: la lievitazione, ovviamente. Potete usare il lievito che preferite, ma vogliamo vedere un composto lievitato, non focaccine piatte o pani azzimi, per capirci.
Ovviamente, le nostre amiche Gluten Free possono scegliere di sostituire la farina di grano con quello che preferiscono, senza limitazioni di sorta. 

invece, avete libertà assoluta

-sul ripieno: qualsiasi cosa. Dolce, salato, agrodolce, piccante, etnico, fusion, tutto quello che vi viene in mente, di più o meno vagamente commestibile, è ammesso.
-sulla forma: non trascurate questo particolare, perchè può essere uno spunto davvero interessante, anche sul fronte delle sperimentazioni (la cottura, per esempio)

c. tempi: dalle 00 del 13 marzo alle 24.00 del 28 marzo. Per gli anche no, basta la solita mail a "mtchallenge@gmail.com", anche prima della data d'inizio, che intanto ci pensiamo noi a pubblicarla entro i termini corretti. Le ricette che arriveranno dopo il 28, invece, parteciperanno fuori concorso. Il 1 Aprile (serissime) pubblicheremo premi e proclameremo il vincitore e il 5 via di nuova ricetta etc etc, lungo la spirale infinita di questa sfida

d. come sempre, la nostra giurata incorruttibile inflessibile, implacabbbile questo mese è Tery, che ringraziamo sin d'ora per il mazzo tanto l'impegno profuso: temo che sia stata la vincitrice a cui è stato concesso meno tempo di tutti per festeggiare, ma ha un tale entusiasmo e una tale grinta che prevedo un altro grande emmetichallenge, anche questo mese. 

e. Il banner, per questo mese, è questo qui

mtc- banner marzo

Quindi, come sempre: lasciateci qui sotto il link alle vostre ricette, appena le pubblicate (NON prima del 13, mi raccomando) e per ogni altro dubbio, siamo sempre qui
Buona Sfida
Ale, Dani & Giorgia
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