Appello ai posteri: se mai qualcuno volesse ricercare una prova dell'abnegazione con cui seguo questo blog, questo post fa per lui. Lo stesso dicasi per chi volesse ricercare prove di deliri informatici et similia, visto che stamattina rispondo di me ancor meno del solito e questo per colpa di una sonora indigestione di champagne che, sia chiaro, è cosa ben diversa dalla volgare sbornia. A parte i postumi, che sono gli stessi...
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martedì 13 dicembre 2011
Il Christmas Cake e.... Belin, che sbornia!
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lunedì 6 giugno 2011
Cranberries Bread- e il ritorno delle (St)Renne
...con uno speciale sui frutti rossi, per salutare l'estate che arriva. Qui si è annunciata con una tromba d'aria, a dire la verità, grazie alla quale al momento mia madre ci ha rimesso un vetro della porta finestra che dà sul mare e un po' di vasi sparsi, mia suocera mezza persiana e e io la piega fatta ieri che sarebbe dovuta durare intonsa almeno fino a giovedì: e se a qualcuno venisse in mente di commentare con un "non c'è più la mezza stagione", sarà meglio che cambi blog, subito.
(battute idiote a parte, visto che scrivo sotto un mezzo diluvio, in una città dove purtroppo si è abbonati alle disastrose conseguenze dei capricci del tempo, speriamo davvero che i danni si fermino qui)
Frutti rossi, si diceva- e cioè ciliegie, fragole e frutti di bosco tout court, anche quelli che tendono al blu, ma si sa che qui sopra, almeno per la metà che mi riguarda, l'abbinata rosso e blu è puro piacere sempre- e tanto meglio se riguarda anche il palato. Ovviamente, trattandosi delle solite Strenne ( gli Assaggi di Viaggio, la Stefania, la Eli/Fla e la Mapi), sarà d'obbligo aspettarsi di tutto, da oggi alla fine del mese, quando ce ne andremo in vacanza
CRANBERRIES BREAD
Propriamente, le sour cherries sarebbero le amarene: e siccome non c'è più la mezza stagione, qui ne siamo letteralmente invasi. Ragion per cui, avrei potuto anche restar fedele alle consegne, se non fosse stato per un dettaglio: che le sour cherries in questione si intendono "dried", secche- e allora, tanto valeva rivolgersi alle scorte della dispensa e iniziare a trovare una collocazione al mezzo kg di cranberries ancora giacente sugli scaffali. Con tutta che la dose prevista è di soli 80 g, sono riuscita a farli fuori tutti: un po' per il mio perfezionismo malato, per cui finchè una cosa non mi riesce come dico io, non mollo la preda; e un po' perchè questo pane ha miracolosamente incontrato i gusti della creatura, che se lo mangia a colazione con un bello strato di miele sopra. In pratica, quello che vedete nella foto è il sesto o settimo pane che sforno- e posso dire che finalmente sono soddisfatta, tanto della lievitazione quanto della cottura. Il problema, ora, è smaltire le scorte nel freezer...
350 g di farina bianca
150 g di farina di segale, meglio se macinata a pietra
80 g di amarene disidratate (io ho usato i cranberries)
2 cucchiaini di sale
15 g di lievito fresco
circa 300 ml di acqua fredda
Procedimento per l'impasto a mano:
mettere le farine, le amarene e il salse in una grossa ciotola e mescolarle. Fare un buco al centro. Mettere il lievito sbriciolato e metà dell'acqua in una ciotola più piccola e mescolare fino a quando non diventa liscio. Versarlo poi nell'incavo praticato nelle farine, aggiungere la restante acqua e poi gradatamente aggiungere le farine, fino a formare un impasto soffice ma non appiccicoso. Se vi sembra troppo appiccicoso, aggiungete della farina bianca, un cucchiaio alla volta. Se invece è troppo secco e asciutto, con le briciole nel fondo della ciotola, aggiungete acqua, un cucchiaio alla volta
Trasferite l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e impastate per almeno dieci minuti, per renderlo liscio ed elastico. Rimettere l'impasto nella ciotola, coprire con un telo e far lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (circa due ore)
Scoprire l'impasto, abbatterlo e metterlo nuovamente sul piano di lavoro leggermente infarinato. Impastare delicatamente, dando la forma di un ovale. Partendo dalla metà dell'ovale, premendo con il palmo della mano, stendere l'impasto e arrotolarlo sull'altra metà, in modo da formare un salsicciotto, di circa 25 cm di lunghezza. Farlo lievitare per un'altra ora, coperto, fino al raddoppio.
Scoprire e incidere la superficie con dei tagli trasversali. Far cuocere a 220° per 15 minuti e poi a 190° per altri 10- 15 minuti, fino a quando la superficie è dorata e battendo sul fondo del pane "suona vuoto". Sfornare e far raffreddare su una gratella.
Note mie
1. come vi sarete accorti dalla lista degli ingredienti, non si tratta di un pane dolce. Quindi, ha una gamma di utilizzi molto ampia: noi lo troviamo perfetto per la colazione del mattino, con marmellate e mieli, ma starebbe bene anche in accompagnamento di formaggi o carni come il maiale o l'anatra o la selvaggina in genere
2. per quanto riguarda la farina bianca, in assenza di indicazioni, ho usato metà manitoba e metà farina 0- biologica, specifica per il pane, comprata alla Lidl.
3. ho aggiunto un cucchiaino raso di zucchero al composto di lievito e acqua, per accelerare la lievitazione
4. a differenza di quanto indicato nella ricetta, ho usato acqua tiepida, sia per sciogliere il lievito che per impastare.
5. Ho lavorato con il Kenwood: con la frusta K fino all'incordatura (pochi minuti); poi con la frusta gancio, per circa 10 minuti, a bassa velocità. L' impasto si incorda facilmente, anche perchè la percentuale di idratazione è "ragionevole"
6. Dopo la prima lievitazione, ho abbattuto l'impasto e reimpastato sul piano di lavoro, a mano, facendo un giro di pieghe.
7. Con questo impasto, si riempiono due stampi da cake della capienza di 750 ml, se si preferisce usare quelli. Altrimenti, si segue la ricetta e si lascia il pane su una teglia da biscotti. In entrambi i casi, la seconda lievitazione va fatta nella teglia, meglio se rivestita di carta da forno.
8. Temperatura e tempi di cottura sono ok, ma nel mio forno (modalità statica) ho dovuto mettere una teglia piena d'acqua, per creare la giusta umidificazione.
9. Appena sfornato, sformatelo subito, per evitare che l'umidità renda il vostro pane molliccio.
10. Tagliatelo a fette e conservatelo in freezer, se non lo consumate subito. Bastano pochi minuti in forno caldo ma spento per fargli riprendere la giusta sofficità.
11. Dimenticavo: è profumatissimo...
Veloce ripasso per chi si fosse perso il calendario delle (St)Renne: lunedì da noi, martedì dagli Assaggi di Viaggio,, mercoledì da Stefania, Giovedì da Eli/Fla e Venerdì da Mapi: promettono sfracelli, quindi non perdetevi neppure un appuntamento!
Buona settimana
Ale
2. per quanto riguarda la farina bianca, in assenza di indicazioni, ho usato metà manitoba e metà farina 0- biologica, specifica per il pane, comprata alla Lidl.
3. ho aggiunto un cucchiaino raso di zucchero al composto di lievito e acqua, per accelerare la lievitazione
4. a differenza di quanto indicato nella ricetta, ho usato acqua tiepida, sia per sciogliere il lievito che per impastare.
5. Ho lavorato con il Kenwood: con la frusta K fino all'incordatura (pochi minuti); poi con la frusta gancio, per circa 10 minuti, a bassa velocità. L' impasto si incorda facilmente, anche perchè la percentuale di idratazione è "ragionevole"
6. Dopo la prima lievitazione, ho abbattuto l'impasto e reimpastato sul piano di lavoro, a mano, facendo un giro di pieghe.
7. Con questo impasto, si riempiono due stampi da cake della capienza di 750 ml, se si preferisce usare quelli. Altrimenti, si segue la ricetta e si lascia il pane su una teglia da biscotti. In entrambi i casi, la seconda lievitazione va fatta nella teglia, meglio se rivestita di carta da forno.
8. Temperatura e tempi di cottura sono ok, ma nel mio forno (modalità statica) ho dovuto mettere una teglia piena d'acqua, per creare la giusta umidificazione.
9. Appena sfornato, sformatelo subito, per evitare che l'umidità renda il vostro pane molliccio.
10. Tagliatelo a fette e conservatelo in freezer, se non lo consumate subito. Bastano pochi minuti in forno caldo ma spento per fargli riprendere la giusta sofficità.
11. Dimenticavo: è profumatissimo...
Veloce ripasso per chi si fosse perso il calendario delle (St)Renne: lunedì da noi, martedì dagli Assaggi di Viaggio,, mercoledì da Stefania, Giovedì da Eli/Fla e Venerdì da Mapi: promettono sfracelli, quindi non perdetevi neppure un appuntamento!
Buona settimana
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venerdì 11 giugno 2010
Odio l'estaaateeee- cranberries muffins (senza zucchero e senza burro)
di Alessandra
Come da titolo
Come da titolo
Chi mi conosce lo sa- e pertanto mi evita, se non proprio da giugno a settembre, quanto meno dall'esplosione del caldo fino allo spuntare dei primi cardigan di cotone. Io, in compenso, mi ingrugnisco da maggio, alla prospettiva che, anche quest'anno, mi toccherà: mi toccherà scoprirmi, mi toccherà abbronzarmi, mi toccherà stare nella corrente, rovinarmi la piega già sulla soglia del parrucchiere, dormire sopra le lenzuola, arrendermi al fare niente dalla pausa pranzo alle quattro, quando il sole non accenna a scendere da dove è e il mio umore non ne vuole sapere di risalire, almeno un po' più su delle caviglie dove si attesta imperterrito per tutta la stagione.
Oltretutto, non posso nemmeno ricorrere al Remedium Omnium Malorum, perchè di accendere il fuoco nemmeno se ne parla- e il forno, per carità: per cui, mi avvio a tre mesi di tristezza, umorale, culturale e culinaria, e lo faccio sparandovi le ultime cartucce, ops, le ultime creazioni, prodotto di una razzìa di cranberries fatta ieri alla LIDL, insieme a noci pecan, marshmallows bianchi e quantità industriale di burro d'arachidi a cui per altro sono allergica ma mi spiegate che razza di spesa made in iu-es-ei che sarebbe stata, se lo avessi lasciato lì?
In ogni caso, come ogni canto del cigno che si rispetti, sono fra i muffins migliori che abbia mai fatto: umidi, morbidi, gustosissimi- e questo a fronte della pressocchè totale assenza di burro e di zucchero: un mezzo miracolo, insomma, che ha avuto il potere di risollevarmi l'umore, ieri sera appena sfornati e stamattina per colazione.
Lungi da me ogni nota polemica, ma se c'è una cosa facile da fare a questo mondo, sono i muffins. Non a caso, sono uno dei pilastri di una pasticceria essenziale come quella statunitense, dove non è prevista nessuna particolare abilità: prova ne è che il vero segreto perchè i muffins crescano è che l'impasto non va mescolato troppo. A questo proposito, quello che mi ha sempre fatto più sorridere è che questo trucco è di provenienza tutta italiana: con tutta che avrò sfornato e visto sfornare centinaia di teglie di muffins, in America, mai ho sentito qualche statunitense raccomandare di non lavorare troppo il composto da crudo. E questo per il semplice motivo che questi sono dolcetti veloci, per definizione e, per altrettanta definizione, alla portata di tutti. In ogni caso, i miei segreti sono questi
1. farina autolievitante. ha il potere di spazzar via in un colpo ogni eluvcubrazione su bicarbonato sì/bicarbonato no, baking powder, cremor tartaro e così via. La dose di lievito è incorporata e funziona perfettamente
2. ingredienti liquidi da una parte, ingredienti solidi dall'altra, mischiati rapidamente, fino a quando entrambi i composti si sono perfettamente amalgamati
3. cottura leggermente indietro: nel mio forno, 180 gradi, ventilato, per una ventina di minuti. Lo stecchino deve risultare umido, non asciutto.
per 12 muffins occorrono
2 uova
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di zucchero semolato
3 cucchiai di olio vegetale (ho usato l'olio d'oliva leggero)
185 ml di latte
250 g di farina autolievitante (oppure due cucchiaini di lievito)
estratto di vaniglia
150 g di cranberries
1 mela verde
Accendere il forno a 180 gradi
In una ciotola, sgusciare le uova, sbatterle leggermente e aggiungere il latte, l'olio e il miele.
In un'altra, mescolare la farina, eventualmente il lievito, lo zucchero, i cranberries e mezz mela grattugiata.
Unire i due composti, amalgamarli, aggiunger el'estratto di vaniglia e riempire per tre quarti gli stampi. Tagliare a fettine l'altra metà della mela e disporle sulla sueprficie di ciacun dolcetto (io non l'ho fatto: sono allergica anche a quelle, meno ne mangio e meglio è).
Infornare per una ventina di minuti
Buona giornata
ale
Oltretutto, non posso nemmeno ricorrere al Remedium Omnium Malorum, perchè di accendere il fuoco nemmeno se ne parla- e il forno, per carità: per cui, mi avvio a tre mesi di tristezza, umorale, culturale e culinaria, e lo faccio sparandovi le ultime cartucce, ops, le ultime creazioni, prodotto di una razzìa di cranberries fatta ieri alla LIDL, insieme a noci pecan, marshmallows bianchi e quantità industriale di burro d'arachidi a cui per altro sono allergica ma mi spiegate che razza di spesa made in iu-es-ei che sarebbe stata, se lo avessi lasciato lì?
In ogni caso, come ogni canto del cigno che si rispetti, sono fra i muffins migliori che abbia mai fatto: umidi, morbidi, gustosissimi- e questo a fronte della pressocchè totale assenza di burro e di zucchero: un mezzo miracolo, insomma, che ha avuto il potere di risollevarmi l'umore, ieri sera appena sfornati e stamattina per colazione.
Lungi da me ogni nota polemica, ma se c'è una cosa facile da fare a questo mondo, sono i muffins. Non a caso, sono uno dei pilastri di una pasticceria essenziale come quella statunitense, dove non è prevista nessuna particolare abilità: prova ne è che il vero segreto perchè i muffins crescano è che l'impasto non va mescolato troppo. A questo proposito, quello che mi ha sempre fatto più sorridere è che questo trucco è di provenienza tutta italiana: con tutta che avrò sfornato e visto sfornare centinaia di teglie di muffins, in America, mai ho sentito qualche statunitense raccomandare di non lavorare troppo il composto da crudo. E questo per il semplice motivo che questi sono dolcetti veloci, per definizione e, per altrettanta definizione, alla portata di tutti. In ogni caso, i miei segreti sono questi
1. farina autolievitante. ha il potere di spazzar via in un colpo ogni eluvcubrazione su bicarbonato sì/bicarbonato no, baking powder, cremor tartaro e così via. La dose di lievito è incorporata e funziona perfettamente
2. ingredienti liquidi da una parte, ingredienti solidi dall'altra, mischiati rapidamente, fino a quando entrambi i composti si sono perfettamente amalgamati
3. cottura leggermente indietro: nel mio forno, 180 gradi, ventilato, per una ventina di minuti. Lo stecchino deve risultare umido, non asciutto.
per 12 muffins occorrono
2 uova
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di zucchero semolato
3 cucchiai di olio vegetale (ho usato l'olio d'oliva leggero)
185 ml di latte
250 g di farina autolievitante (oppure due cucchiaini di lievito)
estratto di vaniglia
150 g di cranberries
1 mela verde
Accendere il forno a 180 gradi
In una ciotola, sgusciare le uova, sbatterle leggermente e aggiungere il latte, l'olio e il miele.
In un'altra, mescolare la farina, eventualmente il lievito, lo zucchero, i cranberries e mezz mela grattugiata.
Unire i due composti, amalgamarli, aggiunger el'estratto di vaniglia e riempire per tre quarti gli stampi. Tagliare a fettine l'altra metà della mela e disporle sulla sueprficie di ciacun dolcetto (io non l'ho fatto: sono allergica anche a quelle, meno ne mangio e meglio è).
Infornare per una ventina di minuti
Buona giornata
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