e un grazie di esistere alla Mapi e a questa ricetta di Federica, che fa un po' pendant col fudge al latte condensato, per facilità di esecuzione, rapidità di preparazione e soddisfazione finale. (e facciamo che di calorie, colesterolo, ciccia &brufoli se ne parla a gennaio, ok?)
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Visualizzazione post con etichetta natale. Mostra tutti i post
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mercoledì 5 dicembre 2012
mercoledì 14 novembre 2012
lunedì 19 dicembre 2011
Santa's Little Helper di Nigella... e la prima recita di Natale della creatura
A scanso di equivoci, stiamo parlando di parecchi anni fa. Dodici, per la precisione. E a dirla tutta, l'avevo rimossa. Me l'avete fatta venire in mente l'altro giorno, con il post della Via Crucis natalizia ed è da allora che rido, da sola o in compagnia, ogni volta che la racconto. Il che oggi avviene spesso, ma vi assicuro che per lungo tempo ho taciuto, asfaltata com'ero dai postumi della figura di mierda a cui sono abbonata da una vita e che ha nella figlia che mi ritrovo uno strumento infallibile, come ben sa il mio sistema nervoso.
martedì 13 dicembre 2011
Il Christmas Cake e.... Belin, che sbornia!
Appello ai posteri: se mai qualcuno volesse ricercare una prova dell'abnegazione con cui seguo questo blog, questo post fa per lui. Lo stesso dicasi per chi volesse ricercare prove di deliri informatici et similia, visto che stamattina rispondo di me ancor meno del solito e questo per colpa di una sonora indigestione di champagne che, sia chiaro, è cosa ben diversa dalla volgare sbornia. A parte i postumi, che sono gli stessi...
libri
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venerdì 24 dicembre 2010
Il nostro Pandolce e i nostri Auguri!
Il post che segue è stato pubbicato sullo Speciale di G2K, per cui se siete lettori della rivista è probabile che lo abbiate già letto. Tuttavia, fra le tante ricette che abbiamo preparato per queste feste, quella del Pandolce è, per noi Genovesi, la più natalizia di tutte e per questo abbiamo pensato ad una fetta di questo dolce, per salutarci e farci gli auguri. Menuturistico si prende una pausa lunga, fino al 5 gennaio, quando torneremo con la ricetta dell'mtchallenge. Non è esclusa una sortita prima di Capodanno, ma in questo momento, con il Natale alle porte e ancora tutto da fare, qualsiasi promessa in merito sconfinerebbe nello spergiuro. E quindi, ci salutiamo qui, facendovi tutti gli auguri più cari di questo mondo, di un Natale sereno e di un 2011 pieno di belle sorprese.
Auguri a tutti
Ale&Dani
CREPI L'AVARIZIA- IL PANDOLCE GENOVESE
Sia chiaro: la colpa non è nostra ma di chi, nel lontano 1728 ebbe ad ospitare a Genova Montesquieu. Nessuno sa che cosa sia successo, in quel breve soggiorno genovese, ma di certo il trattamento a lui riservato non dovette essere da cinque stelle se, al ritorno in patria, il grande filosofo si scagliò contro i miei avi, parlando della loro suprema avarizia e additando i nostri palazzi come la cosa più bugiarda del mondo: Vedete una casa superba e dentro ci trovate soltanto una vecchia domestica che fila. Invitarvi a pranzo? A Genova, è una cosa inaudita”
Poche frasi per rovinare la reputazione di un popolo che,fino ad allora, era sempre rimasto sul filo della misura, lasciando ogni volta gli stranieri sbalorditi per le tante meraviglie celate dietro sobrie facciate. Ma se è agli stranieri, Rubens su tutti, che la nostra opulenta discrezione deve la sua fama, è un dolce tutto genovese quello che la rappresenta da secoli: il pandolce.
Leggenda vuole che il Doge Andrea d'Oria avesse indetto un concorso fra i pasticceri della città alla ricerca di un prodotto che la rappresentasse al meglio: una sorta di testimonial ante litteram, che trovò in questo in questo scrigno ruvido all'esterno ma ricchissimo all'interno la più gustosa rappresentazione della genovesità.
La storia, invece, lo fa derivare dall'Oriente, e precisamente dalla Persia, da sempre sinonimo di seduzione e raffinata opulenza: era il dolce beneaugurale del Capodanno, offerto a corte dal più giovane dei sudditi. Nei secoli, è diventato il dolce tipico del Natale, ma le antiche usanze orientali sono rimaste: è ancora tradizione che sia il più piccolo di casa a portarlo in tavola ed il più vecchio a tagliarlo, dopo aver tolto il rametto di alloro o di ulivo, in segno di buon augurio. Un tempo, la prima fetta era per il primo povero che avrebbe bussato alla porta di casa, mentre la seconda si teneva da parte per mangiarla, un pezzetto per uno, il 3 febbraio, il giorno di San Biagio, protettore della gola, come antidoto contro i malanni dell'inverno.
Due sono le versioni del Panduce: una alta, la più antica, prodotto di una lievitazione naturale, ed una bassa, il Pandolce vecchio, che, a dispetto del nome tradisce l'età più recente con la presenza del lievito chimico. Gli ingredienti sono grosso modo gli stessi, i tempi di preparazione no: la seconda versione è più veloce, mentre per realizzare la prima sono necessarie molte ore, anche perchè più lenta è la lievitazione, migliore è il risultato finale. Lo sapevano bene le Genovesi di una volta, che andavano a dormire portandosi a letto l'impasto e sistemandolo al caldo, sotto le coperte, vicino al “prete”, la struttura in legno che conteneva lo scaldino. Sul perchè del nome, però, non è lecito fare domande: l'ho detto, no?, che noi Genovesi siamo discreti...
PANDOLCE BASSO
500 g di farina
200 g di burro morbido a pezzetti
200 g di uvetta
150 g di zucchero
50 ml di acqua e fiori d'arancio
50 g di arancia e cedro canditi
50 g di pinoli
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
Impastate la farina, lo zucchero, l'acqua di fiori d'arancio, il burro e le uova, fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungete poi l'uvetta ammollata in acqua tiepida e ben strizzata, i canditi e i pinoli e amalgamateli bene. Per ultimo, aggiungete il lievito e di nuovo impastate, dando la forma di un pane rotondo. Praticate un taglio a croce sulla superficie e infornate a 180° per 40 minuti.
giovedì 9 dicembre 2010
Per chi ancora non ne avesse piene le scatole....
di Alessandra
...ieri ho riempito le mie, con i biscotti di Natale.
Pare che siano specialità di Basilea.
300 g di mandorle tritate finissime, 300 g di zucchero, 3 albumi, 100 g di cioccolato fondente.
Fondere il cioccolato e lasciarlo intiepidire. Mescolare le mandore con lo zucchero; montare gli albumi a neve ferma e unire il composto mandorle e zucchero, poi il cioccolato fuso. Risulta un impasto consistente ed appicicoso. Fare riposare un po' ial fresco. Stenderlo con il matterello allo spessore di 5 mm; per facilitarsi il lavoro, mettere il pastone tra due fogli di carta da forno spolverati di zucchero a velo. Ritagliare dei cuoricini, rimpastare i ritagli e ricominciare. Mettere i cuoricini su una piastra da forno foderata con l'apposita carta e lasciarli asciugare mezza giornata. Scaldare il forno a 200° - 220° e cuocerli cinque- dieci minuti : non devono assolutamente brunire
...ieri ho riempito le mie, con i biscotti di Natale.
Noi siamo "quelli dell'otto dicembre": albero, presepe, prima cioccolata di Natale e biscotti- e pure sempre gli stessi: un po' per tradizione, un po' perchè nella frenesia del periodo mi ci manca solo di impantanarmi in qualche ricetta sbagliata e un po' perchè in questo modo ricordo un'amica cara, Alda Muratore, che dopo mia madre è la persona da cui, in cucina, ho imparato di più.
Ier, però, ha fatto eccezione perchè, nel bel mezzo dei preparativi, mi sono accorta di non avere nemeno una goccia di latte. E siccome l'otto-dicembre-non-è-l'otto-dicembre-senza-la-cioccolata, mi sono rassegnata ad uscire a comprarlo. "che intanto, chi vuoi che ci sia, in giro a quest'ora, la mattina dell'Immacolata"
Il mondo, c'era. tutti con carrelli pieni da far paura, tutti forsennati come se invece che alla LIDL fossimo ai saldi di Harrods, nessuno che ti facesse saltare un posto in coda, alla faccia dei tuoi due litri di latte e dei loro carrelli da "Natale nel bunker".
E quindi, vi lascio immaginare l'umore quando, due ore dopo, di fronte alla conta degli ingredienti, mi accorgo con orrore che manca il miele di castagno per i quadrotti di panpepato: anzi, vi salto anche tutti i passaggi, compreso il "ma intanto, chi vuoi che ci sia in giro a quest'ora, a mezzogiorno dell'Immacolata" e il contagio da spesa natalizia che alla fine ha preso anche me, per cui fra un "toh, i cranberries secchi" e un " uhhh, i marrong glacè rotti" sono rientrata in casa con quattro sacchetti pieni di roba. Praticamente, ho preso tutto. A parte il miele, ovviamente....
KIPFERLN o MEZZALUNE ALLA VANIGLIA (alda muratore)
250 g farina, 1 tuorlo, la raschiatura dell'interno di una stecca di vaniglia, 80 g zucchero fine 100 g mandorle tritate, 200 g burro. Zucchero a velo e zucchero vanigliato (l'ideale sarebbe quello fatto da sé chiudendo in un barattolo zucchero a velo e una stecca di vaniglia).
Si impastano insieme gli ingredienti, tranne lo zucchero a velo e quello vanigliato, si lascia riposare la pasta al fresco un'oretta. Poi si divide in pezzetti grandi come una grossa noce e da ciascun pezzetto si ricava un cilindretto, più 'grasso' nel centro e più affilato alle estremità (ma non a punta) e si piega a cornetto. Si cuociono a 180° una quindicina di minuti, non devono brunire, e si cospargono ancora caldi con lo zucchero a velo mescolato con lo zucchero vanigliato.
Si impastano insieme gli ingredienti, tranne lo zucchero a velo e quello vanigliato, si lascia riposare la pasta al fresco un'oretta. Poi si divide in pezzetti grandi come una grossa noce e da ciascun pezzetto si ricava un cilindretto, più 'grasso' nel centro e più affilato alle estremità (ma non a punta) e si piega a cornetto. Si cuociono a 180° una quindicina di minuti, non devono brunire, e si cospargono ancora caldi con lo zucchero a velo mescolato con lo zucchero vanigliato.
CIOCCOLATA ALLA VIENNESE O CIOCCOLATA cALDA
Il "trucco" è usare cioccolato fondente, e non il cacao.
Cioccolata calda (Alda): per 4 persone: fondere 200 gr di cioccolato fondente in 10 cl di latte,rimescolare bene. A parte scaldare 80 cl di latte con 1 cucchiaio di zucchero, versare sul
cioccolato e battere 5 minuti, per amalgamare e 'alleggerire'. Se si desidera guarnirla:
raschiare l'interno di una stecca di vaniglia, mescolare a 80 gr di panna e montare con 30 gr
di zucchero a velo. Guarnire ogni tazza con la panna. La stessa cioccolata è ottima anche
senza panna, con un pizzico di cannella. Naturalmente le dosi di zucchero possono essere
ridotte.
raschiare l'interno di una stecca di vaniglia, mescolare a 80 gr di panna e montare con 30 gr
di zucchero a velo. Guarnire ogni tazza con la panna. La stessa cioccolata è ottima anche
senza panna, con un pizzico di cannella. Naturalmente le dosi di zucchero possono essere
ridotte.
CUORICINI DI MANDORLE
(senza farina)
(senza farina)
Pare che siano specialità di Basilea.
300 g di mandorle tritate finissime, 300 g di zucchero, 3 albumi, 100 g di cioccolato fondente.
Fondere il cioccolato e lasciarlo intiepidire. Mescolare le mandore con lo zucchero; montare gli albumi a neve ferma e unire il composto mandorle e zucchero, poi il cioccolato fuso. Risulta un impasto consistente ed appicicoso. Fare riposare un po' ial fresco. Stenderlo con il matterello allo spessore di 5 mm; per facilitarsi il lavoro, mettere il pastone tra due fogli di carta da forno spolverati di zucchero a velo. Ritagliare dei cuoricini, rimpastare i ritagli e ricominciare. Mettere i cuoricini su una piastra da forno foderata con l'apposita carta e lasciarli asciugare mezza giornata. Scaldare il forno a 200° - 220° e cuocerli cinque- dieci minuti : non devono assolutamente brunire
A causa di feroce idiosincrasia per le forme a cuore, ho usato un tagliabiscotti a stella, che mi è servito anche per fare i
BISCOTTI SPEZIATI (ALDA)
per la glassa, qui
Biscotti speziati (Alda):
500 g farina, 250 g burro, 100 g pasta di mandorle (marzapane), 1 uovo, 300 g zucchero, spezie a piacere.
Impastare bene gli ingredienti - nel robot di cucina viene benissimo, e si evita anche il riposo. A mano la pasta di scalda, meglio farla riposare un po' al fresco, avvolta in pellicola trasparente.
Stendere la pasta, non eccessivamente sottile, ritagliare le figure. Cuocere - su teglia rivestita di carta da forno - una decina di minuti a 180°.
LEBKUCHEN (Ingrid K.)
BISCOTTI SPEZIATI (ALDA)
per la glassa, qui
Biscotti speziati (Alda):
500 g farina, 250 g burro, 100 g pasta di mandorle (marzapane), 1 uovo, 300 g zucchero, spezie a piacere.
Impastare bene gli ingredienti - nel robot di cucina viene benissimo, e si evita anche il riposo. A mano la pasta di scalda, meglio farla riposare un po' al fresco, avvolta in pellicola trasparente.
Stendere la pasta, non eccessivamente sottile, ritagliare le figure. Cuocere - su teglia rivestita di carta da forno - una decina di minuti a 180°.
LEBKUCHEN (Ingrid K.)
250 gr zucchero
6 uova
500 gr miele
500 gr farina 00
500 gr farina integrale
10 gr cannella in polvere
10 chiodi di garofano in polvere
buccia di limone
30 gr bicarbonato
per la decorazione: 100 gr mandorle; frutta candita; 1 albume per la copertura
Sbattere leggermente uova e zucchero sul fornello ed aggiungervi il miele, riscaldato anch'esso. Mescolare il tutto con le due farine, le spezie, il bicarbonato ed impastare per bene. Far riposare per una notte in posto caldo.
il giorno seguente, spianare la pasta su un piano infarinato, allo spessore di mezzo cm.
Tagliare in rettangoli, spennellare di albume leggermente montato oppure latte . decorare con frutta candita, noci, mandorle etc e cuocere in forno a 180 gradi per 15 min.
Far raffreddare e conservare in scatole di latta per qualche giorno.
6 uova
500 gr miele
500 gr farina 00
500 gr farina integrale
10 gr cannella in polvere
10 chiodi di garofano in polvere
buccia di limone
30 gr bicarbonato
per la decorazione: 100 gr mandorle; frutta candita; 1 albume per la copertura
Sbattere leggermente uova e zucchero sul fornello ed aggiungervi il miele, riscaldato anch'esso. Mescolare il tutto con le due farine, le spezie, il bicarbonato ed impastare per bene. Far riposare per una notte in posto caldo.
il giorno seguente, spianare la pasta su un piano infarinato, allo spessore di mezzo cm.
Tagliare in rettangoli, spennellare di albume leggermente montato oppure latte . decorare con frutta candita, noci, mandorle etc e cuocere in forno a 180 gradi per 15 min.
Far raffreddare e conservare in scatole di latta per qualche giorno.
Preparati in metà dose (causa barattolo miele semivuoto), cotti in tarda serata, glassati a mezzanotte e fotografati stamattina
Buona giornata
Ale
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