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lunedì 14 gennaio 2013

Zuppa di carote con tahini e ceci croccanti

Di Daniela

Con il freddo intenso di questi giorni ditemi, vi viene in mente qualcosa di più piacevole da preparare di una bella zuppa calda e fumante?
"La zuppa mette il cuore a suo agio,  placa la violenza della fame, elimina la tensione della giornata, e risveglia e raffina l'appetito" e se non possiamo fidarci di Auguste Escoffier, di chi altro? 
Qui da me i primi morbidi e profumati  vanno per la maggiore, perchè in famiglia, dai più grandi ai più giovani, sono tutti  incredibilmente golosi di ciò che di solito non fa impazzire, specialmente i ragazzi: sono pazzi per le verdure, per la carne, per il pesce e sono stragolosi in particolare di minestre e brodo!
Quindi ovviamente cerco sempre di trovare qualche ricetta un po' diversa da aggiungere al mio quintetto preferito : ribollita, mes-ciüa , minestrone alla genovese, zimin e pasta e fagioli.... Ovviamente in questi anni ho arricchito incredibilmente la mia "collezione" di minestre e, con la complicità di Ale, le ho riportate qui sopra : ce ne sono di autori famosi, legate ad una particolare regione o ad uno specifico ingrediente, italiane, straniere, continentali ed esotiche...
Nel caso di questa zuppa mi hanno colpito, appena l'ho vista, il mix eccellente di ingredienti un po' medio orientali, ben bilanciati fra loro e soprattutto l'utilizzo, al posto dei soliti crostini di pane, dei ceci cotti e fatti saltare in padella, per dare una nota croccante al tutto.
Insomma per farla breve è una vera meraviglia!  Anche con questo piatto, grande successo presso il mio personale pubblico !

Zuppa di carote con tahini e ceci croccanti
di Deb Perelman 

zuppa carote

giovedì 22 luglio 2010

il mondo è fatto a scale...- Carote alla marocchina

di Alessandra


carote alla marocchina

L'altra sera, a Genova, il Conservatorio ha organizzato la Notte Bianca. E' un evento che si ripete da qualche anno e a cui noi partecipiamo con piacere. L'idea è deliziosa: una notte di musica, in una fusione totale con lo spazio, nel luogo più simbolico che, in questa notte, diventa un festoso crocevia di allievi ed insegnanti, dilettanti e professionisti, melomani incalliti e semplici appassionati che, per quella sera, si lasciano travolgere da quell'entusiasmo tutto speciale che solo la buona musica è in grado di suscitare.
Va da sè che la creatura ci vada a nozze, con questa manifestazione: in una famiglia dove gli orari esistono ancora, la prospettiva di potersene star fuori dal primo pomeriggio a notte fonda è una specie di miraggio, a cui si prepara due mesi prima, diramando inviti, scegliendo look e arginando sempre di più il tempo e gli spazi che vengono concessi a me e al marito. Dalla prima media a oggi, siamo passati dal poter arrivare alle otto e girare liberamente dappertutto a diktat imperiosi ("non prima delle undici") accompagnati da sbuffi stizziti ("come, alle dieci sei lì, uffa, sono l'unica ad avere questi genitori") e accordi sul filo di lana (" e va bene, arrivate alle dieci, ma almeno fate finta di non vedermi") e quest'anno non ha fatto eccezione.
Il rituale è iniziato nel pomeriggio, con il "non ho niente da mettermi", terminato due ore dopo nella boutique sotto casa, "perchè non posso mica sempre mettermi la borsa lilla... cosa vuol dire, che me l'hai regalata sabato? l'ho già messa domenica, non è più nuova!". E' proseguito con tutte le declinazioni del "sono orrenda, sono bruttissima, sono grassa" e si è felicemente concluso con l'approdo al conservatorio, lei alle sei, noi dopo Hell's Kitchen.
Tutto sembrava filare per il meglio: in fondo al viale, la musica contemporanea, sul palco Vivaldi, il jazz nel teatro e, tutt' intorno, l'atmosfera dei giorni di festa, senza pensieri, ansie, preoccupazioni.
Senonchè, mentre stavo chiacchierando con altre mamme, tutte arrivate alle dieci e mezza, tutte in rigoroso incognito, perchè se mi vede che la guardo è finita, ecco arrivare come un fulmine la creatura, piegata in due dal ridere.
"mamma....- risate- mamma...- risate alla seconda- mamma, marco... " e giù una cascata di risate, da non poterne più.


carote alla marocchina


Marco, ovviamente, è mio nipote, unica progenie di mia sorella, nonchè unico maschio di una famiglia che, dopo aver concimato per secoli le radici dell'albero genealogico, si è interrotta la scorsa generazione, con 4 inutili femmine, equamente divise fra mio padre e mio zio.
Sebbene la cosa non abbia tolto il sonno a nessuno, è probabile che Madre Natura ci sia rimasta male: anzi, mettiamola così: è certo che Madre Natura ci sia rimasta male. Perchè altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui abbia dotato mio nipote di tutti gli ormoni maschili in circolazione, a cominciare da quelli intonsi della generazione precedente in poi- e questo, praticamente, sin dalla nascita: se gli altri neonati sbavavano per via dei denti, lui lo faceva a causa delle forme procaci della sua baby sitter e se le altre mamme faticavano a scorgere i loro pargoli, nel mucchio dei maschietti che si azzuffavano all'asilo, mia sorella andava sempre a colpo sicuro: bastava intercettare le bambine più graziose e- zac- lo si individuava al primo colpo.
Nel computo del risarcimento danni, ovviamente, ci sta pure la cugina femmina, quasi coetanea, naturale catalizzatrice di amiche della sua età: ad essere precisi, mia figlia ha un anno e mezzo di più e quindi il "parco prede" è grosso modo della stessa età, ma se pensate che una manciata di mesi di differenza possa inibire siffatti ormoni, fate un torto al fiuto di cotanto cacciatore: non so dirvi a quale raggio di distanza arrivino i suoi sensori ma, finora, non è sfuggito nulla.
Fra i terreni di caccia più battuti, il Conservatorio occupa un posto di primo piano, complice la maggiore libertà di cui godono gli studenti e il parco che lo circonda: e quindi, cosa volete che conti essere stonato come una campana o non avere la minima idea della differenza che passa fra un diesis e un bemolle? "piatto ricco mi ci ficco" è l'unico imperativo a cui sottostanno gli ormoni di mio nipote e le colleghe musiciste della cugina non fanno eccezione, come dimostra questo stralcio di corteggiamento, carpito dalle orecchie della zia, agli inizi della prima media
" Vai anche tu in Conservatorio?" e
"Sì", aveva risposto quella, sbattendo le ciglia
" E, senti un po', fai anche solfeggio?"
"Sì, certamente"- altro battito di ciglia
" E cosa solfeggi, Si-La-Do?"
Neanche il tempo di intervenire con una sonora sgridata che la pulzella gli aveva già risposto "Si-si-la-mi-la-do", finendo dritta nel carniere delle vittime di cotanto fascino. Il tutto, naturalmente condito dalle risate di mia figlia che fanno da costante sottofondo a tutte le performance del cugino. Qualuqnque cosa lui faccia o dica, state certi che mia figlia riderà alle lacrime, innescando una pericolosissima reazione a catena, con lui che spara cavolate a raffica e lei che si asciuga le lascime, piegata in due dalle risate.
Ride anche stavolta, ma mio nipote non c'è: "mamma.....uhhhhhh che ridere.... mamma, marco.... uhhhh, non ce la faccio più...."
Siccome è contagiosa, dopo due minuti rido anch'io, metre le dico di piantarla e di dirmi cos'è successo
"Marco...è rimasto..... chiuso... nell'ascensore...ih-ih-ih"
Rido di meno
" Ma ora è fuori, vero?"
"Nooooo, ih-ih-ih- è ancora dentroooo"
Ve la ricordate, la Sandra Milo, quando urlava Ciro - Ciro? Ecco, toglietele trent'anni e tre kg di silicone e avrete una vaga idea delle condizioni della sottoscritta che, ansando per le scale, urlava "Marcoooo Marcooo" come una specie di ossessa.
L'ascensore è di quelli a chiusura ermetica, con tripla porta di acciaio, in puro stile cassaforte di Paperone. Lì davanti c'è un bidello, che sta urlando di spingere non so cosa e a fianco un altro, al telefono con i pompieri
"fatemi passare, c'è mio nipote chiuso lì dentro", sgomito, attirandomi sguardi a metà fra l'accusatorio e il compassionevole: dopodichè, comincio con quello che, a mio modo di vedere, è il Padre di tutti i discorsi incoraggianti
"marco, amore della zia, come ti senti? Stai bene? hai paura? ti manca l'aria? ti senti asfissiare?" Quando sto per chiedergli se teme che l'ascensore possa cadere nel vuoto e sfracellarsi al suolo, con lui dentro, arrivano i pompieri e, in meno di un secondo, si aprono le porte.
Mio nipote è illeso- e lo sono anche gli altri sette, tutti rigorosamente minorenni e tutti rigorosamente analfabeti, visto che ad ogni piano campeggia il divieto dell'uso dell'ascensore ai minori di 18 anni e a non più di tre persone. Ma guai a farglielo notare perchè, secondo loro, dove son saliti non c'era assolutamente nulla e poi il computo dei loro chili era inferiore a quello indicato come massimo.
Lo lascio al cazziettone del direttore e ad una fulgida carriera nel sindacato, mentre me ne torno in cortile, scendendo a piedi e ripensando ad una "dedica" che andava di moda ai miei tempi, quando sui diari delle compagne di classe si scriveva che "il mondo è fatto a scale, chi le scende e chi le sale/io ti auguro di tutto il cuore di salirle in ascensore". A patto che non si fermi, però....

CAROTE ALLA MAROCCHINA

carote alla marocchina

Rigorosa "non ricetta", adattissima in queste sere d'estate, ma perfetta anche come contorno a carni dal gusto dolce, agnello in primis. Questa è la versione cotta, che prevede di far saltare in padella delle carote con un po' di cipolla finemente affettata e di portarle a cottura con del brodo, a cui si sarà aggiunto del cumino (meglio se verde), del miele e del succo d'arancia. Si sevono tiepide, con una spruzzata di prezzemolo e di zeste d'arancia grattugiate all'istante. Per mezzo chilo di carote calcolate una cipolla, un cucchiaino di miele e il succo di mezza arancia (anche di più se preferite accentuarne il sapore) e mezzo cucchiaio di cumino, in polvere. Facile, veloce e buona: cosa volete di più?
ciao
alessandra




martedì 23 febbraio 2010

Sablè di Felder al parmigiano con tre variazioni


di Alessandra
English Version Below


sablè cumino limone


Bollettino medico di martedì, 23 febbraio, ore 7.00: teoricamente, sarei in piedi. Praticamente, sto ancora su un piede solo, con la non trascurabile differenza, rispetto ai giorni scorsi, che stavolta lo alterno. Vale a dire che, fino a mezz'ora fa, il piede malandato era il destro. Ora, dopo che una gruccia da pantaloni, de fero e rinforzata, è franata dritta dritta sul secondo dito del piede sinistro, zompetto per il corridoio, in stile Mino Damato sui carboni ardenti, ma senza l'espressione ascetica che aveva lui. Qui, di ascetico, ci stanno solo i santi che, ad uno ad uno, sto convocando direttamente dal Paradiso...
E comunque , la prima prova è stata superata: trattasi del famigerato aperitivo per la Festa Solenne dell'Ufficio che da almeno 5 anni vede la sottoscritta cooptata dal capo, in qualità di P.R. -da Pranzi&Rinfreschi a Pulisci&Risciacqua. Siccome sull'argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma siccome non ho voglia di marcirmi il sangue già alle 7 e un quarto del mattino, rinvio a momenti più allegri la rievocazione delle varie tappe che mi hanno condotto ai vertici di questa carriera e passo subito a raccontarvi la Sfida dell'Anno, vale a dire come preparare un buffet per cinquanta persone, dovendo essere sul posto alle otto del mattino, per giunta in tenuta da professionista rampante, con tanto di scarpa col tacco, alla faccia della tempistica, del sudore da duro lavoro e, buon ultimo, del ditone malato.
Fosse stato per il marito, avrei dovuto telefonare al Capo e dirgli pacatamente che non ero in condizione di muovermi e che si arrangiassero da soli, una buona volta, magari mandando anche qualcuno a prelevare vassoi e caraffe. A parte la nominescion per "la migliore battuta del secolo", il suggerimento non ha sortito alcun effetto e, dieci minuti dopo, sperimentavo una nuova posizione al volante, guidando senza una scarpa e schiacciando il pedale dell'acceleratore col solo tallone. E' stato solo quando sono arrivata al parcheggio, sana, salva e senza neppure una smagliatura nella calza che ho capito che ero lì per volontà divina e che quindi, qualsiasi cosa fosse successa, avrei trovato un appiglio a cui aggrapparmi. E così è stato. Il primo, indispensabile, è stato l'aiuto della Paola, un'altra che, quando si decideranno a fare uno speciale sul mio buon carattere, potrà candidarsi a fare l'ospite d'onore; il secondo, invece, è stato il colpo di genio di lavorare scalza, su un pavimento di marmo, in una stanza che non aveva mai visto un calorifero in vita sua. Tempo trenta secondi e stavo sperimentando gli effetti analsegici del congelamento, con grande beneficio della sottoscritta e degli invitati, che, nel giro di mezz'ora, hanno fatto fuori il seguente buffet

sablè alle olive



Mini quiches al roquefort e ai finocchi (48 pezzi)
Mini quiches lorraine (48 pezzi)
Focaccia alla salvia (100 pezzi)
Mini croissant farciti con crescione e salmone affumicato (70 pezzi)
Baci di dama salati al pesto (80 pezzi)
Sablè al cumino/limone (50 pezzi)
Sablè alla paprika (50 pezzi)
Sablè alle olive (50 pezzi)

i primi 4 sono stati preparati una settimana prima e congelati; i secondi 4, invece, tre giorni prima e chiusi in scatole di latta. Al mattino (presto: prima delle 6, di sicuro), ho fatto scongelare in forno quiches e croissant, e nel frattempo farcivo i baci di dama, mentre le brioches sono state riempite in loco. Tovaglie bianche (pure quelle antiche: mamma, non leggere), con sopra dei copritovaglia ciclamino, vassoi d'argento ed alzatine. Superfluo aggiungere che le sablè nelle foto sono state immortalate prima dell'inizio della cerimonia, visto che, a parte le briciole, non è avanzato niente....


SABLE' AL PARMIGIANO
(C. FELDER)

sablè alla paprika



la ricetta base è di Felder e si riferisce ad una ventina di biscotti


farina 130g
burro 1oog
tuorlo d'uovo 1
parmigiano grattugiato 100g
sale 1 presa
pepe nero 1 presa
Preriscaldate il forno a 180. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola a lavorate con la punta della dita fino ad ottenere una consistenza sabbiosa. Se preferite lavorate al mixer. Aggiungete l'uovo, compattate e formate una palla. Conservate in frigo per 1h. Stendete la pasta su uno spessore di ca 5mm e ricavate dei quadrotti di 4cm. infornate 15-18m. a 180°

Io sono partita dalla stessa base, quadruplicando le dosi e riducendo le dimensioni, e ho aggiunto tre diverse "profumazioni"

- cumino in semi e scorza di limone grattugiata
- paprika forte
- olive nere tritate grossolanamente

Nelle scatole di latta, si sono conservati tutti bene, eccetto quelli finiti nel contenitore con il coperchio che chiude male: mi è bastato rimetterli in forno a 150 gradi per 5 minuti e sono tornati fragranti come gli altri.
Buoni, buoni, buoni
Buon appetito
alessandra

English Version

sablè alle olive



This is a Felder's recipe, but I've added some modifies

for about 20 biscuits

130g flour
1oog
butter
1 egg yolk
100g grated Parmesan
1 pinch salt
1 pinch black pepper
Preheat oven to 180. Mix all ingredients in a bowl and knead fastly with your fingertips until you have a sandy texture. If you prefer, you can use the mixer. Add the egg, compacted and formed a ball. Keep in refrigerator for 1h. Roll out the dough to a thickness of approximately 5mm and made of squares of 4cm. bake 15-18m. 180 °


To this basic recipe, I added three different "fragrances"

- Cumin seeds and grated lemon zest
- Hot paprika
- Black olives, coarsely chopped

You can bake them in advance and preserve them in a tin, for 3 or 4 days

Buon Appetito
Alessandra


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